Febbraio 9th, 2016 Riccardo Fucile
UN’OPERA FRAGILE DA ROMA ALLA CITTA’ DEL MINISTRO PER UNA MARCHETTA ELETTORALE
Il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini, il Salvator Mundi, è in queste ore al centro delle polemiche.
Un busto marmoreo eseguito nel 1679, quando l’artista aveva ottant’anni e attualmente conservato nella basilica di San Sebastiano fuori le Mura a Roma, fra pochi giorni partirà alla volta di Agrigento.
Infatti, sarà possibile ammirare l’opera monumentale alla Sagra del Mandorlo in Fiore. Come racconta Tomaso Montanari su La Repubblica, infatti, l’opera d’arte sarà trasferita per volere di Angelino Alfano, ministro dell’interno e in quanto tale capo del prefetto del Fondo Edifici di Culto, sotto il quale cade la giurisdizione di alcune opere provenienti dalla Chiesa.
Dice Montanari:
Ora, una scultura di questo rilievo e di questa straordinaria fragilità ( è un marmo, alto 103 centimetri, pieno di delicatissime creste e di sottili corpi aggettanti, come le dita) dovrebbe muoversi il meno possibile, e in soli casi di eccezionale spessore culturale: per esempio una mostra che riunisca gran parte dei marmi del Bernini tardo […] Insomma, qualcosa di un po’ diverso dalla – mirabile, per carità – Sagra del Mandorlo in Fiore di Agrigento.
Insomma, congettura Montanari, il capolavoro del Bernini si sposterebbe per dar lustro alla città natale di Alfano. Più di una semplice supposizione, però, stando a quanto riporta la Repubblica:
Durante una visita in patria del giugno scorso, Alfano annunciò: “Come responsabile del Fondo Edifici di Culto, ho lavorato nei giorni scorsi, insieme al prefetto, per realizzare un’importante esposizione di una o più opere provenienti dalle chiese che sono sotto la governance del ministero dell’interno. Probabilmente si realizzerà a luglio, dovrebbe arrivare qui un Bernini”.
C’è, tuttavia, una speranza che il meccanismo si inceppi.
Nonostante il sito della Sagra annunci gioioso che dal “20 febbraio sarà possibile ammirare nella chiesa di Santo Spirito il Salvator Mundi… dello scultore più corteggiato della storia”, agli uffici del Ministero per i Beni Culturali non risulta ancora pervenuta la richiesta di autorizzare il prestito, necessaria per legge.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 9th, 2016 Riccardo Fucile
IN CASO DI BALLOTTAGGIO IL PD VINCEREBBE SIA CONTRO GRILLINI CHE CONTRO CENTRODESTRA
Sondaggio con spostamenti importanti, quello che Enrico Mentana, come ogni lunedì, ha illustrato
nel corso del tg di La7.
La rilevazione Emg registra una settimana politica importante, col dibattito politico sul dl Cirinnà e le primarie che si sono svolte a Milano.
Le forze che si sono mostrate trainanti, o comunque più coinvolte nel confronto sulle unioni civili, portano a casa voti: è il caso del Pd che passa dal 31,8 al 32,3% (+0,5) e di Ncd che dal 2,7% dale al 3,1 (+0,4).
Soffre molto, invece, la Lega. L’effetto Salvini pare ormai da alcune settimane essersi ridimensionato e di sicuro il Carroccio paga la marginalità del centrodestra nel dibattito politico più recente.
Il partito padano in una settimana lascia sul terreno lo 0,6% delle sue preferenze (dal 15,8 al 15,2%). Fratelli d’Italia perde lo 0,4 (dal 5,6 al 5,2%) mentre Forza Italia contiene i danni a un -0,1% (dall’11,7 all’11,6%).
L’altro elemento importante del sondaggio riguarda il ballottaggio: secondo Emg, se si votasse oggi, ci andrebbero Pd e centrodestra col 32,2 e il 31,2% rispettivamente, mentre il Movimento 5 Stelle sarebbe tagliato fuori col 27,5% (-0,9%).
Piove sul bagnato, per i 5 Stelle, anche qualora dovessero andarci, al ballottaggio previsto dall’Italicum quando nessuna lista raggiunge il 40% dei voti al primo turno. Infatti, diversamente da quanto registrato nelle ultime settimane, perderebbero di un soffio col Pd, che li batterebbe 50,1 a 49,9%.
Vincerebbero, invece, di larga misura sul centrodestra: 52,9 a 47,1%.
Margine ancor più largo ci sarebbe in caso di ballottaggio tra Pd e centrodestra: 53,2 contro 46,8 per il partito di Renzi.
(da agenzie)
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Febbraio 9th, 2016 Riccardo Fucile
“IL DDL CIRINNA’ E’ IL COMPROMESSO MINIMO RAGIONEVOLE PER ALLINEARCI AGLI ALTRI PAESI CIVILI”
Siamo quattro cittadini italiani che, in passato, per denunciare l’inescusabile mancanza di rispetto che le Istituzioni ci riservano in quanto omosessuali, abbiamo avuto l’ardire di reclamare davanti ai giudici un trattamento paritario, per poi vedere l’Italia intera tristemente condannata di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Siamo una goccia nel mare dei cittadini — italiani, europei ed extraeuropei in Italia – che chiedono da decenni il riconoscimento della piena dignità di donne e di uomini, che chiedono di vedere riconosciute le proprie vite e le proprie famiglie, e la parità di trattamento dei diritti e dei doveri reciproci e nei confronti della comunità .
Vale la pena avere presente che non pochi di questi cittadini sono già morti, senza alcun conforto di Patria. Nel 2016 finalmente le Istituzioni italiane hanno iniziato ad ascoltarci concretamente e questo ci riempie di gioia e di speranza, che le difficoltà con cui dobbiamo fare i conti quotidianamente possano finalmente aver fine.
Vi scriviamo con il sogno di poter percorrere, in queste righe, un ideale cammino insieme verso una Italia migliore e più giusta. Molto migliore.
Al di là delle apparenze politiche e mediatiche, questi giorni di discussione della proposta di legge Cirinnà sono giorni di profonda unità nazionale, come raramente — in passato — ne abbiamo vissuti.
Sotto questa legge si riconoscono le più svariate tipologie di persone: le persone apertamente omosessuali, i nostri figli, i nostri genitori, i nostri parenti, gli amici, i colleghi, i nostri datori di lavoro, grandissima parte del popolo europeo.
E soprattutto tutti i giovani che meritano di potersi costruire il migliore futuro possibile, lo stesso futuro che l’Italia oggi sta scegliendo di darsi, o di negarsi: in dipendenza dalla scelta che farete.
Perciò crediamo sia questo il momento migliore per dare voce alle discriminazioni che, come omosessuali, noi e milioni di altre famiglie affrontiamo quotidianamente. Le difficoltà che molti bambini affrontano insieme ai loro genitori nel loro vivere quotidiano (dalle più semplici, come quella dell’essere portati a scuola, alle più dolorose, che comportano l’assistenza in ospedale o la separazione dei genitori). Vorremmo testimoniare come sono le nostre vite.
Ogni cittadino onesto partecipa alla vita del nostro Paese con le sue possibilità e cercando, nel suo piccolo, di farlo progredire; e come ogni cittadino, anche noi affrontiamo quello che la vita ci propone avendo affianco la persona con cui scegliamo liberamente di vivere: la persona che amiamo. Questo è famiglia.
Ed è anche e proprio come famiglia che noi contribuiamo alla nostra società pure non avendone di ritorno nessun riconoscimento e nessuna tutela.
Il testo di questa legge non ci soddisfa appieno, in quanto noi sosteniamo il diritto egualitario, ivi compreso il matrimonio con rito civile, e perciò la proposta di legge Cirinnà — così come formulata originariamente — ci sembra il compromesso minimo e inderogabile per riallinearci con i Paesi che garantiscono a tutti i loro cittadini una parità di trattamento.
L’Italia sta finalmente scegliendo da che parte stare, è tristemente l’ultima in Europa e nel mondo Occidentale a farlo e sa che il tempo per scegliere sta terminando.
Non si può più non scegliere. E voi siete chiamati a farlo per noi.
In questi giorni le nostre vite — tutta la speranza custodita fino ad oggi, tutti i nostri sogni per il domani — sono nelle vostre mani.
Questa è l’espressione più pura della sacralità della democrazia, che vi chiediamo di vivere con totale abnegazione.
Poi, qualunque scelta voi farete, le nostre vite torneranno nelle nostre mani. E continueremo ad ardire, inarrestabili come abbiamo sempre fatto per rendere pieno onore alla nostra dignità , finchè godremo insieme a tutti voi della piena uguaglianza che ogni cittadino merita responsabilmente di fronte alla legge.
Se necessario, porteremo nuovamente davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo lo spirito con cui Aldo Moro e Giorgio La Pira contribuirono a definire l’articolo 29 della nostra Costituzione: il concetto originario e autentico di società naturale, al quale anche noi famiglie omosessuali apparteniamo a pieno titolo.
Ed insieme, eterosessuali e omosessuali, porteremo all’attenzione della Corte Costituzionale ogni discriminazione che non sarà stata cancellata, affinchè venga sottoposta al vaglio della ragionevolezza.
Perciò non siamo qui a fare leva sui buoni sentimenti o su degli ideali astratti. Nemmeno su opinioni o convinzioni personali, o sulla vostra indiscutibile libertà di coscienza: in realtà è propriamente sul piano della ragionevolezza che sarete giudicati voi e la vostra legge.
E quindi, è sempre sul piano della ragionevolezza che vi invitiamo ad esprimere posizioni oneste, libere e responsabili, quali depositari del futuro di questa nazione. Questi sono i giorni in cui noi, insieme a tantissimi italiani, vogliamo credere in voi. Essere all’altezza di così grande fiducia sarà il più grande vantaggio e privilegio di cui possiate mai godere.
I più sentiti e rispettosi saluti.
Gian Mario Felicetti, Riccardo Perelli Cippo, Roberto Zacheo, Riccardo Zappa
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Febbraio 9th, 2016 Riccardo Fucile
SALVINI E BERLUSCONI CONTRARIATI DAI VETI CONTINUI DELLA SOUBRETTE DELLA GARBATELLA CHE TEME DI ESSERE OSCURATA
Trovare la quadra su un candidato di centrodestra condiviso a Roma resta una chimera. Si
continua a lavorare e nessuno vorrebbe andare in ordine sparso. Ma per ora l’intesa non c’è.
Il vertice di Arcore non ha sciolto i nodi che tengono ancora bloccato il nome di un possibile candidato. L’incontro a tre che si è tenuto tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni si è concluso con un nulla di fatto.
La fumata nera è stata causata dalla decisione della leader di FdI, Giorgia Meloni, di non togliere il veto su Alfio Marchini, ritenuto non rappresentativo della destra romana ed anzi fin troppo di sinistra per i suoi trascorsi familiari vicini al Pci.
La novità è che Meloni, proprio perchè contraria alla candidatura dell’imprenditore, ha proposto per la prima volta un proprio nome.
Si tratta di Fabio Rampelli, capogruppo di FdI alla Camera, e ora Berlusconi e Salvini saranno costretti a dire la loro.
I tre alleati si sono impegnati a rivedersi mercoledì.
Giorgia Meloni potrebbe essere, come ha detto lei stessa qualche giorno fa dopo aver annunciato la sua gravidanza in occasione del Family Day, l’extrema ratio qualora non si riuscisse davvero a tovare l’intesa.
La conferma delle bocciatura di Marchini arriva a stretto giro di posta. Ed è proprio Salvini a comunicarla in diretta ai microfoni de La Zanzara: “Marchini? Durante il vertice con Berlusconi e la Meloni il suo nome è stato bocciato. Non sarà il nostro candidato a Roma. Il veto lo ha messo Giorgia Meloni.”
Parole che il diretto interessato, pur deluso del veto di FdI, commenta così: “È la conferma che non esistevano patti segreti e incontri clandestini. L’ho ripetuto mille volte: amo Roma e mi sta a cuore il futuro di questa città . È un impegno che ho preso con i romani e che onorerò fino alla fine”.
Insomma, bocciato Marchini e in attesa che venga svelato l’uomo del mistero, l’unico nome veramente in campo è, al momento, Francesco Storace: “Il centrodestra ha bisogno di una candidatura vera e sulla quale bisogna discutere. Finora con me della candidatura a sindaco di Roma non ha parlato nessuno. Io sono candidato, per farmi decidere di non candidarmi mi devono dare una motivazione molto convincente”.
Non osiamo pensare quale.
(da agenzie)
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