Febbraio 29th, 2016 Riccardo Fucile
LUI REPLICA: “ACCUSATO PERCHE’ TROPPO ANTI DE LUCA”… SIAMO AL SOLITO PSICODRAMMA
Psicodramma a Salerno in casa M5s. Tre mesi di scremature e votazioni rischiano di andare in fumo.
Il candidato sindaco Oreste Agosto, uscito vincente dall’assemblea del 7 febbraio, viene “sfiduciato” perchè ufficialmente accusato di indebite pressioni prima del voto. Ma i suoi elettori lo difendono con un documento e contrattaccano: “E’ stato un risultato limpido e democratico, Agosto vittima di una pregiudiziale al nostro interno: è troppo antideluchiano”.
E’ la sintesi estrema di un problema politico e di un paradosso: quella che era ed è sempre stata l’unica opposizione seria in città — persino gli ex candidati sindaci di Forza Italia sono finiti nel blocco pro De Luca — ora avrebbe paura di appuntarsi al petto questa medaglia.
Il quadro è il seguente: i parlamentari locali sono divisi, i tre meetup sono in conflitto, nelle assemblee viaggiano documenti non firmati farciti di accuse dure, ci sono attivisti che sentendosi tirati in causa nelle accuse di ‘indebite ingerenze telefoniche’, vietate da norme e prassi del movimento grillino, hanno reagito rendendo pubblici i loro tabulati.
Risultato: la votazione che avrebbe individuato nell’avvocato Agosto il candidato sindaco da contrapporre a 20 anni di deluchismo dilagante, è minata da una sfiducia ad Agosto che punta al ritiro della sua candidatura e manda in frantumi mesi di lavoro iniziati con l’assemblea del 15 novembre 2015: i 98 curriculum degli aspiranti consiglieri, i 57 video, i 33 ‘candidabili’ al consiglio comunale poi ridotti a 27 dopo un ulteriore filtro e l’applicazione di nuove regole a partita in corso.
A cominciare da quella, valida solo per le grandi metropoli ma poi traslata anche sulle città medie dopo il caso Quarto, che non può candidarsi nel M5s chi alle elezioni precedenti si era candidato in liste avversarie.
Come nel caso di Dante Santoro, nel 2011 in campo con una lista civica di Vincenzo De Luca. Ora Santoro, che aspirava ad essere il candidato sindaco, è fuori dai giochi e starebbe preparando due liste indipendenti e fuori dal Movimento.
Ma di cosa è incolpato Agosto, individuato come candidato sindaco con 92 voti, 21 in più del competitor Nicola Provenza (votarono in 164 su una base elettorale di 288 persone)?
Ufficialmente, di aver violato un articolo del Non Statuto perchè avrebbe telefonato a uno dei votanti screditando l’avversario come “gradito agli ambienti comunali” (traduzione: gradito al mondo di De Luca), e chiedendo un’investitura diretta. Ufficiosamente, Agosto è nel mirino perchè troppo antideluchiano: sarebbe l’opinione, ovviamente legittima, di un gruppo di attivisti grillini che pur non mettendola nero su bianco, ritiene Agosto un nome di ‘totale rottura’ e di impossibilità al dialogo con buona parte della città .
Agosto è l’avvocato che ha scritto i ricorsi contro l’edificazione del Crescent e per far dichiarare De Luca decaduto dalla carica di primo cittadino di Salerno perchè incompatibile con il ruolo di viceministro del governo Letta.
In quest’ultima battaglia, da legale del M5s, ha inchiodato De Luca e i suoi sodali a una sconfitta clamorosa di cui si è parlato a lungo.
L’attuale Governatore Pd della Campania un anno fa è stato rimosso da sindaco con il marchio di politico che aveva violato una legge dello Stato.
Non è stato un percorso semplice quello concluso con l’individuazione (in bilico) di Agosto.
A novembre ha vinto Santoro, un ex deluchiano, con una base elettorale che comprendeva anche gli iscritti al blog di Grillo.
Poi le regole sono cambiate, Santoro è uscito, si è andati avanti a botte di assemblee senza gli iscritti al blog e di riunioni convocate in maniere più o meno rituali.
Il 5 febbraio, due giorni prima della votazione, si insedia una commissione che dovrebbe ‘processare’ i 33 candidabili per verificare se ci sono infiltrati.
Il 7 febbraio l’assemblea conclusa con la vittoria di Agosto.
Il 19 febbraio, nuova assemblea convocata tramite Facebook dal parlamentare Mimmo Pisano. Lì è sbucato un documento non firmato che attribuiva ad Agosto, a nome di tutti i candidabili al consiglio comunale, i comportamenti scorretti per i quali si è avanzata la sfiducia.
Qualcuno dei candidabili se ne è però dissociato, chiedendo perchè questi comportamenti non siano stati denunciati prima del voto, ed ha a sua volta promosso un contro documento con 70 firme raccolte in assemblea che ha ribadito sostegno ad Agosto.
“A nostro avviso, tale attuale iniziativa di disaggregazione persegue un disegno politico portato avanti già dal primo momento — si legge — teso ad impedire ad ogni costo e pregiudizialmente la candidatura di Oreste Agosto, ben conosciuto ed apprezzato per i suoi interventi legali a sostegno delle iniziative e delle strutture organizzate del Movimento 5 stelle, perchè considerato “troppo antideluchiano” e, secondo alcuni, “imposto dai parlamentari salernitani”.
Non da tutti, per la verità . Agosto avrebbe l’appoggio di Andrea Cioffi e Mimmo Pisano, ma non quello di Silvia Giordano ed Angelo Tofalo.
Il documento si chiude con l’invito ad Agosto di dare immediatamente il via “alla procedura prevista per la certificazione della lista”.
Prima che il gruppo a lui avverso ne presenti un’altra e costringa Grillo a un intervento diretto sul caso Salerno.
Vincenzo Iurillo
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Febbraio 29th, 2016 Riccardo Fucile
E FRATELLI D’ITALIA RIVELANO: “LE STESSE PERSONE HANNO VOTATO IN OGNI SEGGIO, PER NON PARLARE DEI CINESI E DEGLI EXTRACOMUNITARI”… GASPARRI IRONIZZA: “ERANO IN CODA PER VOTARE PI-VET-IN”
«Matteo sta diventando inaffidabile». Berlusconi aspetta di sentire Salvini – che ha convocato una
conferenza stampa per oggi alle 13 – bocciare definitivamente la candidatura di Bertolaso a Roma e sponsorizzare il nome più votato nei gazebo.
Una sorta di primarie, un referendum per affossare l’ex capo della Protezione civile. «Una pagliacciata» secondo l’ex Cavaliere perchè Matteo saprebbe già chi è il vincitore.
Dai primi scrutini informali emerge un testa e testa tra Marchini e Storace; segue Pivetti. Distanziati e ultimi Bertolaso e Rampelli.
I comitati Noi con Salvini parlano di grandissimo successo, di quasi 12 mila votanti. E Salvini di «una bella partecipazione andata oltre le aspettative: da domani offriamo agli alleati tante idee da valutare».
I Fratelli d’Italia, che hanno mandato in giro militanti a monitorare alcuni gazebo, dicono che le stesse persone hanno votato una volta in ogni seggio: per non parlare di extracomunitari e cinesi.
«Quelli che si sono messi in coda per votare Pi-vet-tin», ironizza Maurizio Gasparri. Eppure il senatore di Fi dovrebbe essere il più contento se la Lega alla vaccinara indicasse Marchini: lui e molti altri azzurri romani hanno sempre tifato per l’imprenditore.
Odiato invece da Meloni e dal suo uomo forte nella capitale Fabio Rampelli, che definisce Marchini un «trafficone» che starebbe dietro una serie di società con conti correnti nei paradisi fiscali.
Insomma, mentre a Milano il centrodestra (Ncd e Cl compresi) ha trovato veramente la quadratura del cerchio attorno alla candidatura di Parisi, Roma rimane il centro del sisma.
Se, come tutto lascia immaginare, Salvini oggi dovesse dire «i romani hanno scelto Marchini (o Storace) e bocciato Bertolaso», il terremoto raggiungerà il grado più alto della scala Mercalli.
E Berlusconi potrà confermare quello che sta dicendo in questi giorni: «Matteo sta diventando inaffidabile, non è capace di stare in coalizione, mentre Giorgia ha saputo mettere al primo posto l’interesse del centrodestra».
Una rasoiata, un giudizio che non è scappato dalla bocca di Silvio Berlusconi a caso. Avere messo in discussione l’unità proprio a Roma e la possibilità di vincere nelle due più grandi città d’Italia, è considerato dall’ex premier una «cosa assurda».
Berlusconi si è chiesto: cosa succede se nel 2017 o nel 2018, quando ci saranno le elezioni politiche, facciamo un accordo sul listone unico e poi Salvini lo manda all’aria?
Amedeo La Mattina
(da “La Stampa“)
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Febbraio 29th, 2016 Riccardo Fucile
SCONTRO A “FUORI ONDA”: “TUA MAMMA AVREBBE DOVUTO RIEMPIERTI DI BOTTE QUAND’ERI PICCOLO”
Scontro a ‘Fuori Onda’ su La7 tra lo scrittore Antonio Pennacchi e il leader leghista Matteo Salvini sullo scandalo della sanità in cui è stato coinvolto il consigliere della Lega in Lombardia, Fabio Rizzi.
“Non era l’ultimo della strada, era il braccio destro di Maroni” dichiara Pennacchi. “Se hanno beccato un leghista che ha sbagliato il primo a tirare i calci in culo sono io”, risponde il segretario della Lega Nord.
“Quindi possiamo parlare di un sistema che coinvolge anche la Lombardia” continua il vincitore del Premio Strega,
“Va bene, la Lombardia è la patria di tutte le mafie, glielo dico così lei è contento”, ribatte l’europarlamentare in palese difficoltà .
Furiosa la reazione di Pennacchi: “Ma perchè fai ste cazzo de battutine? Ma vai a scuola prima di fare le battutine, ma studia Santo Dio!”,
“Si agita il signore col cappello”, replica il numero uno del Carroccio.
“Il signore senza cervello”, rimbecca Pennacchi.
“La mia mamma mi ha insegnato che — prosegue Salvini — l’educazione prevede che ci si toglie il cappello”.
“La sua mamma avrebbe dovuto riempirla di botte quand’era piccolino”, chiosa lo scrittore.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Febbraio 29th, 2016 Riccardo Fucile
IL RICONOSCIMENTO PER LA COLONNA SONORA DI THE HATEFUL EIGHT… LA DEDICA ALLA MOGLIE E LA STANDING OVATION DEL PUBBLICO DI LOS ANGELES
Ennio Morricone ce l’ha fatta. 
Dopo ben cinque nomination e un Oscar alla carriera, il grande compositore ottantasettenne è riuscito a conquistare finalmente l’ambita statuetta per la colonna sonora del film The Hateful Eight, il western di Quentin Tarantino, impreziosito proprio dalla sua musica, pilastro fondamentale del film sin dalle prime inquadrature tra la neve.
“Buona sera signori, buona sera”, sono state le prime parole con cui il maestro romano, visibilmente emozionato, ha salutato il pubblico del Dolby Theatre di Los Angeles, che gli ha riservato un sentito applauso ed una lunga standing ovation.
“Ringrazio l’Academy per questo prestigioso riconoscimento – ha detto Morricone, tradotto in inglese da suo figlio Giovanni che lo ha accompagnato sul palco – il mio pensiero va agli altri premiati, in particolare allo stimato John Williams (autore della colonna sonora di Star Wars, alla sua 50esima nomination, ndr). Non c’è musica importante senza un grande film che la ispiri”, ha aggiunto con quell’eleganza tipica di un signore d’altri tempi, per poi ringraziare Quentin Tarantino per averlo scelto, Harvey Weinstein e tutto il team del film, fino al saluto per lui più importante: quello alla moglie Maria, con cui è sposato da sessantasette anni, alla quale ha dedicato la musica e la vittoria.
Morricone, che qualche giorno fa ha ricevuto la stella rosa con il nome dorato sulla Walk of Fame, a Hollywood, aveva già provato a vincere l’Oscar nel 1979 con I giorni del cielo.
Nel 1987 fu la volta di Mission, poi nel 1988 con Gli intoccabili, nel 1992 con Bugsy e poi, nel 2001, con Malena, ma la statuetta tanto ambita non arrivò mai, se non quella alla carriera, consegnatagli nel 2007 da Clint Eastwood.
Dopo aver scritto le musiche di più di cinquecento tra film e serie tv, oltre a quelle di canzoni indimenticabili (tra le tante, Se telefonando di Mina), e dopo tanti premi e riconoscimenti, l’Oscar per una sua colonna sonora era quello che gli mancava e la scorsa notte ha coronato il suo sogno.
Grazie a lui, l’Italia è tornata a far parlare di sè nel mondo, dopo il grande successo ottenuto, all’ultima Berlinale, da Francesco Rosi, vincitore dell’Orso d’Oro con il suo Fuocoammare. Pochi minuti dopo la premiazione, i social network sono impazziti con i complimenti e frasi molto affettuose al maestro.
Su tutti, il Tweet del premier Matteo Renzi – “Grandissimo Maestro, finalmente!” – completato dall’hashtag #orgoglio.
(da agenzie)
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