Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
“NESSUN EFFETTO SUL REFERENDUM, SULLE RIFORME NON POTRANNO CHE VOTARE SI'”
Si è rifiutato di usare la parola dèbacle, ma non ha nascosto l’insoddisfazione e ha detto di essere pronto a “dare qualche segnale di cambiamento”.
Il giorno dopo le elezioni amministrative Matteo Renzi ha fatto una conferenza stampa al Nazareno per commentare i risultati che vedono un’emorragia di voti Pd da Nord a Sud. “Io non sono contento, il Pd non è contento”, ha detto. “Noi non siamo come gli altri che indossano il sorriso d’ordinanza dopo le elezioni e dicono ‘abbiamo vinto’“. Moderatamente autocritico, Renzi ha però ribadito che secondo lui non c’è “una crisi numerica” per i democratici: “Il risultato è molto locale, molto frammentato e soprattutto non vede il partito di maggioranza, il Pd, in una situazione di crisi numerica perchè i dati sono alti dal punto di vista della percentuale. Ma non siamo contenti. Siamo contenti del mezzo miracolo ma ci interessa l’altro mezzo miracolo”.
Secondo il segretario dem il dato più preoccupante è quello di Napoli dove la candidata Valeria Valente non è riuscita ad andare al ballottaggio e il Partito democratico ha visto dimezzati i voti rispetto alle scorse amministrative: “Noi volevamo fare meglio a Napoli dove il risultato è il peggiore del Pd: lì da qualche anno non riusciamo a esprimerci al meglio. Nella provincia abbiamo vinto 7 comuni: esiste un problema Napoli, ma non il problema Campania”.
Secondo Renzi invece nella Capitale il deputato Roberto Giachetti può essere soddisfatto per aver strappato il ballottaggio, anche se con percentuali molto basse: “A Roma ha fatto un mezzo miracolo. A Roma se Giachetti fa Giachetti sarà un ballottaggio divertente, la partita è aperta. Si riparte da zero a zero“.
La preoccupazione ora è per il referendum confermativo delle riforme costituzionali di ottobre prossimo, a cui Renzi ha vincolato la durata dell’esecutivo.
“Il voto delle comunali non avrà un’influenza sulla consultazione dell’autunno prossimo”, ha detto.
“Sono partite profondamente diverse. Ho detto che non avrei considerato valore nazionale delle elezioni amministrative e mi pare di essere stato un buon profeta nel dirlo per come sono andate. Allo stesso modo confermo che il referendum avrà ripercussioni sul governo”.
E ha poi aggiunto: “Il voto di protesta oggi c’è ma io penso che sul referendum non potranno che votare sì”.
Al tempo stesso però il segretario ha rivendicato percentuali alte per i candidati che affronteranno il secondo turno: “Io non sono soddisfatto, questo ci porterà a fare un ballottaggio il più forte possibile: occhio ai numeri perchè nella stragrande maggioranza delle città i nostri candidati sono sopra il 40 per cento. Il Pd ha problemi che deve affrontare e ci impegneremo per affrontarli”.
Renzi si è definito poi uno “affamato di vottoria”: “Non dico che il risultato è negativo perchè non lo penso. Ma una squadra che vuol vincere sempre quando vince ma non dappertutto non è contenta. Sono affamato di vittoria e penso che il Pd è la più grande comunità politica europea, sta intorno al 35% a livello nazionale, in molti comuni sopra il 40% che è la cifra magica per l’Italicum: quindi il risultato non è una dèbacle ma non ci basta perchè vogliamo di più”.
Renzi ha anche sminuito il peso della sinistra che ha deciso di correre da sola in città come Torino e Roma. “Se uno non vuole votare il Pd e sta a sinistra vota M5s più che i movimenti a sinistra. E’ una lettura difficile da non condividere, basta vedere Airaudo a Torino, per non parlare di Fassina”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
PLEBISCITO SOLO PER ZEDDA (A CAGLIARI, OCCHIUTO A COSENZA, GNASSI A RIMINI, NAPOLI A SALERNO E CABRIOLA A VILLACIDRO
Massimo Zedda (Sel) a Cagliari, Mario Occhiuto (centrodestra) a Cosenza, Andrea Gnassi (centrosinistra) a
Rimini, Vincenzo Napoli (centrosinistra) a Salerno, Marta Cabriolu (lista civica) a Villacidro.
Sono gli unici cinque sindaci, tra i 25 dei Comuni capoluogo di provincia e Regione andati alle urne domenica 5 giugno, che hanno vinto al primo turno.
Mancano ancora i risultati di Pordenone e Trieste, dove lo spoglio, come in tutto il Friuli Venezia Giulia, è iniziato solo lunedì mattina.
Nella precedente tornata i trionfatori al primo turno erano stati 13 su 25, di cui 11 per il centrosinistra e due per il centrodestra.
Per Zedda, 40 anni, esponente di Sel sostenuto tra gli altri da Pd, Pci, Rifondazione, Unione popolare cristiana, Centro democratico e Rossomori arriva il secondo mandato.
E’ l’unico candidato sindaco di un capoluogo di Regione ad essere passato al primo turno, con il 50,9% dei voti contro il 32,18% di Piergiorgio Massidda, ex parlamentare di Forza Italia.
A Cagliari non ha sfondato invece il Movimento 5 stelle: Maria Antonietta Martinez, imprenditrice, si attesta al 9,2%. Alle politiche del 2013, il M5S era risultato il più votato in Sardegna e nel capoluogo.
Occhiuto, che ha avuto il sostegno di 15 liste civiche, passa con il 59,2% dei voti doppiando Carlo Guccione (centrosinistra) che ha preso il 19,43%.
A Salerno Vincenzo Napoli ottiene il 70,31% delle preferenze, a fronte del 9,64% di Roberto Celano sostenuto dal centrodestra.
A Rimini Andrea Gnassi, candidato del Pd, è stato eletto con il 56,99% dei voti contro il 24,96% del candidato del centrodestra Maurizio Pecci.
Fa storia a sè Villacidro, minuscolo capoluogo del Medio Campidano che conta poco più di 14mila abitanti.
Sotto la soglia di 15mila non c’è l’opzione ballottaggio: si vota con un sistema maggioritario a turno unico e viene eletto sindaco chi ottiene la maggioranza relativa. Per questo Cabriolu ha ottenuto lo scranno con soli 3.251 voti, il 41,37%, contro il 34,56% di Federico Sollai anche lui sostenuto da una lista civica.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
FINANCIAL TIME: “RIMPROVERO POPULISTA A RENZI”
È Virginia Raggi la star internazionale del primo turno delle amministrative italiane, alla quale dedicano titoli le homepage dei principali quotidiani esteri, con la candidata dei Cinque Stelle che posa sorridente in foto mentre deposita la sua scheda nell’urna.
La candidata romana del M5S “spicca il volo nell’elezione del sindaco di Roma”, ricorda il britannico The Guardian, che la definisce la “candidata anti-establishment”, mentre per il Financial Times, “I romani consegnano un rimprovero populista a Renzi. La Raggi vince il primo turno nel tentativo di diventare la prima sindaco donna della città eterna”.
“Il disincanto – scrive il Financial Times – era particolarmente acuto, dopo una serie di scandali di corruzione che hanno scosso la città in anni recenti, con molti cittadini che lamentavano il grave peggioramento della qualità dei servizi pubblici di base, dai trasporti alla raccolta dei rifiuti”.
Secondo Ft, “il colpo a Renzi è stato attutito dalle forti affermazioni dei candidati del suo partito in altre grandi città , come Milano e Torino, il che indica che il sostegno alla sua agenda tiene in molte aree, particolarmente al nord”.
E se i francesi Le Monde e Le Figarocon titoli quasi identici si limitano e rilevare che “la candidata anti-partiti Virginia Raggi è in testa al primo turno delle municipali a Roma”, lo spagnolo El Pais, nel sottotitolo osserva: “Matteo Renzi avverte che il risultato delle elezioni locali non costituisce un test per il suo governo”.
Per El Mundo, “Virginia Raggi e il Movimento 5 Stelle prendono la guida al primo turno delle elezioni a Roma”
In Germania, Faz titola: “Il candidato del partito di Beppe Grillo in testa. A Roma un partito di protesta fa incetta di voti” mentre “anche in Italia faticano i partiti storici”: Più in sordina, la Sueddeutsche Zeitung che si limita a prendere atto del fatto che “sarà il ballottaggio a decidere il nuovo sindaco di Roma” e che la Raggi “è in testa”.
(da “Huffingtonpost”)
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Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
RENZI PUO’ ANCORA TRASFORMARE LE ELEZIONI IN UN SUCCESSO SE VINCE SALA… BERLUSCONI E SALVINI SPERANO CHE PARISI NASCONDA IL DISASTRO DEL CENTRODESTRA… CHIAROSCURO PER IL M5S: BENE A ROMA E TORINO, MALE NELLE ALTRE CITTA‘
Come sempre accade dopo le elezioni, anche oggi faticheremo a trovare uno sconfitto. Dal Pd alla destra,
tutti faranno a gara nel dichiararsi molto soddisfatti.
Nessuno può permettersi il lusso della sincerità in quanto tra 12 giorni si rivoterà ovunque (eccezion fatta per Cagliari), e dunque chi è andato male ieri spera nella rivincita il 19 giugno. In qualche caso, a ragione.
QUI CENTROSINISTRA
Renzi, per esempio, è ancora in tempo per trasformare queste elezioni, politicamente, in oro.
Napoli il Pd l’aveva persa già nel 2011, e dopo quanto è capitato tra Marino e Mafia Capitale nessuno può stupirsi se a Roma è largamente in testa la Raggi.
Giachetti doveva restare nella sua scia e, pur con qualche patema, c’è riuscito: missione compiuta.
Difficilmente verranno battuti due sindaci uscenti come Fassino e Merola, tra l’altro parecchio avanti dopo questo primo turno.
Tutto dipende da Milano: se Renzi riuscirà a imporre Sala è un conto; se invece vincerà Parisi, il bottino elettorale del premier sarà piuttosto modesto, ben al di sotto delle attese.
QUI CINQUE STELLE
I Cinquestelle hanno ottime ragioni per festeggiare: la Raggi potrà perdere il ballottaggio solo commettendo gaffe spaventose, e forse non basterebbero nemmeno quelle.
Il significato anche simbolico della presa di Roma è a tutti evidente. E in fondo pure a Torino i grillini registrano un exploit perchè il 30 per cento della Appendino non è poco considerato l’avversario, un sindaco preparato come Fassino.
Però qui finisce.
M5S non convince a Milano, nè a Napoli, nè a Bologna. Rimane una presenza a macchia di leopardo, che va meglio nelle città dove la destra non sa proporsi in modo unito e convincente.
Guarda caso, Lega e Forza Italia erano in lite tra loro tanto a Roma quanto a Torino.
QUI CENTRODESTRA
Berlusconi e Salvini adesso diranno che è stato ugualmente bellissimo perchè a Milano il loro candidato è testa a testa con Sala.
Un trionfo di Parisi metterebbe tra parentesi quello che entrambi sono stati capaci di combinare nella Capitale. Dove il Cav è riuscito nell’impresa di fare perdere voti a Marchini, ma Salvini e Meloni senza Forza Italia sono rimasti al palo.
Insomma, adesso i riflettori si concentreranno tutti su Milano. Perchè è lì che c’è maggiore incertezza, ed è sempre lì che Renzi, Berlusoni e Salvini si giocheranno le ultime carte.
Ugo Magri
(da “La Stampa“)
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Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
SCONFITTI CENTRODESTRA E GRILLINI, ORA NARDO’ POTREBBE AVERE IL SINDACO PIU’ GIOVANE DELLA SUA STORIA
Nel comune più popoloso della provincia di Lecce tutto rinviato al turno di ballottaggio che si svolgerà tra 15 giorni. A sorpresa, sarà Pippi Mellone a sfidare il primo cittadino uscente Marcello Risi.
Fuori dai giochi l’ex sindaco Antonio Vaglio.
È stata la sfida delle sfide in questa tornata elettorale. E non si può dire che non siano mancate le sorprese.
Nel comune più popoloso della provincia dopo il capoluogo è andata in scena una battaglia fra nuovi e vecchi protagonisti, tra neofiti e amministratori di lungo corso e di comprovata esperienza.
L’uscente Marcello Risi, sostenuto da una coalizione di centrosinistra e da 6 liste ha avuto di fronte tre antagonisti, fra questi il più noto è stato certamente Antonio Vaglio, già sindaco di Nardò, a capo della compagine dei moderati con 4 liste, mentre le civiche alternative, ben 8 liste, sono scese al seguito di Pippi Mellone.
Il Movimento 5 stelle, infine, ha schierato Massimo De Marco.
Come era ampiamente pronosticato alla vigilia nessuno degli aspiranti alla carica di primo cittadino è riuscito a ottenere la maggioranza del 50%+1 dei voti.
Ma quel che sorprende è l’andamento di questo primo turno.
Al 50% delle schede scrutinate, infatti, non sarà l’ex Sindaco Antonio Vaglio — che si classifica terzo – a sfidare l’uscente Marcello Risi al ballottaggio, bensì, Pippi Mellone, personalità molto conosciuta in città e leader della destra sociale neretina. Medaglia di legno per Massimo De Marco espressione del Movimento Cinque Stelle
Pippi Mellone, dopo la conquista della storico ballottaggio ha fatto un appello: “Ringrazio i giovani uomini e le donne che hanno scommesso sulla mia candidatura contro tutti e tutto mettendoci la faccia. Ringrazio gli oltre 6.000 elettori che hanno scelto il più giovane sindaco della storia della città Se dovessi vincere in Consiglio comunale approderebbe la più giovane classe dirigente della storia della nostra Nardò”
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2016 Riccardo Fucile
BOOM GRILLINO A ROMA E A TORINO… FDI 2,4% A MILANO, 1,28% A NAPOLI, 2,26% A BOLOGNA, 1,36% A TORINO… MALE LA LEGA: 6% A TORINO, 10,27% A BOLOGNA
Lo spoglio delle amministrative procede a ritmo di Paese del Terzo mondo, ma la tendenza è ormai
delineata.
A Roma la Raggi è al 35%, Giachetti al 24%, la Meloni al 21%, Marchini al 10%, Fassina al 4%.
A Milano Sala e Parisi sono intorno al 41%, se la giocano per pochi voti, la resa dei conti al ballottaggio. Segue il cinquestele Corradi al 10%
A Napoli De Magistris naviga al 41%, Lettieri al 24%, Valente al 21%, il cinquestelle Brambilla al 10%
A Torino Fassino al 41%, la Appendino al 31%, Morano (Lega-Fdi) all’8%, Napoli (Forza Italia) al 5%
A Bologna Merola al 40%, Borgonzoni (centrodestra) al 22%, Bugani al 17%
A Cagliari passa al primo turno il Pd Zedda con il 51%.
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Giugno 5th, 2016 Riccardo Fucile
EXPLOIT DE MAGISTRIS A NAPOLI, SECONDO LETTIERI… A TORINO FASSINO IN TESTA… CENTRODESTRA ALLA SFASCIO, IL PD REGGE, IL M5S BENE SOLO A ROMA
Chiuse alle 23 di domenica sera le urne per le elezioni amministrative 2016, è partito lo spoglio delle
schede.
Secondo i primi exit poll, a Roma Virginia Raggi sarebbe tra il 34 e il 38%, Giachetti tra il 20 e il 24%, Meloni tra il 16 e i 20%, Marchini tra il 9 e il 13%. Fassina non pervenuto.
A Milano, Sala avrebbe ottenuto tra il 41 e il 45%, Parisi tra il 35 e il 39% e Corrado tra 8 e il 12%.
A Torino Fassino sarebbe in testa con una percentuale tra il 39 e il 43%, Chiara Appendino starebbe tra il 28 e il 32%, gli altri sotto il 10%.
A Napoli De Magistris è tra il 43 e il 47%, Lettieri tra il 20 e il 24%, Valemte tra il 15 e il 19% e Brambilla tra il’11 e il 15%.
Al voto 1.342 comuni, di cui 25 capoluoghi di provincia, 7 di regione, per un totale di 13.301.765 di italiani chiamati alle urne, oltre il 25% del totale degli iscritti alle liste elettorali nazionali.
(da agenzie)
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Giugno 5th, 2016 Riccardo Fucile
A POLIGNANO A MARE UN 30ENNE PICCHIA LA RAGAZZA IN PIAZZA, VIENE BLOCCATO DAI PASSANTI, POI LA FOLLA LO GONFIA DI BOTTE
E’ stato necessario l’intervento dei carabinieri e di un metronotte per salvare dal linciaggio un trentenne che sabato sera a Polignano a Mare è stato fermato da alcuni passanti mentre picchiava la propria ragazza.
La coppia era andata a cenare in un ristorante nel centro del paese, nella piazzetta in cui sorge la statua di Domenico Modugno.
All’uscita del locale, però, i due hanno cominciato a litigare. E il giovane ha perso la testa.
Prima ha insultato la fidanzata, poi l’ha presa a schiaffi e ha tentato di morderla a una mano.
La scena non è sfuggita ai passanti che affollavano la piazza di Polignano.
La ragazza ha cominciato a gridare e a chiedere aiuto e ha richiamato, in particolare, l’attenzione di tre cittadini che sono intervenuti per bloccare il trentenne prima che la situazione degenerasse
L’episodio ha destato rabbia tra la gente che ha spintonato e malmenato il fidanzato manesco che veniva salvato solo dall’arrivo di Metropol e carabinieri.
L’uomo, letteralmente gonfiato di botte, si riprendeva a fatica solo grazie alle cure del 118.
Stando a quanto dichiarato dalla ragazza non sarebbe stata la prima volta che il fidanzato l’avrebbe picchiata.
(da agenzie)
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Giugno 5th, 2016 Riccardo Fucile
QUASI TUTTE LE GRANDI CITTA’ SOTTO LA MEDIA NAZIONALE, AD ECCEZIONE DI COSENZA, CROTONE E LATINA
L’affluenza alle urne alle ore 19 nei 1274 comuni in cui si vota, secondo i dati del ministero dell’Interno, è
stata del 46,01%, con riferimento alle regioni a statuto ordinario e la Sardegna. In Friuli, nel capoluogo Trieste la percentuale è stata del 42,27%.
E’ l’astensionismo il vero incubo di questa consultazione elettorale.
Difficile fare raffronti, anche nelle altre città , con le elezioni precedenti in cui il voto si svolgeva in due giorni, mentre questa volta si vota solo di domenica fino alle ore 23.
Alle ore 19, secondo i dati forniti dal Viminale, a Roma l’affluenza alle urne per elezioni comunali si attesta al 40,68%.
A Milano alle 19 si è al 42,43% degli aventi diritto alle urne, a Napoli al 40,74%, a Bologna l’affluenza è del 46,44%.
Alle ore 19, a Torino ha votato il 42,98%, a Cagliari il 40,16%, a Trieste, secondo i dati forniti dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’affluenza alle urne è del 42,72%, a Cosenza è del 54,60%, a Crotone del 54,16%, a Latina alle 19 ha votato il 53.4% degli elettori.
(da “La Repubblica”)
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