Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
ALTRO CHE MODERATI: LE DIVISIONI TRA SI’ E NO SCATENA LA RISSA INTERNA
Il meno originale di tutti discute di scissione dell’atomo, qualche maligno sfiora l’insulto parlando
di pidocchi con la tosse mentre invece chi conosce uomini e cose la definisce per quella che è: una guerra tra bande, magari piccole, ma pur sempre bande. È la faida interna all’Udc, il partito di Pierferdinando Casini, fedele alleato dei governi di Silvio Berlusconi che con Salvatore Cuffaro aveva in Sicilia il suo inesauribile granaio di voti.
Archiviata la stagione berlusconiana, con Cuffaro che entrava nel carcere di Rebibbia dopo la condanna definitiva per favoreggiamento alla mafia, ecco che l’Udc — o meglio quello che ne rimaneva — si è avvicinato al Pd, non mollando neanche per un secondo il suo posto al tavolo della maggioranza sia a Roma che a Palermo.
Ed è proprio tra Palermo e Roma che adesso va in onda la ferocissima guerra intestina tutta interna agli ultimi eredi dello Scudo crociato.
Dopo una battaglia a colpi di carte bollate, ieri il segretario Lorenzo Cesa ha deciso di sospendere e deferire ai probiviri Giampiero D’Alia, presidente del partito.
La faida esplosa con il referendum
Il motivo? Ufficialmente il segretario si è adirato per una dichiarazione in cui l’ex ministro sentenziava: “L’Udc? È morta, stiamo parlando del nulla”.
La classica goccia, dato che in realtà il piccolo partito di centro si è spaccato già mesi fa sull’altare delle riforme costituzionali.
A Roma Cesa e i suoi sono sicuri: voteranno No al referendum del 4 dicembre.
A Palermo D’Alia e i siciliani sono certissimi: voteranno Sì al referendum costituzionale, appoggiati in questa scelta dal padre nobile Casini.
Un approccio bipolare che — dopo settimane di dichiarazioni acide — ha prodotto alla fine l’extrema ratio e cioè la sospensione di D’Alia.
È a questo punto che i neo Dc siciliani hanno provato per una volta il piacere dell’estrema fronda.
Giovanni Ardizzone, solitamente misurato presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, si è appellato ai religiosissimi Rocco Buttiglione e Paola Binetti, e poi ha metaforicamente incendiato la sagrestia. “Un partito che in Sicilia stringe rapporti con cocainomani e mafiosi sospende una persona per bene come D’Alia, senza vergogna alcuna. Dispiace il vostro assordante silenzio”.
I cocainomani e i mafiosi
A più di qualcuno saranno fischiate le orecchie, ma a chi si riferiva Ardizzone di preciso? Paola Binetti è imbarazzata: “Il collega Buttiglione ed io — dice — abbiamo scelto la strada del silenzio operativo, per schierarci non con questo o quel leader, ma per lavorare intensamente alla difesa dell’unità ”.
Silenzio operativo dunque, mentre a dettagliare le dichiarazioni di Ardizzone, arriva Adriano Frinchi, segretario siciliano dell’Udc: “Cesa è segretario dell’Udc dal 2005, praticamente da sempre, ma non ha mai preso posizioni così estreme come la sospensione e il deferimento ai probiviri per parlamentari coinvolti in vicende di droga o di mafia”.
Segretario, qualche nome? “Penso per esempio a Cosimo Mele, parlamentare coinvolto in note inchieste per droga, ma anche a Salvatore Cintola, ex assessore al Bilancio di Cuffaro, il cui nome era contenuto in altre indagini per spaccio di stupefacenti”.
L’ombra lunga di Cuffaro
E i mafiosi? Frinchi non si sottrae: “Cuffaro è stato mai deferito ai probiviri quand’era sotto processo? Non credo. Poi basta andare a guardare l’archivio di qualsiasi giornale per rendersi conto di tutti gli esponenti dell’Udc che in passato hanno avuto problemi simili senza che nessuno muovesse un dito”.
L’elenco in effetti è sterminato mentre un dito e anche qualcosa di più è stato mosso anche per Frinchi, eletto segretario dal congresso siciliano dell’Udc, ma non riconosciuto dai vertici nazionali, che hanno spedito sull’isola un commissario: il senatore Antonio De Poli.
“Insieme a lui — racconta Frinchi — hanno anche nominato un vice commissario, Ester Bonafede, che ha preso la tessera ad ottobre e la cui storia è nota a tutti”.
Ex assessore del governo Crocetta, Bonafede è infatti una cuffariana di strettissima osservanza: dietro la faida interna all’Udc si allunga dunque l’ombra di Totò Vasa-Vasa (bacia-bacia, per la sua attitudine a baciare qualsiasi cosa fosse a portata di smack)?
“Abbiamo avuto sentore che ci siano stati movimenti di questo tipo — racconta Frinchi — Nei territori, nelle province, quelli di Cuffaro sono di nuovo operativi. Per loro l’Udc è un contenitore appetibile”. È in questo modo, quindi, che deve essere letta l’operazione di Cesa? Un allontanamento dal centrosinistra per poi riportare l’Udc in mano a Cuffaro?
L’ex governatore: “E’ D’Alia che fa gli accordi col Pd”
Il diretto interessato, manco a dirlo, smentisce.
“D’Alia — dice — mi cita come alla guida di una corrente e interprete di una linea politica: nulla di più falso, come sanno anche le pietre”.
L’ex governatore ribadisce “per l’ennesima volta che non faccio, nè potrei fare politica attiva: sono interdetto dai pubblici uffici. Su una cosa però sono completamente d’accordo con Gianpiero D’Alia — dice sarcastico l’ex governatore, tornato libero nel dicembre del 2015 dopo cinque anni di carcere — Quando afferma che con lui l’Udc è al governo nazionale e regionale con il Pd e che è con Crocetta dal 2012, in quanto sostenitore della maggioranza di governo alla Regione. È vero, le cose stanno così: è stato proprio D’Alia a volere Crocetta alla presidenza della Regione e i siciliani non solo lo sanno bene, ma se ne ricorderanno al momento giusto”.
D’Alia: “Cuffaro resti pure con la famiglia Addams del centrodestra”
Parole che per D’Alia, però, suonano come una conferma.
“Devo ritenere — dice l’ex ministro — che le affermazioni di Cuffaro non siano frutto di casualità , visto che in Sicilia nulla accade per caso neanche il 2 novembre e soprattutto sembrano confermare un suo impegno politico, una vera e propria militanza. Ma questi sono affari suoi e dei suoi amici della famiglia Addams del centrodestra siciliano alla quale da ieri si è aggregato un altro poveretto da Arcinazzo”, che sarebbe poi il comune laziale da dove proviene Cesa.
“Su di una cosa — continua sempre D’Alia — posso convenire con Cuffaro: la sfiga dei siciliani nella scelta dei presidenti di Regione degli ultimi 15 anni almeno”.
Presidenti sempre espressi o appoggiati dall’Udc, che potrà anche implodere ma non abbandonerà mai una solida postazione nella maggioranza di governo.
Qualsiasi esso sia.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
LA PARLAMENTARE M5S CONTESTATA DA TEMPO DAGLI ATTIVISTI DELL’AQUILA, DOVE E’ STATA ELETTA… UN PARTITO DIVISO IN CORRENTI
Le dichiarazioni complottiste della senatrice abruzzese Enza Blundo (M5S) sulla storia della magnitudo “ribassata” per una delle scosse del terremoto della settimana scorsa non sono state senza conseguenze nel MoVimento.
Prima si sono dissociati i capigruppo M5S di Camera e Senato Giulia Grillo e Luigi Gaetti e ora anche una parte degli attivisti locali dell’Aquila, dopo aver criticato l’uscita della senatrice ne chiede le dimissioni e l’espulsione dal MoVimento.
A chiederlo è il Meetup Amici di Beppe Grillo dell’Aquila, guidato da Giorgio Fioravanti, che in un post pubblicato sulla pagina Facebook del MoVimento aquilano chiede che la senatrice venga espulsa dal partito, con le modalità stabilite dal nuovo regolamento recentemente approvato dagli attivisti pentastellati tramite votazione online.
Sul suo profilo Facebook Fioravanti aveva definito “oltre il limite della decenza” l’uscita della senatrice, ricordando che la colpa non è solo degli elettori aquilani ma anche dei parlamentari che “se la sono voluta tenere”.
Mentre in un commento ribadisce che già nel 2009 alle assemblee degli attivisti la Blundo “voleva dire le stesse cose se non la fermavano”, come a dire che questa forma di pensiero complottista sembra essere radicato e venire da lontano.
In un altro commento pubblicato questa volta sulla pagina del Meetup si critica il fatto che la Senatrice sia stata eletta “grazie al porcellum e a 100 preferenze online”, ovvero come tutti gli altri parlamentari a Cinque Stelle.
È evidente che questo sia un gruppo considerato “di dissidenti”.
Il meetup di cui Fioravanti è portavoce non è però l’unico attivo all’Aquila.
Esiste anche il meetup Beppegrillo.it L’Aquila, vicino alla Senatrice Blundo che invece difende la portavoce Cinque Stelle (del quale fanno parte a quanto pare anche attivisti iscritti al meetup di Fioravanti).
Infine c’è il Comitatus Aquilanus-Periferie Unite M5S che fa riferimento ad Antonio Perrotti che solitamente è più vicino alle posizioni della Blundo (che è la referente per il territorio per il M5S).
Il problema dei vari meetup aquilani è particolarmente sentito dagli attivisti che da qualche tempo si interrogano sulla possibilità di riunirli tutti in un unico meetup in vista delle prossime elezioni amministrative dove è imperativo che il MoVimento si presenti unito con una lista unica e a spingere per un’unificazione sono proprio il meetup Beppegrillo.it e il Comitatus Aquilanus.
Ed infatti la Blundo ha replicato alle accuse mosse da una parte (consistente) del MoVimento aquilano dicendo che “stiamo lavorando per unire le forze”.
Viene quindi il dubbio che, al di là della polemica sul complottismo della Senatrice dietro questo attacco alla dirigenza pentastellata ci siano proprio le lotte di potere per il controllo del M5S aquilano in vista delle amministrative della primavera 2017. Come a dire, anche il MoVimento è ormai un partito come tutti gli altri con le sue correnti (solo che si chiamano meetup).
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
LE AUTO CON IL LOGO DI FORZA ITALIA ATTRAVERSERANNO L’ITALIA PER UN MESE… MA IL 40% DEGLI ELETTORI DI FORZA ITALIA PROPENDE PER IL SI’
Parte ufficialmente oggi, da Villa Gernetto, la campagna referendaria per il No di Forza Italia. 
A dare l’avvio alla carovana delle automobili ‘500’ con il logo di Fi, che attraverseranno per un mese l’Italia, sarà il presidente del partito Silvio Berlusconi.
La decisione di dare il via alla campagna è arrivata nel corso della riunione dei coordinatori regionali di Forza Italia che si è tenuta a palazzo Grazioli alla presenza dello stesso ex premier e dell’amministratore del movimento, Alfredo Messina.
“A varare l’iniziativa – spiega una nota di Forza Italia – sarà il presidente Berlusconi in persona che farà ‘lezione’ sul referendum ad oltre 100 giovani, fra amministratori locali e militanti di Forza Italia, selezionati dall’onorevole Annagrazia Calabria (presidente di Forza Italia giovani), Alessandro Cattaneo (responsabile formazione), Simone Furlan (responsabile delle iniziative territoriali) e dai coordinatori regionali”, conclude la nota.
Chissà se il tour riuscirà a convincere quel 40% di elettori di Forza Italia che secondo i sondaggi sarebbero intenzionati a votare Si al refeendum, in disaccordo con la linea indicata dal partito.
(da agenzie)
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Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
IL VOTO SEMPRE PIU’ CONDIZIONATO DA MANOVRE ESTERNE
Il governo americano teme un massiccio attacco hacker dalla Russia o da altri Paesi con l’obiettivo di creare il caos nel giorno delle elezioni presidenziali, martedì 8 novembre.
Per contrastare questo pericolo sta producendo uno sforzo senza precedenti coordinato dalla stessa Casa Bianca e dal Dipartimento per la sicurezza nazionale, col supporto del Pentagono e delle principali agenzie di intelligence, dalla Cia alla Nsa. Lo riporta la Nbc citando alti funzionari dell’amministrazione Obama.
A Washington – raccontano fonti dell’amministrazione alla Nbc – ci si prepara al peggio, compreso il cosiddetto ‘worst case scenario’: quello di un massiccio cyber-attacco che mandi totalmente o parzialmente in tilt la rete elettrica o internet del Paese.
Ma si lavora anche per contrastare azioni di manipolazione e disinformazione attraverso i social media, a partire da Twitter e Facebook.
Col timore della pubblicazione di documenti falsi che coinvolgano uno dei candidati in esplosivi scandali senza che i media possano fare in tempo a verificare ed accertare la verità prima del voto.
(da agenzie)
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Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
A UN ANNO DALL’ATTENTATO DI PARIGI RIAPRE IL TEATRO-SIMBOLO DEL ROCK
La data di riapertura e il nome del primo artista che salirà sul palco del teatro affacciato su
boulevard Voltaire sono certi: sabato 12 novembre suonerà Sting. L’artista ha confermato la notizia già annunciata dalla Lagardere Unlimited Live Entertainment: “Nel riaprire il Bataclan – ha dichiarato Sting – abbiamo due missioni da compiere: la prima onorare le vittime di un anno fa, la seconda celebrare la vita e la musica”. Il giorno dopo il concerto di riapertura, domenica 13 novembre, a un anno esatto dopo l’attentato, il Bataclan – dove i massicci lavori di ristrutturazione si sono appena conclusi – ospiterà una cerimonia in omaggio alle vittime. All’evento saranno presenti anche gli Eagles of Death Metal.
Qualche mese dopo l’attentato, alla fine dello scorso febbraio, venne diffusa la notizia che il Bataclan avrebbe dovuto riaprire le porte il 13 novembre 2016 con un concerto dei Cure.
L’invito, secondo le indiscrezioni, era stato fatto alla band di Robert Smith dalla società Alias, che si occupa di gestire il booking del locale. L’occasione sarebbe stata particolarmente ghiotta: tornare a fare musica in un luogo-simbolo con una band amatissima.
Poi, di quell’accordo, non se ne è più saputo nulla e il nome a farsi strada prepotentemente è stato quello di Pete Doherty, voce dei Libertines, da tempo residente a Parigi.
Sempre secondo quelle voci, risalenti alla metà di settembre, il suo show previsto per il 16 novembre era andato esaurito in poche ore tanto che gli organizzatori avevano previsto una seconda data il giorno successivo, il 17 novembre. Adesso la notizia sembra certa: l’ex Police avrà l’onore di inaugurare il nuovo Bataclan. Il suo onere? Suonare il migliore concerto della sua carriera, niente più, niente meno.
(da “La Repubblica”)
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Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
SI ASSENTANO MENO DEI COLLEGHI DEL NORD PER MALATTIA, MA ANCHE PER PERMESSI PER MOTIVI FAMILIARI
Docenti meridionali più presenti in classe di tutti gli altri: meno assenze per malattia e maternità dei colleghi settentrionali e dell’Italia centrale, ma anche meno giornate per assistere i familiari affetti da gravi patologie, le ormai famose 104 che negli ultimi tempi hanno fatto gridare allo scandalo.
Il sorprendete risultato, che sovverte un luogo comune abbastanza consolidato, arriva dall’ultimo rapporto dell’Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione) su ‘I processi e il funzionamento delle scuole’, pubblicato qualche giorno fa.
Il dato che si riferisce all’anno scolastico 2014/2015 è di quelli destinati a fare discutere.
I numeri forniti dall’istituto di via Ippolito Nievo sono abbastanza netti.
Per le primarie al Sud la media più bassa per assenze. Alla primaria il record delle assenze dal servizio spetta ai docenti delle scuole ubicate nel Nord-Ovest — Piemonte, Lombardia e Liguria — che fanno registrare un tasso di assenza pari al 5,5 per cento. Un gradino sotto, col 5,2 per cento di ore di assenza, troviamo i maestri delle regioni centrali — Toscana, Lazio, Umbria e Marche — e del Nord-est: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna.
Al Sud — Abruzzo, Molise, Campania e Puglia — le assenze si assottigliano al 4,4 per cento e nelle rimanenti regioni meridionali e insulari si risale al 5,1 per cento.
Tutto il meridione fa comunque registrare un dato medio del 4,7 per cento, il più basso in assoluto.
Docenti meno cagionevoli di salute o altro?
Anche nella scuola media gli insegnanti meridionali si assentano meno, ma il primato questa volta spetta ai loro colleghi del Centro Italia, col 6,2 per cento di assenze dalle lezioni.
Al Nord il dato scende al 5,7 per cento e al 5,3 in tutto il Sud.
Nel primo ciclo, è sempre nel Lazio che si registrano i tassi maggiori di assenza: 5,8 alla primaria e 7 per cento alla media.
Prof dei licei meno presenti di quelli di istituti tecnici.
Per la scuola superiore, l’Invalsi fornisce il dato spacchettato per i diversi indirizzi scolastici.
E anche in questo caso i docenti più virtuosi appaiono quelli meridionali. Ma quello che salta all’occhio è il maggiore tasso di assenteismo dei prof che insegnano nei licei, pari al 6,2 per cento.
Un dato che supera nettamente quello riferito ai docenti degli istituti tecnici (4,9%) e dei professionali (5,1 per cento).
E “mentre nelle scuole del Nord e del Sud — spiega il dossier — non ci sono grandi differenze rispetto al dato nazionale, i licei del Centro registrano in assoluto la media percentuale più alta di ore di assenza (9,2 per cento), dato che risente di una percentuale pari al 15 per cento riscontrata nei licei della Toscana”.
Un valore che deve fare riflettere perchè lo stesso rapporto evidenzia come oltre un terzo di queste ore di assenza (il 35 per cento) va in fumo: le scuole non riescono a coprirle con un supplente.
(da “La Repubblica”)
argomento: scuola | Commenta »
Novembre 4th, 2016 Riccardo Fucile
E-BOOK E TEATRO, MUSEI E CONCERTI, ANCHE DI MUSICA ROCK… DOVRANNO REGISTRARSI ENTRO IL 31 GENNAIO E UTILIZZARE IL BONUS ENTRO FINE 2017
Da oggi i ragazzi nati nel 1998 che abbiano già compiuto la maggiore età potranno ottenere i 500
euro del bonus cultura; gli altri (cioè quelli nati dal 4 novembre al 31 dicembre 1998) potranno farlo dal giorno del compleanno. Tutti quanti dovranno registrarsi entro il 31 gennaio 2017 e utilizzare il bonus entro il 31 dicembre 2017.
Il bonus è destinato anche ai diciottenni stranieri purchè in possesso del permesso di soggiorno e residenti in Italia.
In totale si tratta di circa 574.000 ragazzi, per un ammontare di spesa autorizzata di 290 milioni di euro.
COSA SI PUà’ COMPRARE
La lista delle categorie di “prodotti culturali” ammessi al bonus è stata decisa dal dibattito parlamentare ed è inserita in un apposito decreto della presidenza del consiglio.
I 500 euro potranno essere quindi utilizzati solo per una serie dettagliata di beni.
Si possono comprare i biglietti per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche, per visitare musei e mostre, per partecipare ad “eventi culturali” (ad esempio il Salone del Libro o il Festival di Venezia) visitare monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali e “spettacoli dal vivo” (dai concerti alla Scala o a Santa Cecilia, agli spettacoli circensi).
Si potranno anche comprare libri, compresi i testi scolastici e naturalmente anche nella versione ebook. Gli acquisti si possono fare anche on line.
COSA NON SI PUà’ COMPRARE
Non si possono comprare invece i dischi, gli spartiti musicali, gli strumenti musicali, i corsi di lingua straniera, film in DVD. Il dibattito è però aperto e non è escluso che questi beni, indubbiamente culturali, possano essere inseriti nell’elenco fruibile dai diciottenni del 2017, il cui bonus è stato riconfermato nella legge di bilancio allo studio del Parlamento, per la stessa somma di 500 euro.
COME AVERE I 500 EURO
Diciamo subito che la mancetta di papà è più pratica e priva di vincoli. Ma questi sono soldi pubblici, elargiti in un periodo di magra, quindi è bene che i flussi di denaro e gli acquisti siano controllati.
Il controllo avviene attraverso una App, esattamente “18App” (www.18app.italia.it). Qui ogni diciottenne può creare il suo borsellino virtuale. E sempre qui, devono iscriversi anche gli esercenti interessati ad approfittare dei 290 milioni di euro messi sul mercato grazie al bonus. L’iscrizione degli esercenti fa in modo che ci sia un controllo sul livello culturale dei beni e degli eventi proposti.
ATTIVARE UNO SPID
Approdati sul sito d’ 18App è indispensabile crearsi uno Spid, cioè un’identità digitale, indispensabile per accedere ai servizi on line della Pubblica amministrazione.
Per avere la Spid bisogna possedere un cellulare, ma soprattutto un documento d’identità valido e una tessera sanitaria.
Per registrarsi e ottenere lo Spid bisogna servirsi di uno dei quattro identity provider (Poste, Tim, Infocert e Sielte). Usando lo Spid si farà il login e una volta entrati nel sistema verrà generato il plafond da 500 euro che sarà attivo fino alla fine del 2017.
(da agenzie)
argomento: governo | Commenta »