Destra di Popolo.net

SCHIAFFI E MINACCE TRA GRILLINI NEI MUNICIPI ROMANI GOVERNATI DAL M5S: LA DEMOCRAZIA DELL’UPPERCUT

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

UN CONSIGLIERE E’ FINITO IN OSPEDALE PER UN COLPO DI UN ASSESSORE, UN ALTRO E’ STATO MINACCIATO

A governare, vabbeh. Ma ad alzare le mani a quanto pare ci riescono benissimo. Abbiamo raccontato dello schiaffo ricevuto dal consigliere M5S Domenico Milano e dato dall’assessore ai lavori pubblici Alessandro Pirrone.
E mentre i grillini dell’IV Municipio non forniscono alcuna spiegazione e Milano, a quanto pare, non ha ancora sporto denuncia, Repubblica Roma racconta di un altro ring che sarebbe pronto.
L’assessore grillino del IX Municipio, Alessandro Drago, racconta il quotidiano, ha infatti minacciato il consigliere del PD, Alessandro Lepidini: «Ti dico che prossima volta che ti becco ti meno».
Una frase che, dicono i dem del parlamentino, rappresenta una vera e propria «istigazione alla violenza».
La bagarre sarebbe nata da una discussione online sugli orti urbani di Casal Brunori, per i quali, dicono i consiglieri pd, «la maggioranza 5S si è intestata tutti i meriti, mentre Lepidini si è limitato ad osservare come il merito sia dei cittadini».
Intanto Francesco Brizzi, capogruppo del M5S in IV Municipio, è l’unico ad aver espresso pubblicamente solidarietà  a Domenico Milano “per il grave atto di violenza subito questa mattina”.
Si può notare che Brizzi non dice chi abbia esercitato violenza nei confronti del povero collega: forse teme uno schiaffo anche lui.
Secondo il racconto bipartisan dei consiglieri che si trovavano nella sede del Municipio, i due avrebbero iniziato a litigare in un corridoio prima della commissione Affari generali e, dopo pochi minuti, sarebbero venuti alle mani.
Sembra che l’assessore Pirrone abbia sferrato una ‘cinquina’ al collega Milano, che è rimasto piegato sulle gambe, quasi tramortito e con problemi alla vista.
E Massimiliano Umberti, capogruppo del Pd, conferma: «Ho visto Milano in ginocchiato davanti al muro, è andato in ospedale ma sta bene».
Intanto Marina Loi, assessora alla scuola nel IX Municipio, sta per lasciare l’incarico.   «Non mi faccia commentare — dice il capo dei vigili del IV Massimo Magi al Messaggero — non posso rilasciare dichiarazioni, la municipale non è intervenuta».
La pagina facebook del consigliere schiaffeggiato non è aggiornata dal 6 agosto.
Ma Milano, scrive ancora il quotidiano romano, si è recato in ospedale perchè per alcuni minuti dopo il gancio ha accusato problemi alla vista. Fortunatamente non ci sono state complicazioni fisiche.
Drago si è poi scusato — e ha cancellato il suo commento — con Lepidini: «Chiedo scusa, non era mia intenzione attacare a testa bassa una persona che si impegna sul territorio. Le mie parole sono state fraintese da un intercalare sbagliato e grottesco in risposta ad un post polemico. E’ giusto che siano riconosciuti i contributi di tutti quelli che hanno concorso alla realizzazione del lavoro. Per il resto posso solo dire che mi impegnerò, come sto facendo da un anno, a fare altri progetti che coinvolgeranno i cittadini del nostro Municipio».
La politica muscolare dei 5 Stelle a Roma ha raccolto anche altri episodi tragicomici, come il calcio preso dal consigliere Marco Giudici (FdI) dalla grillina Antonella D’Angeli un paio di mesi fa.
Ma soprattutto tutti questi episodi, oltre a tradire un certo nervosismo (e l’aumento delle temperature in agosto), sono lo specchio del solito nervosismo politico che si rispecchia nelle due fazioni, i raggiani e i lombardiani, che si danno battaglia all’interno del M5S Roma.
Senza esclusione di colpi, come abbiamo visto.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

ACCUSE RIDICOLE ANCHE AL SACERDOTE DON MUSSIE: RICEVERE RICHIESTA DI SOCCORSO DA UN BARCONE E’ “FAVOREGGIAMENTO IMMIGRAZIONE”

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

QUANDO CI SARANNO LE SENTENZE IN TRIBUNALE QUALCUNO PAGHERA’ PER LA CAMPAGNA DI DIFFAMAZIONE DELLE ONG

A fare il suo nome agli inquirenti sono stati i due addetti   della security imbarcati a bordo della nave Vos Hestia di Save the children che hanno rivelato (o inventato) l’esistenza di una chat tra i team leader a bordo delle navi umanitarie (il che non costituisce reato”.
Giova ricordare che i due addetti alla security sono in realtà  due mercenari che operano per la multinazione di Defende Europe, quella della nave razzista che gira davanti alla Tunisia senza che nessuno gli abbia chiesto di presentare i libri contabili per dimostrare chi li finanzia e senza che nessun giudice abbia contestato ai razzisti la violazione delle norme internazionali vigenti in zona Sar.
Don Mussie Zerai, sacerdote eritreo che da anni vive in Italia ed è punto di riferimento per migliaia di suoi concittadini che affrontano il viaggio verso l’Europa, è tra gli indagati della Procura di Trapani nell’ambito dell’inchiesta per favoreggiamento all’immigrazione clandestina che ha già  portato al sequestro della nave Juventa della Ong tedesca Jugend Rettet.
Secondo quanto riferito dai due testimoni, il sacerdote che riceveva le comunicazioni dai migranti imbarcati sui gommoni dei trafficanti, avrebbe fatto da tramite con i membri delle Ong segnalando giorno, ora e posizione delle imbarcazioni da soccorrere.
Cosa perfettamente legittima, come avverrebbe per qualsiasi cittadini che fosse informato di un naufragio da parte di chi si trova alla deriva.
Candidato al Nobel per la pace nel 2015, fondatore e presidente dell’agenzia di informazione Habeshia, definita “il salvagente dei migranti”, con la quale offre assistenza telefonica ai migranti, stimolando l’intervento delle autorità  nei luoghi in cui si trovano imbarcazioni in difficoltà , a Don Zerai glòi uomini della squadra mobile di Trapani hanno notificato un avviso di garanzia.
“Ho saputo soltanto lunedì dell’indagine – dice Mussie Zerai – e voglio andare a fondo in questa vicenda. Sono rientrato a Roma dall’Etiopia di proposito. In passato – aggiunge – ricevevo moltissime telefonate ogni giorno. Oggi ne ricevo molte meno, non saprei dire perche,’ ma il mio intervento è sempre stato a scopo umanitario”. “Prima ancora di informare le Ong – dice il religioso -, ogni volta ho allertato la centrale operativa della Guardia Costiera italiana e quella maltese. Mai ho avuto rapporti con la Iuventa ne aderisco a chat segrete. Ho sempre comunicato attraverso il mio telefono cellulare”.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

IL MANIFESTO DEL SEGRETARIO SALVINIANO DI SALERNO CON RENZI E MUSSOLINI

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

UN ALTRO CAZZARO DA AVANSPETTACOLO CHE CITA MUSSOLINI A SPROPOSITO… NEL VENTENNIO AVREBBE RAGGIUNTO IL SUO SEGRETARIO A SPACCARE LE PIETRE A PIANOSA

Enrico Mentana su Facebook ha pubblicato un manifesto affisso a firma “Noi con Salvini” a Giffoni Valle Piana e firmato dal ragionier Guido Carpinelli, che guida il movimento a Salerno.
Due fotografie, da un lato quella di Benito Mussolini e dall’altro quella di Matteo Renzi. Sotto un elenco di frasi che inneggiano al fascismo. Sono i manifesti che il gruppo “Noi con Salvini” ha affisso alle bacheche di due paesi campani, Giffoni Valle Piana e San Cipriano Picentino, in provincia di Salerno.
Una lista, quella che campeggia sotto il duce, che attribuisce al regime una serie di traguardi come l’istituzione delle pensioni, l’attribuzione delle case popolari, una legislazione per gli invalidi, con un eloquente commento finale: “Ha reso grande l’Italia e faceva lavorare tutti, perchè nella patria non dovevano esistere parassiti”. Dall’altro lato, sotto l’immagine Renzi, un elenco di presunte colpe della democrazia, che avrebbe tolto le pensioni, la casa agli italiani per darla ai migranti, ai quali spetterebbe anche un fantomatico sussidio di 1.200 euro al mese.
Il manifesto, firmato “Comitato Noi con Salvini di Giffoni Valle Piana”, si chiude infine con il provocatorio post scriptum: “L’onorevole Fiano è avvisato: accettiamo querele per l’apologia del fascismo, Guido Carpinelli già  consigliere provinciale con An”.
Immediate le reazioni al manifesto provocatorio, prima fra tutte quella di Enrico Mentana che in un post su Facebook commenta: “Questo è il manifesto affisso a firma ‘Noi con Salvini’ a Giffoni Valle Piana. Spero davvero che l’interessato faccia pulizia nei ranghi del ‘Noi’, prima che si trasformi in LVI con Salvini“.
La vicenda dimostra alcune cose:
1) Al Sud “Noi con Salvini” raccoglie i trombati dei vari partiti di destra in cerca di poltrone, uno spaccato di fasci da avanspettacolo da circo Barnum, reazionari della peggiore specie.
2) Privi di argomenti e idee proprie, pensano che per fare politica sia sufficiente mutuare regimi di 70-90 anni fa. Se avessero letto qualche libro, invece che il bignami dei cazzari, avrebbero compreso che proprio il primo Mussolini fu uomo di rottura degli schemi della classica destra reazionaria e borghese al pari di quelli della sinistra massimalista. Il nuovo si crea, non si fanno brutte copie del passato.
3) Se questi cazzari fossero vissuti nel Ventennio, con le stronzate sulla padagna, sull’autonomia del Nord, sul tricolore da usare come carta igienica, su Napoli colera, sul comunista padano, con i lingotti in Tanzania e le ruberie, sarebbero da tempo a spaccare le pietre con il loro segretario a Pianosa.

argomento: LegaNord | Commenta »

LO STATO ASOCIALE

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

LA SIGNORA DI BOLOGNA CHE CERCA DI CONVINCERE I POLIZIOTTI CON SCUDI E VISIERE

Epiche, a modo loro, le immagini della signora bolognese che parla a una falange di poliziotti in tenuta antisommossa durante lo sgombero di un centro sociale.
La signora è una piccola commerciante, che nè nell’abito (pulito) nè nel linguaggio (chiaro) tradisce parentele con i radical chic o con i ragazzi del centro, che continuano a esprimersi nello stesso italiano sociologico e indecifrabile dei padri sessantottini.
La donna si rivolge con rispetto, quasi con dolcezza, alla parete di poliziotti mascherati dietro scudi e visiere. E sciorina loro un breve trattato di buonsenso metropolitano.
La città , dice, brulica di aree in cui imperano lo spaccio e il degrado: perchè, invece di andare là , siete venuti qui a cacciare chi ha trasformato un rudere in un punto di incontro del quartiere, con il doposcuola per i bambini, il dormitorio per i senzatetto, le lezioni di italiano per i migranti, la pizzeria biologica e il mercatino?
Oltre la signora, molti altri residenti sono scesi in strada e tra loro si contavano più pensionati che bolscevichi.
Del centro sociale non difendevano le idee, che probabilmente ignorano, ma il ruolo. E si chiedevano se fosse davvero indispensabile cominciare la bonifica dei mali del mondo proprio da chi, occupando un luogo abbandonato, aveva costruito qualcosa di cui lo Stato non si occupa più. Una comunità .
La proprietà  privata va fatta rispettare persino quando i suoi detentori la lasciano andare in malora.
Però gli abitanti del quartiere che sostengono il centro sociale «buono» ci ricordano come le priorità  delle istituzioni hanno smesso da tempo di corrispondere a quelle dei cittadini.

(da “il Corriere della Sera”)

argomento: denuncia | Commenta »

FORZA ITALIA A BOLOGNA SCIMMIOTTA (AL RISPARMIO) I SERVIZI SOCIALI: “CIBO AI POVERI, MA SOLO SE ITALIANI”

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

POI SI SCOPRE CHE GLI ASSISTITI SONO APPENA 30, LO SPOT E’ UNA TANTUM E LA SPESA E’ PER UN PASTO… SOLO PANE, PASTA, POMODORO, OLIO E TONNO: PERCHE’ NON LI INVITANO AD ARCORE E NON LI OSPITANO A CASA LORO?

Il centrodestra a Bologna ha scoperto che esistono i poveri, quelli che normalmente scansano quando li vedono per strada e magari chiedono una moneta.
Ma nell’Italia dell’avanspettacolo uno spot val bene il rischio di farsi contaminare dalla società  reale.
L’iniziativa è di Forza Italia, e le due associazioni “Centrodestra per Bologna” e “Riprendiamoci Bologna”, ed è destinata a chi è talmente povero “da non potersi garantire i viveri essenziali come pane, pasta, pomodoro, olio e tonno”.
Destinato ai poveri, “ma solo se italiani”: chi se ne frega se hanno la cattiva abitudine di mangiare una volta al giorno anche gli altri.
Per fare del bene – ha puntualizzato il consigliere comunale di Forza Italia Marco Lisei – non è necessario occupare delle caserme”, riferendosi al centro sociale Là bas, sgomberato ieri dalla ex caserma Masini di via Orfeo, che aveva creato iniziative per i bisognosi.
E qui viene da ridere: ma come, avete votato una candidata sindaca leghista che ha frequentato per anni, servendo pure la   birretta, il centro sociale Link, e state a polemizzare con le vostre origini?
Ma quanti sarebbero i beneficiari? Dopo una grande diffusione di volantini e mail, appena trenta.
Moltiplicato per il costo del kit di sopravvivenza per un giorno ( pane. scatola pelati, olio, pacco di pasta e scatoletta di tonno) che non arriva a 10 euro, lo spot costa a essere generosi 300 euro, meno di un spazio in una Tv locale.
La chiosa finale è una chicca: “una volta consegnata la prima scatola di alimenti saranno i volontari a decidere se continuare ad aiutare le persone che ne fanno richiesta”.
Come dire: arrivederci a mai più.
Era meglio un invito a cena ad Arcore, almeno c’era il risotto.

argomento: Forza Italia | Commenta »

DELRIO PUNZECCHIA MINNITI: “IO NON CERCO POPOLARITA’ E HO UNA VITA PRIVATA SODDISFACENTE”

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

CONTINUA IL BRACCIO DI FERRO NEL GOVERNO, MA ANCHE RENZI NON APPREZZA LA MANIA DI PROTAGONISMO DEL MINISTRO DEGLI INTERNI

“Ha vinto la mia linea perchè di fatto è la linea del governo». All’indomani dell’incidente più grave della breve vita del governo Gentiloni, risolto con l’intervento del capo dello Stato, il ministro dell’Interno Marco Minniti, prima di salire sul palco della Festa dell’Unità  di Certaldo, minimizza gli attriti con il collega delle Infrastrutture Graziano Delrio, ma rivendica ancora una volta la sua posizione: «Il regolamento delle Ong lo vuole il governo: per questo è inevitabile che la Guardia costiera in futuro non possa che tenerne conto».
Che è come avvertire Delrio: le Ong ribelli devono essere autorizzate a intervenire solo in caso di estrema urgenza.
Nell’esecutivo torna un’apparente calma dopo la tempesta: il premier Paolo Gentiloni va al Tg1 delle 20 e tenta di chiudere la vicenda ricordando come «il codice dei migranti è un pezzo fondamentale di una strategia d’insieme sull’immigrazione» che «sta producendo pian piano risultati», per cui «vince lo Stato e perdono gli scafisti».
Peccato che Mattarella non dica nulla sull’obbligo dell’Europa di accogliere 40.000 profughi entro il 31 agosto come da accordo sottoscritto due anni fa, peccato che non dica nulla sull’uso dei finanziamenti   alla Libia da parte di una Guardia costiera tangentara, peccato che non dica nulla sulle violenze nei sedicenti centri di accoglienza libici
Il ministro degli Esteri Alfano prende le distanze dichiarandosi contrario «al derby tra rigore e umanità », mentre il presidente della Repubblica Mattarella, omaggiando le vittime di Marcinelle, sottolinea le sofferenze dei migranti di ieri e di oggi, e a qualcuno della “linea Delrio” pare un tentativo di dare una carezza anche alla loro sensibilità . Ma da quelle parti resta una diffusa irritazione per l’atteggiamento del titolare del Viminale.
«Io faccio il tifo per Minniti e sono contento se diventerà  più popolare: ma se lui insegue la popolarità , io sono diverso», si lascia andare il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio a qualche battuta tagliente con i collaboratori.
«Condivido l’importanza del codice per le Ong: ma è frutto di un approccio all’emergenza che viene dal governo Renzi e continuato poi da Gentiloni», si sfoga, come a sottolineare che non può essere il solo capo del Viminale a intestarsi ogni merito di un lavoro lungo e collettivo.
Quello che ieri altre fonti renziane nel governo ripetevano: i due decreti che portano il nome del titolare dell’Interno, su immigrazione e sicurezza urbana, hanno iniziato la loro gestazione con il suo predecessore Alfano, e rispetto alla prima versione “minnitiana” sono stati depurati e rivisti perchè considerati a rischio incostituzionalità .
Così come i fondi per l’Africa o il lavoro con la Guardia costiera libica.
Lui, sottolineano, guarda con piacere a una certa attenzione mediatica, «la popolarità », la definisce Delrio: «Io sono diverso, ho una vita privata che mi soddisfa grazie alla quale sono riuscito a stare vicino a Renzi in questi anni».
Nel merito poi il titolare delle Infrastrutture si è sgolato in questi giorni a spiegare che la chiusura dei porti non è contemplata dal regolamento per le Ong, un protocollo che deve coesistere con il soccorso in mare, e che il ministero dell’Interno non può dare ordini alla Guardia costiera.
Non solo: pure sull’ormai famoso trasbordo di migranti dalla nave di Msf alla Guardia costiera, qualche sera fa, insiste a dire che il Viminale era avvisato con anticipo.
«Io sono consapevole e orgoglioso di essere cattolico e terzomondista — l’ha sentito dire qualche amico ieri — ma ciò non toglie che voglio una lotta dura e seria agli scafisti».
Una posizione che gli sarebbe piaciuto spiegare al collega dell’Interno, se solo si fosse presentato al Consiglio dei ministri di lunedì.
Il premier aveva fatto sapere a entrambi che avrebbe preferito evitare la discussione nel mezzo della riunione di governo, ma era disponibile a “mediare” dopo: solo che, come ormai noto, Minniti ha preferito non presentarsi.
Una scelta inspiegabile per Delrio, che aspettava ieri una telefonata chiarificatrice del collega. Non è arrivata: solo una ricostruzione a distanza, dal palco della Festa dell’Unità .

(da agenzie)

argomento: governo | Commenta »

LA RAGGI QUERELA “LIBERO”: PER UNA VOLTA A RAGIONE

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

IL QUOTIDIANO IRONIZZA SUL   CURRICULUM DI FLICK, MA LO PREVEDE LO STATUTO DEL COMUNE

Ieri, dopo aver pubblicato il magnifico scatto pensoso tra gli incendi di Castel Fusano in pieno stile Rossella ‘O Hara, Virginia Raggi ha annunciato una querela per il quotidiano Libero.
La colpa del quotidiano di Feltri è aver ironizzato sulla richiesta di curriculum a Giovanni Maria Flick, ex papabile per Zètema.
Spiega la sindaca:
Si vuole mettere alla berlina una normale procedura di legge, ovvero la richiesta di un curriculum per una eventuale collaborazione con l’amministrazione capitolina. L’autore dell’articolo vuol far credere che non abbia conoscenza della fama e degli altissimi meriti acquisiti dall’ex presidente della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick. Suggerisce di esimermi dal rispettare lo Statuto di Roma Capitale che mi obbliga a chiedere un CV per qualsiasi procedura relativa ad una nomina di questo tipo. Perciò confonde l’obbligo con la volontà .
È un esercizio di autentico giornalismo disinformato, fazioso e mistificatorio. Un giornalista ha il preciso dovere di informarsi e verificare quanto sostiene prima di metterlo nero su bianco, sono regole basiche per qualunque professionista degno di questo nome: in questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad affermazioni di sprezzo e di sdegno che nascono se non direttamente dalla malafede, almeno dalla più completa ignoranza dell’esistenza stessa dello Statuto di Roma Capitale e di regole amministrative che esistono da anni.”

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Roma | Commenta »

MIO PADRE STAVA MORENDO E AL 118 RISPONDEVA SOLO UN DISCO

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

QUESTA TESTIMONIANZA PERCHE’ NESSUN ALTRO FIGLIO, MARITO O PADRE POSSA MORIRE CON UNA VOCE CHE TI DICA “RIMANGA IN ATTESA”

“Rimanga in attesa”. Una cordiale voce di donna me lo ripete in italiano, inglese e spagnolo. Il telefono è tra orecchio e spalla, mentre con tutta la forza cerco di sollevare mio padre che è mezzo steso a terra, una gamba piegata sotto l’addome, l’altra tesa indietro.
Respira, si lamenta e dal viso scendono a terra gocce di sangue.
“Rimanga in attesa”.
Dentro di me sono convinta di poterlo rialzare, ma il solo sforzo per impedirgli di scivolare ancora è enorme, soprattutto per me che sono uno scricciolo e lui un omone. Gli dico che gli voglio bene, che andrà  tutto bene e che arriverà  presto qualcuno ad aiutarci.
“Rimanga in attesa”.
Sono passati più di due minuti ed è la seconda chiamata al 118. Attacco e riprovo a chiamare: “Rimanga in attesa “.
La terza chiamata la faccio dal mio cellulare e parte alle 3:19. Nel frattempo arrivano mio fratello e la compagna.
“Rimanga in attesa “.
Lo sollevano, lo poggiano sul letto e vedo mio padre che si sta spegnendo. La chiamata è ancora aperta, sotto le grida di mia madre sento la voce registrata: “Rimanga in attesa”.
Non so cosa fare, vorrei solo un’ambulanza, qualcuno che ci aiuti. Urlo contro la voce registrata.
Prendo una spugnetta bagnata e gliela passo sul viso, provo a mettergli qualche goccia d’acqua in bocca. Poi il dubbio: “Forse non dovevo farlo, forse non può ingoiare. E se soffoca?”.
Ma a suggerirmi cosa fare non c’è nessuno, al telefono ho solo la voce di donna. Mio fratello nel frattempo va in cerca di un’ambulanza al pronto soccorso di Albano Laziale, il paese in provincia di Roma in cui ci siamo trasferiti per fuggire dal caos della Capitale.
La cosa buffa è che da casa mia si può quasi vedere nelle camere per la degenza perchè abitiamo nella via proprio sotto l’entrata principale della struttura.
In totale ci separano 300 metri, praticamente un minuto di macchina. Mio fratello però torna a mani vuote, dal pronto soccorso dicono che “non hanno ambulanze a disposizione al momento”.
“Rimanga in attesa”, continua la voce.
Questa volta però decido che in attesa non rimango più: lascio la chiamata aperta e corro fuori. Intanto, alle 3:26 parte un’altra chiamata al 118 dal telefono della ragazza di mio fratello. La sua attesa si aggiunge alla mia.
Fuori, scalza, suono ai vicini. In casa c’è solo la figlia minore. Le chiedo di aiutarmi a chiamare i soccorsi e anche lei ci prova. Poi, d’improvviso la vocina dal mio smartphone si interrompe, mi rispondono.
All’operatore dico dove abito, gli spiego del rumore tremendo che mi ha svegliata e di come ho trovato mio padre.
Gli dico che è ancora vivo, ma che sta per morire. Gliel’ho visto in faccia. Serve un’ambulanza urgentemente. Mi dice “Ok, trasferisco la chiamata alla centralina del 118 più vicina a lei”.
E anche qui la beffa, uno dei punti da cui partono è a pochi minuti da casa. Ritorno in attesa, di nuovo la voce cordiale di donna.
Urlo, mi sembra un incubo. Al telefono della vicina risponde un altro operatore: gli spiego tutto di nuovo.
Sottolineo che ho già  parlato con loro, che mi hanno già  messo in attesa con il 118, ma che mio padre non ha più tempo, morirà  se non si sbrigano.
Torna la voce di donna. Mollo il telefono con la chiamata aperta alla vicina, le dico di non riagganciare e di ripetere cosa ho detto io casomai qualcuno dovesse rispondere. Corro in mezzo alla strada e comincio a urlare aiuto.
Anche la vicina urla, vede un uomo uscire dalla casa di fronte. Lo raggiungo gli dico di entrare in casa mia, che deve correre perchè papà  sta morendo e il 118 non risponde e devo portarlo al pronto soccorso.
“Rimanga in attesa”, continua la voce dal telefono della mia vicina.
Quella del mio cellulare si è zittita, non so se ho riagganciato io o lo hanno fatto loro. Continuo a urlare ed esce un altro uomo. Imploro aiuto anche a lui mentre alla vicina il numero per l’emergenza sanitaria riaggancia il telefono.
L’attesa è finita, ma in tutti i sensi: papà  è morto.
Alle 3:34 e alle 3:36 mi chiama un numero privato: “Signora se la vuole ancora, le mando un’ambulanza “.
Volevo aiuto e ho avuto solo una voce registrata.
L’autopsia forse dirà  che si è trattato di un ictus o di un’ischemia, in ogni caso darà  una spiegazione a quel tonfo che ho sentito.
Forse però non saprò mai perchè ho atteso così tanto una risposta dal centralino unico del 112, perchè abbiamo dovuto chiamare in tre, perchè mi hanno rimesso altri minuti in attesa dopo aver parlato con l’operatore.
Mi domando se fosse accaduto mentre non c’era mia madre che correva a prendere il telefono o mentre non c’ero io che mi sono svegliata e che, dopo averla calmata, le ho detto di prenderlo quel telefono.
O se non ci fossero stati, nella casa accanto, mio fratello e la ragazza. Mi chiedo a quante persone quella vocina abbia detto di rimanere in attesa, a quanti quei minuti sarebbero potuti servire per non perdere la vita.
Per mio padre forse non avrebbero potuto fare nulla, ma una voce umana mi avrebbe almeno aiutata, guidata, supportata. Ho dovuto caricare mio padre in macchina.
Mio fratello ha dovuto guidare con le gambe tremolanti. Alle 3:34 o alle 3:36, quell’ambulanza a noi non serviva più. Eravamo già  al pronto soccorso, qualche minuto più tardi ci hanno ufficializzato la morte.
Mio padre si chiamava Gianfranco e faceva il cameriere, era un uomo devoto al suo lavoro. Un padre e un marito con i suoi pregi e i suoi difetti.
E questo racconto è perchè nessun altro padre, marito o figlio, nessun altro amico o cugino, possa morire con una voce che ti dica “Rimanga in attesa”.

(da “La Repubblica”)

argomento: sanità | Commenta »

UN ALTRO “EROE RAZZISTA”: NIENTE LAVORO “A CHI E’ FIDANZATA CON UN AFRICANO”

Agosto 9th, 2017 Riccardo Fucile

LA RISPOSTA DI UN COMMERCIANTE TORINESE SIMPATIZZANTE NON A CASO DI “DEFEND EUROPE”

“Per me puoi uscire anche con il mostro di Firenze, ma non affido la cassa di un negozio a chi divide la sua vita con un africano“.
Questa è la risposta che si è vista recapitare su Messenger una ragazza in cerca di lavoro su un gruppo Facebook.
La sua “colpa” è di avere una relazione con un ragazzo nigeriano e di avere nel suo profilo una foto con lui. Cosa che non è piaciuta a Claudio, in cerca di una commessa per il suo negozio di musica a Torino, che le ha consigliato di “cambiare la foto e di non evidenziare il tuo rapporto“.
“Non so se mi spiego”, la chiosa dell’uomo. Che come immagine di copertina del profilo Facebook ha una foto di Defend Europe, l’iniziativa di Generazione identitaria per bloccare i migranti nel Mediterraneo.
Chiara ha risposto con rabbia. “Non ci ho visto più — spiega al telefono con ilfattoquotidiano.it — non puoi discriminarmi per la relazione che ho”.
Chiara vive vicino Chivasso, a meno di 30 chilometri da Torino, e ha “un disperato bisogno di lavorare”. È fidanzata con il 19enne della foto da più di un anno.
Ha lasciato il liceo senza diplomarsi per problemi familiari. E proprio per aiutare la sua famiglia ha pubblicato su un gruppo di vendo-scambio nella provincia torinese un annuncio per cercare lavoro.
“Accetto consigli sul curriculum da tutti — si sfoga la 18enne — ma mai avrei pensato di non avere un impiego come commessa perchè ho un ragazzo di colore”.
La notte del 7 agosto Chiara scriveva: “Sono una ragazza di 18 anni con la licenza media e un urgente bisogno di lavoro!”.
All’annuncio ha risposto Claudio: “Mandami il tuo c.v. in pvt, ho un negozio”.
La ragazza era al settimo cielo, salvo poi ricevere un messaggio privato: “Scusa ma ho guardato bene il tuo profilo. Non credo che tu sia la persona che sto cercando”.
Poi quel “piccolo consiglio” di cambiare la foto del profilo. Chiara non ci ha girato intorno: “Se lei è una persona razzista io non lo sono. Sono una normale 18enne con un fidanzato, quasi marito. Non le permetto di dire cosa posso mettere o non mettere nel mio profilo”.
Ma Claudio insiste e abbandona l’ambiguità  chiarendo appunto di non voler “affidare la cassa” del suo negozio ad una ragazza che ha una relazione con una persona africana.
Le risposte a caldo di Chiara sono piene di rabbia e indignazione. Claudio le ha pubblicate su altri gruppi di ricerca di lavoro, omettendo però il motivo che ha scatenato la reazione della 18enne: l’essere stata discriminata per il colore della pelle del suo ragazzo.
“Attenzione alla dolce Chiara — scrive l’uomo nel gruppo pubblico — Le ho detto che non avevo interesse ad una sua collaborazione per via delle sue frequentazioni e mi ha risposto così”. Oltre al danno la beffa. Chiara adesso ha paura di essere penalizzata, di non trovare lavoro per colpa di queste voci. E minaccia di denunciare l’uomo.
Sotto l’annuncio della ragazza in tanti le hanno dimostrato solidarietà  quando ha reso pubblico lo scambio di messaggi con il commerciante torinese.
Una conversazione che sta facendo il giro dei social anti-razzisti. “Insisti. Non tenerne conto”, la spronano in tanti.
Il caso di Chiara è avvenuto a pochi giorni dall’episodio di Ravenna, dove un ragazzo italiano non è stato assunto perchè aveva “la pelle nera”.
Ovviamente le istituzioni non hanno provveduto a denunciare il soggetto nè a fargli visita.

(da Il Fatto Quotidiano”)

argomento: Razzismo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.129)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (580)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Agosto 2017
    L M M G V S D
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    28293031  
    « Lug   Set »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • MINETTI, NOI E GLI ALTRI
    • IL MINISTERO MISE FRETTA AI GIUDICI SULLA GRAZIA A MINETTI
    • MELONI CONTRO MEDIASET PER LE ACCUSE A NORDIO
    • “IL FATTO” HA LA “PROVA” CHE SMENTISCE NICOLE MINETTI: NELL’ISTANZA DI GRAZIA PRESENTATA DALL’EX IGIENISTA DENTALE IL BAMBINO ADOTTATO INSIEME AL COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, VENIVA DEFINITO “ABBANDONATO ALLA NASCITA”, MA NON È COSÌ
    • ISRAELE E’ UNA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, ORA ASSALTA LE NAVI IN ACQUE EUROPEE, VICINO A CRETA: MINACCE VIA RADIO, POI L’ASSALTO NEI CONFRONTI DELLA MISSIONE NAVALE UMANITARIA
    • CASO MINETTI, LA POLITICA URUGUAIANA GRACIELA BARRERA: “IN QUESTA STORIA TROPPI DETTAGLI PREOCCUPANTI”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA