Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
LO SCOPPIO IN UN SERBATOIO NEL PORTO INDUSTRIALE, EVACUATA LA ZONA
Un’esplosione si è verificata in un serbatoio nel porto industriale di Livorno. Due operai sono
morti. Secondo una prima ricostruzione stavano effettuando lavori di manutenzione.
L’esplosione è avvenuta intorno alle 14 ed è stata udita in varie parti della città .
Il serbatoio interessato dallo scoppio si trova all’interno del deposito costiero della società Neri: è il numero 62 e conteneva acetato di etile, una sostanza molto infiammabile.
Due unità dei vigili del fuoco stanno lavorando per mettere in sicurezza la zona, anche se non si è sviluppato nessun incendio, probabilmente perchè il serbatoio era stato svuotato.
La zona del deposito è stata completamente evacuata. Secondo le prime informazioni i due operai sarebbero dipendenti della Labromare, una ditta specializzata nelle bonifiche.
Uno dei due operai è stato investito completamente dall’esplosione ed è morto sul colpo, l’altro era ancora in vita quando sono arrivati i soccoritori che hanno tentato una disperata rianimazione prima di arrendersi.
(da agenzie)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
M5S E LEGA SALGONO MENO DI UN PUNTO PERCENTUALE, FORZA ITALIA NON CROLLA, SCENDONO DI POCO FDI, PD E LEU
Il sondaggio commissionato da Porta a Porta a Piepoli e Euromedia certifica un aumento di M5S e Lega, ma meno delle aspettative.
La Lega passerebbe dal 17,4% ottenuto alla Politiche al 18% secondo Piepoli, al 18,8% secondo Euromedia.
Forza Italia scende ma non crolla: dal 14% arriverebbe al 13,4%-13,5%.
Fratelli d’Italia cala dal 4,35% al 4% e al 4,2% (a seconda dei due sondaggisti)
Noi per l’Italia passa dall’1,3% all’1-1,2%
Complessivamente il Centrodestra secondo Piepoli calerebbe dal 37% al 36,5% , mentre Euromedia prevede un leggero aumento.
Il M5S salirebbe dal 32,66% al 33,4-33.5%.
A sinistra il PD scenderebbe dal 18,7% al 18% e complessivamente il centrosinistra perderebbe un 1,5%.
Infine Leu sarebbe in calo dal 3,3% al 2,8%
Il dato rilevante riguarda il gradimento di un eventuale governo M5S-Lega, bocciato dal 58% degli Italiani e gradito solo dal 38% degli intervistati, ben 13 punti meno della somma dei loro partiti.
Siginificativo che la fiducia nel Parlamento raggiunge il livello più basso, pari 24%
(da agenzie)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
IL COLLE SI PREPARA ALLO STALLO E CHIEDERA’ DI GIOCARE A CARTE SCOPERTE
Se si prosegue tra puntigli e veti, con Di Maio che ripete «sarò io premier oppure nessuno» e
Salvini gli ribatte «ok, allora nessuno», con il primo che non vuole ritrovarsi insieme a Berlusconi e l’altro che viceversa se lo porta dietro, se insomma continuerà questo stallo tra i protagonisti, e nemmeno l’incontro previsto per la prossima settimana registrerà significativi passi avanti, a quale dei due darà l’incarico il presidente della Repubblica?
Chi rivolge questa domanda al Quirinale è quasi certo di sentirsi ripetere la stessa formula adottata ormai dal 4 marzo: «Avete sbagliato indirizzo, il Capo dello Stato è come un notaio, lui può solo prendere atto, i veri attori sono i partiti, è a loro che tocca scoprire le carte, e prima lo faranno più presto il paese avrà il suo governo».
In altre parole, sul Colle allargano le braccia invitando a portare pazienza.
Del resto, c’è chi nota lassù, non si può pretendere da nuovi leader di movimenti cresciuti in fretta che trovino al volo la quadra in un contesto del tutto inedito, scaturito da un sistema elettorale collaudato per la prima volta.
Nella cosiddetta Prima Repubblica certe svolte maturavano nell’arco di anni, si abbia dunque un po’ di pietà .
Dopodichè, tra i frequentatori più assidui del Quirinale, circola la seguente convinzione: continuando all’infinito con le «schermaglie tattiche» (come le definisce Salvini) Sergio Mattarella non darà alcun incarico.
Nè all’uno nè all’altro dei litiganti. Perlomeno, non immediatamente.
Concluso senza esito il primo round delle consultazioni, che inizieranno martedì prossimo, potrebbe esserci un secondo giro di colloqui, magari per approfondire certi specifici aspetti venuti a galla, nell’attesa che qualcuno ceda o qualcosa maturi.
E dopo? Dopo si vedrà .
Potrebbe sembrare una tattica alla Quinto Fabio Massimo, detto il «Temporeggiatore», ma l’idea di conferire un mandato così, tanto per provarci, ai consiglieri presidenziali non sembra una soluzione interessante.
Magari a un certo punto diventerebbe la via obbligata, però sapendo dall’inizio che l’incaricato verrebbe mandato allo sbaraglio e finirebbe per gettare la spugna. Un modo alternativo di guadagnare tempo.
Il fatto compiuto
Altra domanda che spesso risuona: cosa aspetta Mattarella a intervenire pesantemente, mettendo i partiti davanti al fatto compiuto e nominando lui un governo come fece Giorgio Napolitano con Mario Monti?
L’obiezione, dalle parti del Quirinale, è che pure quel governo dovrebbe ottenere la fiducia del Parlamento, impossibile esentarlo.
E al momento nessuno, non la Lega e nemmeno i Cinquestelle, sembrano propensi a sostenere formule emergenziali.
Entrambi i partiti si sentono vincitori, vorrebbero tentare di governare. Se Mattarella tirasse fuori adesso un «governo del presidente», verrebbe sommerso dai no.
Diverso sarebbe se il coniglio venisse estratto alla fine, a grande richiesta, dopo un «sequel» di tentativi falliti e di illusioni infrante, con un’Italia snervata dall’attesa e (speriamo di no) i mercati in agitazione.
Per ora, a fibrillare è soltanto l’Europa, siamo ancora ben lontani dallo sfinimento collettivo.
Anzi, la trattativa deve ancora iniziare.
L’unica vera certezza è che, prima o poi, una soluzione andrà trovata. Magari soltanto per superare l’estate (le urne in agosto sarebbero una follia).
E non è detto che Mattarella debba intervenire lui. Gli stessi vincitori potrebbero farsi carico di un governo-ponte, capace di traghettarci dopo l’estate, auspicando che possa maturare qualcosa in grado di cambiare gli equilibri: nel centrodestra, tra i Cinquestelle o anche dentro il Pd, oggi sull’Aventino e fuori da tutti i giochi, ma se si attende, chissà .
(da “La Stampa”)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
IL CONDUTTORE SAREBBE IL SIMBOLO DELLA POLITICA ONESTA, QUELLA DEI GRILLINA… MA PARAGONE NON ERA ALLA PADANIA QUANDO BOSSI SI FOTTEVA I SOLDI DELLA LEGA E SALVINI DORMIVA?
Gianluigi “Bombatomica” Paragone su Libero oggi traccia un ricordo davvero tenero di Fabrizio Frizzi, conduttore tv scomparso lunedì.
Frizzi, infatti, è secondo Paragone — appena eletto senatore con il MoVimento 5 Stelle — è il simbolo delle lotte politiche di un partito che non è impossibile riconoscere dall’identikit che ne traccia:
Frizzi vince oltre gli ascolti, commuove (nel senso etimologico del termine) e diventa il simbolo di chi resta coi piedi per terra, di chi sorride a costo di apparire esagerato nella sua vitalità (il donatore è esagerato per indole se ci pensate bene…).
Ecco, lo stesso favore si trasferisce in politica nel momento in cui quello stesso popolo rompe il muro degli arroganti, dei rottamatori, dei professori, e si conforta nella saggezza popolare di chi frequenta i mercati (non quelli finanziari), di chi predica la morigeratezza del costume e l’oculatezza nelle spese.
Di chi fa breccia nei cuori dei nonni perchè pensa al futuro dei nipoti. Dopo il tempo del leaderismo, torna il tempo del buonsenso: la riforma delle pensioni fatta non per assecondare l’Europa ma per consentire alle persone di riprendersi la parola “serenità ” senza per questo fare gli scongiuri; il lavoro con diritti e buste paga che non siano una paghetta; le imprese liberate dal giogo di follie burocratiche e di banche che non fanno più le banche.
Ma l’ex direttore della Padania poi assunto in Rai in quota Lega che oggi sta con Di Maio magari non è stato chiaro.
E allora ecco l’ultimo paragrafo nel quale cerca di essere limpido, scomodando anche l’aggettivo “nazionalpopolare” che Enrico Manca affibbiò a Pippo Baudo:
Il voto delle recenti elezioni ha sancito la vittoria popolare; eppure vi è ancora chi si scaglia contro i populisti da talk show. Una politica nazionalpopolare è una politica che rimette la società al centro, troppo a lungo schiacciata da altri interessi elitari. Nazionale e popolare perchè sottrae tutto ciò che è imposto. Essere “uno di noi” significa sconfiggere la logica della Casta, essere “uno di noi” significa immunizzarsi al tradimento di chi non è stato scelto ma è stato cooptato. Nessuno si commuoverà mai per i cooptati. Vale per la tv come per la politica.
Adesso avete capito, sì?
O deve andare con la bandiera del M5S ai funerali per farvelo capire?
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
VERREBBE SOTTRATTO UN MILIONE DI EURO ALLA CARITAS CHE LI DESTINA PER AIUTARE I SENZATETTO E I BISOGNOSI
Il Comune di Roma vuole prendersi le monetine che vengono ogni giorno gettate dai turisti nella
Fontana di Trevi. Lo riporta un articolo del Corriere della sera.
Soldi che finora sono andati alla Caritas romana per aiutare i senzatetto e i più bisognosi
Ma dal primo aprile tutto potrebbe cambiare: secondo la memoria della giunta capitolina firmata lo scorso ottobre da Luca Bergamo, vicesindaco, e Laura Baldassarre, assessore alla Comunità solidale e Scuola, i soldi dei turisti dovrebbero finire al Comune per finanziare vagamente “progetti di assistenza e solidarietà “.
Una rivoluzione epocale che la Caritas per ora preferisce non commentare, “almeno finchè non ci nsaranno comunicazioni ufficiali”.
Anche perchè potrebbero essere in corso accordi fra l’ente fondato da don Luigi Di Liegro e il Campidoglio per far avere ai poveri della Capitale, attraverso la Caritas, almeno parte dei proventi della Fontana più famosa del mondo.
(da agenzie)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
I LIBRI PER MONDADORI, GLI APERITIVI CON LA BIANCOFIORE E L’INVITO A CENA DI SILVIO: CINQUE ANNI DI RAPPORTI AMICHEVOLI TRA DIBBA E GLI AZZURRI
Ultimo atto prima della sua dipartita (temporanea?) dal Parlamento, il popolarissimo M5S Alessandro Di Battista ha sopravanzato nei redditi dichiarati la media dei grillini, con oltre 113 mila euro nel 2017.
La differenza rispetto ai circa 98 mila euro dei deputati semplici si deve a 20 mila euro di guadagni (lordi) sotto la voce «opere dell’ingegno“.
Presumibilmente i proventi del suo libro “A testa in su”, secondo volume dopo “Sicari a cinque euro” che vide la luce grazie all’interessamento di Casaleggio senior, e primo suo scritto ad essere pubblicato con la Mondadori, proprietà di pregio della Real casa di Arcore.
Pochi soldi, beninteso: anche se, giusto per fare un paragone, il dem Dario Franceschini – che pure di libri ne ha scritti – alla voce «opere dell’ingegno» può vantare per quest’anno solo 3 mila euro.
Per Di Battista, in ogni caso, niente di male. Anzi: assai più dei tanti M5S che erano partiti con l’idea di non stringere la mano nemmeno a Rosy Bindi («Io ho tirato dritto e me ne sono andata… ma ti pare che ti do la mano e ti dico pure piacere???», ebbe a rivendicare la deputata Gessica Rostellato, in un post nel 2013), ecco a differenza dei tanti anti-Silvio, anti-casta, anti-tutto, Di Battista con l’ala berlusconiana del Parlamento ha piacevolmente intrattenuto rapporti per tutto il quinquennio: mille volte è stato visto prendere lunghi aperitivi con i deputati azzurri (Annagrazia Calabria, Michaela Biancofiore, Simone Baldelli eccetera), fino a farsi invitare da Berlusconi in persona, che si era detto interessato a conoscerlo.
Eh, quando uno è bravo.
(da “L’Espresso”)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
LA DIMOSTRAZIONE CHE CHI VORRA’ I VOTI DEL PD DOVRA’ PARLARE CON LUI, NON CON MARTINA… RENZI CONTROLLA L’80% DEI DEPUTATI E SENATORI
Dimissionario, sì, ma con stile. 
La giornata di ieri è stata caratterizzata dall’elezione all’unanimità (!) dei capigruppo del Partito Democratico e ha dimostrato platealmente che il partito è ancora in mano a Matteo Renzi.
Il quale ha ottenuto l’elezione del suo fedelissimo Andrea Marcucci a capo dei senatori e quella di un uomo non ostile come Graziano Delrio, considerato prima renziano e poi progressivamente allontanatosi ma comunque anche oggi considerato non ostile.
Tommaso Ciriaco di Repubblica nella cronaca della giornata di ieri fa i numeri e spiega che non c’è spazio per le discussioni:
Sono le 14.30, manca un’ora alla conta. Renzi lancia un’idea che per tutti è però soltanto una provocazione: «Se volete, mettiamo Teresa Bellanova a Palazzo Madama». È forse l’unica senatrice più renziana del renzianissimo Marcucci. Nessuno è d’accordo. «Contiamoci», fanno sapere dalla minoranza. «Contiamoci», risponde il senatore di Rignano.
I calcoli dei renziani sono impietosi. Dicono: 84 deputati su 113, 40 senatori su 55. Martina telefona ai big dem, poi si incontrano al Nazareno.
«Non posso far altro che lasciare, questa è una sfiducia al mio lavoro». Per Renzi va bene così. «Faccia quel che vuole».
In realtà non conviene neanche a lui spaccare adesso il partito, quando la legislatura è appena cominciata.
Ecco quindi che le varie conte sui renziani e i non più renziani cominciate sui giornali subito dopo le elezioni (con qualche errore madornale visto che Zingaretti non è mai stato renziano) oggi vanno definitivamente a farsi benedire.
Così come diventa quasi “accademico” il (finto) dibattito sulle possibilità di un avvicinamento del Partito Democratico al MoVimento 5 Stelle in chiave governo: Renzi ha il coltello dalla parte del manico, questa partita lo dimostra e chiunque abbia necessità dei voti del PD dovrà parlare con Renzi, non con Martina.
Di Maio e Salvini sono avvisati.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
IL FATTURATO SCENDE DELL’11%, RALLENTA ANCHE QUELLO DELL’INDUSTRIA DEL 2,8%
A gennaio il fatturato dell’industria degli autoveicoli segna una caduta dell’11,0% su base annua. Lo rileva l’Istat, che vede in calo, ma più tenue, anche le commesse, in discesa dell’1,4%, sempre in termini tendenziali (dati grezzi).
I dati registrano anche un brusco rallentamento del fatturato su base mensile. A gennaio, per il fatturato dell’industria, l’Istat rileva un calo su base mensile (-2,8%) dopo tre mesi consecutivi di crescita, particolarmente marcata a dicembre.
Nella media degli ultimi tre mesi, si registra, comunque, un incremento del 2,1% sul trimestre precedente.
Anche per gli ordinativi, a gennaio si rileva una flessione rispetto al mese precedente (-4,5%) che segue l’accelerazione registrata a dicembre 2017. La dinamica degli ultimi tre mesi rimane tuttavia positiva (+1,7%).
La diminuzione congiunturale del fatturato a gennaio è pari a -2,8% sia sul mercato interno sia su quello estero.
Anche gli ordinativi segnano decrementi su entrambi i mercati (-6,4% per il mercato interno e -1,9% per quello estero).
Gli indici destagionalizzati del fatturato mostrano diminuzioni congiunturali diffuse in tutti i raggruppamenti principali di industrie, più rilevanti per i beni strumentali (-5,8%).
Corretto per gli effetti di calendario, il fatturato totale cresce rispetto al gennaio 2017 del 5,3%, con incrementi del 4,6% sul mercato interno e del 6,3% su quello estero. L’indice grezzo del fatturato aumenta, sempre su base annua, dell’8,6%: il contributo più ampio a tale incremento viene dalla componente interna dei beni intermedi.
Per il fatturato il settore che registra il maggiore incremento è quello della metallurgia (+13,2%), mentre l’unica variazione negativa nel comparto manifatturiero si rileva per i mezzi di trasporto (-1,9%). Sempre nel confronto col gennaio dell’anno scorso, l’indice grezzo degli ordinativi segna un aumento del 9,6%.
L’incremento più rilevante, in questo caso, si registra nella fabbricazione di macchinari (+16,6%).
(da agenzie)
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Marzo 28th, 2018 Riccardo Fucile
SONO I FIGLI DEI VALORI EDONISTICI DELLA PREVARICAZIONE PADAGNA… IN ALTRI TEMPI I GENITORI TRADIZIONALI LI AVREBBERO MANDATI AL PRONTO SOCCORSO
Hanno immobilizzato l’insegnante – che ha difficoltà di movimento – alla sedia, l’hanno legata con
lo scotch e poi hanno cominciato a prendere a calci la sedia.
E’ quanto è accaduto un mese fa nella prima di un istituto superiore di Alessandria.
Ne dà notizia oggi “la Stampa”.
L’episodio di bullismo è stato registrato e rilanciato su Instagram, come vanto. A salvare la professoressa dall’attacco dei bulli è stato il ragazzo di un’altra classe che, accortosi di quello che stava accadendo, ha chiamato il bidello e poi ha liberato l’insegnante, spaventata
Adesso è arrivata la prima decisione del Consiglio di Istituto: un mese di sospensione per tutta la classe (ma con obbligo di frequenza) trasformato in lavori socialmente utili.
Nell’intervallo, per un mese, i ragazzi, a gruppi di tre, andranno nelle altre classi dell’istituto e dovranno svuotare i cestini.
Ma c’è chi sostiene giustamente che forse la punizione è troppo lieve: “Servivano pene più severe” sostengono alcuni insegnanti dell’istituto.
(da agenzie)
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