Aprile 13th, 2018 Riccardo Fucile
PER FORTUNA A BORDO C’ERA SOLO L’AUTISTA. L’ATAC APRE L’ENNESIMA INCHIESTA INTERNA
Settimo bus a fuoco dall’inizio dell’anno.
Questa volta è toccato al 409, un cosiddetto “Serpentone” con non più di cinque anni di servizio che intorno alle 6 viaggiava senza passeggeri su via di Portonaccio, all’altezza dei civici 35/37.
“L’autista – spiega in una nota l’Atac, che ha avviato un’indagine interna per accertare le ragioni dell’accaduto – è intervenuto con l’estintore di bordo e contemporaneamente ha allertato i vigili del fuoco che, una volta sul posto, hanno estinto le fiamme”.
Il mezzo è stato completamente distrutto dalle fiamme.
Luceverde rende noto che è chiuso il tratto di strada fra via Tiburtina e largo Domenico de Dominicis in direzione largo de Dominicis
L’ultimo bus a fuoco risale a inizio marzo, quando da una vettura della linea 313 uscita dalla rimessa di Tor Sapienza che transitava in via Prenestina, all’incrocio con via Cocconi, ha cominciato a uscire fumo.
L’incendio precedente era datato solo quattro giorni prima, in pieno giorno, tra Casal Palocco ed Acilia. I passeggeri della linea 03 avevano appena fatto in tempo a scendere prima che la vettura prendesse fuoco.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2018 Riccardo Fucile
LA NUOVA OPERA DI STREET ART APPARSA A DUE PASSI DAL QUIRINALE
Un quadro con tanto di cornice, in stile caravaggesco col titolo ‘I bari’, che ritrae Luigi Di Maio, Matteo
Salvini e Silvio Berlusconi in abiti d’epoca, intenti a giocare a carte, e con accanto la firma ‘Sirante’ e tanto di cartellino in stile museale con il titolo e la descrizione.
E’ la nuova opera di ‘street art’ apparsa questa mattina su un muro di via dè Lucchesi, di fronte alla sede dell’Agenzia ANSA, a due passi dal palazzo del Quirinale dove il presidente Mattarella è impegnato in questi giorni nel secondo giro di consultazioni in vista della formazione del nuovo governo.
L’opera, corredata da una larga cornice dorata in polistirolo attaccata al muro, è accompagnata dal cartellino in semplice carta bianca, anch’esso incollato al muro di fianco a destra, con la data “2018”, la tecnica utilizzata, “stampa grafica su carta” e la descrizione: “Sirante prende spunto da una celebre opera del suo maestro. Il quadro rappresenta una truffa. Un anziano ‘ingenuo’ sta giocando a carte con un suo oppositore il quale in complotto con un suo avversario trucca il gioco della politica. Questa scena, così teatrale, descrittiva e realistica contiene un monito morale, una condanna del malcostume, in particolare delle strategie dei politici”.
La nuova installazione ricorda l’opera di ‘street art’ con il bacio fra Salvini e Di Maio, a firma ‘Tvboy’, apparsa nelle scorse settimane in via del Collegio Capranica a due passi da Montecitorio.
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2018 Riccardo Fucile
GLI ESTRATTI DEL LIBRO DI JAMES COMEY: “GUIDATO ESCLUSIVAMENTE DALL’EGO”
“Immorale, prepotente, e non legato in alcun modo alla verità “: così James Comey, descrive Donald Trump nel suo libro che uscirà la prossima settimana e di cui i media americani danno ampie anticipazioni.
Oltre 300 pagine di memorie intitolate “A Higher Loyalty: Truth, Lies and Leadership” in cui l’ex numero uno dell’Fbi si toglie più di un sassolino dalle scarpe, dopo essere stato licenziato in tronco dal presidente americano nel maggio del 2017 per non essersi piegato al suo volere: quello di chiudere in fretta le indagini sul Russiagate.
Comey paragona l’atteggiamento di Trump per ottenere lealtà nei suoi confronti a quello di un vero proprio boss mafioso: “Un boss in completo controllo”, circondato da una cerchia di persone che lo assecondano in silenzio, vincolati a un giuramento di fedeltà .
“La sua leadership è guidata esclusivamente dall’ego”, scrive l’ex capo del bureau investigativo, spiegando come fin dal primo incontro che ebbe col tycoon, alla Trump Tower nel gennaio del 2017, Trump sembrò “ossessionato” da un dossier in particolare: quello in cui l’ex spia britannica Christopher Steel afferma come Mosca abbia in mano materiale per ricattare il presidente americano.
Materiale che scotta, come incontri con prostitute in un hotel di Mosca nel 2013. In particolare – spiega Comey – Trump gli chiese di indagare sul presunto video in cui il tycoon veniva ripreso nella camera d’albergo dove alcune prostitute urinavano sul letto dove avevano dormito Barack e Michelle Obama.
“Lo deve fare per rassicurare mia moglie Melania, disse Trump secondo il racconto di Comey: “Negò con forza quelle accuse. Vi sembra che sia un ragazzo che ha bisogno di andare con le prostitute, disse. Poi cominciò a parlare di tutti i casi in cui diverse donne lo accusano di molestie sessuali”. Un tycoon molto agitato, dunque, tanto che Comey a un certo punto lo interruppe: “Non siamo qui per indagare su di lei presidente”. “E lui sembrò calmarsì”, spiega l’ex capo dell’Fbi.
Alto oltre due metri, Comey racconta come in quel primo incontro Trump gli sembrò “più basso” di quanto avesse immaginato, “con una cravatta troppo lunga e due mezzelune bianche sotto gli occhi che lasciavano capire l’uso di occhialini durante l’abbronzatura”.
L’ex capo dell’Fbi parla anche delle dimensioni delle mani del tycoon, notando come siano più piccole delle sue. In campagna elettorale Trump aveva replicato ai detrattori: “Le mia mani non sono piccole, e nemmeno altro”.
(da “La Repubblica”)
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Aprile 13th, 2018 Riccardo Fucile
SI TRATTEREBBE DI UN GRUPPO CHE TENTO’ DI METTERE A SEGNO DELLE RAPINE SPRUZZANDO SPRAY URTICANTE … MA ALLORA A CHE SERVIVANO I BLOCCHI DELLA POLIZIA ALL’INGRESSO?
Operazione della questura e della procura di Torino contro le persone sospettate di avere scatenato il
panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League.
Si tratta di otto persone per le quali si sta procedendo all’arresto.
Secondo quanto si apprende, si tratta di un gruppo che avrebbe già messo a segno rapine analoghe spruzzando dello spray urticante. A coordinare le indagini sono il procuratore Armando Spataro e i pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo.
Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro.
«Non conosco i dettagli dell’operazione, ma da quel che ho potuto capire mi pare che si sia trattato di un lavoro investigativo straordinario». Così il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, in merito al blitz della polizia che ha portato in carcere le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo.
Il magistrato si è complimentato con il questore, Francesco Messina, e con i colleghi della procura presso il tribunale che hanno coordinato l’inchiesta. «Un’indagine complessa – dice – e condotta in modo molto intelligente».
«Per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce più nessuno». Angelo Rossi commenta così l’arresto dei presunti responsabili del caos di piazza San Carlo, lo scorso 3 giugno, in cui morì la nipote di 38 anni, Erika Pioletti.
«Gli arresti? Lo apprendo ora da voi – ribadisce – ma non cambia nulla. A giugno saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo».
(da agenzie)
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Aprile 13th, 2018 Riccardo Fucile
“BISOGNA USCIRE DAL VICOLO CIECO, IL M5S RISPETTI BERLUSCONI”
Sarà lei a chiudere il secondo giro di consultazioni al Quirinale, alle 12. Dice che “la svolta ancora non si vede”, ma si rende disponibile per un ruolo in prima persona, perchè “bisogna uscire dal vicolo cieco”.
Maria Elisabetta Alberti Casellati, prima donna alla presidenza del Senato, parla in un’intervista alla Stampa della situazione politica, fa un appello per un “vero clima di pacificazione” fra i partiti, necessario per superare i veti, a cominciare da quello dei 5 Stelle su Silvio Berlusconi.
“Berlusconi è sempre in campo. Lui è il leader di Forza Italia e resta la figura di riferimento, noi tutti ci auguriamo che sappia trovare una soluzione. Bisogna per forza uscire da un vicolo cieco che paralizza la formazione del nuovo governo. Berlusconi rappresenta milioni di italiani che lo hanno votato e il veto nei suoi confronti è assolutamente ingiustificato”.
Casellati dà al capo dello Stato la sua disponibilità per un mandato esplorativo.
“Se me lo chiedesse il presidente della Repubblica non potrei certo dire di no. Questo significherebbe però che i partiti non hanno trovato punti di convergenza, continuando a far prevalere il pregiudizio sulla ragione”.
La seconda carica dello Stato ritiene che la riforma fiscale sia la prima delle priorità , con un “taglio delle tasse per ridare slancio all’economia, alle imprese e anche alle famiglie”. Inoltre “ci sono troppi giovani precari e disoccupati che non riescono a formare una famiglia e chi perde il lavoro a 50 anni finisce ai margini. Il fisco come priorità assoluta – spiega- poi la sicurezza e la legge sulla legittima difesa”.
(da agenzie)
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