Destra di Popolo.net

EUROPA CIVILE: MIGRANTI INCATENATI, PICCHIATI DAGLI SVIZZERI E RISPEDITI IN ITALIA

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DI UNA COPPIA DI IVORIANI: “TRATTATI COME BESTIE”

Una storia di vessazioni, disprezzo. Non in Italia ma nella vicina Svizzera dove non mancano i metodi duri.
In manette, in catene, incappucciati. E’ l’incubo vissuto da Joelson e Tatiana, due migranti espulsi dalla Svizzera e malamente rispediti in Italia.
“Volevano anche toglierci la bambina”, denunciano i due, originari della Costa d’Avorio e partiti dalla Libia nel giugno 2017, a Repubblica. Salvati da una nave umanitaria, approdati a Salerno e poi a Torino, hanno attraversato il confine in direzione Svizzera, prima di esserne allontanati
Joelson e Tatiana, insieme alla loro bimba, sono “vittime” del regolamento del Trattato di Dublino, che impone ai migranti di tornare nel Paese che per primo li ha ospitati
Le norme di Dublino riguardano la Ue me sono stati anche a paesi che non fanno parte dell’ìUnione Europea come Svizzera, Norvegia, Islanda e Liechtenstein
Sempre a Repubblica, la coppia racconta della violenza con la quale le autorità  svizzere li ha scacciati dal villaggio montano di Albinen
“Avevamo già  fatto le carte per il trasferimento ma non è servito a nulla – ricordano i due -. Ci hanno trattato come bestie, umiliati e picchiati”. “Addirittura gli agenti di polizia svizzeri mi hanno messo le manette e perquisita corporalmente”, racconta Tatiana, che inutilmente chiedeva di poter tenere con sè la bambina che aveva fame e piangeva
“Hanno detto: c’è un aereo pronto per voi e quindi ci hanno picchiato e incappucciato”, afferma Joelson.
I due in aeroporto hanno subito anche il ricatto di non poter tenere con loro la bambina, tenuta in braccio da una poliziotta fino a un attimo prima della partenza.
Ora la famiglia è a Napoli, ospite di un centro di accoglienza, ma difficilmente dimenticheranno l’incubo della condizione di “dublinanti” e del terribile trattamento riservato loro dalla polizia elvetica.

(da Globalist)

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“L’ITALIA PENSA DI AVER CAPITO TUTTO”: L’AFFONDO DELLA COMMISSARIA VESTAGER CHE ACCUSA IL GOVERNO ITALIANO DI ARROGANZA

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

DIALOGO TRA SORDI, DI MAIO E SALVINI PENSANO SOLO AD ACCHIAPPARE VOTI DAI PIRLA

Sui conti pubblici italiani è ancora dialogo tra sordi.
Una, la commissaria Vestager che accusa l’Italia di arroganza (“pensa di aver capito tutto), un altro, Salvini, che continua a fare la voce grossa (“basta dare sangue a Ue, anticipiamo la manovra all’estate”), un altro ancora, Di Maio che chiederà  flessibilità  in cambio di un fantomatico – per ora – abbassamento del cuneo fiscale”.
Per Margrethe Vestager, le tensioni nei rapporti Italia-Ue “non sono un fatto nuovo”. La commissaria Ue alla concorrenza dal Festival del Foglio: “Il populismo mi preoccupa in tutte le sue forme”. In un video messaggio ricorda come l’idea del risolutore assoluto sia una pericolosa arma demagogica: “I libri di storia sono pieni di esempi così. Ciò che deve far pensare è che i cittadini credano a queste storie e dicano: ‘Voglio votare per lui’”. “Non è una cosa nuova che qualcuno dica: ‘Tutti gli altri non hanno capito niente, io ho capito tutto e ho qui la soluzione miracolosa’. È un’idea vecchia. Non molto innovativa”.

(da “Huffingtonpost”)

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CESARE DAMIANO, IL BIDONE DEL SALARIO MINIMO E I 9 EURO L’ORA CHE SONO TROPPI

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

IL VIDEO TAGLIATO APPOSITAMENTE CHE STA FACENDO GIRARE IL M5S PER ATTACCARE (COME AL SOLITO) IL PD … IN REALTA’ IL SALARIO MINIMO RISCHIA DI SVUOTARE LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA E CREARE UN DANNO AI LAVORATORI, OLTRE AD UN AGGRAVIO PER LE IMPRESE

Da qualche ora il MoVimento 5 Stelle sta facendo girare il video di questo intervento di Cesare Damiano a L’Aria Che Tira in cui l’ex ministro del Lavoro di Prodi, parlamentare del Partito Democratico ed ex sindacalista dice che la proposta di legge sul salario minimo del MoVimento 5 Stelle è sbagliata e sostiene che 9 euro lordi all’ora siano troppi per un metalmeccanico.
Questo perchè, spiega Damiano, le ore mediamente lavorate da un metalmeccanico in un mese sono 173: quindi il salario minimo si stabilisce a 1500 euro lordi (per la precisione sono 1557).
Dal video il MoVimento 5 Stelle ha molto elegantemente — come spesso gli succede — tolto la spiegazione dell’affermazione da parte di Damiano, che si può trovare al minuto 1,36.40 dello streaming della trasmissione.
Damiano infatti spiega che quello è il salario di entrata di un metalmeccanico che dopo due anni ha un primo scatto di anzianità  e un passaggio di categoria, ha spiegato meglio perchè si tratta di un salario mobile.
In altre occasioni Damiano le sue obiezioni sul salario minimo:
“Tradizionalmente il tessile è pagato meno di un metalmeccanico, che è pagato meno di un chimico, che è pagato meno del settore dell’energia, che è pagato meno di un bancario.” “Si tratta di “settori con un diverso valore aggiunto”.
In secondo luogo, “noi dobbiamo correlare la fissazione di un salario minimo, per chi non ha un contratto, a quelli che sono gli standard salariali vigenti in Italia”.
Citando dati Istat, Damiano indica in 11 euro all’ora, il salario minimo italiano, e quindi “9 euro sarebbe l’80 per cento”, mentre in Germania “la fissazione dello standard è attorno al 50%”.
Da qui la necessità  che il salario minimo “sia fissato anche in relazione alla condizione salariale esistente in ciascun paese”.
Nel frattempo vale la pena notare che la pagina fan di Cesare Damiano si è riempita di insulti a causa del video pubblicato dal MoVimento 5 Stelle nella pagina gestita dai collaboratori parlamentari dell’ufficio comunicazione dei grillini. Che tornano nell’occasione a causare tempeste di insulti in bicchieri d’acqua di testi semplicemente perchè ne modificano o non ne comprendono il senso.
Tra questi da segnalare, per il clima, quello di Alessandro: “Onestamente è vergognoso a dire che 1500 euro lorde (1000 netti praticamente) sono molti. Io se potessi la pesterei. La manderei all’ospedale. Ovviamente io sono una persona civile ed inoltre la legge non mi consente di fare questo. Ma lei è una vergogna umana”.
Il salario minimo del MoVimento 5 Stelle non è una legge che aiuterà  l’economia italiana.
La proposta di legge M5S (a firma della senatrice Nunzia Catalfo) prevede di fissare la soglia della retribuzione minima oraria a 9 euro l’ora “al lordo degli oneri contributivi e previdenziali”.
Si tratta della cifra più alta tra quelli in vigore nei paesi OCSE che — hanno detto i rappresentati dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e dell’Istat durante un’audizione alla Camera — potrebbe comportare per le aziende «un aggravio di costo pari a circa 4,3 miliardi complessivi».
È vero, come dice Di Maio, che il nostro Paese è uno dei pochi a non avere una legge sul salario minimo orario. Ma negli altri paesi la media oscilla tra i i 4 e i 6 euro l’ora.
Fanno eccezione gli USA (dove il minimo è fissato a 7,8 dollari), la Germania, dove la retribuzione oraria lorda è pari a 9,3 euro. Più su ancora la Francia, che lo ha fissato a 10,1 euro
Ma se lo fanno i tedeschi e francesi perchè non possiamo farlo noi? Questa potrebbe essere una delle obiezioni a chi dice che la proposta del M5S è troppo alta. E del resto sentirsi dire che quella cifra è troppo alta, come scrive Francesco Seghezzi di ADAPT, rischia di non far capire il punto della questione.
Anzi: chi legge un commento del genere potrebbe avere l’impressione che Confindustria (e l’OCSE e i sindacati) vogliano continuare a tenere i lavoratori in uno stato di povertà . In realtà  però il salario minimo rappresenta un rischio proprio per i lavoratori
Torniamo all’esempio della Germania. Lì è vero che il salario minimo è fissato ad un importo simile a quello della proposta avanzata dal M5S, ma la differenza sostanziale è che mediamente le retribuzioni tedesche sono più alte di quelle italiane.
Alzare solo il salario minimo orario rischierebbe quindi di creare uno squilibrio nel mercato del lavoro. Poco male, potrebbe dire qualcuno, confidando in una sorta di shock positivo che porti a far alzare tutti i salari.
Non è così. Innanzitutto non sono chiari gli ambiti di applicazione della legge: comprende solo lo stipendio o anche tredicesime e TFR? Il rischio è che il reddito minimo produca un aumento del costo del lavoro pari al 18,8% (secondo una simulazione del centro studi Lavoro& Welfare).
Non è nemmeno da sottovalutare il costo per lo Stato. In audizione l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) ha fatto notare come «alcuni servizi acquistati dalla Pubblica amministrazione presentano retribuzioni inferiori» al salario minimo. L’innalzamento potrebbe quindi tradursi in un sensibile aumento dei costi anche per la PA.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Lavoro | Commenta »

VISCO AVVERTE: “SPREAD PIU’ ALTO SE SI ALIMENTA LA PAURA DI UN NOSTRO DISTACCO DALLA UE, CRESCITA A RISCHIO”

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

“OCCORRONO INVESTIMENTI PUBBLICO-PRIVATO, NON INSEGUENDO OBIETTIVI DANNOSI”

“Se si alimenta la paura che la politica sia quella di distaccarci dall’Europa, i mercati la ascoltano e si assicurano contro questo rischio. Così ci sono vari punti di tassi di interesse più alti che vengono richiesti”.
Così, a Venezia, il governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, al Foglio Tech Festival.   “Va ridotta la sfiducia, non inseguendo obiettivi dannosi, e va enfatizzata la capacità  di crescita attraverso investimenti pubblico-privati”.
“Sicuramente c’è una preoccupazione sulla crescita dell’economia con tassi di interesse così alti. Se l’emissione di titoli pubblici vede 2,5 punti in più rispetto alla Germania e uno in più di uno rispetto a Spagna, questo si trasferirà  piano piano in tutti i meccanismi che concedono credito a livello privato e questo trasferimento alla fine rallenta la capacità  di crescere dell’economia con effetti sugli investimenti”.
Ancora Visco:   “Ci vuole fiducia e capacità  di programmazione, non si può vivere sotto l’incubo del disavanzo che non asseconda la richiesta di stabilità  dei mercati”. L’importante, ha poi aggiunto, “è stabilizzare l’economia, perchè di fronte anche a una situazione di choc tutto dipende dalla capacità  di distribuzione della spesa”.
“Il rischio vero per tutti noi è di non guardare in avanti”. Bisognerebbe affrontare il futuro che – assieme alle difficoltà  – “porta con se anche opportunità . Per essere colte, bisogna investire senza chiedere semplicemente che cosa lo Stato stia facendo per noi. Ci sono tanti giovani che non studiano e non lavorano e che sono forse sempre più emarginati: quindi il nostro sforzo è includerli in una collettività  nazionale rivolta al futuro”
“Il contributo tecnologico – insiste Visco – porta lavoro, ma la velocità  di adattamento è tale che non riusciamo a seguire l’evoluzione. In Italia ricaviamo solo il 5% del valore aggiunto dalla digitalizzazione, rispetto alla Germania che ha l’8%”.

(da agenzie)

argomento: economia | Commenta »

STUPRAVA LE TURISTE STRANIERE, CONDANNATO A 12 ANNI DI CARCERE, MA SALVINI NON FA POST DI ESECRAZIONE

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

IL MOTIVO? NON ERA UNA “BESTIA ISLAMICA” MA UN CARABINIERE

Dodici anni e otto mesi di reclusione, è questa la sentenza di condanna emessa oggi dal Tribunale collegiale di Padova nei confronti di Dino Maglio, l’ex carabiniere che tra il 2012 e il 2014, quando indossava ancora la divisa, da borghese si trasformava in uno stupratore di turiste avvicinandole e facendo perdere loro i sensi per violentarle.
Una pena leggermente più lieve di quella richiesta dall’accusa rappresentata dal Pm padovano Giorgio Falcone. Durante la requisitoria infatti, per lui erano stati chiesti 14 anni di carcere.
La sentenza, emessa dal collegio presieduto dal giudice Claudio Marassi, riguarda il caso di quattro ragazze straniere, aggredite sessualmente in Veneto dall’ex militare in momenti diversi durante la loro permanenza nel nostro Paese.
Nello stesso periodo e per lo stesso scopo Maglio avrebbe drogato poco meno di una decina di giovani attirate con lo stesso stratagemma.
Le vittime erano turiste straniere che avevano alloggiato nella struttura ricettiva di proprietà  della famiglia del militare sui colli Euganei.
Il 39enne Dino Maglio, che ha già  perso la divisa e ha già  trascorso 5 anni di carcere sempre per violenza sessuale su altre giovani straniere, attualmente è sottoposto all’obbligo di dimora nel paese di origine.
La prima accusa di stupro risale al 2014 quando una studentessa australiana lo aveva denunciato di violenza sessuale mentre era sua ospite nella casa di Arcella.
A quel punto molte altre vittime, che lui avrebbe minacciato vantandosi di poter raccogliere informazioni attraverso i dati del passaporto e del cellulare, sono uscite allo scoperto denunciando gli abusi subiti mentre erano già  tornate nei loro Paesi d’origine.
La vicenda diventò un caso a livello internazionale con tanto di inchieste giornalistiche che   hanno portato a un lungo e dettagliato esposto alle autorità  italiane.
Infine nel 2015 i poliziotti fecero irruzione nella casa-albergo e sequestrarono un computer contente filmati e foto di circa un centinaio di ragazze provenienti da tutto il mondo, oltre a materiale pedopornografico.

(da agenzie)

argomento: violenza sulle donne | Commenta »

LE CORBELLERIE DI MARIO GIORDANO SUL COUS COUS

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

E’ UN PIATTO MEDITERRANEO MOLTO DIFFUSO IN SICILIA, OLTRE CHE IN NORDAFRICA, NON E’ UN PIATTO ETNICO, CON BUONA PACE DEI SOVRANISTI

Durante la trasmissione Diritto e Rovescio su Mediaset possiamo Mario Giordano torna a dimostrare di essere un clamoroso battutista prendendosela con il cous cous come piatto “etnico” da contrapporre alla buona, sana, vecchia cucina italiana della nonna che lei non sa signora mia che bei tempi, si stava meglio quando si stava peggio e tutto il meglio dell’apparato culturale dei reazionari italiani. §
Mario Giordano dice una sciocchezza. Il cous cous è un piatto tipico mediterraneo che fa parte, ad esempio, di numerose ricette siciliane.
Naturalmente la Sicilia fa parte dell’Italia. Non si tratta certo di un segreto, anche se è diffuso pure in Nordafrica ma per gli stessi motivi per cui è diffuso in Sicilia.
Più in generale bisognerebbe notare invece che anche noi tutti i giorni mangiamo cibo prevalentemente immigrato.
Ma che ne sa Giordano?

(da “NextQuotidiano“)

argomento: Costume | Commenta »

ANGELA MERKEL: “I NEO-NAZISTI VANNO COMBATTUTI SENZA TREGUA”

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

QUASI COME IN ITALIA, DOVE IL GOVERNO PERMETTE CHE FACCIANO QUELLO CHE VOGLIONO… IN GERMANIA SCHEDATI 12.000 NEONAZISTI VIOLENTI, 450 SONO ENTRATI IN CLANDESTINITA’

Non ci va a cena, non fa con loro comunella in Europa, non pubblica libri o libri-intervista con le loro case editrici. Non veste i loro capi d’abbigliamento. Nè ci sono estremisti di destra a fare da body-guard alle loro iniziative
Angela Merkel ha rivolto un appello a combattere i neonazisti “senza alcun tabù”, pochi giorni dopo l’omicidio di un deputato pro-migranti da parte di un presunto simpatizzante di questo movimento.
I neo-nazisti violenti “devono essere combattuti fin dall’inizio e senza alcun tabù”, ha detto il cancelliere tedesco, che è stato invitato a Dortmund per la Giornata tedesca della Chiesa protestante. “Ecco perchè lo stato è sollecitato a tutti i livelli e il governo federale prende questo aspetto molto, molto sul serio”, ha aggiunto
Queste dichiarazioni arrivano dopo le riprese all’inizio di giugno di Walter Luebcke, un deputato eletto della Cdu, il partito conservatore di Angela Merkel, nella sua abitazione nell’ovest del Paese. Un sospettato di 45 anni legato al movimento neonazista è stato arrestato lo scorso fine settimana. Questa tragedia ha scosso l’intero Paese, che teme l’emergere del terrorismo di estrema destra.
“Questo non è solo un atto terribile, ma anche una grande sfida per noi a riesaminare a tutti i livelli dove esistono tendenze di estrema destra o intrecci”, ha detto Angela Merkel. In precedenza, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha avvertito su Twitter che “la Germania ha un problema con il terrorismo”.
Abbiamo “oltre 12.000 estremisti di destra violenti nel nostro Paese: 450 di loro sono riusciti a entrare in clandestinità , malgrado i mandati d’arresto. Dobbiamo difenderci di più: non un millimetro di più per i nemici della libertà !”, ha scritto.
Senza consideare l’esistenza non di una vera e propria internazionale nera, ma di una sorta di Piovra Nera con contatti, scambi di notizie e collaborazioni tra numerosi gruppi neo-nazisti e suprematisti europei e non solo. Italia compresa.

(da “Globalist”)

argomento: Razzismo | Commenta »

UN MIGRANTE STA MOLTO MALE, TRASPORTATO DALLA SEA WATCH IN OSPEDALE

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

TIPICO DEI VIGLIACCHI: HANNO PAURA DI FINIRE IN GALERA PER OMICIDIO E ALLORA LO PORTANO A TERRA… MENTRE QUESTI RIFIUTI DEL GENERE UMANO CONTINUANO A INFIERIRE SUGLI ALTRI FINO A CHE NON STARANNO MALE PURE LORO

La nave della Ong ancora ferma in acque internazionali a Lampedusa perchè così il governo fa un po’ di propaganda anti-Ong
Disumanità  fine a se stessa, solo per propaganda. Hanno fatto credere a milioni di italiani che il loro benessere e la loro povertà  dipendeva da pochi disperati, hanno parlato di un’invasione inesistente.
E adesso tengono dei naufraghi al largo solo perchè è utilie a criminalizzare le Ong e distrarre gli italiani dal baratro economico nel quale M5s e Lega ci hanno portato.
“Questa notte un uomo è stato evacuato dalla guardia costiera a causa del serio peggioramento delle sue condizioni di salute. I naufraghi sono a bordo da 10 giorni. Il rispetto dell’interdizione all’ingresso determina un penoso stillicidio mentre non abbiamo indicazioni alternative”.
Lo riferisce in un twitter Sea-Watch, bloccata in acque internazionali a largo di Lampedusa.
Tipico dei vigliacchi: se un migrante morisse sanno bene che sarebbero incriminati per omicidio e allora si cagano addosso. Salvo continuare a infierire sugli altri fino a che non staranno male pure loro.
Rifiuti del genere umano.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

LE MINACCE DI CONTE ALL’EUROPA SONO UNA FREGNACCIA

Giugno 22nd, 2019 Riccardo Fucile

BLOCCARE LE NOMINE DELL’UNIONE EUROPEA? E’ UN’ARMA SPUNTATA, I NUMERI NON CI SONO

Nell’albergo dove alloggiano a Bruxelles in occasione delle riunioni del Consiglio europeo sia il presidente francese che la Cancelliera, ieri notte il premier ha potuto condurre in modo informale la partita per cercare di fermare la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per disavanzo eccessivo. E trattare con Francia e Germania il tema delle nomine. Con la pistola sul tavolo.
L’Italia potrebbe accordarsi con un altro paese per bloccare le nomine se l’Europa continua con la procedura d’infrazione, secondo quanto trapela dai soliti uffici stampa & propaganda autorganizzati.
Ma in realtà  le cose non stanno così. Perchè secondo i calcoli del premier basta trovare un altro alleato per farcela.
Marco Bresolin spiega su La Stampa infatti che le regole prevedono che il candidato presidente della Commissione da proporre al Parlamento venga indicato dal Consiglio, che delibera «a maggioranza qualificata rafforzata». Per superare il quorum serve il voto di almeno 21 Paesi che rappresentino più del 65% della popolazione Ue.
Per costituire una minoranza di blocco la normativa dice che però sono necessari almeno quattro Paesi che superino il 35% della popolazione.
A titolo puramente teorico: tre grandi Stati (per esempio Italia, Francia e Germania) non possono formare una minoranza di blocco (nonostante contino il 41% della popolazione). Con la possibile astensione del Regno Unito (che vale come un voto contrario), Conte potrebbe cercare di convincere il governo polacco (che è guidato dai conservatori e non far parte della maggioranza all’Europarlamento) e magari Viktor Orban (perfettamente a suo agio nel ruolo di guastafeste).
Ma i numeri dicono che serve il sostegno di qualcun altro: Regno Unito, Italia, Polonia e Ungheria contano il 34,12% della popolazione Ue.
Per un soffio, gli altri supererebbero il 65%. Bisognerebbe dunque coinvolgere tutto il quartetto di Visegrad, ma Slovacchia e Repubblica Ceca sono su posizioni più moderate e non sembrano intenzionate a mettersi di traverso.
Difficile trovare sponde tra i Paesi del Sud Europa: Malta, Portogallo e Spagna (oltre alla Grecia) formano un asse socialista che sta avendo un ruolo di primo piano nei negoziati e che sicuramente sarà  premiata.
Nessuna speranza a Nord e nei Baltici, dove ci sono governi che sulla procedura spingono per la linea dura e dunque non hanno alcuna voglia di salvare Roma.
Quindi Conte rischia di rimanersene con il cerino acceso in mano. E con lui tutta l’Italia.

(da “NextQuotidiano”)

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