Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
UN MINISTRO IN TILT CHE FA ALLUSIONI PESANTISSIME CONTRO UN GIORNALISTA E CHE SI SOTTRAE AL CONFRONTO CON LA STAMPA
Matteo Salvini è più nervoso del solito. La nottata trascorsa in un Consiglio dei ministri no-stop lo
ha messo decisamente di cattivo umore. Continua ad alludere a una crisi incombente che ormai non ha più il coraggio di aprire.
Ma non è solo quello a indisporlo, quando si presenta alle 13 nell’ala ristorante del Papeete beach, il lido di Milano Marittima trasformato per otto giorni nella depandance estiva del Viminale.
La conferenza stampa per presentare la festa estiva della Lega fa presto a scadere nell’insulto e nell’invettiva del segretario del partito contro chi osa interrompere la claque plaudente al seguito con domande sui fatti di cronaca più recenti e più spinosi per il vicepremier.
Le staffe Salvini le perde subito, quando a porgli la domanda è il videomaker di Repubblica Valerio Lo Muzio, artefice dello scoop sul figlio diciassettenne portato da un agente a fare un giro sulla moto d’acqua della Polizia e ripreso appunto dal cronista. Che verrà poi identificato e allontanato dai poliziotti in servizio a tutela del ministro, presente in quei frangenti in spiaggia.
“Non parlo di figli, bimbi e minori che devono stare fuori dalla polemica politica”. Lo Muzio chiede a più riprese chi fossero le persone che lo hanno controllato e allontanato. Ed è a quel punto che il capo del Viminale si spazientisce, non sapendo o non potendo rispondere. Lo fa con la più bassa e indecente delle risposte possibili: “Vada a riprendere i bambini, lei che è specializzato. Vada, dato che le piace tanto”.
L’allusione pesantissima è evidente. “Mi sta dando del pedofilo, ministro?” Chiede il giornalista. “No, lei riprenda i minorenni. Le sto dicendo che i figli vanno tenuti fuori dalla polemica politica, i bambini sono fuori dalla polemica politica”.
Come se il problema fosse un minore ripreso (e per altro rigorosamente oscurato nelle foto e nel video pubblicato da Repubblica) e non il fatto che quel minore fosse stato indebitamente portato in giro su una moto d’acqua della Polizia di Stato.
E non il fatto che quel ragazzo fosse il figlio del ministro dell’Interno che, per inciso, è responsabile delle forze di sicurezza.
E non il fatto che quell’episodio, sul quale infatti i vertici del Corpo e la Questura di Ravenna stanno compiendo delle indagini interne, sia vietato dalla legge e perciò passibile di conseguenze.
“Attaccate me, non mio figlio”, si fa scudo però il vicepremier, fingendo di ignorare il cuore della questione”
Lo stato d’animo del vicepremier non cambia, anzi peggiora quando gli chiediamo dell’altro dossier che sta turbando le sue notti.
Il caso Savoini, il presunto giro d’affari con i magnati russi per finanziare il partito, la più recente notizia dei 150 mila euro che lo stesso faccendiere vicinissimo a Salvini avrebbe incassato in occasione di un viaggio dell’allora semplice segretario leghista in Marocco. “Non ho ancora finito di nascondere i rubli. Dopo mi occupo del Marocco. Ho letto la Gazzetta e so dove andrà Icardi”, prova a sgusciare in evidente difficoltà . “Dunque non sa cosa rispondere, ministro? Che rapporti ha lei con Savoini?”, è l’altra domanda. “Andate in Marocco, in Tunisia o negli Stati Uniti. Buona caccia, io non ho risposta sulle non notizie. Sono mesi che leggo con enorme divertimento le notizie che state pubblicando, Repubblica è un giornale che mi diverte un sacco”.
“Almeno quanto le sue mancate risposte alle nostre domande, signor ministro”, è la replica in presa diretta. “Preferisco leggere la Gazzetta”. “Di certo per lei è più rassicurante”.
La conferenza stampa si conclude ma il vicepremier resta tesissimo.
A quel punto può togliere la camicia e raggiungere la spiaggia a petto nudo tra decine di selfie di fan in costume.
Resta a galla l’insofferenza nervosa dell’uomo di potere che in infradito e bermuda sogna di emulare Orban (o più in grande Putin), che pensa di sbarazzarsi delle domande insidiose, delle telecamere che lo osservano, delle penne che frugano nei lati oscuri del salvinismo.
Fingendo di non sapere – cosa ancor più grave da ex giornalista – che il diritto alla privacy di un uomo di governo deve fare i conti con il diritto e il dovere dell’informazione. Tanto più di fronte a un’irregolarità , una violazione di legge.
(da “La Repubblica“)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
LA NUOVA SEDE DEL MINISTERO DEGLI INTERNI ORMAI E’ A MILANO MARITTIMA DOVE IL SOLE PICCHIA FORTE IN TESTA
Salvini su Twitter dà della “zingaraccia” a una rom, al Papeete litiga e insulta il giornalista videomaker che riprese il figlio sulla moto d’acqua, in tv sbotta con Berlino con un sonoro “mi sono rotto le palle”
Tre attacchi sgradevoli, un ministro fuori giri.
Dalla spiaggia del Papeete Beach di Milano Marittima, il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha riservato insulti e offese durante una conferenza stampa e una successiva intervista a Sky Tg24.
Si è prima scagliato contro il reporter di Repubblica che aveva ripreso il figlio a bordo di una moto d’acqua della Polizia di Stato, poi ha attaccato il governo della Germania e infine apostrofato una donna di origini rom come “zingaraccia”.
Camicia sbottonata al lido balneare, il ministro di fronte ai giornalisti ha intrapreso un duro botta e risposta con Valerio Lo Muzio, il giornalista videomaker che ha ripreso il figlio del ministro dell’Interno sulla moto d’acqua della polizia.
Il ministro, seccato, ha replicato a più riprese con durezza al giornalista che lo incalzava, offendendolo: “Lei che è specializzato – ha detto il vicepremier – vada a riprendere i bambini, visto che le piace tanto”
Intervistato poi da Sky Tg24, ha attaccato Berlino: “Dal governo tedesco sono arrivati segnali pessimi: mi hanno girato una mail, che arriva dalla commissione europea, in cui sostanzialmente c’è un ricatto da parte del governo tedesco, così io traduco, che si era impegnato a prendere 30 immigrati sbarcati dalla Gregoretti. Adesso pare che scrivano: noi prendiamo quei 30 se voi fate sbarcare i 40 che sono a bordo della nave che si sta avvicinando a Lampedusa”, ha detto sul nuovo caso dell’imbarcazione. Basta, mi sono rotto le palle”.
Infine si è scagliato contro una presunta donna di un campo rom irregolare di Via Monte Bisbino, periferia nord di Milano che – riporta il Giornale (quindi da prendere con beneficio d’inventario) – avrebbe augurato un proiettile per il ministro: “Ma vi pare normale che ci sia una zingara di un campo rom abusivo a Milano, una zingaraccia che va a dire ‘Salvini dovrebbe avere un proiettile’? Preparati che arriva la ruspa”
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
E POI NON RISPONDE ALLE DOMANDE SUL PECULATO D’USO DELLA MOTO D’ACQUA DELLA POLIZIA CHE SCARROZZA SUO FIGLIO DICENDO CHE I BAMBINI DEVONO ESSERE LASCIATI FUORI DALLA POLITICA
“Non parlo di figli e di minori che vanno tenuti fuori della polemica politica. Mi vergogno per chi
coinvolge i bambini nella polemica politica. Vada a riprendere i bambini, lei che è specializzato e le piace tanto. Vada a riprendere i bambini in spiaggia”:
Matteo Salvini ha così risposto oggi a Valerio Lo Muzio, il giornalista di Repubblica che lo ha messo nei guai filmando il figlio sulla moto d’acqua della polizia.
Il problema è che tra maggio e giugno è stato proprio il ministro dell’Interno a pubblicare le foto dei suoi figli su Facebook e Instagram nel periodo in cui cominciavano ad arrivare critiche sui troppi post sul cibo che il Capitano pubblicava.
Per motivi sconosciuti ma probabilmente attinenti alla propaganda politica, il 25 maggio, il giorno prima delle europee, Salvini ha pubblicato una foto del saggio di danza della sua principessa.
Il giorno successivo una foto di Salvini con la figlia Mirta (questa volta fotografata di fronte) e la loro amica mucca.
Da quel momento i figli di Salvini hanno cominciato ad entrare sempre di più nel mondo social del ministro. Un mondo fatto di insulti a ladri, immigrati, gogna nei confronti di ragazzine (magari coetanee del figlio più grande del Capitano).
A queste ultime Salvini non ha riservato nemmeno la cortesia di una foto di spalle o censurata, anzi proprio come fa un suo parlamentare, le sbatte sulla sua pagina Facebook senza troppi complimenti.
I flglioli invece vengono coinvolti anche in post in cui si parla di lavoro in cui si segnalavano anche azioni contro mafiosi
Salvini da buon politico non ha disdegnato nemmeno la foto con il bimbo sconosciuto, che da sempre — come sanno bene i papi — fa consenso.
Per non parlare della pagella del figlio Federico, che frequenta la seconda liceo e che ha portato a casa “sei 8 e quattro 9, con 10 in condotta”.
Per Salvini è l’occasione di festeggiare “alla vecchia maniera” (come facevano i nostri nonni!) con un vaso di caramelle Rossana e uno secchiello di lecca-lecca.
E infine, ecco la foto dei suoi “due gioielli” (come la madre dei Gracchi) dove i due figli compaiono di spalle mentre si tengono per mano.
Senza contare quella volta che ci teneva a farci sapere che le aveva messo lo smalto
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
NAUFRAGA NEL RIDICOLO IL TENTATIVO DEI MILITANTI LEGHISTi DI IRONIZZARE SULL’INCHIESTA … RESTA IL DILEMMA: LE T-SHIRT SARANNO VENDUTE IN EURO O IN RUBLI?
Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio (anche quando si tratta di traduzioni).
Come riporta il Corriere della Sera, in vista dell’annuale raduno a Pontida dei militanti e simpatizzanti della Lega, gli organizzatori dell’evento avevano pensato di personalizzare le loro t-shirt verdi con una scritta in russo.
L’intento era scrivere “Festa di Pontida” ma qualcosa è andato storto.
Dopo aver stampato le prime maglie, i leghisti affidatisi a Google per la traduzione hanno deciso di sottoporle al giudizio di persone che conoscono il russo, le quali hanno fatto notare l’errore. Anzichè “Festa di Pontida” quelle lettere dell’alfabeto cirillico stavano a significare “Partito di Pontida”.
La volontà era chiaramente quella di fare riferimento alla vicenda dei fondi russi alla Lega.
Peccato che Savoini abbia altro a cui pensare, avessero chiesto a lui una consulenza non ci sarebbero stati problemi.
Non è invece ancora chiaro se le t-shirt saranno vendute in euro o in rubli.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
“NON CI SONO STATE MANOMISSIONI”… L’AUDIO PROBABILMENTE E’ STATO REGISTRATO DA UNO DEI TRE ITALIANI PRESENTI ALL’INCONTRO
Mentre Matteo Salvini, dal Papeete Beach di Milano Marittima, augura «buona caccia» alla ricerca
dei presunti fondi provenienti dal Marocco, la Procura di Milano scioglie tutti i dubbi attorno all’audio dell’incontro tra Gianluca Savoini e alcuni rappresentanti russi.
Quella registrazione, prima in possesso de L’Espresso e poi pubblicata dal sito BuzzFeed, è autentica e non risulta esser stata manipolata da nessuno.
Inoltre si ritiene che non sia stata registrata da un soggetto terzo, ma da uno dei partecipanti (probabilmente italiano) all’incontro all’hotel Metropol di Mosca.
Secondo i pm che indagano sui presunti finanziamenti illeciti alla Lega da parte di fondi russi, con altissima probabilità quello del 18 ottobre scorso non sarebbe stato il primo e unico incontro tra le parti.
E per questo si sta indagando sul ruolo di Gianluca Savoini, ex collaboratore e consigliere di Matteo Salvini e presidente dell’Associazione Lombardia-Russia.
Da quanto sarebbe emerso dal faccia a faccia tra i tre interlocutori russi, lo stesso Savoini, l’avvocato Gianluca Meranda e il consulente Francesco Vannucci, la presunta trattativa sembrava essere già avviata e, al termine di quell’incontro del 18 ottobre 2018 all’Hotel Metropol di Mosca, sarebbe stato lo stesso legale a sottolineare come gli accordi siano ben diversi a quelli trovati in precedenza.
Inoltre, da quanto emerge dalla Procura di Milano, il famoso audio pubblicato da BuzzFeed (e in possesso anche de L’Espresso) oltre a essere sicuramente autentico e privo di manipolazioni postume, sarebbe stato addirittura registrato da una delle persone presenti all’incontro all’hotel Metropol di Mosca, presumibilmente un italiano. Una notizia che restringerebbe il campo delle indagini sui pochi presenti.
Lo stesso audio che ha aperto la polveriera sul caso dei presunti finanziamenti illeciti dalla Russia alla Lega, è stato acquisito direttamente dai giornalisti de L’Espresso dopo la richiesta ufficiale da parte della Procura di Milano.
Uno dei giornalisti, sentito dai pm, non avrebbe rivelato la fonte da cui ha ottenuto quel file audio celandosi dietro alla segretezza delle fonti giornalistiche.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
LA UE AVVISA IL GOVERNO RAZZISTA DI ROMA: “SE NON LI FATE SBARCARE SALTA LA RIDISTRIBUZIONE DELLA GREGORETTI”.., SALVINI PARLA DI “RICATTO” DELLA GERMANIA, LA PACCHIA E’ FINITA, IL POSTO DEI RAZZISTI E’ LA GALERA AL 41 BIS
La nave Alan Kurdi è a sud di Lampedusa con 40 migranti salvati dal naufragio al largo delle coste libiche. A bordo della nave c’è anche un bimbo di tre anni con una ferita di 10 cm sulla spalla causata da un’arma da fuoco.
Lo ha detto la capo missione Barbara Held, spiegando che molti hanno raccontato di “terribili esperienze” passate in Libia. I bimbi a bordo sono tre, due le donne, di cui una incinta.
“Stiamo andando — ha spiegato Held — a Lampedusa e spero che troveremo un porto sicuro che definitivamente non è in Libia. La gente soccorsa ci ha detto che prima di tornare in Libia preferirebbero affogare in mare. Non lasceremo che ciò accada”
Ieri il ministro dell’Interno Matteo Salvini ed i colleghi Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta, hanno firmato il provvedimento per il divieto di ingresso nelle acque italiane della nave umanitaria, un atto palesemente contrario alle norme internazionali sui soccorsi.
Ora Salvini parla di “ricatto da parte del Governo tedesco”, tramite “una mail che arriva dalla Commissione europea. Berlino si era impegnata a prendere 30 immigrati della Gregoretti, ora dicono che li prendono se facciamo sbarcare i 40 della Alan Kurdi”.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
INVECE CHE DIMETTERSI IL “SENZA VERGOGNA” DA’ PURE DEL PEDOFILO AL GIORNALISTA CHE FA IL SUO LAVORO E TESTIMONIA UN ATTO ILLECITO
Il video di Salvini junior sulla moto d’acqua della polizia, a Milano Marittima, proprio non va giù al
ministro dell’Interno.
Matteo Salvini oggi in conferenza stampa ha insultato il giornalista Valerio Lo Muzio, che ha ripreso le immagini pubblicate in esclusiva sul sito di Repubblica.
Il vicepremier ha interrotto più volte il videomaker che provava a fare domande: “Lei che è specializzato – ha detto – vada a riprendere i bambini, visto che le piace tanto. I figli devono essere tenuti fuori dalla polemica politica, attaccate me, lasciate stare mio figlio”.
E poi con voce alterata: “Mi vergogno a nome di chi coinvolge i bambini nella polemica politica. Non parlo di figli e di bambini”. E ancora: “Andiamo insieme in pedalò, visto che sei maggiorenne ti posso invitare”.
Lo Muzio stava chiedendo chi fossero gli uomini della sicurezza che l’hanno allontanato due giorni fa mentre riprendeva con la telecamera. La questura di Ravenna ha avviato accertamenti sugli agenti coinvolti.
Due gli aspetti da valutare: la legittimità della “passeggiata” di Salvini junior a bordo della moto d’acqua della polizia e il comportamento degli agenti nei confronti del giornalista: “O l’abbassi o te la levamo”, la frase rivolta al videomaker a proposito della telecamera.
“Gravissimo che il Ministro dell’Interno attacchi i giornalisti. In Russia accadono questo genere di cose. Ecco perchè a Salvini piace tanto Putin. Se ne faccia una ragione, risponda e non continui a scappare”, dice la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli.
(da agenzie)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
L’EX DEPUTATA LEGHISTA SBAI: “SAVOINI UNA SETTIMANA PRIMA DEL VIAGGIO IN MAROCCO MI DISSE DI RIMANERE A CASA, PENSAVA A TUTTO LUI”
Ieri il Fatto Quotidiano ha raccontato una storia molto interessante e divertente su 150mila dollari ricevuti da Gianluca Savoini in Marocco e finiti per errore nella turca del bagno di un hotel.
Oggi arriva la seconda e più succulenta puntata a firma di Thomas Mackinson e Luigi Franco, nella quale compare anche Matteo Salvini:
Il 27 Novembre 2015 c’era anche lui al ristorante milanese”Gli Orti di Leonardo”, a due passi dal Cenacolo, insieme a Mohammed Khabbachi e a tutta la combriccola di leghisti che un mese prima si era trasferita alla corte di Re Mohammed VI: Salvini, Savoini, l’intermediario e interprete Kamal Raihane, il figlio dell’ex patron del Torino Massimo Gerbi e il dentista Claudio Giordanengo. Non solo. L’indomani tutti ad esclusione di Salvini vanno alla partita Milan-Sampdoria.
Giordanengo, all’epoca consulente della segreteria del Carroccio per il Nord Africa, ancora oggi si stupisce: “Khabbachi èun tifoso del Milan e voleva a tutti i costi vedere una partita. Io non lo sono, e mi era sembrato strano che arrivasse dal Marocco per vedere una partita secondaria. La sera prima siamo andati a cena sui Navigli, mancava solo Salvini. Torno a dire che io in Marocco c’ero ed era una delegazione prettamente politica, a questo punto però non posso escludere che ci sia una storia parallela che è proseguita altrove”.
Ieri intanto Souad Sbai, ex parlamentare del Pdl di origini marocchine in passato vicina alla Lega, ha dichiarato: “L’idea del viaggio in Marocco nel 2015 fu mia, e mi attivai per chiedere alle autorità marocchine di ricevere Salvini. Ma una settimana prima del viaggio ricevetti una chiamata da Savoini, il quale mi disse che era tutto a posto, tutto sistemato, e che ci avrebbe pensato lui. Per me è stato meglio non andarci, pensa se avessi fatto parte della delegazione…”
Alla domanda se quei 150mila euro fossero per un affare privato di Savoini o per la Lega nessuno risponde, e già altre se ne aggiungono: chi pagava le trasferte dei leghisti alla corte del Re che sembrano gite turistiche e d’affari?
Giordanengo si rivela ancora prodigo di dettagli: “Pagavano i marocchini, almeno così mi è stata venduta. Io non ho visto nessun conto, non ho dovuto prendere il biglietto d’aereo nè niente. E dunque, conseguentemente, sono stato completamente e totalmente spesato: avevo una macchina con autista. Idem per la partita, i pranzi e per le trasferte”.
(da “NextQuotodiano”)
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Agosto 1st, 2019 Riccardo Fucile
LA LEGA PRESENTO’ UN EMENDAMENTO PER CONDONARE 180 MILIONI DI TASSE NON PAGATE
Matteo Salvini all’attacco dell’OMS per le sigarette elettroniche. Stamattina il Capitano si è
stranamente deciso a pubblicare sulla sua pagina Facebook il link a un articolo di TGCOM del 27 luglio scorso in cui si parla del rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle sigarette elettroniche in cui l’OMS spiega che le e-cig sono pericolose per la salute nonostante non abbiano catrame e gas tossici e presentino una quantità inferiore di nicotina rispetto alle normali sigarette, alla pipa e ai sigari.
Salvini scrive un testo piuttosto preciso: “Mah… Ci sarà mica dietro lo zampino di qualche lobby o di qualche multinazionale miliardaria… Che dite?“.
Ora, attenzione. Come mai Salvini pubblica soltanto oggi questo articolo?
È impossibile dimenticare che qualche tempo fa la Vaportart, una delle principali aziende del settore, contribuì con 75mila euro alla campagna elettorale della Lega per le elezioni politiche.
Nel novembre 2018 poi il Carroccio presentò un emendamento per condonare i 180 milioni di tasse non pagate dal settore dopo l’equiparazione ai tabacchi giudicata corretta dalla Corte Costituzionale. E c’è anche altro da notare.
Ovvero che Salvini insinua che il rapporto dell’OMS sia stato pagato dalla lobby del tabacco.
Eppure Umberto Roccatti, presidente dell’ANAFE (l’associazione di settore), in un’intervista rilasciata a Unomattina ha spiegato che il rapporto dell’OMS sostiene che il rischio con le sigarette elettroniche sia ridotto: “Il report parlava dell’epidemia del tabacco, però è venuta fuori solo la sigaretta elettronica“. Quindi, di cosa sta cianciando Salvini?
È interessante anche notare come Roccatti sia stato intervistato anche da Roberto Poletti, ovvero l’ex portavoce di Matteo Salvini che rimarrà nella storia per la sua clamorosa intervista al ministro dell’Interno sul caso dell’omicidio di Mario Rega Cerciello.
(da “NextQuotidiano”)
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