Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
INTERVISTA A MOUNIR BAATOUR: “LA DESTRA VERA NON HA NULLA A CHE VEDERE CON LA POLITICA RAZZISTA DI SALVINI”
Un gay dichiarato seduto sulla poltrona di Presidente della Repubblica? Non sia mai. 
La Tunisia e le sue istituzioni primarie prendono le distanze da un simile scenario e lo fanno a monte, rigettando la candidatura alle prossime elezioni presidenziali di metà settembre dell’avvocato Mounir Baatour.
Il leader del Partito Liberale tunisino, e presidente dell’associazione Lgbt Shams, fa parte della lista di 76 leader di movimenti politici a cui la Isie (Istanza superiore per le elezioni), la Commissione elettorale di Tunisi, ha rifiutato l’ok per la corsa al successore del defunto presidente Beji Caid Essebsi, scomparso il 25 luglio scorso a 92 anni.
Il suo nome può essere considerato il più ‘scomodo’, del resto sarebbe la prima volta di un candidato omosessuale in corsa per la guida di un Paese nel mondo arabo.
Entro il 31 agosto la Commissione pubblicherà l’elenco definitivo e dal 2 al 13 settembre si svolgerà la campagna elettorale in vista del voto di domenica 15 settembre (anticipato di due mesi proprio a causa della morte di Essebsi).
La decisione dell’Isie sulle bocciature dei candidati è arrivata mercoledì, alla vigilia di Ferragosto con il via libera concesso solo a 21 partiti su 97. Il giorno dopo Mounir Baatour, indignato eppure non troppo sorpreso dalla decisione, non ha perso tempo.
“Mi sono subito recato al Tribunale amministrativo di Tunisi per presentare formale ricorso. — racconta a IlFattoQuotidiano.it — Il provvedimento assunto dalla Commissione elettorale non è sufficientemente motivato, dovranno quanto meno darmi una spiegazione”.
Si è fatto un’idea sul perchè di quella decisione e quanto, secondo lei, può aver influito la sua dichiarata omosessualità ?
“Non conosco i contenuti delle motivazioni, il mio ricorso serve proprio a questo scopo, ma è chiaro come la mia battaglia per i diritti Lgbt possa aver influito. I motivi sono sospetti insomma. Dispiacerebbe essere lasciato fuori dalla contesa, non fosse altro per gli oltre 20mila tunisini che, con le loro firme, mi hanno consentito di partecipare alla fase preliminare di queste elezioni così importanti. Sarebbe un peccato sprecare tutto, io sono per il cambiamento”.
Cosa significa essere gay dichiarato in Tunisia e nel mondo arabo oggi?
“Significa subire costanti minacce di morte, dirette, via posta o sui social. Ormai ci sono abituato, certo non è facile vivere così, ma darla vinta a questi islamisti integralisti malati di mente sarebbe un errore. Ancora, nel 2019, nella nostra società insulti e minacce a gay e lesbiche sono il minimo. Il tunisino medio è machista, misogino, l’uomo deve essere considerato virile e paradossalmente i gay attivi sono visti peggio rispetto ai passivi, i quali, almeno, possono tentare di nascondere la loro inclinazione sessuale”.
Cosa c’è alla base di questa ossessione sociale secondo lei?
“L’aspetto religioso conta ancora molto, specie la parte più oscurantista e ciò innesca una visione culturale sbagliata e pericolosa. Con la mia candidatura, oltre alle normali istanze politiche di un movimento, io porto la necessità di cambiare questa idea di base e fare della Tunisia il primo Paese rivoluzionario in tal senso. La bocciatura della mia candidatura sarebbe l’ennesima sconfitta”.
A livello giuridico l’obiettivo è principalmente quello di cancellare l’articolo 230 del codice penale che, di fatto, criminalizza l’omosessualità ?
“Sarebbe già un grande passo avanti renderlo incostituzionale. Pratiche come i test anali per verificare l’omosessualità o meno di un uomo sono un’autentica barbarie”.
Al di là della sua battaglia per i diritti civili, diversi analisti la considerano l’uomo giusto per il cambiamento della Tunisia. Dove si pone il suo partito nello scacchiere politico e quali le priorità d’intervento?
“Politicamente mi sento un liberale di destra, lontano dai dogmi dei partiti islamisti, a partire da quello principale, Ennahda. I conservatori di Nidaa Tunes, del resto, non possono essere considerati il futuro per la Tunisia. Credo e spero che, al di là di tutto, il fronte islamico vicino ai Fratelli Musulmani non sfondi. Difficile parlare di priorità in un Paese in totale declino dopo la rivoluzione del 2011 che ha rovesciato Ben Ali. L’economia è al centro delle mie attenzioni a questo tema si legano altre questioni come la povertà , la disoccupazione, la sanità a collasso e i danni del cosiddetto ‘mercato parallelo’, il mercato nero”.
Sulla questione immigrazione come si pone invece?
“Bisogna rompere la barriera ideologica secondo cui emigrare verso l’Europa equivalga raggiungere una sorta di paradiso. Non è così, è ora si sfatare questo mito. Detto questo, la politica dei ‘porti chiusi’ messa in atto dal vostro Ministro degli Interni, Matteo Salvini, è assurda. Pur di destra, non mi sento per nulla vicino alle scelte ideologiche e razziste della Lega”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
HA COSTRETTO UNA BAGNANTE ITALIANA CON GENITORI AFRICANI A LASCIARE LO STABILIMENTO DOPO ESSERE STATA INSULTATA…IL PRECEDENTE DUE ANNI FA A SOTTOMARINA DEL TIPICO SEDICENTE FASCISTA DA AVANSPETTACOLO
Gianni Scarpa, l’ex gestore della spiaggia fascista di Playa Punta Canna a Sottomarina, finisce nuovamente nei guai, a due anni di distanza dalla sua iscrizione nel registro degli indagati per apologia del fascismo per i cartelli in spiaggia con le foto e gli slogan di Mussolini.
I carabinieri di Chioggia lo hanno denunciato alla Procura per violenza privata aggravata da finalità di discriminazione razziale, ingiuria e apologia del fascismo.
Secondo le accuse, avrebbe indotto una bagnante di Padova, nata in Italia da genitori originari dell’Africa occidentale, ad abbandonare a Ferragosto uno stabilimento balneare nel quale si trovava con una amica con comportamenti discriminatori accompagnati da musiche fasciste e frasi offensive diffuse da casse e megafoni.
Sempre dagli altoparlanti Scarpa si era raccomandato: “se si va alle elezioni, votate Salvini e la Meloni”
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
SOLE 24 ORE: “I RENDIMENTI SUI TITOLI DI STATO NEGATIVI IN EUROPA, L’ITALIA PAGA IL CONTO DEL POPULISMO E DEL SOVRANISMO”
Vada come vada domani, il governo gialloverde in un solo anno ha fatto collezionare all’Italia 5
miliardi di interessi extra sul debito pubblico.
A fare i conti in tasca al governo è Ilsole24ore.
Quasi tutti parlano dell’Iva, di come sventarne l’aumento. Ma c’è già qualcosa che gli italiani stanno pagando, una tassa aggiuntiva. E che continueranno a pagare per le oscilllazioni esagerate dei nostri titoli di stato: 2,8 miliardi nel 2019 e 2,3 nel 2020, solo di interessi in più su tutti i titoli di Stato emessi durante il governo gialloverde.
In tutti gli altri paese, più o meno nella situazione dell’Italia, le cose sono andate meglio.
Quelli calcolati dal Sole sono interessi effettivi, non assoluti. Perchè dal 15 maggio 2018 i decennali sono passati dall′1,92% all′1,4%, ma in Spagna, Portogallo e Irlanda i tassi di mercato dei titolo di stato sono scesi a zero o sotto lo zero.
“In un mondo che ormai ha 15mila miliardi di bond a tassi negativi -sottolinea il Sole- l’Italia continua insomma a pagare rendimenti anomali. Eccessivi. Questo è il conto dell’incertezza. Del populismo. Della retorica no-euro”.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA STORIA DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA INVIATA DALLA PROCURA DI AGRIGENTO AL MINISTERO DEGLI INTERNI PER ACQUISIRE I DOCUMENTI SULL’IPOTESI “CATENA DI COMANDO DEL SEQUESTRO DI PERSONA SULLA OPEN ARMS” E LA RISPOSTA “NON SONO PRONTI, VE LI FACCIAMO AVERE TRA DUE GIORNI NOI”
Immaginate una visita della polizia giudiziaria a casa vostra per “acquisire documenti su ipotesi di reato” per cui rischiate 15-20 anni di galera.
La documentazione è sicuramente a vostre mani o nelle mail del Vs. computer, ma è sufficiente dire: “non sono ancora pronti, ve li faccio avere tra un paio di giorni, potete andare”.
Questa è la scena , riportata da diversi media, che si è verificata sabato mattina al Viminale, quando gli agenti di polizia giudiziaria inviati dalla Procura di Agrigento per “acquisire” il carteggio tra organismi istituzionali sull’ipotesi di reato di sequestro di persona, violenza privata e abuso d’ufficio in merito alle azioni del Viminale nel caso Open Arms, si sono sentiti rispondere “non sono pronti, ve li faremo avere noi lunedi” (ovvero oggi)
Mentre al comando della Guardia Costiera di Roma c’è stata la massima collaborazione e tutti i documenti sono stati consegnati, al Viminale no, prima “devono sistemarli”.
Probabilmente qualche altra Procura a quel punto avrebbe spiccato un mandato di perquisizione a apposto i sigilli onde evitare l’occultamento delle prove. Cosa che sarebbe accaduta sicuramente a Voi, comuni mortali.
Ma così non è stato, gli agenti sono tornati ad Agrigento senza alcun incartamento.
E, al di là di ogni futuro sviluppo giudiziario, rimane la domanda: la legge è uguale per tutti o bisogna modificare la scritta nelle aule del Tribunali aggiungendo “salvo che per Salvini”?
E per vedere applicata la sentenza esecutiva e urgente del Tar di sei giorni fa sull’attracco di Open Arms a Lampedusa o conoscere i nomi iscritti come indagati per sequestro di persona dobbiamo aspettare come finisce la crisi di governo o il codice è ancora in vigore anche fino a quella data?
Fateci sapere.
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
LA CENA DI RENZI CON MARA CARFAGNA, SONO ALMENO TRENTA I FORZISTI CHE VOGLIONO CHIUDERE CON SALVINI: TRA LORO TAJANI, GELMINI E MICCICHE’
La crisi non si è ancora formalizzata. Alla vigilia delle comunicazioni del premier Giuseppe
Conte, la scenario appare fluido.
L’ipotesi di un esecutivo istituzionale prende forma. Non a caso anche dentro Forza Italia il clima è cambiato rispetto a qualche giorno fa, quando si parlava di liste comuni con la Lega e di centrodestra unito.
Non c’è solo Gianni Letta che, parlando con i consigliere del Colle, coltiva la suggestione di un Governo istituzionale guidato nientepopodimeno che dal nipote Enrico.
Eppure, per comprendere il sentiment delle truppe di Silvio Berlusconi basta seguire le tracce di Mara Carfagna. Martedì scorso, mentre era in vacanza a Singapore, la vicepresidente della Camera ha telefonato a Silvio Berlusconi, proprio mentre l’ex premier era riunito a Palazzo Grazioli con il coordinamento nazionale.
Mara è preoccupata, ma non si arrende. Confidano che prima di volare per Singapore abbia invitato a cena Matteo Renzi con il quale, tra una tartare e un sorso di Franciacorta, ha messo a punto la strategia per costruire un contenitore centrista che dovrebbe fungere da ago della bilancia per la formazione di qualsiasi esecutivo e inglobare al suo interno renziani e azzurri.
Di più: la vicepresidente della Camera rappresenta assieme ad Antonio Tajani, Maria Stella Gelmini e Gianfranco Miccichè, il fronte popolare di Forza Italia che non desidera morire salviniano.
Eppure non ci sono solo i big a caldeggiare l’ipotesi “Orsola” del Governo istituzionale. Sarebbero una trentina i parlamentari sedotti dalle sirene renziane. Un fronte guidato da quel Gianni Letta che da giorni, come abbiamo scritto su HuffPost, suggerisce al Cavaliere di fare un’altra capriola e di isolare per sempre Matteo Salvini: “Silvio, per quale ragione non dovremmo sostenere un esecutivo istituzionale?”.
Del resto che una parte dei parlamentari azzurri sia sempre più attratta da un esecutivo con Renzi lo confermano le parole che sarebbero scappate a Massimo Mallegni. Il quale non è un senatore qualunque.
Mallegni è l’ex sindaco di Marina di Pietrasanta, ed è noto alle cronache perchè nell’estate del 2017 si sedette a tavola con Matteo Renzi al ristorante la Cantina di Marina di Pietrasanta per guastare una buona pizza. La cena venne ribattezzata “la pizzata del Nazareno” anche perchè a tarda sera il senatore azzurro avrebbe confidato: “Io e Matteo la pensiamo allo stesso modo, sembra uno dei nostri”.
Ecco, questa potrebbe essere la volta buona. Il giorno della votazione della mozione sul Tav Mallegni ha conversato a lungo con Renzi e subito dopo nel salone Garibaldi ha confidato a un collega: “Matteo mi ha detto che il primo settembre farà un nuovo partito e gli ho detto che sarò il primo ad andare con lui”.
In ogni caso l’ultima parola è sempre quella del Cavaliere che in questi giorni si trova in vacanza in Provenza, a casa della figlia Marina.
L’ex premier ascolta tutti e si mormora che sarebbe sempre più tentato dal Governo istituzionale con tutti dentro. Tranne l’ex alleato Salvini.
(da “Huffingtonpost“)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
L’APPELLO DI UN COMITATO A MATTARELLA: “SIA REVOCATO L’ESILIO”
Il padre di Mimmo Lucano è gravemente malato: il comitato Undici Giugno, così, ha lanciato un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinchè venga permesso all’ex sindaco di rientrare a Riace.
“Crediamo che sia giunto il tempo di chiudere con forza e con tutti gli strumenti possibili la revoca dell’assurdo e giuridicamente inspiegabile esilio di Domenico Lucano” si legge sul profilo Facebook del comitato.
“Il papà di Mimmo sta consumando gli ultimi giorni della sua vita. Dopo il calvario di quest’ultimo anno, pensiamo che abbiano diritto, tutti e due, di salutarsi con serenità dentro le mura della loro casa”.
Il Comitato, che prende il nome dal giorno in cui ha preso il via il processo ai danni dell’ex sindaco di Riace, si appella dunque al Capo dello Stato affinchè venga data la possibilità a Lucano di rientrare nella cittadina calabrese.
Nel 2018, Mimmo Lucano è stato sottoposto agli arresti domiciliari, successivamente revocati, mentre permane ancora oggi il divieto di dimora nel comune di Riace. Ecco perchè Lucano non può raggiungere il padre morente.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
PORTI SPALANCATI, ALTRO CHE CHIUSI… E’ SOLO MISERABILE PROPAGANDA DI ODIO VERSO LE ONG SULLA PELLE DEI POVERI
Nuovo sbarco autonomo sull’isola di Lampedusa, dove un gruppo di migranti è stato soccorso
dalla motovedetta della Guardia di finanza che li ha trasbordati sulla sua imbarcazione.
E’ il terzo caso in meno di 48 ore. Nella notte a Lampedusa sono arrivati 16 migranti a bordo di un barchino in legno. I migranti hanno eluso i controlli arrivando fino all’isola delle Pelagie, a poca distanza dalla nave Open Arms con a bordo 107 migranti.
Ad accompagnare i migranti al Molo Favaloro una imbarcazione della Guardia di Finanza.
Domenica invece sono stati 57 i migranti arrivati senza essere salvati da imbarcazioni delle Ong.
Mentre Salvini sbandiera un blocco agli sbarchi delle Ong, dal mare continuano gli arrivi indisturbati. Il totale dei tre sbarchi è di 108 migranti, più di quelli ancora bloccati sulla nave Open Arms e per i quali è in corso un braccio di ferro tra ong, Spagna e Italia.
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
E’ LA CIFRA CHE COSTA TRASFERIRE A MINORCA I PROFUGHI CON DUE NAVI MILITARI (VEDI SPESE AQUARIUS)… IN AEREO BASTEREBBERO 2.600 EURO… PORTARLI A TERRA NULLA, VISTO CHE SAREBBERO SUBITO RIDISTRIBUITI TRA SEI PAESI… MA BISOGNA FARE LA MARCHETTA AL SEQUESTRATORE DI PERSONE CHE COSI’ PUO’ CANTARE VITTORIA GRAZIE A CHI NON APPLICA LA LEGGE DA SEI GIORNI
La Open Arms ha accettato a malincuore, non dopo una iniziale ferma opposizione, di portare i migranti al porto di Minorca, dove il governo Sanchez ha offerto un posto sicuro.
Una scelta che comunque l’Ong ha definito «inconcepibile» e ha accettato solo a patto che vengano messi a disposizione i mezzi necessari per un eventuale trasbordo o per una scorta.
Il capomissione Roberto Gatti nelle dichiarazioni di oggi mostra di aver preso carta e penna e fatto i calcoli di quale siano i costi, non solo in termini economici, della proposta fatta congiuntamente da Italia e Spagna di far scortare fino al porto sicuro di Minorca la Open Arms con i migranti a bordo da 18 giorni, attualmente bloccata al largo di Lampedusa.
Alla piccola nave viene chiesto «di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate a bordo e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega» ha dichiarato Riccardo Gatti definendo la decisione «incomprensibile».
Non solo: «stamattina abbiamo fatto un calcolo — ha continuato Riccardo Gatti — abbiamo provato ad affittare un aereo che da Catania porterebbe le persone a Madrid: un Boeing per 200 persone viene 240 euro a passeggero», ricordando poi che per il caso Acquarius vennero pagati circa 290mila «per la nave della Guardia Costiera, per l’altra nave non e’ stato neanche detto quanto si è speso..».
Ecco che quindi Riccardo Gatti invita i due governi a prendersi «le loro responsabilità » chiarendo che «da parte nostra c’è completa disponibilità a trasferire le persone a bordo delle loro imbarcazioni, ma quali? Dopo 18 giorni mettiamo queste persone a bordo di navi, anche capaci di fare soccorso, che però non sono dei traghetti? Dove le mettiamo, in coperta? Ancora per terra?».
(da agenzie)
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Agosto 19th, 2019 Riccardo Fucile
“MI AVEVA INSULTATO PIU’ VOLTE”… LA VITTIMA E’ UN ITALIANO ORIGINARIO DEL BURUNDI, DA 20 ANNI SACRESTANO… FERITO A UNA SPALLA… GLI ISTIGATORI ALL’ODIO SEMPRE A PIEDE LIBERO
Aggredito perchè nero in pieno giorno: è successo al sacrestano della Basilica di Santa Maria
Assunta di Gallarate, nel Varesotto.
Un’aggressione che ha causato a Deodatus Nduwimana, italiano originario del Burundi e da quasi 20 anni sacrestano della basilica, una lussazione.
Nduwimana ha spiegato che finora c’erano state da parte della stessa persona solo insulti e minacce a parole. “È successo in pieno giorno – ha riferito a Varesenews il sacrestano, annunciando che presenterà denuncia -, stavo andando ad aprire la basilica, lui era lì come sempre e mi ha spinto dopo avermi insultato. Ho paura per la mia vita. Questa persona è sempre in piazza, è un nullafacente e mi ha preso di mira”.
L’aggressore ha precedenti penali
(da agenzie)
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