Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
DICE A QUANDO E’ CONVENIENTE DIRE A, DICE B QUANDO CONVIENE DIRE B E STA ZITTO QUANDO CONVIENE STARE ZITTI… COME HA FATTO AVALLANDO LE PEGGIORE LEGGI SALVINIANE… NON E’ RIPROPONIBILE UN SOGGETTO DEL GENERE, IL M5S DEVE RINNOVARE LEADER SE VUOLE DARE UNA SVOLTA
L’intervento del presidente Giuseppe Conte in senato ha provocato insospettabili entusiasmi e
legioni di nuovi ammiratori. In un paese dove non si riesce a parlare di politica seriamente, è bastato dimostrare una certa combattività e risolutezza contro l’odiato Salvini per diventare improvvisamente uno statista.
C’è un piccolo problema però, Conte non ha alcun tipo di credibilità , non ce l’ha neanche per quelle pochissime cose condivisibili che ha detto (peraltro affogate in una lunga serie di banalità e concetti confusi).
La credibilità personale in politica è importante perchè le idee camminano sulle gambe degli uomini e se l’uomo non è credibile le idee e i valori diventano solo abiti da vestire e svestire a seconda dell’occasione.
Conte è una nullità politica, dove il concetto di nullità è parametrato all’importanza dell’incarico che ha ricoperto. Come tutte le nullità Conte dice A quando è conveniente dire A, dice B quando è conveniente dire B e sta zitto quando è più conveniente stare zitto (peraltro la scelta che ha seguito nella maggior parte della sua esperienza da primo ministro).
Conte è il primo responsabile della politica del governo e non può pretendere di rifarsi una verginità in salsa anti salviniana per cercare di assicurarsi un futuro politico. Non bastano le letterine in cui cerca di dimostrare un atteggiamento più morbido sulla vicenda della nave Open Arms, quando in passato ha rivendicato come diretta emanazione di tutto il governo le decisioni di Salvini.
Forse è il caso di rinfrescarci la memoria ricordando un estratto della lettera che il novello statista ha inviato alla Giunta delle Immunità del Senato che doveva dare un’indicazione sulla “processabilità ” di Salvini per il caso Diciotti:
“Sento il dovere di precisare che le determinazioni assunte in quell’occasione dal ministro dell’Interno sono riconducibili a una linea politica sull’immigrazione che ho condiviso nella mia qualità di presidente nel Consiglio con i ministri competenti, in coerenza con il programma di governo”
Forse è il caso di ricordare la fiducia posta dal governo (a sua insaputa?) sulla conversione in legge del Decreto Sicurezza bis.
D’altronde Conte sarebbe un abile uomo politico (come ama ripetere Travaglio e lui stesso ha rivendicato ieri con orgoglio) per avere evitato due procedure d’infrazione all’Italia. C’è un piccolo particolare, quelle procedure sono state sostanzialmente una diretta conseguenza di una Legge di Bilancio che Conte, in qualità di primo responsabile dell’esecutivo, ha avallato e ha difeso.
Sarebbe come vantarsi di essere a capo di una banda di piromani, di aver appiccato un incendio e di averlo spento prima che questo causasse dei disastri irreparabili.
Non vi ricordate quando nell’autunno del 2018, con una spocchia insopportabile, prometteva che avrebbe “spiegato” la “manovra del cambiamento” alla commissione europea?
Certo, i poveri ignoranti della commissione non l’avevano capita e aspettavano Conte che gliela spiegasse bene.
Per il resto Conte si è limitato a cedere alle richieste sin troppo tenere della commissione in ambedue i casi d’infrazione (altro che euro burocrati spietati).
Ha ceduto dopo che i due galletti Di Maio e Salvini avevano giurato di non cedere di un millimetro (prima procedura) e che non ci sarebbe mai stata una manovra correttiva (seconda procedura).
Ha ceduto su mandato e con il consenso dei due galletti che hanno così potuto dimostrarsi duri e puri di fronte agli elettori (il vecchio giochino del poliziotto buono e di quello cattivo).
Nessuna procedura d’infrazione per deficit o per debito è mai giunta a conclusione, non è davvero un grande merito avere evitato che l’Italia fosse il primo stato a subirla, ma stiamo scherzando?
Nel discorso di ieri l’apprendista statista Conte, nel tentativo di dipingere un Salvini irresponsabile a cui si contrapporrebbe un presidente del consiglio saggio e giudizioso, ci ha anche ricordato il pericolo costituito dall’aumento dell’IVA e dello spread. Evidentemente deve essere colpa dei marziani se il governo da lui presieduto ha firmato una cambiale da 23 miliardi senza avere la più pallida idea di dove trovare i soldi e se lo spread da quando si è insediato il suo esecutivo è ridiventato una minaccia incombente per l’Italia.
Poi c’è il Conte dei silenzi prolungati, i tipici silenzi di chi non sa che pesci pigliare e spera che le cose si risolvano da sole. Cosa faceva Conte mentre il mondo incuriosito si domandava se davvero volevamo suicidarci così velocemente implementando quell’assurdità che sono i minibot? Taceva, nicchiava, tergiversava, prendeva tempo e dopo un po’ (preso il coraggio a due mani) ci informava che c’erano delle “criticità ”. Dov’era Conte (e aggiungerei il ministro degli esteri Moavero) mentre i capi di stato e di governo del mondo prendevano posizione sulla crisi venezuelana? Taceva, nicchiava, tergiversava, ci faceva sapere che si auspicava una soluzione pacifica (grazie al c…), per poi virare tardivamente e molto timidamente verso una posizione un po’ più allineata a quella dei partner occidentali.
Dove era Conte (e aggiungerei anche qui il ministro degli esteri Moavero) mentre i galletti Di Maio e Salvini sparavano a palle incatenate contro il presidente francese Macron? In un’escalation che ebbe il suo culmine nel ritiro dell’ambasciatore francese? Taceva, nicchiava, tergiversava, però ci rassicurava con le sue inutili riflessioni da passante della strada sul fatto che il rapporto tra Italia e Francia aveva delle radici antiche di ordine culturale ed economico (grazie al c…).
Il Conte che accusa Salvini di pensare solo agli interessi personali e che ci informa con ipocrisia insopportabile che non bisogna “farsi condizionare dai sondaggi”, è lo stesso Conte che in fuori onda con la cancelliera tedesca Merkel raccontava che il M5S era preoccupato per il calo di sondaggi ed era in cerca di un tema che li potesse risollevare elettoralmente, dando così la sua spiegazione degli attacchi a Macron.
Perchè Conte non fa le stesse accuse a Di Maio? Forse perchè non gli conviene farlo?
La realtà è che in moltissime occasioni il presidente del consiglio si è comportato più da presidente della repubblica, il quale ha sì il dovere di non farsi coinvolgere nell’agone politico e di intervenire solo in rare occasioni e con molta prudenza.
Poi c’è il Conte vanaglorioso e narcisista, quello del curriculum taroccato, l’avvocato degli italiani, quello che tra un silenzio e l’altro si vantava (nel già citato fuori onda con la Merkel) di poter controllare le intemperanze di Salvini e Di Maio: “La mia forza è che se dico ora la smettiamo loro non litigano”.
Evidentemente si è scordato di dirlo. Quante risate si farà fatta Angela Merkel? E quante se ne saranno fatte gli altri capi di stato e di governo per ingenuità simili di cui non abbiamo nessun fuori onda?
Andiamo avanti, solo ora Conte accusa con decisione Salvini di non aver voluto condividere nessuna informazione su un tema di rilevanza eccezionale per il paese come potenzialmente potrebbe essere il caso Savoini.
Se non si fosse arrivati alla rottura per Conte la questione non avrebbe meritato una durissima presa di posizione. Solo ora Conte è preoccupato per i toni e i comportamenti di Salvini. Fino a un paio di settimane fa, evidentemente, si teneva tranquillamente come ministro dell’interno un aspirante dittatore.
A rendere tutto questo ancor più surreale è il fatto che non è stato Conte a interrompere l’esperienza di governo in un sussulto di dignità , fosse dipeso da lui tutte le criticità che si è preoccupato di denunciare ieri con “trasparenza” sarebbero rimaste chiuse in un cassetto.
Conte non avrebbe lanciato un ultimatum a Salvini neanche se il ministro dell’interno avesse proposto la fucilazione immediata per gli immigrati.
Probabilmente sarebbe stato zitto qualche giorno per poi esprimere le sue perplessità e avviare le necessarie interlocuzioni per risparmiare almeno i minori.
Se davvero bastano due buffetti verbali a Salvini per gridare al nuovo De Gasperi, allora il paese ha davvero smarrito ogni buon senso. Specialmente se si pensa che Conte ha difeso tutti i provvedimenti approvati sotto il suo governo, compresa quella schifezza inemendabile che è Quota 100.
Un paese che scopre improvvisamente il talento di Conte è un paese incapace di ragionare sulle politiche economiche disastrose che tutti i partiti portano avanti con piccole differenze da anni, un paese incapace di giudicare lo spessore morale, la coerenza e la visione di società che un leader dovrebbe avere, un paese che si aggrappa al leader più simpatico, più cazzuto o con il sorriso più smagliante a seconda delle circostanze.
È sufficiente che attacchi il politico che a noi sta più antipatico. La politica è “sangue e merda” diceva con una fortunata e rude espressione Rino Formica (politico di peso del PSI craxiano e più volte ministro).
In parte lo è davvero, non si può fare politica se non si è disposti a ingoiare qualche rospo, ad accettare compromessi e a soprassedere a qualche risentimento personale.
Ma, come si diceva all’inizio, le idee camminano sulle gambe degli uomini e se gli uomini sono inadeguati, se non hanno una precisa idea di società , un nucleo di valori non trattabili, una sostanziale coerenza di comportamenti e la forza di mettere a repentaglio la propria posizione per testimoniare quello in cui credono, allora la politica è solo “sangue e merda” e Giuseppe Conte è uno statista.
(da “NexQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
DAL VIGNETTISTA MARIONE A KILGORE: IERI PRONI A SALVINI ORA SI SCOPRONO ANTI-SOVRANISTI
Gli influencer (chiamiamoli così) grillini si stanno già riposizionando. Scaricato “il traditore” Matteo Salvini (ma è stato lui a mollare il M5S e Conte) è tempo di guardare avanti. E perchè no, vedere se è possibile gettare il cuore oltre quell’ostacolo insormontabile e inconcepibile che è l’ipotesi di un’alleanza con il PD in vista, chissà , di un Conte-bis.
La situazione è disperata, ma non seria. Perchè di questi tempi tweet, post e vignette vengono via a poco, e altrettanto è il loro valore.
È però indicativo che molti sostenitori del governo Conte di sponda pentastellata siano rapidamente e precipitosamente scesi dal carro di Salvini sul quale, quando faceva comodo, si erano seduti.
Un caso da manuale è Mario Improta, in arte Marione, vignettista cantore del M5S.
Dopo la seduta di ieri al Senato il nostro ha prodotto una vignetta dal titolo bimbominkia e uomo. Dove il primo è naturalmente Salvini — ritratto come un lattante vichingo con il crocifisso in mano — mentre il secondo è l’eroe del giorno: Giuseppe Conte.
Quello che per un anno (14 mesi per l’esattezza) ha lasciato che il suo vicepremier facesse quello che voleva, senza dire nulla.
Eppure c’è stato un tempo in cui anche Marione andava pazzo per Salvini. All’epoca dedicava al Governo Conte vignette corali sul “Natale dell’onestà ”, un delizioso quadretto, con Salvini nei panni di San Giuseppe, Di Maio che fa la Vergine Maria e Conte che aleggia sulla Sacra Famiglia gialloverde come lo Spirito Santo.
Sarebbe sbagliato dire che quello dei 5 Stelle è stato un amore incondizionato. Ha avuto delle fasi, momenti di grande sintonia alternati ad altri di critiche feroci. Questi ultimi in concomitanza delle elezioni europee, regionali o amministrative, dove M5S e Lega correvano l’uno contro l’altro.
Marione non è certo l’unico. Anche l’account Twitter Ermanno Kilgore (@ErmannoKilgore) in questi giorni va all’attacco di Salvini senza se e senza ma.
Oggi Kilgore cinguetta #Salvinivattene e scrive che il ministro dell’Interno «ha perso l’occasione delle vita, poteva con il miglior Presidente del Consiglio di tutti i tempi Conte e con il M5S riformare e modernizzare il paese».
Oppure propone raffinate analisi politiche dove consiglia al M5S di fare tutti i tentativi per rimanere al governo ed evitare le urne (e sappiamo bene quale sia l’alternativa ad un’alleanza con la Lega).
Ma se oggi Salvini viene dipinto come lo scorpione che punge la rana della famosa favola in tempi meno recenti le cose stavano diversamente.
Lo ricordiamo impegnato a difendere la scelta del M5S di salvare Salvini dal processo per il caso Diciotti. O mentre al grido di #nessunoTocchiSalvini spiegava che l’avviso di garanzia a Salvini era un attacco al M5S. Dietro quell’atto della magistratura — spiegava rispondendo ad un tweet dell’avvocato Antonio Bordin il nostro influencer di area pentastellata — “ci sono sono i soliti noti”.
Ma ancora: quando quel radical chic di Gad Lerner parlava dell’aggressione a Stefano Origone a Genova da parte di alcuni agenti di Polizia e puntava il dito contro Salvini e CasaPound ecco arrivare il soccorso giallo di Kilgore che in nome di “destra e sinistra sono tutti uguali” e “non siamo negli anni 70” se la prendeva con il giornalista.
In un altro caso invece adottava la logica sovranista per commentare il rifiuto di Sea Watch dell’offerta italiana di far sbarcare solo donne e bambini. Per Kilgore (ma potrebbe averlo scritto uno qualsiasi dei patridioti che affollano le bacheche di Salvini) la ragione era che così l’Ong avrebbe perso “potere contrattuale” perchè agli occhi dell’opinione pubblica donne e bambini valgono di più. Tipico ragionamento dei trafficanti di uomini giusto?
Ai 5 Stelle, a Conte e ai vari corifei di questo “governo del cambiamento” Salvini andava benissimo così. Faceva comodo credere che il “contratto” fosse qualcosa di diverso dall’inciucio del Renzusconi quando politicamente era la stessa identica cosa. E nessuno di loro in questi mesi si è azzardato di attaccare Conte anche fosse per urlargli “dì qualcosa di pentastellato”.
La realtà li ha lasciati con il cerino in mano: chissà quando si accorgeranno che è stato anche grazie a loro che Salvini si è mangiato Conte e il MoVimento 5 Stelle.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
INCREDIBILE MANCANZA DI ELEGANZA: COME SE I QUATTRINI FOSSERO LA COSA PIU’ IMPORTANTE E I PARLAMENTARI CERCASSERO DI SCAPPARE DAL RISTORANTE SENZA PAGARE IL CONTO
“Mettetevi in regola con le rendicontazioni entro il 2 settembre in vista di eventuali elezioni e dei
relativi controlli da farsi per le candidature”.
È la email inviata questa mattina ai parlamentari M5S da Rousseau, la piattaforma ideata da Davide Casaleggio che controlla e riceve le rendicontazioni dei parlamentari grillini.
La mail sollecita deputati e senatori del Movimento a completare i pagamenti arretrati entro il 2 settembre, indicando nero su bianco la motivazione: la possibilità di elezioni anticipate e dunque la necessità di procedere ai relativi controlli per le candidature.
Rimborsopoli insegna: se urne saranno, meglio farsi trovare pronti. Parlamentari avvisati, mezzi salvati.
(da agenzie)
argomento: Costume | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
LA DISCOTECA APPARTIENE A UNA CATENA DI HOTEL DI LUSSO… COME MAI I SEDICENTI SOVRANISTI ITALIANO NON SI INDIGNANO?
Accesso negato in discoteca a Ibiza “perchè napoletani”. Questa la denuncia di un gruppo di ragazzi tra i 20 e i 24 anni in vacanza sull’isola spagnola e tutti originari di Napoli e provincia, diffusa su Facebook da Salvatore Ferraro, padre di una 21enne vittima della presunta discriminazione: “Mia figlia Alessia Ylenia, studentessa universitaria 21enne in vacanza a Ibiza, ieri notte si è vista negare l’accesso al locale in quanto nata e residente nella provincia di Napoli. I buttafuori una volta controllati i documenti hanno detto che loro non accettavano persone della provincia di Napoli nel loro locale”.
La discoteca appartiene a una catena di hotel di lusso e ristoranti nota in tutto il mondo.
“Mia figlia e gli altri amici – prosegue Ferraro – sono andati via addolorati e mortificati e, tra l’altro, tra i cori di scherno di alcuni ragazzi milanesi che erano lì e che li hanno dileggiati. Tale comportamento è inammissibile e razzista ed è da stigmatizzare specialmente in quanto avvenuto in una struttura così nota a livello mondiale. Basta ad essere ghettizzati. Basta essere individuati con Gomorra”.
Al quotidiano ‘Il Mattino’, che ha pubblicato la notizia, la ragazza ha raccontato: “I buttafuori hanno controllato i documenti e, dopo averli visionati, ci hanno comunicato che il party era dedicato esclusivamente ai residenti e alle persone che lavorano a Ibiza, vietandoci l’ingresso. Ci erano arrivate delle voci sulla diffidenza nei confronti dei napoletani e ci siamo allontanati, tenendo d’occhio l’ingresso e notando che facevano entrare italiani e in particolare una coppia di milanesi. Siamo delusi e mortificati, siamo persone perbene, siamo stati educati fino alla fine ma ci hanno umiliato”.
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
MA LUI E’ CITTADINO ITALIANO DI ORIGINE SENEGALESE ED E’IN ITALIA DA 34 ANNI
Brutta esperienza di Oumar Seye, italiano di origine senegalese che è stato preso di mira con
insulti a sfondo razzista da una coppia di coniugi residenti della zona solo perchè aveva chiesto informazioni per trovare l’ambulatorio medico a Negrisia, piccola frazione del comune di Ponte di Piave.
“Abito qui da 34 anni e non mi era mai capitata una cosa del genere” così Oumar Seye, senegalese di origine ma con cittadinanza italiana, ha commentato con rammarico quanto gli è capitato nei giorni scorsi per le strade di Negrisia, piccola frazione del comune di Ponte di Piave, in provincia di Treviso.
Il 53enne è stato preso di mira con insulti a sfondo razzista da una coppia di coniugi residenti della zona solo perchè si aggirava per le strade del posto chiedendo una informazione. L’episodio risale al pomeriggio di martedì 13 agosto. Erana le 16.30 circa e Oumar Seye era in cerca di un ambulatorio medico che si trova in zona.
“Sono arrivato nel centro del paese ma non riuscivo a trovare l’ambulatorio. Son sceso dall’auto per chiedere informazioni. Ho chiesto aiuto ad alcune persone del luogo. Da una porta è uscito un uomo che non conosco, subito dopo una donna” ha ricostruito il 53enne, aggiungendo: “Ho chiesto dove fosse l’ambulatorio. Mi hanno chiesto a loro volta dove abitavo e perchè ero lì. E alla mia risposta, mi hanno detto che se non sapevo dove ero potevo andarmene a casa in Africa”.
“Sono stato assalito da questa persona con insulti, mi ha chiamato negro e mi ha invitato, se così si può dire, a tornare in Africa. Lo dice a me, che abito qui da 34 anni” ha ricordato Oumar Seye che ha anche registrato tutto in un video con il suo telefonino. Un’esperienza davvero brutta per il 54enne che è sposato con figli ed è ben integrato nel tessuto sociale locale dove vive ormai da decenni tanto da essere diventato anche presidente dell’associazione Multietnica di Ponte di Piave e Salgareda.
“I negri rovinano l’Italia… è colpa loro. Quello si è fermato in auto e mi ha chiesto dov’era il medico. Ma io mica sono una guardia comunale” ha ribattuto, senza pentimenti, l’uomo che si vede insieme ad un’altra donna nel video girato da Oumar Seye.
L’uomo a Il Gazzettino non ha negato gli insulti razzisti. “È quello che penso: persone così debbano essere rispedite a casa. Vengono qua e credono di comandare, ma non sanno neppure scrivere in italiano”
(da agenzie)
argomento: Razzismo | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
CONTE HA BATTUTO SALVINI IN SENATO PER IL 60,6% DEGLI ITALIANI CONTRO IL 27,3%… DISCORSO PIU’ EFFICACE QUELLO DI RENZI, IL PIU’ COERENTE E ONESTO QUELLO DELLA BONINO
Secondo un sondaggio condotto per Ansa.it da GPF Inspiring Research il duello che ha avuto luogo in Senato ieri tra il premier Giuseppe Conte il ministro degli Interni Matteo Salvini, ha avuto un chiaro vincitore: il presidente del Consiglio, che ieri sera si è dimesso.
Il 60,6% degli intervistati ritiene che Conte abbia battuto Salvini nel dibattito in Aula, mentre solo il 27,3% pensa che abbia prevalso Salvini. Il 12,1% non ha risposto. Anche nel gradimento, Conte (al 61%) supera Salvini (al 48%) e il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio (al 46%). La figura che più piace agli italiani è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (69%). Il segretario del Pd Nicola Zingaretti è al 44%, la leader di Fdi Giorgia Meloni è al 37%, sopra Silvio Berlusconi, che è al 27%. Anche Benedetto Della Vedova (+Europa) è al 27%, mentre Pietro Grasso (Leu) è al 16%.
Per quel che riguarda le intenzioni di voto, la Lega è al 31,2%, il Movimento Cinque Stelle al 23,1%, il Pd al 23,5% , Fdi al 6,7% , Fi al 5,9% .
Nel complesso, il centrodestra è al 46,2% , mentre il centrosinistra è al 29,1%
“Andando a confrontare gli interventi di Renzi, Bonino, Conte, Salvini — ha spiegato Roberto Baldassari, presidente GPF Inspiring Research — notiamo delle cose interessanti: quello che è apparso più efficace è Renzi, seguito da Conte. Quello più onesto è il discorso della Bonino che è prima anche per coerenza. Quello più inatteso è stato invece l’intervento del presidente Conte, che raggiunge la prima posizione anche per il discorso più istituzionale e quello orientato all’interesse del Paese. Il discorso di Salvini viene letto dalla maggioranza degli italiani da campagna elettorale, senza colpi di scena”.
(da FanPage)
argomento: elezioni | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
IL PRESUNTO STUPRO DI GRUPPO (MOLTI I DUBBI DEGLI INQUIRENTI) COMPIUTO DA RAGAZZI CHE NON C’ENTRANO UNA MAZZA CON IL CENTRO SOCIALE: HANNO ROTTO IL LUCCHETTO DELLO STABILE E SI SONO INTRODOTTI ILLECITAMENTE NEI LOCALI
Un episodio di cronaca che è avvenuto qualche giorno fa, ma che è emerso soltanto nelle
ultime ore.
Nei locali del centro sociale occupato Castellazzo a Ivrea si sarebbe verificato uno stupro di gruppo ai danni di una ragazza.
Quest’ultima, una minorenne di 17 anni, sarebbe stata portata nei locali del centro sociale occupato da un conoscente.
In seguito si sarebbero aggregate anche altre persone che l’avrebbero violentata. La ragazza si è recata subito in pronto soccorso, dove è stata dimessa con un referto che gli inquirenti hanno definito «piuttosto dubbio», perchè non sarebbero state riscontrate particolari lesioni sul suo corp
L’episodio è stato immediatamente commentato da Giorgia Meloni che, con un tweet e con un post sui social network, sembra attribuire la responsabilità di quanto accaduto ai ragazzi del centro sociale occupato del Castellazzo.
«Ennesima violenza all’interno di un centro sociale — ha scritto la Meloni -. La mia piena vicinanza alla ragazza e tolleranza per questi criminali. Fratelli d’Italia, da sempre, chiede l’immediata chiusura dei centri sociali, vere e proprie zone franche dove droga e illegalità regnano sovrane».
Mettendo in correlazione l’episodio con la chiusura dei centri sociali, Giorgia Meloni fa passare il messaggio che siano stati proprio i ragazzi che portano avanti l’occupazione a essersi resi protagonisti dello stupro.
Circostanza smentita dagli inquirenti: i presunti autori dello stupro non fanno parte dei frequentatori del centro sociale.
Si deve registrare anche la testimonianza del collettivo che occupa il centro sociale Castellazzo. Questi ultimi affermano che il luogo è chiuso dal 9 al 27 agosto e che, pertanto, chi è entrato all’interno ha sfondato la porta e ha forzato il lucchetto dell’edificio.
«Questi bastardi schifosi — scrivono dal centro sociale -, del tutto estranei alla nostra realtà politica, nei giorni successivi (alla chiusura del centro sociale, ndr) hanno scassinato la porta, tagliando il lucchetto nuovo e il suo supporto. Il 12 agosto alcuni componenti del collettivo si sono accorti dell’effrazione, oggetti non nostri all’interno e sedie spaccate. Esprimiamo solidarietà alla ragazza vittima degli abusi, a chi ha commesso questo atto diciamo solo che gli conviene costituirsi o emigrare il più lontano possibile».
Insomma, la situazione non è come è stata descritta da Giorgia Meloni.
Un altro tweet uscito fuori con un po’ troppa fretta?
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Fratelli d'Italia | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
26 ANNI DI ANONIMATO E STIPENDIO NELLA LEGA SENZA NEANCHE RIUSCIRE A FARE L’ASSESSORE, SCARSO COMUNICATORE CON FRASI FATTE E SLOGAN, E’ UN MIX TRA L’AVVENTORE DI BAR E LA SIGNORA CHE STRAPARLA AL MERCATO, UN BUGIARDO CHE NON CONOSCE LA VERGOGNA
Ieri pomeriggio guardando la diretta del Senato o la Maratona di Mentana molti si sono accorti che Matteo Salvini non è un grande politico (qualsiasi cosa voglia dire in questa terza o quarta repubblica).
Si sono accorti sentendolo parlare a Palazzo Madama che il ministro dell’Interno, Capitano e papà non è nemmeno un grande comunicatore.
E certo non serviva vederlo in azione in questi quindici giorni per accorgersi che politicamente Salvini vale poco o nulla
Salvini è pur sempre uno che ci ha messo ventisei anni per arrivare ad avere un ruolo di governo (non è mai stato nemmeno assessore, eppure è dal 1992 che fa il consigliere comunale a Milano).
Ora provate a pensare ad una persona che fa per ventisei anni lo stesso lavoro e non ottiene nessuna promozione, nessun avanzamento di avanzamento di carriera.
Non dice nulla sul valore della persona (può benissimo essere un grande lavoratore, magari con poca ambizione) ma difficilmente dall’oggi al domani l’addetto alle pulizie della megaditta si può trovare dietro al tavolo di megadirettore.
Ma, qualcuno dirà , la forza di Salvini non è tanto l’acume politico quanto la capacità di comunicare. Bene, non serviva nemmeno sentire il suo discorso al Senato (identico nei toni e nei temi ai comizi che tiene dal 2014) per capire che parla per frasi fatte, slogan, elenchi interminabili di nomi, cose, città . E insulti, ovviamente.
Non mancano le mirabolanti promesse, come quella di una manovra da 50 miliardi di euro.
Eppure da qualche parte Salvini deve aver un suo specifico punto di forza. Altrimenti non si spiega come mai sia considerato il leader politico più importante del Paese (anche per mancanza di contendenti). Dirannno che è tutto merito della Bestia, di Morisi, dello staff della Comunicazione eccetera. Morisi invece direbbe che Salvini è un che è “naturale” non ha bisogno di trucchetti. Ma non è nemmeno quello. O almeno non lo è in questa fase politica iniziata il 1 giugno 2018.
Ci sono due forze al governo: una è la Lega e l’altra una è un partito che è comparso nel 2013 in Parlamento (proprio mentre Salvini prendeva in mano il partito di Bossi) promettendo di parlare “per la gente, con la gente, come la gente”.
Una forza rappresentata nell’immaginario dai vari Taverna, Sibilia e Di Battista gente come noi che parla come noi e non si nasconde dietro a “politicismi” e “tatticismi”. Ma ben presto quel partito, è diventato altro.
Un corpo opaco dove comandano i burocrati della comunicazione (addio streaming e democrazia diretta), a loro modo “professoroni” della neolingua politica. Un partito con una struttura interna paradossale, ricca di bizantinismi, elevati, garanti, doppi codici etici, capi politici e tecnici informatici che votano su Rousseau
E per quanto si sforzino nè Di Maio nè Di Battista o Grillo (Casaleggio junior ha qualche difficoltà in più) sanno parlare “come la gente”. A questo aggiungete che quelli entrati in Parlamento per aprirlo come una scatola di tonno hanno ben presto assimilato lo stile dei politici di professione.
Il M5S che è un partito di “rottura” è stato incapace di essere di lotta e di governo, come chi? Come la Lega. E così i vari ministri pentastellati recitano, ma come sempre tra l’imitazione e l’originale l’elettore sceglie l’originale.
Tra un partito che finge di essere “dal basso” ma è diretto da un tizio non eletto e il partito del Capo per molti è meglio il secondo.
E Salvini il Capo del partito che sta con i pugni dentro al governo ed un piede fuori lo sa fare. Non certo per studio o per adattamento, è l’unica cosa che sa fare, da sempre. Usa un linguaggio tutto suo che è la sintesi della chiacchiera da bar, della signora che si lamenta al mercato (e viene intervistata dal Tg). Non è un parlare semplice e comprensibile, è un parlare vuoto e privo di contenuti ma ricco di suggestioni e violenza e paure.
Salvini non conosce la vergogna, non tanto quella di baciare rosari, ma di essere lo specchio di quello che ha deciso sono gli italiani (i suoi figli appunto).
Ma anche qui non si pensi che Salvini sia un genio per questo. Non ha inventato nulla, è esattamente il linguaggio e lo stile di Umberto Bossi (che diceva infatti che «la Lega sta con due piedi fuori dal palazzo, e con un pugno dentro»), appena appena reso attuale nei riferimenti spicci e ripulito dall’ideologia padana indipendentista.
Magari sono stati stretti nuovi rapporti politici (in Russia, ad esempio) ma è un po’ come se ogni volta che ci mettessimo alla guida di un’automobile pretendessimo di aver inventato noi la ruota, o il motore a scoppio.
Salvini ha avuto fortuna, che non guasta mai, perchè il MoVimento chi gli ha messo contro? Giuseppe Conte, un avvocato, professorone (guardate i professori leghisti Bagnai e Borghi come si atteggiano invece), che parla come Don Abbondio e ne ha la stessa caratura morale.
E in più si crede un principe del foro quando doveva essere la badante di Di Maio e il domatore di Salvini.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Costume | Commenta »
Agosto 21st, 2019 Riccardo Fucile
MEGLIO UN GIORNO DA LEONI CHE CENTO ANNI DA PECORE, CERTO, MA FINO A IERI BELAVA ANCHE LUI NEL CORO… E QUANDO SALVINI VIOLAVA LA LEGGE STAVA ZITTO PER NON PERDERE IL POSTO
Puoi stare zitto per 14 mesi e dare a tutti l’impressione di essere succube
Oppure puoi aprire bocca, così da togliere a tutti ogni dubbio.
Giuseppe Conte ha scelto la seconda strada e ieri, decidendo di cantargliele a Matteo Salvini, ha tolto a tutti il dubbio che aveva cercato di instillare con quel suo comportamento da tenerone e le foto con i cuccioli: non è che fosse un po’ off e non capisse che il Capitano lo stava fregando, era proprio complice.
Il clou della sceneggiata il presidente del Consiglio oggi dimissionario lo ha raggiunto quando ha rinfacciato al Capitano l’ostentazione di simboli religiosi: proprio lui che ha fatto fare una puntata di Porta a Porta su di lui e Padre Pio.
Ma non va assolutamente sottovalutato anche il resto del discorso che ieri ha suscitato applausi di soddisfazione verso il premier da un nutrito gruppo di affetti della Sindrome di Stoccolma: wow, gliele ha cantate!1!, hanno ripetuto in coro quelli che hanno la memoria storica di una mosca nel bicchiere.
Conte, quello che con Di Maio ha fatto il palo a Salvini sulla Diciotti, ieri è diventato improvvisamente un eroe popolare perchè è andato a rinfacciare a Matteo il comportamento nel Russiagate: eppure durante i tre giorni del Condor Savoini il silenzio del MoVimento 5 Stelle sugli intrallazzi russi di Salvini era il suo.
Eppure mentre il ministro calpestava “la cultura delle regole” era Conte l’inquilino di Palazzo Chigi che avrebbe dovuto farla rispettare.
Eppure quando il Capitano dimostrava di non avere il senso delle istituzioni c’era un premier lì che avrebbe dovuto ricordarglielo. Ma stava zitto. Perchè altrimenti avrebbe rischiato il posto.
Come il fidanzato tradito che aspetta il momento giusto per rinfacciare tutto al partner infedele, Conte è piaciuto al paese reale perchè ha ricordato a tutti che un giorno da leoni è meglio di cento giorni da pecora. E così tutti sono riusciti a scordarsi che fino all’altroieri belava tranquillo anche lui e che se non fosse stato per qualche mojito di troppo al Papeete sarebbe ancora lì a belare.
Conte ricorda il Rutelli di Corrado Guzzanti che a Berlusconi diceva “Ti abbiamo portato l’acqua con le orecchie per anni, cosa vuoi adesso? Una scorza di limone?”.
Il colmo di questa situazione disperata ma non seria però è che mentre gliele canta a Salvini, Conte è anche uno dei papabili per il governo PD-M5S: ovvero, è pronto a fare quel bis a Palazzo Chigi con cambio di maggioranza annessa che darebbe l’idea che è un uomo per tutte le (mezze) stagioni e che alla fine in politica davvero non conta nulla se non il patto di potere.
Il Partito Democratico non dovrebbe nemmeno discutere dell’ipotesi che l’Avvocato del Popolo (e di Salvini) torni a fare il premier, visto che la prima esperienza si è conclusa non certo positivamente.
Ieri Conte non ha detto una parola di autocritica su tutte le inciviltà che su spinta di Salvini il suo governo ha coperto o approvato. Ce n’è abbastanza per fare di lui una riserva della Repubblica. Indiana, possibilmente.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: governo | Commenta »