Dicembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
LA CLASSE DI CHI PARTECIPAVA ALLE MANIFESTAZIONI DEI NAZISKIN
In un video possiamo ammirare come l’ex ministro delle Politiche Agricole e senatore della
Lega Gian Marco Centinaio abbia dato spettacolo ieri al Senato insultando un collega. La scena si è movimentata dopo l’esibizione dei cartelli nei banchi leghisti: «Conte Pinocchio» e «Si vergogni».
Scrive Repubblica:
In piedi c’è Vincenzo Santangelo, senatore grillino, che si scatena all’indirizzo dell’ex ministro Gianmarco Centinaio, vicino di banco di Salvini. «Sei un cretino», urla (secondo la ricostruzione di Centinaio).
Il leghista risponde: «Sei un coglione, te e tutta la tua famiglia. Vieni qua, ti faccio un culo così (le mani si allargano per rendere chiaro il concetto). Ti aspetto fuori». Nella versione di Centinaio c’è l’attenuante della provocazione. Ma è anche particolarmente orgoglioso di un passaggio del suo “intervento”: «Ai terroni non devi toccare la famiglia. Impazziscono». Santangelo è di Trapani.
D’altro canto Centinaio è un campione degli insulti ai meridionali: la sua email all’epoca in cui era consigliere comunale per la Lega Nord a Pavia era “terronsgohome@yahoo.it”.
Un fatto che emerse durante un’intervista concessa al quotidiano locale La Provincia Pavese e per il quale Centinaio venne duramente criticato durante una seduta del consiglio comunale.
Nel 2002 Centinaio, consigliere e segretario cittadino della Lega Nord, prese parte ad una manifestazione di naziskin.
In seguito si giustificò dicendo che era lì “per calmare gli animi” e di aver incontrato dei “giovani pavesi” e non dei neonazisti.
Nel 2009 sul sito di Forza Nuova di Pavia Gian Marco Centinaio veniva definito un “amico”, senza che questi poi prendesse le distanze. Evidentemente gli stava bene così. Anche perchè i forzanovisti secondo il Ministro “avevano il coraggio di fare” quello che molti cittadini avrebbero voluto fare: prendersela con le “zecche” ovvero gli appartenenti al centro sociale “Barattolo” di Pavia.
In un articolo del 2009 i 5 Stelle di Pavia parlavano esplicitamente dell’esibita parentela con le teste rasate da parte di Gian Marco Centinaio sostenendo che il leghista non poteva per questo essere adatto al ruolo di vicesindaco.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
ANCHE LA FIDANZATA BALLISTA: “PIU’ TARDI GLI HO DETTO SI'”… PECCATO CHE AVESSERO GIA’ PROGRAMMATO DATA DELLA CERIMONIA E FISSATO IL PRANZO NUZIALE
Assieme sempre di più i contorni di una vera e propria sceneggiata l’ormai celebre proposta di nozze che il deputato leghista di Ventimiglia Flavio di Muro ha fatto qualche giorno fa, direttamente dai banchi del Parlamento durante una discussione sui fondi ai terremotati.
Non solo, come rivelano oggi alcuni quotidiani, il matrimonio era già stato fissato da tempo, sia per la cerimonia in cattedrale che il pranzo di rito, ma leggendo la pagina Facebook di Elisa, la futura sposa del deputato si scopre che anche lei ha partecipato alla sceneggiata.
Dopo lo show in Parlamento di Flavio Elisa sulla sua pagina Facebook ha scritto un post molto tenero, pieno di amore e commozione che c si concludeva con la frase: “Comunque, un po’ più tardi ho detto Sì!”
Forse si è sbagliata e voleva scrivere “molto prima ho detto sì”, oppure, come sembrerebbe, anche lei ha partecipato alla stesura del copione di questa puntata apocrifa del Grande Fratello.
Per chi fosse interessato: cerimonia nuziale il 5 settembre in cattedrale a Ventimiglia e pranzo al ristorante U cian di Isolabona.
Aldilà degli aspetti cabarettistici, la vicenda Di Muro – un fedelissimo dell’ex viceministro Edoardo Rixi – ha generato un dibattito sull’utilizzo degli scranni della Camera per vicende non solo personali ma decisamente superflue.
Fra i commenti più duri quello del sindaco di Milano Beppe Sala : “Non è un problema di nostalgia per la politica del passato, ma quando vedi un deputato che usa la Camera per fare la dichiarazione di matrimonio alla fidanzata ti incazzi e ti appelli ancor più al tuo dovere”.
(da “NextQuotidiano“)
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Dicembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
L’EDITORIALE DEL DIRETTORE DEL FATTO MASSACRA SALVINI
Marco Travaglio oggi si diverte un mondo a prendere a schiaffi Matteo Salvini, che fa lo
gnorri da settimane sul MES raccontando balle e bufale riguardo il Meccanismo Europeo di Stabilità e cercando di fingere che la Lega, al governo fino all’altroieri, non sapesse nulla della sua approvazione.
Dopo aver calunniato Conte per giorni e giorni e mentre gli intimava di “vergognarsi” non si sa per cosa, il Cazzaro Verde si è travestito da linosotis simbolo di “umiltà ”che cita Confucio senza sapere chi sia e — bontà sua — “non replica agli insulti”e“non fa querele”(solo a noi, nove in tre anni: tutte perse) perchè uso a “rispondere col lavoro”. Non avendo mai lavorato un minuto in vita sua.
Si vedeva chiaramente che non ha la più pallida idea del Mes. Infatti ha attaccato un comiziaccio da bar sull’Ilva e l’Alitalia, che non c’entrano una mazza e che la Lega ha sul groppone per i suoi 10 anni al governo su 25 (il quintuplo di Conte). Poi è passato alle barzellette.
Tipo questa: “Le banche in difficoltà sono in Germania, non in Italia”(ciao, core). O quella sulla raccolta firme di domenica prossima in “mille piazze d’Italia”(e perchè non centomila?) per “abrogare il Mes”(che non è stato ancora firmato e comunque non può essere abrogato) e “denunciare i papà e le mamme del trattato” (fra gli applausi dei suoi giannizzeri beotamente ghignanti, anch’essi padri e madri del Mes a loro insaputa).
In un paese normale, un politico ridotto a una figura tanto barbina si scaverebbe una fossa, ci si ficcherebbe dentro, chiuderebbe il tombino e ne uscirebbe fra quattro o cinque anni, sperando nella memoria corta della gente.
Invece siamo in Italia, dunque il Cazzaro e i suoi simili continueranno a blaterare come se fossero dei politici,enon dei soggetti inabili al governo e anche al lavoro.
Come quando Salvini accusò Conte di conflitto d’interessi sul caso Fiber 4.0-Retelit, poi si scoprì che il premier s’era astenuto e aveva deciso Salvini.
O quando intimò al sottosegretario Spadafora di “rendere più veloci le adozioni”, poi Conte gli svelò che la delega sulle adozioni l’aveva il suo ministro Fontana.
O quando accusò i giallo-rosa di aver bocciato un emendamento leghista al decreto Fiscale che prorogava le esenzioni dall’Imu agli immobili inagibili per il terremoto, poi si scoprì che era nel decreto Sisma appena approvato alla Camera
O quando strillò contro il Conte2 che imponeva ai sindaci di pignorare il conto in banca a chi “non riesce a pagare una multa”, poi si scoprì che era una balla.
In questi casi, si dice che uno non c’era o, se c’era, dormiva. Il guaio di Salvini è che c’è quasi sempre, e bello sveglio. Ma purtroppo non studia, o non capisce.
Dargli del cazzaro non è un insulto: è pura cronaca.
(da “NextQuotidiano”)
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Dicembre 3rd, 2019 Riccardo Fucile
ALL’L’EX ESPONENTE DI FORZA NUOVA, PENTITO DI MAFIA, SEQUESTRATE NUMEROSE ARMI E FALSA TESSERA DELLA POLIZIA
Arrivano sviluppi importanti nell’inchiesta della polizia, coordinata dalla procura di Caltanissetta, sull’ultimo partito neonazista.
Gli investigatori del servizio interno dell’Antiterrorismo hanno perquisito l’abitazione francese del reclutatore del gruppo, Pasquale Nucera, ex boss dell’Ndrangheta oggi collaboratore di giustizia, ed è stato scoperto un piccolo arsenale: 8 fucili, 4 revolver, una carabina, una pistola semiautomatica, poi anche due valigette piene di munizioni di vario calibro.
E’ stata sequestrata anche una tessera della polizia francese, falsa, intestata a Pascal Nucera nato il 26 settembre 1955, la data di nascista è quella dell’ex padrino calabrese che all’inizio degli anni Novanta ha iniziato a collaborare con la giustizia, poi si è trasferito in Liguria dove ha militato in Forza Nuova.
Ieri sera, il gip di La Spezia ha convalidato il fermo nei confronti dell’uomo, accusato di detenzione di armi, per altri fucili trovati nella sua abitazione italiana, ad Imperia.
Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Mentre gli investigatori della Digos di Enna e di Genova, con i colleghi dell’Antiterrorismo diretti da Eugenio Spina, continuano ad esaminare anche la documentazione ritrovata nelle abitazioni di Nucera.
Quando venne contattato da un esponente dall’ultimo partito neonazista scoperto dalla polizia, precisò subito: “Io ho intenzioni serie, dei rivoluzionari da tastiera non me ne faccio nulla. E non mi interessa andare in giro a mettere striscioni o fare manifestazioni”.
Per Pasquale Nucera – che ha un passato anche da componente della Legione straniera – le “intenzioni serie” erano queste: “Quattro coppie di due persone in una notte destabilizzano una città come Milano”.
Ufficialmente, faceva il gestore di un avviato agriturismo a Dolceacqua, provincia di Imperia, in realtà si dava una gran da fare nella galassia dell’estrema destra: “Bisogna passare all’azione”, ripeteva.
E suggeriva di lanciare una molotov contro una sede dell’associazione nazionale partigiani. “Per dare una scossa ai ribelli”.
All’esponente del “Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori” che voleva la sua collaborazione, spiegava di avere già fatto dei “sopralluoghi a Savona” per altre azioni. “Utilizzando benzina”.
Proponeva di rivendicare con la sigla “Patrioti italiani”, ma avendo cura di creare “false piste”. Intanto, diceva di essere andato al funerale delle vittime del crollo di Genova: “Bisogna prendere a calci Mattarella e Martina, ma sono riuscito a prendere solo Martina, con un calcio, poi è scappato”.
Le intercettazioni dell’indagine condotta dalla Digos di Enna hanno svelato i piani, ma soprattutto la rete nera di Pasquale Nucera, a cui la procura di Caltanissetta ha sequestrato non solo armi, ma anche il profilo Facebook “Leon Yavres”, che inneggiava al fascismo. In una foto si vede un gruppo di persone in camicia nera che si mettono in posa mentre fanno il saluto romano.
Lui si faceva chiamare Leon, come il killer del famoso film francese. Postava le fotografie dei giorni passati nella Legione straniera, in Africa, tuta mimetica e armi in pugno. Si vantava di aver animato Forza Nuova a Genova e di avere organizzato un viaggio in Siria del leader del movimento, Roberto Fiore, chissà se è vero o millantava: di sicuro, sul profilo Facebook sequestrato ci sono alcune foto con lui.
Poi, però, Nucera aveva lasciato l’incarico di vice coordinatore del movimento ad Imperia, in segno di protesta, ritenendo che la linea del gruppo fosse troppo moderata e soprattutto affidata a giovani di poca esperienza nella galassia nera.
Il pentito aveva aderito all’Ordine dei Templari, “ha sede a Lugano”, spiegava. Nucera diceva di essere il “tutore di tutte le commende che ci sono in Italia”. E diceva: “Sono anche contro gli ebrei, non solo contro l’Islam”. Progettava di fare davvero tante cose insieme al partito neo nazista finito nell’inchiesta della procura siciliana.
(da agenzie)
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