Febbraio 17th, 2020 Riccardo Fucile
SALVINI NON HA MAI PENSATO A STILARE ACCORDI BILATERALI CON IL GAMBIA E QUESTI SONO I RISULTATI
È arrivato un anno fa su un barcone, ma in Italia non vuole più stare. Vorrebbe ritornare in patria,
in Gambia, ma non ha il passaporto e quindi non può partire.
È la storia di un migrante di 29 anni, richiedente asilo, sollevata dalla vicesindaco di Rimini Gloria Lisi e raccontata dalla stampa locale.
“Il paradosso – dice Lisi – è che non riusciamo ad accontentare i migranti. Il famoso decreto Salvini, che doveva rendere più facili i rimpatri, in realtà non aiuta affatto”.
Il gambiano “sta dando segnali di squilibrio psichico e insofferenza perchè non sopporta più la situazione”.
In pratica il giovane, con un permesso temporaneo, non può partire perchè non ha il passaporto e mancano accordi bilaterali tra Italia e Gambia per il rimpatrio.
(da agenzie)
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Febbraio 17th, 2020 Riccardo Fucile
PAOLO BARGIGGIA HA UN CONCETTO DI DEMOCRAZIA TIPICO DEI SOVRANISTI
Laura Boldrini, nella mattinata del 17 febbraio, è stata ospite di Sky Tg 24 per parlare di varie tematiche, tra cui le frasi di Matteo Salvini sull’aborto e altri argomenti relativi all’attualità politica.
L’intervento di Laura Boldrini pare aver provocato la reazione del giornalista Mediaset Paolo Bargiggia — che di solito si occupa di calcio mercato, ma che non ha mai nascosto le sue simpatie per la destra sovranista, soprattutto sui social network -, che ha deciso di attaccare lei e l’emittente televisiva d’informazione che l’ha ospitata
Secondo Paolo Bargiggia, i giornalisti di Sky TG 24 sarebbero dei Talebani (il riferimento è ai fondamentalisti islamici, che in maniera estensiva vengono indicati con questo termine che, normalmente, era stato coniato per definire gli studenti delle scuole coraniche dell’Iran) per il semplice fatto di aver invitato una esponente politica che, evidentemente, non condivide la sua linea.
Insomma, se dovessimo far valere questo criterio per tutte le trasmissioni televisive, il pluralismo sarebbe andato a farsi benedire.
Ma non basta. Paolo Bargiggia ha attaccato i contenuti all’interno della trasmissione affermando, con parole molto forti, che neanche il ministro della propaganda nazista ai tempi di Hitler, ovvero Joseph Goebbels, sarebbe stato capace di arrivare a tanto. Sembra davvero incredibile accostare il ministro della propaganda nazista a una esponente dichiaratamente antifascista come Laura Boldrini.
Tanto più per essere stata ospitata all’interno degli studi di Sky che, da sempre, hanno cercato di dare equilibrio e par condicio alle loro trasmissioni, dando sempre spazio a esponenti politici di aree diverse.
(da agenzie)
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Febbraio 17th, 2020 Riccardo Fucile
FORSE UN ITALIANO POSITIVO, GIA’ EVACUATO CON IL VOLO USA
I test hanno accertato altri 99 contagiati sulla nave da crociera Diamond Princess, bloccata in porto
a Yokohama per la quarantena. Lo riferiscono i media giapponesi citando le ultime cifre del ministero della Salute.
Il totale adesso è di 454 contagi accertati. A bordo, prima della partenza degli americani sbarcati ieri, c’erano oltre 3.700 persone fra passeggeri e membri dell’equipaggio.
Fra i passeggeri contagiati “sembrerebbe che ci sia un nostro connazionale, che però è partito col volo americano perchè è residente in America, sposato con una donna americana. Aspettiamo ancora conferme”, ha detto Stefano Verrecchia, capo dell’Unita di crisi della Farnesina, ad Agorà Rai Tre.
Verrecchia ha sottolineato che “sarebbe il primo caso di un italiano, comunque già in volo per l’America”, mentre “fra i connazionali di cui ci dobbiamo occupare noi non risulta al momento alcun contagiato”.
Prosegue il programma di evacuazione dalla nave. Quattordici cittadini statunitensi degli oltre 300 evacuati in Giappone dalla nave da crociera Diamond Princess e ora atterrati negli Stati Uniti, sono risultati positivi al coronavirus, secondo quanto comunicano in una nota congiunta il Dipartimento di Stato e quello della Sanità Usa, sulla base dei test compiuti alcuni giorni prima. “Queste persone – si legge – sono state trasferite in modo rapido e sicuro in un’area di contenimento a bordo dell’aereo, secondo i protocolli standard”.
Oltre agli Stati Uniti e all’Italia, anche Australia, Canada, Corea del Sud, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di evacuare i propri cittadini che sono in quarantena per l’epidemia di Coronavirus a bordo della nave da crociera Diamond Princess.
Sulla nave, ancorata dal 5 febbraio al porto di Yokohama, in Giappone, ci sono almeno 3.700 persone, 355 delle quali sono risultate positive e ricoverate in ospedale. Anche l’Italia ha disposto l’evacuazione: “Domani mattina (oggi, ndr) probabilmente il capo della protezione civile riunirà il tavolo per decidere come far rientrare i circa 35 cittadini italiani che sono a bordo della nave da crociera”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 17th, 2020 Riccardo Fucile
“IL VIAGGIO IN BARELLA? SURREALE”
“Non è stato scomodo, diciamo un po’ surreale, mica ti capita tutti i giorni di essere trasportato in una barella di biocontenimento”. Niccolò è in Italia da due giorni ed è sereno.
Il 17enne di Grado costretto a rimanere a Wuhan perchè aveva la febbre è in isolamento allo Spallanzani, ma è risultato negativo al coronavirus.
Al Corriere della Sera racconta le sue ultime settimane in Cina, a partire da quando è stato escluso dal volo di rimpatrio degli italiani perchè aveva la temperatura a 37,7: “La febbre mi faceva arrabbiare, perchè non avevo nessun sintomo, sapevo di averla solo perchè me la misuravano”. Poi il ricordo delle sensazioni provate:
“La prima notte non ho capito subito cosa stava succedendo, ho telefonato ai miei genitori e pensavano che erano lontani e mi aspettavano…. Sì, un po’ di paura, ma panico mai. Mi sono detto: se vai in panico non risolvi nulla”
Non si è mai perso d’animo Niccolò:
“Ho pensato di doverla prendere come una lezione della vita e sapevo di non essere solo, che un sacco di persone mi stavano aiutando. La seconda volta mi sono arrabbiato, non era possibile, ancora la febbre che io non mi sentivo di avere”.
Il ragazzo racconta di essere capitato in Cina “per caso”. Era lì da agosto, per il programma Intercultura. Poi, mesi dopo, l’allarme per il Coronavirus e, infine, il viaggio di ritorno in Italia:
“Non è stato scomodo, ero lì disteso sulla barella, chiuso e ho dormito per 10 ore, quasi tutto il viaggio, mi sono svegliato poco prima di atterrare a Pratica di Mare. Diciamo che è stato un po’ surreale, mica ti capita tutti i giorni di essere trasportato in biocontenimento”.
(da “Huffingtonpost”)
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Febbraio 16th, 2020 Riccardo Fucile
A PARTE RINGRAZIARE, COSA ASPETTANO “I PROFESSORONI” DI DESTRA A DARE UN SEGNALE ANALOGO?
L’operazione di Walter Veltroni trova un’adesione importante, quella di Giorgia Meloni. L’ex leader
dem ha voluto ricordare Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 a Milano da estremisti di sinistra, per ricordare quei troppi morti innocenti, a destra e a sinistra, negli anni 70.
Un’iniziativa che viene apprezzata dalla leader di Fratelli d’Italia che ringrazia Veltroni su Twitter.
“Dobbiamo impegnarci tutti affinchè quegli anni bui, in cui tanti innocenti di destra e sinistra persero la vita, non tornino mai più” scrive Giorgia Meloni.
E fin qui tutti d’accordo, ma una domanda sorge spontanea, al netto di tutti coloro che continueranno a seminare odio: cosa aspettano a destra a dare un segnale analogo a quello di Veltroni?
O ognuno continuerà a celebrare le ricorrenze dei propri morti per altri cento anni, ignorando quelli degli avversari?
Ricordate la visita senza preavviso di Almirante alla salma di Berlinguer, con le ali di folla di militanti comunisti che si facevano da parte per lasciar passare “il nemico”, avendone compreso il nobile gesto che accumunava due grandi leader?
E’ così difficile a destra (come a sinistra) abbandonare manifestazioni folkloristiche a base di saluti romani ( o pugni chiusi) fuori dal tempo e pensare che solo un’Italia unita potrà assicurare un futuro ai nostri figli?
Ci sono tante occasioni per ricambiare il gesto nobile di Veltroni, possibilmente senza selfie o fotografi al seguito.
Ma solo chi non predica odio perchè l’ha vissuto sulla propria pelle pare in grado di capirlo.
Ci vuole coraggio per rompere gli steccati, ci vuole una statura da leader vero, è necessario mettere in conto che ti farai tanti nemici (ne sappiamo qualcosa, nel nostro piccolo).
Per volare alto occorrono le ali, non bastano le felpe e i photoshop.
Occorre amare il proprio Paese.
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Febbraio 16th, 2020 Riccardo Fucile
LA SENATRICE LONARDO: “SE NEL CENTRODESTRA C’E’ SALVINI NON CI POSSIAMO ESSERE NOI”
“Se nel centrodestra c’è Salvini, non ci siamo noi”. E’ la senatrice Sandra Lonardo, a Telese per l’iniziativa conclusiva di “Sannio Falanghina”, a replicare alle parole del leader del Carroccio che ha chiuso definitivamente le porte all’ipotesi di un sostegno a un Mastella bis a palazzo Mosti.
“Si è messo contro mio marito e io ne prendo atto. Dice di essere inclusivo, ma a Roma direbbero inclusivo de che? Se il centrodestra è questo, un luogo dove si giudicano le persone non per quello che fanno o rappresentano ma esclusivamente per l’età o per gli anni di impegno allora noi non ci stiamo”.
E al segretario della Lega, a cui viene ricordato “che non è in politica da oggi ma da 25 anni”, la senatrice sannita rinfaccia pure il dietrofront su Caldoro. “Non sta rispettando la parola data. E dalle nostre parti, lo sapete, chi viene meno agli impegni presi è definito uomo di niente e quaquaraquà . A questo punto Forza Italia farebbe bene ad andare da sola alle Regionali. Ma non so se succederà ”.
Quanto al suo di futuro, Sandra Lonardo non esclude niente: “Mi indicano tra i responsabili? Messa così mi sembra fantapolitica. Io responsabile lo sono da sempre, come persona. E lo stesso vale per mio marito. Cosa farò lo vedremo nei prossimi giorni. Ma se nel centrodestra c’è Salvini non possiamo esserci noi”.
E pure sulle scelte che il sindaco Clemente Mastella assumerà da qui a breve per palazzo Mosti, la Lonardo non si sente di escludere niente. “Le ragioni per cui siamo arrivati a questo punto sono chiare. Mentre il sindaco lavorava a intercettare finanziamenti utili alla città , altri si adoperavano al Comune per costituire sempre nuovi gruppi, per creare difficoltà o per perseguire interessi propri. Mastella si è stancato, ha preso atto della situazione e si è dimesso. Ora, da sindaco responsabile, sta valutando le possibili opzioni. D’altronde è per questo motivo che la legge concede al sindaco venti giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni”.
E tra le “possibili opzioni”, come noto, c’è pure un’intesa con il Partito Democratico. “Chi ha rotto gli argini del centrodestra è stato Salvini, andando al governo con il Movimento Cinque Stelle. Lo scenario è cambiato e così anche le regole del gioco. E allora tutto è possibile e nessuno può meravigliarsi di nulla. Ciò che ieri si riteneva irrealizzabile adesso non lo è più
(da Anteprima24)”.
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Febbraio 16th, 2020 Riccardo Fucile
“LA ASCANI VUOLE RENDERE L’ASILO OBBLIGATORIO, COSI’ RAPISCE I BAMBINI ALLE FAMIGLIE”…E PENSARE CHE ERA UN’IDEA DI PLATONE (NOTO COMUNISTA GRECO)… SE LA ASCANI VUOLE DARE PIU’ ASILI AGLI ITALIANI E’ CHIARO CHE HA IL DEMONIO DENTRO
“Il PD vuole toglierci i figli a tre anni”: come sempre sobrio e pacato, Maurizio Belpietro su La
Verità di oggi torna a buttarla su Bibbiano, evocando il complotto di Zingaretti che vuole addirittura rapire i bambini alle famiglie italiane, probabilmente per mangiarseli (gnam gnam).
La colpevole di cotanta protervia è nientepopodimenochè la sottosegretaria all’Istruzione Anna Ascani, autrice di un piano davvero diabolico: sta studiando un meccanismo per rendere obbligatorio l’asilo, quindi così rapisce i bambini alle famiglie. Più chiaro di così è difficile, no?
Belpietro infatti mette in correlazione i bambini all’asilo a 3 anni con quello che verrebbe in mente a tutti: in alcuni paesi comunisti, infatti, “il partito si incaricava di requisire i bambini alle famiglie per educarli al credo socialista”.
E per fortuna che Belpietro non sa che questa era anche l’idea di Platone, altrimenti sai che requisitoria veniva fuori con tanto di complicità della Grecia nel piano diabolico?
Attenzione però perchè oltre alle chiare responsabilità di Honecker e Hoxxa emerge anche un altro disegno: quello che colpisce le scuole paritarie.
Sentite qui come si sviluppa:
Capito il giochino? Con la scusa che qualcuno è costretto a mandare i figli alla paritaria perchè non c’era posto in quella comunale, allarga l’offerta della scuola materna e così prendono tre piccioni con una fava. Primo, si tolgono i bambini alle famiglie, che non si sa mai, poi se li coccolano e li fanno crescere mammoni e, come fa capire l’Ascani, con un percorso formativo deficitario. Secondo, si dà una sistemata alle scuole paritarie così da mettere lo zampone dello Stato dentro le strutture private e cattoliche. Terzo piccione, forse il più appetibile, si assumono un po’ di maestre e dunque si fa felice il sindacato e si rastrella pure qualche voto.
Insomma, dietro quel sorriso angelico, è evidente, la Ascani nasconde il diavolo dentro. Vuole addirittura dare più asili agli italiani, è evidente che c’è un complotto.
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 16th, 2020 Riccardo Fucile
ARTUTO LORENZONI, DOCENTE UNIVERSITARIO, VICESINDACO DI PADOVA SI DEFINISCE “CATTOLICO IMPEGNATO”
Arturo Lorenzoni, professore universitario espressione dell’area civica a Padova, sarà il candidato che il centrosinistra opporrà al leghista Luca Zaia nella corsa alla presidenza della Regione Veneto.
Il Pd, con una votazione della Direzione regionale arrivata a tarda notte, ha indicato il suo nome con 24 voti favorevoli, 5 contrari, e 12 astenuti.
Lorenzoni, espressione del movimento Il Veneto che Vogliamo, è l’attuale vice sindaco di Padova, leader di Coalizione Civica, che assieme ai Dem governa il capoluogo euganeo. “Ci si è determinati in questo senso — ha detto il segretario veneto del Pd, Alessandro Bisato — Una organizzazione politica deve discutere, deve riflettere, ma poi arriva il momento delle decisioni, altrimenti si entra nello schema dell’ignavia politica. La direzione Pd ha deciso, dando mandato al segretario, di avviare la trattativa mettendo al centro la candidatura di Lorenzoni”. La candidatura è stata benedetta da Nicola Zingaretti: “Bene il sostegno del Pd Veneto alla candidatura di Lorenzoni alla presidenza della Regione. Figura indipendente, proveniente dal mondo civico e competitiva per vincere. Grazie a tutto il gruppo dirigente, molto plurale, ma che ha saputo affrontare questo passaggio unito con grande intelligenza e spirito unitario. Grazie a tutti e a tutte. Ora tutti mobilitati per vincere”.
Ma per lui è arrivato anche l’endorsement di Elly Schlein, fresca di nomina a vicegovernatore in Emilia-Romagna: “Ho conosciuto Arturo quando andai con entusiasmo a sostenere lui e la Coalizione Civica per Padova e ne è nata anche una bella amicizia. È la persona giusta per il Veneto, perchè tiene insieme competenza, serietà e grande umanità , e sta già facendo molto bene come Vicesindaco di Padova. In bocca al lupo Arturo, noi saremo al tuo fianco!”. Anche i Verdi si sono schierati a sostegno.
Nell’intervista rilasciata oggi al Corriere del Veneto Lorenzoni dice che non è vero che Zaia è imbattibile: «Se così fosse, non sarei qui. Dicevano lo stesso di Bitonci a Padova e sappiamo come è finita. Anche Zaia ha i suoi punti di debolezza, come tutti: la sanità ,quella di ogni giorno, della visita assegnata dopo un anno; l’ambiente, con la cementificazione selvaggia; l’innovazione, senza la quale le nostre imprese rischiano di perdere il treno dello sviluppo. In questi dieci anni la Lega non ha coltivato nulla di tutto questo».
E anche se per ora Italia Viva, Azione, +Europa e Psi non sembrano orientati ad appoggiarlo e Rifondazione Comunista sosterrà un suo candidato, lui rifiuta l’etichetta di candidato radicale:
Dicono che lei sia l’alfiere dell’estrema sinistra.
«È ridicolo. Mi dipingono come l’uomo dei centri sociali, un pericoloso comunista, ma la mia storia personale è tutt’altra. Spero che i veneti impareranno a conoscerela mia identità , che fatico a collocare nell’arco politico tradizionale. Mi ritrovo in principi di destra, di sinistra e in altri non rappresentati da nessuno».
Come si definirebbe?
«Un cattolico impegnato».
(da agenzie)
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Febbraio 16th, 2020 Riccardo Fucile
TUTTO COME PREVISTO: MESSE LE MANI SULLA SANITA’ CHE GESTISCE 2 MILIARDI CON TRE INVIATI DI ZAIA… E IL GIORNALE LOCALE, IN MANO AGLI ANGELUCCI, SIGNORI DELLA SANITA’ PRIVATA, MARTELLANO PER AFFIDARE LA SANITA’ AI PRIVATI
Nell’Umbria della Lega cento giorni dopo comandano già i veneti. 
Il triumvirato di Salvini ha occupato la sanità che gestisce 2 miliardi tra lo scontento dell’alleato Fdi e i tagli al trasporto pubblico locale.
Carmelo Lopapa racconta su Repubblica la cronaca di un’occupazione annunciata:
L’ex senatrice leghista Donatella Tesei ha fatto in tempo ad entrare a Palazzo Donini dopo la vittoria travolgente del 27 ottobre nella regione un tempo rossa (57,5 per cento contro il 37,6 di Vincenzo Bianconi, sostenuto da Pd e M5S) ed ecco catapultato direttamente dal Veneto l’ex assessore alla Sanità di Luca Zaia, il veronese Luca Coletto, 58 anni: geometra e tecnico per le costruzione, il titolo in curriculum, sottosegretario alla Salute nel governo gialloverde da leghista di stretta osservanza salviniana.
E siccome non può fare tutto da solo, l’uomo al quale l’ex vicepremier ha affidato anche la presidenza dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali fino al gennaio 2019 nomina direttore generale alla Sanità e al Welfare Claudio Dario, altro veneto, già al suo fianco con lo stesso incarico nella giunta di Zaia dopo essere stato alla guida dell’Asl di Treviso.
Una coppia che si fa triumvirato il 4 dicembre, con la determinazione con cui viene assunta come capo della segreteria dell’assessore la fidata avvocatessa Maria Tessaro, padovana, classe ’74.
E così la sanità umbra, il suo assessorato, i 2 miliardi di soldi publici da gestire tra ospedali e Asl che assorbono il 79 per cento del bilancio regionale cambiano gestore:
“Sarà strategico potenziare il tasso di coinvolgimento del privato che in Umbria è pari a meno di un terzo di quello della Lombardia”, si legge nel programma e nelle linee guida della presidente Tesei approvate nella seconda seduta del consiglio.
Ed è sicuramente un caso il fatto che da parecchi giorni ormai Il Corriere dell’Umbria — il più letto da queste parti, in mano agli Angelucci signori della sanità privata — martelli con una campagna all’insegna del privato che “non è tabù” e sul modello lombardo. Appunto. Tutto torna.
(da “NextQuotidiano”)
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