Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
NON SI DEVE PARLARE DI FIDANZATA DELLO STESSO SESSO … PARLANO DI “PUDORE” NECESSARIO PROPRIO COLORO CHE ISTIGANO ALL’ODIO RAZZIALE OGNI GIORNO E FESTEGGIANO QUANDO DONNE E BAMBINI AFFOGANO
«Ho avuto diverse relazioni in passato, ho amato molti uomini e ho amato molte donne, ora sto
con una ragazza».
L’anno è il 2020, Elly Schlein è la vicepresidente designata della Regione Emilia-Romagna, la candidata più votata delle ultime regionali che hanno visto la vittoria della coalizione di Stefano Bonaccini e la sconfitta di Matteo Salvini.
Durante una lunga intervista a Daria Bignardi a L’Assedio l’ex parlamentare europea dice una cosa di per sè banalissima: ama una donna.
Perchè il coming out di Elly Schlein è politicamente importante
In quell’intervista Elly Schlein ha parlato di molte cose. Ad esempio ha raccontato del suo nonno materno: «mio nonno Agostino Viviani è stato l’unico docente a Siena a non indossare la camicia nera e a prendersi gli sputi per aver difeso gli ebrei», ha parlato delle sue idee politiche, ha fatto un’analisi sul movimento delle Sardine, di Matteo Renzi e di Matteo Salvini e ha parlato anche di Romano Prodi.
Quasi tutti i giornali oggi però parlano del coming out di Elly Schlein. Segno che in Italia, nel 2020, la cosa fa ancora notizia.
Si può ovviamente discutere sulla scelta dei principali quotidiani e testate giornalistiche di puntare sul titolo “ad effetto” invece che parlare di tutto quello che è stato detto. Ma forse è meglio chiedersi perchè una dichiarazione del genere — seguita per altro da un commento sul fatto che le donne non stanno “un passo indietro” ma «fianco a fianco» — possa fare notizia.
E la fa per un motivo ben preciso: in Italia, nel 2020, c’è ancora chi ritiene che certe cose non si debbano dire. Per pudore, principalmente.
Ed è proprio per questo che la dichiarazione di Elly Schlein va oltre la sfera della vita privata e diventa un atto politico.
Lo è ad esempio perchè l’Italia è quel paese dove un giornale come Libero se ne esce con delirante titolo a quattro colonne come: “calano fatturato e PIL ma aumentano i gay”. Un Paese, il nostro, dove ai giornali di Ssedicente destra non stava bene il coming out del CEO di Apple Tim Cook.
Il coming out non è infatti una cosa che riguarda unicamente le scelte personali di una persona: è un messaggio rivolto a tutti coloro che appartengono alla comunità LGBTQ per dire “non siete soli”.
In questo senso il gesto di Elly Schlein è politicamente importante. Ma soprattutto ce n’è bisogno perchè ci sono ragazzi e ragazze omosessuali o bisessuali ai quali viene detto di essere sbagliati o peggio ancora da curare: non lo sono.
Lo spettacolo dei sovranisti che chiedono più pudore a Elly Schlein
Non ci credete? È sufficiente leggere i commenti sparsi su quanto successo ieri sera. C’è chi forse inconsciamente ridicolizza il gesto e si lamenta che il suo coming out di maschio CISHET a cui piacciono le donne e non andrà mai con un uomo non interessi a nessuno (al contrario, siamo contenti che sia felice).
Un altro dice che un “dignitoso pudore” sarebbe stata la mossa migliore.
Ma cosa avrebbe dovuto rispondere la Schlein ad una domanda diretta come “è fidanzata?”. Viene il dubbio che se avesse detto di essere fidanzata con un uomo questo dignitoso pudore non sarebbe stato necessario.
In fondo altri politici ben più conservatori non fanno mistero di avere una fidanzata giovane o una moglie (per le amanti ci stiamo ancora attrezzando).
Anzi, per certi politici l’avere una “famiglia tradizionale” è motivo e argomenti per affermare le proprie convinzioni politiche. Magari accompagnando il tutto con discorsi sul pericolo del gender.
Eppure solo alle persone LGBTQ si rimprovera di non tenere riservati “i loro amori” oppure di parlare della propria vita privata “su una cosa così divisiva” con l’unico scopo di far parlare di sè.
Curiosa la decisione di definire “divisiva” una preferenza sessuale. Come se la Schlein avesse chiesto di schierarsi con le persone omosessuali/bissessuali oppure con quelle eterosessuali in un’ipotetica battaglia dei generi e delle scelte in materia di vita sessuale.
Quella divisione non c’è. O meglio: c’è in chi considera le persone omosessuali, bissessuali, transgender, asessuali o queer (non me ne vogliano i lettori se per brevità mi limito a queste categorie) persone “divisive” o peggio ancora “di serie B”.
Non mancano i commenti grevi, come di quel sovranista che offre «un premio per chi trova il coraggio di trombarsi questa Elly Schlein», omofobia o bullismo? Ai posteri l’ardua sentenza.
Altri invece si lanciano in dotte disquisizioni. Per un tizio la Schlein — anzi l’ebrea Elly Schlein — è un “essere ripugnante”.
Per un altro, noto profeta del Web di definizioni etniche dei popoli italici, Elly Schlein è una «”bellissima” asssiroide», definizione che dovrebbe significare che l’ex europarlamentare non ha i tratti somatici tipici della vera italiana.
Si arriva al Primato Nazionale che parla di una “rivelazione assolutamente non strumentale all’agenda Lgbt” fatta per accreditarsi come nuova “icona globalista”. Chiedetevi perchè ce n’era bisogno, la risposta è qui sopra.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
“L’OFFERTA E’ CORAGGIOSA, LA DOMANDA DI POLITICA SI RISVEGLIA”
Parole interessanti quelle della rivista dei gesuiti. Come sempre più spesso capita.
Quello del 26 gennaio in Emilia Romagna e Calabria “era un voto atteso per valutare la stabilità del governo nazionale e la salute delle forze politiche e ha tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese. Ma dal test elettorale dell`Emilia-Romagna è emerso molto di più: la straordinaria affluenza (63,49%), il risveglio delle piazze – grazie al movimento delle ‘sardine’ e al movimentismo della Lega – e l’avvento di un neobipolarismo all’italiana causato dall’emorragia dei consensi del M5S”.
Lo ha scritto il gesuita Francesco Occhetta nel prossimo numero della Civiltà cattolica, il quindicinale stampato con l’imprimatur della Segreteria di Stato vaticana.
Il movimento delle sardine, rileva il notista politico della Civiltà cattolica, “ha il merito di aver introdotto parole nuove e permesso a tanta gente di incontrarsi nelle piazze italiane; dopo le elezioni, nella loro pagina Facebook, hanno scritto: ‘E’ successo. Siamo nati dicendo che eravamo contro il populismo. Oggi siamo consapevoli che, se lo vogliamo, oltre che ‘contro’ possiamo essere ‘meglio’. E possiamo esserlo con mezzi sconosciuti a chi fa propaganda di mestiere: gratuità , relazioni umane, creatività ed empatia. Nella sua banalità è una notizia che rischia di far saltare tutte le certezze che ci erano state vendute in questi anni grigi. L’esperienza dell`Emilia-Romagna dimostra che le «sardine» servivano come l’ossigeno, l’esperienza della Calabria dimostra che le «sardine» da sole non bastano; che la domanda di politica si risveglia se l’offerta è adeguata, coraggiosa e coesa’. Occorre tempo, ma – conclude padre Occhetta – se il buon giorno si vede dal mattino, le premesse culturali per una nuova stagione politica ci sono tutte”.
(da Globalist)
argomento: Politica | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
CONTE: “DA ITALIA VIVA OPPOSIZIONE ARROGANTE, NON ACCETTO RICATTI”… RENZI: “NON CHIEDIAMO DI APRIRE LA CRISI, MA CANTIERI”… CRIMI: “C’E’ CHI SI VANTA CON SLOGAN E CHI LAVORA”… POI IL PREMIER TELEFONA A MATTARELLA
Dopo giorni in cui Italia viva ha preso di mira il Governo, votando addirittura con l’opposizione, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte va all’attacco.
“Credo – dice a margine della sua partecipazione all’Ucid – che Italia viva debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani”. E definisce “surreale, paradossale”, l’atteggiamento del partito di Matteo Renzi. Quest’ultimo, dal canto suo, gli manda a dire che Italia Viva non ha intensione di aprire la crisi, ma che se il premier vuole un’altra maggioranza lui gli darà una mano. Al premier che sosteneva di considerare ingiustificata l’assenza delle ministre renziane al cdm di stasera risponde: “Non è un preside”.
Quanto al comportamento di Renzi, il premier sottolinea che si tratta di un atteggiamento che “ci si aspetterebbe da un partito di opposizione che fa un’opposizione aggressiva e anche un po’ maleducata”.
Il fondatore di Italia Viva risponde in una diretta Facebook: “Ributtiamola sulla politica, di questo ha bisogno l’Italia. Non di populisti che seguono i sondaggi. Perchè Conte è presidente di questo governo? Non ha vinto un concorso, ma ha scelto di guidare un governo per evitare che aumentasse l’Iva. E per evitare che Salvini potesse ottenere una maggioranza così schiacciante da avere pieni poteri e portare l’Italia all’Ital Exit”.
L’ex presidente del Consiglio prosegue: “Questi obiettivi sono raggiunti. Oggi il presidente del Consiglio che tipo di indirizzo può dare al governo? Io penso che la situazione sia molto seria, sono molto preoccupato perchè il Pil è sceso quasi a zero”, ha aggiunto.
“Caro presidente del consiglio, se vuoi aprire la crisi aprila, ma noi ti chiediamo di aprire i cantieri”.
Un passaggio poi sulla tenuta della maggioranza: “Presidente Conte, la palla tocca a te. Noi non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche. Tu puoi cambiare maggioranza, presidente del Consiglio. Sai come farlo, perchè lo hai già fatto. Se noi siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Non puoi dire che siamo opposizione maleducata: se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano”. Poi la stoccata finale: “Dovendo fare il presidente del Consiglio ho guardato non ai sondaggi, ma agli interessi del Paese. Io suggerisco a tutti di smettere di dare fastidio a Italia viva. Lo dico al presidente del Consiglio, lo dico agli altri: se si vuole lavorare diamoci da fare. Se qualcuno vuole staccare la spina lo faccia prendendosi la responsabilità ”.
E la risposta, senza citazioni dirette, pentastellata a Renzi arriva per bocca di Vito Crimi: “C’è chi a parole dice di voler aprire cantieri, e c’è chi li apre davvero. C’è chi per esistere ha bisogno di polemiche e provocazioni, e c’è chi le polemiche le lascia agli altri, impiegando il proprio tempo a lavorare, costruire, risolvere problemi, trovare soluzioni. C’è chi a suon di slogan si vanta di essere dalla parte dei cittadini, e c’è chi lo è realmente, con i fatti e le azioni concrete”.
Il premier Conte nel suo intervento aveva continuato: “Qui i ricatti non sono accettati, così come penso di non farne io. Non si può pensare di votare” un provvedimento “con le opposizioni”. Conte aggiunge: “Da parte mia Italia viva è più che rispettata, se facessimo l’elenco delle misure approvate, quelle targate da loro sarebbero anche in vantaggio. Il clima non può essere questo, serve uno spirito costruttivo e mettere da parte gli smarcamenti. Io siedo sempre al tavolo e ascolto tutti”.
A chi gli chiede della possibile assenza delle due ministre di Italia viva in consiglio dei ministri, Conte risponde: “Il non sedersi al tavolo quando si ha un incarico istituzionale non sarebbe un fatto da trascurare, lo riterrei ingiustificabile”. Sul tema arriva pronta la risposta di Renzi: “Il ministro della Giustizia Bonafade ha detto che stasera ci sarà in Consiglio dei ministri il voto sul Lodo Conte Bis, che è un pasticcio da azzeccargarbugli che non sta in piedi. Allora noi non ci andiamo. E il presidente del Consiglio non può dire che è ‘assenza ingiustificata’. Così parla il preside di una scuola”.
Sulla questione interviene anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Questa conferenza stampa nasce per essere liberi, autonomi e non subalterni a una discussione solo di Palazzo. Comprendo e condivido la forte preoccupazione espressa poco fa da Conte, il suo richiamo alla serietà di tutta la maggioranza, per reagire a fibrillazioni che è giusto prendere sul serio e sulle quali si chiede una maggiore collegialità ”.
Il segretario dem aggiunge: ”È evidente che per questo governo, il secondo di questa legislatura, in qualche modo la sua fine coincida con la fine della legislatura, ma non credo che siamo adesso in questa situazione”.
Zingaretti poi spiega: “Penso che un programma di legislatura sia possibile se nelle prossime ore, nei prossimi giorni si concretizza un’agenda condivisa e realizzabile. Ad esempio parità di salario uomini-donne, assegno unico per le famiglie, superare tabù sulla burocrazia per le imprese. Molto importante una legge per aumentare l’obbligo scolastico Se nel Paese si ricostituisce un’agenda condivisa contro la deriva dell’odio, i motivi per andare avanti sono molti”. E prosegue: “Non faccio polemiche, che non vuol dire stare zitti, ma proporre un altro modo di fare. Anche a Italia Viva? Sennò non l’avrei proposta, noi non facciamo diktat, non diciamo prendere o lasciare”.
(da “Huffingtonpost“)
argomento: governo | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
A LUCA LUCCI ERANO STATI SEQUESTRATI BENI PER UN MILIONE… IL LOCALE ERA UTILIZZATO PER TRAFFICI DI DROGA
Chiude definitivamente il ‘Clan 1899’, ritrovo storico degli ultras della curva sud milanista, a
Sesto San Giovanni, nel Milanese. Il locale è stato messo “in liquidazione” dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese, presieduta da Fabio Roia.
Gli stessi giudici, a giugno, avevano disposto un sequestro per un milione di euro a carico del capo ultrà Luca Lucci, cui, appunto, il “ramo aziendale relativo all’attività di somministrazione di alimenti e bevande” nel locale, mettendo in luce che quel posto era anche “base operativa per riunioni” su traffici di droga.
L’amministrazione giudiziaria nella sua relazione ha chiarito che il ‘Clan 1899′ era stato lasciato “in stato di incuria” e non era, dunque, un vero circolo aperto al pubblico, ma un luogo usato solo per la “riunione del giovedì della tifoseria”.
Il “Clan” era anche un luogo, avevano sottolineato i giudici Roia-Tallarida-Pontani nel provvedimento di giugno, in cui avvenivano “consegne-ritiri” di droga e che vedeva “una costante affluenza di pregiudicati di elevato spessore criminale” anche “inseriti in contesti di criminalità organizzata”.
Dagli accertamenti, avevano chiarito i giudici, Lucci – diventato noto anche per essere stato fotografato il 16 dicembre 2018 con l’allora vicepremier Matteo Salvini in occasione della festa per i 50 anni della Curva Sud – emergeva come il “reale gestore, sebbene ne risulti formalmente un semplice dipendente”.
E il “forte afflusso di contanti” sui rapporti bancari intestati all”Associazione 1899’ e poi sui conti correnti di Lucci rende “verosimile”, spiegarono sempre i giudici, l’ipotesi di un reimpiego “in tale attività , di proventi” di traffici di droga”per cui Lucci è stato indagato e condannato”.
Ora nel decreto di messa in liquidazione del “Clan 1899” si legge che, quando l’amministratore giudiziario ha preso possesso dei locali, dopo il sequestro, ciò che l’ha colpito è stata l’incuria ed è stato palese che non fossero destinati “all’apertura al pubblico”, come doveva essere.
L’amministratore ha preso allora contatti con l’AC Milan e con la correlata Fondazione per coinvolgerli in un “progetto di ‘Nuovo Clan'” in base al quale “il tifo, organizzato e non, potesse continuare a utilizzare un luogo storico e tradizionale” per varie attività , “superando l’asserita antitesi tra tifo organizzato e legalità “.
Tuttavia, si legge, “tali contatti non hanno avuto esito positivo, come comunicato all’amministratore dalla dirigenza della società “. Da qui, infine, la messa in liquidazione, non essendoci più spazi per portare avanti l’attività .
(da “il Giorno“)
argomento: Giustizia | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
LA PROCURA: “MA NON GIUSTIFICA COMPLETAMENTE TUTTO L’INCIDENTE DI LODI”
C’era un difetto all’interno del pezzo che è stato sostituito e che sarebbe stato la causa del deragliamento del treno Frecciarossa a Lodi. Non solo un errore umano, dunque, ma anche un errore di fabbricazione. “Ieri sera è pervenuta una comunicazione da parte della procura, a seguito del rilevamento di un difetto interno all’attuatore (una componente dello scambio, ndr). Sono state fatte delle prove in campo e sembra che ci sia un’inversione dei cablaggi interna al dispositivo che si è andato a sostituire”, ha detto il direttore dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, Marco D’Onofrio, durante l’audizione in commissione Lavori Pubblici del Senato.
La produttrice del componente difettoso dello scambio è la società francese Alstom. Lo riferiscono all’Agi fonti investigative.
Il direttore dell’Ansf continua: “Questo giustifica il problema che hanno trovato i manutentori nelle verifiche prima del rilascio dell’apparato al regolatore della circolazione perchè evidentemente qualcosa non funzionava a dovere”. Il difetto, comunque, non basterebbe a spiegare le cause dell’incidente.
Secondo D’Onofrio si tratta di “una prima evidenza che introduce un problema che è stato riscontrato, ma non giustifica completamente tutto. Probabilmente nell’andare a rilasciare il deviatoio forse anche lì qualcosa non ha funzionato”. Da ieri sera Rete ferroviaria italiana ha “ovviamente sospeso il montaggio di attuatori di questo tipo”.
Il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, ha spiegato che la Procura ha diramato un alert di sicurezza dopo che gli stessi periti nominati dalla procura, per indagare sulla dinamica del deragliamento del Frecciarossa giovedì scorso a Ospedaletto Lodigiano, hanno confermato l’esistenza di un problema elettrico dello scambio numero 5, quello ‘incriminato’ per aver fatto deragliare il convoglio. “Lo abbiamo dovuto fare – ha detto il procuratore – perchè quei componenti, prodotti da un fornitore di Rfi, vengono venduti in tutta Europa”.
“Stiamo vagliando altre posizioni”, ha poi dichiarato il magistrato.
(da agenzie)
argomento: ferrovie | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
SENZA LA RETROATTIVITA’ BOCCIATA DALLA CONSULTA, DIVERSI CASI GIUDIZIARI AVREBBERO PERMESSO L’AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI
Sono molti i casi che, alla luce del pronunciamento dell Corte Costituzionale sulla legge n.3 del
2019 — la cosiddetta Spazzacorrotti -, dovranno essere rivalutati.
Si parla di alcune condanne (quelle minori) relative al processo Mondo di Mezzo che, alla luce della sentenza della Consulta, porteranno a una scarcerazione quasi immediata, ma anche di Roberto Formigoni che, per via della riforma firmata M5S e Alfonso Bonafede, ha visto aumentato il suo tempo passato dietro le sbarre di un carcere.
L’ex governatore della Regione Lombardia è stato condannato per il caso Maugeri a 5 anni e dieci mesi di carcere.
La sentenza arrivò nel febbraio del 2019, a un mese dall’entrata in vigore delle legge Spazzacorrotti. Non appena varcata la soglia del carcere di Bollate, potè richiedere la detenzione ai domiciliari come tutti gli over 70. La richiesta venne accettata e, ancora oggi, sta scontando la sua pena nella sua abitazione.
«Apprendo con soddisfazione che la Corte ha ritenuto incostituzionale la retroattività della Spazzacorrotti in forza della quale, purtroppo, ho subito alcuni mesi di ingiustificata detenzione», ha dichiarato Roberto Formigoni che, poi, ha lanciato anche un duro attacco al Movimento 5 Stelle, padre di questa riforma: «C’è da augurarsi che il pronunciamento della Consulta freni una linea di politica penale giustizialista presente nei governi di questa legislatura».
Senza la legge Spazzcorrotti, infatti, l’ex governatore della Regione Lombardia avrebbe potuto richiedere l’affidamento ai servizi sociali al posto della detenzione in carcere, con l’ordine di detenzione in cella che sarebbe comunque arrivato dopo la valutazione dei giudici sulla possibilità di affidare il condannato.
Insomma, senza la Spazzacorrotti — con particolare riferimento alla retroattività della legge che, secondo la Consulta, viola l’articolo 25 della Costituzione -, non avrebbe mai trascorso quei mesi in carcere.
(da agenzie)
argomento: Formigoni | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
PER LA GESTIONE ANOMALA DELL’INTERROGATORIO E LA DIFFUSIONE DELLA FOTO SONO INDAGATI DUE CARABINIERI
Il californiano accusato di aver partecipato all’omicidio di Cerciello Rega è ammanettato e bendato e viene interrogato senza la presenza di un avvocato
«Hey, maschio, come ti chiami? Eh? Qual è il tuo nome?». Così si rivolge uno dei carabinieri a Christian Gabriel Natale Hjorth dopo che è stato fermato insieme all’amico Finnegan Elder per l’omicidio del brigadiere Mario Cerciello Rega, accoltellato alle 3.00 di notte del 26 luglio scorso a due passi da piazza Cavour a Roma.
Natale Hjorth è ammanettato e bendato e viene interrogato senza la presenza di un avvocato: una scena di cui, fino a questo momento, si era diffusa solo la foto. Ora, di quegli istanti, c’è anche il video.
«Che cambia?» risponde Natale alla richiesta di fornire il suo nome. Ha la voce impastata, non sembra del tutto lucido.
Sono alcuni frame, un video di meno di un minuto pubblicato da Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, dell’interrogatorio dello stesso 26 luglio scorso nella caserma dei carabinieri di via in Selci nella Capitale. Il giovane è stato bendato e ammanettato e viene interrogato senza che sia presente un avvocato.
Sulla vicenda era partita prima di tutto un’indagine interna, mentre a metà dicembre la procura di Roma ha chiuso le indagini e accusato il carabiniere Fabio Manganaro di aver adottato — bendando il ragazzo — «misura di rigore non consentita dalla legge».
Silvio Pellegrini, suo collega — scrive ancora Sarzanini — è accusato invece di abuso d’ufficio e di pubblicazione di immagine di persona privata della libertà per avere scattato la foto.
L’immagine era poi stata diffusa «su almeno due chat Whatsapp, delle quali una dal titolo Reduci ex Secondigliano con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat» e avrebbe così arrecato «un danno ingiusto» al giovane californiano di origini italiane.
«Da quant’è che sei in Italia?». «Da una settimana», risponde il ragazzo a fatica. «A fare cosa?». «A trovare la famiglia». «E dove abita la famiglia?» «A Roma». Dove, «non so esattamente», dice con lieve inflessione americana. Poi i carabinieri gli chiedono della «felpa rosa, rossa». Natale è confuso.
Secondo la ricostruzione del Corriere , nella stanza del nucleo investigativo, in queste prime fasi dell’interrogatorio, c’è anche Andrea Varriale, il sottufficiale che era con Cerciello al momento della morte: lui avrebbe lottato con Gabriele Natale Hjorth, mentre Mario Cerciello lottava con Finnegan Elder che lo colpiva con undici coltellate.
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
PER IL PM DI SIENA “HA PAGATO IL PIANISTA DANILO MARIANI PER INDURLO A TESTIMONIARE IL FALSO SUL CASO OLGETTINE”
Il pm di Siena, Valentina Magnini, ha chiesto 4 anni e 2 mesi di reclusione per Silvio Berlusconi
imputato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del processo Ruby ter in corso nella città del Palio.
Per l’accusa il Cavaliere avrebbe pagato il pianista senese Danilo Mariani per indurlo a falsa testimonianza sul caso Olgettine. Per Mariani il pm ha chiesto 4 anni e 6 mesi, anche per il reato di falsa testimonianza oltre a quello di corruzione in atti giudiziari.
L’udienza prosegue adesso con le arringhe dei difensori di Silvio Berlusconi, avvocati Federico Cecconi ed Enrico De Martino, di fronte al collegio del tribunale di Siena presieduto dal giudice Ottavio Mosti.
Questo stralcio del processo Olgettine era stato trasferito a Siena dopo lo ‘spacchettamento’ deciso dal gup di Milano nell’aprile 2016.
Il filone principale resta a Milano mentre altre posizioni, con sempre l’ex premier imputato, sono state trasferite a Torino, Pescara, Treviso, Roma e Monza.
(da agenzie)
argomento: Berlusconi | Commenta »
Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile
SE I FIGLI LEGGERANNO SUI GIORNALI CHE IL LORO PADRE E’ UN DELINQUENTE E’ SOLO PERCHE’ COSI’ AVRANNO SANCITO I GIUDICI IN TRE GRADI DI GIUDIZIO: E’ UN PROBLEMA SUO ESSERLO, NON DEGLI ITALIANI
“Non parlo di figli minori che non fanno parte della politica. Mi vergogno a nome di chi coinvolge i bambini nella polemica politica, attaccate me ma lasciate perdere i figli e i bambini!”.
Era il primo agosto della scorsa estate, e tuonava così Matteo Salvini, durante una conferenza stampa in cui un giornalista gli poneva una domanda sul famoso giro del figlio sulla moto d’acqua della polizia.
Indignato, offeso, risentito da questa gretta abitudine altrui di strumentalizzare i bambini, di non tener conto della loro sensibilità , della loro fragile innocenza.
Sono Matteo, sono un uomo, sono un padre. Ed è così, che oggi, Matteo Salvini commentando l’ok del Senato al suo processo per il caso Gregoretti, con la solennità di chi incappucciato avanza scalzo verso la ghigliottina, memore del suo accorato discorso di qualche mese prima, ha dichiarato: “L’unica preoccupazione non è per me, mi spiace per i miei figli. Chi è a a casa non ha scelto questo, ha un papà che fa politica e che domani finirà sui giornali descritto come un criminale e un sequestratore di persone. Quindi portate rispetto a due ragazzi che vanno a scuola, chi borbotta non ha il figlio che prima di andare a scuola oggi gli ha scritto forza papà !”.
Insomma, Salvini s’è scordato tutto. Non ci si deve vergognare più di coinvolgere i figli nella scena politica.
E allora parliamo di questi benedetti figli, spiegando due cosette a Salvini, questo padre amorevole e protettivo che non teme per il suo futuro, ma per i figli che “leggeranno sui giornali che sono un delinquente”.
Evidentemente sopravvalutandone uno e sottovalutandone un altro, verrebbe da dire, visto che la piccola ha sette anni e leggerà , a stento, il libro delle principesse, l’altro ne ha 17 e se è convinto che un rinvio a giudizio voglia dire che il padre è un delinquente, è perchè ha assorbito egregiamente le lezioni del padre. Quello che appena qualcuno viene arrestato, lui “buttate la chiave!”.
E allora parliamo di figli, sì, visto che oggi Matteo Salvini ci autorizza tutti a farlo, perchè i figli non devono pagare le colpe dei padri, perchè non devono soffrire a causa di quegli adulti che si dimenticano di loro, che attaccano i loro papà , con spietatezza, senza pensare a quei “forza papà ”. Povere creature.
Sono Matteo, sono un uomo, sono un padre. Perchè dimentica, Matteo padre, che anche tanti dei suoi bersagli preferiti sono padri. Bersagli che non piagnucolano a favore di telecamera snocciolando la retorica del figlio che soffre, quando fa comodo.
Sono Matteo, sono un uomo, sono un padre. Ma era padre anche il tizio a cui tu, Salvini, hai citofonato con giornalisti al seguito per chiedere “Suo figlio spaccia?” e suo figlio è dovuto andare in tv a dire di non essere uno spacciatore.
Erano padri tanti di quegli uomini lasciati in mare per le tue codarde dimostrazioni di forza, i cui figli erano lì o chissà dove, chiedendosi, magari, quale sorte potesse mai toccare al padre. O essendo troppo piccoli per farsi domande.
Erano padri tutti quegli uomini che senza ancora una sentenza tu hai etichettato sui media come “delinquenti, criminali, bestie, animali e che marciscano in carcere, buttiamo la chiave”. Anche loro hanno figli, anche quei figli non dovrebbero pagare le colpe dei padri, non dovrebbero leggere queste parole sui giornali, anche quei figli scrivono “forza papà ”, magari mentre il padre affronta un processo con un avvocato d’ufficio, senza soldi, senza paracadute, senza sconti.
Erano padri anche tanti di quegli uomini derisi, chiamati “risorse” o “clandestini”, che tu hai sbattuto sui tuoi social a tradimento, seduti su una panchina, a mollo in una fontana, nudi in un parco o per strada perchè magari avevano problemi psichiatrici dopo anni di torture in Libia o l’aver visto l’orrore nelle carceri e nel deserto. Anche quelli, sai, forse hanno figli. Certo, magari qualcuno è annegato in mare e non soffrirà , mi dirai tu, premuroso.
Hanno figli anche i rom, quelli che tu definisci zingaracci e di cui dici “sono gli unici a fare figli perchè tanto se ne fregano”.
Ha una figlia anche Laura Boldrini, che tu hai perseguitato per anni con una campagna d’odio senza precedenti e sbeffeggiato su un palco, fingendo che fosse una bambola gonfiabile. Una figlia che ha sofferto, che ha avuto paura, che non se lo meritava.
Avrà un figlio, chissà , anche quel ragazzo dislessico che giorni fa deridevi sui tuoi social e suo figlio, un domani, navigando troverà quel video, quelle tue parole, quel becerume che hai scatenato contro suo padre.
Abbiamo figli noi tutti, figli che dobbiamo educare costantemente alla civiltà , impauriti come siamo all’idea che trovino seducenti le tue parole, i tuoi slogan, il tuo populismo tossico. Siamo in tanti, ad essere genitori, caro Matteo.
Solo che che al contrario tuo, ci ricordiamo di essere padri, di essere madri, ma anche di un’altra cosa. E quella cosa si chiama “i figli degli altri”.
Selvaggia Lucarelli
(da TPI)
argomento: Costume | Commenta »