Destra di Popolo.net

PAROLA DI (DIS)ONORE

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

TUTTO E IL CONTRARIO DI TUTTO: LA COERENZA DI UN PICCOLO UOMO

I suoi volevano pulirsi il culo con la nostra bandiera, si è appropriato del Tricolore
Diceva che chi usa la parola Patria è senza argomenti, la sfrutta ogni 2×3.
Giurava che non avrebbe mai fatto il Governo coi Cinque Stelle, c’è andato dieci secondi dopo
Prometteva di far durare il governo coi grillini cinque anni, l’ha fatto cadere chiedendo pieni poteri
Voleva abolire i prefetti, ne ha rafforzato le prerogative
Incitava alla disobbedienza alle leggi “ingiuste” dello Stato, ma ha cercato di mettere in galera Carola Rackete per aver disubbidito alle sue leggi (ancora in vigore).
Prometteva piena fedeltà  a Bossi, l’ha messo fuori dalla Lega e ne ha fondata un’altra.
Si faceva fotografare con un boss dello spaccio e ha chiuso i centri per la cannabis senza thc
Diceva che i napoletani erano colerosi, chiede e ottiene i voti del sud.
Ma soprattutto: mette la salsiccia sui tortellini
Ma davvero la Procura si stupisce che uno così, per difendere i confini, abbia impedito l’attracco IN ITALIA di una nave militare ITALIANA?

(da “La Repubblica“)

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NON VEDEVA L’ORA DI INCONTRARLA IN TRIBUNALE, PRESTO SARA’ ACCONTENTATO, MA L’IMPUTATO SARA’ LUI

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

SI AVVICINA PER SALVINI IL PROCESSO PER DIFFAMAZIONE NEI CONFRONTI DELLA PATRIOTA CAROLA RACKETE

La Procura di Milano ha chiuso l’indagine in vista della richiesta di processo nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini accusato di diffamazione dopo la querela depositata lo scorso luglio, tramite i suoi legali, da Carola Rackete, comandante della Sea Watch3.
Il pm Giancarla Serafini, titolare del fascicolo trasmesso per competenza da Roma, un paio di settimane fa, ha appreso l’ANSA, ha notificato l’avviso di chiusura dell’inchiesta. Ma Salvini non ne ha dato pubblico annuncio sui social network come fa di solito.
La denuncia da parte della capitana della Sea Watch era stata depositata lo scorso 12 luglio alla Procura di Roma e gli atti, dopo l’iscrizione di Salvini per diffamazione, sono stati poi trasmessi a Milano, dove risiede l’ex ministro.
La giovane, rappresentata dal legale Alessandro Gamberini, nella querela aveva spiegato che le esternazioni di Salvini sul caso Sea Watch, “lungi dall’essere manifestazioni di un legittimo diritto di critica, sono state aggressioni gratuite e diffamatorie alla mia persona con toni minacciosi diretti e indiretti”.
A tal proposito nell’atto si citano le espressioni dell’allora ministro: “sbruffoncella”, “fuorilegge”, “delinquente”, autrice di un atto “criminale”, responsabile di un tentato omicidio in quanto “avrei provato a ammazzare cinque militari italiani”, “complice dei trafficanti di esseri umani” e altre ancora. Interventi che sono, si legge sempre nella denuncia, “un puro strumento propagandistico e istigatorio di un ‘discorso dell’odio’, che travolge ogni richiamo alla funzione istituzionale”.
Affermazioni che “non solo hanno leso gravemente il mio onore e la mia reputazione, ma mettono a rischio la mia incolumità , finendo per istigare il pubblico dei suoi lettori a commettere ulteriori reati nei miei confronti”.
Il leader della Lega, difeso dall’avvocato Claudia Eccher, in teoria ha tempo 20 giorni — termine non perentorio — dalla notifica dell’avviso di chiusura delle indagini per presentare memorie difensive o farsi interrogare.
Poi il pm può chiedere il rinvio a giudizio o se lo riterrà  anche l’archiviazione.
Si costituirà  parte civile anche la Sea Watch.

(da agenzie)

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GIUSTIZIA: A PALAZZO CHIGI SARA’ ESAMINATO SOLO IL PROCESSO PENALE, NIENTE LODO PRESCRIZIONE

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

I RENZIANI NON PARTECIPERANNO AL CDM E AL SENATO VOTANO CON L’OPPOSIZIONE, SEMPRE PIU’ RIDICOLI

In consiglio dei ministri solo il processo penale. La prescrizione invece sarà  solo discussa e diventerà  una proposta di legge firmata dai capigruppo di Pd, M5S e Leu alla Camera, che però potrebbe diventare anche un emendamento nel ddl Costa. Sono queste le ultime news sulla querelle giustizia.
Con i Dem furibondi che dicono: “I renziani non vengono al consiglio dei ministri? Si dissociano dal voto sulla riforma del processo penale? Si assumono una grande responsabilità  rispetto alla maggioranza e ovviamente sbagliano”. Sono questi, a Montecitorio, i toni di autorevoli fonti del Pd. Che oggi pomeriggio, in via Arenula, incontreranno ancora il Guardasigilli Alfonso Bonafede per chiudere l’accordo sulla prescrizione.
Quello sul processo penale invece è già  definito. E lo è anche la via per risolvere il guazzabuglio della prescrizione. Si va nella seguente direzione.
Stasera, alle 20 e trenta, Bonafede porterà  ai colleghi la sua definitiva proposta sulla riforma del processo che contiene una novità  importante sui tempi della sua durata. Sempre due anni per la fase di appello, e sempre un anno in Cassazione, ma un tempo variabile in primo grado a seconda della gravità  dei reati. Un anno per quelli meno gravi, due anni per gli altri. Con una possibilità  di deroga per i processi con più imputati, tipo maxi-processi o comunque dibattimenti complessi
Novità  anche per il disciplinare sui giudici “lumaca”. Scatterà  nel caso in cui l’imputato chiede di accelerare il processo per sue ragioni di vita. Il giudice avrà  sei mesi di tempo per avviarlo. Se invece ritarda vedrà  la scure disciplinare precipitare su di lui. Nel ddl delega invece non ci sarà  tutto il capitolo del Csm, sistema elettorale e regole per eleggere i membri laici.
Il vice presidente del Csm David Ermini avrebbe espressamente chiesto un momento di riflessione. In questo modo, inoltre, il ddl sul penale si snellisce, anche perchè perde pure le nuove regole sulle cosiddette “porte girevoli”, cioè lo stop alle toghe che scendono in politica di rientrare in magistratura.
Ma veniamo al lodo Conte-bis sulla prescrizione, ormai il piatto forte che sta spaccando la maggioranza. Se ne discuterà  durante il consiglio dei ministri solo per valutare il testo definitivo messo a punto oggi pomeriggio tra Bonafede, il Pd, e Leu, dove siede l’avvocato Federico Conte che materialmente ha inventato le nuove regole. Ma non ci sarà  un disegno di legge del governo, nè tantomeno un decreto. Il “veicolo” ormai certo sarà  una proposta di legge firmata dai tre capigruppo della maggioranza in commissione Giustizia. Poi, quel contenuto, potrebbe anche diventare un emendamento alla pdl Costa in aula per il voto il 24 febbraio.
Ma quali sono le ultime incertezza sul lodo che hanno costretto Pd e Leu a incontrare ieri e ancora oggi Bonafede? Tutto ruota sulla questione degli assolti in primo grado. Il Guardasigilli chiede per loro una sospensione secca. Ma Pd e Leu sono contrari e replicano con una sospensione che può scattare “soltanto” se c’è un rischio imminente che scada la prescrizione. E ovviamente non si può escludere che l’ascolto in primo grado poi venga condannato in appello.
Ma mentre la maggioranza lavora sul lodo in Parlamento prosegue l’offensiva dei renziani. Che oggi, ancora una volta hanno votato con il centrodestra, Lega, Forza Italia e Fdl. È accaduto al Senato, in commissione Giustizia, dove erano stati dichiarati ammissibili gli emendamenti di Fi contro la prescrizione di Bonafede e proposti nel decreto legge sulle intercettazioni. Non sono passati perchè il voto è finito in parità , 12 a 12.
Ma si tratta della prima minaccia concreta del potere di veto che Italia viva ha al Senato dove i numeri della maggioranza sono risicati, e che potrebbe costringere la maggioranza a mettere la fiducia anche sulle intercettazioni, nonchè su tutti i provvedimenti nei quali il forzista Enrico Costa minaccia di inserire ogni volta emendamenti sulla prescrizione.

(da agenzie)

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RUBLI ALLA LEGA, LA CASSAZIONE RESPINGE IL RICORSO DI SAVOINI: “AUDIO AL METROPOL RIPRODUCE ACCORDO ILLECITO PER FONDI ALLA LEGA”

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

CONFERMATO IL SEQUESTRO DEI DUE TELEFONI E DI DOCUMENTI   DELL’EX PORTAVOCE DI SALVINI

“La registrazione acquisita dall’inquirente riproduce un accadimento della realtà “. È quanto scrivono i giudici della sesta sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale lo scorso 17 dicembre hanno respinto il ricorso presentato dalla difesa di Gianluca Savoini, ex portavoce di Matteo Salvini e referente dell’associazione Lombardia-Russia, contro l’ordinanza del Riesame di Milano che aveva confermato il sequestro probatorio di due telefoni cellulari, documenti e alcune chiavette usb avvenuto nell’ambito dell’inchiesta su presunti fondi russi alla Lega che lo vede indagato per corruzione internazionale.
Secondo l’ordinanza impugnata, scrivono i giudici di piazza Cavour, “il fumus delicti che legittima il sequestro probatorio si evince dal contenuto di un file contenente una traccia audio consegnato agli inquirenti dal giornalista Stefano Vergini che riproduce una conversazione intervenuta tra Savoini, Francesco Vannucci e Gianluca Meranda e alcuni funzionari russi”, mentre “la conversazione registrata ha ad oggetto un accordo illecito per la retrocessione di importanti somme di denaro a favore del partito politico Lega e dei funzionari russi, coinvolti nella trattativa della vendita di prodotti petroliferi. In particolare, in un passaggio della conversazione, si chiariva come fosse già  stato raggiunto un accordo i cui termini essenziali erano riportati in uno screenshot di appunti alla cui ricerca e pertanto funzionale il sequestro” si legge nelle motivazioni.

(da agenzie)

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FRANCESCA COLAVITA: L’ASSUNZIONE ALLO SPALLANZANI PER LA RICERCATRICE CHE HA ISOLATO IL CORONAVIRUS

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

LA RICERCATRICE ERA PRECARIA CON UNO STIPENDIO DI 16.726 EURO LORDI L’ANNO

Per Francesca Colavita, la ricercatrice di Campobasso che ha contribuito a isolare il Coronavirus allo Spallanzani di Roma, si apre definitivamente la strada della ricerca. L’Istituto nazionale per le malattie infettive ha infatti chiesto all’Azienda sanitaria regionale del Molise, ottenendo il nulla osta, di poter attingere alla graduatoria dei vincitori e idonei al concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura di un posto di dirigente Biologo della disciplina di Microbiologia e Virologia che vede la giovane ricercatrice collocata al 17/o posto.
L’Istituto Spallanzani ha chiesto di poter procedere all’assunzione “in considerazione della vocazione per la ricerca piuttosto che per l’assistenza, nonchè per la lodevole attività  professionale che ha assicurato nell’ambito dell’emergenza sanitaria attuale di rilevanza nazionale e internazionale”.
Del team guidato da Maria Rosaria Capobianchi fanno parte, oltre a Colavita, Concetta Castilletti, responsabile della Unità  dei virus emergenti (“detta ‘mani d’oro’, ha raccontato il direttore dell’Istituto Giuseppe Ippolito), classe 1963, specializzata in microbiologia e virologia,   Fabrizio Carletti, esperto nel disegno dei nuovi test molecolari, e Antonino Di Caro che si occupa dei collegamenti sanitari internazionali. Nella foto pubblicata sulla pagina dell’assessorato le vediamo in compagnia di Alessio D’Amato, assessore alla salute del Lazio (a sinistra), e Roberto Speranza, ministro della Salute all’epoca dell’annuncio Francesca Colavita era al centro: in questa pagina sul sito dell’ospedale Spallanzani si scriveva che aveva un “Incarico di co.co.co. per l’espletamento di attività  di ricerca nell’ambito del Progetto FILAS-RU-2014-1154” per un compenso di 16726 euro (lordi, si immagina).
Lo Spallanzani è un’eccellenza italiana della ricerca dove si trova uno dei due laboratori italiani di livello di biosicurezza 4, il massimo livello di sicurezza per “svolgere attività  con materiali infetti o esperimenti microbiologici che presentano, o sono sospetti presentare, un alto rischio sia per chi lavora in laboratorio, sia per la comunità ”.
L’Istituto dallo Stato riceve un finanziamento di appena 3,5 milioni di euro l’anno. Soldi che dovrebbero servire a mantenere in efficienza le macchine e i laboratori e a pagare gli stipendi del personale, circa settecento dipendenti dei quali 400 medici, infermieri e sanitari.
Ma non bastano, e per fortuna che ci sono i bandi e i finanziamenti europei a colmare la lacuna. In questo senso forse parlare di “successo italiano” non aiuta molto a far capire quanto poco l’Italia (intesa come Stato) ci metta negli istituti di ricerca.
Lo Spallanzani non è l’unica Cenerentola visto che i 51 IRCCS   (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) pubblici e privati, vale a dire i centri di eccellenza per la ricerca medico-scientifica, si devono spartire una torta di appena 159 milioni di euro l’anno.
Se volete fare un confronto il già  citato Institut Pasteur ha da solo un bilancio di circa 289 milioni di euro l’anno. Non sono tutti soldi pubblici, lo Stato Francese contribuisce direttamente con 58,9 milioni di euro l’anno ai quali vanno aggiunti altri 54 milioni di euro di ulteriori finanziamenti pubblici (per un totale di 113 milioni di euro). Circa il 39% del bilancio dell’istituto è da finanziamenti pubblici, il resto sono donazioni, sponsor, vendita di brevetti e servizi. Questa è la vera “gara” sulla quale l’Italia può e deve competere.

(da agenzie)

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LA MUSICA STRAPPALACRIME CHE SALVINI HA FATTO AGGIUNGERE AL VIDEO IN CUI PARLA DEI SUOI FIGLI

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

SFRUTTA I FIGLI PER FARE PROPAGANDA, MA SE SONO FIGLI DI DISPERATI NON DEVONO SBARCARE

Ieri sera la pagina facebook di Matteo Salvini ha pubblicato il video che vedete qui sopra tratto dalla parte del discorso in Senato sulla Gregoretti che riguardava i figli e in particolare il messaggio mandato “prima di andare a scuola” con la scritta “Forza papà ”.
“Chi oggi borbottava, insultava e addirittura emetteva versi animali contro di me in Senato non ha ricevuto di prima mattina un messaggio con scritto: “Forza papà !”. Poveri di spirito, brutte anime. Ma io per i miei figli e per questo splendido Paese sono pronto anche a dare la vita.”
La parte divertente della vicenda è che Salvini, giusto per non dare l’idea a tutti di star sfruttando la vicenda a fini elettorali, ha messo una musichetta strappalacrime con un accompagnamento di solo piano per illustrare il discorso.
L’ha aggiunta lui, visto che nel video originale dell’agenzia Vista non c’è. E ovviamente non è la prima volta che Salvini usa i suoi figli per fare propaganda.
Come abbiamo elencato qui, la figlia di Salvini era già  comparsa — sempre di spalle — nei post del vicepremier
E per un certo periodo i post con i figli come “protagonisti” sono aumentati in maniera esponenziale, con qualche novità . Ad esempio il 25 maggio 2019, il giorno prima delle europee, Salvini pubblica una foto del saggio di danza della sua principessa. Il giorno successivo una foto di Salvini con la figlia Mirta (questa volta fotografata di fronte) e la loro amica mucca.
Da quel momento i figli di Salvini hanno cominciato ad entrare sempre di più nel mondo social del ministro. Un mondo fatto di insulti a ladri, immigrati, gogna nei confronti di ragazzine (magari coetanee del figlio più grande del Capitano).
A queste ultime Salvini non riserva nemmeno la cortesia di una foto di spalle o censurata, anzi proprio come fa un suo parlamentare, le sbatte sulla sua pagina Facebook senza troppi complimenti. Eppure anche quelle ragazze sono italiane e quindi “figlie sue”.
Ad esempio c’è il post del 4 giugno dove Salvini annuncia che la sua bimba ha perso un dentino e che ci sono state “ben sei operazioni contro mafiosi, camorristi, spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani in tutta Italia”.
Due giorni dopo con un post simile, ma senza la bimba, Salvini annuncerà  l’arresto di dieci cittadini cinesi a Prato. Lo farà  mentre l’operazione era ancora in corso facendo arrabbiare le forze dell’Ordine e la procura.
Ma il motivo era che proprio quel giorno doveva tenere un comizio in città . La ragion di propaganda prima della Ragion di Stato.
Il tutto inframmezzato da post come quello in cui bacia in fronte i figli degli altri (ma pur sempre figli suoi) manco fosse   Papa Francesco. Qualcuno pensi ai bambini, gridano i sovranisti, ed ecco che arriva lui: super Salvini, il super papone.
Segue il post dedicato alla pagella del figlio Federico, che frequenta la seconda liceo e che ha portato a casa “sei 8 e quattro 9, con 10 in condotta”. Per Salvini è l’occasione di festeggiare “alla vecchia maniera” (come facevano i nostri nonni!) con un vaso di caramelle Rossana e uno secchiello di lecca-lecca.
E soprattutto è il pretesto per fare un altro post da padre orgoglioso. Roba da Settimo Cielo o da famiglia del Mulino Bianco.
Il venerdì deve essere il giorno “dedicato alla famiglia” nel calendario della propaganda social. Perchè una settimana dopo Salvini pubblica una foto dei suoi “due gioielli” (come la madre dei Gracchi) dove i due figli compaiono di spalle   mentre si tengono per mano.
Evidentemente quella del 26 maggio, la foto di Mirta sulle spalle del papà  e la loro amica mucca era un’eccezione. Quel giorno si votava per il rinnovo dell’Europarlamento era un’occasione speciale.
Infine, questo. Protagonista sempre la figlia piccola: «mettere lo smalto rosa sulle dita della mia principessina, che emozione!», scrive Salvini.
Il messaggio è sempre quello: un vicepremier che mentre fa la guerra all’Europa e ai suoi stessi alleati di governo trova sempre un momento per prendersi cura dei suoi piccoli. E così come il Capitano si occupa dei suoi figli naturali sicuramente sarà  in grado di fare altrettanto coi suoi figli elettorali, ovvero tutti noi.
Perchè come un vero leader democristiano Salvini è tutto casa, rosario (e ufficio, quando ci va).

(da “NextQuotidiano”)

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IERI GIULIA BONGIORNO HA AMMESSO CHE SUI PORTI CHIUSI SALVINI DICEVA FREGNACCE

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

“SALVINI VOLEVA SOLO RALLENTARE LO SBARCO DEI PROFUGHI”? E ALLORA I PORTI NON LI HA MAI CHIUSI A DIFFERENZA DI QUANTO HA SEMPRE SOSTENUTO PER I GONZI

Ieri la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, avvocato di fama, è intervenuta in aula al Senato sul caso Gregoretti, nei panni di difensore di Matteo Salvini.
Il suo intervento, apprezzatissimo dai colleghi della Lega, è però importante soprattutto per un punto: quello in cui definisce quanto accaduto in occasione delle vicende che vedono oggi il Capitano in attesa di processo per il blocco della nave un “rallentamento” allo sbarco.
E questo perchè se si trattava di un rallentamento allo sbarco, allora tutto quello che Salvini ha ripetuto in questi mesi sui porti chiusi era in realtà  una fregnaccia.
“Prenda un altro avvocato, più autorevole di me. Un avvocato che ha detto: “Noi della presidenza del consiglio abbiamo lavorato perchè bisogna ricollocare e poi consentire lo sbarco”.
Ecco, in relazione alla Gregoretti, queste sono le parole del presidente del consiglio, avvocato Conte”, dice Bongiorno tra gli applausi del Senato. Bongiorno conclude: “Aderiamo alla tesi del professore Conte sulla stretta connessione tra sbarchi e redistribuzione. Nessuno ha commesso un reato. Io credo che sia impossibile configurare un rallentamento allo sbarco come un sequestro di persona. Create questa nuova fattispecie incriminatrice, il rallentamento allo sbarco. E processate Salvini. Ma certamente non è sequestro di persona. In nome della separazione dei poteri- conclude Bongiorno rivolta ai senatori- non celebratene il requiem ma siate liberi coraggiosi e forti”.
Ora, tutti hanno presente che Salvini ha ripetuto per mesi “porti chiusi, porti chiusi” per navi come la Gregoretti.
Ieri nell’aula del Senato, ovvero nel luogo più sommo, la sua avvocata ha certificato che il Capitano ha detto soltanto balle. Non voleva chiudere i porti, soltanto rallentare uno sbarco che sarebbe comunque stato effettuato. Non è meraviglioso?

(da “NextQuotidiano”)

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SALVINI ATTACCA “REPUBBLICA” DEFINENDOLO “EX IMPORTANTE QUOTIDIANO”, LA REPLICA DELLA TESTATA: “DI EX AL MOMENTO C’E’ SOLO LUI”

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

“NON HA AVUTO NEANCHE IL CORAGGIO DI NOMINARCI”

Il sasso era stato scagliato da Matteo Salvini che, nel corso del suo intervento in Senato, aveva parlato di Repubblica come di «un ex importante quotidiano», facendo riferimento al suo titolo ‘Cancellare Salvini’ e sottolineando la paura della figlia per una frase del genere, sulla quale il leader della Lega sarebbe stato costretto a ironizzare.
Non si è fatta attendere la risposta del cdr Repubblica: il comitato di redazione della testata ha sottolineato come nel corso del suo intervento al Senato, il leader della Lega non abbia mai nemmeno nominato il giornale.
«Salvini ricade nel vizio di attaccare Repubblica — scrivono i giornalisti in una nota comparsa oggi sull’edizione del 13 febbraio -, arrivando ad auspicare la rimozione del direttore Verdelli e di tutti i giornalisti. Vorremmo ricordare all’ex ministro — che ha definito la nostra testata un ex importante quotidiano senza avere neppure il coraggio di nominarla — che di ex al momento c’è solo lui: uscito dal Viminale dopo l’inquietante richiesta di ‘pieni poteri’. E che le minacce alla stampa, tipiche dei regimi illiberali, non ci fanno paura. Repubblica è e resterà  presidio fondamentale di democrazia e libertà ».
Una reazione durissima, che ha preso in esame il discorso del leader della Lega intervenuto per difendersi dalla richiesta di autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti, poi concessa dal Senato.
Il passaggio del comitato di redazione si è concentrato soprattutto sulla parte del discorso in cui ha parlato del quotidiano, uno dei punti più controversi del suo discorso, in cui ha inserito più volte un riferimento ai figli, utilizzando questa immagine per salvaguardare la sua posizione politica agli occhi degli italiani.

(da agenzie)

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RIFIUTATA DA HOTEL E TAXI, LA COMITIVA CINESE E’ RIMASTA ALLO SPALLANZANI UN GIORNO DI PIU’

Febbraio 13th, 2020 Riccardo Fucile

DIMESSI 20 TURISTI DOPO IL PERIODO DI QUARANTENA, MA ALBERGATORI E TASSITI ROMANI NON LI VOLEVANO: CHE SQUALLORE

Sono state dimesse questa mattina dall’ospedale Spallanzani le 20 persone a contatto con la coppia di cinesi affetta dal nuovo coronavirus. Sono dei connazionali dei coniugi ricoverati presso il nosocomio, che facevano parte della loro comitiva. Tenuti in quarantena per 14 giorni, sono tutti ripetutamente risultati negativi al test. Ora torneranno in Cina dopo uno scalo a Francoforte.
In realtà  la comitiva era pronta per lasciare lo Spallanzani già  ieri, ma – secondo quanto riferito all’Ansa da un’infermiera – nessuno li voleva: nè hotel nè taxi.
“Non erano preoccupati per il fatto di essere stati ricoverati ma li preoccupava il fatto che gli alberghi non li accettavano e sono dovuti rimanere un’altra notte”, ha raccontato l’infermiera.
“Lo stesso con i taxi: li chiamavano parlando in inglese ma quando i tassisti vedevano che erano cinesi non li facevano salire”.
“Ieri erano senza mascherina, senza guanti, potevano socializzare e quindi anche uscire ma non hanno trovato posto, non avevano dove andare. Loro volevano uscire, pernottare fuori ma non è stato possibile”.
Tra di loro c’erano anche dei bambini, che hanno salutato affettuosamente il personale dell’ospedale con cartelli e palloncini colorati. La comitiva è stata salutata anche dall’assessore alla Sanità  del Lazio, Alessio D’Amato, e dal direttore sanitario dell’ospedale, Francesco Vaia, ed è stata presa in carico da un funzionario dell’ambasciata cinese in Italia.
I turisti, con giacconi e trolley, sono saliti su un pullman bianco diretto all’aeroporto. Ieri sera, a quanto riferito, era stata organizzata una piccola festa di saluto in ospedale con tanto di palloncini. Agli ormai ex pazienti sono stati fatti dei piccoli doni: un astuccio con dei colori per i bambini, il libro sulle dimore storiche e le bellezze del Lazio agli adulti.
â€³È un giorno straordinario per i miei connazionali che hanno concluso la quarantena in questo ospedale. Sono molto felici. Stanno molto bene, sono contenti”. Così il dottor Zhang dell’ambasciata cinese, che stamattina ha accompagnato i venti connazionali dimessi oggi dallo Spallanzani.
“Voglio ringraziare lo Spallanzani e gli amici italiani che hanno dato supporto all’ambasciata – ha aggiunto – I servizi prestati ai miei connazionali sono stati ottimi e professionali, eccezionali, per venire incontro ai loro costumi particolari. Ora torneranno direttamente in Cina con un aereo di linea”.

(da agenzie)

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