Destra di Popolo.net

COME SI INNERVOSISCE LA LEGA QUANDO QUALCUNO RICORDA IL FALLIMENTO DELLA SANITA’ LOMBARDA

Maggio 21st, 2020 Riccardo Fucile

IL DEPUTATO M5S RICCIARDI RICORDA I 21 MILIONI SPRECATI PER L’OSPEDALE ALLA FIERA E LE CODE DI PAGLIA SCLERANO, FICO COSTRETTO A SOSPENDERE LA SEDUTA

Rumorose proteste del centrodestra e cori al grido di “buffone buffone” provenienti dai banchi della Lega alla volta del deputato M5s Riccardo Ricciardi.
Si scalda il clima nell’Aula della Camera dopo l’informativa urgente del premier Giuseppe Conte sulla fase 2. A suscitare le proteste, in particolare, i passaggi dell’intervento del pentastellato sulla Lombardia. Il presidente Roberto Fico è costretto più volte a richiamare all’ordine. E alla fine, sospende la seduta.
Il presidente della Camera Roberto Fico ha sospeso la seduta per la tensione creatasi con la Lega durante l’intervento di Riccardo Ricciardi (M5S) che ha puntato il dito contro il ‘modello’ lombardo di sanità , facendo l’esempio dell’ospedale allestito nella Fiera.
Dai banchi leghisti si sono levate forti proteste durante l”intervento dell’esponente pentastellato. In particolare, a suscitare la dura reazione dei leghisti e delle altre forze di opposizione sono due passaggi dell’intervento del pentastellato Ricciardi. Quanto ricorda che alcuni giorni fa, dice riferendosi a Conte, “è stato appellato come dittatore addirittura è stata richiamata una nuova Resistenza dalla Lega”, ma e’ soprattutto quando, anche ironicamente e poi alzando il tono della voce, Ricciardi parla del “modello Lombardia”, a suo dire fallimentare, che la protesta esplode, con diversi deputati leghisti che lasciano i rispettivi banchi per alzarsi in piedi e dirigersi verso il centro dell’emiciclo, dove è posto il microfono ad asta da cui sta intervenendo Ricciardi.
Fico li richiama all’ordine, li invita a sedersi, i commessi ‘entrano in azione’, ma la bagarre prosegue e quindi il presidente sospende la seduta.
Ricciardi ha insistito: “Lei, signor Presidente del Consiglio, doveva fare come Gallera, che in conferenza stampa si presentava puntuale, e annunciava un ospedale per il quale hanno speso 21 milioni per 25 pazienti”.
Le urla si sono trasformate a questo punto in grida ritmate “Buffone, Buffone”, con il presidente Fico che ha richiamato diversi deputati dell’opposizione come Rizzi o Panizzut che si erano abbassati la mascherina per gridare. Fico ha poi richiamato alcuni deputati, sempre della Lega, come Guidesi e Volpi che si erano alzati ed erano usciti dai propri scranni, e alla fine ha sospeso la seduta mentre Ricciardi diceva “anche se gridano io continuo”.

(da agenzie)

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CONTRORDINE PADAGNI, IL 2 GIUGNO NIENTE PIAZZA, SOLO CORTILE

Maggio 21st, 2020 Riccardo Fucile

SALVINI SPIEGA CHE “NON SARA’ UNA VERA E PROPRIA PIAZZA” … RIMANDATO IL “BAGNO DI FOLLA” PER MANCANZA DI FOLLA… OGNUNO MANIFESTI A CASA SUA

Matteo Salvini ha fornito ulteriori dettagli al Corriere della Sera in merito alla manifestazione del centrodestra prevista per il prossimo 2 giugno.
Qualcosa non ha funzionato se, nella sua comunicazione, il luogo deputato per l’incontro delle anime che vogliono mandare un messaggio al governo sulla gestione dell’emergenza coronavirus è stato indicato come Roma. Adesso, dalle colonne del quotidiano milanese, spiega che i presidi avverranno in tutte le province italiane, con i parlamentari del centrodestra che faranno da sentinelle.
«In realtà , una manifestazione di piazza vera ci sarà  solo a inizio luglio — ha spiegato Salvini -. Il 2 giugno, per essere in piazza in maniera sicura faremo presidi in ogni città  capoluogo di regione con i parlamentari. Del resto il 2 giugno cade nel periodo controllato e non c’erano dati epidemiologici sufficienti per far muovere le persone».
Qualcosa di molto diverso rispetto a una manifestazione nazionale, più simile a gazebo e sit-in. In un momento come questo è molto difficile fare previsioni sulla partecipazione della gente. Inoltre, una formula del genere, non assicurerà  a Matteo Salvini quell’intenso contatto con la folla che gli permette — sostiene — di avere ottimi riscontri nei sondaggi di gradimento.
Insomma, con questa intervista Salvini spazza via ogni dubbio: il centrodestra è a conoscenza delle misure che impediranno fino al 3 giugno lo spostamento tra regioni. Per questo la manifestazione non sarà  quella oceanica che immaginava il leader della Lega, ma verrà  smembrata in mini-manifestazioni più piccole nei vari capoluoghi di regione. Di certo l’impatto sarà  completamente diverso e non a caso Salvini ha rinviato a luglio il vero appuntamento di piazza. Ma senza dare indicazioni più precise, visto che non si conosce ancora l’andamento della curva del contagio dopo l’inizio della fase 2.
In ogni caso, il leader della Lega sembra convinto dell’unità  del centrodestra e ha affermato che anche nelle ultime ore ha avuto incontri con Giorgia Meloni, Ignazio La Russa, Antonio Tajani e Licia Ronzulli. Il problema sarà  la risposta della gente alla chiamata alla piazza. Che, a quanto pare, non sarà  nemmeno una piazza.

(da agenzie)

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CHI E’ PULLARA, IL RAS DEI VOTI DI AGRIGENTO CHE FA PARTE DELLA MAGGIORANZA DI MUSUMECI IN REGIONE SICILIA

Maggio 21st, 2020 Riccardo Fucile

IL PARADOSSO: L’INDAGATO FA PARTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Alle Regionali di tre anni fa, ad Agrigento, aveva raccolto 9.871 voti, con un risultato che da solo l’avrebbe portato oltre la soglia di sbarramento. Perchè Carmelo Pullara da Licata, oggi indagato per turbativa d’asta nel fascicolo per corruzione aperto dalla procura di Palermo, è un uomo che ha sempre saputo dosare bene gli ingredienti del potere: nella sanità , che l’ha visto scalare le posizioni fino alla guida dell’ospedale Civico di Palermo, una poltrona dalla quale dipendono tremila lavoratori e un budget di 450 milioni, e nella politica, che oggi lo vede capogruppo dei Popolari-Autonomisti all’Ars, vicepresidente della commissione Sanità  e componente di quella dedicata all’Antimafia e – curiosamente – alla lotta alla corruzione, dalla quale si era autosospeso però qualche mese fa.
Eppure Pullara ha conosciuto anche dei momenti difficili. Arrivati proprio fra l’incarico al Civico e l’elezione: dopo essere passato da direttore sanitario a commissario dell’azienda, infatti, nel 2012 Rosario Crocetta gli aveva preferito Giovanni Migliore per la guida dell’ospedale proponendogli la poltrona di direttore amministrativo.
Pullara optò per il gran rifiuto, “reagendo senza bavagli e timori e con carte alla mano alle ingiuste accuse mossegli per giustificare il defenestramento”, come raccontava di sè durante la campagna elettorale per le Regionali. Condotta appunto nella ridotta di Agrigento, dove Pullara era tornato: all’Asp, da dirigente del provveditorato, e nella sua Licata, dove aveva assunto alcune posizioni sulla lotta all’abusivismo che l’avevano fatto finire nell’occhio del ciclone.
L’anno scorso, parlando con Repubblica, aveva persino proposto di dare il via libera alle costruzioni in riva al mare, e all’Ars aveva proposto una controversa norma blocca-ruspe che avrebbe fermato anche la demolizione di una sua proprietà .
Proposta ritirata, alla fine, e bufera scampata. Salvato, soprattutto, il posto nella sala dei bottoni della maggioranza che sostiene Nello Musumeci: all’Ars, infatti, Pullara guida il gruppo dei Popolari-Autonomisti, la formazione nata dalla fusione elettorale fra il Cantiere popolare di Saverio Romano e Totò Cuffaro, il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo e Idea Sicilia di Roberto Lagalla. Un partito che esprime addirittura tre assessori, un quarto della giunta Musumeci.
“I siciliani – dice così il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, stuzzicando il governatore – si attendono la costituzione di parte civile della Regione Siciliana, insieme ad ogni utile provvedimento per contrastare la corruzione sistemica che affligge la sanità  pubblica della nostra regione. Ho già  dato mandato agli uffici legali della Città  e della città  Metropolitana di Palermo di procedere alla costituzione di parte civile per i danni prodotti da questo gravissimo sistema di corruzione”.

(da “La Repubblica“)

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PALERMO, ARRESTATO PER CORRUZIONE IL MANAGER ANTI-TANGENTI: LA MAZZETTA DEL 5% PER GLI APPALTI DELLA SANITA’, 10 ARRESTI

Maggio 21st, 2020 Riccardo Fucile

INDAGATO VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITA’ DEL CENTRODESTRA

Per anni ha vissuto sotto scorta, dopo aver denunciato affari e tangenti nella sanità  siciliana, adesso è lui accusato di corruzione e stamattina è finito agli arresti domiciliari. Antonino Candela, l’ex manager dell’Asp 6 di Palermo e attuale coordinatore per l’emergenza coronavirus in Sicilia, è uno dei dieci arrestati di una maxi inchiesta della procura e del comando provinciale della Guardia di finanza di Palermo che ha svelato un sistema di mazzette attorno a quattro appalti della sanità  siciliana.
Gare, per un valore di 600 milioni di euro, che sono state aggiudicate dal 2016 in poi dalla “Centrale unica di committenza della Regione” e dall’Asp 6, per la fornitura e la manutenzione di apparecchiature elettromedicali e per servizi di pulizia. Candela è accusato di avere intascato in più tranche una mazzetta da 260 mila euro dagli imprenditori che hanno gestito uno di quegli appalti.
Sono intercettazioni choc quelle che lo hanno portato in manette. Diceva: “Ricordati che la sanità  è un condominio, io sempre capo condominio rimango”. Il gip ricorda: “Si atteggiava a strenuo paladino della legalità “, ma quello che è emerso invece dall’indagine è una “pessima personalità “.
Un vero e proprio terremoto giudiziario, che secondo l’accusa avrebbe avuto due centri di potere: uno legato a Candela e all’imprenditore Giuseppe Taibbi, anche lui ai domiciliari per aver fatto da tramite con gli imprenditori per la consegna del denaro; l’altro, gestito da Fabio Damiani, ex responsabile della Centrale unica di committenza della Regione, oggi dirigente generale dell’Asp 9 di Trapani, che è invece finito in carcere, come il suo faccendiere di riferimento, l’imprenditore Salvatore Manganaro.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e condotta dal nucleo di polizia economico finanziaria guidato dal colonnello Gianluca Angelini, coinvolge anche manager di aziende molto note del settore delle forniture sanitarie.
Indagato a piede libero il deputato regionale Carmelo Pullara, eletto nella lista “Idea Sicilia popolari e autonomisti Musumeci presidente”, oggi è componente della commissione regionale antimafia e vice presidente della commissione sanità : è accusato di turbativa d’asta, avrebbe sollecitato Damiani ad aiutare una ditta, in cambio il manager gli avrebbe chiesto aiuto per la sua nomina.
Ai domiciliari sono andati invece Francesco Zanzi, amministratore delegato di “Tecnologie sanitarie spa”; Roberto Satta, responsabile operativo della società ; Angelo Montisanti, responsabile operativo per la Sicilia di “Siram spa”; Crescenzo De Stasio, direttore Unità  business centro sud di Siram; poi Salvatore Navarra, presidente del consiglio di amministrazione di “Pfe spa”; e il faccendiere Ivan Turola.
Il gip Claudia Rosini ha invece imposto il divieto di “esercitare attività  professionali e imprenditoriali” a Giovanni Tranquillo, ritenuto referente occulto di alcune società  e a Giuseppe Di Martino, componente di una commissione di gara.
Le accuse
L’inchiesta dei sostituti procuratori Giacomo Brandini e Giovanni Antoci contesta a vario titolo le accuse di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità , istigazione alla corruzione, rivelazione di segreto di ufficio e turbata libertà  degli incanti.
Al centro dell’indagine, due appalti banditi dall’Asp 6: “Gestione e manutenzione di apparati elettomedicali” (17 milioni 635 mila euro) e “Fornitura vettori energetici, conduzione e manutenzione impianti tecnologici” (126 milioni 490 mila euro); altri due appalti banditi dal “Cuc”, “Servizi integrati manutenzione apparechi elettromedicali” (202 milioni 400 mila euro) e “Servizi di pulizia per gli enti del servizio sanitario regionale” (227 milioni 686 mila euro).
Le intercettazioni hanno sorpreso passaggi di denaro in contante, ma le mazzette sarebbero state mimetizzate anche attraverso complesse operazioni contabili instaurate fra le società  aggiudicatarie degli appalti e una galassia di imprese riconducibili ai faccendieri ritenuti legati ai manager.
Dice il generale Antonio Quintavalle Cecere, comandante provinciale della Guardia di finanza di Palermo: “Le spregiudicate condotte illecite garantivano l’applicazione di un tariffario che si aggirava intorno al 5 per cento del valore della commessa aggiudicata”.
Probabilmente, l’inchiesta ha scoperchiato solo la punta di un iceberg: “Il quadro emerso è a dir poco allarmante – spiega il colonnello Angelini – la gestione degli appalti pubblici della sanità  siciliana appare affetta da una corruzione sistemica con il coinvolgimento, con compiti e ruoli diversi di funzionari e dirigenti pubblici infedeli, faccendieri e imprenditori senza scrupoli disposti a tutto pur di aggiudicarsi appalti milionari”.
Il sistema della spartizione
Per gli specialisti anticorruzione del Gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia economico finanziaria, “gli operatori economici vincitori delle gare, importanti società  a livello nazionale, erano consapevoli e partecipi alle dinamiche criminali, dalle quali traevano un vantaggio che avrebbe remunerato nel tempo il pagamento delle tangenti”.
I gruppi di potere erano due, ma avrebbero avuto lo stesso schema illecito: era l’imprenditore interessato all’appalto ad avvicinare il faccendiere che faceva da interfaccia con i due manager; raggiunto l’accordo, la società  faceva la sua offerta pilotata. Le intercettazioni raccontano di buste sostituite durante le gare, di punteggi attribuiti illegittimamente, di informazioni riservate che circolavano con troppa facilità .

(da agenzie)

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L’ALLEATA TEDESCA DI SALVINI: “AIUTI ALL’ITALIA? NO, SIETE AVIDI”

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

ALICE WEIDEL, LEADER DI AFD, DIMOSTRA LA SOLIDARIETA’ DEI SOVRANISTI TEDESCHI VERSO IL NOSTRO PAESE

Ecco gli alleati di Salvini, eccoli i sovranisti con cui l’ex ministro dell’Interno avrebbe voluto fare tandem.
Arriva da Alice Weidel, numero uno del partito di destra AfD , nonchè alleata della Lega di Matteo Salvini al Parlamento europeo, un attacco durissimo al piano di aiuti contro la crisi del coronavirus da 500 miliardi.
Secondo la Weidel la cancelliera Angela Merkel “si è inginocchiata di fronte all’avidità  della Francia e dei Paesi del Sud Europa iper-indebitati”. Saremmo dunque noi gli avidi, l’Italia.
Per Weidel, il piano del duo Merkel-Macron rappresenta “la rottura di una diga, che mette sottosopra il diritto vigente”. Il riferimento è al fatto che, a differenza delle misure Ue varate finora (su tutti il Mes), l’accordo franco-tedesco (che comunque resta al momento solo una proposta) non prevede prestiti, ma aiuti a fondo perduto che verrebbero finanziati principalmente con l’emissione di titoli di debito garantiti dal bilancio dell’Unione europea e che andrebbero principalmente ai Paesi più colpiti dal coronavirus.
Come spiega Today, “vengono meno due tabù del fronte dell’austerity, di cui fanno parte l’AfD e un pezzo importante del partito della stessa Merkel, ossia il trasferimento di risorse da un Paese all’altro dell’Ue e l’emissioni di bond comuni (anche se non siamo ancora agli eurobond che chiedeva l’Italia).
Proprio l’Italia, secondo quanto scrivono diversi media europei, dovrebbe essere il maggiore beneficiario di questo nuovo fondo (che potrebbe chiamarsi Recovery instrument, secondo la definizione che sembra più apprezzare la Commissione europea)”.
E questo non piace all’amica di Salvini Alice Weidel, che punta a conquistare i consensi nel campo del centrodestra a scapito della Merkel cavalcando i cavalli di battaglia dell’austerity.

(da agenzie)

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INDOVINATE CHI SI OPPONE AGLI AIUTI A FONDO PERDUTO ALL’ITALIA: GLI AMICI SOVRANISTI DELL’EST DI SALVINI E MELONI

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

NON SOLO I 4 PAESI DEL NORD, NOTORIAMENTI RIGORISTI, MA ANCHE UNGHERIA, POLONIA E SLOVACCHIA CHE TEMONO DI PERDERE I FONDI CHE SUCCHIANO ALLA UE SENZA MAI COLLABORARE

A due giorni dalla presentazione, il piano franco-tedesco su un ‘recovery fund’ fatto di 500 miliardi di sussidi ai paesi più colpiti dall’epidemia non fa il pieno di applausi in Europa.
Oltre ai paesi cosiddetti ‘frugali’ – i meno generosi con il bilancio europeo pronti a presentare un loro contro-piano – anche nell’est Europa si mettono in fila per criticare Parigi e Berlino.
Ungheria, Polonia, Slovacchia temono di perdere i loro ‘cari’ fondi europei a vantaggio dei paesi più colpiti dalla pandemia, come l’Italia o la Spagna che a loro volta vorrebbero invece rendere “più ambiziosa” la proposta della cancelliera tedesca e del presidente francese.
Lo ribadisce oggi il capo del governo Giuseppe Conte in una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Intanto, i ‘frugali’, cioè Austria, Olanda, Danimarca e Svezia, annunciano una loro contro-proposta per i prossimi giorni.
Il cancelliere austriaco Sebastian Kurz insiste sul fatto che le risorse non dovranno essere erogate sotto forma di sussidi a fondo perduto, bensì come prestiti che ogni Stato membro dovrà  ripagare.
Il premier olandese Mark Rutte usa toni più dimessi, l’arringa contro Parigi e Berlino è molto austriaca. Anche perchè il governo de L’Aja era a conoscenza del piano franco-tedesco: Angela Merkel si era preoccupata di avvertire l’Olanda.
Ma oggi parla anche Rutte, associandosi alla elaborazione di un contro-piano rispetto a quello franco-tedesco, insistendo sul fatto che i paesi che beneficeranno dei soldi dovranno impegnarsi su un programma di riforme strutturali per far scendere il debito.
In sostanza, nella loro contro-proposta, i nordici chiederanno: prestiti e riforme, le due condizioni per tenere a freno il debito dei paesi più deboli dell’Ue, i due paletti più temuti dai paesi del sud.
Il punto è che i quattro ‘frugali’ non sono isolati in Europa.
Anche l’est non festeggia per la proposta di Merkel e Macron. Incredibilmente, anche l’Ungheria del nazionalista Viktor Orban preferisce la modalità  del prestito, piuttosto che le sovvenzioni a fondo perduto.
A Budapest si teme che la Commissione riduca i fondi europei, dai quali i paesi dell’est dipendono quasi totalmente, per privilegiare il pagamento ai creditori che acquisteranno i bond comuni. Bond che serviranno a finanziare il ‘recovery fund’.
Sulla stessa linea anche la Polonia. Insomma, il timore è che avere un pil basso, finora condizione infelice ma privilegiata per l’accesso ai fondi, non sia più una priorità  in tempi di pandemia. A est la paura è di essere ‘superati’ dai paesi più colpiti dal virus.
Ma il lavoro di Parigi e Berlino resta comunque la base di una trattativa che fino a tre giorni fa non aveva nulla che fosse nero su bianco. Fino a mercoledì, quando von der Leyen presenterà  la proposta della Commissione, andrà  avanti la trattativa, ogni Stato con i suoi paletti da piantare.
Da parte sua, Conte chiede che si vada oltre i 500 miliardi previsti dal piano Merkel-Macron e si fa scudo della risoluzione approvata il 15 maggio scorso a larghissima maggioranza dall’Europarlamento, nella quale si chiede un fondo di ripresa di mille miliardi, per la maggior parte in sovvenzioni a fondo perduto invece che prestiti, alimentato da bond comuni e inserito in un bilancio europeo arricchito da “risorse proprie” per l’Ue.
Cioè tasse sulla plastica, sui servizi digitali (sospese però in Italia). Un’ipotesi allo studio della Commissione che potrebbe così smussare le criticità  sul debito che verrebbe accumulato dall’Ue per costituire il nuovo fondo di ripresa.

(da “Huffingtonpost”)

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BUFFET VIETATI IN TUTTA ITALIA, MA NON PER L’EVENTO DELLA REGIONE LIGURIA CON TOTI E BUCCI: IL CLAMOROSO SCIVOLONE SOVRANISTA

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

IL RINFRESCO ILLEGALE CON IL SINDACO CHE PRENDE LE   PIZZETTE CON LE MANI E SENZA PROTEZIONE… LE REGOLE NON SONO UGUALI PER TUTTI?

Non è passato inosservato il buffet organizzato al primo piano dell’Albergo dei Poveri in occasione dell’inaugurazione del primo lotto dei lavori di riqualificazione alla presenza del governatore Toti, del sindaco Bucci e di vari assessori delle rispettive giunte.
Dopo la conferenza stampa indetta dall’Asp Emanuele Brignole e il classico taglio del nastro, è partito il rinfresco con tartine, pizzette, fave fresche e salame come nella migliore tradizione ligure.
Le linee guida approvate dalla conferenza delle Regioni — e quindi anche dal presidente Toti — specificano tuttavia che “la consumazione a buffet non è consentita” e che la norma si applica, come tutte le altre, a “ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande,   quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività  ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonchè per l’attività  di catering“.
“Nella notte sono stati liberalizzati i buffet? C’è una nuova ordinanza di Toti e Bucci che dà  il via libera ai cocktail rinforzati? O le regole valgono solo per alcuni? — attacca il Pd in una nota — Questa mattina, alla cerimonia di inaugurazione dei lavori di restauro dell’Albergo dei Poveri, i presenti abbiano banchettato in spregio alle ordinanze anti contagio, prelevando senza guanti e mascherine da cabaret di focaccia e cesti di patatine”.
E in effetti, come documentano le nostre immagini, il personale del catering maneggiava il cibo solo con gli strumenti di servizio e offrendo piattini di plastica agli ospiti, ma qualcuno — a partire dal sindaco Bucci, che ha dato il via al pranzo — ha prelevato dai vassoi a mani nude
“Il tutto, mentre bar e ristoranti dopo due mesi di chiusura sono costretti a rispettare regole rigidissime per la consumazione di cibi al banco e al buffet. Ma allora quali sono le regole in vigore? — si chiede ancora il Pd — Dalle istituzioni pretendiamo serietà  e attendiamo chiarezza”.

(da agenzie)

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LA REGIONE ABRUZZO AUMENTA GLI STIPENDI DEI DIRETTORI GENERALI: AI SOVRANISTI STANNO A CUORE GLI INDIGENTI

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

MENTRE TANTI CITTADINI FATICANO A RIPARTIRE LA GIUNTA SOVRANISTA REGALA OLTRE 10.000 EURO A TESTA A OTTO DIRIGENTI APICALI

La Giunta regionale ha aumentato le retribuzione di posizione annuale degli otto direttori regionali e del direttore generale dagli attuali circa 55mila euro a 66mila e fino a 69mila “nei casi di particolare merito”.
Lo fa sapere con una nota il consigliere regionale del M5S Domenico Pettinari che parla “di uno schiaffo, l’ennesimo, agli abruzzesi in difficoltà  attuato dalla maggioranza di centrodestra con la delibera 273 del 2020”.
“Mentre gli abruzzesi faticano a ripartire, arriva un altro privilegio targato Lega, Fdi e Fi — denuncia Pettinari -. Ci avevano già  provato ad aprile ma poi, a seguito anche delle nostre denunce, avevano fatto marcia indietro e un componente della Giunta, che avevo personalmente contattato, mi aveva rassicurato sul fatto che quel punto sarebbe stato cancellato e non riproposto. A distanza di un mese ci riprovano, a dimostrazione che le promesse di una certa politica valgono come una moneta da 5 euro”.
Pettinari chiede la revoca: “sono estremamente deluso, per me una parola data è un impegno preso. Avevo preso l’impegno che su questo tema, come su tutti gli altri del resto, non avremmo fatto sconti a nessuno. Per questo voglio denunciare quanto accaduto e chiedo l’immediata rettifica della Delibera 273/2020 che aumenta la Retribuzione di posizione annuale dei direttori”.
La retribuzione di posizione annuale è una delle tre voci che costituisce il compenso dei direttori “che, a seconda di criteri di valutazione sul lavoro svolto, verrà  aumentata da circa 55 mila euro l’anno (anche meno per valutazioni più basse) a circa 66 o addirittura a circa 69mila euro annuali nel caso di particolare merito”.
“In un momento così difficile per tutti gli abruzzesi, in cui l’economia è appesa a un filo, questi aumenti sono inaccettabili”

(da agenzie)

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ROTONDI, VICE-PRESIDENTE DEL GRUPPO DI FORZA ITALIA ALLA CAMERA, ATTACCA: “A CHE SERVE IMBOSCARCI TRA I SOVRANISTI?”

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

“LA SCELTA DI ANDARE IN PIAZZA CON LORO E’ SBAGLIATA, NOI SIAMO UNA FORZA EUROPEISTA E POPOLARE ALTERNATIVA AL SOVRANISMO”

Fa bene la cosiddetta anima liberale del centro-destra a inseguire gli estremisti di destra nelle loro sceneggiate?
“Mi spiace ma la decisione di Fi di andare in piazza il 2 Giugno è sbagliata e cancella gli sforzi sovrumani di Berlusconi, al quale si deve la risalita nei sondaggi. L’elettorato premia la differenza, non l’omologazione: a che serve imboscarci tra i sovranisti? E’ in arrivo una legge elettorale tutta proporzionale:davvero qualcuno pensa che i voti ce li daranno Salvini e Meloni? La mistica del centrodestra unito appartiene a un’altra stagione politica, in questa dobbiamo declinare con forza l’identità  di una forza europeista e popolare, alternativa alla sinistra al sovranismo e al populismo. Oggi alle 14,30 via zoom si riunirà  la federazione dei partiti dc e chiederò con forza che i dc si facciano sentire di più”.
Così Gianfranco Rotondi presidente della fondazione Dc e vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera.

(da agenzie)

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