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IL VIDEO CHE INCASTRA LA GUARDIA COSTIERA MALTESE: “COSI’ MALTA HA RIFORNITO DI CARBURANTE IL GOMMONE E HA INDIRIZZATO I MIGRANTI VERSO L’ITALIA”

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

L’INCHIESTA DEL GUARDIAN E DI AVVENIRE DIMOSTRA UNA GRAVE VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE DA PARTE DELLE AUTORITA’ MALTESI

In un primo momento il sindaco della cittadina siciliana aveva ipotizzato che fossero stati i trafficanti libici a trasferire i migranti da una nave madre a dei gommoni per aggirare i porti chiusi. Ma secondo un’inchiesta del Guardian e di Avvenire la responsabilità  sarebbe delle forze armate maltesi
In un video si vede un’imbarcazione delle Forze armate maltesi circolare nervosamente attorno a un gruppo di persone, spingendole verso un gommone di plastica. Dietro a quelle immagini, diffuse sui social da Alarm Phone, la rete di sostegno indipendente per i migranti che cercano di attraversare il Mediterraneo, c’è un’accusa precisa: Malta avrebbe respinto un centinaio di persone, arrivate nelle sue acque territoriali ad aprile, fornendo loro carburante e indirizzandoli verso l’Italia.
Il caso risale all’8 aprile quando un gruppo di 101 migranti lasciò la Libia per dirigersi verso l’Europa su un gommone. L’arrivo nelle acque territoriale maltesi sarebbe avvenuto l’11 aprile. La stessa imbarcazione arrivò successivamente a Pozzallo in Sicilia il 12 aprile dove finalmente fu accolta. In un primo momento il sindaco della cittadina siciliana aveva ipotizzato che i migranti fossero stati trasferiti da una nave madre su dei gommoni dai trafficanti libici, lasciandoli così nelle acque territoriali italiane.
Secondo l’inchiesta condotta dal Guardian nel Regno Unito e da Avvenire in Italia, con il sostegno di Alarm Phone, il cambio di rotta sarebbe avvenuto invece in punta di fucile. «Quando la nave militare si è avvicinata e ci ha minacciato con le armi, dicendo che dovevamo tornare in Libia, molti si sono buttati in acqua perchè nessuno voleva tornare indietro», racconta uno dei sopravvissuti.
La guardia costiera italiana, interpellata dai due quotidiani, ha detto di non aver ricevuto da Malta alcun avvertimento o notifica a riguardo.
Emerge così un ulteriore dettaglio nella partita a scacchi tra vari paesi europei per il salvataggio e l’accoglienza dei migranti e dei profughi provenienti dalla Libia.
Nei giorni tra il 10 e il 13 aprile l’imbarcazione in questione non era stata l’unica a contattare Alarm Phone. Con i porti ufficialmente chiusi in Italia e a Malta per via dell’epidemia di Coronavirus, sono aumentati i respingimenti e, conseguentemente, anche i naufragi.
In quei giorni una nave con a bordo 63 migranti, rinviata illegalmente in Libia tra il 14 e il 15 aprile, rientrò a Tripoli con 5 cadaveri a bordo e dopo aver perso altre 7 persone in mare.

(da Open)

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I 70 GIORNI DA VOLONTARIO DEL CAMPIONE DELLA NAZIONALE ITALIANA DI RUGBY MAXIME MBANDA’: “HO TRASPORTATO PIU’ DI CENTO PAZIENTI, LA SERA PIANGEVO”

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

SULLE AMBULANZE DELLA CROCE GIALLA DI PARMA: “NON CONTANO SOLO I SOLDI NELLA VITA, QUESTA ESPERIENZA TI SEGNA, RIFAREI TUTTO”

“Sono stati i 70 giorni più impegnativi della mia vita. Ho trasportato più di 100 pazienti, fatto turni massacranti, pranzavo alla sera, perchè non potevo togliermi quella tuta per non rischiare di contagiarmi finchè non venivo sanificato. Mi sono fatto una promessa prima di entrare per la prima volta su un’ambulanza e ho cercato di rispettarla”.
Maxime Mbandà , 27enne terza linea delle Zebre e della Nazionale, è tornato ad allenarsi alla Cittadella di Parma ma la sua esperienza da volontario della Croce Gialla durante l’emergenza coronavirus l’ha segnato.
“Durante il periodo più intenso ho pianto la sera – ha scritto sui social il rugbista nato a Roma – sfogandomi per quello che vedevo durante il giorno ed a cui non ero abituato, non riuscivo a prendere sonno la notte nonostante fossi distrutto e mi sono ritrovato anche a svegliarmi alle 3 del mattino tutto bagnato per poi scoprire che mi ero fatto la pipì addosso. Quella tuta è stata così tanto la mia seconda pelle in questi due mesi che una volta dopo ore di servizio (e per fortuna avevo finito l’ultimo trasporto della giornata) non sono riuscito a trattenermi e me la sono fatta sotto, di nuovo”.
“Pensavo di avere problemi, stavo vivendo una seconda infanzia in pratica, ma semplicemente non stavo rispettando il mio corpo. Volevo essere in servizio il più possibile e mi sentivo addirittura in colpa quando non ero in Croce Gialla ad aiutare gli altri volontari. Detto questo, rifarei tutto dall’inizio. Anzi, ho ammesso più   volte in questo periodo di essermi pentito di non aver iniziato prima e consiglierò d’ora in poi a chiunque di provare a svolgere dei servizi di volontariato e di cercare di percepire le emozioni che lascia, che sono imparagonabili con qualsiasi altra esperienza. E’ giusto pensare ai soldi e alla sopravvivenza nella vita, ma fare qualcosa senza pensare a una retribuzione ma facendola partire dal cuore ha un sapore che per me è paragonabile a quello di un tiramisù, il mio dolce preferito. E spero che, chiunque mai si possa trovare a bussare alla porta di un’associazione, trovi dall’altro lato delle persone splendide – ha concluso Mbandà  – che lo accolgano come una persona di famiglia, come è stato per me qui in Seirs Croce Gialla a Parma”.

(da agenzie)

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IL DISASTRO DI SALVINI: “TOGLIENDO LA PROTEZIONE INTERNAZIONALE AI PROFUGHI, HA SOLO FATTO AUMENTARE GLI IRREGOLARI”

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA NEL RAPPORTO ANNUALE DEL CENTRO ASTALLI

Abolizione della protezione umanitaria, aumento dei migranti irregolari, crisi del circuito d’accoglienza. E poi, carceri libiche al collasso, torture, crollo degli arrivi. Il 2019 rischia di passare alla storia come l’annus horribilis dell’immigrazione. A denunciarlo è l’ultimo rapporto annuale del Centro Astalli.
Oltre 20mila migranti assistiti.
Il rapporto descrive un anno, il 2019, al fianco di rifugiati e richiedenti asilo con dati e statistiche sui servizi offerti alle 20mila persone incontrate (di cui 11mila solo a Roma).
E mostra come «le politiche migratorie, restrittive, di chiusura, se non addirittura discriminatorie, che hanno caratterizzato l’ultimo anno, acuiscono precarietà  di vita, esclusione e irregolarità , rendendo l’intera società  più vulnerabile».
Libia, torture e carceri.
Nel 2019, 11.471 migranti sono approdati in Italia (facendo registrare un calo di oltre il 50% rispetto al 2018 e del 90% in relazione al 2017). «Abbiamo più volte denunciato — scrivono i curatori del rapporto — anche con le organizzazioni del Tavolo Nazionale Asilo, che la diminuzione degli arrivi è soprattutto legata all’incremento delle operazioni della Guardia costiera libica: nell’ultimo anno 8.406 persone intercettate nel Mediterraneo sono state riportate in Libia e lì detenute in condizioni che le Nazioni Unite definiscono inaccettabili.
Circa il 35% dei pazienti che si sono rivolti al SaMiFo (struttura sanitaria regionale, ndr) è risultato vittima di tortura o maltrattamenti, di tratta, di mutilazioni genitali femminili e portatore di disturbi post-traumatici.
Nell’ascolto delle storie personali è emersa in maniera drammatica la rappresentazione dei centri di detenzione libici: luoghi fortemente traumatizzanti, dove torture e violenze di ogni tipo vengono esercitate quotidianamente su uomini e donne inermi, lasciando profonde ferite nei corpi e nelle menti».
Gli effetti dei decreti sicurezza.
In tutti i servizi del Centro Astalli si sono fatti sentire gli effetti dell’entrata in vigore dei decreti sicurezza. «L’abolizione della protezione umanitaria, il complicarsi delle procedure per l’ottenimento di una residenza e dei diritti che ne derivano, e più in generale il moltiplicarsi di oneri burocratici a tutti i livelli, escludono un numero crescente di migranti forzati dai circuiti dell’accoglienza e dai servizi territoriali.
La richiesta di servizi di bassa soglia (mensa, docce, vestiario, ambulatorio) è alta in tutti i territori. Oltre 3mila utenti hanno usufruito della mensa di Roma: tra loro ben il 35% è titolare di protezione internazionale.
Sono persone che, uscite dall’accoglienza assistita, sono state costrette a rivolgersi nuovamente alla mensa in mancanza di alternative. Il centro diurno a Palermo ha accolto 850 nuovi utenti. A Trento per far fronte ai tagli ai servizi sociali è nato il progetto una Comunità  Intera, un servizio di accoglienza e assistenza a cui si sono rivolti oltre 250 richiedenti asilo e rifugiati senza dimora. Tra gli utenti dell’ambulatorio di Roma è aumentata la presenza di donne migranti, soprattutto somale e nigeriane, arrivate di recente in Italia. Molte di loro, pur essendo portatrici di vulnerabilità  importanti, sono escluse dai circuiti di accoglienza e vivono in condizioni di grave marginalità , con ripercussioni sulla loro salute».
Addio protezione umanitaria.
«Nel 2019 è aumentato il numero di accessi al centro d’ascolto di Roma (+29%), soprattutto da parte di persone che, con l’abolizione della protezione umanitaria, si sono trovate all’improvviso nella condizione di poter perdere il permesso di soggiorno. Rispetto all’anno scorso, gli utenti che si sono rivolti al servizio sprovvisti di documenti validi sono notevolmente aumentati (+79%). Non solo.
Circa i due terzi delle persone che si sono rivolte all’ambulatorio nel 2019 non risulta iscritta al Servizio Sanitario Nazionale: nella maggior parte dei casi si tratta di migranti che vivono in Italia da tempo, ma che per difficoltà  relative alla residenza o al titolo di soggiorno non sono riuscite ad accedere, o hanno perso l’accesso, all’assistenza sanitaria pubblica».

(da agenzie)

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NELLA LISTA DI TWITTER DEI MAGGIORI DIFFUSORI DI BUFALE SUL CORONAVIRUS SPICCANO CINQUE ITALIANI

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

NELLO STUDIO DI NEWGUARD, L’AZIENDA CHE ANALIZZA LE FAKE-NEWS, SPICCANO IL SOVRANISTA MELUZZI, LA LEGHISTA RAMETTA, I GRILLINI MESSORA E LANNUTTI

Più di mezzo milione di persone coinvolte e una serie di account che su Twitter propagano disinformazione in maniera seriale fra Francia, Italia e Germania.
NewsGuard, l’azienda americana fondata da giornalisti che censisce e analizza i siti di informazione stabilendone il grado di affidabilità , ha rintracciato sedici account che funzionano da “super diffusori” di fake news sul coronavirus, cinque dei quali sono italiani.
Nel loro insieme raggiungono circa 616.600 persone, che a loro volta possono aver propagato ulteriormente le informazioni false tramite i propri account.
Tutti i messaggi riportati sono stati pubblicati dopo il 18 marzo, giorno in cui il social network ha annunciato ulteriori sforzi per arginare il problema della disinformazione.
In due casi, uno in Francia e uno in Germania, si tratta di account verificati da Twitter, dunque l’identità  del titolare è stata confermata.
Altri invece sono profili che già  in passato si erano distinti nel disseminare notizie fasulle. Il sito tedesco Compact-Magazin aveva ad esempio pubblicato teorie del complotto sull’11 settembre, mentre il francese Egalite Et Reconciliation, di estrema destra, aveva condiviso disinformazione sulla guerra civile in Siria.
In Italia brilla Alessandro Meluzzi con un pubblico di oltre 70 mila persone. Ex parlamentare di Forza Italia, ma in realtà  dagli anni Settanta ha militato praticamente in ogni schieramento politico partendo dal Partito Comunista Italiano e finendo in Fratelli d’Italia, nella sua biografia si definisce “Medico Psichiatra, psicologo e psicoterapeuta, criminologo. Docente di Psichiatria forense”. Non solo: è primate della Chiesa Ortodossa Italiana Autocefala Antico-Orientale, un ramo non riconosciuto dalle altre chiese ortodosse nel quale Meluzzi veste i panni di arcivescovo con il nome di Alessandro I.
In un Tweet del 16 aprile, ha pubblicato un link a un video contenente una parte dell’intervista allo statunitense Shiva Ayyadurai, noto per le sue teorie strampalate e per aver sostenuto di essere l’inventore della email.
Ayyadurai in quel filmato spiega che il Covid-19 è opera di organi deviati dello Stato e che lo si può combattere stando al sole o prendendo la vitamina D. Ancora il 9 maggio Meluzzi ha invece promosso un’altra intervista, stavolta alla No Vax statunitense Judy Mikovit: l’origine della pandemia sarebbe in un vaccino antinfluenzale del 2013.
Anche Byoblu in Italia ha più di 70 mila follower. E’ il sito del blogger Claudio Messora che il il 19 marzo ha pubblicato il parere di Stefano Montanari, divulgatore scientifico di riferimento per i movimenti No Vax, secondo il quale “le persone sane non subiscono assolutamente nessun danno da questo virus” e “la mortalità  è bassissima, probabilmente addirittura inesistente”. Il 12 maggio, Messora riprende un altro messaggio di Montanari: “Il coronavirus è una bufala. Se fosse stato curato correttamente sarebbe passato inosservato”.
Con Patrizia Rametta, coordinatrice regionale della Lega in Sicilia, scendiamo a 37mila seguaci. Ma i contenuti sono sostanzialmente gli stessi iniziando da un grande classico: “Bill Gates ha il brevetto del Corona Virus già  da prima della pandemia”.
E’ seguita da Cesare Sacchetti, autore del blog LaCrunaDellAgo.net, che ha dichiarato: “Le email hackerate da USA confermerebbero fatti gravissimi. Il coronavirus sarebbe stato modificato in laboratorio con l’HIV per essere rilasciato intenzionalmente. Tutto questo per arrivare ad un obiettivo: il microchip di Bill Gates e Rockefeller”.
Infine Elio Lannutti, senatore del Movimento 5 Stelle, 24 mila seguaci e la certezza che “la vitamina C per via endovenosa può aiutare a curare la polmonite e prevenire la replicazione virale”.

(da agenzie)

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LA FACCIA DI FICO QUANDO DAMILANO DICE CHE CI SONO COMPAGNI DI CLASSE DI LUIGI DI MAIO OVUNQUE

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA CAMERA CAMBIA DISCORSO E PARLA DELLA RIFORMA DELLA RAI

Ieri sera Roberto Fico è stato ospite di Giovanni Floris a Di Martedì.
Tra le tante questioni che sono state affrontate durante la trasmissione andata in onda su La7 c’è stata anche quella che riguarda le nomine e la cosiddetta ‘lottizzazione’ delle poltrone.
A muovere la critica più accesa è stato il direttore de L’Espresso Marco Damilano che, mentre il presidente della Camera parlava delle nomine Rai, ha detto che ci sono compagni di classe di Di Maio ovunque.
«Le poltrone, presidente? Siete campioni della lottizzazione in questo momento», ha detto Marco Damilano rivolgendosi direttamente a Roberto Fico che, però, ha negato spostando l’attenzione sulle nomine Rai e sul riassetto della televisione pubblica.
Allora, il giornalista de L’Espresso, alza il tiro: «C’è un compagno di classe di Di Maio, praticamente, in tutti gli enti pubblici».
La richiesta di chiarimento su questo tema, però, è andata perduta.
Roberto Fico, infatti, tira dritto e prosegue nel suo discorso sulla televisione pubblica: «Mi lasci dire, la Rai ha bisogno di una riforma di sistema assoluto. Lo dico da Presidente prima della Commissione di Vigilianza e ora da Presidente della Camera. Ne ha assoluto bisogno».
Insomma, la domanda di Marco Damilano non ha trovato alcuna risposta e il tema dei compagni di classe di Di Maio — come citati dal direttore de L’Espresso — è finito nell’aere perso dello studio di Di Martedì.

(da “NextQuotidiano”)

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POLIZIA ANTI-MOVIDA: GABRIELLI COSTRETTO AD EMANARE UNA CIRCOLARE PER LA MASSIMA VIGILANZA CONTRO GLI ASSEMBRAMENTI

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

L’APPELLO DEL VIROLOGO PREGLIASCO: “RAGAZZI, NON ROVINIAMOCI L’ESTATE”

La movida mette a rischio la ripresa, c’è bisogno di controlli per scoraggiare party e apericena e scatta “il divieto di assembramento”.
In una circolare inviata ai questori di tutta Italia il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha garantito “massimo impegno” nel controllo del territorio per contrastare mafie, criminalità  diffusa e assicurare, allo stesso tempo, “il rispetto del divieto di assembramento”.
La movida, dunque, va fermata e i giovani che vogliono tornare alle abitudini pre Covid vanno chiamati alla responsabilità .
“Bisogna rivolgersi ai giovani – scandisce Massimo Ammaniti   – dicendo: “Capiamo la vostra esigenza, perchè dopo le restrizioni la loro reazione è comprensibile, ma dovete essere responsabili. Non pensate solo a voi, ma anche ai vostri genitori, ai vostri nonni”.
Chiamata alla responsabilità . I bollettini registrano il raddoppio del numero dei contagi (dai 451 di lunedì agli 813 di martedì), negli ultimi giorni sui social sono rimbalzate immagini e video di strade e piazze – da Padova a Palermo, passando per Ferrara e Bologna, per citarne alcuni – affollate da venti trentenni senza mascherina e con l’aperitivo in mano.
Per il celebre psicoanalista “quella dei giovani, che al termine della fase di chiusura, claustrofilica e claustrofobica, sono rientrati nell’agorà  dimenticando il contagio, negando rischi e problemi, con un atteggiamento, diciamo così, grandioso in parte giustificato dal fatto che sono meno colpiti dal virus, è una reazione comprensibile. Di liberazione, come un momento di iniziazione a una vita più libera”, ma certo non possiamo permetterci rischi. “Per questo è fondamentale chiamare i giovani alla responsabilità  – conclude Ammaniti – così come fare i controlli sui territori”.
“No movida, no party”. Il Covid-19 continua a circolare, “non è il tempo dei party e della movida, altrimenti la curva risale” ha sottolineato il premier Giuseppe Conte qualche ora fa, i sindaci delle città  in cui sono andati in scena gli assembramenti hanno minacciato nuove chiusure è così hanno fatto diversi presidenti di Regione – in testa Luca Zaia, del Veneto, e Attilio Fontana, della Lombardia – mettendo nel mirino spritz e apericena.
“C’è un problema di possibile riemersione del virus a prescindere dal caldo e se lavoriamo male ci roviniamo l’estate”, avverte il virologo Fabrizio Pregliasco, sottolineando la necessità  di continuare ad agire secondo “buon senso e attenzione”.
Controlli in calo. Quest’ultima da declinare anche in termini di sopralluoghi, verifiche e denunce necessari a impedire gli affollamenti e che, numeri alla mano, negli ultimi giorni registrano un calo, soprattutto per quel che riguarda i controlli sulle persone.
Dai dati pubblicati dal Ministero dell’Interno risulta, infatti, che ieri sono state controllate 127.392 persone (409 i sanzionati) e 54.223 attività  o esercizi. Il 18 maggio le persone controllate erano state 127.601 (608 sanzionate), mentre le attività  51.590.
Quello di ieri è il numero più basso dal primo maggio, quando le persone controllate erano state 241.786, con 7062 sanzionati. Dall’11 al 17 maggio le persone controllate sono state 1.056.487 (9876 i sanzionati) mentre nella settimana precedente – dal 4 al 10 maggio – i controlli sulle persone erano stati 1.355.687 (16.988 i sanzionati).
Sindaci in prima linea.
“Serve anche la collaborazione dei sindaci e delle associazioni di categoria sui territori, è chiaro che non possono fare tutto polizia e forze dell’ordine”, spiega una fonte dal Viminale. Questa la filosofia che sembra aver ispirato la nuova circolare, firmata dal capo di gabinetto, Matteo Piantedosi, diramata ieri sera dal Ministero dell’interno.
Nella quale si sottolinea che “il sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico, in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone”.
E per i controlli scenderanno in campo anche i vigili urbani. Responsabilità  dal vertice – gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali – alle estremità , dunque. Con l’obiettivo di “contribuire a rafforzare nei cittadini una consapevolezza diffusa dell’importanza di proseguire nell’adozione di comportamenti responsabili ed appropriati”. Siano essi anziani, adulti o giovani.

(da “Huffingtonpost”)

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SONDAGGIO PIEPOLI: IL GRADIMENTO DEL GOVERNO SALITO AL 62% CONTRO IL 36% DI GIUDIZI NEGATIVI (SEI MESI FA ERA L’OPPOSTO)

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

GRADIMENTO LEADER: MATTARELLA 70%, CONTE 65%, MELONI 31%, ZINGARETTI 29%, DI MAIO E SALVINI 27%, CALENDA 18%, BERLUSCONI 17%, RENZI 12%

Dagli ultimi sondaggi politici elettorali continuano ad arrivare segnali molto positivi per il governo e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che godono oggi di un livello di fiducia nettamente più elevato rispetto al periodo pre-Coronavirus.
L’ultima conferma di questa tendenza arriva da una rilevazione effettuata dall’Istituto Piepoli diffusa nel corso del programma di Raidue Povera Patria.
Dal sondaggio (con interviste realizzate tra il 14 e il 16 maggio) emerge che il gradimento dell’esecutivo raggiunge il 62 per cento contro il 36 per cento di giudizi negativi e il 2 per cento del campione che non ha un’opinione.
Nel dettaglio il 14 per cento degli intervistati ha detto di gradire “molto” il governo Conte, il 48 per cento ha risposto “abbastanza“, il 20 per cento “poco” e il 18 per cento “per nulla“.
A rendere particolarmente significativo le cifre è il confronto con l’esito di una simile rilevazione realizzata dallo stesso autore a fine 2019.
Lo scorso 25 novembre i rapporti di forza tra soddisfatti e insoddisfatti rispetto all’azione di governo erano praticamente invertiti, con il 36 per cento di giudizi positivi e il 63 di pareri negativi, e solo l’un per cento che non si esprimeva.
Appena l’8 per cento degli intervistati rispondeva “molto“, il 28 per cento “abbastanza“, il 31 per cento “poco” e il 32 “per nulla“.
Buoni segnali per il premier arrivano oggi anche dagli indici di gradimento dei principali leader.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella viene indicato al 70 per cento (dal 57 del 2 marzo scorso), Conte al 65 per cento (dal 46 di due mesi fa), Matteo Salvini al 27 per cento (dal precedente 32), Giorgia Meloni al 31 per cento (dal 33), Nicola Zingaretti al 29 per cento (dal 27), Luigi Di Maio al 27 per cento (dal 22), Silvio Berlusconi al 17 per cento (dal 16), Carlo Calenda al 18 per cento (dal 17) e Matteo Renzi al 12 per cento (dal 14).

(da agenzie)

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LA TRATTATIVA CON ITALIA VIVA: ARRIVA IL SEGNALE SULLA GIUSTIZIA, CONTE ASSICURA PRIORITA’ SU INFRASTRUTTURE E SEMPLIFICAZIONE

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

SI APRE LA PARTITA SULLE PRESIDENZE DI COMMISSIONE E RIMANE IL TEMA DI UN TERZO MINISTERO AI RENZIANI

“Tutto è bene quel che finisce bene” commenta un senatore di Italia viva appena Matteo Renzi ha finito di parlare, ha graziato Alfonso Bonafede, non ha aperto una crisi di governo. “Per ora”, aggiunge subito dopo.
Disinnescato l’ennesimo penultimatum al governo, tenuto fino alla dichiarazione di voto del leader di Italia viva sul filo del rasoio dei presunti voti determinanti del suo partito.
Decisivo il faccia a faccia di ieri tra Giuseppe Conte e Maria Elena Boschi, nascosto dai rispettivi staff attraverso i quali non è mai giunta conferma ufficiale.
La capogruppo di Italia viva è uscita molto soddisfatta, la trattativa si è sbloccata. E’ a quel punto che il premier ha deciso di sciogliere la personale riserva e sedersi nell’aula del Senato accanto al suo ex allievo e ministro della Giustizia.
Una mossa scenografica, certo, per ribadire il sostegno al suo Guardasigilli, sapendo già  di non rischiare più il collo. Ma anche un modo per riconoscere politicamente Renzi e il suo intervento, assicurandogli con la prossemica ancor prima che nei fatti il maggior riconoscimento politico richiesto.
Una trattativa complicata, giocata su più piani. Che si è sbloccata quando Conte, dopo essere stato in contatto costante con via Arenula, ha potuto assicurare alla plenipotenziaria di Renzi il segnale politico sulla giustizia tanto atteso.
“E’ fondamentale un processo dai tempi certi e ragionevoli”, ha spiegato Bonafede. Offrendo poco più che una bandiera bianca sulla prescrizione: “In maggioranza su questo tema ci siamo divisi, sarà  importante una commissione ministeriale per valutare l’efficacia della riforma, perchè la garanzie della difesa e la ragionevole durata dei processi dono due punti imprescindibili”.
Il passaggio significativo è arrivato subito dopo. Una delle accuse più puntute di Italia viva al ministro è stata nei mesi quella di perseguire un’agenda esclusivamente grillina. E dunque sulle riforme il Guardasigilli ha assicurato che è “consapevole che occorre un confronto con le forze della maggioranza costante e approfondito, e una leale collaborazione”. “Questo il passaggio fondamentale”, dice uno dei colonnelli Iv in presa diretta.
Ma i renziani hanno forzato la mano anche sull’agenda del governo. Non è ancora chiaro se Conte si acconcerà  a stilare un documento programmatico come richiesto dall’ex rottamatore.
Ma nell’incontro con la Boschi ha aperto a inserire come prioritarie una serie di questioni poste dal suo partito. Dal fisco alla scuola, passando soprattutto per infrastrutture e semplificazione burocratica, due temi fondanti del “piano shock” presentato da Italia viva e che saranno in gran parte recepiti nel prossimo decreto annunciato dal presidente del Consiglio. Oltre alla giustizia, ovviamente.
Gli interessati giurano e spergiurano che non sia stato elemento di trattativa, ma ha avuto un certo peso un’intesa di massima a considerare la sotto rappresentazione di Iv al governo con un riconoscimento nella prossima girandola delle presidenze di Commissione, in scadenza a giugno.
Alla Camera soprattutto, dove i numeri sono più agevoli e gli equilibri meno delicati. Non è un mistero che l’obiettivo sia quello di insediare Luigi Marattin alla guida della Bilancio. Ma i boatos di Palazzo accreditano anche Raffaella Paita ai Trasporti, Lucia Annibali alla Giustizia e la Boschi alle Riforme.
Le prime tre sono tra le sei a guida leghista, mentre le ultime due sono guidate dai 5 stelle. Una girandola che dovrà  necessariamente tenere conto di Pd e Leu, e una possibile contrazione dei grillini che finora avevano goduto del vantaggio di aver insediato i propri uomini quando al governo i partiti erano solo due.
Sul rimpasto si vedrà . “Certo, se si apre quella discussione diremo la nostra”, spiega un deputato. Ma in concreto i partner di maggioranza non hanno squadernato quel capitolo. La voce di Gennaro Migliore alla Giustizia in qualità  di sottosegretario non tramonta.
Ma le ambizioni vere sarebbero di affiancare un terzo ministero a quelli già  guidati da Teresa Bellanova e da Elena Bonetti. L’obiettivo, più che un ritorno della Boschi di cui pur si parla, sarebbero le Infrastrutture.
Complicato, se non irrealistico, visto che il dicastero è un portafoglio pesante in mano al Pd, e che cambiare lì significherebbe dare il via a una partita di domino dagli esiti difficilmente prevedibili.

(da “Huffingtonpost”)

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OPPOSIZIONE RIDICOLA: CONTRO BONAFEDE VOTANO IN 18 MENO DEL PREVISTO

Maggio 20th, 2020 Riccardo Fucile

NELLE DUE MOZIONI DI SFIDUCIA RESPINTE DA 142 VOTI MINIMI IL CENTRODESTRA NE PERDE PER STRADA PIU’ DI QUANTI RENZI AVREBBE POTUTO SOTTRARNE SE AVESSE VOTATO CONTRO… MORALE: E’ TUTTA UNA FARSA

Il Senato respinge le due mozion di sfiducia contro il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede presentata dal centrodestra con 160 contrari e 131 sì. Cinque senatori dei 297 presenti non hanno partecipato al voto.
Anche la votazione della mozione di sfiducia presentata da +Europa è stata rifiutata. Hanno votato 301 senatori,   contrari 158, favorevoli 124,   astenuti 19.
Nel suo discorso il Guardasigilli aveva chiesto “gioco di squadra” all’esecutivo sulla giustizia. E aveva aperto ai renziani sui temi della prescrizione.
“Le misure concrete adottate durante l’emergenza – aveva dichiarato Bonafede – sono il frutto del lavoro di squadra di tutto il governo che ha deciso di considerare la giustizia una vera priorità “.
“Tante volte – aveva ammesso il ministro – all’interno della maggioranza ci siamo interrogati e anche divisi in ordine, per esempio, all’impatto conseguente alla riforma della prescrizione. Su questo punto, così come su tutto l’andamento dei tempi del processo sarà  importante una Commissione ministeriale di approfondimento e monitoraggio dei tempi che permetta di valutare l’efficacia della riforma del nuovo processo penale e civile”.
La vicenda merita alcune brevi considerazioni:
1) Bonafede avrebbe fatto meglio a farsi sostituire in quanto non è all’altezza di un compito così delicato. Non ha mai spiegato perchè ha preferito un illustre sconosciuto a capo del Dap a un magistrato come Di Matteo.
2) Il M5s non avrebbe dovuto minacciare una crisi di governo per sostenere un suo ministro palesemente incapace, doveva sostituirlo e basta.
3) La Bonino è stata corretta perchè ne ha fatta una battaglia di contenuti “contro certo giustizialismo”, comunque la si pensi.
4) Renzi ha ottenuto un po’ di visibilità , l’abolizione di Irap, la regolarizzazione dei braccianti e la promessa di qualche ministero in più. Non ha torto su una cosa: con 17 senatori la presenza di “Italia Viva” al governo è sottostimata. Al netto di un protagonismo polemico che non sarà  mai premiato dagli elettori che non amano gli scassaballe presuntuosi.
5) L’opposizione di destra-centro stasera dovrebbe andare a nascondersi: fanno una battaglia per far cadere il governo, contano sulla carta su 142 senatori a cui va ad aggiungersi qualche ex grillino incazzato con il M5s (vedi Ciampolillo) e in due votazioni ottengono prima 131 e poi 124 voti, roba che se anche Renzi avesse votato la mozione di sfiducia della Bonino, non sarebbero riusciti a mettere in minoranza il governo.
Semplicemente ridicoli.

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