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VIRGINIA RAGGI MINACCIATA DURANTE LA SUA VISITA A OSTIA : “E’ LA TUA ULTIMA PASSEGGIATA”

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

A GUIDARE POCHE DECINE DI CONTESTATORI ESPONENTI DI CASAPOUND

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, è stata contestate a Ostia da un gruppo di commercianti, che insieme ai militanti di CasaPound sono scesi in strada per denunciare la mancanza di aiuti da parte delle istituzioni e il pericolo di dover chiudere le loro attività , come conseguenza della crisi economica scatenata dall’emergenza Coronavirus. Durante la contestazione, sono state rivolte persino minacce alla prima cittadina: «È la tua ultima passeggiata», hanno detto alcuni militanti del gruppo di estrema destra.
A denunciarlo su Facebook, il consigliere del M5s Paolo Ferrara. «Oggi un gruppo di Casapound è venuto a disturbare mentre Virginia Raggi incontrava i commercianti a Ostia. In un momento così difficile mentre la gente è in difficoltà  queste persone speculano sulla pelle dei cittadini. La solita sceneggiata con minacce pesanti nei confronti della Sindaca. Vigliacchi», ha scritto il consigliere.
Raggi è rimasta in auto per diversi minuti, per motivi di sicurezza, secondo quanto riporta il Messaggero. Dopo 20 minuti di proteste, è scesa dall’auto, circondata dai contestatori. La sindaca è andata a Ostia per controllare la riapertura di un mercato
“State a fa’ le passerelle, venga a piazza Anco Marzio o a Ostia non ci viene più. Perchè qui non scende, non la facciamo scendere”, ha minacciato il consigliere di CasaPound al municipio X, Luca Marsella.
La sindaca Virginia Raggi ha incassato le invettive protetta dai vetri dell’auto di servizio ma intorno la tensione è stata alta e la scorta ha avuto il suo da fare per contenere Marsella ed altri militanti che continuavano ad agitare la piccola folla di commercianti e imprenditori del lido.
“La strumentalizzazione della crisi è un campanello d’allarme che ci impone di mantenere alta l’attenzione affinchè la violenza e l’impunità  non trovino spazio di imporsi”, gli fa eco la presidente della comunità  ebraica di Roma, Ruth Dureghello.
Il Movimento 5 Stelle fa quadrato attorno alla sindaca e, attraverso una nota dei parlamentari, parla di “intimidazione da parte degli estremisti di destra”. “Non è possibile tollerare questa prepotenza da parte di chi evidentemente non è in grado di sostenere un dialogo diverso dalla violenza”, le parole della minisindaca di Ostia, Giuliana Di Pillo. ”

(da agenzie)

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PROPOSTA DI GERMANIA E FRANCIA: “500 MILIARDI A FONDO PERSO DI RECOVERY FOUND PER I PAESI COLPITI DAL CORONAVIRUS”

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

UN PIANO DI RICOSTRUZIONE PER L’EUROPA UNITA… PRATICAMENTE I FONDI EUROPEI VERREBBERO ASSEGNATI AI PAESI PIU’ COLPITI A FONDO PERDUTO

Un piano di ricostruzione per l’Europa da 500 miliardi di euro. La proposta arriva da Germania e Francia in un momento storico in cui si comincia a fare la conta dei danni per la crisi prodotta dall’emergenza Coronavirus e dal relativo lockdown dei Paesi membri. Sull’iniziativa si sono accordati in videoconferenza Angela Merkel e Emmanuel Macron.
Il Recovery fund deve dare un contributo decisivo perchè l’Europa «esca rafforzata e solidale dalla crisi del Coronavirus — ha detto la prima -. I 500 miliardi di euro verranno dalle spese del bilancio dell’Ue e saranno a disposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia, quindi — ha sottolineato Merkel — non si tratta di prestiti». «I 500 miliardi non saranno rimborsati dai destinatari del prestito — chiarisce Macron — ma dagli Stati membri».
Il fondo di rilancio economico proposto da Berlino e Parigi è pensato per dare anche un contributo alla tenuta dell’Europa, e l’auspicio dei due firmatari dell’iniziativa è che l’Ue esca dalla crisi unita e più forte di prima. La cancelliera tedesca ha parlato di un grande sforzo che ha definito «colossale, straordinario e unico» che deve avere come fine ultimo la «coesione dell’Europa» dal momento che la crisi economica prodotta dal Coronavirus ha colpito in modo diverso i Paesi membri, mettendo a rischio proprio «la coesione europea»
A questo punto, l’ampliamento della cornice del bilancio europeo deve essere ratificata dai parlamenti europei, e in Germania dal Bundestag, ha spiegato Merkel. Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che ha definito il piano una «proposta costruttiva».
«Riconosce la portata e le dimensioni della sfida economica che l’Europa deve affrontare — ha detto von der Leyen — e giustamente pone l’accento sulla necessità  di lavorare su una soluzione con il bilancio europeo al centro. Ciò va nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione, che terrà  conto anche delle opinioni di tutti gli Stati membri e del Parlamento europeo».
«Un buon passo in avanti che va nella direzione sin dall’inizio auspicata dall’Italia per una risposta comune ambiziosa alla pandemia». Così il governo italiano ha definito la proposta franco-tedesca di Recovery fund. «Una dimensione di 500 miliardi euro di soli trasferimenti è senz’altro un buon punto di partenza, ed è comunque una dotazione di sussidi che si avvicina a quanto richiesto di recente dall’Italia e dagli altri partners. Ma — è la posizione dell’esecutivo — si confida possa essere ulteriormente migliorato nelle prossime settimane».

(da agenzie)

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CALENDA: “FCA USA I SOLDI DEGLI ITALIANI PER PAGARE DIVIDENDI, LIBERISTI CON IL CULO DEGLI ALTRI”

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

“FIAT VUOLE GARANZIE SUL PRESTITO? PAGHI LE TASSE IN ITALIA”… MA DI LIBERISTI CON IL CULO DEGLI ALTRI QUANTI CE NE SONO TRA GLI IMPRENDITORI ITALIANI, CARO CALENDA?

Onorevole Calenda, come sta?
Bene. Ho preparato un video esplosivo, tra poco sarà  in rete.
Un video sulla vicenda della Fca e del prestito garantito?
Esatto. Non si può tacere, o almeno: io non mi sento di farlo
Tacere su cosa?
Stiamo assistendo ad uno spettacolo indecoroso.
Di che tipo?
Una totale incapacità  della classe politica, e tra poco le spiego perchè, una totale mancanza di responsabilità  di una delle più grandi industrie italiane, e fra poco le spiegherò perchè.
Quale è il punto?
Il punto è che io sono uno spirito libero, e non me la sento di chiudere gli occhi di fronte al balletto delle ipocrisie e delle assurdità  più insensate.
Fca ha diritto o no a chiedere un prestito con garanzia dello Stato?
Certo che lo ha. Ma qui la situazione è la seguente: 1) FCA International ha liquidità  più che sufficiente per garantire il prestito a FCA Italia; 2) La ragione per cui non lo fa e chiede una garanzia statale è che vuole distribuirsi un dividendo straordinario di 5 mld prima della fusione con PSW; 3) FCA, dal lancio di Fabbrica Italia nel 2012 non ha mai rispettato gli impegni di investimenti in Italia; 4) E’ l’unica grande azienda automobilistica europea a non avere la sede legale e fiscale in Italia; 5) il prestito non serve a finanziare i fornitori ma a pagare i debiti dei fornitori. 6) la Sace ha emesso 6 garanzie per 40 milioni di euro. Migliaia di imprese con sede in Italia aspettano.
Carlo Calenda parla con la consueta passione, e la sua — insieme a quella dell’ex ministro Andrea Orlando — è stata la presa di posizione più forte sulla vicenda Fiat.
Il punto è che l’ex ministro (un passato da manager alla Ferrari) non è sospettabile di avere posizioni preconcette contro una azienda, e nemmeno di avere remore ideologiche dettare da posizioni antagonisti: “Faccio questa battaglia in nome dei miei principi liberali e della mia idea di tutela degli interessi collettivi”.
Onorevole Calenda lei nel suo video allude anche al tema del rapporto della stampa e del rapporto con i suoi editori
Beh, nessuno ne parla esplicitamente perchè è sconveniente dirlo. Ma è il segreto di Pulcinella
Cosa?
Fino a ieri La Repubblica — e non era certo la mia posizione — sosteneva che sulla Fca avesse ragione Landini.
E adesso?
Da ieri scrive esattamente l’opposto: La Repubblica dipinge la Fiat come una onlus. Direi che siamo passati da un estremo all’altro. Per me sono entrambi non condivisibili.
Lei ha espresso dei dubbi sul fatto che Fca sia legittimata a richiedere il prestito, perchè?
Fca ha molti capitali perchè è piena di liquidità . Potrebbe sostenere la sua consociata italiana, ma allo stesso tempo vuole distribuire dividendi agli azionisti per la fusione con il gruppo Psa.
Proprio lei mette in discussione un diritto di una azienda privata distribuire un dividendo ai suoi azionisti se crede?
Un momento: hai il diritto, senza dubbio. Non puoi volere la botte piena e la moglie ubriaca.
Cioè?
Io Stato italiano non posso finanziare Fca Italia solo perchè Fca vuole distribuire un maxi dividendo. Non sta nè in cielo nè in terra.
Però lei sta attribuendo questa intenzione al management di Fca. Sembra che ne sia certo.
Veramente non sono io, lo dicono loro! I vertici di Fca hanno confermato pubblicamente che distribuiranno il maxi dividendo da 5 miliardi.
E lei non condivide questa scelta, giusto?
No. E aggiungo: a me non importa nulla del fatto che siano proprietari di mezza stampa italiana. Ma il problema esiste. Facciamo la domanda che nessuno fa?
Sì, facciamola, quale?
Perchè se vogliono fare questa operazione del dividendo non usano i loro soldi?
Non è legittimo chiedere un prestito in banca privata?
Certo! Ma allora se lo facessero dare da una banca privata, con le regole di una banca privata, senza una garanzia pubblica! Vuoi dare il dividendo? Pagatelo tu. Vuoi prendere un prestito? Convinci la banca a dartelo. Vuoi sei miliardi, auguri.
Perchè una banca — secondo lei — non concederebbe un prestito a Fca?
Ohhhh, io ne sono convinto. Ma sono anche certo che in condizioni di mercato una banca seria chiederebbe alla società  controllante di garantire o di mettere equity.
Dice?
Senza dubbio. E così di nuovo ritorniamo al punto di partenza. È la garanzia dello Stato che consente a Fca di avere quel prestito a quelle condizioni senza usare mezzi propri, non raccontiamoci favole.
Prendo le parti del diavolo. Qualcuno — ad esempio Bentivogli — dice: “Ma quei soldi vengono usati per sostenere gli operai italiani”. Lo pensa?
Vengono usati per pagare i costi di gestione, nè più nè meno. Ma se tu hai la liquidità , perchè devi chiedere il prestito? Sono le aziende in difficoltà  che hanno bisogno della garanzia. E le risorse non sono infinite, anche per le garanzie.
Vero. Ma qualcun altro invece le dice: avete un pregiudizio contro le aziende che hanno la sede legale e fiscale in altro paese, ma in realtà  questo non ci deve interessare, se operano in Italia.
Sì, lo confesso. Questa è la mia critica: io ho una riserva. E ho visto che anche Prodi lo ha detto, più o meno negli stessi termini.
Sì, ma come lo giustifica? L’argomentazione difensiva, glielo ricordo, è: ma se io pago meno tasse rispetto all’Italia perchè non dovrei farlo?
Rispondo con una domanda. Perchè secondo lei non c’è una casa automobilistica tedesca o francese che abbia la sede fuori dal loro paese di riferimento? Pensate che loro siano scemi e che non sappiamo trovare un regime fiscale più conveniente?
Non lo fanno solo per una “scelta di immagine”, dice lei.
Immagine, ma anche sostanza. Lo fanno perchè stanno dentro un sistema paese: ne pagano il prezzo, come accade per chi fa profitto in Italia, ma ne ottengono anche un vantaggio, come può fare chi chiede una garanzia all’Italia.
Lei sta dicendo che per fare una cosa bisogna fare anche l’altra?

Ma ovvio. Non puoi godere della protezione del tuo paese con i prestiti garantiti dal tuo paese, ma poi ti sposti per pagare meno tasse in un altro paese.
Sono d’accordo con lei, ma mi spieghi perchè.
Questa garanzia è un privilegio che il sistema paese ti sta dando con la garanzia dei contribuenti italiani. Che pagano tutti le tasse nel sistema italiano.
Però è perfettamente legale.
Certo. Ma non tutto quello che è legale è anche morale. Anzi, spesso non lo è. Sa come si chiama questa pretesa?
Me lo dica lei.
Questo si chiama fare il liberista con il culo degli altri.

(da TPI)

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“PRENDI I 600 EURO? ALLORA TE LI LEVIAMO DALLO STIPENDIO”: LA BRUTTA SORPRESA AI GIOVANI ARCHITETTI SCOPERCHIA IL MONDO DELLE FALSI PARTITE IVA

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

IN REALTA’ SONO DIPENDENTI FATTI PASSARE PER CONSULENTI COSTRETTI A FATTURARE A FINE MESE DA GRANDI STUDI DI PROFESSIONISTI

“Prendi il bonus da 600 euro come libero professionista e te lo scaliamo dallo stipendio”. Una richiesta illegale oltre che eticamente deplorevole, che molti “committenti” però stanno facendo ai professionisti, soprattutto giovani, che lavorano negli studi di architettura, avvocatura, ingegneria, in sostanza, come dipendenti a tutti gli effetti, ma in teoria, come liberi professionisti a partita IVA.
Una vera e propria truffa ai danni dello Stato, l’ulteriore schiaffo alla dignità  dei più giovani, che si sono visti recapitare mail del genere dai loro capi:
“Buongiorno a tutti,
abbiamo studiato il testo relativo al Bonus Covid per partite IVA iscritte all’Ordine. Le condizioni per ricevere i l bonus sono le seguenti:
La soglia di reddito deve essere inferiore a 35.000 euro annui per 2018. Oppure, se è tra 35.000 euro annui e 50.000 euro annui per 2018, vi deve essere un calo fra il fatturato del primo trimestre e il primo trimestre 2020 del 33.3%.
Vi chiederemmo di informarci, privatamente, anche via telefono, se avete i requisiti per accedere al contributo e perciò di dedurre dalle fatture del mese di marzo, aprile, maggio l’importo del bonus. Grazie.”

Mail formalmente scritte da committenti, sì ma solo sulla carta, perchè in realtà  queste persone agiscono da veri e propri datori di lavoro, a cui non basta chiedere ai propri collaboratori di lavorare a partita IVA senza straordinari, nè ferie, nè TFR, nè, come spesso accade, un contratto di collaborazione, vogliono di più, vogliono i 600 euro.
Tra le segnalazioni arrivate alla redazione di Fanpage, molte sono di architetti e poichè con l’ultimo Decreto Rilancio, il Governo ha messo a sostegno degli architetti e ingegneri iscritti all’Ordine e danneggiati dall’emergenza Coronavirus 100 milioni di euro, abbiamo chiesto un parere tecnico e legale a due esperti.
Che fare?
Che fare se un giovane libero professionista e praticante riceve la proposta di auto-decurtarsi lo stipendio dopo aver chiesto i 600 euro di sussidio dallo Stato?
Abbiamo sottoposto la domanda a due esperti.
Il primo, un avvocato giuslavorista di lungo corso particolarmente noto nell’ambiente per le sue consulenze agli architetti in una specifica provincia lombarda, dopo un’iniziale ritrosia, e prima di minacciare diffida qualora fosse apparso il suo nome nell’articolo, ha risposto:
“Un architetto è un libero professionista, non può fare nulla. Emette fattura sulla base del lavoro svolto in accordo con il committente, se il committente gli dice ‘devi farmela più bassa’, e il libero professionista si rifiuta, quello gli risponde, ‘va bene sei un libero professionista, esercita la professione altrove’”.
Tutto legale, tutto a posto, quindi.
La seconda, la Presidente dell’Ordine degli Architetti di Varese, l’Arch. Elena Brusa Pasquè, ha bollato le richieste sui 600 euro “assolutamente illegali, questo è rubare, e chi lo fa è un furbetto, pure di bassa lega, e chi le subisce, dovrebbe denunciare”, ma ha anche ammesso che episodi simili di illegalità  sono più diffusi di quanto si pensi:
Non è la prima a segnalarmi episodi del genere, ricevo mail strazianti, da parte di giovani disperati che magari hanno rinunciato a posti di prestigio all’estero pur di mettere a disposizione le proprie competenze in Italia. Pensi che so anche architetti in cassa integrazione costretti a lavorare. Ho già  avvisato il consiglio nazionale 15 giorni fa, e più volte ho sollecitato la stampa, specializzata e nazionale, affinchè denunciasse questo squallore.
Denunciare, quindi. Come farlo, però, se, messo al corrente del fatto, l’avvocato non batte ciglio e invita il giovane professionista ad agire liberamente?
E che fare se, come ci dicono da più parti, è lo stesso avvocato a suggerire al professionista che subisce la truffa di rinunciare a impugnare una causa lunga e dispendiosa?
Agire per vie legali nei singoli casi è difficile, specialmente per chi è iper specializzato e iscritto all’Ordine, come spiega la dott.sa Pasquè:
Nella maggior parte dei casi i professionisti non denunciano per due motivi. In primo luogo sono terrorizzati di perdere il lavoro, soprattutto se sono senza contratto, perchè denunciando perdono il lavoro e vengono sanzionati o sospesi dalla disciplina dell’Ordine. In secondo luogo la giustizia è lunga, e quando non lo è, ci pensano gli avvocati, perchè è nel loro interesse. Basterebbe aggiustare il sistema giudiziario per ristabilire giustizia sociale e tornare a far funzionare le cose in Italia. L’unico modo, per ora, è far vergognare queste persone denunciando questo squallore sui giornali e smuovendo l’opinione pubblica. Se cominciamo a parlarne, e questa cosa smette di rimanere segreta, chi sbaglia inizia a farsi qualche scrupolo in più, chi subisce, sa che non è solo, e magari fa un esercizio di autostima.
Autostima, già .
Partita IVA e zero diritti
Diritti? “Ho meno diritti lavorativi di un metalmeccanico negli anni ’60”. A parlare è un giovane architetto che si è sacrificato per studiare, iscriversi all’Ordine, ed esercitare la professione che ama. Filippo (nome di fantasia, ndr) non può rivelare la propria identità , perchè rischierebbe di perdere il lavoro:
“Non è possibile che oltre a tutti i soprusi lavorativi che noi giovani architetti dobbiamo subire, ora siamo costretti a sopportare che i nostri “capi” — per la legge nostri “clienti” — ci chiedano ora di fare domanda a Inarcassa per ricevere 600 euro di bonus che loro provvederanno a toglierci dallo “stipendio”, costringendoci, di fatto, a fatturare meno a fronte delle stesse ore lavorate”.
E sul mondo della partita IVA, “la più grande finzione economica della nostra epoca”, dice:
“Il 99% degli architetti che praticano la professione sono a Partita Iva. Siamo un popolo di partite iva che in realtà  lavorano a tempo pieno per capi che non pagano gli straordinari e pretendono turni di lavoro massacranti, weekend compresi, spesso non pagano i giorni di ferie, pretendono che non abbiamo lavori extra pur essendo noi, appunto, liberi professionisti, non ci mettono nelle condizioni di avere tutele o garanzie. Non abbiamo diritto a recuperare le ore extra o a prendere le ferie quando vogliamo, non abbiamo la possibilità  di chiedere un mutuo in banca o il diritto al TFR, e possiamo essere licenziati dall’oggi al domani”.
Un vuoto legislativo che oggi legittima datori di lavoro, magari archistar di fama internazionale, magari studi di architettura tra i 50 che più fatturano in Italia, magari studi legali vista Madonnina del Duomo, a chiedere di decurtare 600 euro, per loro quattro spicci, per qualcuno un aiuto enorme. E fa riflettere che le parole più pacate, più puntuali raccolte provengano proprio da uno di questi giovani professionisti attratti dalla Milano della moda, del design, dell’editoria, dell’architettura, e delle false partite IVA
“Ritengo questo sistema fraudolento, eticamente deplorevole e soprattutto lesivo di chi di quei soldi ne ha bisogno veramente. Io personalmente avrei stretto la cinghia, sopportato il momento difficile e non avrei sottratto soldi alla nostra cassa, soldi che servono a finanziare i nostri infortuni, le nostre pensioni, le nostre mamme, i nostri figli, i nostri momenti più bui. Non rendiamoci partecipi di un’altra menzogna. Già  siamo finte partite iva (senza i diritti dei dipendenti, senza i privilegi dei liberi professionisti, ma solo con le sfortune e i doveri di entrambi e senza i diritti di nessuno dei due casi). Io non voglio essere obbligato a “RUBARE” 600 euro alla nostra cassa. Chi alimenta questo sistema fraudolento credo che dovrebbe avere delle sanzioni severe dall’Ordine. A cosa serve altrimenti l’esistenza dell’Ordine?”.
Zero diritti, poca autostima, ma ancora tanta etica morale di fronte alla quale la ‘Milano che non si ferma’ dovrebbe fermarsi o quantomeno cedere il passo.
Del resto, com’era quel vecchio detto, ormai caduto nel dimenticatoio? Largo ai giovani.

(da Fanpage)

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CHI RICEVERA’ GLI AIUTI A FONDO PERDUTO DAL GOVERNO

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

UN MILIONE DI FAMIGLIE CON UN REDDITO ISEE SOTTO I 15.000 EURO. BRACCIANTI AGRICOLI, COCOCO E STAGIONALI… MA ANCHE AVVOCATI, ARCHITETTI, ARTIGIANI E COMMERCIANTI… E UN’IMPRESA PICCOLA RICEVERA’ FINO A 50.000 EURO… MA I CONTROLLI SULLA VERIDICITA’ DELLE DICHIARAZIONI DOVE SONO?

Repubblica riepiloga oggi in un’infografica chi riceve gli aiuti a fondo perduto: si comincia dal milione di famiglie che avrà  a disposizione il reddito di emergenza.
Il quotidiano spiega che potranno accedervi tutti coloro, esclusi da tutte le altre misure di sostegno, che hanno un reddito Isee (la dichiarazione dei redditi popolare per fruire dei servizi sociali) sotto i 15 mila euro. Potranno avere, per tre mesi, dai 400 agli 800 euro.
Poi ci sono braccianti e cococo:
Tutto il mondo dell’occupazione instabile e fragile viene soccorso. I braccianti agricoli (sono 660 mila) avranno 500 euro; i cococo (sono 80 mila), a condizione che siano stati licenziati quest’anno, avranno a maggio 1.000 euro; l’esercito dei 550 mila lavoratori stagionali (spettacolo, turismo, venditori porta a porta), a condizione che non abbiano il sussidio Naspi, prenderanno 600 euro.
Nuove professioni Si tratta di 320 mila soggetti in crescita. Sono liberi professionisti, ma non hanno un ordine di appartenenza o una cassa previdenziale. Lavorano nella consulenza, nel mondo del web e dei nuovi mestieri. A questi arriveranno 1.000 euro a maggio a condizione di perdite del 33 per cento rispetto al 2019.
Avvocati e architetti in crisi
Si tratta del settore che a prima vista sembrerebbe meno bisognoso di aiuto- Saranno aiutati quelli sotto i 50 mila euro di fatturato e con perdite del 33 per cento in aprile.
Artigiani e commercianti
Baristi, ristoratori e tutto il mondo dell’artigianato fremono per la riapertura: sono circa 1 milione quelli che hanno registrato un calo di 33 per cento di fatturato. Avranno il ristoro a fondo perduto di una quota fino al 20 per cento del calo di fatturato di aprile rispetto all’aprile del 2019. È previsto il rimborso del 70 per cento di tre mesi di affitto e sconto sulle bollette elettriche. È comunque garantito un ristoro di 1.000 euro per le società  individuali e di 2.000 per le società  di capitali nel caso in cui la percentuale delle perdite risultasse più bassa.
Poi ci sono le imprese:
Le imprese, dalle manifatturiere ai servizi (sono circa 2 milioni quelle sotto i 5 milioni di fatturato) avranno il ristoro di una percentuale del calo degli affari di aprile rispetto all’aprile 2019 a condizione che sia stato più del 33 per cento.
Un esempio? Una impresa con 1 milione di fatturato che ha perso 100 mila euro ad aprile, in pratica tutto perchè è rimasta chiusa. Avrà  diritto al 15 per cento (cioè 15 mila euro), più 15-20 mila euro tra affitto e bollette per tre mesi, più 4 mila euro di Irap di giugno e, nell’ipotesi di 5 dipendenti, un aiuto di cassa integrazione di 12 mila euro per 9 settimane. In tutto 51 mila euro, circa la metà  della perdita.

(da “NextQuotidiano”)

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SE VEDETE SALVINI DITEGLI DI RISPONDERE ALLA MELONI CHE LO STA CERCANDO

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

SULLA MANIFESTAZIONE DEL 2 GIUGNO INCOMBE LA DIFFICOLTA’ DI COMUNICAZIONE TRA SOVRANISTI (NON E’ CHE SALVINI AVRA’ DI NUOVO CAMBIATO IL NUMERO DI TELEFONO?)

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia rilascia oggi un’intervista a Repubblica in cui fa sapere che non scaricherà  la app Immuni ma anche che non ha ancora ricevuto risposte da Matteo Salvini sulla mobilitazione del 2 giugno che il suo partito e la Lega hanno convocato insieme (in spregio delle iniziative del generale Pappalardo!):
Ha sentito dei rischi di privacy e sicurezza per la app Immuni? Giorgia Meloni la scaricherà ?
«No, non la farò mai. È stata una follia far gestire uno strumento così sensibile sul piano dei dati e della sicurezza di milioni di italiani a una società  privata anzichè allo Stato. Non vorrei che con la scusa di difendere la nostra salute, in assenza di una legislazione a tutela, la app si trasformasse in un altro strumento per renderci sudditi, una sorta di grande fratello sempre più invasivo».
Il 2 giugno sarete in piazza. Il premier Conte sostiene che è nelle vostre facoltà , a patto che rispettiate le regole di sicurezza.
«Ma come è umano, il presidente Conte, nel concederci di manifestare. Forse dovrebbe rileggersi qualche articolo della Costituzione: non è una concessione. Solo i regimi decidono chi, e per cosa, possa scendere in piazza. Abbiamo scelto di farlo il giorno della Festa della Repubblica per dar voce agli italiani. E lo faremo nel pieno rispetto delle regole: ci sono mille modi per dare comunque voce al dissenso degli italiani. Basta far lavorare un po’ la fantasia. Sarà  un giorno di libertà  e di orgoglio. Sarebbe bello se tutto il centrodestra partecipasse convinto».
Ecco, il centrodestra. Berlusconi non sembra affatto convinto. Lei ha annunciato la mobilitazione e Salvini in pochi minuti ha lanciato sui social la stessa iniziativa per la stessa data. Da tempo, più che concorrenza, è battaglia a destra. Dove arriverete?
«È un periodo in cui tutto viene interpretato come un braccio di ferro nella coalizione. Niente di più sbagliato. Diciamo che siamo tutti molto frizzanti e ognuno ha curato le proprie iniziative».
Ma scusi, con Salvini vi sentite? Vi coordinate?
«Gli ho scritto quando ho letto che anche lui ha pensato a una iniziativa il 2 giugno, perchè credo sia giusto organizzarla insieme. Non ha ancora risposto, ma non credo voglia isolarsi. Non avrebbe senso, in questa fase dobbiamo unire, non dividere. Infatti ho chiamato anche Berlusconi».

(da “NextQuotidiano”)

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LA RIAPERTURA DEL PAPEETE E SALVINI IN ARRIVO

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

PRONTI CON LE CUBISTE DESNUDE A BALLARE L’INNO DI MAMELI?… ALLA FINE CONSERVERA’ QUASI TUTTI I 350-400 OMBRELLONI (A DIMOSTRAZIONE CHE TUTTO SARA’ COME PRIMA E LE DISTANZE SONO SEMPRE LE STESSE)

Tra chi scalpita per le riaperture del 18 maggio c’è Massimo Casanova, 50 anni, europarlamentare della Lega e da 21 anni patron indiscusso del Papeete e della movida romagnola del bagnasciuga, 450 dipendenti per una discoteca, due alberghi, un ristorante e un lido, quello dell’ultimo mojito da vicepremier di Matteo Salvini dj balneare, con le cubiste desnude a ballare l’Inno di Mameli.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera Casanova spiega tutti suoi timori sul rispetto per le regole non tanto per i clienti quando per i controlli:
Vi sono venuti incontro riducendo le distanze: 10 metri quadri a ombrellone, un metro e mezzo tra lettini.
«E menomale, perchè con le regole dell’Inail andavamo tutti a casa, così è già  più accettabile, anche se non so se riusciremo a tenere tutti i nostri 350/400 ombrelloni. E a noi già  è andata bene che le mareggiate non ci hanno rosicchiato la spiaggia, altri non hanno quasi più dove piantare i pali, poveracci»
Si è attrezzato con le paretine di plexiglass?
«Non si è ancora capito se serve davvero. E se alla fine sarà  così, dovrò pure ordinarlo, mica lo produco la notte. E secondo lei ci vorranno due ore o quindici giorni, per averlo?»
Altrimenti servizio ristorante sotto l’ombrellone.
«Come no, ma a mezzogiorno con 40 gradi o se tira vento o fa brutto tempo, chi ci sta là  sotto?»
Un metro tra le persone. Chi sorveglierà  che sia rispettato al centimetro?
«Abbiamo i nostri servizi di sicurezza, casomai anche i bagnini. Saremo ligi, perchè di sicuro avremo i controlli, non vedono l’ora di venire al Papeete ed alzare la paletta».
Sorvegliato speciale?
«Specialissimo».
Salvini tornerà ?
«Certo, quando riaprirò Matteo sarà  l’uomo più felice al mondo».

(da “NextQuotidiano“)

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JOLE SANTELLI, LA GOVERNATRICE ESPERTA DI MISURAZIONE DELLA FEBBRE: “SE FA CALDO E’ NORMALE CHE UNO ABBIA 37 DI FEBBRE”

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

DOPO AVER SENTITO QUESTA CAZZATA, ANCHE GLI SCIENZIATI SI RASSEGNINO: D’ESTATE AVREMO TUTTI LA FEBBRE MENTRE D’INVERNO SAREMO IN OTTIMA SALUTE… ANNI DI STUDI SULL’AUTOREGOLAMENTAZIONE DELLE TEMPERATURA CORPOREA INTERNA DEI MAMMIFERI SONO ANDATI A PUTTANE GRAZIE ALLA “NUOVA SCOPERTA” DELLA SANTELLI

Il Fatto Quotidiano racconta oggi che   Jole Santelli in una intervista rilasciata a Sky TG24 a proposito della rilevazione della temperatura per poter accedere a uno stabilimento balneare ha rifilato a tutti una perla: “Misurare la febbre a 40 gradi all’ombra? Di cosa stiamo parlando? Con 40 gradi all’ombra chi non avrà  37 gradi di temperatura corporea? Questo è un esempio di quando si calano alcune cose astratte nella realtà  e sembrano una barzelletta. Anche scienziati e medici sembra stiano aumentando la confusione che c’è in atto”.
Naturalmente si tratta di una bufala:
“A fare confusione è solo la presidente Santelli — dice per esempio Filippo Larussa, medico e segretario del sindacato dei camici bianchi Anaao della Calabria -. Lo sanno anche i bambini che tutti i mammiferi, persino le capre, sono dotati di un meccanismo di autoregolazione della temperatura corporea interna: è per questo che con il caldo si suda”. C’è da dire che qualche attenuante Santelli ce l’ha. È un avvocato non certo una scienziata.
E la foga potrebbe averle preso la mano: perchè in effetti, a pensarci bene, se le cose stessero così come dice lei, con un clima torrido avremmo tutti la febbre e nei gelidi inverni saremmo, sempre tutti, in forma smagliante.
“La comunità  scientifica non è affatto confusa — prosegue Larussa -. È evidente che il rialzo della temperatura corporea nell’uomo è non direttamente proporzionale alla temperatura atmosferica ma semmai può variare in relazione a stati fisiologici o a una sfilza infinita di stati patologici, infettivi o infiammatori. Se poi le dichiarazioni di Santelli sono state un modo astruso per dire che con il caldo il virus si indebolisce sappia che non c’è ancora alcuna certezza scientifica”.

(da “NextQuotidiano”)

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IL VIROLOGO CRISANTI: “NON SIAMO PREPARATI, IL VIRUS NON SI E’ INDEBOLITO E NON CE NE LIBEREREMO”

Maggio 18th, 2020 Riccardo Fucile

“SI E’ DECISO DI SEGUIRE LE SPINTE ECONOMICHE NON QUELLE MEDICO-SCIENTIFICHE”

“L’epidemia è ancora in corso, sarebbe stato giusto aspettare di valutare meglio gli effetti delle prime riaperture del 4 maggio. Si è deciso di seguire le spinte economiche, non quelle medico-scientifiche. I politici hanno deciso che era un rischio accettabile, bene, lo rispettiamo. Però manca un sistema di controllo e tracciamento”. Il professor Andrea Crisanti, virologo dell’Università  di Padova, è scettico e non nasconde le sue preoccupazioni sulle riaperture.
Nell’intervista rilasciata a Il Mattino, il virologo spiega anche come il virus non abbiamo perso forza. “Il virus non si è indebolito, si è ridotta la carica virale anche perchè stiamo usando maggiori precauzioni. A partire dalle mascherine, quelle che inizialmente ci dicevano di non usare. Si ricorda? Siamo noi quelli che abbiamo rimandato milioni di mascherine in Cina, in piena emergenza. Un virus non si definisce in base alla forza, ma solo per virulenza e r0. Poi, certo il fatto che vi siano meno casi gravi è legato probabilmente alla carica infettiva. Se io parlo con lei un’ora le trasmetto una quantità  di virus enorme. Se ho la mascherina, la quantità  è molto minore e il suo sistema immunitario riesce a rispondere meglio”.
Secondo Crisanti l’Italia non è ben preparata per le riaperture: “Non mi pare che siamo organizzati e non credo comunque che ci libereremo di questo virus. C’è un problema: questa epidemia non è in sincrono nel mondo. Ora si parla di ripresa dei voli il 3 giugno. Quali sono i protocolli di sicurezza? Se viene uno dal Brasile o dal Messico che facciamo, lo mettiamo in quarantena, gli facciamo il tampone? Verifichiamo che sia raggiungibile per tutto il tempo? Quelli sì dovrebbero avere la app”.

(da TPI)

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