Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
LO STUDIO CENSIS CONFERMA IL CINISMO CHE ORMAI IMPAZZA NEL NOSTRO PAESE
Chi pensava che saremmo usciti migliori dalla pandemia di Covid-19 deve fare i conti con
quanto emerge dal rapporto “La silver economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19” dell’Osservatorio Censis-Tendercapital.
Lo studio registra un nuovo rancore sociale e generazionale dei più giovani contro i più anziani, esploso con violenza proprio a seguito della pandemia.
Nel dettaglio, un giovane su due in emergenza vorrebbe penalizzare gli anziani nell’accesso alle cure e nella competizione sulle risorse pubbliche: il 49,3% dei millennial (il 39,2% nel totale della popolazione) ritiene che nell’emergenza sia giusto che i giovani siano curati prima degli anziani.
Un cinismo confermato da quel 35% dei giovani (il 26,9% nel totale della popolazione) convinto che sia troppa la spesa pubblica per gli anziani, dalle pensioni alla salute, a danno dei giovani.
In sostanza monta nella generazione più giovane un’inedita voglia di preferenza generazionale nell’accesso alle risorse e ai servizi pubblici, legata all’idea che l’anziano sia una sorta di privilegiato dissipatore di risorse pubbliche.
Il presidente di Tendercapital, Moreno Zani, si augura che i dati emersi possano dare “un contributo positivo al decisore politico che dovrà adottare scelte più rispondenti alle nuove esigenze emerse a seguito della pandemia”.
Gli risponde il sottosegretario all’EconomiaPier Paolo Baretta dicendo che le politiche pubbliche “devono tener conto dell’alto numero di persone anziane che hanno una notevole capacità di spesa, oltre che un ruolo sociale considerevole nei confronti dei giovani”.
Secondo lui, visto il clima teso, occorre “rimarginare la rottura generazionale” attraverso politiche che da un lato favoriscano l’occupazione e, dall’altro, “contribuiscano a sviluppare un nuovo modello di welfare orientato alla tutela della salute”.
Dal Rapporto emerge che nella fase post-Covid-19, gli anziani guardano al proprio futuro e a quello della propria famiglia con più fiducia degli altri: il 32,8% si dice ottimista, contro il 10,4% dei millennial e il 18,1% degli adulti.
Sono anche i più positivi sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9%), mentre crolla in questo caso la fiducia dei millennial (4,9%).
Secondo Giuseppe De Rita, presidente del Censis, la sfida ora è quella di leggere queste evidenze “alla luce di un ciclo di lungo periodo, tenendo conto che prima del contagio gli anziani erano più predisposti a cedere parte del loro reddito ai figli o ai nipoti, mentre il quadro che sembra ora emergere è quello di un atteggiamento di maggiore controllo da parte dei primi volto a riprendere padronanza della propria capacità finanziaria”.
Questa però non è la sola novità che emerge dallo studio.
Si smentisce ad esempio la relazione tra l’alta presenza di anziani e l’alta incidenza dei contagi. Il Covid non ha colpito solo gli anziani, lo dicono i dati a livello geografico: nelle province con i più alti tassi di contagio l’incidenza degli anziani è contenuta, come accade a Cremona (1° per tasso di contagio, ma al 45° posto della graduatoria per anzianità ) e Piacenza (rispettivamente al 2° e al 36° posto).
Al contempo, la provincia di Savona (1° per anzianità ) si colloca al 30° posto nella graduatoria per contagio, così come Biella (2° nella graduatoria per anzianità e 28° in quella per contagio).
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
285 EURO AL MESE NON POSSONO SODDISFARE I BISOGNI PRIMARI DI VITA
Meno di trecento euro al mese. 285.66 euro mensili, previsti dalla legge per le persone totalmente inabili al lavoro per effetto di gravi disabilità , non sono sufficienti a soddisfare i bisogni primari della vita.
È perciò violato il diritto al mantenimento che la Costituzione (articolo 38) garantisce agli inabili. Lo ha stabilito la Corte costituzionale esaminando una questione di legittimità costituzionale sollevata dalla Corte d’appello di Torino.
Il caso che ha dato origine alla decisione – spiega l’Ufficio stampa della Consulta in attesa del deposito della pronuncia- riguarda una persona affetta da tetraplegia spastica neonatale, incapace di svolgere i più elementari atti quotidiani della vita e di comunicare con l’esterno.
La Corte ha ritenuto che un assegno mensile di soli 285,66 euro sia manifestamente inadeguato a garantire a persone totalmente inabili al lavoro i “mezzi necessari per vivere” e perciò violi il diritto riconosciuto dall’articolo 38 della Costituzione, secondo cui “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale”.
È stato quindi affermato che il cosiddetto “incremento al milione” (pari a 516,46 euro) da tempo riconosciuto, per vari trattamenti pensionistici, dall’articolo 38 della legge n. 448 del 2011, debba essere assicurato agli invalidi civili totali, di cui parla l’articolo 12, primo comma, della legge 118 del 1971, senza attendere il raggiungimento del sessantesimo anno di età , attualmente previsto dalla legge.
Questo incremento dovrà d’ora in poi essere erogato a tutti gli invalidi civili totali che abbiano compiuto i 18 anni e che non godano, in particolare, di redditi su base annua pari o superiori a 6.713,98 euro.
La Corte ha stabilito che la propria pronuncia non avrà effetto retroattivo e dovrà applicarsi soltanto per il futuro, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza sulla Gazzetta Ufficiale.Resta ferma la possibilità per il legislatore di rimodulare la disciplina delle misure assistenziali vigenti, purchè idonee a garantire agli invalidi civili totali l’effettività dei diritti loro riconosciuti dalla Costituzione.
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
LEGA 23,8%, PD 22,2%, M5S 15,6%, FDI 14%, FORZA ITALIA 7,5%, ITALIA VIVA 3%, +EUROPA 2,7%, LA SINISTRA 2,4%, VERDI 2%, AZIONE 1,2%
Secondo il sondaggio di Ixè il calo della Lega, che si porta al 23,8% dal 24,3, a solo 1,6%
dal Pd (22,2% dal 22) si fa ancora più accentuato.
Arretra anche il Movimento 5 Stelle (15,6% dal 16,1), in una fase di tensioni interne, e flettono leggermente anche Fratelli d’Italia (14,0% dal 14,2) e Forza Italia (7,5% dal 7,9). Fanno registrare, invece, un saldo positivo rispetto alla scorsa settimana, Italia Viva (3,0% dal 2,7), +Europa (2,7% dal 2,2) e La Sinistra (2,4% dal 2).
Nelle rilevazioni in due mesi la Lega ha perso 2,1 punti percentuali ma anche il Partito Democratico, che è secondo nelle preferenze degli italiani, ha perso lo 0,7 nello stesso lasso di tempo così come il MoVimento 5 Stelle che ha perduto lo 0,8%.
Fratelli d’Italia invece ha guadagnato un punto e mezzo in percentuale così come Italia Viva che è salita dell’1,1%.
Per quanto riguarda la popolarità dei leader politici, al primo posto c’è Giuseppe Conte con un indice di gradimento di 55 (in calo), seguito da Luca Zaia che arriva al 49, Giorgia Meloni che approda al 32 e Matteo Salvini che è al 29%, mentre Zingaretti lo segue con tre punti di distacco. La fiducia in Silvio Berlusconi oggi supera quella in Luigi Di Maio.
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
IL CANDIDATO DEM VOLA NELL’ELETTORATO FEMMINILE E TRA AFROAMERICANI E ISPANICI… TRUMP DAVANTI SOLO TRA I BIANCHI SENZA TITOLO DI STUDIO
Joe Biden prende il largo nei sondaggi. Secondo l’ultima rilevazione del Siena College commissionata dal New York Times il candidato democratico alla Casa Bianca è avanti di 14 punti sul presidente Donald Trump col 50% delle preferenze.
L’ex vice di Barack Obama vola soprattutto nell’elettorato femminile e delle comunità afroamericana e ispanica.
Fra gli afroamericani il distacco è di 74 punti, fra gli ispanici di 38.
Biden è anche largamente preferito dalle donne bianche che sono andate al college: il vantaggio è di 40 punti, un dato importante se si pensa che, agli exit poll delle elezioni del 2016, fra questa categoria di elettrici, la democratica Hillary Clinton batteva Trump di soli 7 punti.
Trump batte nettamente Biden in una sola categoria, quella dei bianchi senza titoli di studio, dove è avanti di 19 punti.
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
MENTRE OGGI FA CAMPAGNA ACQUISTI IN PARLAMENTO
Oggi che accoglie con entusiasmo l’approdo della senatrice Alessandra Riccardi nella Lega
e prova a togliere la maggioranza in Senato al governo attraverso la campagna acquisti nelle fila della maggioranza, non possono che tornare di moda i tweet che Matteo Salvini dedicava al vincolo di mandato, dicendosi scandalizzato dei cambi di casacca dei politici.
Certo, però bisogna guardare bene le date dei tweet per contestualizzarli: all’epoca il Capitano giocava tutta un’altra partita politica, si andava verso le elezioni politiche del 2018 e ancora non stava costruendo un’alleanza con i grillini ma cercava invece di toglier loro voti “rubando” argomenti politici.
Qualche anno dopo possiamo dire che il piano del Capitano è perfettamente riuscito: pur avendo perso il ministero dell’Interno grazie alla crisi del Papeete, ovvero la stronzata politica più grossa da quando l’uomo inventò il cavallo (cit.), ha svuotato di tutto l’elettorato di destra i grillini e ha incamerato nel Carroccio quei voti, come ha dimostrato la vittoria alle elezioni europee del 2019.
Per questo oggi può permettersi di dire e fare il contrario di ieri, visto che l’orizzonte di lungo periodo medio dei politici italiani è domani mattina.
Intanto però di acqua sotto i ponti ne è passata talmente tanta che anche la sua leadership comincia a scricchiolare, per lo meno secondo i sondaggi. Per questo Salvini ha fretta di far cadere il governo.
Sa che nella politica italiana oggi ci sei, domani chissà .
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
DAL FIGLIO UNICO DI STATO AI MILITARI IN OSPEDALE CHE NON FANNO ENTRARE GLI ANZIANI
Tre è il numero perfetto. Se poi si aggiunge anche un’immagine fuori contesto si riescono a raggiungere altissime vette. Il tutto condito da un racconto «di un mio amico medico che mi ha detto…», senza conferme ufficiali.
Il tutto accade sulla pagina Facebook del senatore della Lega Simone Pillon, in un unico post.
Tre bufale sulla Cina: la prima sugli anziani che non vengono curati e rimandati a casa (parlando di «eutanasia di Stato); la seconda sul fatto che ci sia (ancora) la legge sul figlio unico per ogni famiglia cinese; la terza sull’aborto selettivo sulle bambine. Insomma, un pot-pourri di cose non reali e non attuali.
Partiamo dal suo racconto che, poi, sconfina in altri ambiti. Simone Pillon racconta di aver saputo da un fidato medico bresciano una notizia sconvolgente: «A quanto riferivano, in Cina chi ha meno di 70 anni non viene neppure ricoverato. Le guardie armate di mitra che custodiscono le porte degli ospedali hanno l’ordine di ‘convincere’ gli anziani a tornarsene a casa».
Una cosa gravissima e che non può che provocare indignazione. Ma è vera?
Come spiega Butac, innanzitutto, la foto utilizzata dal senatore leghista è fuori contesto: i militari non sono fuori dagli ospedali per fare ‘selezione all’ingresso’, ma fuori da una stazione ferroviaria di Wuhan per controllare che le persone contagiate non lasciassero la città (al tempo del primo focolaio cinese).
Inoltre non c’è alcun riscontro sul fatto che gli anziani (gli over 70) vengano respinti all’ingresso degli Ospedali (e un senatore della Repubblica non può diffondere messaggi che esordiscono dicendo «mi hanno detto»).
Il post social di Simone Pillon trascende, poi, su altri temi che, come quello sopracitato, servono solamente ad acuire l’indignazione contro la Cina. Si parla di «figlio unico di Stato».
Ma di cosa parla il senatore leghista? Si fa riferimento a una legge del governo cinese per evitare il sovrappopolamento, consentendo alle famiglie di fare un solo figlio. Peccato che Pillon non dica che quella legge fu abolita nel 2015, cinque anni fa.
Passiamo all’ultimo aspetto, sui cui Simone Pillon sembra avere ragione, ma non nei modi e nella spiegazione.
Il senatore del Carroccio parla di «aborto selettivo femminile». Ma le leggi, in questo caso, non c’entrano nulla. Il governo cinese non è mai intervenuto su questo ambito e si tratta di una scelta — probabilmente sbagliata — di alcune famiglie che decidono autonomamente di mettere al mondo solo figli maschi.
(da agenzie)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
FAZI EDITORE: “LA CONSULENZA SI E’ CONCLUSA, NON E’ USCITO NULLA”
La domanda sorge spontanea e rimbalza da Facebook in tutto il web: ma che fine ha fatto
il libro di Alessandro Di Battista su Bibbiano?
Il cittadino (ex) deputato del MoVimento 5 Stelle lo aveva annunciato nel luglio 2019, quando l’inchiesta non era stata ancora chiusa (nei giorni scorsi sono arrivate le richieste di rinvio a giudizio da parte della procura) e aveva fatto sapere della sua collaborazione con Fazi Editore:
“In tal senso vi annuncio che presto (vi terrò aggiornati) uscirà un libro sullo scandalo di Bibbiano e sarà il primo libro frutto della mia collaborazione con Fazi. Ci è sembrato doveroso approfondire questo scandalo anche perchè abbiamo registrato un silenzio assordante da parte del 90% del sistema mediatico nazionale. Tuttavia il libro su l’inferno di Bibbiano sarà solo l’inizio. Vogliamo dare spazio a nuovi autori e a nuove idee.”
Secondo le intenzioni del Dibba sarebbe stato il primo tomo frutto della sua collaborazione con l’editore e “un doveroso approfondimento” di questo “scandalo, anche perchè abbiamo registrato un silenzio assordante da parte del 90% del sistema mediatico nazionale”.
Poi arrivò il governo M5S-PD e il coraggiosissimo Dibba ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco anche se, come ha raccontato il Fatto, insieme a Di Maio e Casaleggio Junior era contrario all’alleanza.
Ieri però è arrivato anche un annuncio da parte di Thomas Fazi, figlio di Elido: “La consulenza con Di Battista si è conclusa” e “non è uscito nulla”.
Quindi niente più libro su Bibbiano per Dibba. In compenso, ha scritto ieri MF, Dibba la creazione di una piattaforma nazionale di car sharing.
Che Guevara addio, meglio fare concorrenza a Enjoy e Car2Go. Certo, Dibba ci tiene a sottolineare che non diventerà un bieco capitalista. Quella che sta per lanciare sarà «un’impresa pubblica sia chiaro, con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti gli italiani, su tutto il territorio nazionale, migliaia di auto elettriche». Si tratta di «un progetto che -ovviamente- faccia profitti ma con lo scopo di reinvestirli nel rafforzamento di questa nuova azienda di Stato e nell’ampliamento del parco auto. L’obiettivo è ambizioso: una parziale sostituzione di auto private con vetture pubbliche». Il progetto è certo impegnativo e quindi Dibba si rivolge a «tutti coloro che vorranno darmi una mano: associazioni, ingegneri, giovani».
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
LEI INVECE RAPPRESENTA IL NUOVO, I TOSCANI LE DARANNO LA RISPOSTA CHE MERITA
Non solo medici calabresi. In un video che torna a circolare in rete in occasione dell’annuncio della sua candidatura alla presidenza della Regione Toscana Susanna Ceccardi spiega di non aver messo la foto di Sergio Mattarella nel suo ufficio a Cascina «perchè lo considero un retaggio da ancien règime, un retaggio antiquato e comunque direi che in questi giorni l’avrei comunque tolta se ci fosse stata
In compenso Ceccardi ha fatto sapere di aver esposto altro: «In ufficio ho appeso il crocifisso che non c’era, il calendario dell’Arma, due bei quadri del Gioli, una riproduzione della battaglia di Cascina. Sono felice di non averla mai appesa, mi sono evitata la fatica di toglierla dal muro».
Insomma, Mattarella no e il crocifisso sì. I toscani sono avvisati.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 24th, 2020 Riccardo Fucile
“ACCOLTE UN MILIONE DI DOMANDE SU 2,4 MILIONI DI RICHESTE, NON INCIDE SUL MERCATO DEL LAVORO, APPENA 20.000 NUOVI RAPPORTI DI LAVORO”
Avevano chiamato anche il super esperto della Mississippi State University, Mimmo
Parisi, per individuare un meccanismo (quello dei navigator) chiamato a risolvere il problema della povertà in Italia.
Il reddito di cittadinanza, che era stato annunciato dai balconi di Palazzo Chigi con sorrisi e con pugni al cielo, si è rivelato essere un grande flop, secondo le ultime rilevazioni della Corte dei Conti.
Quest’ultima ha intravisto un problema di fondo, non tanto relativo all’erogazione degli assegni — che pure presenta ritardi che poi andremo a esaminare — quanto nella cifra complessiva degli aventi diritto che, grazie al reddito di cittadinanza, poi è in grado di trovare un lavoro.
Fausta Di Grazia, procuratore generale della magistratura contabile, ha messo in evidenza quanto segue: «Dai dati degli uffici di controllo risultano essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali, secondo elaborazioni di questo Istituto, soltanto il 2% ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro tramite i Centri per l’impiego»
Insomma circa 20mila persone avrebbero trovato un lavoro con il reddito di cittadinanza, mentre il sistema — una volta a regime — aveva previsto un inserimento nel mercato molto più impattante. Del resto, con i tanti problemi legati alla disoccupazione, in Italia, era sembrato difficile sin dall’inizio posizionare tutti i percettori del reddito di cittadinanza perchè risultava chiaro che trovare un milione di posti di lavoro non sarebbe stato semplice.
A completare ulteriormente il quadro, la Corte dei Conti ha evidenziato anche come gli assegni vengano erogati in ritardo.
Complessivamente, invece che con una cadenza mensile, il reddito di cittadinanza viene erogato ogni 49 giorni, con ritardi che sono cresciuti fino a 11 giorni in quest’ultimo periodo. Un problema che non sta nella disponibilità economica, quanto nei meccanismi che, purtroppo, non sembrano essere conformi a una misura di questa portata.
Un fallimento su tutta la linea che, in questo momento, rischia di sottrarre risorse preziose al Paese che potrebbero essere impiegate in altri settori.
(da agenzie)
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