Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
SOLO DOPO CHE LA MARE JONIO E’ ANDATA A PRELEVARLA SULLA NAVE DELLA MAERSK BLOCCATA DAVANTI A MALTA HA POTUTO ESSERE PORTATA D’URGENZA IN OSPEDALE A POZZALLO… L’EUROPA E’ UNA VERGOGNA
Almeno lei, la donna camerunense incinta rimasta per 38 giorni in condizioni disperate a bordo della petroliera Maensk in mezzo al mare di Malta aspettando di poter sbarcare, almeno lei ( insieme al marito) adesso è a terra.
Se non fosse stato per l’iniziativa di Mediterranea Tom Alum, 37 anni, al quarto mese di gravidanza, probabilmente avrebbe perso il bambino. Nell’hotspot di Pozzallo dopo una visita in ospedale che l’ha tranquillizzata sulle ripetute minacce di aborto che aveva accusato senza che un medico potesse vederla.
Per gli altri suoi 25 compagni di viaggio, salvati il 5 agosto dalla nave danese su richiesta del centro di ricerca e soccorso di Malta, prosegue l’attesa.
Adesso sulla Mare Jonio e quantomeno con un team sanitario in grado di affrontare quelle condizioni psicofisiche al limite che invano il comandante della Maersk aveva segnalato ( nella più assoluta indifferenza dell’Europa) prima che la nave di Mediterranea Saving Humans ieri decidesse di intervenire e farsi carico dei migranti.
Dopo l’evacuazione d’urgenza della donna in gravidanza e del marito, la Mare Jonio si è fermata fuori dalle acque territoriali nazionali a circa 15 miglia nautiche dal porto di Pozzallo dopo aver chiesto alle autorità Italiane l’assegnazione di un porto sicuro. “Non abbiamo finora ricevuto alcuna indicazione – dicono dalla Mare Jonio – La notte a bordo è trascorsa tranquilla, ma i nostri ospiti continuano a chiedere notizie del loro sbarco e le loro condizioni fisiche e psicologiche rimangono gravi e preoccupanti. Devono essere portati a terra al più presto. Basta poco per far finire adesso questa vergogna.”
E in condizioni di emergenza è anche la Open Arms che, alla sua prima missione dopo lo stop provocato dal coronavirus, ha preso a bordo in tre salvataggi 275 persone ora tutte ammassate sul ponte protetti dalle coperte termiche.
Anche gli spagnoli chiedono un porto sicuro: “276 persone, 276 vite, 276 storie. Dopo le violenze e gli abusi, dopo giorni abbandonati in mare, non è sul ponte di una nave che dovrebbero trascorrere queste ore, ma in un luogo sicuro, tutelati dalle nostre costituzioni democratiche”.
(da agenzie)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
IL QUESTORE DI MATERA NON HA PAROLE: “E’ UNO SCHIFO”… UNA SOLA DEFINIZIONE: UOMINI DI MERDA
“Porto in Mercedes due bitch, mi slacciano la cinta, bitch”. Questo è il ritornello di Conto Cash, trap
lucano, cantano Red Michael e Medeus, in un video in cui contano banconote e fumano denaro.
Questo è l’inno della banda di Pisticci, gli animali che nella notte tra il 6 e il 7 settembre hanno drogato e abusato di due 15enni inglesi.
Ne hanno arrestati quattro. Si chiamano Michele Masiello, Alessandro Zuccaro, Giuseppe Gargano, Alberto Lopatriello. Ne prenderanno altri, probabilmente.
Il più grande ha 23 anni, il più giovane 19. Luigi Liguori, il questore di Matera che sta conducendo le indagini insieme con la sua squadra mobile, è uno sbirro che ne ha viste tantissime, dai mafiosi foggiani ai fratellini di Gravina, Francesco e Salvatore, non trova le parole. Scuote la testa: “È uno schifo”.
Chi sono questi quattro? “Balordi” dice il sindaco Viviana Verri. Ha 34 anni, è il primo sindaco donna della storia della città . Dalle sue parole si percepisce il disprezzo che sente, misto a un po’ di paura. Quelle ragazzine abusate, i ragazzi della sua città come diavoli. “È un episodio agghiacciante” dice. “Siamo arrabbiati ma abbiamo anche voglia di mostrare solidarietà alle vittime”. Sembrano parole di circostanza. Non lo sono.
A Melito di Porto Salvo, nella vicina Calabria, qualche anno fa, un branco stuprò e un pezzo importante della comunità scese in piazza per difenderli. Gli stupratori, non le vittime. A Pisticci giurano che non accadrà .
La reazione, a oggi, è quella dello sdegno e della rabbia. Raccontano che li conoscevano, “i ragazzini di Pisticci”.
Chi erano? La polizia ha guardato i precedenti e ha trovato poca roba, qualche segnalazione per stupefacenti e una denuncia per lesioni (Lopatriello). Risultano tutti disoccupati, con lavori saltuari ma, per citare gente del posto, “senza un mestiere”.
Le definizioni che si raccolgono sono più o meno queste: sbandati, drogati, violenti. Le loro pagine Instagram sono l’ormai solito campionario fatto di soldi esibiti, pistole (probabilmente finte), bottiglie di champagne con dito medio alzato incluso, vodka ghiacciata, e tutta quella retorica trap usurata.
Rispetto a Colleferro, ai fratelli Bianchi, non c’è quella ostentazione della violenza, dello scontro fisico. Nel branco di Pisticci c’era la legge dei soldi, delle macchine di lusso, “delle Mercedes con le bitch”, appunto, della droga, le catene d’oro, “l’atteggiarsi”, per citare le loro stesse parole.
Non a caso, quella sera, i quattro ragazzi arrestati sono arrivati in villa con due cantanti trap, uno dei quali di ottima famiglia, le cui canzoni (e non solo) accompagnavano le loro serate: si chiamano Red Michael e Medus, appunto. E cantano l’importanza del denaro e il disprezzo delle donne.
C’è qualcuna però che non ci sta, a questo racconto. È Katerina, la sorella di Michele. “Nel paese ci conosciamo tutti, persone buone e cattive – dice – . Io non voglio essere di parte: se qualcuno ha commesso qualcosa, deve pagare. Ma mio fratello e l’amico sono andati via proprio mentre agiva il solito gruppetto di parassiti del paese. Quindi possiamo immaginare come stavano e quello che hanno fatto. Per favore, non giudicate prima di conoscere la verità “.
Quando i poliziotti sono andati a prendere i quattro, non hanno visto nemmeno una lacrima. Due di loro hanno detto: “Che volete? Quelle ci stavano”.
In realtà hanno aggiunto altro, ma fa schifo anche soltanto ripeterlo.
(da “La Repubblica”)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
IL RIDER E’ UN UOMO PAKISTANO CHE SI GUADAGNAVA ONESTAMENTE DA VIVERE: QUASI 30 GIORNI DI PROGNOSI
Hanno ordinato delle pizze e, una volta giunto il fattorino, lo hanno picchiato e gli hanno rubato l’incasso della serata.
È successo in Borgo Roma, a Verona. Il gruppo di ragazzini è stato individuato successivamente dai poliziotti, grazie ad un’attività di indagine che ha impegnato gli agenti delle Volanti per l’intera nottata.
Indispensabile sono state le descrizioni raccolte nell’immediato dagli operatori intervenuti gli accertamenti effettuati sui cellulari sequestrati ai ragazzi di volta in volta identificati.
Come scrive L’Arena, il primo ad essere individuato — e l’unico, al momento, a finire in manette — è stato il giovane che, intorno alle 3 di notte, aveva contattato la pizzeria chiedendo di recapitare del cibo a parco San Giacomo. Una volta giunto sul posto, il rider ha chiamato il recapito telefonico del richiedente che si è avvicinato insieme ad una ragazza ed ha ritirato l’ordine.
La coppia di giovani, non ancora 18enni, ha poi fermato il motorino del corriere, impedendogli di ad andare via, ed è stata raggiunta da altri tre ragazzi che, da dietro, hanno afferrato il malcapitato, l’hanno trascinato a terra ed hanno iniziato a prenderlo con calci e pugni, intimandogli di consegnar loro il denaro.
L’aggressione si è conclusa con il furto del portafoglio — dunque dell’incasso dell’intera serata — e delle chiavi del motorino del titolare della pizzeria che, prima di essere trasportato all’Ospedale di Borgo Trento, è riuscito ad allertare la Polizia.
Le indagini sono state immediate e, come detto, hanno consentito di fermare prima il 17enne che aveva telefonato in pizzeria. Il giovane era ancora col cartone della pizza in mano quando è stato individuato.
Questa mattina il giudice del Tribunale dei Minori di Venezia ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti del ragazzo la misura della permanenza in casa, in attesa del processo. I complici sono stati individuati il mattino dopo e denunciati per rapina aggravata.
Erano ancora in possesso del bottino — che subito dopo la rapina si erano ripartiti — e dei documenti della vittima, riconsegnati spontaneamente da uno degli aggressori.
Il rider, 44enne di origine pakistana, a seguito delle lesioni riportate, è stato dimesso dall’Ospedale di Borgo Trento con una prognosi di 26 giorni.
(da agenzie)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
L’AUTOREVOLE PERIODICO: “LE SUE BUGIE SONO COSTATE MIGLIAIA DI VITE NEGLI STATI UNITI”
Un mentitore seriale: “Quando il presidente Usa Donald Trump ha iniziato a parlare al pubblico della
malattia da coronavirus, Covid-19, a febbraio e marzo, gli scienziati sono rimasti sbalorditi dalla sua apparente mancanza di comprensione della minaccia. Abbiamo supposto che si fosse rifiutato di ascoltare i briefing della Casa Bianca o che fosse stato messo al riparo deliberatamente dalle informazioni. Ora, poichè il giornalista del ‘Washington Post’, Bob Woodward, lo ha registrato, possiamo sentire la stessa voce di Trump che diceva di aver capito esattamente che Sars-CoV-2 era mortale e si diffondeva nell’aria. Quando minimizzava il problema con il pubblico, Trump non era stato confuso o informato in modo inadeguato: ha mentito apertamente, ripetutamente, sulla scienza al popolo americano”.
Sono le dure parole di un editoriale pubblicato su ‘Science’, una delle riviste di riferimento della comunità scientifica internazionale
“Queste bugie – scrive l’autore H. Holden Thorp – hanno demoralizzato la comunità scientifica e sono costate innumerevoli vite negli Stati Uniti. Nel corso degli anni, questa pagina ha commentato le debolezze scientifiche dei presidenti degli Stati Uniti su temi importanti”, come il cambiamento climatico.
“Ma, ora, un presidente degli Stati Uniti ha deliberatamente mentito sulla scienza in un modo che era in maniera imminente pericoloso per la salute. Questo potrebbe essere il momento più vergognoso nella storia della politica scientifica statunitense”.
L’editoriale su ‘Science’ fa riferimento a un’intervista di Woodward datata 7 febbraio 2020, in cui Trump “affermava di sapere che Covid-19 era più letale dell’influenza e che il virus si diffondeva nell’aria. Ma il 9 marzo – ricorda l’autore – ha twittato che ‘la comune influenza’ era peggiore di Covid-19”. Vengono ricostruite diverse dichiarazioni del presidente Usa. E viene anche riportato il caso di Nancy Messonnier, direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases, istituto dei Cdc, centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, che aveva affermato: “Non è tanto una questione se questo accadrà più, ma piuttosto una questione di quando esattamente ciò accadrà e quante persone in questo Paese avranno una grave malattia”.
“Aveva ragione”, scrive l’editorialista di Science. “E Trump lo sapeva. Ma lui l’ha zittita. E ha anche cercato di controllare i messaggi di Anthony Fauci, il principale leader sulle malattie infettive della nazione”.
“Trump sapeva anche che il virus poteva essere mortale per i giovani. Tuttavia, ha insistito affinchè le scuole e le università riaprissero e che il football del college riprendesse”, prosegue Thorp che evidenzia in contrasto il ruolo della scienza nella lotta al coronavirus.
“I ricercatori stanno sviluppando instancabilmente vaccini e studiando le origini del virus in modo da prevenire future pandemie. Gli operatori sanitari si sono esposti per curare i pazienti Covid e ridurre il tasso di mortalità “. Trump invece, conclude, “non era all’oscuro e non stava ignorando i briefing. Ascolta le sue stesse parole e ha mentito. Chiaro e semplice”.
(da Globalist)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
LA FRASE STRAZIANTE E PIENA DI DIGNITA’ DEL PADRE DI WILLY
«Mio figlio non è morto invano se è vero che ha tentato di salvare un’altra vita». Una frase straziante e commovente che racconta tutta la dignità della famiglia di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso in un feroce pestaggio a Colleferro, Roma, nella notte tra il 5 e il 6 settembre.
Proprio queste sarebbero le parole che il papà di Willy, Armando, avrebbe detto all’ambasciatore di Capo Verde Jorge Josè de Figueiredo Goncalves, che ha reso visita alla famiglia nel pomeriggio a Paliano, il paese a pochi minuti da Colleferro dove risiede la famiglia.
A raccontarlo è lo stesso diplomatico, lasciando l’abitazione della famiglia. Nella giornata di oggi i funerali del ragazzo, cui ha partecipato una folla di persone vestite di bianco, colore che, su desiderio della famiglia, rappresenta purezza e giovinezza
(da “Open”)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
DAL RUSSIAGATE AI SEQUESTRI DI PERSONA AGGRAVATI, DAI COMMERCIALISTI DELLA LEGA AL TESORIERE, DA FONTANA ALLA SANITA’ LOMBARDA, DAI VOLI DI STATO ALLE SPESE PAZZE, DALLA TRUFFA DEI 49 MILIONI A SIRI
Sono molteplici le indagini giudiziarie che coinvolgono Matteo Salvini, come ad esempio quelle sulle
navi dei migranti, o vari esponenti politici leghisti. Salvini, oltre ia provedimenti in corso, è stato querelato per istigazione a delinquere e diffamazione da Carola Rackete, capitana dalle Sea Watch.
Ma guai giudiari hanno riguardato la Lega anche in passato: storica fu quella del procuiratore Papalia per la (tentata) secessione leghista del 1998.
Numerosi consiglieri regionali della Lega sono stati indagati per le cosiddette “spese pazze”, acquisti privati fatti con i soldi stanziati dalle Regioni per le attività politiche dei Gruppi.
Un’inchiesta riguarda i presunti finanziamenti russi alla Lega nell’ambito del caso Savoino, unìaltra dove siano finiti i 49 milioni della truffa dei fondi elettorali, altre chiamano in causa esponenti di spicco come lìex sottosegretario Armando Siri. Attualmente sono in pieno svolgimento le indagini scaturite durante la pandemia, sulla fornitura dei camici e dei test sieriologici alla Regione lombarda, che hanno coinvolto in primis il governatore leghista Attilio Fontana.
Salvini indagato per il caso delle navi dei migranti
Matteo Salvini è indagato per sequestro di persona nell’ambito dell’inchiesta relativa ai 131 migranti che nel luglio 2019 vennero trattenuti per giorni a bordo della nave Gregoretti. Il leader della Lega era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Agrigento per i reati di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio.
Un’altra accusa fa riferimento alla vicenda dei 164 migranti salvati il primo agosto 2019 dalla nave “Open Arms”, a cui l’allora ministro dell’Interno vietò l’ingresso nelle acque italiane in applicazione delle disposizioni previste dal decreto sicurezza bis.
Nel gennaio di un anno fa il tribunale dei ministri di Catania aveva chiesto l’autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona per il caso della nave Diciotti. Le motivazioni dei giudici: “Ha abusato dei suoi poteri, violando le convenzioni internazionali e privando della loro libertà i 174 migranti costretti a bordo”.
Il Russiagate e il caso Savoini
Una delle inchieste mediaticamente più rumorose che hanno coinvolto il mondo leghista è quella della procura di Milano sul cosiddetto “Russia-gate”. In questo caso Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia, è indagato per corruzione internazionale per la vicenda relativa ai presunti fondi russi su cui si sarebbe trattato il 18 ottobre del 2018 all’hotel Metropol di Mosca.
Salvini indagato per 35 voli di Stato
Sono 35 i viaggi sospetti per i quali l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini è indagato. Il reato che gli viene contestato dai pm romani è abuso d’ufficio. Quelle trasferte erano già finite nel mirino della Corte dei Conti che, pur archiviandolo perchè non c’era danno erariale, le aveva considerate illegittime e per questo aveva trasmesso alla procura di Roma. Ora da piazzale Clodio le carte sono state mandate al tribunale dei Ministri.
La Corte dei Conti si interessò della vicenda dopo l’inchiesta di Repubblica sugli abbinamenti di molti appuntamenti istituzionali di Salvini in giro per l’Italia con comizi e altre manifestazioni di partito nella stessa zona. Viaggi effettuati a bordo di aerei in dotazione alla polizia o ai vigili del fuoco. L’uso di questi velivoli venne ritenuto illegittimo dai giudici contabili perchè i mezzi della polizia e dei pompieri sono riservati allo svolgimento di compiti istituzionali o di addestramento e non ai cosidetti voli di Stato, per cui vige un’altra normativa.
L’indagine sulla truffa dei 49 milioni
Proseguono le indagini della magistratura per verificare dove siano finiti i 49 milioni di contributi elettorali finiti nelle casse della Lega dopo una truffa avvenuta ai tempi della gestione della Lega da parte di Bossi e Belsito. Questa vicenda si sviluppa in due tempi: il primo riguarda la truffa vera e propria che coinvolge il fondatore e l’ex tesoriere che ha portato i soldi nelle casse della Lega. il secondo, che si sviluppa durante le gestioni del partito da parte di Maroni e Salvini, ha come oggetto dove siano finiti quei 49 milioni: questo secondo fascicolo è tuttora aperto con l’ipotesi di riciclaggio (il primo indagato è l’assessore lombardo Stefano Bruno Galli). Nel frattempo la Lega ha stipulato un accordo con lo Stato che prevede un pagamento dilazionato in 76 anni, con rate da 600 mila euro
L’indagine sui fondi alla Lombardia Film Commission
Quattro persone sono agli arresti domiciliari in quanto coinvolte nell’indagine sui fondi alla Lombardia Film Commission, società della Regione che si occupa di promozione cinematografica. L’ordinanza riguarda Michele Scillieri, Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni, commercialisti ritenuti vicini alla Lega, e Fabio Barbarossa, indagati a vario titolo per peculato, turbata libertà nella scelta del contraente e sottrazione fraudolenta di pagamento delle imposte. Per la stessa vicenda a luglio era stato fermato Luca Sostegni, considerato il braccio destro di Scillieri.
L’indagine si era concentrata sull’acquisto di un capannone a Cormano (hinterland milanese) a prezzo gonfiato da parte della Lombardia Film Commission, con un surplus di 400mila euro rispetto al suo valore iniziale. L’immobile era di proprietà di una società in liquidazione, la Paloschi Srl, il cui amministratore era Barbarossa. A fare da tramite nell’operazione era stato Sostegni, mentre ad ‘architettarlà – secondo le ipotesi investigative – i commercialisti vicini alla Lega. Manzoni era stato nominato in quel periodo presidente della Lombardia Film Commission stessa.
Regione Lombardia /1: indagine sulla fornitura di camici
Il governatore lombardo Attilio Fontana è indagato per il caso della fornitura di camici da parte della società Dama, partecipata dal cognato Andrea Dini e dalla moglie Rebecca. In evidente conflitto di interessi, Dama avrebbe fornito 75mila camici alla Regione Lombardia per 500mila euro, durante la fase più critica della pandemia da covid 19. La contestazione della procura mossa al governatore è di frode in forniture pubbliche. Fontana ai magistrati deve poi spiegare il perchè del tentato versamento di una somma di denaro da un suo conto corrente in Svizzera a lui intestato. Secondo quanto si sa, Fontana tentò di bonificare 250mila euro alla società Dama per risarcirla del mancato incasso per 49.353 camici e 7mila set che aveva già consegnato. Il governatore nel frattempo aveva infatti chiesto di sospendere la fornitura facendola diventare una sorta di donazione. La Unione Fiduciaria di Milano alla quale Fontana si era rivolto sospese il pagamento come pervisto dalla legge per la prevenzione del riciclaggio
Regione Lombardia /2: indagine sulla fornitura dei test sierologici
La Regione Lombardia non utilizzò i test sierologici a marzo, in quel periodo li aveva ritenuto poco affidabili. L’11 aprile fece un affidamento esclusivo alla Diasorin, spa di Saluggia, in provincia di Vercelli, la quale aveva stipulato un accordo in esclusiva con il Policlinico San Matteo di Pavia per il progetto di ricerca. Va detto che Diasorin ottenne la certificazione ‘Cè sei giorni dopo quell’affidamento esclusivo, per la fornitura di 500mila test da 2 milioni di euro. Il prezzo era stato di 4,5 euro l’uno. La Regione Lombardia, sollecitata dal ricorso di una società concorrente, aveva bandito una gara, successivamente vinta dalla multinazionale Roche, che aveva presentato una offerta di 1,5 euro a pezzo. Nel frattempo tuttavia Diasorin aveva sospeso la fornitura con la consegna avvenuta a maggio di 100.020 test. La procura indaga per verificare se l’affidamento esclusivo alla Diasorin configuri gli estremi dei reati di peculato e turbativa d’asta: nel registro degli indagati ci sono otto persone: si tratta dei vertici della società e del San Matteo.
L’indagine sul senatore della Lega Armando Siri
L’ex sottosegretario Armando Siri: è indagato per corruzione per una presunta mazzetta da 30 mila euro che sarebbe stata ricevuta dall’imprenditore Paolo Arata che si sospetta vicino al “re dell’eolico” Vito Nicastri, che, a sua volta, saerbbe collegato al boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. Altre indagini riguardano l’elargizione di alcuni prestiti allo stesso Siri, uno decennale di 750 mila euro ottenuto da un banchiere di San Marino decennale concesso dalla banca al politico senza nessuna garanzia, l’altro da 600 mila euro sborsati sempre dallo stesso istituto di San Marino appena tre mesi prima grazie alla raccomandazione di un portaborse dello stesso senatore leghista. Indagano Milano e San Marino.
Appena ha incamerato il prestito di San Marino, Siri ha usato 585 mila euro per comprare un palazzo di circa mille metri quadrati a Bresso, alla periferia di Milano, intestandolo però alla figlia. Un immobile che stranamente, nonostante il mutuo, non è stato ipotecato dalla banca per garantirsi la restituzione del prestito.
Indagine sul tesoriere Giulio Centemero
Il tesoriere Giulio Centemero è indagato per finanziamento illecito a Roma e Milano. Sio indaga sui 250 mila euro versati da Luca Parnasi all’associazione leghista “Più Voci” vicina alla Lega. I 250 mila euro con destinazione “Radio Padania” e il giornale del partito. Era il “metodo Parnasi” quello che lo stesso costruttore ha descritto ai magistrati e ai carabinieri del nucleo investigativo nel corso dei suoi interrogatori: “Pagavo la politica. Alla Lega Parnasi si sentiva così vicino da proporsi, dopo le elezioni del 4 marzo, quale intermediario con il Movimento Cinque Stelle. Tante sono le conversazioni nelle quali Parnasi fa riferimento al suo rapporto con “Matteo” (Salvini) e “Giancarlo” (Giorgetti).
(da “La Repubblica”)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
“LO STRESS-TEST SARANNO LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE, L’AUTUNNO, RAFFREDDORI E INFLUENZE”
Sono più di 1.600 i nuovi casi di contagio da Coronavirus registrati oggi, 11 settembre, in Italia. E sono ancora dieci — come ieri — le nuove vittime legate al virus, secondo i dati riportati dal bollettino giornaliero della Protezione civile e del ministero della Salute sull’andamento dell’epidemia nel paese. Il dato, quello dei decessi, «è assolutamente in tendenza con il numero di contagi», spiega Fabrizio Pregliasco.
È preoccupante il numero dei contagi giornalieri?
«No, è altro a preoccuparmi, anche perchè siamo lontani dai numeri registrati a marzo o aprile, nel clou della pandemia. Per fortuna oggi siamo in grado di individuare tutti i nuovi focolai. Il ragionamento deve essere questo: più positivi, più controllo, meno contagio».
Dunque cosa la preoccupa?
«Il dato delle terapie intensive. Fino a un mese fa registravamo una cinquantina di pazienti; ora quel numero si è triplicato. E poi il dato dei ricoverati con sintomi. Nonostante le cifre, era uno scenario che ci aspettavamo, visti anche gli ultimi sviluppi. Ora dobbiamo solo aspettare…».
Cosa?
«Lo stress test definitivo: la riapertura delle scuole, l’autunno, i primi raffreddori, le influenze e tutto ciò che attiene a una sintomatologia simile a quella del Covid-19. In questo momento di limbo dobbiamo sviluppare al massimo la capacità diagnostica».
Rimedi?
«Evitare la psicosi collettiva. Questo è un virus a basso rischio specifico, è bene ricordarlo. E non è mutato, anche se negli ultimi tempi se ne dicono di ogni tipo. L’importante è attrezzarsi con le ormai conosciute misure di prevenzione e restare tranquilli».
(da Open)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
LO SCENARIO TRACCIATO DAI RICERCATORI DELLA NANJING UNIVERSITY
L’immunità al Covid-19 potrebbe durare soltanto un mese nei soggetti guariti: uno scenario, secondo
i ricercatori della Scuola di Medicina della Nanjing University, che richiede quanto mai la migliore comprensione delle risposte degli anticorpi al coronavirus per informazioni essenziali allo sviluppo di trattamenti efficaci e vaccino. Lo studio, fresco di pubblicazione, è basato sul monitoraggio della produzione degli anticorpi in 19 pazienti non gravi e in sette in condizioni invece gravi per la durata di sette settimane dall’inizio della malattia.
I dati hanno fatto emergere che un paziente su cinque non aveva anticorpi capaci di combattere il virus una volta dimesso dall’ospedale e che i livelli del sistema immunitario erano scesi significativamente tra le tre e le quattro settimane successive, suggerendo una vulnerabilità dei soggetti al coronavirus quanto quella prima del contagio iniziale. Un’alta percentuale (80,7%) di pazienti guarita dal virus, infatti, aveva mostrato prove di attività di anticorpi contro il Sars-CoV-2 (sia pure a vari livelli), mentre il restante 19,3% non aveva alcuna immunità . In altri termini, lo studio ha sostenuto di aver dimostrato che le attività neutralizzanti dei sieri di convalescenza calano in modo significativo nel periodo compreso tra i 21 e i 28 giorni dopo la dimissione dall’ospedale.
Nel rapporto, i ricercatori cinesi hanno insistito più volte sul fatto che “comprendere le risposte adattative in cui il corpo produce anticorpi che si legano specificamente al SARS-CoV-2 tra i pazienti con Covid-19 fornisce informazioni fondamentali per lo sviluppo di un trattamento efficace e di un vaccino preventivo”. Poichè allo stato non esiste alcun vaccino che neutralizzi il coronavirus, è fondamentale che gli scienziati continuino a concentrare l’attenzione sulle risposte delle difese immunitarie nei malati al fine di raccogliere informazioni utili su come combattere al meglio il virus.
(da “Huffingtonpost”)
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Settembre 12th, 2020 Riccardo Fucile
SI TEME UNA NUOVA ONDATA DI RICOVERI
Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2.280 focolai attivi di cui 691
nuovi. Si teme una nuova ondata di ricoveri.
Lo hanno detto, sono stati presi per “terroristi”, ma poi è accaduto. Dopo la sbornia estiva, dei viaggi senza regole, della movida e delle discoteche ora sono i giovani a trasmettere l’iniezione si meno giovani. Contagi che da quello che è emerso avvengono soprattutto dentro le famiglie.
In Italia si osserva un lento e progressivo peggioramento dell’epidemia di SARS-Cov-2: è quanto rileva il Report settimanale del Ministero della Salute che – pur osservando come l’Italia non sia così in difficoltà come negli altri Paesi europei, Spagna in primis – anche in questa settimana si rileva una trasmissione diffusa del virus su tutto il territorio nazionale. Nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 2.280 focolai attivi di cui 691 nuovi.
A preoccupare in particolar modo la crescita dei ricoveri per Covid-19 negli ospedali italiani, sia nei reparti medici che nelle terapie intensive con valori superiori al 5% per alcune regioni. “In quasi tutte le regioni si osserva un aumento del tasso di occupazione dei posti letto dedicati sia in area medica che in terapia intensiva. A livello nazionale il tasso di occupazione in area medica è aumentato dall’1 al 2%, mentre il tasso di occupazione in terapia intensiva dal 2% al 3%, con valori superiori al 5% per alcune regioni”.
“Sebbene, non siano ancora stati identificati segnali di sovraccarico dei servizi sanitari assistenziali – precisano Iss e ministero – la tendenza osservata potrebbe riflettersi a breve tempo in un maggiore impegno.
Secondo il report Iss i focolai anche di dimensioni rilevanti, sono troppo spesso associati ad attività ricreative che comportano assembramenti e violazioni delle regole di distanziamento fisico sia sul territorio nazionale che all’estero.
“Questo sta comportando anche una trasmissione locale dalla popolazione più giovane a quella più fragile o anziana, soprattutto all’interno della famiglia, che si riflette anche in un maggiore impegno dei servizi ospedalieri”.
Si raccomanda quindi di adottare tutte le opportune precauzioni anche in ambito familiare
Secondo il Report, infine, il numero di nuovi casi di infezione rimane nel complesso inferiore rispetto a quello di altri paesi europei, ma con un aumento da sei settimane consecutive. Il rispetto delle misure di prevenzione e della quarantena raccomandate dalle autorità sanitarie resta un elemento cruciale ed ineludibile per contrastare la diffusione dell`infezione.
(da agenzie)
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