Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
HA AFFERMATO IL CONTRARIO DI QUANTO VA DICENDO SALVINI: “SONO UN TECNICO DELLA SALUTE, PARLO IN BASE ALLA SCIENZA”
Danila De Vito è una virologa che ha scelto di candidarsi per le regionali in Puglia eppure il
suo parere di esperta è apertamente in contrasto con quello del capo della sua coalizione, Matteo Salvini.
Ricordiamo bene la polemica di Salvini padre che a settembre non avrebbe mai mandato la figlia a scuola con mascherina a pannelli in plexiglass a separarla dai compagni. Una sua alleata e virologa, a quanto pare, la pensa diversamente.
La portata politica dell’affermazione scientifica è grande, come fa notare il giornalista che intervista Danila De Vito quando la virologa afferma che i paraventi in plexiglass sarebbero stati più efficaci dei banchi con le rotelle.
«Io avrei pensato, sul modello cinese, di dotare i banchi di schermi di plexiglass per una migliore prevenzione», dice la virologa, e subito il giornalista chiede conferma di un’affermazione che va contro quanto ha sempre detto il leader della Lega Salvini: «Lei quindi avrebbe messo i famosi paraventi di plexiglass? Sa che si candida in una coalizione che ha un leader, Matteo Salvini, che ha affermato: “Mia figlia non la manderei mai a scuola con banchi di plexiglass”?.
La virologa puntualizza che la sua candidatura alle regionali in Puglia è avvenuta in virtù del suo ruolo di virologa e per «dare la mia esperienza accademica e sanitaria alla comunità ». Arriva la conferma che, qualora diventasse assessore alla Salute della gounta pugliese guidata da Fitto, preferirebbe adottare i paravento in plexiglass al posto dei banchi con le rotelle.
Quella che è una critica a quanto fatto dalla ministra Azzolina, quindi, diventa anche una critica alle affermazioni del leader che guida il centro destra, Matteo Salvini, che sui banchi e il i paravento è da sempre categorico con il suo no.
(da Giornalettismo”)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
UNA COPPIA VENEZIANA VIOLA LE NORME ANTI-COVID PER ARRIVARE IN SICILIA E PROVARE CHE LA TERRA E’ PIATTA, MA LA STORIA FINISCE MALE
La Stampa racconta attraverso la voce di Salvatore Zichichi, il medico dell’Ufficio di sanità marittima del ministero della Salute che da Palermo li ha aiutati, la storia di due terrapiattisti veneti che volevano dimostrare arrivando in Sicilia che la Terra non è rotonda.
La storia non ci crederete è finita in un’altra maniera. La coppia veneziana oltretutto ha anche violato le restrizioni per il lockdown perchè ha preso la decisione di attraversare l’Italia in piena emergenza Coronavirus:
«I due — spiega — sono partiti dal Veneto durante il lockdown diretti a Lampedusa, violando tutte le restrizioni. A Termini Imerese, vicino a Palermo, hanno venduto la loro macchina e hanno comprato una barchetta, decisi a puntare verso l’isola».
Per loro probabilmente Lampedusa era la finis terrae, come dicevano i latini, cioè il confine del mondo (piatto), delimitato da montagne di ghiaccio color smeraldo alte quattrocento chilometri sorvegliate da guardiani millenari, secondo la “dottrina” espressa l’anno scorso da alcuni alfieri di questa credenza a una convention organizzata proprio a Palermo.
Impresa non facile, per la bagnarola su cui navigavano: Lampedusa com’è noto è tra la Sicilia e l’Africa, mentre Termini Imerese è sulla costa settentrionale, quindi avrebbero dovuto fare una circumnavigazione, arrivare sulla costa meridionale e poi affrontare in senso contrario quella traversata verso Sud su cui navigano — e muoiono — i barconi dei disperati.
«La cosa divertente — chiosa Zichichi — è che si orientavano con una bussola, strumento che funziona sulla base del magnetismo terrestre, principio che loro, da terrapiattisti, dovrebbero rifiutare».
Ma la bussola li ha mollati rifiutandosi di piegarsi al terrapiattismo. E dopo essere stati intercettati dalla Guardia Costiera sono sbarcati a Ustica, stanchi morti e assetati. Ci hanno riprovato senza successo, ma si sono guadagnati la quarantena in Sicilia per essere finiti in casa di un mitomane che sosteneva di essere positivo al Covid.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
SI APPLICHI LA LEGGE COME IN GERMANIA: SE NON C’E DISTANZIAMENTO E MASCHERINE SI PROVVEDA A SCIOGLIERE L’ASSEMBRAMENTO DI UNTORI… DIETRO LA REGIA DI FORZA NUOVA
Sabato 5 settembre è stata indetta a Roma una manifestazione che dovrebbe vedere
scendere in piazza tutta la galassia dei negazionisti del Coronavirus sulla scia delle analoghe manifestazioni tenutesi nei giorni scorsi in altre città europee, come Berlino.
Il condizionale è d’obbligo perchè, ad oggi, nel gruppo Facebook “Italia Libera 5 settembre tutti a Roma” che conta 1368 membri, la confusione regna sovrana, sia sul luogo dove la manifestazione si svolgerà , piazza del Popolo o Bocca delle verità , sia sull’orario e qualcuno perfino sulla durata.
Se, infatti, nel disclaimer del gruppo è indicata la prima, una locandina sposta il luogo del raduno, creando confusione nella testa degli aderenti all’iniziativa.
Quante sono le manifestazioni? Quante le piazze? In tanti se lo chiedono e provano a darsi una risposta
Ma non è l’unico elemento a creare un certo scompiglio. A quanto si legge, finora solo in 28 avrebbero confermato sulla pagina Facebook la loro presenza all’iniziativa
Ovviamente, però, visto che ci sono, gli autoproclamatisi fautori dell’Italia libera approfittano per protestare contro un po’ di cose
“Contro la dittatura sanitaria, finanziaria e giudiziaria! Siamo il popolo, siamo quelli “contro il sistema”, contro tutti i partiti venduti e complici di questa tirannia. Siamo quelli scesi in piazza durante gli arresti di massa, siamo quelli del 30 maggio, del 6 giugno, delle mille piazze che hanno innalzato i tricolori ed il grido di rabbia di milioni di connazionali. SIAMO E SAREMO L’ITALIA LIBERA, contro il lockdown, le museruole/mascherine, i distanziamenti sociali. Contro gli arresti ingiustificati, gli abusi, lo Stato di Polizia. Contro la repressione e i Tso. Siamo l’Italia che si ribella e lotta contro la vaccinazione di massa e la sorveglianza totale. Siamo lavoratori, lavoratrici, P.Iva, commercianti e artigiani ridotti alla fame. Siamo i genitori che non faranno vaccinare i propri figli, che non voglio l’esercito fuori le scuole e il prelievo coatto dei bambini. Siamo quelli contro le antenne 5G, contro gli interessi dell’OMS, Gates, Soros e poteri internazionali. Siamo il popolo che grida ITALIA LIBERA e che sabato 5 settembre invaderà Roma, conquisterà Piazza del Popolo e come un fiume in piena butterà giù questa tirannia.
Senza dimenticare la “dittatura masmediatica”, rigorosamente con una sola esse.
Tra presenze annunciate e adesioni alla manifestazione, potrebbe intanto spiccare l’assenza del generale Pappalardo e dei suoi gilet arancioni perchè, ad avviso dell’ex carabiniere, la manifestazione del 5 settembre sarebbe monopolizzata dai neofascisti di Forza Nuova, secondo alcuni, veri ispiratori dell’iniziativa.
Appoggio incondizionato, invece, dell’ex deputata 5 Stelle Sara Cunial, del filosofo “antiterapeutico” Diego Fusaro, del cantante Povia, e di Vittorio Sgarbi, che come sindaco di Sutri ha introdotto il divieto, nel comune del Viterbese, di indossare la mascherina nei luoghi pubblici.
Ne scrive Paolo Berizzi su Repubblica di oggi:
E dunque: dietro lo slogan “Italia libera!”, sabato a Roma si prepara a sfilare il dissenso di una galassia formata da: neofascisti e sovranisti, No-vax, No 5G, Gilet arancioni, vecchi Forconi, seguaci di QAnon, comitati, associazioni di madri, lavoratori, imprenditori, commercianti, tassisti, ultrà del calcio, disoccupati e precari. La cabina di regia, come già accaduto a fine maggio-primi di giugno, è in mano all’estrema destra: Forza Nuova. Che recentemente si è saldata con pezzi di gilet arancioni. “5 settembre: tanti fuochi per un incendio”, è scritto in una delle locandine che girano. Inviti ai quali Fn – lo ha fatto il suo vicesegretario nazionale, il pregiudicato Giuliano Castellino – allega anche una lista di nomi della «politica, della chiesa, della cultura, dello spettacolo» che – secondo gli organizzatori – aderiscono alla protesta. Tra gli altri: l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, filo trumpiano e anti-Bergoglio, i deputati Sara Cunial (ex M5S) e Vittorio Sgarbi (che ha lanciato un appello a partecipare a «tutte le madri d’Italia» e l’altro giorno ha vietato le mascherine a Sutri, dove è sindaco); Alicia Erazo (Commissione internazionale dei Diritti umani, legata all’Onu); il filosofo e leader di Vox Italia Diego Fusaro, il cantante Povia. Annunciati ospiti anche dall’estero, targati estrema destra come il tedesco Udo Voigt (Npd), amico-alleato di Roberto Fiore.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
I NEGAZIONISTI IN ITALIA SONO APPENA IL 4%… CRESCE LA PREOCCUPAZIONE TRA I GIOVANI
Ilvo Diamanti su Repubblica illustra un sondaggio che mostra a sorpresa che i negazionisti del Coronavirus in Italia sono una sparuta minoranza. Meno del 5%. E la maggior parte degli italiani ha paura che il virus non sparirà presto e pensa sia opportuno premunirsi prolungando le misure:
Il recente sondaggio condotto da Demos, per l’Osservatorio sulla (in)sicurezza (curato insieme alla Fondazione Unipolis), rileva, infatti, come l’82% degli italiani (intervistati) si senta preoccupato dalla diffusione del Coronavirus.
“I più preoccupati”, in particolare, sono cresciuti dal 31 al 41%. È, tuttavia, significativo osservare come sia cambiato il profilo socio-demografico della paura.. Fino a giugno l’inquietudine pervadeva soprattutto le persone più anziane. Sul piano professionale: gli operai e i pensionati. Oggi, i più preoccupati appaiono i più giovani e gli studenti: circa il 90%.
Specchio del contagio, che si è concentrato, sempre più, fra i più giovani. Da un Virus che investiva soprattutto i padri e i nonni, in particolare se afflitti da altri problemi di salute.
Il miglioramento dei dati del contagio e la fine del lungo lockdown hanno spinto i più giovani superare i confini. Non solà³ territoriali, ma della prudenza. Così, nei luoghi di vacanza e negli eventi pubblici, abbiamo assistito e assistiamo a grandi affollamenti. Soprattutto di ragazzi. Anche se non solo…
Insieme alla “demografia”, sta cambiando anche la “geografia” della preoccupazione. Che sta crescendo nelle regioni del Centro e del Sud. Molto più che nel Nord.
Ma ciò che colpisce particolarmente è la previsione relativa ai tempi del Covid. Oggi oltre due persone su tre pensano che durerà ancora a lungo.
Almeno un anno (50%). 0 anche di più (17%). E quasi 8 persone su 10 non condividono l’idea che le misure e le regole attualmente in vigore siano eccessivamente rigide. E vadano ridimensionate. Al contrario, ritengono che vadano non solo mantenute, ma “prorogate”. Ancora a lungo.
(da agenzie)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
COSA SUCCEDE SE C’E’ UN “PASSATORE DI MANI”?… LE REGOLE VALGONO PER TUTTI?
Ieri Salvini era a Lecco e come di consueto ha preparato uno di quei bei video celebrativi
con la colonna sonora in sottofondo. Il Capitano fa la sua passerella in mezzo alla gente: non si rifiuta mai di stringere mani, di essere abbracciato o addirittura baciato sulle guance.
Certo da qualche giorno lo vediamo mettere la mascherina più spesso, non si sa se per l’aumento dei contagi o se per le figure rimediate dentro le fabbriche di pecorino o di yogurt.
Tutto questo passare da una mano all’altra però stride con gli accorgimenti che si dovrebbero tenere per non diffondere il Coronavirus.
Stringere la mano è un gesto rischioso tanto che è stato sostituito con altri tipi di saluto, con i gomiti o con i piedi.
Ecco cosa ne pensa ad esempio Anthony Fauci, non il primo personaggio preso per strada: “Penso che ciò che avremo impresso in noi per sempre è la consapevolezza che qualcosa di catastrofico come quello che il mondo sta vivendo ora può accadere, e come una società , dimentica solo di stringere la mano. Dobbiamo rompere quell’usanza perchè, di fatto, questo è davvero uno dei modi principali in cui puoi trasmettere una malattia respiratoria”.
Evitare di stringere la mano è una misura che protegge chi lo fa e la persona che incontra. Ma cosa succede se c’è un “passatore di mani”?
Immaginiamo che una delle mani toccate da Salvini, magari la prima della passeggiata in mezzo alla folla, sia contaminata dal virus. Il Capitano non si igienizza ogni volta che passa da una persona all’altra.
Verosimilmente è possibile quindi che anche la contaminazione possa diffondersi di mano in mano. Nessuno si rende conto del pericolo?
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 1st, 2020 Riccardo Fucile
IN PUGLIA DECISIVO IL VOTO DISGIUNTO
I sondaggi Tecnè per Quarta Repubblica sulle elezioni regionali che si terranno il 20 e 21 settembre: in Toscana il candidato di centrosinistra Giani è avanti rispetto alla leghista Susanna Ceccardi di 4 punti con una forbice che va dai 43 ai 47 punti percentuali contro i 39/43 dell’avversaria.
Il candidato governatore del centrodestra Acquaroli è invece in testa nelle Marche su Mangialardi ma con un vantaggio più ampio: 8 punti.
In Veneto partita vinta ancora prima di iniziare da Zaia con percentuali che vanno dal 70 al 74 per cento. Anche in Liguria Toti ha accumulato un vantaggio su Sansa irraggiungibile. Il governatore in carica ha una forbice tra il 53 il 57 per cento rispetto a quella del canditato di PD e M5S che si ferma tra il 36 e il 40.
In Puglia Emiliano, che ieri ha invocato il voto disgiunto per gli elettori del MoVimento 5 Stelle, secondo il sondaggio Tecnè è sotto a Fitto che lo scavalca di 3 punti percentuali. Anche De Luca che secondo un sondaggio del Sole di pochi giorni fa era avanti di 30 punti su Caldoro, secondo la rilevazione di Quarta Repubblica ha un vantaggio di 12 punti.
(da agenzie)
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