Dicembre 5th, 2020 Riccardo Fucile
VA A SOSTENERE I SENATORI PERDUE E LOEFFLLER, MA POTREBBE FARLI PERDERE
Il presidente uscente Donald Trump oggi sarà in Georgia per il suo primo rally dopo la sconfitta
elettorale del 3 novembre, che lui non ha ancora riconosciuto.
Lo scopo della missione è sostenere i due candidati repubblicani al ballottaggio per il Senato del 5 gennaio prossimo.
Ma molti repubblicani temono che la sortita del presidente, con i suoi scontati attacchi al sistema elettorale ed i vertici repubblicani della Georgia, possa risultare controproducente per le possibilità di vittoria dei senatori Kelly Loeffler e David Perdue.
“Se io fossi Perdue o Loeffler sarei preoccupato”, ha detto a The Hill Dan Eberhart, un fundraiser repubblicano della Georgia.
Se entrambi i repubblicani dovessero perdere il seggio, al Senato si arriverebbe ad una situazione di parità , che significherebbe il controllo dei dem perchè in questo caso la vice presidente Kamala Harris sarebbe chiamata per dare il voto decisivo.
Gli ultimi sondaggi danno una situazione di testa a testa per i due repubblicani con gli sfidanti democratici. Ma allo stesso tempo indicano come le critiche di Trump al processo elettorale stiano danneggiando i repubblicani dal momento che il 13% degli intervistati afferma che non voterà a gennaio perchè le elezioni di novembre sono state truccate, seguendo quindi le affermazioni del presidente.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2020 Riccardo Fucile
IL DIETRO LE QUINTE TRA FUGHE E VENDETTE
Manca ancora più di un mese al cambio della guardia ma la Casa Bianca dietro le quinte sembra già un campo di guerra.
Il reporter della CNN Jim Acosta, ha infatti raccontato in una serie di tweet cosa sta succedendo nel palazzo del presidente, con assistenti che lasciano l’incarico allibiti per il comportamento di Trump e stanchi dei regolamenti di conti in corso.
Un clima non buono, che riflette la rabbia del presidente uscente, incapace di accettare la netta sconfitta (oltre 7 milioni di voti di differenza) e ancora attaccato alle teorie sui brogli, mai dimostrati finora.
La Casa Bianca dietro le quinte, raccontata da Acosta, è ormai il teatro di un esodo continuo di staffer che lasciano i loro incarichi “frustrati dal fatto che Trump non ammetta la sconfitta e stanchi dei continui tradimenti”.
Nei suoi tweet il giornalista della CNN cita un membro dell’amministrazione che parla di una Casa Bianca dietro le quinte “ogni giorno più tossica” con “regolamenti di conti continui tra persone che cercano di vendicare torti finchè possono”.
Anche perchè molte delle persone che lavorano alla Casa Bianca dovranno trovare un nuovo impiego e al Congresso i posti a disposizioni sono limitati, quindi serve muoversi in anticipo, e tutti adesso ignorano l’ordine del capo del personale John McEntee di non cercare lavoro altrove, in vista di una mancata concessione della vittoria a Biden.
Ovviamente la reazione dei social ai tweet di Acosta sulla Casa Bianca dietro le quinte è andata da un estremo all’altro, con la rabbia dei sostenitori del presidente uscente verso il canale “nemico pubblico numero uno” e il sollievo, ma anche il disprezzo, di chi invece non vede l’ora che la “parentesi Trump” si chiuda al più presto possibile.
(da agenzie)
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Dicembre 5th, 2020 Riccardo Fucile
CON QUESTO ATTO BIDEN E’ FORMALMENTE E UFFICIALMENTE PRESIDENTE
I giochi erano già finiti da tempo: solo il miliardario xenofobo insiste a parlare di truffe perchè grazie
agli americani beoti in questo modo ha raccolto centinaia di milioni di euro per ricorsi legali che, al contrario, gli serviranno per rafforzare la sua posizione del partito repubblicano e candidarsi nel 2024, sempre se nel frattempo non sarà finito in galera.
La California ha certificato i risultati delle elezioni presidenziali, assegnando i suoi 55 voti elettorali a Joe Biden che così supera ufficialmente la soglia dei 270 voti elettorali necessari per diventare presidente.
Il presidente eletto ha infatti raggiunto 279 voti elettorali, mentre gli Stati non hanno ancora completato la ratifica dei risultati delle elezioni, procedura che solitamente viene considerata una pura formalità ma che invece quest’anno sta attirando grande attenzione dal momento che Donald Trump non ha riconosciuto la sconfitta ed ha avviato ricorsi legali negli Stati chiave.
Nella riunione del Collegio Elettorale, il 14 dicembre prossimo, si prevede che Binde sarà eletto 46esimo presidente degli Stati Uniti con 306 voti elettorali.
Poi è previsto un ultimo ulteriore passaggio, cioè la ratifica del voto del collegio elettorale da parte del Congresso che si riunirà in sessione congiunta di Camera e Senato il prossimo sei gennaio.
(da agenzie)
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