Dicembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
“QUESTE MISURE NON SONO SUFFICIENTI PER SUPERARE L’INVERNO”
Nonostante il numero di nuovi casi sia tra i più bassi d’Europa, la Germania vuole correre ai ripari. Dopo gli accorati appelli alla popolazione delle scorse settimane, un lockdown leggero che ha visto la chiusura di bar e ristoranti e negozi aperti con ingressi contingentati, Angela Merkel sarebbe pronta a misure più severe.
Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco Die Welt, durante la riunione con il suo gruppo parlamentare della Cdu, la cancelliera avrebbe annunciato di voler optare per nuove restrizioni: «La situazione sta diventando molto seria: queste misure non saranno sufficienti per superare l’inverno».
Merkel si sarebbe mostrata irritata anche dai piccoli assembramenti per il vin brulè a causa di stand improvvisati da molti ristoranti e locali tedeschi: «In questi giorni si parla troppo del vin brulè e troppo poco degli infermieri e del personale sanitario che si affatica nelle terapie intensive», ha affermato.
Il piano di Merkel sarebbe quello di imporre, a partire dal 27 dicembre, un lockdown totale per una o due settimane perchè, come sottolineato durante la riunione con i suoi parlamentari, «con la sola speranza non si va avanti».
Nell’ultima giornata, secondo i dati forniti dal Robert Koch Institute, la Germania ha registrato 12.332 contagi e 147 vittime. A preoccupare sono soprattutto le terapie intensive che da ottobre sono passate da 360 a più di 4mila posti occupati.
(da agenzie)
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Dicembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
I DUE ESPONENTI DELLE OPPOSIZIONI: “DUDA E ORBAN IRRESPONSABILI A BLOCCARE IL RECOVERY FUND”
Voci di dissenso in Paesi nelle mani dei sovranisti: i sindaci dell’opposizione liberale di Varsavia e
Budapest hanno denunciato oggi il veto “irresponsabile” al piano di ripresa europeo da parte dei governi polacco e ungherese, esortando Bruxelles a versare loro i fondi “direttamente”.
“Questi governi continuano ad essere irresponsabili opponendo il loro veto”, ha lamentato il sindaco di Varsavia rivolgendosi ai giornalisti durante una videoconferenza congiunta con l’omologo ungherese. “Se continua così, crediamo che l’Unione europea dovrebbe consentire agli amministratori locali di utilizzare direttamente una parte del denaro”, ha proseguito Rafal Trzaskowski.
L’opposizione attualmente guida le capitali sia della Polonia che dell’Ungheria, Paesi governati dai sovranisti. Dal 16 novembre questi ultimi hanno bloccato l’adozione del Recovery Fund, il piano di rilancio per reagire alla crisi del Covid dell’Ue da 750 miliardi di euro, rifiutando che il versamento dei fondi sia legato al rispetto dello Stato di diritto (giustizia indipendente, politica anticorruzione …). I 27 devono cercare di trovare una via d’uscita dalla crisi in un vertice europeo in programma giovedì e venerdì.
“Abbiamo scritto una lettera a tutti i leader delle istituzioni dell’Ue per affermare chiaramente la nostra posizione”, ha detto il sindaco di Varsavia, sconfitto a luglio alle elezioni presidenziali dal conservatore uscente Andrzej Duda.
“Dobbiamo tutti rispettare lo Stato di diritto, è della massima importanza, è essenziale per la nostra coesione”, ha aggiunto a nome della principale forza di opposizione polacca.
“Rappresentiamo milioni di cittadini e siamo legati all’Europa oltre che alle istituzioni europee”, ha affermato da parte sua il sindaco di Budapest, Gergely Karacsony, precisando di parlare insieme all’omologo di Varsavia a nome delle 249 autorità locali di opposizione in entrambi i Paesi.
L’anno scorso lo stesso Karacsony ha denunciato l’arricchimento degli “oligarchi amici del governo” grazie alla distribuzione del denaro europeo.
Nel 2019 Budapest, Varsavia, Praga e Bratislava hanno concluso un “patto di città libere” per offrire un’alternativa al “populismo” dei loro governi nazionali e per rafforzare i legami con l’Europa. L’alleanza liberale spera di poter dialogare direttamente con le autorità di Bruxelles per ottenere fondi europei per le grandi città , aggirando le amministrazioni centrali.
(da Globalist)
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Dicembre 8th, 2020 Riccardo Fucile
LA STORIA DELLA COPPIA DI 90ENNI CHE SCONFIGGE IL COVID A PRATO… I FIGLI: “UN GRANDE AMORE UNO PER L’ALTRO”
È una storia a lieto fine quella che arriva da Prato, dove una coppia di novantenni — sposati da più di sessanta anni — ha affrontato e sta superando insieme il Covid-19.
A raccontare la storia dei signori Ivo, 92 anni, e Livia, 88 anni, è il quotidiano La Nazione, che pubblica una foto che ritrae i due anziani pazienti mano nella mano nei loro letti in ospedale.
Marito e moglie sono ricoverati presso la stessa struttura, La Melagrana di Prato, che cura i pazienti affetti di Coronavirus non gravi, e nei loro letti uno accanto all’altro si stanno riprendendo dal virus.
La tenera foto che ritrae i due anziani coniugi mano nella mano nei loro letti è stata scattata sabato dagli infermieri e poi inviata a uno dei figli della coppia. “Quando gli infermieri mi hanno mandato la foto di babbo e mamma che si stringono la mano — le parole del figlio Andrea al quotidiano — è stato davvero emozionante, quasi non ci credevo. È la dimostrazione che i nostri genitori hanno una tempra fortissima e un grande amore l’uno per l’altro”.
Il primo a finire in ospedale è stato il signor Ivo, che — con i suoi problemi di cuore, diabete e pressione — diceva di non avere grandi speranze di uscirne vivo.
La moglie Livia è stata ricoverata a distanza di tre settimane. La coppia fino a un mese fa viveva in piena autonomia nella loro casa del quartiere San Paolo.
“Il babbo 28 giorni fa è stato ricoverato in ospedale per colpa dei suoi tanti problemi — il racconto del figlio — e a quel punto è emersa anche la positività al Covid. La situazione non era per niente buona e i medici ci avevano fatto capire che non sarebbe uscito vivo. Invece, si è ripreso ed è stato trasferito una prima volta alla Melagrana dove però ha avuto un’emorragia. È quindi tornato in ospedale e ha superato anche la seconda fase critica, con stupore dei sanitari, così è rientrato in struttura. Invece la mamma una settimana fa ha avuto un’ischemia ed è risultata pure lei positiva al Covid. Dopo l’ospedalizzazione è stata ricoverata alla Melagrana e lì l’hanno sistemata nella stessa camera del babbo. Ora entrambi sono in via di guarigione”.
I figli della coppia, che intanto sono finiti in quarantena e possono comunicare solo al telefono con i genitori, hanno voluto ringraziare chi si sta prendendo cura di loro: “Ringraziamo gli infermieri e il personale che ci informano e sopperiscono con le immagini al vuoto della nostra presenza. Hanno colto un attimo della loro vita veramente impagabile”.
(da Fanpage)
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