Destra di Popolo.net

DALLA BAMBOLA GONFIABILE AI FIORI: QUANTO SEI BOLSO E VECCHIO INACIDITO, SALVINI

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

LE DONNE CHIEDONO RISPETTO, NON FIORI… IL MASCHIO NON E’ IL TERMINE DI PARAGONE PER CIO’ CHE E’ MEGLIO E CIO’ CHE NON LO E’, EVOLVITI… SEI SEMPRE QUELLO CHE HA ESPOSTO TRE RAGAZZINE ALLA GOGNA SESSISTA

Matteo Salvini su Twitter vuole compiacere le donne (quelle del suo elettorato, à§a va sans dire) ma fa acqua da tutte le parti.
«Un pensiero per le Amiche di questa pagina e per tutte le donne, che spesso, molto spesso, sono migliori di noi

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ESILARANTE: L’UOMO DELLE POLEMICHE STRUMENTALI CHIEDE LA FINE DELLE POLEMICHE STRUMENTALI

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

LA LETTERA DI SALVINI AL “CORRIERE DELLA SERA” E’ DEGNA DEL BAGAGLINO: DA CHE PULPITO VIENE LA PREDICA

Matteo Salvini fa autocritica e chiede, per il 2021, lo stop alle polemiche strumentali. Anzi no, nessun capo cosparso di cenere perchè lui non accusa se stesso di aver alimentato (specialmente in questo anno difficile a causa dell’emergenza sanitaria) polemiche su qualsiasi argomento (anche condite da bufale sparse).
Ma ora, nella sua ‘svolta buonista’, il leader della Lega indossa i panni del pompiere che vuole spegnere le divampanti fiamme delle contese strumentali.
Ma perchè Salvini stop polemiche strumentali? Forse perchè nell’ultima settimana è stato travolto per ben due volte dalle accuse?
Il tutto è scritto su carta stampata nella sua lettera inviata al Corriere della Sera e pubblicata nell’edizione in edicola quest’oggi: «Visto il momento drammatico, auspico nel 2021 una diminuzione delle polemiche strumentali. Lo dico anche alla luce di quanto successo a Natale: perfino un pranzo con i senzatetto, la consegna di pacchi alimentari e la visita in alcune carceri sono state occasione di attacchi contro il sottoscritto. Meno chiacchiere e insulti, più solidarietà  e risposte concrete».
Ma come è possibile? Eppure, leggendo per intero la lettera inviata da Matteo Salvini al Corriere della Sera, emergono molti spunti di polemica strumentale.
E se non vogliamo fermarci solamente a questa missiva, ricordiamo come il leader della Lega si sia distinto in questi ultimi 365 giorni in tantissime polemiche strumentali: dal video del TGR Leonardo sull’origine del Covid, passando per l’uso delle mascherine e l’exploit estivo quando riteneva che le restrizioni previste per contenere i contagi fossero fuori luogo.
Insomma, Matteo «Jerry Polemica» Salvini non sembra avere proprio contezza del suo operato dialettico, in pubblico e nell’agorà  dei social.
Forse, però, la svolta buonista di fine anno rappresenta proprio la boa e la stella cometa da inseguire. E anche noi ci auguriamo la fine delle polemiche strumentali. Magari partendo proprio da Salvini.

(da Giornalettismo)

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IL LEGHISTA BAGNAI IN SENATO PARAGONA LA SITUAZIONE EUROPEA ALL’INVASIONE DELLA POLONIA DA PARTE DELLA GERMANIA NAZISTA

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

MENO MALE CHE SALVINI AVEVA CHIESTO DI ABBASSARE I TONI (DEGLI ALTRI)

Tre sono le cose: o la leadership di Salvini è stata accantonata dal suo partito, o quella sua lettera inviata al Corriere della Sera conteneva una bugia, o vige la regola del predicare bene e razzolare male.
Perchè le parole pronunciate dal senatore della Lega Alberto Bagnai oggi in Senato — durante le dichiarazioni di voto di fiducia al governo sulla manovra economica (passata anche a Palazzo Madama) — sono l’esatto simbolo di come non ci sia alcuna intenzione da parte dei rappresentanti del Carroccio di abbassare i toni.
Eppure lo aveva chiesto il segretario della Lega in un appello pubblico. Evidentemente non viene ascoltato.
E se non bastasse quanto andato in scena tra gli scranni di Palazzo Madama, Alberto Bagnai ha deciso di condividere quel paragone anche con i suoi fan sui social (tagliando il rimprovero della Presidente Casellati, arrivato alla fine del suo intervento)
Bagnai e il paragone tra la Germania nazista e quella di oggi
«In un afflato europeista il 1 settembre 1939 la Germania invase la Polonia perseguendo a modo suo, che nel frattempo è cambiato nelle forme ma non nella sostanza, l’obiettivo di una unificazione del Continente a suo uso e consumo», ha detto Bagnai dal suo scranno. I
nsomma, la sintesi è: la Germania nazista occupò la Polonia per unificare l’Europa sotto il proprio controllo e anche oggi — con modalità  differenti — la sostanza non è cambiata. Un paragone privo di senso e che tira in ballo situazione completamente differenti. Ma il tutto porta acqua al mulino di uno dei principali anti-europeisti della Lega.
Al termine dell’intervento del senatore del Carroccio, ha preso la parola la Presidente del Senato Casellati: «Sto controllando una sua espressione di un paragone tra la situazione della Germania e della Polonia che non mi sembra adatto a questa situazione, comunque sto controllando, mi viene segnalato il testo».
E non c’è solo il testo, ma anche il video.

(da agenzie)

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VITTORIO FELTRI CONTRO CHI NON SI VUOLE VACCINARE: “DEVONO RINUNCIARE ALLE CURE PAGATE DALLO STATO”

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

“CHI SBAGLIA PIANGA SE STESSO E NON SUL NOSTRO PORTAFOGLIO”

Da giorni va avanti la battaglia dialettica di Vittorio Feltri contro no vax.
L’ex giornalista si dice contrario all’obbligo vaccinale contro il Covid, ma sottolinea come — secondo lui — chi non vuole sottoporsi all’inoculazione del siero dovrà  rinunciare alla cure pagate dallo Stato.
Insomma, secondo l’editorialista di Libero, dovrebbe valere il detto ‘chi è causa del suo mal pianga se stesso’. Il tutto, però, edulcorato dal punto di vista sanitario ed economico.
Oggi, su Libero quotidiano, non c’è solo un Vittorio Feltri contro no vax, ma anche la difesa di Vincenzo De Luca. Il Presidente della Regione Campania, infatti, è stato attaccato per ‘aver saltato la fila’: si è vaccinato nel primo giorno disponibile, nonostante l’immunizzazione fosse riservata solamente al personale sanitario dell’ospedale Cotugno. Secondo l’ex giornalista, ha fatto bene perchè ha dato il buon esempio a chi — e non sono pochi — è scettico rispetto non tanto all’efficacia del siero Pfizer-BioNTech, ma sulla sicurezza.
E così si rivolge a quella frangia più estrema, i no vax: «Ora la discussione infuria tra chi intende rendere obbligatoria la prevenzione e chi invece è contrario ad ogni forma di costrizione. Io appartengo alla seconda categoria, essendo dell’idea che pure gli sciocchi abbiamo diritto di essere tali. Aggiungo tuttavia un concetto già  espresso: se chi non si vaccina poi si ammala, si arrangi a pagare le spese delle cure. Questo in base al principio che chi sbaglia pianga se stesso, e non sul nostro portafogli». Insomma, per convincere si toccano i soldi per le cure: se ti opponi all’immunizzazione, ne paghi le conseguenze (dal punto di vista economico e sanitario). Una presa di posizione che va avanti da giorni.

(da agenzie)

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“SAVIANO PROMOTER DELLA CAMORRA”: IL DELIRIO DEL CONSIGLIERE LEGHISTA DI VERONA

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

TOLGONO LA CITTADINANZA ONORARIA A SAVIANO PERCHE’ “PARLA MALE DI SALVINI” , POVERO COCCO… ORA ANCHE PERCHE’ CHI COMBATTE LA MAFIA DA’ FASTIDIO AI PADAGNI

“Roberto Saviano? Il miglior promoter della Camorra”. Sono le parole deliranti di Andrea Velardi, consigliere comunale leghista di Verona, che torna quindi sulla revoca della cittadinanza onoraria allo scrittore, divenuto simbolo della lotta alla mafia.
La proposta al consiglio comunale l’aveva fatta proprio la Lega e per una ragione ben precisa: per le critiche ricorrenti di Saviano a Matteo Salvini.
Ora Velardi torna sull’argomento e lo fa con una storia Instagram dai contenuti difficili pure da commentare. “Saviano è riuscito a fare andare di moda lo stile Genny, ha reso un mito Ciro” spiega il leghista riferendosi alla serie tv Gomorra, tratta dal romanzo omonimo dello scrittore.
Mentre guida, Velardi, musica dance di sottofondo, naso e orecchie da topolino grazie ai filtri della fotocamera pontifica: “Saviano si è fatto attrarre dal dio denaro e dai benefici di quel genere di battaglia per mitizzare quel mondo”.
L’intervento non è sfuggito agli esponenti del Pd, che già  nei giorni scorsi avevano organizzato una petizione su Change.org contro la revoca della cittadinanza allo scrittore, che vive sotto scorta dal 2006 (protezione più volte criticata da Matteo Salvini quando era ministro dell’Interno).
La petizione ha già  raggiunto circa 8 mila firme. “È allucinante ascoltare il video che ha registrato mentre stava guidando il consigliere Velardi, che già  per il fatto di guidare e registrare dovrebbe essere punito secondo il codice della strada” commenta Federico Benini, capogruppo dem in consiglio comunale a Verona.   “Purtroppo con questo video Velardi ha mostrato il vero volto di questa amministrazione. Verona non è come il consigliere Velardi e lo dimostrano le oltre 8 mila firme che stiamo raccogliendo”.

(da agenzie)

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COVID, BOOM DI MORTI IN PIEMONTE E VAL D’AOSTA: COSI’ LA SECONDA ONDATA UCCIDE MOLTO PIU’ DELLA PRIMA

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

TRA OTTOBRE E NOVEMBRE E MORTI PIEMONTESI SONO RADDOPPIATI RISPETTO ALLA MEDIA

“A partire dalla metà  di ottobre 2020 diventano via via più evidenti gli effetti della seconda ondata dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità  totale. In termini assoluti si stima per i mesi di ottobre e novembre 2020 un aumento di decessi per il complesso delle cause di oltre 31.700 unità “.
Così Istat e Istituto superiore di Sanità  nel rapporto “Impatto dell’epidemia Covid-19 sulla mortalità  totale della popolazione residente periodo gennaio-novembre 2020”. Una classifica in cui Piemonte e Valle d’Aosta si trovano rispettivamente al secondo e al primo posto. Anche ieri in Piemonte, a fronte di un calo dei ricoverati nelle terapie intensive, i morti sono stati 56. Salendo così a quota 7860 dall’inizio della pandemia.
La seconda ondata, spiegano Iss e Istat, si caratterizza a ottobre per un eccesso di decessi totali del 13% sia al Nord che al Centro-Sud, mentre nel mese di novembre si distingue nuovamente l’eccesso di mortalità  del Nord (+61,4%), rispetto al Centro (+39,3) e al Sud (+34,7%).
In molte regioni del Nord l’eccesso di mortalità  totale del mese di novembre supera quello del picco di marzo-aprile: il record è in Valle d’Aosta (+139% rispetto al +71 di aprile), quindi ci sono il Piemonte (+98% a novembre rispetto al +77 di aprile), Veneto (+42,8% rispetto al +30,8% di aprile) e Friuli-Venezia Giulia (+46,9% contro +21,1).
L’incremento dei decessi registrato a novembre è più basso di quello osservato in corrispondenza della prima ondata dell’epidemia solo in Lombardia (+66% a novembre rispetto al +192 di marzo e +118 di aprile) e in Emilia Romagna (+34,5% rispetto al +69 di marzo).

(da agenzie)

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OLTRE MILLE MORTI IN UN GIORNO PER COVID IN GERMANIA, PANDEMIA “FUORI CONTROLLO” NEGLI USA

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

GRAN BRETAGNA E FRANCIA VALUTANO UNA NUOVA STRETTA… ANCHE IL BRASILE SOPRA I MILLE MORTI, AMERICA LATINA SUPERA IL MEZZO MILIONE DI DECESSI

La Germania registra in 24 ore 1.129 decessi legati alla pandemia di coronavirus, un nuovo triste record secondo i dati dell’Istituto Robert Koch, che segnala anche 22.459 nuovi casi di contagio.
Stando ai numeri forniti dall’Istituto, in Germania sono oltre 1,68 milioni i casi di Covid-19 dall’inizio dell’emergenza sanitaria con 32.107 morti e circa 1,3 milioni di persone guarite.
L’incidenza dei contagi su 100 mila abitanti nell’ultima settimana ha raggiunto il valore di 141,3. Con il blocco generale in vigore dal 16 dicembre al 10 gennaio per contenere la pandemia, il Governo federale tedesco intende abbattere il dato a 50.
Pandemia “fuori controllo” negli Usa. Covid non allenta la presa.
Negli Stati Uniti il picco è addirittura “fuori controllo”, avverte il primo virologo Anthony Fauci.
Nel paese più malato del pianeta, dove si contano oltre 19 milioni di contagiati e 335 mila morti, il mese di gennaio rischia di essere di gran lunga peggiore rispetto a dicembre.
Fauci terrà  le redini del dossier pandemia anche nell’amministrazione Biden. Il suo timore riguarda in particolare il ritardo sulla tabella di marcia per la distribuzione dei vaccini e gli effetti legati alle festività  di fine anno: “Quando si lascia un gran numero di persone che viaggia o che cena al chiuso è allora che ci si ritrova nei guai”, ha sottolineato lo scienziato. E basta guardare a questo numero: quasi 1,3 milioni di americani hanno passato i controlli di sicurezza negli aeroporti domenica, il livello più alto da marzo.
Gran Bretagna la più falcidiata nel Vecchio Continente, ok al vaccino Astrazeneca. Londra si prepara ad un ulteriore giro di vite negli spostamenti.
Nell’isola si sono contati oltre 53mila nuovi contagi in un giorno, 13 mila in più dell’ultimo bollettino. Siamo di nuovo “nell’occhio del ciclone”, ha ammesso il capo del servizio sanitario Simon Stevens, avvertendo che gli ospedali in Inghilterra hanno raggiunto il limite. Il governo, di fronte a questa emergenza, si avvia ad un’ulteriore stretta, allargando le aree dove è già  in vigore il lockdown.
Nel frattempo arriva il via libera nel Regno Unito al vaccino AstraZeneca/Oxford: la luce verde è stata accesa dalla Medicines and Healthcare products Regulatory Agency (Mhra). “Con due vaccini autorizzati – sottolinea la nota di Downing Street – saremo in grado di vaccinare un più grande numero di persone che sono ad alto rischio, proteggendole dalla malattia e riducendo mortalità  e ricoveri”.
La Francia valuta restrizioni.
Nuove misure alle porte anche in Francia, dove il presidente Emmanuel Macron ha riunito un consiglio di difesa sanitario per fare il punto sulle restrizioni che erano state allentate per le feste. Preoccupa soprattutto il balzo nei contagi nella regione del Gran Est. E secondo il Consiglio scientifico nazionale la “ripresa incontrollata dell’epidemia a gennaio è probabile”.
Anche il Brasile sopra i mille morti.
Sono 1.111 i morti di Covid-19 registrati in Brasile nelle ultime 24 ore, rivela il ministero della Salute. Si tratta del più alto numero di vittime in un giorno dallo scorso 15 settembre, quando i morti furono 1.113. Dall’inizio della pandemia, il bilancio delle vittime sale a 192.681.
Anche l’America Latina supera i 500mila morti.
L’America Latina è, dopo l’Europa, la seconda regione del mondo a superare i 500 mila morti per coronavirus. Le 29 nazioni dell’area hanno registrato almeno 500.818 vittime del Covid, la maggior parte delle quali in Brasile (192.681) e Messico (122.855), a fronte dei 559.334 morti dichiarati dall’Europa. In Stati Uniti e Canada sono stati segnalati 352.478 morti, in Asia 217.224.
Sinopharm efficace al 79%. La cinese Sinopharm ha annunciato che uno dei suoi vaccini contro Covid-19 è efficace al 79%, meno di quanto dichiarato dai concorrenti americani Pfizer e Moderna. Sinopharm è il primo gruppo farmaceutico cinese a dichiarare dati sull’efficacia di un vaccino in preparazione. Le autorità  cinesi hanno iniziato a vaccinare più di un milione di persone con prodotti che non hanno ancora formalmente convalidato.
Arriva il vaccino cubano.
Cuba potrà  inoculare a tutta la sua popolazione un proprio vaccino contro il coronavirus nella prima metà  del 2021, ha affermato un importante direttore sanitario. Il Paese è in grado di “immunizzare la popolazione cubana nel primo semestre del 2021”, ha affermato Vicente Vèrez Bencomo, direttore del Finlay Vaccine Institute (IFV), citato dal quotidiano ufficiale Granma. I vaccini in via di sperimentazione sarebbero due ed entrambi avrebbero mostrato buoni risultati in termini di sicurezza e risposta immunitaria, ma “Sovereign 02 in particolare, per le sue caratteristiche, ha mostrato una risposta immunitaria precoce (a 14 giorni), che ci permette di passare alla Fase 2 della sperimentazione clinica in modo più veloce”. Cuba, con 11,2 milioni di abitanti, registra 11.434 casi e 143 morti fino a domenica, cifre basse rispetto ai Paesi vicini.

(da agenzie)

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“NON MI ASPETTAVO TANTO ODIO, MA LO RIFAREI SUBITO, MILLE VOLTE ANCORA, HO VISTO TROPPI MORIRE”

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

PARLA CLAUDIA ALIVERNINI, L’INFERMIERA, PRIMA VACCINATA IN ITALIA, MINACCIATA E INSULTATA DALLA FOGNA NEGAZIONISTA… LA GRANDE SOLIDARIETA’ DEGLI ITALIANI PERBENE

“Non mi aspettavo tanta cattiveria, un odio così grande, tanto veleno e rabbia, ma io lo rifarei subito, lo rifarei mille altre volte ancora, per tutti i miei colleghi che sono morti per aiutare gli altri, per tutti coloro che hanno perso la vita stroncati dal Covid e io ne ho visti tanti, troppi, di pazienti andare via…”.
Claudia Alivernini commenta con queste parole rilasciate al Messaggero gli attacchi dei no-vax. “Vediamo quando muori” hanno scritto sui social alla giovane infermiera dello Spallanzani, prima vaccinata d’Italia. Su Instagram sono spuntati due profili fake a suo nome e lei si era detta pronta a denunciare.
A Claudia è arrivata la solidarietà  dagli stessi social, dal mondo della politica e dai colleghi. “Ho incontrato stamattina Claudia per incoraggiarla dopo le varie fake news ed attacchi” ha scritto su Facebook il direttore dello Spallanzani Francesco Vaia “Non ce n’è stato bisogno. Claudia sta bene, come tutti gli altri vaccinati, è di ottimo umore ed è sempre più convinta della sua scelta: atto d’amore per sè, per i suoi cari, per i Pazienti, per il Paese”
Gli hater non sono riusciti a spegnerle il sorriso, nè a farle fare un minimo passo indietro. Claudia ha rassicurato i colleghi, ha parlato a lungo con il professore Francesco Vaia, direttore sanitario della struttura, quindi ha intrattenuto un colloquio con gli agenti della Polizia postale.
Per tutta la giornata in tantissimi l’hanno cercata, chiamata, messaggiata per dimostrarle che non è sola, che non lo sarà  mai in questa lotta al virus in cui, finalmente, si intravede una luce.

(da agenzie)

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AGITU, DALL’ETIOPIA AL TRENTINO, NEL SEGNO DELLA CULTURA E DEI GRANDI IDEALI

Dicembre 30th, 2020 Riccardo Fucile

SCAPPATA DALLA SUA TERRA PER FUGGIRE AL GIOGO DEL LAND GRABBING, ERA ARRIVATA IN ITALIA GIOVANISSIMA CON IL DESIDERIO DI LAUREARSI E FONDARE UN’AZIENDA AGRICOLA

Determinata, testarda, convinta che l’odio si possa contrastare solo con la cultura: Agitu Idea Gudeta credeva nella tolleranza e pur, agli occhi di tutti, “avendocela fatta”, non dimenticava mai da dove veniva, e nella sua azienda faceva lavorare anche i richiedenti asilo.
Scappata dalla sua terra, l’Etiopia, per fuggire al giogo del land grabbing, era arrivata in Italia ancora giovanissima, piena di grinta e speranza, e soprattutto di voglia di studiare, tanto da conseguire in pochi anni una laurea in Sociologia all’università  di Trento, mantenendosi tra mille lavori.
Un grande obiettivo raggiunto, ma per Agitu solo il punto di partenza: il suo sogno era infatti quello di trasferirsi in montagna, tra le Alpi trentine, per prendersi cura di quel territorio meraviglioso e far rivivere una tradizione antichissima, quella dell’allevamento della capra Mochena, razza indigena della Valle dei Mocheni, quasi estinta fino a pochi anni fa. “Sono animali rustici, poco esigenti, ottime capre pascolatrici. E possono rimanere all’aperto praticamente tutto l’anno, permettendomi di risparmiare molto sia sui mangimi sia sui costi di gestione. Inoltre, in questo modo, posso anche ricevere dei finanziamenti previsti per chi recupera razze in via d’estinzione”, raccontava.
Quindici caprette e un vecchio capannone preso in comodato d’uso per partire: tanto era bastato ad Agitu per cominciare a toccare con mano il sogno, diventando in poco tempo uno dei volti più conosciuti di tutta la Val dei Mocheni, Agitu la ragazza venuta dall’Etiopia, Agitu la pastora delle capre felici, Agitu dal sorriso luminoso, Agitu simbolo di integrazione.
I giornali parlavano volentieri di lei, incuriositi dalla sua storia, ammirati dalla sua resilienza, e gli abitanti della valle con la stessa ammirazione la studiavano, perchè non capita tutti i giorni di incontrare una donna così, che da sola decide di affrontare la sfida per eccellenza – una vita da sola in montagna, recuperando un mestiere antico e faticoso come quello della pastorizia – con dedizione, e per pura scelta.
Lavorava il latte, produceva formaggio, e rifiutava ogni proposta di entrare in politica, Agitu, perchè era con le sue capre che voleva stare, (“Devo proteggerle dagli orsi!”, ripeteva, un po’ scherzando e un po’ no) ed era attraverso il suo lavoro e la sua storia che voleva parlare e dare l’esempio.
In fondo agli occhi, ancora, l’ultimo sogno: trasformare la sua attività  in un agriturismo, puntare sull’accoglienza. Se qualcosa o qualcuno non glielo avesse strappato via a soli 42 anni, ci sarebbe certamente riuscita.
Perchè nessuna vetta era troppo alta da scalare, per Agitu.

(da agenzie)

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