Destra di Popolo.net

“I CASI COVID TORNANO A CRESCERE, IN AUTUNNO DOVREMO INSEGUIRE ANCORA IL VIRUS”

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

L’ALLARME DI GIMBE: “MANCA UN PIANO”

I casi Covid tornano a crescere, e anche abbastanza rapidamente.
Il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe mostra chiaramente l’ennesima inversione di tendenza.
Il calo ormai si è interrotto e la curva sembra pronta a impennarsi ancora: sono 177.877 i contagi dell’ultima settimana, contro i 149.885 della precedente, in percentuale è più 18,7%.
Nel frattempo restano stabili i decessi (sono 759, più 1,7%), calano i ricoverati sia in terapia intensiva (45 in meno) che in area medica (1.166 in meno) e in generale gli attualmente positivi sono ben 101mila in meno.
Come sempre la Fondazione Gimbe pone l’accento sull’altissimo numero di non vaccinati contro il virus: sono 6,82 milioni coloro che avrebbero diritto a ricevere la somministrazione, di questi solo 1,31 milioni è coperto dal punto di vista immunitario perché guarite dal Covid da meno di sei mesi, mentre gli altri 5,51 milioni non sono protetti.
La campagna ormai si è completamente interrotta per quanto riguarda le prime dosi: la scorsa settimana ne sono state fatte appena 1.760.
Il problema – però – è la quarta dose: la platea individuata dal ministero della Salute è di oltre 17 milioni di persone, ma il secondo booster è stato somministrato a poco più di due milioni. Anche qui, la campagna vaccinale ha rallentato moltissimo: la scorsa settimana la media è stata di 9.999 somministrazioni al giorno. Parliamo di circa 70mila vaccinazioni a settimana. Se consideriamo che ne mancano 15 milioni all’appello è chiaro che la quarta dose è stato un sostanziale fallimento.
Chiudendo il monitoraggio della sua Fondazione, il presidente Nino Cartabellotta lancia un allarme rivolto alla politica impegnata in questi giorni nella campagna elettorale: “La pandemia ha trovato posto solo per strumentalizzazioni politiche, ma i dati mostrano che ci affacciamo alla stagione autunno-inverno in una situazione non favorevole”.
Dopo un riepilogo della situazione insiste: “Non è ancora stato reso pubblico alcun piano di preparazione per la stagione autunno-inverno, fortemente invocato dalla Fondazione Gimbe sulla scia delle raccomandazioni dell’Oms Europa”.
I punti sono chiari: “Aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave”.
E infine l’avvertimento: “In assenza di certezze su quando sarà pienamente operativo il nuovo Esecutivo, il rischio concreto è quello di trovarsi in piena stagione autunnale ad inseguire il virus per l’ennesima volta, compromettendo la salute e la vita delle persone più fragili e ritardando l’assistenza sanitaria per i pazienti con altre patologie”.
(da Fanpage”)

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IL COMMOVENTE OMAGGIO DEI FAN UCRAINI AI MANESKIN: “GRAZIE PER IL VOSTRO SOSTEGNO, NON LO DIMENTICHEREMO MAI”

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

LA RISPOSTA DI DAMIANO: “NON ABBIAMO PAROLE, SEMPRE AL VOSTRO FIANCO”

Mentre erano in Giappone per i concerti a Tokyo e Osaka, i Maneskin sono stati raggiunti da un commovente omaggio dei loro fan ucraini, che li hanno ringraziati pubblicando per la band composta da Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan un video contenente immagini e parole con allegato l’hashtag #UkraineLovesYou.
Un “grazie” dovuto soprattutto al supporto che i Maneskin hanno sempre dato a Kiev, con Damiano e gli altri che spesso e volentieri si sono esposti senza paura durante i live a favore della causa ucraina e contro l’invasione russa. Basti pensare al famoso “Fuck Putin” urlato dal palco da Damiano in più occasioni.
La clip di ringraziamento dei fan ucraini dei Maneskin, che mostra pure immagini della guerra (case sventrate, carri armati, rovine), è accompagnata da un audio che recita: “Questo video è un gesto di gratitudine. In questi tempi difficili, voi e il vostro supporto sono diventati l’unico aiuto nella lotta per le nostre vite. Anche dopo aver detto milioni di parole di ringraziamento, non saremo in grado di esprimere tutta la nostra gratitudine per ogni bandiera ucraina che avete alzato, per ogni parola pronunciata a sostegno dell’Ucraina, per ogni parola nella vostra canzone ‘Gasoline’. Ma, per ora, questa è l’unica cosa che possiamo fare per voi. Da parte di un cuore sincero, di una grande anima. Arriverà il momento e migliaia di persone al vostro concerto a Kiev grideranno ‘Dyakuyu’ (grazie in ucraino; ndr) con le lacrime agli occhi. Passeranno giorni, mesi, anni, ma noi lo ricorderemo sempre e vi ringraziamo per il vostro supporto”.
Non si è fatta attendere la replica al video della band e di Damiano, che ha risposto nelle sue stories al filmato: “Non ho parole per descrivere quello che sto provando, grazie davvero anche se grazie non sarà mai abbastanza, per sempre al vostro fianco”. Poi, a concludere, due cuori, uno blu e uno giallo.
(da agenzie)

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LE CINQUE RIVELAZIONI DEL WASHINGTON POST SULLA RESISTENZA DI KIEV

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

“A MARZO L’ESERCITO UCRAINO HA RISCHIATO DI FINIRE TUTTE LE MUNIZIONI”

Invasione rapida. Presa di Kiev. Caduta del governo guidato da Volodymyr Zelensky e nascita di un governo fantoccio alle dipendenze di Mosca. Doveva essere questa la traccia del piano di Vladimir Putin per annettere l’Ucraina alla sfera di influenza del Cremlino.
A distanza di sei mesi dal momento in cui i tank russi sono entrati nei confini ucraini, è chiaro che sono parecchie le cose che alla fine non hanno funzionato. Kiev ha resistito e ora il Washington Post ha pubblicato un lungo reportage in cui spiega diversi retroscena che ancora non erano stati svelati al pubblico.
Il Post ha intervistato oltre 100 persone, tra funzionari, analisti e militari ucraini. Tutto il materiale è stato poi raccolto e assemblato dai giornalisti Paul Sonne, Isabelle Khurshudyan, Serhij Morgunove e Kostiantyn Khudov.
Secondo la ricostruzione delle firme che hanno lavorato all’inchiesta ci sono cinque aspetti della resistenza di Kiev che è ancora non erano emersi dalle cronache. Il primo è la preparazione dell’esercito. Mentre i politici e i funzionari ucraini minimizzavo la possibilità di un’invasione su larga scala, l’esercito aveva già cominciato a prepararsi per questa eventualità.
Prima della notte del 24 febbraio i militari ucraini avevano spostato mezzi e uomini per poter rispondere a un’invasione russa. La seconda ragione è la ferma opposizione del governo ucraino: nelle ore successive alla prima invasione, il ministro della Difesa bielorusso Viktor Khrenin ha chiamato il ministro ucraino Oleksii Reznikov per proporre di negoziare la resa. Reznikov si è rifiutato subito di avviare qualsiasi trattativa.
Il terzo aspetto riguarda i retroscena su Volodymyr Zelensky. Nei primi giorni del conflitto il presidente ucraino non sarebbe stato contrario a dimettersi o lasciare il Paese ma solo se questo avrebbe fermato il conflitto. Qui il Post cita direttamente Zelensky: «Non sto cercando di mantenere il potere. Se la domanda è che me ne vado, e questo fermerà lo spargimento di sangue, allora sono favorevole. Andrò subito. Non sono entrato in politica per questo».
Il quarto è un aspetto mediatico: Andriy Yermak, capo dell’amministrazione di Zelensky, avrebbe inviato foto raccapriccianti della guerra ad alti funzionari dei governi di tutto il mondo. Tra i destinatari ci sarebbe stato anche Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale alla Casa Bianca.
L’ultima rivelazione riguarda invece le munizioni: per alcuni giorni di metà marzo le forze di Kiev avrebbero esaurito quasi completamente le scorte per l’artiglieria. Gli Stati Uniti infatti non avevano mandato abbastanza proiettili perché non pensavano che la resistenza ucraina sarebbe andata avanti tanto a lungo.
(da agenzie)

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IL GENERALE PETRAEUS: “KIEV ORA PUO’ DETTARE LA STRATEGIA, GRAZIE ALLE ARMI OCCIDENTALI”

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

L’EX CAPO DELLA CIA: “POTENDO COLPIRE IN PROFONDITA’ STANNO COSTRINGENDO I RUSSI AD ARRETRARE LE BASI”

David Petraeus, generale ed ex capo della Cia, a sei mesi dall’inizio del conflitto ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, parlando dello sviluppo della guerra in Ucraina.
“Per la prima volta dall’inizio della guerra, gli ucraini ora sembrano aver preso l’iniziativa dal punto di vista strategico, usando i sistemi lanciarazzi multipli americani e altre armi fornite da alleati occidentali, con effetti devastanti: prendono di mira in modo preciso i depositi di munizioni e di carburante russi, i loro quartier generali, le aree per la riorganizzazione delle unità intorno e a est di Kherson. E, più di recente, hanno usato una varietà di sistemi per attaccare le basi”.
Se è vero che i russi hanno espugnato la roccaforte di Mariupol e preso il controllo delll’Oblast di Lugansk, “da allora – circa due mesi fa – i russi hanno conquistato assai poco terreno nel Donetsk e sono stati respinti dai sobborghi di Mykolaiv e messi sulla difensiva nella regione di Kherson, sul lato occidente del fiume Dnipro, nel sud”, ha proseguito il generale.
L’obiettivo di Kiev, ha evidenziato Petraeus, “sembra essere costringere i russi a spostare le basi logistiche, i comandi e le basi aeree molto più lontano, sul retro delle linee del fronte – o addirittura in Russia, nel caso delle piste per l’aviazione. Questo renderà molto più difficile supportare le loro forze sulla linea del fronte”.
(da agenzie)

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L’INTRAMONTABILE “MANUALE DEL BUON CANDIDATO” DI BERLUSCONI

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

TRA I CONSIGLI PRESENTI NEL KIT: NON GUARDARE IL TELEFONINO MENTRE L’ELETTORE TI PARLA, VESTITI COME SI DEVE, NON USARE ARGOMENTI DA RICCHI NELLE BORGATE E RICORDA A TUTTI CHE CALENDA NON È AFFIDABILE E FORSE PURE MEZZO COMUNISTA

Se hai l’ambizione di essere votato meglio non guardare il telefonino mentre l’elettore ti parla, conciati come si deve, non usare argomenti da ricchi nelle borgate e ricorda a tutti che Calenda non è affidabile e forse pure mezzo comunista. Scontato, ma meglio essere chiari e scriverlo per bene.
Essere in lista con Forza Italia per molti è stata un’impresa e adesso non si può sbagliare. Silvio Berlusconi, non certo da oggi, ci tiene da morire, e dà tutte le istruzioni per non fare errori. Il Cav per questa nuova avventura ha voluto riesumare un grande classico del suo repertorio: Il manuale del buon candidato, inviandolo a tutti gli aspiranti parlamentari.
La mentina in tasca stavolta viene data per scontata, la regimental forse, persino per il Cav, può risultare fuori moda, ma per il resto ci sono tutte le indicazioni su cosa dire e cosa no. Esempio: se in tv qualcuno noterà una certa vaghezza nella risposta degli esponenti azzurri alla domanda «Chi andrà a Palazzo Chigi?», si sappia che niente è causale: «Sulla futura leadership di governo è meglio soprassedere», si legge al punto 10.
Il documento contiene indicazioni molto precise, di comportamento, ma anche politiche. Dopo le norme su come concentrarsi sul territorio di competenza, arrivano le regole di base: «La campagna è brevissima per questo è necessario usare molto il concetto della “scelta di campo” (scritto in neretto). Lo scontro è tra “noi” e “loro”, la sinistra». Al punto 4 c’è la descrizione dell’avversario: «Siamo di fronte ad un’alleanza di sinistra condizionata dagli esponenti più estremi (radicali, Sinistra e Libertà…)».
Mentre «il centro è rappresentato da Forza Italia». Bisogna ricordare il «voto utile» e, aspetto interessante, «è sbagliato citare sondaggi che danno in vantaggio il centrodestra perché si allontanano gli elettori indecisi e si accredita un risultato vincente dei nostri alleati». Dopo mesi di attacchi anche molto violenti, arriva una frenata: «Evitare polemiche eccessive con i fuoriusciti da Forza Italia, ma renderne evidenti le contraddizioni».
Su Calenda e Renzi «la linea comunicativa più efficace può essere quella di descriverne la scarsa affidabilità politica e personale». Per cercare i voti non bisogna disperare: «Un elettore di sinistra o grillino non è per forza un elettore perso».
I messaggi da inviare agli elettori devono essere semplici e il modello è quasi ovvio: «Si consiglia di essere incisivi e di sfruttare anche le ripetizioni dei concetti principali (come fece ad esempio il Presidente Berlusconi durante le politiche del 2006 quando disse “Aboliremo l’Ici. Avete capito bene? Aboliremo l’Ici”». Lezioni di stile, ma anche tanta nostalgia.
(da agenzie)

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EUROSTAT: I LAVORATORI CHE GUADAGNANO TROPPO POCO PER AVERE UN TENORE DI VITA DECENTE, SONO PASSATI IN ITALIA DAL 10,8% DEL 2020 ALL’11,7% DEL 2021

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

CHE VUOL DIRE? CHE BISOGNA ALZARE GLI STIPENDI… GLI IMPRENDITORI, INVECE DI BERCIARE CONTRO IL REDDITO DI CITTADINANZA, PAGASSERO MEGLIO

Neanche un contratto a tempo indeterminato salva dal lavoro povero. Secondo Eurostat la percentuale dei “working poors” con un rapporto di lavoro stabile in Italia nel 2021 è passata all’8,1% del totale, dal 7,7% del 2020. Non sorprende, quindi, che la nostra quota di lavoratori dipendenti a rischio povertà sia la più alta tra i Paesi Ue, solo la Spagna ha un dato peggiore.
Considerando tutti i tipi di contratto, i lavoratori che guadagnano troppo poco per avere un tenore di vita decente, è passata in Italia dal 10,8% del 2020 all’11,7% del 2021, emerge dalle tabelle aggiornate dall’Istituto Ue di statistica. Naturalmente i working poors con contratto a termine sono molti di più (passati dal 15,4% al 21,5%): una quota simile a quella dei lavoratori part-time, considerato che quasi mai si tratta di una libera scelta.
A rischio di povertà per via degli stipendi troppo bassi sono soprattutto i giovani (15,3% della fascia di età tra i 18 e i 24 anni) e i lavoratori autonomi. Dai dati emerge che la situazione sarebbe peggiore senza gli aiuti statali, che arrivano a sostenere solo le classi di reddito più basse: le classi medie registrano così i peggioramenti maggiori.
(da la Repubblica)

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SCUOLA MATERNA OBBLIGATORIA, LA PROPOSTA DI LETTA E LA RISPOSTA DI CALENDA E CARFAGNA CHE HANNO PERSO L’OCCASIONE PER EVITARE UNA BRUTTA FIGURA

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

ECCO QUANTI BAMBINI RIGUARDA E COME FUNZIONA IN EUROPA (DOVE GIA’ ESISTE)

La proposta di Enrico Letta a favore dell’asilo obbligatorio, accolta dai fischi della platea del meeting di Rimini, ha acceso il dibattito nella politica a un mese dalle elezioni del 25 settembre.
Duro il leader di Azione Carlo Calenda: «Letta ha detto una cosa che non sta né in cielo né in terra».
La ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha commentato: «Non solo è in perfetto stile sovietico ma anche fuori dalla realtà. L’offerta di nidi e asili in molti Comuni del Sud non arriva al 15 per cento dei bambini residenti».
In realtà la proposta di Letta riguarda i bambini tra 3 e 5 anni, e non quelli di età inferiore ai 3 anni, che frequentano gli asili nido.
Oggi gli iscritti in età regolare nelle scuole dell’infanzia statali e paritarie sono poco più di 1,2 milioni, l’89 per cento di tutti i bambini.
Secondo fonti dem, l’obbligo porterebbe a un’ulteriore scolarizzazione di 150 mila bambini, 96 mila dei quali nelle istituzioni statali, e all’assunzione di 8.700 insegnanti. Il costo per lo Stato sarebbe di 279 milioni all’anno.
La gratuità per le famiglie farebbe salire l’investimento a 3,6 miliardi all’anno.
Come riporta la Repubblica, in Ue a prevedere l’inizio a 3 anni sono la Francia e l’Ungheria. In Irlanda del Nord, Lussemburgo e Grecia si comincia a 4 anni, in Inghilterra, Olanda, Austria, Bulgaria e Repubblica Ceca a 5. In Estonia e Finlandia la soglia di ingresso è fissata a 7 anni.
(da agenzie9

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SONDAGGIO DEMOPOLIS: LEGGERO CALO DI FDI E PD, LIEVE AUMENTO DEL TERZO POLO, MA LA SOSTANZA NON CAMBIA

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

FDI 24%, PD 22,6%, LEGA 14,5%, M5S 11%, FORZA ITALIA 7%. RENZI-CALENDA 5,8%, VERDI SINISTRA 3,7%… INDECISI 22%

Un Terzo Polo un po’ più “polare”, ma il duello è sempre lo stesso: quello tra Fratelli d’Italia e Partito Democratico.
A un mese esatto dal voto (che si terrà il prossimo 25 settembre) l’analisi della percezione elettorale diventa un elemento imprescindibile per valutare scenari futuri e futuribili per quel che concerne la prossima guida del nostro Paese.
Secondo i sondaggi politici pubblicati oggi dall’Istituto Demopolis, il testa a testa (in meri numeri percentuali) è sempre tra Giorgia Meloni ed Enrico Letta. Ma il divario tra la coalizione di centrodestra e tutte le altre forze politiche continua a crescere.
Secondo i dati raccolti dal Barometro Politico diretto da Pietro Vento, rispetto all’ultima rilevazione Fratelli d’Italia ha perso lo 0,3%, attestandosi al 24%. Resta, dunque, il primo partito nelle preferenze degli intervistati (un campione di 1.408 aventi diritto al voto). Perché anche il Partito Democratico è dato in leggero calo, fermandosi al 22,6%. Poi tutti gli altri: Lega al 14,5%, MoVimento 5 Stelle all’11%, Forza Italia al 7%, il Terzo Polo (Renzi-Calenda) al 5,8% e il tandem Sinistra Italiana – Europa Verde al 3,7%. Con questi valori, la coalizione di centrodestra toccherebbe quota 47%, mentre l’alleanza PD, Si+Verdi, Impegno Civico e +Europa si fermerebbe al 30,5%.
Ovviamente, questa fotografia evidenziata dai sondaggi politici oggi è un mero calcolo di preferenze. In realtà, la composizione della maggioranza nel nuovo Parlamento dipenderà molto dai collegi uninominali e dalle sfide interne per i singoli seggi. Insomma, si tratta di percentuali che restituiscono solo il cosiddetto “sentiment” degli elettori.
E nella rilevazione di Demopolis il dato da analizzare è quello dell’affluenza: solo il 67% degli intervistati ha detto di esser pronto al voto. Ma il 22% risulta essere ancora indeciso. Questo vuol dire che c’è buona parte della popolazione che non sembra essere intenzionata (ancora una volta) a recarsi alle urne per il voto.
(da agenzie)

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“SONO SCHIFATA, NON POSSO RIMANERE IN SILENZIO”: LA RISPOSTA DELLA CAMPIONESSA DI NUOTO SINCRONIZZATO LINDA CERRUTI AI COMMENTI SESSISTI DEI SOLITI SFIGATI, RICEVUTI PER UNA FOTO SU INSTAGRAM

Agosto 25th, 2022 Riccardo Fucile

OTTO MEDAGLIE VINTE AGLI EUROPEI CHE ONORANO L’ITALIA E UNA MASSA DI FRUSTRATI DA FOGNA A CUI SERVIREBBERO CAMPI DI RIEDUCAZIONE

Aveva posato davanti a una fotocamera sulla spiaggia nel Savonese per mostrare le otto medaglie vinte nel corso dei Campionati Europei di nuoto appena conclusi a Roma.
Sei argenti e due bronzi, vinti nel nuoto sincronizzato da Linda Cerruti. Celebrazioni per una carriera di grande successo, in Italia e a livello internazionale. Il mostrandosi al pubblico (su Instagram) in una delle molteplici “posizioni” tipiche della sua disciplina. E proprio quello ha scatenato il classico arrivo di commenti del tipico “maschio italico”, in grado di sessualizzare tutto.
Quella serie di commenti è stata riportata (anche se solo una parte) e denunciata sui social dalla stessa Linda Cerruti che ha voluto mandare un messaggio a tutti coloro i quali non sono riusciti a tenere a bada gli “ormoni” trasferendo quel sessismo insito nelle loro menti nei banali e volgari commenti social.
“Come ogni anno, dopo mesi e mesi di sacrifici, sveglia alle 5, allenamenti e fisioterapia fino a sera, repeat, è arrivata quella settimana in cui alzo la testa fuori dall’acqua, e respiro. Sia chiaro, non mi sto lamentando, ma sto solamente riportando la realtà quotidiana che è stata più che ripagata da una carriera piena di soddisfazioni. Due giorni fa ho condiviso una foto fatta nella spiaggia in cui vado da sempre, nel Savonese, in cui ho coltivato i primi sogni e che per me ha anche un forte valore simbolico. La foto mi ritrae in una posa artistica, tipica del mio sport, a testa in giù e in spaccata, insieme alle otto medaglie vinte in quello che è il miglior campionato europeo della mia carriera. Il post è stato ripreso da vari quotidiani. Stamattina una mia amica mi invia uno di questi post condivisi dalle testate giornalistiche sulla loro pagina Facebook, lo apro e rimango letteralmente basita nonché schifata dalle centinaia, probabilmente migliaia, di commenti fuori luogo, sessisti e volgari che lo accompagnano Qui sotto, scusandomi in anticipo con le giovani atlete che mi seguono per quanto leggeranno, ma l’alternativa è il silenzio, che è uno dei motivi per cui oggi leggiamo ancora queste cose, riporto alcuni screenshot esemplificativi della pochezza di alcune frasi a commento della foto. Dopo più di 20 anni di allenamenti e sacrifici, trovo a dir poco vergognoso e mi fa davvero male al cuore leggere quest’orda di persone fare battute che sessualizzano il mio corpo. Un sedere e due gambe sono davvero quello che resta, l’argomento principale di cui parlare? Il minimo, nonché l’unica cosa che posso fare, è denunciare l’inopportunità di quei commenti, specchio di una società ancora troppo maschilista e molto diversa rispetto a quella in cui un domani vorrei far nascere e crescere i mie figli. Ci tengo, allo stesso tempo, a ringraziare tutte le persone che hanno preso le distanze da questi commenti, mi hanno “difesa” ed hanno apprezzato la foto per quello che è: l’immagine di un’atleta di nuoto artistico orgogliosa dei suoi risultati. È questa l’Italia che orgogliosamente rappresento portando la bandiera tricolore in giro per il mondo”.
(da NextQuotidiano)

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