POVERTÀ, DISOCCUPAZIONE, CAMORRA: COSA SUCCEDERÀ A NAPOLI QUANDO, A SETTEMBRE, 70 MILA PERSONE IN CITTÀ PERDERANNO IL REDDITO DI CITTADINANZA?
Marzo 12th, 2023 Riccardo FucilePRESI D’ASSALTO I CENTRI DI ASSISTENZA FISCALE PER CHIEDERE SPIEGAZIONI E IL “COMITATO VELE DI SCAMPIA” E IL COORDINAMENTO DEI DISOCCUPATI MINACCIA PROTESTE DI PIAZZA: “IL GOVERNO NON HA CAPITO CHE, SE ALZA IL TIRO CONTRO LE FASCE PIÙ DEBOLI E LE PERIFERIE, CI SARANNO PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO”
Stringi stringi sta tutto in un numero (anzi, in un paio di numeri): a
settembre, quando manderemo in pensione il reddito di cittadinanza, il 25% degli attuali beneficiari resterà all’asciutto. Cioè, su una platea che oggi conta circa un milione e 35mila famiglie con in tasca la carta gialla 260mila saranno costrette a restituirla.
Son mica pochi, 260mila nuclei famigliari. E sembrano ancora di più se nel computo ci mettiamo che, solo nel Napoletano, i precettori “occupabili” che rischiano di dover dire addio al bonus dei bonus sono 118mila e, a focalizzarsi ulteriormente selezionando appena la cerchia della città sotto al Vesuvio, da Posillipo al Rione Sanità, quella cifra tocca quota 70mila persone.
I Caf (i centri di assistenza fiscale) di Napoli e limitrofi sono stati presi d’assalto.
Il Comitato Vele a Scampia si è già detto pronto a dare battaglia. Non ci sta. «Il governo pensa di scherzare con la sofferenza delle persone», ha fatto sapere, da qualche giorno, Omero Benfenati che è il portavoce dei disoccupati del posto, «non ha capito che, se alza il tiro contro le fasce più deboli e le periferie, ci saranno problemi di ordine pubblico». Poi chiosa: «Siamo anche pronti a rinunciare al reddito, vogliamo solo lavorare».
(da agenzie)
La polizia federale brasiliana starebbe valutando la possibilità di chiedere l’arresto dell’ex presidente Jair Bolsonaro se non tornerà in Brasile entro aprile: lo rende noto il portale di notizie Uol, secondo cui per Bolsonaro, se rimanesse ancora negli Stati Uniti, potrebbe configurarsi il reato di “evasione del distretto di colpevolezza”, previsto dall’articolo 302 del codice di procedura penale come requisito per giustificare l’arresto cautelare di un indagato.