Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
ALL’HOTSPOT SONO IN 2.698 A FRONTE DI UNA CAPIENZA DI 400 POSTI… SARA’ TUTTA COLPA DELLA LAMORGESE E DELLE ONG, OVVIO
Proseguono senza sosta gli sbarchi di migranti a Lampedusa. La
notte scorsa con 19 imbarcazioni, soccorse al largo dell’isola o approdate direttamente sulla terraferma, sono sbarcati complessivamente 705 migranti.
Dieci, nello specifico, le carrette agganciate da mezzanotte fino all’alba con a bordo 316 persone. Ieri, invece, gli sbarchi erano stati complessivamente 28 con un totale di 1.117 persone.
E sempre ieri, fra l’area Sar italiana e le acque antistanti Lampedusa, si sono verificati quattro naufragi: due i morti, fra cui quello di una giovane donna, tre le persone (compreso un bimbo di 8 mesi) finite al poliambulatorio, 17 i dispersi, per i quali le ricerche vanno ancora avanti, e complessivamente 165 i superstiti portati all’hotspot.
Gli arrivi pesano sul centro d’accoglienza di contrada Imbriacola: in questo momento sono accolte 2.698 persone a fronte di una capienza che non supera i 400 posti.
Ieri, con i due traghetti di linea per Porto Empedocle, su disposizione della Prefettura di Agrigento, erano stati trasferiti complessivamente 539 migranti: gli ultimi in ordine di tempo sono stati 359 sulla motonave Pietro Novelli che ha attraccato all’alba a Porto Empedocle. Per oggi, la Prefettura, d’intesa con il Viminale, ha disposto un ulteriore spostamento, con la nave di linea, di 180 che dopo l’arrivo a Porto Empedocle verranno portati a Messina, Palermo, Caltanissetta e in Basilicata e Molise.
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
IL SOLITO ANNIVERSARIO DIVISIVO
Un passo avanti (Fini) e due indietro (La Russa e Meloni), in questa seconda Repubblica non si era mai arrivati a un 25 aprile tanto divisivo. CasaPound, gli omaggi a Predappio, i cortei come quello per il militante Sergio Ramelli ucciso a Milano proprio in questo periodo nel 1975, ci sono sempre stati. Passati due giorni e un po’ di dibattiti la faccenda si archiviava, in attesa dell’anno successivo.
La speranza era che una nuova generazione politica di area conservatrice riuscisse a recidere ogni filo con la suggestione di un regime troppo lontano nel tempo.
In parte questo processo è avvenuto a Fiuggi, seguito da atti forti e concreti, come la denuncia del “fascismo male assoluto” fatta nel 2003 a Gerusalemme dall’allora leader della destra italiana.
Da quel dì, abbiamo visto arrivare facce nuove e la presa di Palazzo Chigi, ma invece di un sereno riconoscimento delle responsabilità del Ventennio, e una presa di distanza anche naturale per chi in quell’epoca non c’era, stiamo assistendo a una sorta di rivalsa – e neppure tanto latente – di quei disvalori che sono l’antitesi della democrazia.
Siamo passati a una rilettura capziosa della stessa Costituzione, dove un curioso esegeta come il presidente del Senato non ci trova la parola antifascismo, quando ogni riga e ogni virgola sono il rifiuto di qualunque autocrazia.
Queste destre adesso vogliono ridisegnare completamente lo Stato, con il Presidenzialismo e l’autonomia differenziata. Dunque, non c’è in ballo solo la nostalgia e il revanscismo politico, ma un’idea di società e di Paese
(da La Notizia)
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Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
“IN QUESTA GIORNATA NON CI POSSONO ESSERE AMBIGUITA'”
La presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello ha
commentato la lettera scritta al Corriere della Sera dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in cui la premier rispondeva alle polemiche sul fascismo. «C’è uno sforzo ogni giorno da parte di tutti per unire perché il 25 aprile è il giorno di tutti – ha affermato Dureghello -. Non ci sono state differenze politiche, differenze di religione, veramente alcun distinguo in chi ha scelto in quei giorni di sacrificare la propria vita per donarci la libertà».
E ancora: «Troviamo questo valore di unità, facciamo in modo che non ci sia nessuno che se ne appropri da una parte o dall’altra, non ci sono nostalgie. Si tratta del coraggio e del valore assoluto dell’antifascismo innegabilmente riconosciuto da tutti noi». «In questa giornata – prosegue – non ci possono essere ambiguità. Deve essere netto il messaggio che deve passare senza strumentalizzazioni e senza alcun annacquamento del passato». Affermazioni fatte a Porta San Paolo, a Roma: «Abbiamo appena deposto una corona in questo luogo che è il luogo in cui si ricorda la resistenza delle truppe Alleate che permisero all’Italia di essere liberata dalla oppressione nazifascista e riconquistare la meritata e dignitosa libertà. Proprio grazie al sacrificio di uomini e tante donne che oggi ci riconosciamo ancora nei valori assoluti, imprescindibili, dell’antifascismo e della democrazia che sono a presidio anche del nostro presente». «Sono stati uomini – ha concluso Dureghello – di grande coraggio, che hanno capito e scelto da che parte della storia stare. Oggi a loro la nostra gratitudine e il nostro tributo».
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
IL CAV PRENDE LE DISTANZE DALLE PAROLE DAL PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA E RILANCIA LO SPIRITO DI ONNA
Alla vigilia del 25 aprile Silvio Berlusconi torna a far sentire la sua voce, con un messaggio scritto, per la prima volta dall’ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverato ormai da diverse settimane. «Viva il 25 aprile, la festa della libertà, della pace e della democrazia», scrive in una nota il capo di Forza Italia, «la festa di tutti gli italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi!». Parole che arrivano in giornate dal dibattito acceso proprio sulla Festa della Liberazione, soprattutto a seguito di alcune dichiarazioni rilasciate dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
Berlusconi ha deciso di ribadire la sua posizione sulla celebrazione del 25 aprile: «Nel 2009, poche settimane dopo il terribile terremoto che colpì l’Aquila, mi recai a Onna per celebrare la Festa della Liberazione», dice l’ex Cavaliere nella nota. «Avevo scelto quel piccolo comune d’Abruzzo, che era stato teatro di una tremenda strage operata dai nazisti durante la guerra e che aveva subito profondi danni e gravi perdite per il terremoto, perché avevo visto nello slancio di solidarietà che aveva unito tutti gli italiani alle popolazioni colpite, lo stesso spirito che tanti anni prima aveva consentito all’Italia di risorgere dalle rovine della guerra».
Dal reparto di terapia intensiva dove è ricoverato per alcune complicazioni legate alla leucemia di cui soffre da due anni, Berlusconi ricorda uno dei momenti di celebrazione del 25 aprile per lui più significativi: «In quella occasione avevo rievocato lo spirito di unità nazionale che animò tutti i protagonisti della resistenza che seppero accantonare le differenze più profonde, politiche, religiose, sociali, per combattere insieme una battaglia di civiltà e di libertà per se stessi e per i loro figli», spiega.
«Gli italiani un grande popolo capace di superare ogni divisione»
Il messaggio dell’ex premier è quello di unità di fronte a uno dei passaggi più importanti della storia italiana: «I cattolici e i comunisti, i liberali e i socialisti, i monarchici e gli azionisti, e con loro i militari rimasti fedeli non ad un’idea politica ma all’onore della Patria, pur mossi da ideali profondamente diversi e da una diversa visione del futuro della Nazione, di fronte a un dramma comune, scrissero, ciascuno per la propria parte, ma con eguali dignità e passione, una grande pagina della nostra storia». L’invito è quello di rimanere uniti: «Si tratta di una straordinaria pagina sulla quale si fonda la nostra Costituzione, baluardo delle nostre libertà e dei nostri diritti. Noi siamo un grande popolo, capace di rimanere unito di fronte alle emergenze e che, all’occorrenza, oggi come ieri, è capace di superare ogni divisione e ogni contrasto per conseguire il bene dell’Italia e degli italiani».
(da Open)
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Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
L’EX MINISTRO SOCIALISTA, RINO FORMICA: “LA PACIFICAZIONE CON I FASCISTI E’ AVVENUTA CON L’AMNISTIA DI TOGLIATTI, LA PACIFICAZIONE CON IL FASCISMO NO, PERCHE’ NON CI PUO’ ESSERE CON DOTTRINE CHE UCCIDONO LA DEMOCRAZIA”
“La pacificazione con i fascisti è avvenuta con l’amnistia di
Togliatti. La pacificazione con il fascismo, invece, non c’è stata e non ci potrà essere mai”. Non c’è “la pacificazione con dottrine che uccidono e distruggono la democrazia”.
Lo dice in un’intervista a Qn l’ex ministro socialista Rino Formica (96 anni compiuti il primo marzo), che trova fuorvianti richiami alla riconciliazione nazionale, come quello dell’ex presidente della Camera, Luciano Violante”: “Ha la vista corta del magistrato inquirente che confonde le responsabilità individuali con il pericolo intrinseco a una dottrina reazionaria” commenta.
Ma anche i moniti rivolti a Giorgia Meloni, come quello di Gianfranco Fini, sono destinati, secondo lui a rimanere inascoltati: “Non può chiedere alla destra di non fare la destra”.§
L’antifascismo “non è semplicemente lo schieramento di una forza per contrastare una tendenza autoritaria, dispotica, illiberale nell’ordinamento del sistema politico della società, ma è soprattutto il segnale di un pericolo permanente che esiste – spiega -. Poi, se questo pericolo dovesse manifestarsi, l’antifascismo organizza, mobilita, ma la segnalazione del pericolo viene prima, è la preparazione spirituale e materiale per contrastare l’eventuale realizzazione del pericolo”.
Per Formica la presenza di un governo di destra, per la prima volta dopo 80 anni, costituisce “l’annuncio di un pericolo” e vediamo “un rigurgito del disprezzo per ogni tendenza liberalizzatrice della società e liberale delle istituzioni”.
(da agenzie)
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Aprile 25th, 2023 Riccardo Fucile
IL DISCORSO DI MATTARELLA A CUNEO
Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è svolta a Piazza Venezia la cerimonia in occasione della ricorrenza del 25 Aprile, Festa della Liberazione. Mattarella ha ricevuto il saluto del picchetto d’onore, con lui il ministro della Difesa Guido Crosetto.
A piazza Venezia c’erano anche le alte cariche della Repubblica, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, la presidente della Corte costituzionale, Silvana Sciarra.
Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. La Canzone del Piave ha accompagnato la deposizione al sacrario del Milite Ignoto di una corona d’alloro.
La visita a Cuneo
“‘Se volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione’. È Piero Calamandrei che rivolge queste parole a un gruppo di giovani studenti alla Società Umanitaria, a Milano, nel 1955”.
Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella parlando da Cuneo in occasione del 25 aprile.
“La Resistenza fu anzitutto rivolta morale di patrioti contro il fascismo per il riscatto nazionale”, ha detto il Capo dello Stato. “Dopo l’8 settembre il tema fu quello della riconquista della Patria e della conferma dei valori della sua gente, dopo le ingannevoli parole d’ordine del fascismo: il mito del capo; un patriottismo contrapposto al patriottismo degli altri in spregio ai valori universali, che animavano, invece, il Risorgimento dei moti europei dell’800; il mito della violenza e della guerra; il mito dell’Italia dominatrice e delle avventure imperiali nel Corno d’Africa e nei Balcani. Combattere non per difendere la propria gente ma per aggredire. Non per la causa della libertà ma per togliere libertà ad altri” ha detto il capo dello Stato. “Dura fu la lotta per garantire la sopravvivenza dell’Italia nella catastrofe cui l’aveva condotta il fascismo. Ci aiutarono soldati di altri Paesi, divenuti amici e solidi alleati: tanti di essi sono sepolti in Italia”.
“Il frutto del 25 aprile è la nostra Costituzione. Il 25 aprile è la Festa della identità italiana, ritrovata e rifondata dopo il fascismo”, ha aggiunto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’anniversario della Liberazione. “E’ nata – prosegue – una democrazia forte e matura nelle sue istituzioni e nella sua società civile, che ha permesso agli italiani di raggiungere risultati inimmaginabili”. “Come recita la lapide apposta al Municipio di questa città, nell’ottavo anniversario della uccisione di Galimberti, se mai avversari della libertà dovessero riaffacciarsi su queste strade troverebbero patrioti. Come vi è scritto: “morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre Resistenza”.
“È qui allora, a Cuneo, nella terra delle 34 Medaglie d’oro al valor militare e dei 174 insigniti di Medaglia d’argento, delle 228 medaglie di bronzo per la Resistenza. La terra dei dodicimila partigiani, dei duemila caduti in combattimento e delle duemilaseicento vittime delle stragi nazifasciste. È qui che la Repubblica celebra oggi le sue radici, celebra la Festa della Liberazione”.
“Sulla scia di quei ‘visionari’ che, nel pieno della tragedia della guerra e tra le macerie, disegnavano la nuova Italia di diritti e di solidarietà, desidero sottolineare che onorano la Resistenza, e l’Italia che da essa è nata, quanti compiono il loro dovere favorendo la coesione sociale su cui si regge la nostra comunità nazionale”. Così Sergio Mattarella celebrando a Cuneo il 25 Aprile. “Onorano la Resistenza i medici e gli operatori sanitari che ogni giorno non si risparmiano per difendere la salute di tutti. Onorano la Resistenza le donne e gli uomini che con il loro lavoro e il loro spirito di iniziativa rendono competitiva e solida l’economia italiana” sottolinea il capo dello Stato. “Onorano la Resistenza – prosegue – quanti non si sottraggono a concorrere alle spese pubbliche secondo la propria capacità contributiva. Il popolo del volontariato che spende parte del proprio tempo per aiutare chi ne ha bisogno. I tanti giovani che, nel rispetto degli altri, si impegnano per la difesa dell’ambiente. Tutti coloro che adempiono, con coscienza, al proprio dovere pensando al futuro delle nuove generazioni.
(da agenzie)
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