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MAXI PROCESSO A RAVENNA PER I FINTI VACCINI ANTI COVID, TRA I 227 ACCUSATI C’E’ ANCHE IL CAPOGRUPPO IN COMUNE DI FRATELLI D’ITALIA

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

IL GINECOLOGO PASSARINI SIMULAVA L’INIEZIONE DELLE DOSI DI VACCINO A PAZIENTI CHE POTEVANO COSI’ ESIBIRE IL CERTIFICATO

227 persone andranno a processo per le finte vaccinazioni anti Covid, eseguite dal medico di base e ginecologo 66enne Mauro Passarini, che è stato arrestato dalla polizia in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa la sera del 10 novembre 2021.
Dallo scorso luglio è tornato libero del tutto e il suo nome, infatti, figura tra quelli dell’Ordine dei medici.
Secondo quanto emerso dalle verifiche della squadra Mobile il 66enne avrebbe simulato l’iniezione di molte dosi di vaccino Pfizer a diverse persone arrivate anche da fuori regione per rivolgersi proprio a lui. L’uomo era infatti considerato un punto di riferimento nella galassia dei contrari al vaccino. Ora 227 pazienti sono accusati di falso ideologico in concorso. E tra loro spicca anche il nome di un noto politico locale: Alberto Ferrero, segretario e capogruppo in Comune di Fratelli d’Italia.
Il medico
La maxi-udienza preliminare è stata fissata per inizio febbraio 2024. Passarini non ci sarà quel giorno. Ma il suo percorso giudiziario non è finito: dovrà rispondere anche di peculato per via della contestata appropriazione di fiale di vaccino anti Covid trovate abbandonate nel suo ambulatorio, e di evasione per avere parlato il 17 novembre 2021 a un giornalista uscendo di casa mentre si trovava ai domiciliari. Le indagini erano state chiuse a ottobre dello scorso anno ed era stato notificato a 250 persone l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
(da agenzie)

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SETTE ANNI DOPO LA BREXIT, LA MAGGIORANZA DEGLI INGLESI VUOLE TORNARE NELL’UNIONE EUROPEA

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

I SONDAGGI DI YOUGOV RIVELANO CHE ORA SONO PENTITI

Sono passati sette anni dal referendum sulla Brexit. Il 23 giugno 2016, cittadine e cittadini della Gran Bretagna votarono per abbandonare l’Unione europea. La campagna referendaria era stata lunga e combattuta, con promesse di una maggiore indipendenza politica, più soldi da dedicare a settori come il sistema sanitario nazionale, e meno burocrazia cavillosa.
Alla fine, il Leave (“lasciare”) vinse con il 52% dei voti contro il 48% dei Remain. Oggi, i sondaggi mostrano che l’opinione nel Paese è decisamente cambiata.
YouGov, autorevole società di rilevazione britannica, ha mostrato che se si tornasse al voto, escludendo le persone che non andrebbero alle urne o che non sanno cosa sceglierebbero, il 58,2% voterebbe per tornare nell’Ue. È da mesi che il dato è consolidato: a febbraio era ancora più alto, al 60%, il numero più alto mai registrato nei sondaggi di YouGov sull’argomento.
Non è sempre stato così. All’inizio del 2021, solo il 47% della popolazione avrebbe scelto di rientrare nell’Unione. Da allora però la crisi economica e la scarsa credibilità del governo conservatore – passato da Boris Johnson, al breve mandato di Liz Truss, all’attuale Rishi Sunak – hanno fatto nuovamente crescere i rimpianti di chi vorrebbe tornare all’Unione europea.
Dall’aprile 2021 (quando le misure contro il Covid si allentarono e i vaccini iniziarono a diffondersi) a oggi, il tasso di disapprovazione del governo è passato dal 42% al 65%, sempre secondo dati YouGov.
Quello di approvazione è crollato dal 37% al 15%. Non solo, ma i cittadini britannici hanno addirittura detto di recente di avere una maggior fiducia verso la Commissione europea (25%) che verso il proprio governo (24%).
Insomma, la Brexit si è dimostrata lontana dal sogno che era stato annunciato, e questo ha avuto un impatto anche sugli altri Paesi. Ad esempio, allontanando l’idea di altre ‘fughe’ dall’Ue.
Sia in Italia che in Francia, due Paesi che hanno sempre avuto una certa propensione all’euroscetticismo, la maggior parte della popolazione sceglierebbe di rimanere in un eventuale referendum: rispettivamente il 63% e il 62%.
Il dato è anche più in alto in Germania (69%) mentre non c’è gara in Spagna (87%). Gli stessi abitanti del Regno Unito non credono che altri Paesi usciranno: il 42% pensa che sia improbabile, contro il 40% che pensa sia probabile. Sembrano dati equilibrati, ma nel 2020 i possibiliti erano il 58% e gli scettici il 26%.
Anche se la maggioranza dei britannici vorrebbe rientrare nell’Unione europea, però, l’opinione diffusa nel Paese è che questo non accadrà. In un sondaggio il 48% ha detto che lo ritiene improbabile, e solo il 33% ha risposto il contrario. Sono stati più ottimisti gli elettori dei laburisti (44% ‘probabile’, 41% ‘improbabile’) e più scettici i conservatori (25% ‘probabile’, 59% ‘improbabile’). Anche in questo caso, però, il trend mostra un aumento di chi ritiene possibile un ritorno nell’Unione.
(da agenzie)

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COME MAI IL PADRE PADRONE DI 27 MILA MERCENARI, FINO A IERI BELLICISTA, DICHIARA CHE NON C’ERANO MOTIVI PER INVADERE L’UCRAINA?

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

IPOTESI: PRIGOZHIN POTREBBE ESSERE STATA STRAPAGATO DALL’INTELLIGENCE OCCIDENTALE PER RIMBOCCARE LA LAPIDE PUTIN E CHIUDERE COSÌ LA GUERRA IN UCRAINA… ALTRA IPOTESI: SAREBBERO I TANTI OLIGARCHI RUSSI CHE NON VEDONO L’ORA, PER I LORO AFFARI, DI CHIUDERE UNA GUERRA DEMENZIALE

Putin messo al muro da Prigozhin: guerra finita? Una domanda e tre ipotesi. Come mai il “cuoco di Mad Vlad”, padre padrone di 27 mila mercenari armati fino ai denti della brigata Wagner, fino a ieri bellicista al punto di mettere sotto accusa il ministro della Difesa Shoigu perculandolo di corruzione e manifesta incapacità, oggi dichiara in video che non c’erano motivi per invadere l’Ucraina?
E lo fa dopo aver conquistato Rostov, sede del comando dell’armata russa che combatte l’esercito di Kiev. Cosa è successo per far ribaltare la narrazione dell’ex fedele compagno di merende di Putin?
E qui si entra nel campo delle ipotesi. Sono tre e la prima è la più debole: narra di un Prigozhin travolto dalla propria ambizione di diventare l’alternativa al ministro della Difesa Shoigu.
§La seconda è molto, molto più pregnante: Prigozhin potrebbe essere stata strapagato da una intelligence straniera per rimboccare la lapide Putin e chiudere così la guerra in Ucraina.
Congettura sostenuta da tale calcolo: da due anni in qua, supportare e armare il disgraziato paese di Zelensky, sta pesando sui bilanci dell’Occidente decine e decine di miliardi, senza considerare il costo che sta pagando l’economia europea dall’inizio dell’invasione.
Bene, avranno ragionato le intelligence occidentali, ci conviene riempire le tasche di Prigozhin di un paio di miliardi di dollari per far scoppiare una guerra intestina in Russia al punto di rovesciare il potere di Putin. Mossa che fa sì che l’”operazione militare speciale” per annientare l’Ucraina sia sostituita da una guerra intestina. E se Putin è costretto a combattere in casa, non può certo combattere in Ucraina.
La terza ipotesi è una variazione domestica della precedente: a coprire d’oro il boss della Wagner per sfanculare il megalomane del Cremlino, anziché un bonifico dell’Occidente, sarebbero i tanti oligarchi russi che non vedono l’ora, per i loro affari finiti incagliati, di chiudere una guerra demente. Tant’è che è dello stesso avviso la popolazione russa: sono tanti coloro che preferiscono ammutinarsi, ancor di più quelli che cercano di evitare l’arruolamento. E le sanzioni occidentali, a parte le grandi città, hanno sprigionato forti ripercussioni sul tenore di vita.
Infine ci sono le implicazioni internazionali. Se Biden ha stretto un’alleanza con il premier indiano Modi, il recente viaggio a Pechino del segretario di Stato americano Antony Blinken ha sancito il distacco della Cina dalla Russia con l’obbligo del Dragone di non fornire armi a Mosca mentre Washington si impegna a non sostenere l’indipendenza di Taiwan.
(da Dagoreport)

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INTERVISTA AL GENERALE CHIAPPERINI: COSA SUCCEDERA’ DOPO LO SCONTRO TRA PUTIN E PRIGOZHIN?

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

“PER MOSCA LA RIVOLTA DEL GRUPPO WAGNER CADE IN UN MOMENTO MOLTO DELICATO”

“Prigozhin credo che voglia acquisire maggiori poteri nell’establishment politico-militare russo. Per Putin è diventato un nemico pubblico da fermare con tutti i mezzi. Verosimilmente verrà incriminato per alto tradimento. Potrebbero esserci due possibili conseguenze, una militare ed una politica, del loro scontro”.
Così il generale Luigi Chiapperini, già pianificatore nel comando Kosovo Force della NATO, comandante dei contingenti nazionali NATO in Kosovo nel 2001 e ONU in Libano nel 2006 e del contingente multinazionale NATO su base Brigata Garibaldi in Afghanistan tra il 2012 e il 2013, attualmente membro del Centro Studi dell’Esercito e autore dei libri “Il Conflitto in Ucraina” del 2022 e “Morire per Bakhmut”, a Fanpage.it ha commentato quanto sta succedendo in Russia, dopo che il leader del gruppo Wagner, Yevgeny Prigozhin, ha dichiarato guerra ai generali di Putin giungendo presso il quartier generale dell’esercito russo a Rostov e prendendo il controllo di siti militari, compreso un aeroporto.
Dopo la rivolta del fondatore del gruppo Wagner, si può dire che la Russia è vicina a una guerra civile?
“È possibile. Sappiamo di provvedimenti drastici presi da Putin per mettere in sicurezza non solo la Capitale ma anche altre aree e siti strategici. Bisognerà vedere chi si accoderà a Prigozhin ma al momento sembra che abbia ottenuto poche adesioni al suo disegno che è, almeno ufficialmente, solo quello di far dimettere il Ministro della Difesa Shoigu. Più verosimilmente, però, credo che voglia acquisire maggiori poteri nell’establishment politico-militare russo”.
Dopo Rostov, quali potrebbero essere gli obiettivi di Prigozhin? Potrebbe arrivare al Cremlino?
“A Rostov sembra abbia posto sotto sua tutela (per usare un eufemismo) il locale comando militare responsabile delle operazioni nel Donbass. Sembra anche che altri suoi reparti stiano marciando verso Mosca scontrandosi con le forze di sicurezza russe. Sembra anche che siano riusciti ad abbattere tre elicotteri d’attacco che tentavano di fermarli. Ma le notizie sono frammentarie e hanno bisogno di conferma. Potrebbero arrivare a Mosca se avessero qualche quinta colonna che appoggi questa iniziativa”.
Per Putin i mercenari sono dei “traditori”. Ha usato parole dure e minacciato di difendere la Russia in qualsiasi modo. Secondo lei cosa potrebbe decidere di fare?
“Vladimir Putin a seguito della ribellione del Gruppo Wagner ha affermato che le azioni di Prigozhin sono una “avventura criminale” e una “ribellione militare”, nonché una “pugnalata alle spalle al nostro Paese e al nostro popolo”. Ha aggiunto che può essere fatto un parallelo con i tempi della prima guerra mondiale, che portarono alla perdita di vasti territori russi e alla tragedia della guerra civile. Pertanto ha esortato all’unità di tutte le forze in quanto l’Ucraina può approfittare della situazione. Ha chiaramente detto che ciò a cui stanno assistendo e che stanno affrontando è un tradimento e pertanto Progozhin è diventato un nemico pubblico da fermare con tutti i mezzi. Verosimilmente verrà incriminato per alto tradimento”.
Quali potrebbero essere le conseguenze della rivolta di Prigozhin per la guerra in Ucraina?
“Potrebbero esserci due possibili conseguenze, una militare ed una politica. Riguardo alle conseguenze nel campo operativo, la situazione di crisi che vede frontiere e linee di comunicazione terrestri chiuse, se dovesse durare a lungo, potrebbe causare il blocco dei flussi logistici verso le unità russe che stanno combattendo nell’Ucraina del sud per contrastare la seconda controffensiva ucraina. Inoltre può distogliere alcune unità dal fronte per fronteggiare questa nuova minaccia interna portata dai wagneriti. Politicamente parlando si tratta di una resa dei conti con il vertice militare russo, più volte accusato da Prigozhin di avversare le sue operazioni militari”.
Kiev, secondo lei, potrebbe approfittare di questa situazione per accelerare la controffensiva?
“Non c’è dubbio, proprio per i motivi esposti. Sembrerebbe che in alcuni settori, in particolare a Robotino a sud di Orichiv e a Bakhmut, gli ucraini stiano intensificando le azioni di questa fase iniziale della controffensiva. Insomma, per Mosca la rivolta del gruppo Wagner cade in un momento molto delicato. La guerra può durare molto a lungo a meno di sconvolgimenti interni alla Russia. Tutto può accadere”.
(da Fanpage)

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“VLADIMIR PUTIN HA LASCIATO MOSCA”: LE VOCI SULLA STAMPA UCRAINA

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

IL TRACCIAMENTO DI UN VOLO MOSCA-SAN PIETROBURGO

Il presidente russo Vladimir Putin avrebbe lasciato Mosca per spostarsi verso Valdai, città del nord-Ovest del Paese a metà strada tra la capitale e San Pietroburgo.
Lo scrive il quotidiano ucraino Ukrainska Pravda, che cita un «interlocutore di alto livello» dei servizi speciali ucraini.
Diversi altri media – tra cui la Novaya Gazeta, giornale russo “rifugiato” in Europa dall’inizio della guerra – confermano l’indiscrezione pubblicando l’immagine di quello che sarebbe il tragitto effettuato dall’aereo presidenziale di Putin sulla base dei dati della piattaforma Flight Radar.
«L’aereo di Putin è decollato dall’aeroporto Vnukovo di Mosca in direzione di San Pietroburgo alla 14.16 ora di Mosca, ed è poi scomparso dai radar», scrive in un tweet il quotidiano, precisando che l’aereo sarebbe divenuto invisibile ai sistemi di tracciamento nell’area di Tver – a circa 180 km da Mosca – nella cui zona Putin ha una residenza. Informazioni identiche a quelle segnalate dal canale tv Nexta.
Nelle scorse ore, il portavoce della presidenza Dmitry Peskov aveva riferito che Putin seguiva l’evoluzione della situazione dal Cremlino. Questa mattina il leader russo aveva tenuto un discorso durissimo nei confronti dei ribelli affermando: «stiamo combattendo per la vita e la sicurezza del nostro popolo. Occorre rimanere uniti ed eliminare ogni differenza» e promettendo di «difendere il popolo e lo Stato da ogni tradimento interno» dalla «pugnalata alle spalle» inferra da Prigozhin e dai suoi mercenari.
Voci si sono diffuse sui canali social anche sul possibile allontanamento da Mosca dell’ex premier russo e fedelissimo di Putin, Dmitry Medvedev. Il suo staff, citato dalla Tass, ha smentito tale voce, affermando che il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo e i suoi collaboratori «sono nei loro uffici impegnati a svolgere i loro compiti».
(da Open)

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OLIGARCA, SIGNORE DELLA GUERRA E AFFARISTA

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

CHI E’ PRIGOZHIN E PERCHE’ E’ DIVENTATO SEMPRE PIU’ POTENTE

Ventiquattro ore, forse meno. Se quello di Prighozin è davvero un golpe è il tempo che è a disposizione del capo della Wagner (e dei suoi alleati all’interno dell’esercito russo) per prendere il controllo del Paese. Il fattore tempo è il cappio che si stringe attorno al collo di tutti i ribelli, da sempre. Perché gli incerti, i doppiogiochisti, quelli che vorrebbero approfittare del cambio di regime e della confusione ma…all’inizio stanno in guardia, si defilano negli Alti Comandi, nei ministeri e nei circoli di quelli che contano. Osservano se la rivolta avanza. Poi decidono cosa conviene fare. Se dopo poche ore Prighozin e i suoi pretoriani saranno ancora fermi a Rostov e nessuna altra guarnigione si sarà ribellata, o meglio ancora i soldati al fronte ucraino decideranno che è una buona occasione per tornare a casa, per ‘’il Cuoco’’ e i suoi mastini della guerra la prospettiva sarà un muro anonimo e il plotone di esecuzione.
Figura singolare quella del padrone della Wagner, esercito privato dell’età della globalizzazione di tutto, anche e soprattutto della violenza. Lo abbiamo sottovalutato forse questo strano oligarca con la pancia e l’elmetto quando lo definivamo’’ il cuoco del Cremlino’’ perché tra l’altro dall’amico Putin aveva in concessione (miliardaria) l’organizzazione a corte di banchetti, ricevimenti e festini per Eccellenze.
In realtà Prighozin ha capito che la guerra nel ventunesimo secolo rende, molto di più che preparar raviolini e insalate. Rende soprattutto quando la puoi fare da privato, senza bandiere ufficiali, senza regole d rispettare, contratto. In fondo ha solo copiato gli americani: sono loro, i mediocri strateghi dell’era Bush e del travagliato dopo torri gemelle, che si sono inventati gli eserciti privati per tenere a bada Iraq e Afghanistan senza dover rispondere ogni sera dei ragazzi americani morti al telegiornale. Era semplice, un metodo vecchio come la storia del mondo. Bastava ingaggiare ex guerrieri alle prese con il mutuo da pagare, i divorzi, meglio ancora qualche conto con la giustizia da saldare e spedirli dove serve. A presidiare il terreno, le zone verdi, a ripulire gli angolini dagli indomabili terroristi.
Prighozin ha fatto scoprire l’Africa a Putin, le sue infinite possibilità di saccheggio, economico e politico. Regimi corrotti e traballanti, ormai insofferenti al controllo dei vecchi colonizzatori, alle loro fastidiose richieste di democrazie seppur molto camuffate e ai loro esosi contratti per le materie prime. La Wagner è scesa sull’africa come una nube di cavallette, armata di kalashnilov e succosi appalti per le miniere, ma anche giornal, canali internet, propaganda e bustarelle.
Prighozin, un incrocio tra oligarca, signore della guerra e affarista è diventato così sempre più potente. Come i capibanda delle compagnie di ventura del rinascimento ha scoperto che il conto in banca forse non bastava perché i regimi sono sospettosi verso chi è troppo forte o non sono così invincibili come la stentata guerra in ucraina ha dimostrato. Allora ha scoperto che da servo seppur ricco, da carne da macello si può tentare di diventare Signore. Nel rinascimento il Carmagnola fini decapitato ma Francesco Sforza divenne signore riverito di Milano. Ha ventiquattro ore per conquistare un destino.
(da La Stampa)

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GUERRA CIVILE IN RUSSIA: “25.000 SOLDATI DELLA WAGNER PRONTI A MORIRE”

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

MOSCA SI BLINDA, ALTRE REGIONI LANCIANO L’ALLARME

Una serie di video pubblicati su Telegram e Twitter mostrano uomini in uniforme a Rostov. Sono gli uomini del Gruppo Wagner, che nella notte hanno annunciato di aver superato il confine per marciare verso la città in quello che anche i servizi di sicurezza russi hanno definito un colpo di stato.
Il capo del gruppo Yevgeny Prigozhin in un messaggio audio ha detto che ci sono «25 mila soldati pronti a morire, vogliamo capire perché c’è il caos nel paese. Tutti quelli che vogliono si uniscano a noi». Il canale bielorusso d’opposizione Nexta ha pubblicato su Twitter i filmati di quello che definisce un attacco alla sede del ministero della Difesa Russa a Rostov. La Wagner ha annunciato la presa dell’edificio.
I filmati da Rostov
In un altro filmato si vedono soldati e carri armati a un incrocio della cittadina. Sempre i soldati hanno fatto sapere di aver preso anche la sede dell’Fsb (che ha parlato di colpo di stato a proposito della loro iniziativa) e l’amministrazione civile di Rostov, oltre a un dipartimento di polizia. Alcuni spari si sentono anche nella regione di Voronezh. Il governo della regione ha esortato i residenti a evitare l’autostrada M-4 Nord-Sud, che collega Mosca alle regioni meridionali. E ha assicurato che sono state prese misure per garantire la sicurezza pubblica.
Prigozhin ha annunciato di voler andare «fino in fondo» contro l’esercito di Mosca. L’Fsb ha invitato i soldati della Wagner ad arrestarlo. Lui ha anche sostenuto che i suoi hanno abbattuto un elicottero russo che stava sparando sui civili. E ha negato il golpe. Nel frattempo le autorità russe hanno rafforzato la sicurezza attorno alle principali sedi istituzionali ed edifici pubblici a Mosca. Il sindaco della capitale Sergei Sobyani ha detto che sono state prese “misure anti-terrorismo”, compresi alcuni posti di blocco nelle strade. L’autostrada M-4 è stata chiusa a 400 chilometri da Mosca.
(da agenzie)

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PRIGOZHIN E’ A ROSTOV: “VOGLIAMO VEDERE SHOIGU, ALTRIMENTI ANDREMO A MOSCA”

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

IL CAPO DELLA WAGNER DECISO AD ANDARE FINO IN FONDO

Il capo del gruppo Wagner Yevgeny Prigozhin ha pubblicato un video da Rostov in cui chiede al ministro della Difesa Shoigu e al comandante delle forze armate russe Gerasimov di venirlo a incontrare nella città. L’agenzia di stampa Reuters fa sapere che in un altro filmato pubblicato da un gruppo vicino al “cuoco di Putin” Prigozhin è seduto vicino a due alti generali. «Siamo arrivati qui, vogliamo vedere il capo di stato maggiore e Shoigu», ha detto nel video. «Se non arrivano occuperemo la città di Rostov e ci dirigeremo verso Mosca».
L’agenzia di stampa Afp scrive che nei filmati il leader del Gruppo Wagner ha assicurato che gli aerei militari impegnati nell’offensiva in Ucraina partono normalmente. «Il punto di comando funziona, nessun ufficiale è stato sospeso dal servizio», ha detto. Anche se «l’esercito perde fino a mille uomini al giorno. Compresi quelli che si rifiutano di combattere. Intanto il governatore della regione di Rostov Vasily Golubev ha lanciato oggi un messaggio alla popolazione chiedendo a tutti di «mantenere la calma e a non uscire di casa salvo necessità. La situazione attuale richiede la massima concentrazione di tutte le forze per mantenere l’ordine. Le forze dell’ordine stanno facendo tutto il necessario per garantire la sicurezza dei residenti».
(da agenzie)

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IL DISCORSO DI PUTIN: DURISSIMO CON PRIGOZHIN, MA CERCA DI SALVARE LA WAGNER

Giugno 24th, 2023 Riccardo Fucile

“SIAMO SOTTO ATTACCO, PRONTO A DIFENDERE LA RUSSIA”

«Stiamo combattendo per la vita e la sicurezza del nostro popolo. Occorre rimanere uniti ed eliminare ogni differenza. La situazione a Rostov è difficile. Mi rivolgo a chi con inganno e minacce è stato coinvolto in questa avventura criminale. Difenderemo il popolo e lo Stato da ogni tradimento interno. Il gruppo Wagner è formato da eroi che hanno liberato il Donbass. Prigozhin ha tradito la Russia per ambizione. Le azioni che hanno diviso la nostra unità sono, infatti, il rinnegamento del nostro popolo, dei nostri compagni d’armi che ora stanno combattendo al fronte, questa è una pugnalata alle spalle per il nostro Paese e il nostro popolo». Dopo una delle notti più agitate in Russia negli ultimi tempi il presidente Vladimir Putin prende parola contro il numero uno del gruppo mercenario Wagner, Yevgeny Prigozhin, che ieri, in un messaggio audio ha invitato alla ribellione civile contro Mosca. L’ex cuoco ha messo sotto accusa il ministro della Difesa russo Shoigu, accusandolo di aver ordinato un attacco nei confronti del suo gruppo. Il discorso del numero uno del Cremlino verso l’ex fedelissimo è duro: «Quello che stiamo affrontando è un tradimento. Gli interessi personali hanno portato al tradimento del nostro Paese e alla causa che le nostre forze armate stanno combattendo. Tutti coloro che hanno scelto la via del tradimento saranno puniti e saranno ritenuti responsabili. Le forze armate hanno ricevuto gli ordini necessarie. La nostra risposta sarà dura, difenderò la Costituzione. Chiedo di fermarvi in questa azione criminale. Noi prevarremo, saremo i più forti». Nel suo breve discorso il presidente russo ha ricordato anche il colpo inferto alla Russia nel 1917, quando il Paese stava conducendo la Prima Guerra Mondiale. «Non permetteremo che ciò accada di nuovo – ha dichiarato – proteggeremo sia il nostro popolo che la nostra statualità da qualsiasi minaccia».
Cosa ha fatto finora la Wagner e quali sono le regioni “attenzionate”
La Wagner ha annunciato la presa della sede del ministero della Difesa a Rostov. Ma non è l’unica zona a esser sotto il controllo della armata. La Reuters riporta fonti di sicurezza russe secondo cui i mercenari di Prigozhin avrebbero il controllo degli assetti militari di Voronezh, a circa 500 chilometri da Mosca.
Questo permette anche di capire come mai ci siano cancellazioni degli autobus interregionali da Mosca nelle direzioni meridionali. Tutti gli eventi pubblici nella regione di Voronezh sono stati cancellati. Al momento sono tre le aree attenzionate oltre a Mosca: Lipetsk, Voronezh, Rostov.
A Mosca instaurato il regime antiterrorismo
Intanto a Mosca e nella sua regione è in stato di antiterrorismo. Ad annunciarlo il Comitato nazionale antiterrorismo. «Al fine di prevenire possibili attacchi», il livello di allerta è istituito nella regione di Voronezh, al confine con l’Ucraina. Questa misura rafforza i poteri dei servizi di sicurezza e consente di limitare i movimenti delle persone. Tutti gli eventi di massa a Mosca sono temporaneamente sospesi. Con questo nuovo regime le autorità possono fermare i civili nelle strade e richiedere loro di presentare un documento d’identità, trattenendoli se non hanno un documento d’identità con sé; rimuovere con la forza persone e veicoli da un luogo; entrare nelle conversazioni telefoniche e leggere i messaggi privati ​​senza un ordine del tribunale; usare un qualsiasi veicolo disponibile per il primo soccorso per inseguire un sospetto; chiudere temporaneamente gli impianti industriali che producono esplosivi, prodotti chimici o materiali radioattivi; interrompere le comunicazioni, compresi i servizi telefonici e Internet; limitare l’accesso del pubblico alle strade e le vendite di alcolici. Con questo status a Mosca le forze dell’ordine acquisiscono il diritto di entrare in qualsiasi spazio, pubblico o privato, senza un precedente ordine del tribunale.
Il ministero della Difesa russa ha rivolto un appello ai mercenari della Wagner affermando che sono stati «tratti con l’inganno nell’avventura criminale di Prigozhin» ed esortandoli a non partecipare «alla rivolta armata». «Facciamo appello ai combattenti delle squadre d’assalto Wagner», recita l’appello, riportato dalla Tass, in cui si ricorda che «molti vostri compagni di diversi distaccamenti si sono già resi conto del loro errore» ed hanno chiesto aiuto per lasciare la formazione guidata da Prigozhin. «Vi chiediamo di mostrare prudenza e di mettervi in contatto con i rappresentanti del ministero della Difesa russo o delle forze dell’ordine il prima possibile. Garantiamo la sicurezza di tutti», conclude il ministero della Difesa.
Cosa succede in Russia
Nella notte Prigozhin ha annunciato che i suoi uomini sono a Rostov. Ha chiesto un incontro con il ministro della Difesa Shoigu, e ha minacciato di marciare su Mosca se non dovesse essere accontentato. L’ex cuoco di Putin ora rischia la condanna a morte. Secondo il capo della Wagner 25 mila suoi uomini sono pronti a morire per lui.
(da agenzie)

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