GIORGIA SFILA A MILANO A CACCIA DI VOTI. MENTRE I LEADER MONDIALI DISCUTEVANO DEI DRAMMATICI SCENARI DI GUERRA ALL’ASSEMBLEA DELLA NAZIONI UNITE, MELONI SMALTATA IN VERSIONE “MELANIE GRIFFITH PONY” HA SCELTO DI PRESENZIARE ALLA CENA DI GALA DELLA MILANO FASHION WEEK
CON UNA NOTEVOLE FACCIA DI BRONZO, LA STESSA MELONI CHE AVEVA SALTATO I FUNERALI DI ARMANI E VALENTINO ORA DICHIARA CHE IL “GOVERNO ITALIANO C’È PER LA MODA” (MA NON PER L’ONU)
Piovono critiche sulla premier Giorgia Meloni e sulla sua scelta di non partecipare all’Assemblea delle Nazioni Unite. A New York, infatti, si sono riuniti i leader mondiali al Palazzo di Vetro. Per l’Italia c’era solo il ministro degli Esteti Antonio Tajani. A Milano, nello stesso momento, Giorgia Meloni partecipava alla cena di gala inaugurale della Fashion Week al Palazzo Reale.
Appuntamento mondano a cui hanno partecipato, tra gli altri, la storica direttrice di Vogue America Anna Wintour e il cantante Ghali, oltre al gotha della moda internazionale.
Dal Movimento 5 Stelle parte l’attacco più duro per bocca di Riccardo Ricciardi. Il capogruppo alla Camera parla di una premier che «diserta» l’Assemblea Onu per dedicarsi alle interviste televisive e alla settimana della Moda di Milano.
«Lo scenario internazionale è drammatico – dice Ricciardi – il Medio Oriente è in subbuglio, la situazione in Ucraina sempre più delicata e diversi altri contesti richiederebbero l’attenzione di una premier che ama il suo Paese», osserva Ricciardi
Il 5S spiega la scelta della premier sostenendo che l’obiettivo di Meloni sarebbe già quello di «raccogliere voti per le prossime elezioni», anche a costo, nella sua lettura politica, di trascurare gli impegni internazionali. Arriva l’affondo di Matteo Renzi, direttamente da New York. «Sono tutti qui. Quasi tutti. Perché Meloni non è venuta, e manda Tajani», dice il leader di Italia Viva.
Renzi, che sui suoi social ha spiegato di essere negli Usa per partecipare agli incontri a laterale dell’assemblea generale, insiste sul significato istituzionale dell’assenza: «Partecipare all’Onu è un dovere, non uno schiribizzo della premier». E poi la stoccata: «Perché l’Italia deve fare queste figuracce?». Renzi definisce quella della premier una scelta che espone negativamente il Paese proprio mentre sul tavolo delle Nazioni Unite ci sono alcune delle principali crisi internazionali.
Al tavolo del presidente Meloni, oltre al prefetto di Milano Sgaraglia, al sindaco Sala e al presidente Capasa, anche l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta, l’amministratore delegato di Kering Luca de Meo, l’ad di Dolce&Gabbana Alfonso Dolce, Frédéric Arnault di LVMH, Diego Della Valle di Tod’s, il patron Di Otb Renzo Rosso, Remo Ruffini di Moncler, la Global Editorial Director di Vogue Anna Wintour, il ceo del gruppo Prada Andrea Guerra, Gildo Zegna e Brunello Cucinelli.
(da agenzie)
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