IL MIRACOLO DEI SOLDI CHE EVAPORANO: IL COMMISSARIAMENTO DELL’OSPEDALE DI PADRE PIO, LA CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA DI SAN GIOVANNI ROTONDO, ARRIVA DOPO ANNI DI GESTIONE ALLEGRA, CHE HANNO PORTATO A UN DEBITO DI OLTRE 100 MILIONI DI EURO
PER QUESTO PAPA LEONE XIV, LAUREATO IN MATEMATICA, HA FATTO DUE CONTI E HA DECISO DI INTERVENIRE DRASTICAMENTE
Un commissariamento di fatto. Teso a mettere in ordine, una volta per tutte, i conti dell’ospedale creato da padre Pio. È quanto ha stabilito papa Leone XIV che ha creato ieri una “commissione di indirizzo e vigilanza” che controllerà la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo ed è composta da uomini di fiducia del Papa.
L’ospedale non è una struttura sanitaria qualsiasi. È di proprietà diretta della Santa Sede, come il Bambino Gesù e il 50 per cento del Fatebenefratelli sull’isola Tiberina (l’altro 50 per cento è di della fondazione Luxottica). A differenza di altri ospedali cattolici, i suoi problemi ricadono sotto la diretta responsabilità vaticana.
All’epoca di Benedetto XVI il cardinale Tarcisio Bertone accarezzò l’idea, poi sfumata, di creare un polo sanitario cattolico coinvolgendo anche il San Raffaele di Milano e il Gemelli.
Papa Francesco ha rimesso ordine nelle finanze vaticane affidandosi in particolare al gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrero . Ora Leone, che da buon matematico sa leggere da solo un budget, ha fatto un passo in più.Croce e delizia del Vaticano, l’ospedale nel Gargano, emanazione dei frati francescani e convenzionato con la Regione Puglia, attira moltissimi pazienti […] ma la sua gestione è stata spesso opaca ed ha accumulato col tempo non pochi problemi economici.
Ultimamente affrontati dal nuovo management con tagli e nuovi contratti che hanno suscitato però ansie e proteste di medici, infermieri e dipendenti amministrativi. Oltretevere è andata maturando la convinzione che senza un intervento drastico l’ospedale sarebbe destinato al fallimento. Il deficit è strutturale e limitarsi a coprirlo ogni anno non risolve il problema che si ripropone l’anno successivo.
La situazione patrimoniale resta difficile, c’è chi parla di un debito di oltre 100 milioni, e, in particolare, il pagamento dei fornitori è un tasto dolente. Da qui la decisione del Papa di prendere in mano la cosa.
Con un chirografo Leone ha creato una commissione che ha ampi poteri ed è composta da suoi uomini di fiducia. Dovrà analizzare i conti e «migliorare l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità dell’attività della Fondazione, sia nel breve sia nel lungo periodo».
Il presidente è lo spagnolo Maximino Caballero Ledo, dal 2020 “ministro delle finanze” vaticano indicato dal gesuita Guerrero come suo successore, il coordinatore Fabio Gasperini, segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), e gli altri membri sono il prefetto dell’Apsa, monsignor Giordano Piccinotti, che col Papa ha una notevole consuetudine, il nuovo Sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, fedelissimo di Parolin, e l’arcivescovo di Foggia-Bovino Giorgio Ferretti. Dopo il robusto intervento di risanamento, assicurano in Vaticano, arriverà «una nuova stagione di rilancio».
(da Repubblica)
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