SILVIA SALIS A OTTO E MEZZO PARLA DA LEADER:”MELONI NON HA FATTO NULLA PER LE DONNE”. “LA SICUREZZA DEI CITTADINI E’ IMPORTANTE, IL GOVERNO HA FALLITO, NON BASTA REPRIMERE OCCORRE PREVENIRE CON POLITICHE SOCIALI”… “NON SONO DI CENTRO, SONO PROGRESSISTA, QUINDI NON SONO INTERESSATA A FEDERARE IL CENTRO, MA SI VINCE ANCHE CON IL VOTO MODERATO”
“SFIDARE GIORGIA MELONI IN UN CONFRONTO? LEI E’ PREMIER, AL MOMENTO IO SONO SOLO LA SINDACA DI UNA GRANDE CITTA’, SE UN GIORNO AVRO’ TITOLO NESSUN PROBLEMA” … “A FIANCO DEGLI AUTOTRASPORTATORI: I PROBLEMI SOCIALI NON SI RISOLVONO DENUNCIANDOLI”…” PRIMARIE DIVISIVE, MA SE SI DEVONO FARE PER FORZA, SI FACCIANO SUBITO, E’ DA UN ANNO CHE NON SI PARLA D’ALTRO”… “ELLY HA UNA GRANDE MERITO, AVER CREDUTO E LOTTATO PER UNA ALLEANZA AMPIA PROGRESSISTA”… “SOLO UNITI SI VINCE, IO A GENOVA VOLEVO VINCERE E HO VINTO”… “A FIANCO DELL’UCRAINA, BALUARDO CONTRO LA DITTATURA”
Intervista a tutto tondo per Silvia Salis nello studio di Otto e Mezzo. Lilli Gruber l’ha
incalzata sul suo ruolo e l’ha definita «L’anti Meloni come sanno tutti» e Aldo Cazzullo ha sottolineare il suo ruolo di potenziale federatrice non del Centro ma di tutto il “campo largo”
Il tema principale del dibattito è stato quello della sicurezza nelle città. E Salis ha parlato apertamente del ruolo delle forze dell’ordine nel caso Genova: «Noi vogliamo più agenti e più sicurezza. Ma sappiamo bene che non basta. Non si può pensare di avere una divisa in ogni angolo della città. Occorre fare politiche sociali, prevenire i fenomeni della criminalità. Ovvero fare quello che non fa la destra».
Federatrice di centro? «Non ci penso proprio»
È una delle voci che trapelano e che la stessa Elly Schlein avrebbe fatto trapelare direttamente con Silvia Salis. «Abbiamo parlato anche di questo ma non mi ha fatto una proposta. Ma io credo di non essere adatta a fare la federatrice di centro, perché io sono progressista e guardo a sinistra. Le mie idee e le mie azioni sono di sinistra. Poi è vero che per vincere occorre avere anche il centro. Il campo largo deve appunto essere tale».
Immancabile il tema delle primarie: «Tutti sanno che sono contraria. Ma ormai si capisce che si devono fare e allora facciamole in fretta. E poi vinciamo le elezioni».
Schlein o Conte?: «Voterò ma nel segreto dell’urna. Non voglio dire a chi va la mia preferenza per ragioni di correttezza verso la maggioranza che mi sostiene a Genova»
“Giorgia Meloni è una donna determinata e con costruzione politica solida. Come donna, poteva fare di più una volta al governo, poteva fare qualcosa per le donne. Più attenzione allo stato sociale, alle famiglie”.
Questo l’affondo nei confronti della premier della sindaca di Genova Silvia Salis, ospite negli studi di Otto e mezzo su La7 alla domanda di Lilli Gruber che le ha chiesto di elencare pregi e difetti della presidente del Consiglio. “Sfidarla anche solo in dibattito? Se avrò titolo sì – ha concluso Salis -, ma al momento sono la sindaca di Genova”. E, una volta di più, ha ribadito che ha davanti “altri quattro anni di mandato a Genova. Se per me ci sarà un giro in politica nazionale, non sarà il prossimo”.
Poi si è tornato a parlare di primarie. “Ormai facciamole, le primarie, così possiamo passare a una fase successiva di consolidamento. Non sarebbe corretto per i partiti che mi sostengono dire per chi voterei. Mi riconosco nel Pd, ma sosterrò chi vincerà. Se Elly Schlein dovesse perdere – ha concluso – sarebbe sicuramente un duro colpo avendo così tanto distacco dai Cinque Stelle in termini di consensi”. “Con Schlein ci sentiamo spesso. Non mi ha chiesto formalmente di fare la federatrice, ma mi sostiene a Genova come Pd. Credo si vinca ovunque, anche al centro che ha un peso come l’estrema sinistra. Per me tutti dentro, anche Renzi: l’obiettivo – ha concluso – è vincere”
Ma si è parlato anche dei fatti che hanno agitato l’Italia negli ultimi giorni, dalle manifestazioni al sud Italia alle violenze di Milano. “Esprimo solidarietà al sud Italia. C’è sconcerto di come le notizie sul Meridione non siano arrivate, mentre si è parlato incessantemente di Milano. E’ incredibile come ci si sia concentrati sulle violenze e non si sia data voce a una protesta che ha svuotato supermercati e pompe di benzina. Ignorare questa tensione e queste richieste legittime spostando l’attenzione sulla risposta securitaria è un modo per aggirare il problema”.
Su Genova, invece, il tema caldo è quello dell’ex Ilva. “Non ho mai detto che l’Ilva di Genova non ha bisogno di Taranto, ma che in questo momento di impasse dove non è chiaro come la filiera possa sopravvivere. Genova fa un prodotto richiesto dal mercato fatto dagli stabilimenti che possono funzionare. Mi sembra una richiesta legittima. Sono la sindaca di Genova: vedo l’impasse, ma so che lo stabilimento di Genova non può non lavorare”.
(da agenzie)
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