Dicembre 16th, 2008 Riccardo Fucile
E’ ACCADUTO AL IV MUNICIPIO VALBISAGNO, DOVE I DUE CONSIGLIERI LEGHISTI SI SONO ASTENUTI VOLUTAMENTE PER FAR PASSARE IL BILANCIO DEL COMUNE DI SINISTRA… I DUE VOTI SAREBBERO STATI DETERMINANTI PER FAR CADERE LA GIUNTA DEL MUNICIPIO… LA LEGA STAMPELLA DELLA SINISTRA CON L’AVALLO DEL SEGRETARIO REGIONALE
Che la classe dirigente leghista ligure spiccasse più per il carrello del bollito era un dato acquisito, che fosse più esperta in aperture di sale Bingo senza i relativi permessi era una certezza certificata, che ultimamente vivesse su qualche ronda padana anti moschea, anti zingari e anti immigrati con scorta della Digos era una scelta politica nota, che la polemica e le coltellate tra le componenti interne siano prossime al regolamento di conti è cosa risaputa, ma che si arrivasse a un’evidente esposizione del carrello dei “bolliti” leghisti coglie forse qualche disattento osservatore di sorpresa. Eppure quanto avvenuto nel corso della discussione e relativo voto sul bilancio di previsione del Comune ( maggioranza centrosinistra) di Genova, nella sede del IV Municipio della Valbisagno (zona popolare, maggioranza sempre di sinistra) ha del singolare.
Premettiamo che la Valbisagno è una delle zone più di sinistra di Genova, ma grazie a una “destra sociale” che negli ultimi anni aveva aperto anche una sede e svolto attività , alle ultime elezioni i margini si erano un poco ridotti. Continua »
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Dicembre 16th, 2008 Riccardo Fucile
LA DISOCCUPAZIONE E’ UN BUSINESS…UNA VENTINA LE LISTE DI DISOCCUPATI LEGATI AI PARTITI… TROVA LAVORO CHI MANIFESTA… I CORSI DI FORMAZIONE RENDONO 500 EURO AL MESE AL LAVORATORE PRESUNTO E 2.000 EURO L’ANNO ALL’IMPRESA
A Napoli la disoccupazione è un affare, un meccanismo difficile da capire per chi viene da
fuori e conosce solo il canale istituzionale delle Agenzie del lavoro.
In realtà funziona in altro modo: in ogni zona della città , un capopopolo dà vita a un movimento o lista, affigge manifesti (ovviamente abusivi) scritti a mani e indice l’apertura delle iscrizioni, specificando nome e indirizzo della sua lista.
Il disoccupato paga una quota associativa dai 10 ai 20 euro al mese e, in cambio di una promessa di lavoro, si impegna a partecipare alle manifestazioni di piazza che il leader, schierato politicamente, organizza: scioperi e proteste sui temi più vari, dall’impiego all’ambiente, dalla scuola alla sanità .
Lo slogan è sempre lo stesso “Vulimme o’ post, vulimme…”.
In pratica due cortei a settimana a cui il disoccupato non deve mancare: la sua presenza in piazza gli garantisce dei punti nella graduatoria interna alla lista, chi partecipa a più cortei guadagna più punti e quindi ha la precedenza nell’accesso ai corsi di formazione o ai progetti di “work experience”, organizzati dall’Assessorato al lavoro della Regione.
Il disoccupato fa di tutto per essere presente il giorno della protesta; se il mattino lavora in nero, vale la delega a un familiare, nonno in pensione o mamma casalinga, che partecipa al suo posto. Esiste il “cartellino da timbrare”. Continua »
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Dicembre 15th, 2008 Riccardo Fucile
ALLA CAMERA DEI DEPUTATI CI SONO STATI BEN 26 FURTI IN UN ANNO…DAI DIVANI DEL TRANSATLANTICO SONO SPARITI CAPPOTTI, TELEFONINI, COMPUTER, NAVIGATORI SATELLITARI, PORTAFOGLI… DUE GIORNI FA RUBATA UNA PELLICCIA DI VISONE….SONO ASSICURATI DAI 600 EURO IN SU
E’ più pericoloso frequentare una stazione ferroviaria o un vicolo genovese di notte? E’ più facile essere derubati su un treno o bus affollati o nella coda alle casse di un centro commerciale?
Ora che Maroni ha scelto la “linea dura”, i ladri evidentemente si stanno orientando su altri siti, nella fattispecie quelli frequentati dal Ministro degli Interni, ovvero Montecitorio.
Eh sì, qua evidentemente la linea dura non è ancora arrivata, oppure sarà che l’ambiente è mal frequentato, o ancora che gli abituali inquilini non siano proprio tutti dei galantuomini, fatto sta che i furti sono stati in un anno ben 26.
Forse sarebbe il caso di far intervenire l’esercito, una proposta in tal senso vedrebbe sicuramente disponibile La Russa nel mettere a disposizione una ventina di paracadutisti in mimetica.
In ogni caso Maroni potrebbe emettere un decreto che vieti a Montecitorio lo sbarco dei clandestini irregolari.
Certo è che il corridoio dei passi perduti sta diventando sempre più quello degli oggetti fregati. La penultima vittima è stato il ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi a cui mano ignota ha sottratto il soprabito carico di chiavi della propria abitazione, mentre era impegnato in aula. Continua »
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Dicembre 15th, 2008 Riccardo Fucile
LA CORTE DEI CONTI BACCHETTA LA RAI… SITUAZIONE ECONOMICA IN PEGGIORAMENTO, PROLIFERAZIONE DI SOCIETA’ CONTROLLATE… IL COSTO DEGLI AMMINISTRATORI IN 5 ANNI E’ AUMENTATO DEL 160%, IL COSTO DEL LAVORO DEL 20%, I SERVIZI ESTERNI DEL 21,3%, L’ACQUISIZIONE E PRODUZIONE PROGRAMMI DELL’ 89%… E IL CANONE FRUTTA 1,5 MILIARDI
In 148 impietose pagine, la Corte dei Conti analizza costi e ricavi degli esercizi Rai dal 2002
al 2007, emettendo giudizi tutt’altro che rassicuranti: “scarsa propensione alla realizzazione di margini di reddito”, “assetto organizzativo eccessivamente rigido”, “situazione economico-finanziaria tendente al peggioramento”.
Mentre la farsa politica del presidente della Vigilanza continua, con Villari che non ha alcuna intenzione di farsi da parte dopo essere stato eletto dalla maggioranza per un posto che spettava scegliere alla minoranza e da essa essere indicato, la Corte dei Conti si limita ad analizzare la filosofia economica gestionale della Rai.
Il primo difetto che la magistratura contabile evidenzia è quello della proliferazione assurda di società controllate ( ben 10, tra le quali Rai Cinema, Rai International, Rai Corporation) e collegate ( altre 4).
Considerato che l’apporto in termini di valore aggiunto è “assai modesto”, la Corte suggerisce la soppressione di alcune di esse, almeno per risparmiare sul costo degli organi amministrativi.
Anche perchè, per via dell’espansione del Cda da 5 a 9 componenti, già la capogruppo Rai ha un costo per amministratori e sindaci che dai 984.000 euro del 2002 è passato a 2.561.000 euro del 2007, con un aumento del 160%.
Ogni società controllata o collegata vuol dire altre decine di presidenti e amministratori… e altre centinaia di migliaia di euro elargiti.
Il numero medio del personale è passato poi da quota 11.489 del 2002 a 11.676 unità della fine dell’anno scorso.
Al di là della consistenza da grande impresa, si potrebbe pensare che 187 unità in più in 5 anni siano poche. In realtà la diminuzione di 106 unità a tempo determinato è stata compensata dall’assunzione di 293 addetti a termine. Continua »
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Dicembre 15th, 2008 Riccardo Fucile
TUTTI I COSTI RECORD DEL FRECCIAROSSA: TRENITALIA AMMETTE GIA’ CHE IL COSTO AL KM DELLA TAV ITALIANA E’ TRE VOLTE QUELLO FRANCESE E SPAGNOLO…STUDIOSI ESTERNI HANNO VALUTATO INVECE CHE IL COSTO MEDIO A KM IN FRANCIA, SPAGNA E GIAPPONE E’ DI 9,7 MILIONI DI EURO, IN ITALIA E’ DI 60, 7, SEI VOLTE MAGGIORE…IL RUOLO DEI GENERAL CONTRACTORS…LA RABBIA DEI PENDOLARI
Benvenuti sul tratto ad Alta Velocità più costoso al mondo: sabato è andato in onda il debutto. Dalla stazione di Milano a quella di Bologna in un’ora e cinque minuti con il gioiellino Frecciarossa che tocca i 320km orari.
Prima tappa del futuro Milano-Roma in 3 ore e mezza senza soste intermedie e che servirà realisticamente un 5% di viaggiatori che possono spendere, gli altri continueranno la vita di prima. Il popolo dei pendolari, composto da due milioni di utenti, abituati ai ritardi e alla sporcizia, agli annullamenti e ai sovraffollamenti ha manifestato il proprio dissenso durante la cerimonia di inaugurazione.
Ma cerchiamo di andare più a fondo, dati alla mano. Quanto ci costa in Italia l’Alta Velocità ?
La stessa Trenitalia ammette che in Francia il costo medio a chilometro è stato di 10 milioni di euro, in Spagna di 9, in Italia di 32: e fa già tre volte tanto.
Ci sono poi studi attendibili esterni, esperti come Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano e Ivan Cecconi, specializzato in infrastrutture e opere pubbliche che hanno rifatto i conti. Continua »
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Dicembre 14th, 2008 Riccardo Fucile
SONO 160 I MINUSCOLI GIORNALI ITALIANI EDITI ALL’ESTERO, MOLTI HANNO PIU’ PROTETTORI CHE LETTORI…PER I CONTRIBUTI SI VALUTA LA TIRATURA… PECCATO CHE NESSUNO LA CONTROLLI
Ogni anno decine di editori bussano alla porta dello Stato italiano per chiedere e
riscuotere quattrini: si tratta degli editori che pubblicano giornali e riviste per i nostri connazionali all’estero. Stampare costa e cosa c’è di meglio che farsi pagare una buona fetta dei costi dalla madrepatria?
La cosiddetta stampa italiana all’estero gode di favoreggiamenti da una vita, ci sono testate serie e altre molto meno.
Tutto è regolato da una legge del 1981 e relativo regolamento del 1983, lo Stato italiano apre il portafoglio e paga.
La torta da spartire nel tempo è stata ridotta, ma ammonta ancora a una bella cifra: 2.065.827 euro ogni anno, con cui si pagano i quotidiani e i periodici editi e diffusi fuori dai confini e si aiutano le riviste edite in Italia ma distribuite all’estero per i nostri connazionali sparsi nel mondo.
Sono la bellezza di 160 testate.
Paghiamo il tedesco Aclifoglio, i canadesi Alpino in trasferta, Altra Calabria, Ciao, Ora di Ottawa, Puglia review, il norvegese Aurora, l’israeliano Kol Ha Italkim, il belga Lucchesi nel mondo flash, gli argentini Toscanella e Meridiano Giuliano, il tunisino Corriere di Tunisi, l’etiope Gazzetta, il sudafricano Voce, l’australiano Bollettino Giuliano. Continua »
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Dicembre 14th, 2008 Riccardo Fucile
PREVISTA UNA SPESA DI OLTRE 1 MILIARDO DI EURO INFERIORE AL 2007 PER I REGALI NATALIZI… 2 FAMIGLIE SU 3 TAGLIERANNO LE SPESE E 1 SU 3 RIDURRA’ GLI ACQUISTI DEL 30%… IL 66% FARA’ RICORSO AI SALDI E IL 54% SI RIVOLGERA’ A PRODOTTI NON GRIFFATI… NATALE DI MAGRA SECONDO IL CENSIS
Altro che bianco Natale, quello che ci aspetta sarà un 25 dicembre in rosso e non certo per gli abiti di Santa Klaus o l’intimo porta fortuna. A tingersi di rosso sono le tasche degli italiani.
A dirlo è l’ultimo rapporto Censis sulla situazione del Paese, unito al sondaggio Confesercenti-Sgw che danno secca una previsione: per Natale gli italiani spenderanno oltre un miliardo di euro in meno rispetto all’anno precedente.
In base al sondaggio, aumentano dal 14 al 16% quelli che prevedono un Natale austero… dal 13 al 21% quello che lo definiscono difficile, in discesa dal 53 al 44% chi vede questo momento come un’occasione di speranza e dal 12 al 6% chi lo immagina gaudente.
Sono diminuiti gli italiani che si aspettano un Natale migliore ( dal 24 al 21%) o perlomeno uguale (dal 57 al 50%). A crescere è soltanto il pessimismo ( per il 10% sarà peggiore).
Secondo un’indagine del Codacons “le previsioni al ribasso sono fin troppo ottimistiche, i consumi vedranno una riduzione fino al 25% rispetto al 2007 e i cittadini non spenderanno più di 200 euro di media a testa”.
La Confesercenti prevede un aumento della spesa destinata al pagamento dei conti in sospeso per 550 milioni di euro, mentre si parla di 318 milioni di euro per i mutui arretrati. Continua »
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Dicembre 13th, 2008 Riccardo Fucile
LA BATTAGLIA PER ABOLIRE LE PROVINCE TROVA SEMPRE PIU’ CONSENSI… UN PRESIDENTE COSTA 61.000 EURO, UN ASSESSORE 40.000… SONO 4.207 I POLITICI, DI CUI 3.001 CONSIGLIERI E 894 ASSESSORI, 104 PRESIDENTI DI GIUNTA E ALTRI 104 PRESIDENTI DEL CONSIGLIO
Un moltiplicatore di poltrone. Ecco cosa sono le Province. Grazie a loro campano più di
4.200 persone, presidenti del consiglio, di giunta, assessori e consiglieri.
In pratica in Italia, ogni 14mila cittadini, c’e’ un amministratore provinciale: il record è del Molise, con due province, Campobasso e Isernia, totalizza la bellezza di 62 politici ogni 5.162 residenti.
E dire che la finanziaria 2008, riducendo da 16 a 12 il numero massimo di assessori, pensava di aver introdotto un freno.
Un errore, perchè la vera variabile indipendente è rappresentata dal numero dei consiglieri che oscilla da 24 a 45 a seconda della classe demografica della Provincia, una cifra che in passato la stessa Unione delle Province Italiane (Upi) ha definito eccessiva.
Eppure qualcuno ha avanzato proposte per la creazione di altre 25 nuove province e anche per la modifica dei confini territoriali di quelle già esistenti.
Secondo uno studio dell’istituto Bruno Leoni, sono 4.207 gli italiani che di professione fanno i politici provinciali. Di questi 104 sono presidenti, vicepresidenti di Giunta e presidenti del Consiglio provinciale, 894 sono assessori e 3001 sono consiglieri. Continua »
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Dicembre 13th, 2008 Riccardo Fucile
INVERSIONE DI ROTTA: CRESCE LA RICHIESTA DI IMPIEGHI PREROGATIVA DEGLI STRANIERI… CAMERIERI, OPERAI, EDILI, COLF: I MESTIERI RIFIUTATI FINO A IERI, IN TEMPO DI CRISI TORNANO UTILI… CRESCE IL LAVORO NERO.
Badanti, colf, baby sitter, ma anche operai, muratori, edili, addetti alla ristorazione: tutti lavori, si diceva fino a poco tempo fa, che gli Italiani non vogliono più fare e che negli anni sono diventati appannaggio quasi esclusivo degli immigrati.
La tendenza ora pare stia cambiando: in tempi di recessione, sembra che i lavoratori italiani stiano tornando a proporsi per lavori che fino ad ieri rifiutavano, ma che oggi tornerebbero volentieri a fare.
I mestieri di ritorno, che non necessitano di grandi specializzazioni, tornano utili a chi tra i nostri connazionali ha da sbarcare il lunario, a chi aveva un contratto a progetto che non è stato rinnovato o un lavoro e l’ha perso.
Si tratta di una tendenza, non più di casi isolati, destinata ad ampliarsi, contestualmente alla recessione che avanza.
L’associazione Casa Base di Bologna, vicina ad ambienti Cgil, punto di riferimento e incrocio domanda/offerta per il lavoro domestico ( colf e badanti), segnala una rinnovata disponibilità in Emilia Romagna verso tale settore in cui su 10.000 collaboratrici familiari in regola nella provincia, la percentuale di italiane è passata dal 3% all’8%.
Se è difficile ottenere un dato nazionale su un fenomeno sociologico che riguarda settori in cui l’incidenza del lavoro nero è ancora molto alta, più facile è individuare una tendenza, attraverso i dati dei Centri provinciali per l’impiego: dietro al numero crescente di disoccupati, chi ha fornito agli ex uffici di collocamento la propria disponibilità di lavoro, dichiara una grande predisposizione a svolgere mansioni di basso profilo. Continua »
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