Destra di Popolo.net

PER GRILLO CHI DISSENTE È UNO SCILIPOTI, VERSO NUOVE EPURAZIONI

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

I NUOVI TRIBUNALI SPECIALI: IL SENATORE ORELLANA, REO DI NON AVER ESCLUSO ALLEANZE,   O RITRATTA O KAPUTT…. CASALEGGIO, EX CANDIDATO DI FORZA ITALIA, DEVE TENERE CONGELATI I VOTI CINQUESTELLE: CHISSA’ A FAVORE DI CHI…

“Il nuovo Scilipoti”. Non ci sono mezze misure: Louis Orellana ritratti quel che ha detto oppure è fuori, kaputt.
Lo ha detto ieri Nicola Morra: “Riconsideri le sue parole o le nostre strade divergono”, ha tagliato corto il capogruppo. Lo ha ripetuto a La Stampa questa mattina, utilizzando un cotè darwiniano: “Siamo in guerra. E chi non è all’altezza verrà  selezionato naturalmente”.
La pietra tombale sul capo di Orellana l’ha depositata oggi la Casaleggio&associati, che seleziona i contributi esterni da pubblicare sul blog.
Con una ventina di righe che definiscono il già  candidato grillino alla presidenza del Senato il capofila dei “nuovi Scilipoti”.
Un gradino assai basso nella scala della sopravvivenza politica prefigurata da Morra.
Il post, corredato da un video che riporta le parole consegnate ieri dal senatore allo streaming, è firmato da un attivista di Torino, Alessandro B.: “Ma davvero Orellana vuol fare lo scilipote? – scrive – Ho votato M5S, cioè ho dato il mio voto al MoVimento che si è impegnato a non fare alleanze con questi partiti. Non voglio che senatori eletti nel M5S mi facciano rientrare dalla finestra un partito (il PD) a cui ho sbattuto la porta in faccia, con ottime ragioni. Inutile aggiungere che in caso di convergenza col PD il mio voto al M5S sarebbe perso per sempre!”.
Ma cos’ha detto di così grave il parlamentare stellato, solo due mesi fa sconfitto per un voto da Morra nella corsa a capogruppo?
“Per me il dialogo si basa su un’ipotesi di governo a 5 Stelle. Ma noi siamo solo 50 e dobbiamo dialogare con altri che hanno la maggioranza in questo Parlamento. Ad aprile scorso, con Vito Crimi e Roberta Lombardi, non abbiamo proprio fatto questo? Io non so se questa è la soluzione, ma non dobbiamo andare con i paraocchi e dire no a priori”.
Parole che meritano, a quanto pare, una reazione durissima. Il primo a prendere posizione è il deputato Ivan Catalano, con alcune righe che non ti aspetti (o forse sì): “Scrivere questo post Beppe è una cosa inaccettabile”.
Un altro Scilipoti? Ecco il testo:
“Ascoltate bene l’intervento di Luis, questa è stata la posizione del movimento 5 stelle, ed è la posizione nel pieno rispetto del non statuto.
Luis fa riferimento alla posizione di aprile, tra l’altro proposta da Beppe ed approvata dall’assemblea. Poi apre una questione importante ovvero, fino a che Beppe non ci da la piattaforma promessa dal 2009 che garantisce a noi di essere portavoce, di chi siamo portavoce?
Ognuno di noi si sta sforzando nel proprio piccolo, di impegnarsi di essere portavoce, sentendo tutti cittadini che vogliono portare la portavoce in parlamento.
Da queste voci sono arrivate anche le proposte emendative e le interrogazioni che abbiamo presentato e discusso, non come dice messora mendicati.
Quindi scrivere questo post Beppe è una cosa inaccettabile. Se l’andazzo è di pubblicare solo commenti di critica io posso pubblicarne 10 al giorno che criticano la nostra posizione decisa ad aprile.”

(da “Huffingtonpost”)

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LI CHIAMAVA ROTTAMATI: L’ALFABETO DEI CONVERTITI A MATTEO

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

FASSINO & CO., I FOLGORATI DA RENZI

Pier Luigi Spompo no, ma Nico Stumpo?
Chi potrà  negare anche a un fedelissimo dell’ex capo Bersani — appena ritargato da Renzi come signor Spompo (da spompato, consumato, diesilizzato, dunque finito), come Nicola il calabrese, pancia dell’apparato del Pd, calcolatrice vivente di Pierluigi, una improvvisa ma legittima crisi di coscienza?
Se persino la F di Fioroni si rialloca e si riadegua, con la V di Veltroni già  stabile e posizionata a fianco di Matteo, e la D di D’Alema, dopo un periodo interrogativo (“Volevo conoscere che libri leggesse, quale fosse il suo pensiero. Non l’ho capito”), sembra essersi adagiata nei pressi del sindaco, sta per concludersi la più riuscita operazione di salita sul carro.
Con le migliori o peggiori intenzioni, la fila indiana s’ingrossa e il carro già  è diventato treno.
Tempo qualche settimana che sarà  bastimento e per Renzi il Sol dell’avvenire s’alzerà  dietro casa senza un filo di nebbia o una nuvola a fargli ombra.
Non sarò Brontolo e non voglio il partito dei sette nani”, assicura lui.
Si dimenerà , proverà  a ri-rottamare, fuggirà  dall’abbraccio mortale che i dirigenti, d’ogni specie e colore, sentono di offrirgli.
Sarà  fatica indicibile, operazione complessa, fattore di rischio.
Perchè è davvero tanto l’entusiasmo e largo il consenso, che la dirigenza del Pd — connessa al cuore della base — ha deciso di elargigli ogni solidarietà .
Vecchi e nuovi amici. Nuovi e nuovissimi.
Stamane Matteo bicicletterà  ai Fori Imperiali con una vecchia conoscenza: Ignazio Marino. Sono tante le città  di Matteo, ma Roma è la capitale e, nell’alfabeto del potere del Pd, con la M di Marino siamo ai vertici.
Lasciamo pure da parte la F di Franceschini, perchè non si è capito bene se sta con lui per davvero o per finta, se è andato a dichiarargli l’amore su mandato di Enrico Letta, se insomma è tutta una fregatura o è cotta sincera, esplosiva.
Resta l’intesa profonda con la F di Fassino, presidente dell’Anci, dunque suo successore e collega sindaco di Torino e anche predecessore alla guida del partito. Non c’è possibilità  di fuga, l’abbraccio è totale, finale, finanche compulsivo.
Renzi ha fatto il pieno alle feste dell’Unità  dell’Emilia, tra le cucine, i tortellini e ogni tipo di militante: l’anziano, lo studente, la professoressa, l’antico e il moderno.
E pensare che l’anno scorso si erano quasi dimenticati di invitarlo.
Il tempo passa e porta consiglio: con i display giganti di Bologna, Reggio Emilia, Genova tutti hanno capito che il vento è cambiato.
Resta la B di Bersani fuori dal campo, ma — come le C di Cuperlo e di Civati — sembrano lettere inutili.
A parte che, solo volesse, Matteo potrebbe esporre, a suo favore, la B di Bianco (Enzo) dominus di Catania, antico repubblicano, moderato, equilibrato, saggio.
Non c’è partita e da qualunque posto in tribuna la si guardi, il risultato con cambia. Per uno Zoggia, deputato semplice, che parla contro, Matteo, anche se siamo alla fine dell’alfabeto e potrebbe pure sorvolare, ha due zeta a suo favore.
Secondo voi Zanda (Luigi), capogruppo al Senato, chi voterà ?
E un altro rilevantissimo supporter, il signor Zambuto, sindaco di Agrigento, ha già  scelto.
Bisogna ascoltare anche le voci della periferia, le anime del territorio. Questo Zambuto ha radar di elevata capacità  selettiva: stava col Pdl, poi ha capito e ha fatto un salto nell’Udc. Non si è fermato, non si è acquietato.
Dall’Udc ha spiccato il volo verso il Pd. Da lì a Renzi il passo è stato semplice, da finale atteso. Congratulazioni.
Come nelle squadre di calcio, il problema della rosa però, quando è troppo ampia, è sfoltirla.
à‰ sempre un’operazione delicata, è chirurgia selettiva, ha bisogno di mano ferma e larga esperienza di mercato.
Come general manager della sinistra italiana Renzi promette bene: sfoltirà  e tanto. Perchè alla fine di questa torntata di comizi elettorali troverà  la sua corrente (“Una super-corrente”, secondo Bersani) gonfiata come la pancia di una rana.
Saremo alle liste d’attesa, all’over booking, con un plotone di amici-nemici.
Sul tavolo fritture miste, quei piatti pieni di spine.
Cosa mangiare e cosa scartare? In effetti ai suoi fedelissimi la fifa è comparsa: vuoi vedere che? Paolo Gentiloni è super prudente perchè ha capito che la questione dal cuore scivola lentamente verso il portafoglio.
E se persino la Alessandra Moretti (alla M c’è davvero una fila paurosa), ex valletta televisiva bersaniana, sembra oramai decisa a completare l’autocritica, non c’è più ragione o rottamazione che tenga.
Gli applausi non finiscono più.
I guai sono appena iniziati.

Antonello Caporale
(da “Il Fatto Quotidiano”)

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“ERA SPOMPO”. “FA SOLO BATTUTE”: RENZI-BERSANI, BATTAGLIA NEL PD

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

L’EX SEGRETARIO: “NON HA CONTENUTI, PER LUI IL PARTITO E’ UN TAXI”

Una standing ovation per «lo spompato».
Pier Luigi Bersani non ha le maniche arrotolate, non ha più giaguari da smacchiare, nemmeno una leadership da difendere o un Palazzo Chigi da sognare, ma quando si affaccia sotto il tendone della Festa democratica nazionale sul Porto antico di Genova scopre che, pur se nel ruolo di ex da tutto, ci sono ancora tanti cuori che battono per lui.
La sala è piena. Tutti in piedi.
Avrebbe potuto essere un pomeriggio da via crucis per l’ex segretario. Qui, domenica sera, erano in 6 mila ad osannare Matteo Renzi: Bersani ne mette insieme un migliaio, che non è la stessa cosa, ma neanche poi così male.
E a peggiorare la situazione ci si è messa anche una battuta, intercettata lunedì sera alla festa pd di Bologna dal sito di Repubblica , nella quale Renzi, parlando con alcuni volontari, ha detto di Bersani: «Durante le primarie è stato perfetto, non ha sbagliato una mossa. Poi negli ultimi mesi era spompo. L’ho visto a febbraio a Palermo, era distrutto…»
Figurarsi. Neanche il tempo di uscire dall’auto, e tutti a chiedere all’ex segretario quanto si sentiva spompato.
Lui, sorridente, parte lento («Io spompo? Ma se sono abbronzato! Farò flessioni»), poi dal palco, intervistato da Michele Serra, va all’attacco di Renzi: «Non vedo contenuti, sono contrario ai plebisciti, non bastano solo le battute».
Approfondisce, tono pacato, critica pesante: «Non capisco la sua idea di partito. Ho l’impressione che abbia del Pd l’idea di un qualcosa che a volte gli serve e a volte è un fastidio. E anche il concetto di sinistra non mi convince: la sinistra non è un abbellimento della destra: “merito” e “opportunità ” sono due termini bellissimi, ma se non vengono coniugati con il termine “uguaglianza”, diventano un imbroglio»
Sarà  anche ruzzolato dalle scale del potere («C’è stato un incidente di percorso: mi sono dimesso, ma non mi sarei ricandidato»), ma Pier Luigi Bersani da Bettola (Piacenza) non ci sta a passare per un voltagabbana.
Ha sconfitto Renzi alle primarie e ora, da antirenziano, si prepara a un possibile ruolo di minoranza.
Non la manda a dire a chi è già  pronto a salire sul carro del vincitore («Questa cosa di Franceschini non è convincente, assomiglia molto a un riposizionamento») e ce n’è pure per Beppe Fioroni («Ha fatto una simpatica curva sovietica sul candidato unico»).
Più che Renzi, è la sua idea di politica che non piace all’ex segretario, spaventato di ricadere nella spirale degli ultimi 20 anni, «con partiti che diventano una sorta di protesi dei leader, anzichè formazioni stabili: non abbiamo bisogno di profeti».
Anche per questo, è meglio «celebrare prima i congressi provinciali e nazionali e poi pensare alle candidature nazionali, altrimenti si finisce con le tifoserie senza contenuti»
La platea apprezza. Ma al solo sentire il nome Berlusconi rumoreggia.
Bersani coglie il disagio. Il Pd salverà  il Cavaliere? «Me l’ha chiesto anche un volontario, mostrandomi con fare minaccioso una grande padella…» scherza.
Poi, serio: «Le leggi vanno rispettate e applicate. Punto».
E se il Pdl stacca la spina al governo? «In questa malaugurata ipotesi la palla passa a Napolitano e al Parlamento, che va messo alla ricerca di soluzioni che consentano di fare la legge di stabilità  e la riforma elettorale».
L’ultimo pensiero è per il premier Letta: «Sta facendo più del possibile in una situazione come questa. E non se l’è cercata lui…».

Francesco Alberti
(da “il Corriere della Sera”)

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DOMANDA DI GRAZIA, NON MERITA DI FINIRE COSI’…

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

E’ TROPPO ORGOGLIOSO PER CHIEDERLA, ALLORA LA CHIEDIAMO NOI

E così vorreste condannarlo ai domiciliari.
Costringerlo a trascorrere un anno sul divano della trisnonna, intrappolato fra pareti color salmone, al lume fioco di una lampada a forma di fungo atomico, tra le braccia di una giovane donna che lo soffoca con promesse di amore eterno, quando lui chiede soltanto libertà .
Fanatici senza cuore, ma non vi tormenta il destino di quest’essere incolpevole che una serie inaudita di coincidenze ha trascinato negli abissi domestici documentati dalla foto?
Abbiate il coraggio di guardarlo, tremate davanti al suo smarrimento, date sfogo all’imbarazzo e al rimorso che vi suscita il suo atteggiamento di resa.
Dove sono l’antica fierezza, la passione per gli ambienti promiscui e la spregiudicatezza che gli consentiva di oltrepassare ogni porta socchiusa, infischiandosene di regole e divieti?
Neanche un mostro merita di finire così. E lui non è un mostro.
Chiunque abbia lo sguardo puro di un Bondi lo troverà  bellissimo.
È solo troppo orgoglioso per chiedere la grazia.
E allora la chiediamo noi: libertà  per il cagnolino Dudù.

Massimo Gramellini
(da “La Stampa”)

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MARONI A SILVIO: “NON FARTI TRATTARE COME CRAXI”, MA SI DIMENTICA IL CAPPIO AGITATO DALLA LEGA IN AULA

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

IL “DIRITTO ALL’OBLIO”… UNA VOLTA I LEGHISTI TIRAVANO LE MONETINE A CRAXI, ORA A SILVIO FORSE POTREBBERO LANCIARE I DIAMANTI DI BELSITO

Gli avvocati hanno scoperto il “diritto all’oblio”.
Dopo tot anni, chi ha fatto una sciocchezza deve poter contare sulla scarsa memoria della gente. Ed è un peccato che questo principio non venga applicato alla politica, altrimenti nessuno avrebbe fatto un salto sulla sedia, ieri mattina, quando Roberto Maroni ha invitato l’alleato Berlusconi a sganciarsi dal governo, «dove il Pd lo sta trattando come all’epoca fu trattato Craxi».
Purtroppo per lui, nessuno ha dimenticato che vent’anni fa c’era proprio la Lega, in prima fila nell’assalto a Craxi.
E fu un deputato leghista a sventolare nell’aula di Montecitorio un cappio da forca.
Le cose cambiano.
Allora qualcuno tirò le monetine a Craxi.
Oggi, se i leghisti si frugassero nelle tasche, forse potrebbero lanciare all’amico Berlusconi i diamanti di Belsito.

Sebastiano Messina

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BERLUSCONI DECISO A ROMPERE: “ORMAI VA STACCATA LA SPINA A LETTA”

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

SUMMIT CON VERDINI E SANTANCHE’: IPOTESI CRISI PRIMA DEL 9

Una crisi di governo prima del fischio d’inizio della partita a palazzo Madama, «tanto hanno già  deciso di farmi fuori».
Sono proprio due “colombe”, Alfano e Schifani, a segnare la giornata di ieri con dichiarazioni al limite della rottura.
È la prova che ad Arcore, dove il Cavaliere in mattinata ha concordato le ultime mosse con Verdini e Santanchè, la strada è già  stata segnata.
Puntando ad elezioni il 24 e 25 novembre
In realtà  la rottura vera e propria matura nella testa del leader Pdl già  lunedì a tarda sera.
In una drammatica riunione a villa San Martino. Quando l’ultimo ambasciatore inviato a sondare la disponibilità  del Colle verso la grazia torna indietro con un messaggio negativo.
Le condizioni di Napolitano, spiega la “colomba”, non sono cambiate da quella nota del 13 agosto.
Primo: la grazia estingue la pena principale ma non l’interdizione dai pubblici uffici.
Secondo: a chiederla deve essere un condannato che accetta la condanna, ergo si predispone a uscire di scena dalla politica attiva.
Terzo: per concederla il Quirinale esige che il condannato abbia iniziato a espiarla. Foss’anche per un simbolico giorno.
Tre paletti inaccettabili per Berlusconi.
Tanto più che il Cavaliere si è fatto preparare da uno studio di avvocati (non i soliti Longo-Coppi-Ghedini) un dossier con 13 precedenti di grazie presidenziali con estinzione anche delle pene accessorie.
Da qui la rabbia furibonda contro il capo dello Stato. Che forse non a caso veniva descritto ieri sul Giornale come il «mandante», il «carnefice» del leader Pdl.
Mentre sulla vicenda dei quattro senatori a vita il titolo scelto dal quotidiano di via Negri era ancora più corrosivo: «Il Colle attenta alla Costituzione».
Attacchi che certo non hanno rasserenato il clima, mettendo a rischio anche l’estremo tentativo di conciliazione che oggi, pare, proverà  a portare avanti Gianni Letta salendo al Quirinale (si parla anche di un’udienza chiesta da un gran capo Mediaset)
Il clima dunque è improvvisamente mutato rispetto a lunedì, quando gli uomini-azienda e i figli sembravano aver convinto Berlusconi ad accettare la grazia e un passo indietro rispetto alla prima linea.
E stavolta le colombe temono che non sia uno dei soliti bluff di un giocatore che, senza più carte, prova a minacciare di far saltare il banco.
Daniele Capezzone spiega che ormai «sono possibili solo soluzioni chiare». Ovvero: «Il Pd, con un soprassalto di buon senso, può riflettere sul caso della decadenza e arrivare a un voto ragionevole nella giunta del Senato. Oppure – soluzione che io non auspico – resta la strada di un’esplicita rottura, che avrebbe almeno il pregio della chiarezza».
I falchi hanno cercato di convincere il Cavaliere che la crisi di governo non porterà  a un Letta-bis come pure si dice in questi giorni.
Nonostante gli sforzi e i tentativi che sicuramente il capo dello Stato metterà  in atto, nel cerchio dei consiglieri favorevoli alle elezioni sono certi che anche il Pd preferirà  la strada dello scontro frontale nelle urne.
Sia perchè a Renzi non converrebbe restare a guardia di un governo debole, appeso al voto di qualche transfuga grillino o ex-Pdl. Sia perchè il Pd si troverebbe più a suo agio in una campagna elettorale polarizzata, giocata all’insegna dell’eterno duello con il Caimano.
Che lascerebbe Grillo in una posizione marginale.
Calcoli a cui ha dato voce in un tweet un superfalco come Augusto Minzolini, senatore che non ha mai fatto mistero della sua preferenza per il ritorno alle urne: «Se cade Letta nessun Letta-bis. È un alibi per le paure di tanti. Non ci sono i numeri e, in ogni caso, una maggioranza raffazzonata sarebbe la fine del Pd».
I sondaggi consegnati lunedì a Berlusconi da Alessandra Ghisleri darebbero il centrodestra al 36,5%, avanti di tre punti sul centrosinistra. Berlusconi potrebbe vincere il premio di maggioranza alla Camera e ricominciare a trattare da posizioni più favorevoli.
Anche se, vista la lotteria del Senato, con ogni probabilità  dalle urne non uscirà  di nuovo alcun vincitore.
«Il paradosso — confidava giorni fa la colomba Gaetano Quagliariello — è che se vincono i falchi, di sinistra e di destra, si andrà  a votare con la legge attuale. E il risultato più probabile saranno di nuovo proprio quelle larghe intese contro cui i falchi combattono».

Francesco Bei
(da “La Repubblica“)

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MARCO TRAVAGLIO: DALLA PANNELLA ALLA BRACE

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

GLI EFFETTI PSICHEDELICI DEL SIGARO DI PANNELLA

L’impannellamento di B., complice anche il sigaro allucinogeno che sabato il sempre lucido leader radicale gli fumava vistosamente in faccia durante la firma dei referendum, produce effetti ogni giorno più psichedelici.
Per comodità  del lettore, riepiloghiamo lo stato dell’arte dell’Operazione Salva-nano, sempre più pregna di argomenti e precedenti giuridici grazie alla straordinaria gara di solidarietà  ingaggiata dal mondo accademico, giornalistico e naturalmente politico, con particolare trasporto da parte del Pd.
Grazia, grazietta e grazia al cazzo.
Il sempre informato Corriere della Sera comunica che i figli di primo e — pare — anche di secondo letto avrebbero convinto il ritroso Cainano a concedere, bontà  sua, a Napolitano la grazia di concedergli la grazia.
Resta da capire chi presenterà  l’apposita domanda in carta bollata.
Il quotidiano Libero s’è portato avanti col lavoro e ha pubblicato il testo, mancante solo della firma.
L’avvocato Paniz s’è detto disponibile ad apporvi la sua, ma gli è stato fatto notare che non è un soggetto qualificato, cioè non c’entra una cippa.
Franco Corbelli, leader del sedicente movimento per i diritti civili, ha bruciato tutti sul tempo e ha inoltrato una sua domanda al Quirinale, che però l’avrebbe accolta con un incuriosito “Corbelli chi?”.
A questo punto, disperso Ghedini, si ipotizza che la firmi Franco Coppi.
O in alternativa Franco Nero.
Nicolazzi azzi azzi. Il sempre solerte quotidiano il Messaggero , per sostenere la grazia napolitana non solo per la pena detentiva, ma anche per quella accessoria, è andato a scovare il cosiddetto “precedente Nicolazzi”: l’ex leader e ministro socialdemocratico fu condannato a 5 anni per concussione per le carceri d’oro, poi tre anni fa ottenne dal Quirinale la revoca dell’interdizione perpetua dall’elettorato attivo. Cioè potè ricominciare a votare.
Naturalmente Nicolazzi non c’entra una mazza con B., visto che fu condannato in Cassazione nel 1994, scontò interamente la pena e fu graziato solo nel 2010 (16 anni dopo), dopodichè tornò a votare, non a essere votato.
Ma tutto fa brodo.
Il cattivo sergente. Secondo Repubblica , “alcuni esperti di diritto europeo del Pd avrebbero confermato che, sul piano della giurisprudenza della Corte di Strasburgo, un eventuale ricorso di B. potrebbe trovare accoglienza” in base a un formidabile precedente: quello “del sergente Engel dell’esercito olandese, che nel 1971 si fece qualche giorno di galera per non essersi fatto trovare a letto durante un congedo per malattia.
Norma penale o regolamento militare? I giudici di Strasburgo optarono per considerare le norme nella loro natura ‘ontologicamente penale’, al di là  della denominazione data dallo Stato nazionale e dal diritto interno. E diedero ragione al soldato olandese”.
In realtà  le cose andarono un po’ diversamente: 42 anni fa il sergente olandese fa il malato immaginario, viene beccato, lo processano, lo condannano, lo arrestano.
Lui ricorre a Strasburgo perchè il reato per cui è stato condannato e arrestato non c’era ancora quando lui lo commise: fu introdotto in seguito.
Dunque non poteva sapere che, facendo il malato immaginario, sarebbe finito in tribunale e in galera. La Corte condanna l’Olanda a risarcirlo e, già  che c’è, precisa quando una norma è penale e quando no in base alla gravità  della condotta e della sanzione.
Dunque Engel c’entra come i cavoli a merenda con B., che frodò il fisco quando il delitto di frode fiscale esisteva già  da alcuni secoli.
È la legge Severino che non esisteva ancora, ma è una norma amministrativa, non penale, dunque la questione dell’irretroattività  non si pone. Ma non si butta via niente. Allo studio anche i precedenti di un maresciallo lituano, di un capitano ucraino, di un alpino engadinese e di un brigadiere calabrese.
Sturmtruppen. Ingolositi dal precedente Engel, i giuristi del Pd, d’intesa con i giureconsulti del Pdl, stanno compulsando le annate delle Sturmtruppen di Bonvi.
Già  trovate diverse analogie con il caso B., il Kafalieren Preciutikaten assistito da due avvocati: Otto Ghedinen, geniale inventore come il semaforo per bloccare i carri armati nemici o la formula dell’“utilizzatore finale” di prostitute; e “Distrattonen” Franz Coppi, che anzichè il nemico colpisce regolarmente l’illustre cliente e alla fine salta in aria sul campo minato da lui stesso allestito.
Inutile spiegare le funzioni della “mignotten pubblichen”, presente ad Arcore in ben più numerosi esemplari.
Molto realistico anche il Medichen o Doktoren, laureato in veterinaria, che propina al paziente una pozione magica per renderlo invisibile: ottima alternativa nel caso in cui le cose in giunta e al Quirinale si mettessero male.
La dottoressa ci sta col colonnello. Ulteriori spunti sul precedente Engel sarebbero giunti ai giureconsulti di Arcore dal loro consulente pro veritate Luciano Violante, ispirato dal celebre capolavoro La dottoressa ci sta col colonnello: vi si narra la triste vicenda del col. Anacleto Punzone, medico del distretto militare mirabilmente interpretato da Lino Banfi, concupito dalla collega professoressa Eva Russell (Nadia Cassini), ma purtroppo affetto da impotenza e dunque costretto a ricorrere a un trapianto penico con la materia prima fornita suo malgrado dal soldato superdotato Arturo Mazzancolla (Alvaro Vitali), peraltro invano a causa di un inopinato rigetto proprio nel momento del bisogno.
Quanto basta, secondo Violante, per affermare che il principio di retroattività , che parrebbe palese a vedere Nadia Cassini, è chiaramente smentito in punta di diritto dalla mancata riuscita retroattiva del trapianto d’organo.
Dunque la legge Severino non si applica a Berlusconi.
Insomma, è fatta.

Marco Travaglio
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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UN LEADER EMERGENTE, META’ FALCO E META’ COLOMBA: “L’ITALIA NON E’ TERRA DI CONQUISTA, L’ONESTA’ TORNI A GOVERNARE IL PAESE”

Settembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

GIUSEPPE PRETE, PRESIDENTE DI “MOVIMENTO GENTE ONESTA”: “I GIOVANI CERVELLI DEVONO AVERE OPPORTUNITA’ DI LAVORO IN ITALIA”… “BERLUSCONI ACCETTA SOLO CONSIGLI SBAGLIATI DA UOMINI SBAGLIATI, HA FALLITO”…”GRILLO HA DELUSO, LA GENTE HA PERSO L’ULTIMA SPERANZA”…”LE TASSE SI POSSONO RIDURRE ELIMINANDO LA CORRUZIONE INSITA IN TUTTI I LIVELLI DELLA SOCIETA’ ITALIANA”

Intercettiamo Giuseppe Prete, presidente di “Movimento Gente Onesta”, quando è appena rientrato dall’estero per un breve periodo di vacanza.
Presidente, tempi duri spiegare all’estero la situazione politica italiana? Che pensano di noi?
Dicono che siamo un Paese senza più un progetto, senza un futuro, che non cresce più e che galleggia soltanto. Siamo diventati un territorio di conquista. Speculano su di noi e ci portano via aziende grazie anche a forti agevolazioni fiscali. Dicono che siamo (e lo siamo per davvero) poco credibili sul piano politico e sulle leadership. Insomma un Paese ormai sempre sotto “osservazione”.   Sarei curioso di sapere cosa hanno raccontato Letta e Renzi alla Cancelliera Merkel, almeno di Monti sapevamo che era il signor “yesman”! Altra cosa: parliamo delle figuracce dei nostri leghisti a Bruxelles? Ci sono stato a Bruxelles …diciamo che proprio ce le cerchiamo le figuracce.
Le statistiche dicono che sono orami molti i giovani italiani che appena laureati tentano la fortuna all’estero: sta diventando una   scelta obbligata?
Uno Stato giusto deve dare lavoro ai giovani garantendo il meritato riposo a chi ha lavorato una vita. Ma uno Stato giusto deve prima di tutto essere governato da persone competenti e non da ragionieri contabili. Lei dice “appena” laureati? Ma si rende conto delle percentuali inferiori di iscrizioni universitarie? Si è anche chiesto il perchè? Anche le Università  straniere sono entrate in “concorrenza” con quelle italiane; costi più bassi, incentivi alla ricerca.
È vero che i nostri giovani fuggono all’estero, mi dispiace, ma è la triste realtà , ma le faccio io una domanda: hanno alternative a rimanere in Italia?   Basti pensare che con la Riforma Fornero, con l’allungamento dell’età  pensionabile a 70 anni (anche di più poichè legata all’allungamento della vita) aspettare un ricambio tra generazioni è diventato impossibile. In Italia, tra l’altro, chiudono molte Aziende per colpa dello Stato (debiti verso le Imprese e mai restituiti), le più fortunate “fuggono” all’estero grazie ai forti incentivi fiscali che i Paesi esteri offrono alle nostre Aziende. Pensi che è nato in Italia un nuovo Business: procacciatori di Aziende da trasferire fuori dall’Italia. Quindi, meno mercato del lavoro per tutti.
Ritorniamo a noi: Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi dal Senato dopo la sentenza definitiva della Cassazione?
Berlusconi non è Craxi. L’Italia sta diventando più piccola e la richiesta di soluzioni migliori per soddisfare i bisogni di base delle persone sta aumentando. Tutti noi sappiamo che Berlusconi non ha interesse a cogliere le opportunità  in una Italia che si restringe. E’ troppo forte la sua sete di potere che si traduce in conflitti d’interesse. Lui pensa in maniera globale, ma agisce in modo locale e personale.
Berlusconi non sarebbe mai dovuto entrare in politica e grazie a D’Alema, ( all’epoca della bicamerale) Berlusconi ha   purtroppo “governato”   per oltre 20 anni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
E’ vera la tesi che all’estero, in caso analogo, sarebbe stato il partito di appartenenza ad allontanare un condannato? Come mai da noi non accade mai?
Perchè l’Italia è l’Italia. Perchè l’italiano è abituato alla corruzione, ci vive, ne approfitta. Tornando ai Partiti, lei parla di allontanare un condannato, allora dovrebbero allontanarli quasi tutti… e chi rimarrebbe?
Se nel suo Movimento un esponente fosse coinvolto in vicende giudiziarie cosa fareste? Cosa prevede lo Statuto?
Lo Statuto prevede che venga allontanato immediatamente, compreso il Presidente.
Art. 3   dello Statuto   La Commissione di garanzia: Il Presidente nomina la Commissione di garanzia alla quale è devoluta la competenza a decidere in ultima istanza sulle controversie relative alla assunzione ed alla perdita della qualifica di associato e su ogni altra decisione e sanzione disciplinare. La Commissione di garanzia è composta da 5 membri. La Commissione opera secondo le procedure definite da apposito Regolamento.
Art. 4   Perdita della qualità  di aderente e di associato. La qualità  di associato al MGO si perde con effetto immediato: “c. per espulsione, inflitta in seguito a provvedimento disciplinare”.
Questo governo si basa sulla mediazione continua tra i due maggiori partiti, esperienza che in Germania ha funzionato: come mai in Italia è impossibile trovare una sintesi?
Mi duole dire che gli altri Paesi sono migliori del nostro, mi infastidisce anche fare paragoni con altri Paesi. È altrettanto vero, e non possiamo dire altrimenti, che prima dell’avvento di Craxi anche l’Italia era un Paese con una situazione politica diversa, più governabile. Poi si è evidenziata la corruzione in politica e tutto è cambiato, il nostro sistema “politico” è cambiato. Come ripeterò sempre, ora contano più le lobby affaristiche in politica, che gli interessi del cittadino. In Germania è il contrario e infatti oggi il modello tedesco ne ha approfittato ed è vincente.
Giudizio sul governo Letta?
Governo   lei lo chiama? Chiamiamolo una “cosa”   di “transizione” con a capo un giovane Premier (non un giovane capace Premier). Serviva un Governo e, sotto la minaccia   perenne di Grillo (anche se poi abbiamo visto che minaccia non lo è per niente, anzi…) , sono costretti a “governare” insieme.
Ma lei immagina anni fa una destra e una sinistra “fidanzati”?   Hanno passato tutta la vita a farsi la guerra e ora all’improvviso vanno d’accordo? È una tappa obbligata la loro,   ma appena possono, semmai uno dei due vincesse le elezioni… (personalmente mi auguro che scompaiano entrambi)…
Grillo ha interpretato una vasta area di dissenso, in cosa ha sbagliato? E’ giusto congelare i voti o è meglio farli pesare nelle scelte?
Di Grillo ho già  detto cosa ne penso, non mi piace, e già  prima della campagna elettorale (dalle precedenti elezioni del Piemonte) ho sempre sostenuto che il suo ingresso in politica   ha sempre prodotto effetti collaterali, favorendo di fatto il suo nemico storico Berlusconi.
Grillo ha approfittato del dissenso, come fece a suo tempo la Lega, è con il suo 25% è all’ opposizione. Altro che coerenza, questa è ingenuità . E in politica essere ingenui danneggia. Danneggia chi ti ha votato.
Che pensa della politica urlata? Si sente più falco o colomba?
La politica urlata è un tipico prodotto giornalistico, colpevoli le tv. La politica è finita agonizzante ed è tenuta in vita dai ciarlatani di professione. Una grande intelligenza non dovrebbe mai più occuparsi di loro, nè essere come loro.
Diciamo che mi sento falco per la mia voglia di attaccare la disonestà , la corruzione, la malafede, la non voglia di lavorare per il cittadino. Mi sento invece colomba perchè voglio attivare un processo fortemente democratico che tenga conto della centralità  dell’uomo all’interno di un collettivo sociale, dando le giuste informazioni ai cittadini e i giusti spazi di discussione
Un consiglio disinteressato a Berlusconi e uno alla Santanchè: spari pure.
A Berlusconi un consiglio? Berlusconi accetta solo consigli sbagliati, da uomini sbagliati. Fra questi la Santanchè. Io vorrei dargli un consiglio onesto: lasci libero il nostro Paese, per il suo bene e per tutti noi.   La Santanchè? E’ il prodotto disastroso del “berlusconismo”. E non sono solo casi isolati, parliamo della Mussolini? Mi fermo….per non essere querelato.
Meglio ridurre l’Imu o intervenire per detassare le imprese?
Meglio nessuna imposta. La prima perchè è di recente invenzione, la seconda se si vuole salvare il salvabile. Ma è facile dire meglio niente.   La domanda che spesso mi faccio è questa: di quanto siamo indebitati per non poter ridurre le imposte? Come spendono i soldi dei cittadini? Possiamo vedere i Bilanci degli Enti? Possiamo capire perchè anzichè ridurre le tasse siamo costretti ad aumentarle? Oggi quello che son capaci di fare, giusto per prendere in giro gli italiani, è rigirare le imposte come scusa per aumentarle con altri nomi. Esempio? Via l’Imu, e con la nuova service tax.
La gente che avvicina nei suoi numerosi incontri pubblici cosa le chiede principalmente?
La gente oggi si domanda se non esistono più gli onesti e se anche noi diventeremo come “loro” una volta in Parlamento. Anzi, lo danno per scontato. Il Movimento Gente Onesta nasce in un momento particolare della storia in cui la gente è profondamente disgustata e delusa dalla politica, soprattutto giovani di valore di che potrebbero fare e dare tanto per il bene comune.
Promuovo sempre, contrariamente a quanto fanno i partiti, il rispetto della gente comune, promuovo la verità . Andando in giro cerco di recuperare le intelligenze che provengono dal basso e cerco di portarle a bordo.
Nelle mie conferenze dico a tutti che non bisogna continuare ad essere sfruttati e che dobbiamo dimostrare a questa classe dirigente che non molla, che il tempo delle mele è finito. Ma è dura, molto dura. Ora le colpe le do a Grillo, ha   deluso 8 milioni di cittadini onesti e che oggi non credono più in nessuno. Spesso mi paragonano a Lui, e non posso dar loro torto. Devo diffondere il Movimento   velocemente per affermare a tutti che siamo più seri, che siamo pronti e strutturati in tutto il territorio Italiano.
Ultima domanda che sorge spontanea: lei è una persona stimata e realizzata, uno si chiede “chi glielo fa fare di dedicarsi alla politica” e propagandare l’onestà  nella gestione della cosa pubblica? Non le sembra fuori moda?
Per migliorare il Paese si ha bisogno di persone oneste con un pensiero onesto. Se mi guardo attorno e vedo certe “intelligenze” in politica, allora prima di dire che siamo “fottuti” scendo in campo. Ho passione per la politica e farla attivamente ho voluto fare un percorso professionale che mi accertasse la qualifica di persona “stimata” e “realizzata”. Ora queste “doti” le metto al servizio del cittadino e mi circondo di persone che, come me, hanno la voglia di cambiare il Paese. Servono persone oneste, incorruttibili, e con tanta voglia di lavorare, soprattutto che non si lascino ingannare dal denaro.

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    • ECCO COSA SUCCEDE AD AVERE UN AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA: STEFANO BELTRAME, CHE HA CONSEGNATO LE CREDENZIALI A VLADIMIR PUTIN DIECI GIORNI FA, IN UN DISPACCIO ESPRIME LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, INVOCA LO STOP AL BLOCCO DEI VISTI RUSSI, E AUSPICA LA NOMINA DI UN “INVIATO SPECIALE” EUROPEO PER I NEGOZIATI DI PACE CHE SCAVALCHI L’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS “CHE IL CREMLINO NON RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”
    • SALVINI È FINITO ALL’ANGOLO, NELLA MORSA VANNACCI-PASCALE: DA UN LATO IL GENERALE CHE MINACCIA L’ADDIO ALLA LEGA E LA CANNIBALIZZAZIONE DEI VOTI. DALL’ALTRO L’EX FIDANZATA DI BERLUSCONI, PASIONARIA LGBT+, CHE INVITA IL CARROCCIO AD APRIRSI SUI DIRITTI CIVILI
    • “IL MIO MESSAGGIO AGLI EUROPEI È: “IT’S OVER, È FINITA”: IL POLITILOGO ROBERT KAGAN (EX NEOCONSERVATORE REPUBBLICANO), LA VEDE NERISSIMA: “NON SONO CONVINTO CHE NEL 2026, MIDTERM, E NEL 2028, PRESIDENZIALI, AVREMO ELEZIONI LIBERE E TRASPARENTI. TRUMP VUOLE PORTARE IL SUO CONFRONTO CON IL VECCHIO CONTINENTE ALL’ESTREMO, AL LIMITE DEL CONFLITTO”
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