Destra di Popolo.net

“DENUNCEREMO FRATELLI D’ITALIA PER IL VOLANTINO CON FOTO VITTIMA OMOFOBIA USATA PER FINE DIVERSO”

Settembre 17th, 2015 Riccardo Fucile

L’AVVOCATO SCHUSTER NON PERDONA PER LA GAFFE CONTRO LA CULTURA GENDER

“Denunceremo Fratelli d’Italia. Il termine ‘gaffe’ per definire il loro gesto è davvero una parola mite“.
Lo annuncia l’avvocato Alexander Schuster, legale della fotografa inglese Rose Morelli, autrice della foto che rende omaggio a Leelah Alcorn, 17enne americana transgender morta suicida. L’immagine dell’artista è stata poi impropriamente utilizzata a Trento dal partito Fratelli d’Italia per un manifesto contro la cultura “gender”.
Il giurista, ospite di “Legge o giustizia”, su Radio Cusano Campus, spiega: “Del volantinaggio di Fratelli d’Italia fuori dalle scuole trentine si è accorto l’Arcigay. E’ stata poi contattata Rose Morelli, la quale ovviamente è rimasta inorridita di fronte a questo gesto. E’ difficile immaginare che Fratelli d’Italia non sapesse che questa fotografia era stata scattata per una campagna contro le cure riparative, in occasione della morte infelice e tristissima di una persona che si è tolta la vita perchè suoi genitori non l’accettavano e l’avevano costretta a seguire quelle terapie”. E aggiunge: “Non posso entrare nei dettagli della denuncia, stiamo valutando. C’è stata una violazione del diritto di questa immagine. Ma è anche un fatto grave di natura morale, perchè è stato stravolto il significato della foto. E vi è malafede, perchè sul sito era chiaramente indicata l’origine e il significato di quella foto”

(da “il Fatto Quotidiano“)

argomento: Fratelli d'Italia | Commenta »

SANTANCHE’ NON PAGA I COLLABORATORI DI CIAK E PC PROFESSIONALE

Settembre 17th, 2015 Riccardo Fucile

TAGLIATI I COMPENSI DOPO APPENA DUE ANNI DALL’ACQUISTO DELLE TESTATE… “VELTRONI? SCRIVE GRATIS”

Puoi vedere il bicchiere mezzo vuoto: Daniela Santanchè non paga da mesi i collaboratori delle sue testate e fa pagare all’Inpgi, l’istituto di previdenza dei giornalisti italiani, circa un terzo dello stipendio dei suoi giornalisti.
Lei lo vede mezzo pieno: “Continuo a credere nei giornali e ho deciso di non licenziare nessuno, nelle mie testate. Per farlo, ho firmato con il sindacato un accordo di solidarietà ”.
Questa storia comincia il 1° aprile 2014, quando Daniela Santanchè, politica di Forza Italia e donna d’affari, diventa anche editrice.
E non è un pesce d’aprile: rileva due testate, Ciak e Pc professionale, dalla Mondadori che se ne voleva disfare. Le aggiunge a Villegiardini, comprata nell’autunno 2013, e dà  vita a Visibilia Editore, che affianca a Visibilia, la sua società  che raccoglie pubblicità .
Rilascia subito dichiarazioni ottimistiche, in cui dice di credere nel futuro dei giornali, malgrado la crisi che taglia le copie vendute e riduce la pubblicità  raccolta.
“Sono orgogliosa”, dice nel maggio 2014 al festival di Cannes, “di essere qui. Ho acquisito Ciak perchè sono un imprenditore che crede allo sviluppo di questa rivista in maniera verticale e di nicchia. Mentre molti licenziano, io ho assunto 18 giornalisti e ho confermato la direzione di Piera Detassis che stimo molto. Credo occorra portare su Ciak il lusso e il glamour che è un settore estremamente interessante. Per ora, solo in questo numero, abbiamo aumentato il trend pubblicitario del 200 per cento e siamo solo all’inizio”.
Obiettivo dichiarato: portare le vendite da 35mila a 50mila copie.
Non va come sperato, per la storica rivista di cinema diretta da Piera Detassis fin dal 1997 e per Pc professionale, rivista specializzata rivolta agli appassionati e ai professionisti del personal computer.
Le due testate sono realizzate da due redazioni composte rispettivamente da quattro e sei giornalisti, oltre i direttori (Detassis e Giorgio Panzeri) e un gran numero di collaboratori esterni.
Molti di questi hanno smesso di ricevere i pagamenti. C’è chi li aspetta dal febbraio 2015, chi dal dicembre 2014. Nessun seguito alle e-mail di sollecito, nessuna risposta al telefono.
Intanto l’azienda apre una trattativa con le redazioni, proponendo un contratto di solidarietà : riduzione dell’orario di lavoro del 30 per cento, con una pari riduzione dello stipendio, che viene però quasi del tutto integrato dall’apposito fondo dell’Inpgi. La trattativa viene condotta dall’Associazione lombarda dei giornalisti, l’articolazione locale del sindacato dei giornalisti, a cui Visibilia Editore prospetta una situazione nera: i ricavi del 2014 (4,5 milioni di euro) producono un bilancio in perdita e sono destinati a calare del 10 per cento nel 2015 e di un ulteriore 10 per cento nel 2016.
Il 30 luglio viene firmato l’accordo: è dichiarato lo stato di crisi, i dieci giornalisti accettano la riduzione di orario e stipendio, l’Inpgi paga, l’editore s’impegna a non licenziare nessuno e a pagare i collaboratori, regolarizzando anche il pregresso. Questa parte dell’accordo, finora, non è stata realizzata.
“Ma noi abbiamo mantenuto il patto stretto con le redazioni quando abbiamo acquisito le testate”, protesta Santanchè. “Abbiamo tenuto in vita due giornali che Mondadori voleva chiudere, non abbiamo licenziato nessuno, abbiamo lasciato piena autonomia giornalistica alla redazione e ai due direttori, in particolare a Piera Detassis”.
E i pagamenti ai collaboratori? “Abbiamo sospeso i pagamenti a quelli di cui volevamo fare a meno”, confessa. Tra questi c’è anche Walter Veltroni, da tempo collaboratore di Ciak? “A Veltroni ho telefonato io”, risponde Santanchè, “per dirgli che sarei stata contenta di continuare a pubblicare i suoi interventi, ma che non eravamo più in grado di pagarli. Lui mi ha risposto che ci avrebbe pensato. Mi risulta che abbia comunque continuato a scrivere. Anche se ora forse è più interessato al calcio che non al cinema”.
Com’è la situazione economica della Visibilia Editore? Difficile da decifrare.
La società  è quotata in Borsa, perchè è nata da una fusione con Pms, società  di consulenza già  sul listino Aim di Milano.
Dunque è tenuta a depositare bilanci e fornire cifre e relazioni.
Ebbene, le cifre del 2014 indicano una perdita di bilancio di ben 2 milioni e 74mila euro.
“Ma è l’effetto della svalutazione della società  che è stata necessaria perchè abbiamo dismesso Sel Press, che realizzava rassegne stampa”, spiega Daniela Santanchè, che si mostra tranquilla: “Continuo a credere nei giornali di nicchia e i conti, faticosamente, li mettiamo a posto. Quest’anno poi si è arrestata anche la discesa di Visibilia pubblicità ”.
Meno tranquilli i collaboratori, che continuano ad aspettare mesi di compensi arretrati.

Gianni Barbacetto
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Stampa | Commenta »

PENDOLARI SUL BINARIO MORTO GRAZIE AL MONOPOLIO REGIONI-FS

Settembre 17th, 2015 Riccardo Fucile

UNA VOLTA I GOVERNATORI PROTESTAVANO PER I DISSERVIZI, ORA FANNO SOCIETA’ MISTE CON LE FERROVIE PER DIVIDERE AFFARI E GUADAGNI

Il caso limite è in Sardegna, dove la Regione autonoma ha pensato di mettere una pezza al deludente servizio di Trenitalia andando in giro per il mondo a comprarsi un treno più veloce, e si è messa nei guai.
Ma è tutto il sistema ferroviario regionale, quello dei pendolari, che si sta avvitando in una spirale di cui un giorno conteremo i danni.
Troppo tardi, secondo il costume nazionale.
Mentre si blatera di liberalizzazione e mercato come sante medicine in grado di ridare efficienza ai trasporti pubblici, Regioni e le Fs stanno blindando un nuovo monopolio fondato sull’alleanza tra il colosso statale e il ceto politico locale.
Nel 2008 il governatore sardo Renato Soru — oggi europarlamentare e segretario regionale del Pd— annunciò la sua idea geniale.
Visto che per fare i 257 chilometri di treno tra Cagliari e Sassari si impiegavano non meno di tre ore, causa curve e salite da ferrovia andina, decise di comprare un treno spagnolo tipo “pendolino” che, piegandosi in curva come una moto, avrebbe impiegato meno di due ore.
Furono spesi 78 milioni di euro per otto nuovi convogli di tre carrozze.
L’attuale governatore Francesco Pigliaru l’anno scorso si è insediato e ha scoperto che nessuno si era preoccupato di chiedere l’omologazione all’Agenzia per la sicurezza ferroviaria, procedura complessa e necessaria, visto che un treno non è una Panda.
A sette anni dall’annuncio di Soru, l’Agenzia darà  l’omologazione nei prossimi giorni ma con il divieto di piegare in curva.
A dicembre il nuovo treno entrerà  in servizio esattamente alla stessa velocità  dei treni vecchi.
L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana ha scoperto che per andare più forte bisogna aspettare che la rete Fs investa 50 milioni sul segnalamento elettronico.
Ci vorranno almeno un paio d’anni, se Rfi fa alla svelta.
Se ne sono accorti ora, dopo sette anni. La Regione compra i treni senza farli scegliere a Trenitalia che li deve gestire (e che magari riusciva anche a pagarli meno).
Trenitalia, che non ha gradito l’alzata d’ingegno di Soru, fa spallucce: “Il cliente è libero di scegliersi il treno che vuole”.
Però Regione e Trenitalia litigano sui costi di gestione del nuovo treno. Per farlo correre il monopolista chiede un tanto a chilometro e Pigliaru, visto che la sua amministrazione ha scelto il treno, deve pagare. Non ha alternative.
Il tentativo di chiedere a Ntv, la società  di Italo,di andare in Sardegna a sostituirsi a Trenitalia non ha sortito risultati apprezzabili.
E   questo sarebbe un mercato? Così pensa il numero uno delle Fs Michele Elia.
Ogni anno le Regioni gli versano 1,9 miliardi per pagare i treni dei pendolari. Guai a dire che è una sovvenzione, si offendono.
Lo chiamano mercato perchè c’è un cliente, la Regione, che chiede un servizio, e una società  molto aperta alla competizione, le Fs, che se lo fa pagare.
Almeno fino a un certo punto c’è stata una vivace dialettica cliente-fornitore, di cui è simbolo il governatore della Toscana Enrico Rossi con la sua icastica dichiarazione dell’8 novembre 2013: “Trenitalia mi ha rotto le palle”.
Ma adesso sta cambiando tutto. L’idea che il trasporto ferroviario regionale debba essere messo a gara è un puro mito metropolitano: nel 2009 il governo Berlusconi ha cancellato ogni obbligo. E le regioni hanno cambiato strategia.
Visto che lo Stato centrale lesinava i finanziamenti e che Trenitalia usava la posizione di forza per fare i comodi suoi, sono entrate nel business.
In Emilia Romagna la regione con una mano ha bandito la gara (per ben 22 anni) — non è obbligatorio ma non è nemmeno vietato — e con l’altra ha fatto un accordo con Trenitalia per vincere la gara insieme, formando una nuova società  alla quale partecipa Tper, la società  regionale.
Di Tper fa parte Fer, la società  che gestisce alcune tratte ferroviarie locali ma è anche stazione appaltante.
Insomma, Ferbandisce la gara e la vince.
Un capolavoro della liberalizzazione, benedetto da una sentenza della Cassazione che nega il conflitto d’interesse laddove — leggete bene — la società  vincitrice sia solo partecipata e non totalmente posseduta dalla stazione appaltante.
Fatto: c’erano due società  ferroviarie in Emilia Romagna, Trenitalia e Fer, adesso ce n’è una sola.

Giorgio Meletti
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: ferrovie | Commenta »

RIFORME IN AULA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI: IL GIORNO PIU’ LUNGO DELLA LEGISLATURA

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

IL DDL BOSCHI IN AULA MA GRASSO NON SCIOGLIE LE RISERVE SULL’ART. 2

È stato il giorno più difficile dalla ripresa dopo la pausa estiva. Il giorno dei colpi di scena sulle riforme costituzionali.
Il giorno di riunioni e contatti febbrili per ottenere quella certezza: il governo può contare su 155-165 voti in aula al Senato, dicono da Palazzo Chigi.
E ora che Matteo Renzi ha ottenuto quello che gli premeva di più in questo momento, cioè portare il ddl Boschi al ‘sicuro’ in aula senza passare dal voto (insicuro) in commissione, non gli resta che aspettare la decisione di Pietro Grasso sugli emendamenti all’articolo 2, quello sull’elettività  dei senatori preso di mira dalla minoranza Pd.
Ma in vista di quel momento, non prima della prossima settimana, Renzi ha già  deciso la sua strategia.
Se Grasso ammetterà  gli emendamenti all’articolo della discordia, una delle conseguenze più immediate saranno le dimissioni della presidente della Prima Commissione Anna Finocchiaro, che si sentirebbe smentita dal presidente del Senato, visto che lei in commissione non li ha ammessi.
Sarebbe stata la stessa Finocchiaro a parlarne in un vertice con il capogruppo Luigi Zanda e il ministro Maria Elena Boschi al Senato intorno all’ora di pranzo.
Se invece Grasso non ammetterà  modifiche, allora, dice il premier ai suoi, un minuto dopo si fa l’accordo con il Pd.
Se poi il governo dovesse andare sotto in aula, non c’è altra via che le elezioni anticipate, ha spiegato Renzi ai capigruppo di maggioranza.
Una chiacchierata al volo stamattina, a margine della riunione mensile con tutti i capigruppo del Parlamento istituita a luglio per fare il punto sulla sicurezza del paese per via dell’emergenza immigrazione.
Ma in questi giorni tutte le riunioni sono occasione per mettere a punto la tattica sulle riforme, l’ostacolo più alto che Renzi si trova davanti prima della legge di stabilità .
E’ per questo che stamattina ha preso anche la decisione di riunire la direzione del Pd per lunedì prossimo. Decisione che era nell’aria già  da ieri, per la verità .
Il segretario vuole fare il punto con il suo riottoso partito. Ma non solo sulle riforme. Parlerà  anche della legge di stabilità , come gli chiede da giorni Pier Luigi Bersani.
E chissà  che questo tema non risulti ponte di dialogo con l’ex segretario, che in fondo i renziani hanno sempre considerato il più ‘ragionevole’ tra gli interlocutori della minoranza Dem.
Non così i senatori bersaniani. Scatenati in vista del voto in aula.
Renzi conta però di convincere almeno 6 di loro, se non addirittura 10 che si smarcherebbero così dai 28 firmatari delle richieste di modifica all’articolo 2.
“Era già  tutto organizzato — dice Loredana De Petris di Sel — E’ arrivato ieri il diktat di Palazzo Chigi di fare così e loro hanno obbedito. La presidente della commissione Finocchiaro ha dichiarato ieri l’inammissibilità  degli emendamenti per far trovare Grasso davanti al fatto compiuto…”.
Ora l’opposizione non si aspetta alcun aiuto da Grasso. Ma Renzi non sa ancora come agirà  il presidente.
Confida che alla fine non ammetterà  gli emendamenti all’articolo 2, non riaprirà  il ‘vaso di Pandora’ che il premier considera già  archiviato, non più modificabile in quanto approvato negli stessi termini nelle precedenti letture.
“Doppia conforme”, si dice in gergo. E quella preposizione cambiata alla Camera (“nei” al posto di “dai”), ripetono i suoi, non cambia il senso dell’articolo.
Se Grasso non ammetterà  gli emendamenti, un minuto dopo si fa l’accordo nel Pd, è certo Renzi. Perchè a quel punto, in altri articoli emendabili perchè non in ‘doppia conforme’, verrebbe introdotto un listino da affiancare alla scheda dei consiglieri regionali. Così gli elettori saprebbero i nomi dei consiglieri che saranno anche senatori. Barlume di elezione diretta.
Ma quel momento è ancora lontano. La riforma inizia domani il suo cammino in aula. Ma solo mercoledì 23 scadrà  il termine degli emendamenti.
E Grasso dirà  la sua solo quando la discussione arriverà  al punto dell’articolo 2.
Fino ad allora Renzi si sforzerà  di dare altri argomenti ai media. Aggiungendo appuntamenti alla sua agenda.
Domani, per dire, oltre alla cena già  annunciata con Francois Hollande a Modena, il premier andrà  a Piacenza per visitare i luoghi colpiti dall’alluvione di qualche giorno fa.
E alla direzione Pd, non solo riforme, ma anche legge di stabilità : nel tentativo di inquadrare un nuovo argomento che possibilmente non lo porti ad un nuovo cortocircuito con la minoranza Dem.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Parlamento | Commenta »

ECCO I CALCOLI DI RENZI SUL VOTO IN AULA: I NUMERI CI SONO

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

TUTTI I NOMI DEI SOSPETTATI DELL’AIUTINO AL GOVERNO

La riforma costituzionale deve andare direttamente in aula, senza voto in commissione. Altrimenti non si rispettano i tempi, non si riesce ad approvare il tutto prima della sessione di bilancio che parte il 15 ottobre sulla legge di stabilità .
A Palazzo Chigi è già  pronto il pallottoliere sul Senato: si contano 150 tra assenze vere e tattiche, la maggioranza calcola di ottenere dai 155 ai 165 voti.
Non c’è un numero magico preciso dunque, ma questa forbice è il risultato di un puntiglioso calcolo degli apporti che arriveranno alla maggioranza di governo.
I numeri e gli schemi che girano a Palazzo Chigi sui fogliettini degli appunti di Renzi sono il risultato di un lungo lavoro di scouting tra i senatori di Palazzo Madama. Incontri e colloqui continui per assicurare l’ok alla riforma costituzionale e bypassare così l’opposizione interna al Pd.
Per dire, stamattina Renzi e Maria Elena Boschi hanno partecipato ad una delle riunioni mensili con i capigruppo del Parlamento sulla sicurezza del paese, una consuetudine inaugurata dal premier a luglio per via dell’emergenza immigrazione. C’erano anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, il sottosegretario con delega ai Servizi, Marco Minniti. C’è stata la relazione di Angelino Alfano.
Ma, a margine, la riunione è servita anche per un faccia a faccia molto laterale tra il ministro Boschi e il presidente dei senatori verdiniani Lucio Barani, con tanto di fogliettini per appuntare i calcoli.
E anche per Renzi è stata l’occasione per una chiacchierata con i capigruppo di maggioranza. Tanto per ribadire, ancora una volta, che, se sulla riforma costituzionale la maggioranza va sotto, l’unica strada sarebbe quella del voto. Ma il premier è sicuro di avere i numeri.
Un po’ più tardi, sempre in mattinata, a Palazzo Chigi si è affacciato l’ex leghista Flavio Tosi, che al Senato conta 3 senatori della sua area.
Il sindaco di Verona è stato ricevuto da Renzi e non sembra proprio che abbiano parlato della mancata visita del premier sabato scorso a Verona, quando il capo del governo a sorpresa ha deciso di volare a New York per la finale degli Usopen, annullando l’iniziativa nella città  dell’Arena e alla Fiera del Levante di Bari.
Insomma, al netto di tutto, mentre il Senato ribolle del nuovo scontro con l’opposizione, mentre si approfondisce la frattura interna al Pd, a Palazzo Chigi il quadro sembra chiaro sul voto in aula.
I conti son presto fatti. Dei 112 senatori del Pd, il governo pianifica di poter contare su 90 voti favorevoli, confidando nel fatto che almeno 6 dei 28 firmatari del documento di minoranza sull’articolo 2 si sfileranno.
Quanto a Ncd, su 35 senatori, in 30 voteranno col governo. Secondo i calcoli di Palazzo Chigi, ne sfuggiranno 5.
Cifra alla quale corrispondono anche dei nomi e dei cognomi negli appunti del premier: Andrea Augello (che però alla fine potrebbe votare col governo), Antonio Azzollini, Carlo Giovanardi, Roberto Formigoni, Francesco Colucci. Gruppo autonomie: su 19 senatori, 15 staranno col governo.
E veniamo all’opposizione. Renzi sa di poter contare su tutti i 10 voti del gruppo di Denis Verdini, quelli di ‘Al-a’ (Alleanza liberal-popolare Autonomie).
Ma il senatore ex berlusconiano avrebbe promesso a Renzi di riuscire a portarsi dietro altri senatori da Forza Italia. Una prospettiva che, secondo i calcoli di Palazzo Chigi, farebbe lievitare i numeri dei verdiniani da 10 a 15.
Per esempio, starebbe passando da Forza Italia ad ‘Al-a’ Francesco Maria Amoruso, finora vicino a Maurizio Gasparri.
E poi tra Misto, Gal e Idv, dovrebbe arrivare un’altra decina di voti: tra cui Benedetto Della Vedova, l’ex berlusconiana Manuela Repetti, Salvatore Margiotta, il sottosegretario Angela D’Onghia, Paolo Naccarato, Alessandra Bencini dell’Idv.
Sulla base di questi calcoli, la maggioranza in aula c’è.
Se i calcoli saranno quelli giusti.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Parlamento | Commenta »

“A SENATO’, CHE TE SERVE?” INCARICHI, PROMESSE, POSTI

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

LA FRENETICA ATTIVITA’ DI LOTTI E VERDINI IN VISTA DELLA CONTA

Tutto in questi giorni è “politica”, da leggere in chiave di voto sulla riforma del Senato. Dalle mosse d’Aula alle “compravendite” individuali di senatori.
Parecchio affollata – c’erano almeno una decina di malpancisti – la cena organizzata da Maurizio Lupi al ristorante Parmaroma, pochi metri dal Senato: “Il punto – racconta uno dei presenti – è che Alfano si è consegnato a Renzi. C’è un altro pezzo di Ncd che vuole tornare nel centrodestra. E il voto sulle riforme sarà  il segnale”.
E i segnali della conversione al renzismo dell’ex delfino di Berlusconi (“senza quid”) passano dalla Sicilia dove si discute dell’ingresso di Ncd in Giunta la prossima primavera, alla grande spartizione delle presidenze di commissione.
A Montecitorio le presidenze di commissione che si rinnovano dopo due anni e mezzo di legislatura sono state giù rinnovate. Al Senato, neanche a dirlo, sono sospese, in quanto preziosa merce di scambio sulle riforme.
Il duo Lotti-Verdini ha promesso già  una presidenza pesante ad Andrea Augello di Ncd, quella lasciata libera da Azzollini dimessosi quando si votò l’arresto.
È il giusto premio per il lavoro svolto in commissione Affari costituzionali, dove Augello – con mezzo partito che ribolliva – si è schierato senza se e senza ma sulla linea del governo: subito le riforme in Aula.
Anche alla senatrice Chiavaroli, altra pasdaran delle riforme renziane, è stato promessa una presidenza e un posto di governo.
Mentre Verdini ha suggerito, per far rientrare il gruppo calabrese, di ridare a Tonino Gentile il posto da sottosegretario da cui fu costretto a dimettersi e mai rioccupato da nessuno: “Venite con me – ripete Verdini – che conterete di più”.
E c’è forse qualcosa di vero nella battuta che circola tra i forzisti: “Ma Woodcock stavolta sta in vacanza?”. Perchè il suk di palazzo Madama, prima ancora che quello di Algeri, evoca la compravendita che portò alla caduta di Prodi.
O la famosa conta del 14 dicembre 2010, quando nacquero i responsabili di Razzi e Scilipoti. Allora, come oggi, la regia era di Denis Verdini.
È solo cambiato il committente. Da Silvio Berlusconi a Matteo Renzi.
E c’è qualcuno, tra i nuovi responsabili, che ha già  fatto stirare il vestito buono in attesa di un incarico promesso.
Ciro Falanga ha avuto da Verdini assicurazioni che diventerà  sottosegretario alla Giustizia, e per questo ha aderito al suo gruppo, lasciando Fitto.
Mentre Eva Longo è pronta a diventare presidente della commissione Infrastrutture (al posto di Matteoli).
Longo e Falanga, vicini a Nicola Cosentino, anzi sue colonne ai tempi dei fasti del Pdl di Nick ‘o merikano, sono anche molto attivi nell’avvicinare e blandire gli indecisi, in vista della grande conta sulle riforme.
Al momento pare che le offerte non abbiano fatto breccia tra i fittiani, anche se il telefono della capogruppo Bonfrisco bolle di telefonate provenienti dal governo.
E invece ballano le senatrici tosiane.
Matteo Salvini che martedì sera era riunito al ristorante Grano, vicino al Pantheon, non ha risparmiato battute su Patrizia Bisinella le altre tre senatrici molto corteggiate dal duo Lotti-Verdini.
Un suk nel suk è il gruppo misto.
Alessandra Bencini e Maurizio Romani, ex Cinque stelle, hanno risuscitato al Senato l’Italia dei Valori, con la benedizione di Lotti dichiarandosi favorevoli alle riforme.
E ora il corteggiamento è verso i verdi Bartolomeo Pepe e Paola De Pin, altra micro-componente del misto.
Nel suk un “incarico”, una “compensazione territoriale”, un “posto in lista” non si nega a nessuno. E Verdini ha rassicurato: “I numeri ci sono, ci sono. Matteo la conta la vince”. Ci azzeccò anche nel 2010. Per Berlusconi fu l’inizio della fine.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Parlamento | Commenta »

DE LUCA RIPESCA IL TROMBATO ALLE REGIONALI E LO NOMINA “CONSIGLIERE DEL PRESIDENTE”

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

CURRICULUM RISICATO E COMPETENZE DUBBIE PER UN DOCENTE A CONTRATTO DI SCIENZE INFERMIERISTICHE

L’ennesimo trombato ripescato da Vincenzo De Luca si chiama Enrico Coscioni ed è un docente a contratto in scienze infermieristiche.
A settembre il governatore della Campania ha firmato un decreto col quale nomina Coscioni “consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti alla sanità , con delega ai rapporti con gli organismi regionali e del Governo in materia di sanità ”.
Il compito fa tremare i polsi: per le croniche difficoltà  dei conti campani, per il lungo contenzioso tra Regione e Governo sui criteri di ripartizione dei fondi per la sanità , per la circostanza che a ottobre la cassa per le prestazioni in regime di convenzione con le strutture private dovrebbe prosciugarsi, e i pazienti campani, se non vogliono rassegnarsi alle chilometriche liste d’attesa delle strutture pubbliche, dovranno pagare di tasca loro per farsi subito un’analisi o una radiografia.
De Luca ha nominato un candidato non eletto di “Campania Libera”, la storica lista civica dell’ex sindaco di Salerno, già  utilizzata nel 2010.
E’ la lista famosa (famigerata) per aver ospitato la candidatura di Tommaso Barbato, l’ex senatore Udeur dello sputo in aula a Nuccio Cusumano, da luglio in carcere per l’operazione Medea, l’inchiesta sulla spartizione camorristica degli appalti assegnati in regime di somma urgenza per i lavori di manutenzione straordinaria della rete idrica campana.
Coscioni, originario di Pagani, assume l’incarico, è bene ricordarlo, “a titolo onorifico, salvo il rimborso delle sole spese documentate e sostenute per il suo espletamento”.
Ma fa discutere il suo curriculum, se confrontato con quello del predecessore, il parlamentare azzurro Raffaele Calabrò nominato da Caldoro nella precedente legislatura.
Coscioni è docente a contratto da due anni a Salerno e lavora all’ospedale salernitano Ruggi d’Aragona.
Calabrò è un luminare, ordinario di Cardiologia alla Facoltà  di Medicina e Chirurgia della Seconda Università  di Napoli e primario della Divisione di Cardiologia dell’ospedale Monaldi di Napoli.

Vincenzo Iurillo
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Napoli | Commenta »

LA FAMIGLIA DI TORINO CHE HA ACCOLTO DAMAN: “HA GIA’ LE CHIAVI DI CASA”

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

COSTANZO E GABRIELLA: “CUCINA PER NOI E LA SERA GUARDIAMO LA TV INSIEME. E ORA HA ANCHE UN LAVORO DA BARISTA”

Daman cucina per tutta la famiglia, quando non è a lavorare. E guarda la tv, seduto sul divano in cuoio scuro della sua nuova vita.
Se gli domandano «Cosa preferisci vedere Daman?» lui si copre il viso con una mano, e ride, cercando di nascondere l’imbarazzo.
Daman, ovvero Mohammed Daman, è nato 27 anni in Guinea.
È un profugo, uno che da quando ha lasciato genitori e dodici fratelli, quasi dieci anni fa, ha fatto di tutto.
È stato in Libia per cinque anni, in prigione per otto mesi in Israele, espulso dalla Germania.
E adesso se ne sta in una casa al quarto piano di un palazzo in centro a Torino. Ospite di una famiglia che ha detto sì al progetto di accoglienza di profughi, lanciato alcuni mesi fa dall’amministrazione comunale.
Era aprile quando Graziella De Pace Bellando una sera a cena ne ha parlato con marito e figli: «Che ne dite se prendiamo un ragazzo con noi?»
Il marito, Costanzo, che si occupa di progetti legati alla malnutrizione infantile in Africa e Lorenzo, 22 anni, il figlio minore, hanno detto subito sì.
Anche il più grande, che studia a Losanna, non ha avuto tentennamenti. «Erano giornate di ansia. Mi domandavo come sarebbe stato avere in casa un estraneo, cosa ci saremmo detti, come sarebbe stato. Poi hanno organizzato una cena per farci conoscere. E tutta la paura se n’è andata. Era una persona gentile, timida, ci siamo piaciuti».
All’ora di cena i Tg trasmettono le immagini di barconi, di gente che fugge e Daman toglie subito lo sguardo dalla tv: «Certe scene mi fanno stare male. In mezzo a loro ci sono stato pure io». E loro cambiano canale.
O ascoltano i suoi racconti: «Noi vorremmo sapere tutto di lui. Cosa ha fatto, cosa ha provato. Quando, la sera, non lavora e sta qui con noi parliamo per ore. Non è sempre facile, ma è la sua vita».
Tre mesi di convivenza e adesso nessuno riesce più a fare a meno dell’altro.
Hanno trascorso un week end insieme al mare, a Spotorno: «È stato bellissimo, ma a me il mare fa paura, specialmente la notte. Il rumore delle onde è un incubo».
E se lui ha paura Graziella e tutti gli altri gli stanno accanto. Se lui gioisce, è lo stesso. Quando, al bar dove lavora gli hanno detto che lo volevano assumere lui li ha chiamati in continuazione al cellulare.
Loro erano al cinema. «Abbiamo visto le chiamate due ore dopo. Pensavamo al peggio e lui, invece, voleva dirci che era contento per quella prima bella notizia dopo tanti anni. Per la prima volta lo abbiamo visto davvero felice» racconta Graziella. Quando gli avete dato le chiavi di casa? «Subito. Lui è arrivato di martedì. Al venerdì noi dovevamo andare via. Gliele abbiamo consegnate, dicendogli di far attenzione e non perderle».
A chi gli chiede se Daman è un figlio rispondono di no: «È una persona cara. I nostri amici che lo hanno conosciuto lo adorano».
Il futuro sono almeno sei mesi di convivenza prolungabili di altri sei. «Ma quando finirà , sarà  durissima separarci. Nel frattempo gli spieghiamo che deve metter su casa, risparmiare qualcosa adesso che avrà  un lavoro vero. Costruirsi un futuro».
Daman annuisce. E racconta di una ragazza che ha conosciuto, e per tenerlo con sè tutto il pomeriggio, a parlare, gli aveva preso lo zaino.
Papà  Costanzo sorride: «Lui ha già  capito tutti i nostri pregiudizi. Quel giorno avrebbe voluto strapparle il suo zaino di mano e tornare a casa. Non lo ha fatto perchè temeva che qualcuno, vedendolo, avrebbe chiamato la polizia immaginando uno scippo. Ha capito esattamente cosa pensiamo noi. Ecco lui ci aiuta ad uscire da certe convinzioni. Ci svela altre letture del mondo e delle cose».

Lodovico Poletto
(da “La Stampa”)

argomento: Immigrazione | Commenta »

“LA MIA FUGA IN GERMANIA”: IL RACCONTO DI RAMI, 17 ANNI, SCAPPATO DALLA SIRIA

Settembre 16th, 2015 Riccardo Fucile

“MI SVEGLIO OGNI GIORNO IN UNA CITTA’ DIVERSA”

Rami, 17 anni, sta fuggendo dalla Siria per raggiungere la Germania.
In Serbia, ha parlato con l’associazione CARE della sua fuga, della guerra nel suo paese e delle sue speranze.

Il mio nome è Rami. Tra quattro mesi compirò 18 anni. Non vedo l’ora che arrivi il mio compleanno, anche se sarò lontano da casa e non lo festeggerò con i miei amici e la mia famiglia. Vengo da Damasco, capitale della Siria.
Diciotto giorni fa ho lasciato mio padre, mia madre, mio fratello e mia sorella per iniziare il mio viaggio verso una nuova vita.
La mia famiglia ha riposto in me ogni speranza. Mi hanno riempito lo zaino e mi hanno mandato via con tutti i loro risparmi, quasi tremila dollari.
Mio padre lavora in una banca, mia madre è direttrice di un istituto scolastico, mentre mio fratello lavora in un hotel.
I membri della mia famiglia hanno risparmiato buona parte del loro stipendio mensile per pagarmi il viaggio.
Volevano assicurarmi un futuro, lontano dalla guerra civile in Siria. Una guerra che ha costretto più di 11 milioni di persone a scappare dalla loro vita.
Solo alcune settimane fa andavo ancora a scuola, ma la maggior parte dei banchi in classe era vuota. Molti dei miei compagni erano fuggiti, da un giorno all’altro.
Tante persone hanno già  lasciato la Siria, mentre altre cercano ancora di scappare.
Tre settimane fa, anche il mio banco è rimasto ad aspettarmi. Ho guidato fino al confine con il Libano. Superare il confine è pericoloso e molto costoso.
Ho attraversato Beirut e poi sono arrivato in Turchia.
Qui, per la prima volta, ho respirato di nuovo. Ho sentito che potevo farcela, che sarei riuscito a realizzare il mio sogno di vivere in Germania, un giorno.
I miei amici che vivono già  lì mi raccontano della vita serena che conducono. Mi dicono quanto siano grati alle persone accoglienti che hanno conosciuto e da cui hanno ricevuto aiuto.
In Turchia, sono salito su una barca che mi ha condotto a Kos, un’isola della Grecia. La barca era lunga due metri ed avrebbe potuto trasportare solo cinque persone, ma eravamo più di 20 a bordo.
Molti di noi erano siriani, ma c’era anche chi veniva dall’Iraq e dall’Afghanistan.
Il viaggio è durato più di due ore, anche se in un tragitto normale s’impiegano solo trenta minuti. Ma procedevamo a rilento perchè la barca era strapiena e troppo pesante. Con noi c’era anche una donna con la sua bimba appena nata.
La neonata ha pianto per tutto il viaggio. Il mare era agitato e molti dei passeggeri erano terrorizzati. Ma io non avevo paura. So di essere un bravo nuotatore ed ero pronto a tuffarmi in acqua in ogni momento.
Avevo avvolto i soldi, il mio passaporto ed il cellulare in un involucro di plastica, così tutto sarebbe stato al sicuro. Per fortuna, siamo arrivati a Kos sani e salvi. Siamo rimasti lì per quattro giorni.
È stato costoso, ma avevamo bisogno di una pausa dal viaggio. A Kos, c’erano diverse associazioni pronte a soccorrere i rifugiati. Ho aiutato i volontari a distribuire acqua, succhi di frutta, latte e cibo ai miei compatrioti ed altri migranti.
Un giorno, mentre eravamo su una collina a ridosso della costa, abbiamo avvistato una barca stracarica di persone che stava per ribaltarsi.
Urlando, abbiamo avvertito la guardia costiera greca che è corsa in aiuto dell’imbarcazione, riuscendo a salvare tutti i passeggeri.
Queste immagini, questi ricordi sono ancora vivi e brucianti dentro di me.
Nella mia mente sono impresse anche le scene della Macedonia. Lì, abbiamo visto in faccia l’orrore più assoluto. Ci hanno messi su un treno e portati fino al confine serbo. Non potevamo muoverci, abbiamo dovuto aspettare, nervosi e impauriti, per diverse ore. Eravamo come animali in gabbia.
Quando finalmente siamo arrivati al confine, c’erano già  circa 2000 persone che aspettavano di essere ammesse in Serbia.
Ci siamo uniti al folto gruppo e siamo stati rapidamente spediti oltre la frontiera. Ma lì c’è stato il panico. Tutti volevano essere i primi ad entrare, non avevano alcun riguardo per gli altri e nessuno pensava ai bambini.
Durante il viaggio, ho legato con una famiglia che avevo conosciuto in Siria.
Amal, la più piccola, è stata travolta da quella massa di corpi agitati. All’improvviso, l’abbiamo persa di vista. Le persone continuavano a calpestarla fino ad impedirle di respirare.
Suo nonno è scoppiato in lacrime perchè non riusciva a trovarla. Ma, ad un tratto, sono stato io a vederla. Potevo ancora raggiungerla, l’ho tirata verso di me e portata oltre il confine.
Oggi sono arrivato a Subotica, nel nord della Serbia. Non so ancora in che modo proseguirò il viaggio.
Voglio solo raggiungere la Germania e stabilirmi lì, condurre una vita sicura. Una volta arrivato, farò venire anche la mia famiglia. Ma prima devo capire come entrare in Ungheria.
Conto molto sull’aiuto altrui, sono grato alle organizzazioni umanitarie come CARE. Con l’aiuto del telefono, sto cercando di capire qualcosa in più sulla situazione al confine con la Serbia.
Gli amici che sono già  in Europa guardano i notiziari per me, m’inviano informazioni che mi saranno utili per il resto del viaggio. Ma adesso non so come e se riuscirò ad oltrepassare la frontiera Serbia-Ungheria.
Ho spento il telefono perchè devo stare attento alla batteria. L’ultima volta che sono riuscito a ricaricarla del tutto è stata in un albergo di Belgrado, dove ho pagato tantissimo per permettermi una stanza. Mi è costato circa 100 euro passare la notte lì, ma mi sono concesso questo lusso perchè ero stremato ed avevo bisogno di una presa elettrica.
Il mio telefono cellulare è la cosa più preziosa che ho. Non devo perderlo. Senza, non potrei comunicare con mia madre che si preoccupa per me ed ha bisogno di sapere come sto e dove sono, ogni giorno.
Mi sveglio in una città  diversa quasi ogni giorno. Dormo agli angoli delle strade, sotto gli alberi, nei campi. Sono stanco, sempre.
I quattro anni e più di guerra civile in Siria mi hanno lasciato dei segni profondi. Durante questo viaggio, ho vissuto innumerevoli situazioni che non posso dimenticare.
Molte persone mi chiedono perchè lo faccio, perchè mi espongo a tutti questi pericoli. Non sanno che per me restare in Siria sarebbe di gran lunga più rischioso.
Da quando è scoppiata la guerra in Siria, nessuno è più al sicuro. Non voglio uccidere, non voglio causare ancora sofferenze e dolore ai nonni, alle madri e ai padri della mia terra. Voglio aiutare le persone.
Per farlo, devo trovare un modo per restare vivo.
La storia di Rami è apparsa per la prima volta sul blog Care-international.

(da HuffPost Germania“)

argomento: emergenza | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.780)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Febbraio 2026 (484)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Settembre 2015
    L M M G V S D
     123456
    78910111213
    14151617181920
    21222324252627
    282930  
    « Ago   Ott »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • CENTRI IN ALBANIA, PERCHE’ IL VIMINALE POTREBBE DOVER PAGARE ALTRI RISARCIMENTI AI MIGRANTI TRATTENUTI NEL CPR IN ALBANIA
    • CHE COMICHE: BEATRICE VENEZI NON DIRIGERA’ IL CONCERTO DI CAPODANNO 2027 AL TEATRO LA FENICE PERCHE’ “HA ALTRI IMPEGNI”
    • “NON GIOCHIAMO DOVE UCCIDONO PERSONE”: IL CORAGGIO DEL WERDER BREMA CHE RINUNCIA AD ANDARE NEGLI STATI UNITI
    • NEGLI USA I SONDAGGI BOCCIANO TRUMP, E’ RECORD: IL 60% DISAPPROVA IL SUO OPERATO
    • FRATELLI DI FANGO .“LA STAMPA”: “O A GIORGIA MELONI TOCCA LICENZIARE I SUOI SOCIAL MEDIA MANAGER OPPURE LA SUA FRENATA (“BASTA FANGO”) IN FONDO NON ERA COSÌ AUTENTICA. LO SCHEMA È QUESTO: PRENDO UN CASO DI CRONACA SUI TEMI MOBILITANTI, LO DEFORMO, CON QUALCHE FALSITÀ, INDICANDO IL NEMICO, E PRESENTO LA RIFORMA, IGNORANDONE GLI EFFETTI REALI, COME UNA SOLUZIONE PUNITIVA
    • IL TONFO DI TRUMP, SANCITO DALLA SENTENZA DELLA CORTE SUPREMA CHE HA STRACCIATO LA SUA POLITICA COMMERCIALE, POTREBBE RIVELARSI FATALE. ANCHE NEL PARTITO REPUBBLICANO CRESCE LA FRONDA ANTI-DONALD
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA