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APPENDINO IN CONFUSIONE, PRIMA TAGLIA IL WI-FI “PERCHE’ TEME PER LA SALUTE”, POI SI CORREGGE: “MAI DETTO CHE E’ NOCIVO”

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

SCOPPIA LA POLEMICA SUL WEB

La sindaca Chiara Appendino non aspira soltanto a mettere a dieta i torinesi incoraggiando l’alimentazione “vegetariana e vegana su tutto il territorio cittadino”. Prospetta anche di spegnere gli impianti wi-fi, che considera potenzialmente pericolosi per la salute.
E intende farlo a cominciare dalle scuole, “riducendo il tempo e la quantità  delle emissioni in modo che sia garantita la connettività  per lo stretto necessario”.
C’è scritto così a pagina 23 del programma di governo che la prossima settimana passerà  in consiglio comunale per l’approvazione.
Subito dopo la pubblicazione della notizia su Repubblica la prima cittadina con un tweet si è affrettata a chiarire il concetto: “Si tratta di eliminare le emissioni superflue riducendo tempo e/o quantità  delle emissioni in modo che sia garantita la connettività . Non ho mai detto – ha aggiunto – che il wi-fi è nocivo”.
La polemica infuria sul web, vanno all’attacco soprattutto gli ex assessori pd della giunta Fassino Enzo Lavolta e Claudio Lubatti. Stefano Lorusso, il senatore Stefano Esposito e molti altri.
Tuttavia nelle 62 pagine del documento si sottolinea anche che ai Cinque Stelle, da sempre accaniti fautori della rete, sta “a cuore lo sviluppo dei sistemi di connessione “, ma anche “l’ambiente e la salute” dei cittadini.
Un altro cavallo di battaglia grillino si fa così strada nel programma che la nuova amministrazione riserverà  ai torinesi.
Solo pochi mesi fa, a gennaio, aveva fatto discutere il caso del sindaco grillino di Borgofranco di Ivrea, Livio Tola, che aveva deciso di staccare i routers nelle scuole del paese, ritenendoli dannosi per i bimbi.
La stessa situazione si ripropone nel capoluogo, dove la nuova giunta comunale annuncia: “Seguiremo tutti i principi di precauzione relativi alle onde generate da ogni impianto di emissione, ancor di più se queste apparecchiature si trovano all’interno di edifici scolastici”.
E aggiunge: “Chiederemo, in concerto con le altre amministrazioni pubbliche, di ridurre le emissioni in modo che sia garantita la connettività  per lo stretto necessario”. Un enunciato fa anche intendere che la proposta possa essere estesa anche ai privati, non solo alle scuole e agli edifici pubblici: “Ove sarà  possibile – c’è scritto nel documento – chiederemo di ridurre il numero di singoli impianti o emittenti, riducendole al numero strettamente a garantire la connettività  dei dispositivi mobili”.
L’assessora all’Ambiente, Stefania Giannuzzi, già  investita dal vortice di polemiche sul progetto della “vegan city”, conferma che la questione Wi-Fi è all’ordine del giorno, ma preferisce non scendere troppo nei particolari: “Sono azioni – afferma – che dovremo valutare in maniera articolata”.
Come questo si tenga con un’altra, ponderosa parte di programma, dove a proposito dell’attrazione di nuove imprese si propone di “costruire un sistema Wi-Fi a banda larga su tutta la città , attraverso l’installazione di routers e antenne dedicate all’utilizzo da parte di cittadini e imprese” resta un mistero.certo, la crociata contro il Wi-Fi o quella per la promozione della dieta vegan non sono le uniche proposte singolari contenute nel programma della sindaca Appendino. Ce n’è un’altra, per esempio, che prevede l’abbattimento delle “barriere anti- uccelli”, introducendo nei regolamenti comunali delle “prescrizioni sulle caratteristiche di costruzione dei palazzi per limitare i danni ai volatili dovuti alle collisioni con le vetrate”.
Senza parlare, poi, della volontà  di “realizzare colombaie in alcune aree verdi per fornire una alimentazione adeguata ai piccioni “.
Subito sul web sono cominciate le polemiche e le ironie (“Torniamo alla Sip”) anche di esponenti dell’opposizione e di semplici cittadini.

(da “La Repubblica”)

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INFERMIERI, MANCANO 47.000 ADDETTI: “MASSACRATI DAGLI STRAORDINARI E PAGATI SEMPRE MENO”

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

IN CINQUE ANNI PERSI 7.500 ADDETTI, CON UN CALO DEL 2,2% DELLA FORZA LAVORO

Pochi, massacrati dagli straordinari e pagati sempre meno.
Questa la fotografia degli infermieri italiani scattata da Ipasvi, la federazione nazionale dei professionisti del settore.
Secondo un rapporto stilato dall’associazione, servono 47mila persone per raggiungere un “numero minimo necessario ottimale per garantire subito l’efficienza del territorio”. Anche perchè, sottolinea la federazione, meno infermieri e straordinari troppo pesanti significa un maggiore tasso di mortalità  negli ospedali.
Dal 2009 al 2014, infatti, il Servizio sanitario nazionale ha perso circa 7.500 addetti, con un calo del 2,21% della forza lavoro.
Nel dettaglio, la contrazione maggiore in valori assoluti si registra in Campania con 2.102 infermieri in meno, seguita dal Lazio con -1.893 e dalla Calabria a -1.444. Ma in percentuale, spiega il rapporto, il primato spetta alla Calabria che perde il 16,31% dei suoi infermieri in cinque anni.
La scarsità  di addetti diventa evidente anche anche in rapporto al numero di pazienti. In media, in Italia un infermiere si occupa di 12 pazienti, mentre in alcune Regioni si arriva anche a un rapporto di 1 a 18.
Cifre a dir poco lontane dall’obiettivo indicato dalla federazione di un infermiere ogni 6 pazienti.
“Studi internazionali hanno dimostrato che la mortalità  aumenta con il diminuire degli organici infermieristici — commenta Barbara Mangiacavalli, presidente Ipasvi — e in particolare un minor carico di pazienti per singolo infermiere permette la riduzione della mortalità  dei pazienti del — 20%, se si portano da 10 a 6 i pazienti totali affidati a un singolo infermiere”.
Ma la salute dei pazienti, secondo la federazione, è messa a rischio anche dalla quantità  di straordinari che devono fare gli infermieri italiani.
Nel 2014, questa voce è in aumento in quasi tutte le Regioni rispetto a tre anni prima. “Le punte maggiori si hanno nel primo gruppo in Campania e nel Lazio, dove lo straordinario copre il 4,5% della retribuzione media e in Calabria (4%)”, fa notare il rapporto.
“La ridotta vigilanza può portare a errori clinici che possono compromettere il benessere del paziente — aggiunge la presidente Mangiacavalli — In uno studio relativo alle ore di lavoro degli infermieri per la sicurezza del paziente, i rischi di errori e gli errori sono aumentati quando gli infermieri hanno svolto turni straordinari oltre le 12 ore, incrementando 3 volte il rischio di cadere in errore e più del doppio il rischio di incorrere in un quasi-errore”.
E a fronte del maggiore impegno degli infermieri, le loro buste paga si assottigliano con il passare degli anni. Dal 2011 al 2014 le retribuzioni si sono ridotte di circa 70 euro all’anno a testa.
A trascinare verso il basso il dato è la Liguria (-664 euro), il Friuli Venezia Giulia (-419 euro) e la Puglia (-310 euro).
“A fronte di questa situazione al limite — afferma il Movimento 5 Stelle in una nota — l’azione messa in campo dal governo e dal ministro della Salute in particolare, è stata — prosegue la nota -costante e chiara: prosecuzione dei tagli nel comparto sanità , blocco del turnover, mancato adeguamento alla normativa europea sull’orario di lavoro del personale medico sanitario. Chi cerca risposte adeguate rispetto ai problemi del comparto andando a bussare alla porta di questo esecutivo sta solo perdendo tempo”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: sanità | Commenta »

UNIONI CIVILI, VIA LIBERA DEL CONSIGLIO DI STATO AL DECRETO

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

IL PROVVEDIMENTO PONTE CONSENTE LA CELEBRAZIONE DELLE PRIME UNIONI IN ATTESA DEI DECRETI ATTUATIVI

Parere favorevole del Consiglio di Stato al decreto sui registri per le unioni civili.
Il nodo di eventuali obiezione di coscienza dei sindaci è superata dal fatto che il testo parla di ufficiale di Stato civile la cui platea è molto ampia, è stato spiegato in conferenza stampa.
“Con il parere sul decreto Unioni Civili stamane il Consiglio di Stato accende la luce su un diritto. Un provvedimento” quello sulle Unioni Civili “di cui vi era assoluta urgenza che, con il nostro parere, oggi può essere adottato immediatamente”, ha affermato il presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, Franco Frattini.
Il decreto ‘ponte’ permetterà  la celebrazione delle prime unioni civili in attesa dei decreti attuativi.
Stamane i giudici amministrativi hanno adottato il   parere sul dpcm, trasmesso alcuni giorni fa dalla Presidenza del Consiglio, che regola il regime transitorio di trascrizione delle unioni civili nei registri dello Stato civile.
Se il governo si muovesse subito, continua Frattini, “ragionevolmente prima di Ferragosto” potranno essere celebrate le prime unioni gay in Italia. “Noi auspichiamo – continua Frattini- che il governo faccia presto. Si tratta di un provvedimento di cui c’era assolutamente urgenza e che con il nostro parete oggi può essere eseguito immediatamente e consente a chi ha già  presentato domanda ai comuni di avviare il procedimento”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Diritti civili | Commenta »

LA STRAGE DI NIZZA POTEVA ESSERE EVITATA? A BLOCCARE IL TRAFFICO SOLO UN’AUTO DEI VIGILI

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

IN FRANCIA ACCUSE ALLE FORZE DI POLIZIA DOCUMENTATE DA FOTO

Dopo il cordoglio, a una settimana dall’eccidio di Nizza, scocca l’ora delle polemiche. Ma siamo proprio sicuri, come ribadito a più riprese dal premier Manuel Valls, che le forze dell’ordine non abbiano alcuna responsabilità  su quanto accaduto ?
Che una diversa organizzazione di quella terribile serata non avrebbe potuto impedire la strage?
Le rivelazioni, giovedì mattina, del quotidiano Libèration, iniziano a incrinare diverse certezze.
La sera del 14 luglio a bloccare il traffico all’inizio della zona pedonale sulla Promenade des Anglais c’era solo un’auto della polizia municipale e due agenti, che vennero presi alla sprovvista dall’arrivo del tir di Mohamed Lahouaiej Bouhlel: è quanto si legge stamani sul quotidiano.
Il terrorista era salito con il Tir sull’ampio marciapiede per farsi varco, evitando alcune barriere metalliche sistemate sulla carreggiata.
La prefettura locale aveva indicato, subito dopo la strage, che il controllo di tutta l’area, quella sera di festa e fuochi d’artificio, era stata affidata «nei punti maggiormente sensibili alla polizia nazionale, rafforzata dalla presenza di agenti municipali».
Ma Libèration pubblica una foto e fa riferimento a diverse testimonianze, secondo le quali lì, all’angolo con il boulevard Gambetta, c’erano solo due agenti, che, in ogni caso, con i loro revolver .38 Special (sei colpi, calibro 7,65 millimetri) avrebbero potuto fare ben poco contro l’attentatore, a parte colpirlo lateralmente, ma con un’abilità  e una prontezza di riflessi davvero incredibili.
Stamani Bernard Cazeneuve, il ministro degli Interni, ha già  reagito alle rivelazioni, indicando che la polizia nazionale era comunque presente su altri punti della Promenade e, infatti, più tardi saranno alcuni rappresentanti del corpo ad abbattere l’attentatore.
Ma sono rassicurazioni che non convincono totalmente: perchè lasciare quel punto così importante, l’inizio della zona pedonale, al controllo di soli due agenti?
Intanto, interviene anche Patrick Mortigliengo, presidente della Federazione degli autotrasportatori della regione delle Alpi Marittime, quella di Nizza.
Ha ricordato che sulla Promenade des Anglais «è vietato totalmente il traffico dei camion, 24 ore su 24. E questo a partire da un decreto municipale del 29 settembre 2014».
Non vi possono accedere veicoli con una capacità  superiore alle 3,5 tonnellate. Lahouaiej Bouhlel, con quello che aveva noleggiato, di ben 19 tonnellate, non solo ha guidato fino a lì la sera del 14 luglio, ma vi è andato anche più volte in precedenza e in pieno giorno, assolutamente indisturbato, come testimonia il sistema di videosorveglianza della città , probabilmente per accertarsi come agire quella terribile sera.
È vero che al divieto esistono alcune deroghe, come i traslochi o consegne ai negozi, ristoranti e hotel della zona.
Ma come mai il franco-tunisino non è stato controllato?
Tanto più che, come indicato da Mortigliengo, «il suo non era un camion frigo», come invece indicato dal procuratore Franà§ois Molins.
«I camion frigo hanno motori di raffreddamento molto grandi, facilmente riconoscibili, piazzati sopra la cabina — ha indicato Mortigliengo -, che non sono visibili su quello dell’attentatore».
Insomma, a maggior ragione il suo Tir avrebbe dovuto destare seri dubbi.

Leonardo Martinelli
(da “La Stampa”)

argomento: Attentato | Commenta »

L’IDENTITA’ COMUNE DI LUPI SOLITARI E ASSASSINI FEROCI

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

IL BUIO NON E’ OLTRE LA SIEPE, IL BUIO E’ DENTRO LA SIEPE

Due notizie, come prima impressione, slegate.
A Roma un giovane viene condannato per aver indotto, lentamente, la sua compagna al suicidio. Maltrattandola ed assuefacendola ad avere disprezzo di sè.
A Nizza un giovane, ispirandosi alla ideologia del terrorismo, uccide almeno 84 persone. Comunque, sapendo e ignorando di trovare la propria morte.
I commenti psicoanalitici, psicologici e psichiatrici convergono.
Nel primo caso: personalità  dominanti e manipolatrici scaricano le loro problematiche su personalità  dipendenti e pronte al collasso.
Dentro queste relazioni, il suicidio diventa l’unica soluzione, quando l’omicidio per difesa non è pensabile. Ma esiste un induttore.
Nel secondo caso: personalità  marginali che già  vivono ai confini del loro stesso mondo, vengono raccolte da un messaggio fortissimo.
Trovando una identificazione magnetica, nel Paradiso, di una doppia morte omicida e suicida. Ma esiste un mandante.
Sono due situazioni umane lontanissime fra di loro. Una sembra del tutto privata. L’altra irrompe subito come pubblica. Ma sono ambedue testimonianze della nostra attualità .
Una realtà  di nuove solitudini dentro una rete di immagini globalizzate.
Ma l’inevitabile selfie è fatto per guardarsi, tante volte, da soli. Forse possiamo pensare ad un punto di contatto, dove scatta un corto circuito in qualche modo similare.
La contrapposizione tra omicidio e suicidio non è sempre vera; qualche volta è assoluta; qualche volta è oggettivamente confusa; molto spesso esiste una saldatura profonda tra spinta omicida e spinta suicida.
Nell’omicida esiste una qualche consapevolezza suicida. Nel suicida esiste anche una fantasia omicida.
Ognuno di noi è legato alla propria ombra. Ognuno di noi cerca di mettere l’immagine di sè nell’altro. Ma per riuscirci dovrebbe anche assumere le emozioni dell’altro dentro di sè.
Con una antica scena paradigmatica: lo scontro fra Caino ed Abele racconta, anche, questa storia. Caino ed Abele oltre che fratelli sono anche la stessa persona. Abele dalla nascita è in attesa della propria morte. Con il suo stesso nome che vuol dire soffio o vuotezza.
In qualche modo provoca Caino imitandolo e determinando così la sua perdita di esclusività , la sua esclusione e la sua implosione.
Caino sente di non essere una vera persona, perchè sente di aver perso la capacità  di donare e di scambiare doni. Nel momento in cui cerca di superare la propria umiliazione, uccide il suo Doppio e, diventando il primo omicida, sa di fuggire verso la propria morte.
Credo che queste considerazioni debbano essere ripensate, per avere un risvolto pratico, educativo e preventivo.
Le proposte di intervento politico nelle diverse aree e dimensioni conservano la loro necessaria validità . Ma debbono essere inserite in una strategia culturale adeguata ed innovativa.
Dobbiamo iniziare prendendo atto che da quasi un quarto di secolo stiamo assistendo a due fenomeni: l’aumento degli omicidi/suicidi nel privato; l’esplosione di un nuovo spettacolare suicidio/omicidio ideologico.
Ambedue i fenomeni hanno una nuovissima capacità  di contagio reciproco, che dobbiamo considerare con maggiore attenzione.
Ambedue i fenomeni trovano la loro forza in un selfie immaginario e globalizzato. Ma pur sempre anestetizzante e solitario.
Ci sono altre due differenze fra questi nuovi suicidi e quelli delle persone melanconiche.
Primo: il dolore. I suicidi/omicidi non hanno alcuna consapevolezza del dolore altrui perchè non hanno una vera consapevolezza del proprio dolore.
Secondo: il rispetto. I suicidi/omicidi non hanno alcun rispetto della vita altrui perchè non hanno alcun rispetto della vita propria.
In particolare: il suicida spettacolare non ha rispetto perchè vive soltanto nella propria ombra. E cerca un sole accecante e mortale.
Abbiamo individuato due diversi tipi di omicida/suicida.
Il lupo solitario spettacolare che accetta di suicidarsi per poter uccidere qualcuno che non conosce. Il borderline implosivo che per potersi suicidare pretende di portare con sè qualcuno che crede di conoscere.
Esaminarli uno di fronte all’altro può aiutarci a capire come una rappresentazione ideale, e/o l’assoluta non rappresentazione della morte, possono nell’attualità  favorire in alcune persone una fuga distruttiva da una vita vuota.
Dobbiamo imparare a lavorare su questi temi.
Il buio non è al di là  della siepe. Il buio è dentro la siepe.

Gavriel Levi
Università  La Sapienza di Roma
(da “La Stampa“)

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MAROCCHINO DIFENDE DONNA AGGREDITA DA UN CANE, IL PROPRIETARIO ITALIANO LO INSULTA E LO ACCOLTELLA: LA FOGNA RAZZISTA HA TROVATO UN ALTRO MITO DA DIFENDERE

Luglio 21st, 2016 Riccardo Fucile

IL GIOVANE E’ GRAVE, L’ASSALITORE ARRESTATO PER TENTATO OMICIDIO

È ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Giacomo di Novi il ventunenne marocchino A.A., accoltellato l’altra sera nel centro di Serravalle Scrivia, mentre cercava di soccorrere un’anziana aggredita da un dobermann.
È stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio il proprietario dell’animale, Andrea Verganesi, 39 anni, residente a Serravalle, operaio di una ditta di Capriata d’Orba, personaggio già  conosciuto dalle forze dell’ordine locali.
L’episodio si è svolto in piazza Bosio, poco prima delle 20.
Verganesi stava passeggiando tenendo al guinzaglio il cane che ha iniziato ad abbaiare verso la donna che stava riposando su una panchina.
Impaurita, questa si è alzata per andarsene, quando il dobermann le si è scagliato contro, gettandola a terra.
In sua difesa è intervenuto il giovane marocchino, il quale, dopo aver aiutato la signora a rialzarsi, si è rivolto a Verganesi semplicemente ammonendolo di tener legato meglio il cane, per evitare altri spiacevoli incidenti.
Per tutta risposta, l’italiano ha legato il cane alla panchina e ha estratto dal marsupio un coltello.
Si è fatto incontro al marocchino, prima minacciandolo e offendendolo, infine sferrandogli un fendente al basso ventre, sotto gli occhi di numerosi testimoni atterriti. L’italiano è stato poi arrestato per tentato omicidio.

Gino Fortunato
(da “La Stampa”)

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