Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
EMERGENCY DENUNCIA: “ALMENO 30 COLPITI VOLONTARIAMENTE DAGLI AUTOMOBILISTI”
Erano in quattro, tre minorenni. Di sera andavano a caccia di neri. Salivano su una Fiat Punto targata DH510MV e iniziavano la ronda con i bastoni sotto ai sedili.
Ogni tanto rallentavano, accostando verso il ciglio della strada. Da un finestrino partiva la randellata.
Doveva essere abbastanza forte da far vacillare il migrante, uno qualunque, mentre in bicicletta stava tornando dai campi verso la baraccopoli.
Seba Traore, nato in Mali il 4 ottobre 1990. Isaka Yanogo, nato in Burkina Faso il 13 ottobre 1987. Idriss Yoada, nato in Costa d’Avorio il 2 marzo 1985. Kone Nouhoum, nato in Mali l’8 marzo 1984. Salifou Ganakini, nato in Burkina Faso il 1° gennaio 1973. Woude Keuta, nato in Mali il 6 giugno 1994.
Sono solo alcune delle vittime. Nasi spaccati. Braccia rotte. Fratture scomposte. Traumi celebrali con «temporanea perdita di coscienza».
A Saliu Ba, nato in Senegal il 10 marzo 1981, era andata anche peggio. «Quattro ragazzi di età giovanile, dopo essere scesi dal mezzo, lo colpivano armati di catene, bastoni, coltelli» ha scritto il gip Barbara Borelli nell’ordinanza di custodia cautelare. A Rosarno, in Italia.
Dove il segretario della Lega Matteo Salvini oggi verrà a ringraziare i suoi elettori, perchè proprio in Calabria ha conquistato il seggio da senatore.
Tutto era cominciato qui, quindi. Anche se non ce n’eravamo accorti.
Il 22 ottobre 2017 i carabinieri della compagnia di Gioia Tauro, su mandato della procura di Palmi, avevano arrestato quattro ragazzi italiani per una lunga serie di aggressioni «con l’aggravante di aver commesso il fatto per finalità di discriminazione e odio razziale».
Ed è qui, dunque, che bisogna tornare. In questa baraccopoli che si allarga al centro di un distretto industriale fallito, fra i comuni di San Ferdinando e Rosarno, dove 2.500 braccianti vivono nelle pozzanghere, circondati dai loro stessi rifiuti, senza acqua da bere, senza bagni e senza alcuna voglia di arrendersi.
Secondo il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà , «solo il 10%» dei braccianti è irregolare. Secondo il mediatore culturale Mamadou Dia, della Ong Medici per i diritti umani, «praticamente tutti» lavorano in nero.
È, dunque, alla luce del sole, questa situazione di illegalità quotidiana e di violenza dei «bianchi» contro i migranti. Un mondo capovolto, rispetto a quello descritto da molti durante la campagna elettorale.
Ora la bidonville è presidiata dalle forze dell’ordine. Tre auto in rappresentanza dello Stato – polizia, carabinieri e guardia di finanza – stazionano ai confini estremi della città perduta.
Non si tratta più di una sola tendopoli, ma di una stratificazione di disastri.
C’è il campo mezzo bruciato dove a gennaio morì fra le fiamme Becky Moses, una ragazza di 27 anni partita dalla Nigeria. Le baracche scampate all’incendio sono ancora tutte abitate, fra la chiesa cristiana dell’Unione Africana, due chioschi di alimentari e le tende trasformate in officine per le biciclette, l’unico mezzo che collega i braccianti al resto del mondo.
Oltre una cancellata, si alza il muro di un capannone dove dormono altri 400 migranti. Era stato dato in gestione all’associazione umanitaria Augustus, prima che la convezione scadesse per problemi economici.
Il Comune di San Ferdinando è già stato sciolto per mafia tre volte, non può indire bandi superiori ai 40 mila euro. Tutto si esaurisce in fretta da queste parti, mentre la bidonville continua ad allargarsi sull’altro versante.
Ecco le tende azzurre sul prato con la scritta Ministero dell’Interno. E poi oltre, quella che tutti chiamano «la fabbrica», un altro capannone abbandonato pieno di essere umani pigiati stretti, a centinaia, sul pavimento.
Per avere almeno un posto dove dormire. «È la situazione più difficile di sempre», dice Alessia Mancuso di Emergency. «Il numero di persone è aumentato.
Molti lavoratori stagionali restano qui tutto l’anno. Ecco perchè soffrono di malattie respiratorie e problemi legati al fatto che non hanno nemmeno l’acqua potabile. Il clima politico non aiuta. Siamo preoccupati. Aspettiamo di capire».
Emergency gestisce un ambulatorio medico a Polistena, i migranti vengono trasportati avanti e indietro su dei pulmini. Quello che dice la responsabile del servizio è che nemmeno l’arresto di quei quattro ragazzi della Fiat Punto ha fermato le violenze: «Sono almeno trenta i ragazzi investiti da automobilisti che non si sono fermati», spiega Mancuso. «È questo che ci raccontano quando vengono soccorsi».
Ecco perchè erano nate le proteste dei migranti nelle strade di Rosarno. Non solo per le condizioni nei campi, dove la raccolta delle arance vale 20 euro alla giornata.
«Il mio amico era andato in bici a San Ferdinando per chiedere la carta di identità . L’hanno investito. Così non va bene, basta, deve finire. Guarda: è tutto fasciato». Passa il senegalese Mouhamadou Fall: «Ho il permesso di soggiorno dal 1986, prima facevo l’operaio in una fonderia di Brescia. Se viviamo qui, è perchè non abbiamo alternative».
«Posti come questo non devono più esistere», dice il direttore della Caritas Vincenzo Alampi detto Cecè. Sta girando fra le baracche per parlare con tutti.
«È un ghetto. Non si può chiamare in un altro modo. Ma loro non sono persone di quarta serie, sono una ricchezza per questa terra, l’agricoltura morirebbe senza i migranti. Io mi auguro che la politica capisca. Infierire sarebbe la cosa peggiore».
Il sole è già caldo. Quella in direzione di Gioia Tauro sembra una strada alla fine del mondo. Rifiuti e rovine, cani e costruzioni abbandonate. In bici vanno i migranti, tutti gli altri in auto. Ad ogni rumore, li vedi guardarsi le spalle.
Intercettato dai carabinieri, quando ormai aveva capito di essere sotto inchiesta, uno della banda dei bastoni parlava così a suo padre: «Scusa, mi trovo i neri in mezzo ai coglioni, alcuni camminano a bordo strada, altri sull’altro lato. Tu che fai?». Il padre: «Ma tu ti sei fermato?». «No, non mi sono fermato, ho continuato, che me ne fotte di quelli».
(da “La Stampa”)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
ACCUSE PESANTI: LE IMMAGINI DI UN VIGILE CHE PICCHIA UNA DONNA CON UN BAMBINO
Non ci sono solo perquisizioni arbitrarie a extracomunitari e botte a chi si ribellava, contanti
intascati e verbali falsi fra le accuse pesantissime mosse dal gip a quattro agenti della Municipale di Rimini, finiti ai domiciliari.
C’è anche un video che incastrerebbe uno di loro, in cui si vede il vigile picchiare una donna nera con un bimbo piccolo.
Secondo il video consegnato al nucleo delle Fiamme Gialle, che hanno portato avanti l’indagine “Old Franck”, l’agente, iscritto nel registro degli indagati, durante un controllo di routine in zona mare di Rimini avrebbe malmenato la donna, una delle tante che d’estate fanno treccine sulla spiaggia, facendola cadere a terra travolgendo con sè anche il figlio piccolo.
La notizia di reato trasmessa alla Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta è poi diventato uno stralcio della più corposa indagine coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Davide Ercolani, in cui si ipotizzano, fra gli altri reati, anche percosse, perquisizioni e ispezioni personali arbitrarie e violenza privata.
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
NIENTE PIU’ RING PER “MISTERO”, ALIAS PANARARI, NEO CONSIGLIERE GRILLINO
Mistero abbandona il wrestling. E, nel caso accetti la nomina, dalla prossima seduta del consiglio siederà sui banchi dell’opposizione con il M5s in sostituzione di Ivan Cantamessi, dimissionario dopo essersi trasferito a Vicenza per motivi di lavoro.
Lo racconta la Gazzetta di Reggio:
È questa la vera identità del lottatore mascherato, candidato alle amministrative del 2014 con il M5s, risultando con 76 preferenze come il primo dei non eletti.
E ora chiamato di diritto a prendere il posto del consigliere dei 5 Stelle dimissionario.
È lo stesso Panarari ad annunciare su Facebook la sua intenzione di abbandonare il ring per dedicarsi ad altre avventure, parlando di nuovi progetti senza tuttavia citare direttamente il suo futuro impegno da consigliere, in attesa dell’ufficializzazione della nomina.
“Dopo tanti anni di wrestling e dopo tante sfide sul ring, è arrivato il momento di annunciare che domenica 18 marzo Mistero salirà sul ring per l’ultima volta — scrive sulla sua pagina personale — Nel corso dello show TCW a Montecchio Emilia concluderò un percorso che mi ha portato in decine di eventi, decine di palestre, decine di spogliatoi e migliaia di chilometri macinati. Un percorso che ho condiviso con molte persone, le più importanti delle quali saranno al mio fianco anche durante quest’ultima avventura da wrestler. Ringrazio tutte queste persone, dai lottatori agli arbitri, dai promoter a tutti gli addetti ai lavori. Ogni percorso assume valore in base alle persone che incontri nel tragitto, e devo dire, fatta qualche eccezione, che il valore è stato davvero elevato”.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
MA I QUATTRO CONSIGLIERI NON HANNO CAMBIATO IDEA, TANTO L’ITALIA NON OTTERRA’ I GIOCHI, QUINDI NON COSTA NULLA
Chiara Appendino ha inviato al Coni la manifestazione di interesse per le Olimpiadi e le
Paralimpiadi invernali 2026. Ora la questione passa a Giovanni Malagò che, d’intesa con il governo, dovrà mandare entro il 31 marzo la lettera al Comitato olimpico internazionale.
L’invio della lettera firmata dalla sindaca di Torino è stato fatto, dopo la lunga riunione di venerdì sera tra lei e i consiglieri comunali M5s, tra cui ci sono alcuni contrari con cui bisognava ricucire lo strappo: “Nel rispetto delle valutazioni personali dei singoli consiglieri, il gruppo consiliare del M5S Torino appoggia la decisione della sindaca Appendino con l’obiettivo di procedere compatti sullo studio critico e condiviso di quanto avverrà già da domani”, si legge in una nota degli eletti pentastellati.
Termina in questo modo una settimana di polemiche e confronti sui giochi olimpici. Lunedì scorso quattro consiglieri, che nei giorni prima avevano manifestato la loro contrarietà alla candidatura con delle controproposte rigide, si erano assentati dal consiglio comunale facendo venire meno il numero legale per il consiglio comunale.
Appendino, che aveva annunciato l’invio della lettera entro mercoledì, ha dovuto così rinviare la pratica. Nel frattempo mercoledì la sindaca ha incassato l’appoggio unanime del consiglio metropolitano, che raccoglie alcuni primi cittadini e consiglieri dei comuni della Provincia.
L’unanimità è stata raggiunta grazie a una mozione molto semplice, senza riferimenti agli effetti positivi o negativi dei Giochi del 2006, scritta in modo da trovare il più ampio consenso.
In seguito mozioni simili sono state depositate anche dal Pd e dalla Lega in consiglio comunale, a cui si aggiungerà quella scritta dal M5s nell’incontro di venerdì sera.
Pare essere stata raggiunta una “tregua olimpica”, che non cancella i dubbi dei “dissidenti” in parte condivisi anche da altri eletti pentastellati dall’attitudine più “lealista”.
Per questo “il Movimento 5 stelle lavorerà con serietà nei prossimi mesi per capire se esistano i presupposti di sostenibilità economica, ambientale e sociale per procedere ad una eventuale candidatura”, si legge ancora nella nota.
Se il Coni manderà a Losanna la manifestazione d’interesse di Torino, si aprirà una fase di dialogo con il Cio che a luglio renderà note le sue condizioni per la candidatura effettiva.
A quel punto la città dovrà decidere se continuare o meno con il percorso entro il 31 ottobre, quando il Cio renderà note le candidate ufficiali.
L’assegnazione dell’edizione 2026 dei Giochi olimpici invernali avverrà nel settembre 2019 a Milano, condizione che — da regolamento — dovrebbe impedire l’aggiudicazione a una città italiana.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
IL M5S A SOLI 3 PUNTI DAL CENTRODESTRA FERMO SOTTO IL 37%
Cosa fareste, se oggi si rifacessero le elezioni politiche dello scorso 4 marzo? Cioè, votereste per lo stesso partito o per un altro? E, se non avete votato, oggi ci andreste? E per votare chi?
Il sondaggio Demos&Pi, illustrato oggi su La Repubblica, mostra che a due settimane dalla consultazione elettorale le cose cambiate di poco: chi era andato bene va meglio ancora e chi era andato male peggiora.
Solo Liberi e Uguali, che aveva ottenuto un misero 3,2% superando di poco la soglia di sbarramento del 3%, si riscatta almeno in parte raggiungendo un più decoroso 4,2%.
Chi vince, di nuovo, nel sondaggio Demos, è il Movimento 5 Stelle che passa dal 32,7% ottenuto lo scorso 4 marzo al 33,8%,
La Lega sale dal 17,4% al 18,2%, Forza Italia scende dal 14% al 12,8%, Fdi si attesta al 4,8%, ma il risultato finale non cambia: il centrodestra resta sempre sotto il 37%
Il crollo del Pd non c’e’ visto che scenderebbe dal 18,7% al 18,4%.
Insomma se si tornasse a votare l’unica nota interessante è che il M5S da solo è ad appena 3 punti dal Centrodestra unito.
E a quel punto può solo accadere una cosa, visto che il centrodestra più di così non va: che l’elettorato Pd, se non cambia qualcosa all’interno del partito, si orienti verso un voto “tattico” e alla fine converga sul M5S per non far vincere il centrodestra trazione leghista.
Come peraltro già accaduto in molte elezioni amministrative.
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
PER IL SI’ ALL’INCIUCIO SOLO IL 47% DEI GRILLINI E IL 59% DEI LEGHISTI
Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera pubblica oggi i risultati di un sondaggio in cui chiede
agli elettori di tutti i partiti cosa dovrebbero fare e quali alleanze dovrebbero scegliere nella prossima legislatura.
Il sondaggio mette anche a confronto gli orientamenti di una settimana fa con quelli di oggi, facendo notare i molti cambiamenti d’opinione in seno al campione.
Per quanto riguarda il governo MoVimento 5 Stelle — Lega i favorevoli sul totale degli elettori sono il 37%
Quelli del M5S che danno l’ok sono il 46%; quelli della Lega arrivano al 59% mentre quelli di Forza Italia sono spaccati nelle preferenze (l’alternativa proposta è quella della coalizione di centrodestra con il Partito Democratico).
In minoranza l’opzione dell’alleanza tra M5S e PD (28%) tra i grillini, mentre il 34% degli elettori dell’ex partito di Renzi dice sì all’alleanza con quello di Di Maio.
Secondo l’elettorato, poi, dovrebbe essere Di Maio a ricevere l’incarico dal presidente della Repubblica mentre sono in molti a pensare che questo governo dovrebbe durare fino alla fine della legislatura (43%).
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
NON SIA MAI CHE IMPARINO A NUOTARE, POI COME FANNO AD AFFOGARE? ….E IL CAPOGRUPPO LEGHISTA ESULTA SU FB
Il Comune di Novara, amministrato dalla Lega Nord, questa mattina ha revocato l’autorizzazione a Centro sportivo Italiano e cooperativa Pollicino a svolgere il corso di nuoto pensato per otto richiedenti asilo ospitati nel Novarese.
Il progetto era legato a una questione di sicurezza: gli incidenti estivi, spesso mortali, che si sono verificati nelle acque del lago Maggiore e del Ticino e nei canali del Novarese, in almeno tre casi hanno coinvolto richiedenti asilo.
Da qui l’idea di affittare spazio acqua e istruttore al centro sportivo comunale di Novara, con i costi a carico di Cooperativa Pollicino e Csi, e organizzare un corso di nuoto pilota, per un gruppo di richiedenti asilo.
Dagli uffici comunali di Novara è arrivato prima il via libera, poi questa mattina la revoca, quando i ragazzi erano pronti per entrare in vasca per la prima lezione.
E all’impianto si è presentato direttamente l’assessore allo Sport, Federico Perugini: «Il 6 marzo la giunta ha approvato la delibera che istituisce la scuola di nuoto comunale, che ha l’esclusività dei corsi».
In sintesi, niente corsie ai privati se le attività sono in concorrenza con quelle della scuola nuoto
Matteo Marnati, capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, sul suo profilo Facebook la butta in politica e lascia poco all’immaginazione, spazzando via ogni cavillo tecnico: pubblicando la foto dell’articolo de La Stampa, commenta «Subito revocata!”
Intanto stamattina i ragazzi in acqua sono entrati lo stesso, pagando il biglietto singolo d’ingresso, ma la perplessità fra gli organizzatori era palese: «Se la nostra richiesta non era accoglibile – dicevano – gli uffici potevano dirci subito di no, visto che la delibera di marzo è stata approvata più o meno negli stessi giorni in cui ci è stata data l’autorizzazione».
In più, aggiunge Massimo Barini, della cooperativa Pollicino, «ci sono altre realtà che affittano gli spazi con costi calmierati, fanno attività per fasce protette, mentre noi pagavamo a prezzo pieno. Portiamo lavoro, paghiamo affitto delle corsie e istruttore, riempiamo buchi in orari poco frequentati dell’impianto, non capisco quale sia la razionalità della scelta. Se i conti dell’impianto sono in perdita, quelli sì che li pagano poi i novaresi. Evidentemente a loro interessa di più l’aspetto politico».
Il presidente del Csi Novarese, che ha sostenuto il progetto, si trattiene e cerca di mediare: «Il nostro compito è promuovere lo sport e la coesione sociale, non facciamo concorrenza a nessuno. Facciamo sport per tutti, indipendentemente da disabilità , colore della pelle. Se uno spazio pubblico non è per tutti, è la politica che deve intervenire. Riformuleremo la nostra richiesta, nel rispetto della delibera comunale, e speriamo di riuscire a trovare comunque un accordo. Noi vogliamo restare a fare attività all’interno di quell’impianto».
(da “La Stampa”)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
LA LISTA CIVICA RISCHIA DI TRAVOLGERE I PIANI DELLA GIUNTA LEGHISTA CON RUOTA DI SCORTA TOTIANA… IN SALA MOLTI EX AMMINISTRATORI DI FORZA ITALIA, LEGA E MODERATI
In un auditorium della Camera di Commercio di Imperia pienissimo, ben oltre i numeri
consentiti, la convention di Claudio Scajola è iniziata con il “Nessun Dorma” che scaramanticamente non si è concluso con l’eroico «vincerò».
E poi la lettura, con l’attore Antonio Carli, di alcune frasi di “Voglia di comunità ” di Zygmunt Bauman e ancora un crescendo con le frasi scolpite da Oliver Stone in “Ogni maledetta domenica”: il discorso alla squadra. «O noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente».
Una standing ovation con tanto di maglietta “Claudio sindaco” – in uno stile che fa tanto elezioni americane – ha salutato l’ingresso sul palco in giacca blu e jeans dell’ex ministro deciso a riprendersi il suo regno, intanto come sindaco, e dimenticare nove anni di «interpretazioni malevole».
«Non so cosa dire o forse ho troppe cose da dire» ha iniziato. «L’emozione è più forte di qualunque momento della mia vita».
Nel pubblico molti sindaci, politici, amici ed ex amici tornati a supportarlo, qualche imprenditore, molti giovani.
In prima fila il nipote Marco Scajola. «Il mondo sta cambiando – ha proseguito facendo un’analisi della politica italiana – assisteremo alla disgregazione di partiti e a nuove aggregazioni».
Non ha parlato solo di Imperia ma della parte a ovest della Liguria «un territorio talmente piccolo che deve fare sistema». Ha ricordato il ruolo e l’importanza dell’Europa dove devono contare di più i paesi del Mediterraneo. «Non si può più continuare a urlare e a cantare, bisogna iniziare a lavorare».
La campagna elettorale è lanciata, Toti mastica amaro: il ritorno di Scajola fa saltare i piani di divisione delle poltrone della giunta leghista con ruota di scorta.
(da agenzie)
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Marzo 17th, 2018 Riccardo Fucile
“LASCIO PER SCELTA DI VITA, IL SINDACO BUCCI TRATTA PALAZZO TURSI COME UN’AZIENDA PRIVATA”
Uguccioni, perchè ha lasciato Genova?
Il segretario generale, raggiunto al telefono mentre è in viaggio verso la sua Romagna, ride a squarciagola…
E però risponde: «Ho un figlio piccolo e una famiglia che vive a Pesaro, la mia prima di tutto è una scelta di vita. Certo, quando avete scritto che il sindaco “U cria”, dicevate la verità ; è il suo modo di fare. Lui pensa di gestire il Comune come un’azienda privata. È questione di stile. In un ente pubblico abbiamo delle regole non inventate da noi, ma che sono state decise da chi fa le leggi; ci sono vincoli di trasparenza e modi di trattamento delle persone. Chi confonde le forme e i mezzi rispetto agli obiettivi e le persone, è un maleducato. Non dico che Bucci sia un maleducato, dico che lui è fatto così… ha dei modi che sono fuori dal nostro modo di ragionare, pensa di essere ancora un amministratore delegato».
Tradotto: chi li conosce li evita
(da “La Repubblica“)
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