Destra di Popolo.net

PD MODELLO TEDESCO, LA DISCONTINUITÀ DI MARTINA; CONSULTAZIONE DEGLI ISCRITTI PER LE SCELTE STRATEGICHE

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

DISCONTINUITA’ DALL’ERA RENZIANA: PARTITO ALL’OPPOSIZIONE MA SI CONSULTA LA BASE

“Penso alla Spd che ha costruito alcuni passaggi chiave con la partecipazione diretta degli iscritti”, dice Maurizio Martina intervistato da Repubblica.
Un passaggio non da poco, quello pronunciato dal neo-reggente del Pd: passaggio notato dai più nel partito.
Il riferimento all’esperienza dei socialisti tedeschi, che con un referendum tra gli iscritti hanno sciolto il dilemma sul sostegno ad una nuova grande coalizione con Angela Merkel, ha fatto il giro dei commenti tra i dirigenti dem stamattina.
Che vuol dire? È un cambio di marcia netto rispetto all’era Renzi, concordano i non-renziani del Pd, quell’area che va dai renziani delusi, alla cerchia tra Zanda, Gentiloni, Minniti, Calenda e altri ministri, fino alle minoranze.
Un cambio di marcia che nel breve termine potrebbe anche significare referendum tra gli iscritti sulle scelte di governo: modello tedesco, insomma.
È chiaro che per il Pd il prossimo passaggio chiave potrebbe essere quello sul governo. È il nodo sul quale il partito potrebbe anche dividersi: non serve la sfera di cristallo, basta sentire gli umori nel partito per capirlo.
Perchè per ora i dem sono tutti vincolati al documento approvato quasi all’unanimità  (astenuti solo i 7 dell’area Emiliano) in Direzione nazionale solo lunedì scorso: il Pd sta all’opposizione, recita il documento e lo stesso Martina ripete la formula a Repubblica. Sebbene aggiunga: “Non saremo indifferenti a ciò che dirà  Mattarella, ma il nostro compito è prepararci a essere minoranza parlamentare e da lì dare un contributo al paese”.
Ecco, il nodo: sta tutto in ciò che dirà  il presidente della Repubblica, soprattutto se un primo giro di consultazioni non dovesse dare la soluzione del rebus di governo. Probabile che il capo dello Stato lanci un nuovo richiamo alla responsabilità .
Oppure: cosa succede nel Pd se M5S dovesse lanciare altri segnali di pace, oltre a quello di ieri sul Def? Si aprirebbe come minimo una discussione: i non-renziani nel Pd la stanno aspettando, non perchè non vedano l’ora di appoggiare un governo con il M5S ma perchè non escludono a priori questa prospettiva, ma ovviamente adesso non lo dicono apertamente. E’ ancora troppo presto.
Però le parole di Martina preparano il terreno. Tracciano quanto meno una prospettiva, una modalità  per riaprire i giochi, per rimescolare le carte impacchettate in direzione nel documento voluto fortemente dai renziani e votato quasi all’unanimità .
E si spacchetta consultando gli iscritti: una formula cui Renzi non ha mai fatto ricorso. La sua platea preferita era infatti fuori dal Pd, quella larga che lo ha eletto segretario alle primarie.
Adesso invece, con le dimissioni di Renzi dalla segreteria, le aree non-renziane nel partito non escludono un referendum tra gli iscritti sulle scelte strategiche.
Sergio Chiamparino, uno di quelli che dall’inizio non ha escluso la possibilità  di dialogare con i cinquestelle, candidato a guidare il Pd nella prossima sfida congressuale, ha proposto in direzione di consultare la base per prendere una decisione.
Ecco, il partito che sta cercando di liberarsi definitivamente da Renzi sta ragionando in questa direzione. A piccoli passi e senza fanfare, con l’idea di recuperare la vecchia idea di partito (e chissà  in quest’ottica le primarie aperte che fine farebbero, ma questa è un’altra storia, di là  da venire)
Attento a non provocare strappi (“Attenzione a cercare capri espiatori: senza Renzi l’argine del Pd sarebbe crollato con quattro anni di anticipo”), Martina cerca di portare il partito su un orizzonte diverso dal renzismo.
Domani, per dire, sarà  presente al convegno organizzato da Sinistra Dem, l’area di Gianni Cuperlo. In passato, non è mai accaduto che Renzi partecipasse o inviasse suoi rappresentanti a iniziative di altre aree, seppure invitato.
Invece domani, a questa iniziativa pubblica che non a caso si tiene proprio nella sede nazionale del Pd, ci sarà  non solo Martina, ma anche Andrea Orlando, Carlo Calenda. Sembra la ‘presa’ del Nazareno da parte delle truppe non-renziane in assenza dell’ex segretario, per usare un’immagine che rende l’idea della guerra per ora a bassa intensità  nel Pd.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Partito Democratico | Commenta »

IVAN DELLA VALLE HA SCOPERTO CHE IL M5S E’ IL MALE

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

TRAVOLTO DA RIMBORSOPOLI, L’EX DEPUTATO PIEMONTESE ESPULSO ORA SI E’ ACCORTO DELLA MANCANZA DI DEMOCRAZIA E TRASPARENZA DEI GRILLINI

Ivan Della Valle, l’ex deputato del MoVimento 5 Stelle scoperto a truccare i conti dei rimborsi e ad essersi trattenuto la bellezza di 270mila euro, ha finalmente trovato il coraggio di denunciare.
Non sè stesso, perchè dal punto di vista penale non ha fatto nulla di male, ma il suo vecchio partito.
Dopo essere stato espulso dal M5S per la vicenda rimborsopoli l’ex deputato piemontese si è accorto che nel partito di Grillo e Casaleggio c’è del marcio. Finalmente libero dagli impegni parlamentari Della Valle ha deciso così di inaugurare la stagione, tardiva, della trasparenza.
Si inizia con un post pubblicato a due giorni dal voto delle politiche nel quale Della Valle trova la forza (dopo quindici giorni dalla sua espulsione) di criticare la posizione del candidato alla presidenza della Regione Lombardia Dario Violi sulla Bolkestein.
Secondo l’ex deputato il M5S ha cambiato completamente la sua posizione sulla famigerata direttiva europea. Violi in particolare è “colpevole” di aver detto che non è possibile uscire dalla Bolkestein. Il MoVimento però ha sempre sostenuto il contrario. E non è certo l’unico cambiamento di rotta.
Evidentemente però quando Di Maio cambiava la politica estera del M5S Della Valle stava facendo altro.
Quello del “tradimento” è un tema ricorrente nella lettura che Della Valle dà  dei fatti della politica. Poco dopo la deflagrazione del caso rimborsopoli il deputato si era giustificato dicendo che “Se io ho tradito il movimento per le restituzioni, il Movimento che io avevo contribuito a fondare, perchè sono stato il primo consigliere comunale eletto in Piemonte e tra i primi in Italia, ha tradito gli elettori su tantissime tematiche”.
Una volta trovato finalmente il coraggio di uscire allo scoperto Della Valle è un fiume in piena.
Il 12 marzo si diletta a postare un passaggio tratto da La fattoria degli animali di Orwell, testo a quanto pare imprescindibile per tutti coloro che hanno aperto gli occhi sul funzionamento della democrazia diretta nel M5S.
In sostanza il nostro coraggioso portavoce sta dicendo che nel MoVimento la democrazia non esiste. Non proprio una novità  visto che ci sono persone (e giornalisti) che lo dicono e lo scrivono da anni.
In questi cinque anni però Della Valle non ha detto nulla. Come tutti gli ex-grillini scopre tutto dopo.
E come tanti ex pentastellati (o trombati alle Parlamentarie) è solo dopo che le cose non sono andate come sperava che trova la forza di parlare democrazia violata.
Lui però non ci sta a passare per uno che non ha mai avuto il coraggio di criticare la linea ufficiale del MoVimento. Ed è per questo che per dimostrarlo posta il link della sua convinta difesa della scelta di fare gruppo con lo UKIP di Farage (nel 2014) lasciando intendere che contiene una critica alla decisione di passare in ALDE. Decisione che per altro è stata presa con un voto in assemblea (nel 2017) prima di venire rigettata dal M5S (più o meno..).
Ma ci sono tanti sassolini che Della Valle si vuole togliere dalle scarpe.
L’ok dato dalla Giunta Appendino a costruire un centro commerciale nell’area ex-Westinghouse contrariamente a quanto promesso in campagna elettorale oppure la decisione di criticare la candidatura di Torino alle Olimpiadi 2026.
Ieri Della Valle ha detto di condividere “ogni parola”   dell’intervista rilasciata dal consigliere regionale Davide Bono che esprime tutta la sua contrarietà  alle Olimpiadi invernali a Torino. Ed è curioso perchè quando era deputato Della Valle non ha concesso interviste in merito.
Scrive Della Valle che all’epoca questo suo essere non allineato gli costò caro: “Tutto ciò portò alla mia totale esclusione, messo in un angolo ma non zittito continuai a criticare le scelte che io ritenevo sbagliate”. E c’è da chiedersi perchè non sia uscito dal MoVimento dopo aver visto tutti questi “tradimenti”.
Dopo le risposte Della Valle passa alle domande: «Non trovate strano che in 5 anni nessuno abbia mai controllato un’iniziativa così importante come quella della restituzione?».
Probabilmente non è poi così strano, visto che è esattamente la modalità  con cui il M5S gestisce le sue iniziative democratiche e trasparenti ovvero secondo il collaudatissimo metodo quanno ce pare.
Ed ecco che si profila all’orizzonte l’ipotesi di complotto (non la prima a dire il vero). A cosa è servita tutta la cagnara mediatica sui rimborsi se alcuni deputati “traditori” hanno già  ottenuto il perdono?
Secondo Della Valle è semplice, sarà  utilizzata come pretesto «per cambiare il sistema delle restituzioni e passare, così, ad un sistema forfettario e rendere la destinazione del fondo da pubblico ad iniziative di partito esattamente come fanno tutti gli altri». Fortunatamente c’è Della Valle, che ora che non ha nulla da perdere trova il coraggio di puntare il dito contro un partito di cui ha fatto parte, nonostante fosse stato “messo in disparte” fino ad un mese fa.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

M5S, ADDIO ALLA REGOLA DEI DUE MANDATI: “SE SI DOVESSE TORNARE AL VOTO ENTRO UN ANNO CONFERMEREMMO GLI STESSI CANDIDATI IN PARLAMENTO”

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

E “SOLO CASUALMENTE” L’AFFERMAZIONE DI DI MAIO COINCIDE CON I SUOI INTERESSI PERSONALI

Il vincolo dei due mandati è sacro e va rispettato, ha detto l’altroieri Luigi Di Maio alla Stampa Estera dove ha catechizzato i giornalisti sullo strano concetto di democrazia adottato dal MoVimento 5 Stelle per queste elezioni.
Proprio per questo, spiega Francesco Verderami sul Corriere della Sera, il M5S è pronto all’eccezione che conferma la regola.
“Ogni volta che deroghi ad una regola praticamente la cancelli”, diceva la buonanima di Gianroberto Casaleggio. Ma non aveva fatto i conti con il contingente, spiega oggi il Corriere:
«E se si dovesse tornare al voto entro un anno – dice Di Maio –non faremmo le parlamentarie per le liste. Confermeremmo i candidati di questa legislatura». L’argomento è stato affrontato giorni fa dal vertice del Movimento, ed è una scelta che verrà  formalizzata se e quando ce ne sarà  bisogno.
In prospettiva garantirebbe al leader – che è al secondo giro in Parlamento – la possibilità  di ricandidarsi a Palazzo Chigi. Nell’immediato servirà  a blindare i gruppi di Camera e Senato, perchè dovrebbe agire come deterrente verso quanti sono già  al secondo mandato e potrebbero cadere in tentazione, cambiando casacca pur di non tornare subito a casa.
La strategia è chiara e lungimirante: chi è al secondo mandato con il M5S sa che questa è la sua ultima avventura parlamentare. Perciò potrebbe “cadere in tentazione” per farsi una carriera politica al di là  del grillismo.
Al costo, certo, di finire additato come traditore e rischiando un crollo di popolarità  presso chi l’aveva portato in politica. Con questa affermazione di principio Di Maio offre prima di tutto un cambio di prospettiva alla sua truppa parlamentare: se la legislatura dura poco avreste di nuovo il posto confermato al prossimo giro, per lo meno nella corsa alle elezioni, poi il voto deciderà  i sommersi e i salvati.
Certo, a nessuno sfugge la coincidenza con gli interessi personali dello stesso Di Maio: anche lui è al secondo mandato e anche lui beneficerebbe del vantaggio della conferma generalizzata per farne un terzo.
Così come Fabio Fucci, a cui è stata negata la corsa con il M5S a Pomezia nonostante il suo primo mandato fosse durato appena un anno e mezzo, avrà  sicuramente qualcosa da ridire sulla vicenda.
D’altro canto anche Alessandro Di Battista alla Festa del Fatto qualche tempo fa aveva detto che   “noi abbiamo sempre interpretato la regola dei due mandati come massimo dieci anni nelle istituzioni”.
La notizia forse verrà  accolta con gioia anche a Roma, dove Daniele Frongia, Enrico Stefà no, Marcello De Vito e soprattutto Virginia Raggi hanno interrotto anzitempo la consiliatura quando era sindaco Ignazio Marino e quindi hanno diritto ad un altro giro di giostra, anche se non completo ma di altri due anni e mezzo.
E la “riforma” interpretativa apre anche a interessanti problematiche sostanziali: se la regola dei due mandati in realtà  si interpreta come “massimo dieci anni”, allo scoccare del decimo anno il consigliere o il parlamentare eletto per tre volte si deve dimettere? E se per caso è un sindaco in carica, che fa? Fa cadere il consiglio e la Giunta?
Certo, magari la questione non sarà  presa benissimo dagli attivisti storici, che invece magari contavano proprio sul “naturale ricambio” per proporre la loro candidatura mentre il MoVimento 5 Stelle ha il vento in poppa.
Ma si sa, l’attivismo politico è pura generosità  totalmente disinteressata, soprattutto quello grillino. Quindi non ci saranno di sicuro problemi di sorta da questo punto di vista…
Mentre la possibilità  di fornire una squadra “collaudata” al prossimo giro di urne potrebbe sostanzialmente avvantaggiare il MoVimento 5 Stelle, a patto che questo non finisca per partecipare anche alle ipotesi di governissimo circolate in questi giorni. D’altro canto ormai è appurato che si stiano aprendo spazi di collaborazione con la Lega mentre quelli con il PD sono restati chiusi sin dall’inizio. La partita della legislatura non sembra per niente chiusa. Anzi.

(da agenzie)

argomento: Parlamento | Commenta »

I NUOVI SCHIAVI: DAI CENTRI COMMERCIALI ALLE COMPAGNIE LOW COAST

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

SFRUTTATI E SENZA DIRITTI, DOVE SI FATICA IL DOPPIO, GLI STIPENDI SI RIDUCONO E LE GARANZIE SONO EVAPORATE

Ci sono i lavoratori Amazon che spostano pacchi a ritmi “infernali, pericolosi per la salute”. E raccontano dei “controllori” che monitorano ora per ora la loro produttività  rimproverando pubblicamente i meno performanti.
Ci sono i piloti Ryanair senza ferie nè malattia, costretti a volare dopo pochissime ore di riposo per rispettare i turni, e l’operaio Fca che si è urinato addosso perchè i capi gli avevano impedito di andare in bagno.
Ma anche i dipendenti Lidl che raccontano una routine fatta di turni extra in cui però si lavora gratis e i rider del cibo a domicilio con retribuzioni a cottimo, senza alcuna tutela se si fanno male mentre pedalano sotto la pioggia o la neve per consegnare pizze e sushi.
Per non parlare degli operatori di call center: “Dobbiamo riuscire a riattaccare in meno di tre minuti e mezzo”, racconta un’operatrice.
Sono loro i protagonisti di Italian Job — Viaggio nel cuore nero del mercato del lavoro italiano (Sperling & Kupfer), libro-inchiesta di Maurizio Di Fazio, collaboratore de ilfattoquotidiano.it e delle testate del gruppo Gedi (ex Espresso).
Un racconto “delle viscere dell’Italia contemporanea, di un Paese che lavora anche il doppio o il triplo di prima per non perdere un posto non più fisso, e pazienza se gli stipendi si sono assottigliati (…) e sono evaporate in un batter di ciglia tutele e garanzie che si pensavano acquisite per sempre”. Tra “lavoratori della notte e di qualsiasi giorno festivo, nuovi operai-massa della logistica, addetti alle consegne delle merci e dei piatti che compriamo su internet, al servizio “esclusivo ma indiretto” di aziende e app multinazionali. Testimonianze della negazione dei diritti più banali e fisiologici, in catena di montaggio o alla cassa, come quello di andare in bagno”.
Da Mondo convenienza “ormai sono quasi tutti part time”, racconta una addetta alle vendite.
Peccato che a volte chi ha il part time venga chiamato al lavoro anche di domenica salvo rimandarlo a casa “dopo una o due ore” e scalargli lo straordinario, “nel senso che proprio non glielo pagano”.
Il sindacato “E’ una bestia nera. A un mio collega hanno promesso: “Se ti cancelli dal sindacato ti agevoliamo con i turni”. Siamo rimasti in pochi a essere iscritti”.
Non stanno molto meglio gli infermieri liberi professionisti, gli operatori socio-sanitari che arrivano a vedersi offrire meno di 2 euro l’ora, i giornalisti precari a duecento euro al mese..
Il capitolo sui supermercati aperti 24 ore su 24 e sui centri commerciali con le serrande alzate pure a Pasqua e Natale evidenzia come gli orari impossibili e la richiesta di disponibilità  no stop vadano soprattutto a scapito delle lavoratrici donne. “Il 78% delle dimissioni convalidate dall’ispettorato del lavoro nel 2016 è stato di donne con figli”, ricorda Di Fazio. Che cita il caso della Puglia: la stragrande maggioranza delle 600 donne dal 2008 al 2016 hanno bussato all’ufficio della consigliera di parità  pugliese Serenella Molendini ha lamentato che la causa della discriminazione o del licenziamento è stata la maternità . “Le aziende tendono a mettere subito le cose in chiaro: se hai figli, e soprattutto se stai per averne uno, non sei una lavoratrice gradita”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Lavoro | Commenta »

SIRIA, IL TRAGICO ESODO A GHOUTA, DECINE DI MIGLIAIA DI CIVILI IN FUGA DALLE BOMBE RUSSE E DEL CRIMINALE ASSAD

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

LA FOTO DEL BIMBO IN FUGA IN UNA VALIGIA: SONO QUESTI I “FINTI” PROFUGHI CHE IN ITALIA QUALCHE INFAME VORREBBE VEDER ANNEGARE

Non si placano le bombe sulla Ghouta orientale, l’enclave ribelle siriana alla periferia est di Damasco oggetto da oltre un mese di una pesante offensiva del regime e dei suoi alleati. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle ultime ore più di 40 civili hanno perso la vita nei raid siriani e russi. I bombardamenti più intensi si sono verificati questa mattina su Zamalka, Kfar Batna, Jisrin e Saqba, tutte località  chiave della Ghouta a est di Damasco.
Fonti mediche parlano di bombe a grappolo e bombe incendiarie ma le informazioni non sono verificabili in maniera indipendente sul terreno.
Difficile avere certezze sul numero di persone che nelle ultime ore stanno lasciando la regione: un vero e proprio esodo, con migliaia di persone che cercano di mettersi in salvo da una delle offensive più letali dall’inizio del conflitto, sette anni fa, raggiungendo località  in mano al regime.
È una “sofferenza insopportabile” quella nella Ghouta orientale assediata, dove continuano a morire i civili bombardati dai caccia russi e del regime di Bashar al-Assad.
Lo ha dichiarato l’inviato delle Nazioni Unite per la Siria Staffan de Mistura, lanciando un appello per la protezione dei civili che vivono nel sobborgo a est della capitale Damasco. Intervenendo in videoconferenza da Bruxelles a un briefing del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a New York, de Mistura ha poi parlato di “violazioni confermate dell’uso di armi vietate” nella Ghouta e di “donne abusate sessualmente durante l’evacuazione” dall’enclave.
Il diplomatico italo-svedese ha poi parlato delle decine di feriti che non possono ricevere l’assistenza medica di cui hanno bisogno a causa dei continui bombardamenti. De Mistura ha poi dichiarato che la Risoluzione 2401 del Consiglio di sicurezza Onu non viene applicata e che non è stato rispettato l’impegno per la formazione della Commissione costituzionale.
L’inviato Onu ha quindi affermato che il popolo siriano ha il diritto di scegliere i propri rappresentanti e il sistema politico da cui essere governato.
Intanto, però, nell’immobilismo della comunità  internazionale, si continua a morire, a Ghouta come ad Afrin. Qui, nel nord del Kurdistan, le forze turche continuano a bombardare la città . Solo oggi sono stati uccisi almeno 20 civili, secondo fonti delle Forze democratiche siriane, formazione guidata dai turchi e sostenuta dagli americani. Anche qui migliaia di persone stanno cercando di fuggire, un’impresa non facile vista l’intensità  dei raid condotti da Ankara.
“Siamo molto preoccupati per l’alto rischio che corrono i civili, che sono di fatto intrappolati, di rimanere uccisi, feriti, essere usati come scudi umani o ritrovarsi sfollati a causa dei combattimenti”, ha dichiarato Ravina Shamdasani, portavoce dell’Alto commissario Onu per i diritti umani.
“Abbiamo ricevuto notizie molto allarmanti da Afrin”, ha detto durante un briefing a Ginevra, riferendo di informazioni che “parlano di morti e feriti tra i civili a causa dei raid aerei e degli attacchi da terra così come di notizie di civili ai quali viene impedito dalle forze curde di lasciare la città  di Afrin”.
“Centinaia di migliaia di civili sono a rischio, anche gli sfollati delle aree conquistate di recente dalle forze a guida turca – ha proseguito Shamdasani – Abbiamo ricevuto notizie secondo cui sono riusciti a uscire solo quei civili che hanno contatti con le autorità  curde o con le forze armate curde, ma anche loro hanno dovuto percorrere un tragitto pericoloso, rischiando bombardamenti e trappole esplosive solo per raggiungere i checkpoint gestiti dai gruppi armati sostenuti dal governo dove è stato loro consentito il passaggio solo dietro pagamento”.
L’Onu denuncia “forti pressioni sull’ospedale di Afrin, l’unica struttura medica dotata di attrezzatura per le operazioni più invasive, che fa difficoltà  a gestire l’afflusso di feriti”. “C’è anche una grave mancanza di acqua a causa della presunta distruzione di stazioni di pompaggio così come per il controllo delle risorse idriche da parte delle forze a guida turca”, ha aggiunto la portavoce, riferendo di “notizie di combattenti dell’opposizione che in alcune aree saccheggiavano le case di chi era fuggito dall’area”.
La guerra siriana, entrata ormai nel suo ottavo anno, ha già  provocato la morte di mezzo milione di persone. Più di undici milioni sono stati cacciati dalle loro case, di cui quasi sei milioni sono fuggiti all’estero.

(da agenzie)

argomento: criminalità | Commenta »

REDDITO DI NASCITA, L’ULTIMA UTOPIA DI GRILLO CHE STRIDE CON DE GASPERI

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

IL REDDITO DI NASCITA IN UN MONDO SENZA LAVORO E L’ESTREMISMO VISIONARIO

Nel Palazzo Luigi Di Maio fa il moderato, il perbenista, cita De Gasperi, mette la tattica politica al primo posto, media, smussa, si intrattiene con la stampa estera per salvaguardare l’immagine internazionale, cita i vescovi, indossa sempre la stessa cravatta per dire al mondo che lui non è uomo di zig zag imprevedibili, cerca le coperture finanziarie per il reddito di cittadinanza.
Nel suo blog tutto nuovo e purificato Beppe Grillo, lontano dalle pastoie della politica quotidiana, dà  invece fondo al suo utopismo estremo, anzi estremista.
Attinge al suo repertorio di «visionario», come si dice cambiando radicalmente la semantica di un termine che prima indicava uno squilibrato che aveva le allucinazioni, le visioni, e invece indica uno che guarda lontano e che ha una visione.
La visione di Beppe Grillo, assicura lui sul suo blog, non è più il reddito di cittadinanza, che il fondatore dei 5 Stelle tratta oramai alla stregua di una prosaica riformetta.
Ma il reddito di nascita, l’idea che qualunque essere umano, per il semplice fatto di esistere al mondo debba essere titolare di un diritto alla retribuzione sganciato da quel reperto archeologico che secondo Grillo è stato sinora la fonte di quel reddito: il lavoro.
Mitologia lavorista
Basta, sostiene Grillo, il lavoro non è che va abolito, si è abolito da sè. La maledizione del lavoro ha cessato di esercitare i suoi effetti malefici. Ora con le stampanti 3D e i robot, l’umanità  può tranquillamente buttare il lavoro nella spazzatura della storia. Chissà  che umanità  tutta sbadigli e inettitudine nelle attività  più semplici porterà  la visione grillesca di un mondo dove non servirà  lavoro nemmeno per sollevare il peso immane di una tazzina di caffè da portare alle labbra.
Ma è tutta una mitologia lavorista, o laburista, con i suoi miti della classe operaia, delle fabbriche, dei campi da coltivare, delle officine fumose, una mitologia che è stata carne e sangue della sinistra e del movimento operaio per tutto il secolo scorso che viene meno in questa visione.
Oppure potrebbe essere il contrario. E cioè che la visione grillesca, la sua utopia da blog tutto nuovo e senza il peso della politica quotidiana, si riallacci a correnti molto potenti della storia della sinistra.
Un’umanità  di sfaccendati senza lavoro? Ma quando faceva sul serio il visionario, lo stesso Karl Marx, molto prima dell’avvento dei robot e delle stampanti 3D, descriveva il comunismo come un idillio in cui la costrizione del lavoro sarebbe svanita, e l’umanità , emancipata dal peso dell’alienazione, si sarebbe dilettata nella coltivazione del tempo liberato: «Fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia; senza diventare nè cacciatore, nè pescatore, nè pastore, nè critico».
Inferni totalitari terreni
Ora, andare a caccia oramai è ecologicamente scorretto, ed è difficile fare della pastorizia il centro degli interessi di un giovane iper-connesso del ventunesimo secolo. Ma la visione di Beppe Grillo, che Di Maio non deve seguire perchè deve rassicurare i mercati internazionali e i vescovi italiani, riprende alcune suggestioni di una storia che per esempio difficilmente potrebbero trovare cittadinanza nell’altra variante, quella leghista e salviniana e nordista, dell’epopea antipolitica del 4 marzo.
E del resto sui fogli dell’estrema sinistra degli anni Settanta campeggiavano titoli, nell’occasione della festa del Primo maggio, in cui si proclamava stentoreo l’obiettivo: «Contro il lavoro».
Nessuno però aveva osato immaginare un reddito che avrebbe gratificato chiunque fosse nato. Un’utopia, dice Grillo.
Ma si sa che nella storia molto spesso le utopie paradisiache hanno generato molti inferni totalitari terreni.

(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Grillo | Commenta »

STIPENDI DA CASTA, IL REDDITO DICHIARATO DAI POLITICI: GRILLO GUADAGNA 400.000 EURO, DI MAIO, MELONI, GRASSO, GENTILONI E RENZI 100.000 EURO

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

TRA I PAPERONI MONTI DICHIARA 420.000. TREMONTI OLTRE DUE MILIONI

Non è la classifica di Forbes, ma l’elenco dei redditi dei politici italiani susciita inevitabilmente curiosità  e confronti.
I dati sulle dichiarazioni relative ai guadagni del 2017 sono consultabili nei siti di Camera e Senato e da lunedì prossimo lo saranno anche in forma cartacea.
Beppe Grillo guarda tutti dall’alto in basso, anche se nel suo caso si tratta del fondatore del movimento Cinquestelle e capo politico ma tecnicamente fuori da Camera e Senato.
Grillo ha presentato redditi sei volte superiori allanno   precedente con oltre 400mila euro, quasi 350mila più del 2016.
Sempre in ambito M5s, per quanto riguarda Luigi Di Maio, il reddito resta identico per il terzo anno consecutivo: la cifra dichiarata nel 2017 da Di Maio è identica a quella dichiarata nel 2016 e nel 2015, pari a 98.471,04.
Sempre spulciando i redditi dei leader, Matteo Renzi, segretario dimissionario del Pd, dichiara nel 2017 un reddito imponibile di 107.100mila euro.
La leader di FdI, Giorgia Meloni, accresce leggermente il suo reddito rispetto all’anno precedente, dichiarando 98.421mila euro.
Il presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso ha avuto nel 2017 un reddito imponibile di 321.195 euro, in calo rispetto ai 340.563 euro del 2016.
Inferiore il reddito della presidente della Camera, Laura Boldrini, anch’essa esponente di Leu, che ha dichiarato 137.337 euro, anche lei in calo rispetto ai 144.883 euro dell’anno precedente.
In tema di ministri, la classifica viene vinta da Valeria Fedeli (Istruzione) che anche nel 2017 conferma il reddito imponibile più alto.
Fedeli è seguita a ruota da Carlo Calenda e Dario Franceschini. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, invece, conquista l’ultima posizione, risultando la più ‘povera’ dell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni, soffiando il gradino più basso al collega Maurizio Martina.
E’ quanto risulta dalle dichiarazioni patrimoniali del 2017, visibili sui siti di Camera e Senato e consultabili in forma cartacea a partire da lunedì.
Nei primi tre gradini del podio dei più ricchi del governo, figurano quindi al primo posto la ministra Fedeli, che nel 2017 ha dichiarato un reddito imponibile di 182.016 (era di 180.921 nel 2016); al secondo posto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, con un imponibile pari a 166.264 (anche il suo reddito è cresciuto, nel 2016 aveva dichiarato 102.058); al terzo posto Dario Franceschini, che però risulta un pò più povero rispetto all’anno precedente: nel 2017 aveva un reddito imponibile pari a 145.044 a fronte dei 148.692 del 2016.
Ai vertici della classifica dei più ‘ricchi’ del governo c’è poi la ministra Anna Finocchiaro, con 151.672 mila euro dichiarati nel 2017; il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan, con 122.457 che triplica il proprio reddito rispetto al 2016 quando aveva dichiarato 49.958; il premier Paolo Gentiloni con 107.401 di reddito imponibile; il ministro del Lavoro Giuliano Poletti con 104.435; il titolare delle Infrastrutture Graziano Delrio con 102.890; il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti con 101.006. A seguire gli altri ministri, che non sforano il tetto dei 100 mila euro di reddito imponibile: Marco Minniti (92.260); Andrea Orlando (94.709); Roberta Pinotti (96.548); la Sottosegretaria Maria Elena Boschi (95.971); Claudio De Vincenti (97.607); Marianna Madia (99.519); Luca Lotti (98.471); Angelino Alfano (98.478); Enrico Costa, ministro fino al 20 luglio 2017 (99.583); Maurizio Martina (98.441).
Ultimo riferimento economico è relativo ai senatori a vita: Mario Monti ha dichiarato nel 2017 un reddito di 421.611 euro, dimezzato rispetto ai 862.333 euro dell’anno precedente. Il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato invece un reddito di 121.372, rispetto ai 130.022 dell’anno precedente.
Chi infine non teme confronti è sicuramente Giulio Tremonti che si conferma tra i parlamentari con il più alto reddito: nel 2017 ha dichiarato 2.111.533 euro, in calo rispetto ai 2.540.288 euro del 2016. Ha perso poco meno di mezzo milione di euro. Tempi duri per l’ex ministro del Tesoro

(da agenzie)

argomento: la casta | Commenta »

IL CASO DELLA MOTOVEDETTA LIBICA, PAGATA DAI CONTRIBUENTI ITALIANI, CHE MINACCIA DI APRIRE IL FUOCO FUORI DALLE ACQUE TERRITORIALI SU UNA NAVE DI UNA ONG INVIATA DALLA GUARDIA COSTIERA ITALIANA

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

I MINISTRI ITALIANI DOVREBBERO ESSERE PROCESSATI PER CRIMINE CONTRO L’UMANITA’ DI FRONTE AL TRIBUNALE INTERNAZIONALE PER AVER FINANZIATO UN’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE

Una motovedetta della guardia costiera libica ha minacciato di aprire il fuoco contro l’imbarcazione della ONG spagnola Proactiva se i membri dell’equipaggio non avessero consegnato i migranti che avevano appena soccorso in acque internazionali su indicazione della sala operativa della Guardia Costiera italiana.
Quello di ieri è solo l’ennesimo caso delle interferenze e della condotta criminale dei libici durante le operazioni di soccorso in acque internazionali.
E per il momento alla Open Arms non è ancora stato concesso il permesso a dirigersi verso un porto italiano.
La ONG spagnola Proactiva Open Arms ha soccorso alle 7.30 di ieri mattina 117 migranti che si trovavano in difficoltà  a bordo di un gommone in acque internazionali a 27 miglia dalle coste della Libia.
L’operazione di soccorso si è svolta secondo le modalità  stabilite dal Centro Operativo della Guardia Costiera italiana di Roma che ha il compito di gestire le operazioni di soccorso nell’area SAR del Mediterraneo a ridosso delle coste libiche. Poco dopo però l’imbarcazione della ONG è stata raggiunta da una motovedetta della guardia costiera libica che ha intimato all’equipaggio di consegnare i migranti senza averne titolo.
Nel pomeriggio la Open Arms ha partecipato ad un’altra operazione di salvataggio in mare, sempre di concerto con le autorità  italiane, recuperando 101 eritrei.
Questa volta i soccorsi si sono svolti a 70 miglia dalle coste libiche e anche in quell’occasione le modovedette libiche si sono avvicinate ai gommoni di salvataggio dicendo chiaramente che Proactiva avrebbe dovuto trasbordare i migranti altrimenti avrebbero fatto ricorso alla forza.
Gli episodi sono stati raccontati su Twitter da Oscar Camps, fondatore di Open Arms e dalla giornalista del quotidiano catalaono Ara Cristina Mas che era a bordo della Open Arms.
Il filmato descrive proprio i momenti di tensione in cui la motovedetta libica si è frapposta tra il gommone di salvataggio con a bordo il team di Proactiva e alcuni migranti e la Open Arms. Lo stallo è durato per un paio d’ore fino.
Dopo che i migranti sono stati messi in salvo sulla Open Arms la guardia costiera libica ha continuato a seguire l’imbarcazione che nel frattempo aveva fatto rotta verso Nord in attesa di ricevere ulteriori istruzioni dall’Italia.
Le responsabilità  dell’Italia
La situazione nel Mediterraneo Centrale e nel Canale di Sicilia non è affatto tranquilla. Soprattutto da quando, in virtù degli accordi stipulati da Minniti, i libici hanno iniziato a farsi carico delle operazioni di contrasto
Gli accordi italo-libici sono già  stati pesantemente criticati in passato dopo il servizio della CNN che ha rivelato l’esistenza di un vero e proprio mercato degli schiavi dove i migranti trattenuti in Libia vengono venduti al miglior offerente.
La responsabilità  è di Roma che ha il compito di coordinare i soccorsi nell’area SAR. Ieri mattina infatti la Open Arms era stata contattata dalla nostra Guardia Costiera che segnalava la presenza di un gommone in difficoltà  a 25 miglia dalle coste libiche.
Non è del resto la prima volta che i libici minacciano di ricorrere all’uso delle armi per poter imbarcare i migranti sulle loro motovedette.
La direttrice regionale di Human Rights Watch Judith Sunderland ha scritto su Twitter che la motovedetta 648 (donata alla Libia dall’Italia) che ieri ha puntato le armi contro i membri del team di soccorso di Proactiva era già  stata protagonista nel novembre 2017 di un episodio analogo quando era intervenuta in modo aggressivo a tentare di bloccare le operazioni di soccorso in mare come documentato da un video di Amnesty International.
Nell’agosto dello scorso anno la nave di Proactiva “Golfo Azzurro” stava conducendo delle operazioni di esercitazione in acque internazionali ed è stata raggiunta dalla guardia costiera libica che ha minacciato di aprire il fuoco se l’imbarcazione non avesse fatto rotta verso Tripoli.
Il fatto di essere riusciti a scampare alle motovedette libiche però non significa che i migranti sono in salvo. Al momento infatti la Open Arms non sa dove sbarcare le 218 persone tratte in salvo nel corso delle operazioni di soccorso di ieri.
Malta ha accettato di prendere in carico quella che è la situazione sanitaria più grave: un bambino di pochi mesi in gravissimo stato di disidratazione. Il bambino e la madre sono già  stati trasferiti a bordo di una motovedetta maltese. Per tutti gli altri invece non si sa ancora dove potranno sbarcare.
Il senatore Luigi Manconi ha detto che il ministro Minniti ha fatto sapere che «La Guardia costiera italiana ha detto alla nave che deve essere il governo spagnolo a chiedere al governo italiano la concessione di un porto dove approdare».
Una pratica del tutto inusuale visto che l’area di ricerca e soccorso è di competenza dell’Italia e che la Convenzione di Amburgo del 1979 prevede che le persone soccorse in mare debbano essere sbarcate nel porto sicuro più vicino.
Judith Sunderland su Twitter fa riferimento ad una “clausola” del codice di condotta delle ONG in base alla quale le autorità  italiane stanno al momento negando e ritardando il permesso a sbarcare i migranti in Italia.
Rimane al momento oscuro il motivo per cui la centrale operativa di Roma non abbia dato istruzioni precise alla Open Arms nel momento in cui ha contattato la Proactiva per inviarla nella zona di soccorso.
Ma ormai in Italia non c’è da meravigliarsi più di nulla: quando si arriva a finanzianziare una associazione criminale come la Guardia costiera libica per fare il lavoro sporco si è raschiato il fondo del barile.
Parliamo di politici che andrebbero processati per crimini contro l’umanita’ di fronte a un tribunale internazionale.

(da agenzie)

argomento: emergenza | Commenta »

BORIS JOHNSON: “SKRIPAL AVVELENATO SU ORDINE DI PUTIN”

Marzo 16th, 2018 Riccardo Fucile

IL SILENZIO DEI SOVRANISTI COMPLICI DEI SICARI: IL FATTO CHE UNA POTENZA STRANIERA USI GAS NERVINO SULLE STRADE D’EUROPA NON LI SCANDALIZZA… FINO A QUANDO NON TOCCHERA’ A LORO, COME E’ IL DESTINO DEI SERVI

E’ “assolutamente probabile” che l’ordine di usare l’agente nervino contro l’ex spia russa Sergei Skripal e sua figlia Yulia in territorio britannico (avvelenati in un centro commerciale di Salisbury, ndr) sia partito direttamente da Vladimir Putin.
Lo ha detto il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson, precisando che “la nostra contesa è con il Cremlino di Putin e le sue decisioni”.
“Noi crediamo che sia probabile in modo schiacciante – ha insistito Johnson – che sia stata sua la decisione di usare un agente nervino nelle strade della Gran Bretagna, dell’Europa per la prima volta dalla Seconda Guerra Mondiale”.
In assenza di convincenti spiegazioni da parte del Crmlino, il governo britannico di Theresa May ha espulso 23 diplomatici russi, incassando il sostegno dei maggiori alleati d’Occidente, dagli Usa di Trump alla Ue, dalla Francia di Macron alla Germania di Merkel.
Solidarietà  tardiva anche dall’Italia. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, parlando con la premier inglese, ha confermato la piena legittimità  della richiesta britannica ad avere risposte chiare ed esaurienti dalla
Russia circa il suo ruolo in questo gravissimo episodio.
I due leader hanno convenuto, infine, sulla importanza che su questa vicenda si manifesti solidarietà  sia in sede Nato sia in sede europea, anche in vista del Consiglio Europeo di giovedì prossimo.

(da agenzie)

argomento: Europa | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.704)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Agosto 2026 (9)
    • Luglio 2026 (613)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2018
    L M M G V S D
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
    « Feb   Apr »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “L’ESERCITO È DELLA PATRIA, NON DI UNA PARTE POLITICA”: IL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, GENERALE CARMINE MASIELLO, REPLICA ALLE PAROLE DI GIANNI ALEMANNO SULLA FOLGORE, DEFINITA DALL’EX SINDACO DI ROMA “QUINTESSENZA DELLA DESTRA ITALIANA”
    • CEUTA, TANTO RUMORE PER NULLA: 60.000 MIGRANTI SONO GIA’ TORNATI IN MAROCCO. E SANCHEZ BASTONA LA MELONI: “REAZIONE INSENSATA E ILLEGAL£”
    • CEUTA, INTERVISTA A OSCAR CAMPS DI OPEN ARMS: “FALLIMENTO EUROPEO, LE FRONTIERE USATE COME STRUMENTO DI PRESSIONE POLITICA TRA STATI”
    • C’È LA MANONA DELLO ZIO SAM DIETRO IL CAOS MIGRANTI A CEUTA. DA MESI LA DESTRA AMERICANA RISERVA MOLTE ATTENZIONI ALL’EXCLAVE SPAGNOLA IN MAROCCO: NON SOLO SUPPORTANDO IDEOLOGICAMENTE LE SPINTE INDIPENDENTISTE, MA ANCHE IMMAGINANDO UNA “ONDA VERDE” DI PERSONE DISARMATE
    • MELONI SI INVENTA LE FRONTIERE SIGILLATE. LA CHIUSURA DI SCHENGEN È UN BLUFF: LE LEGGI ATTUALI GIÀ PREVEDONO IL CONTROLLO DEI DOCUMENTI PER CHI ARRIVA DALLA PORZIONE DI TERRA SPAGNOLA IN NORDAFRICA (E TRA SPAGNA E ITALIA NON C’È UN CONFINE, QUINDI LA MOSSA VALE SOLO PER AEREI E NAVI, DOVE GIÀ CI SONO ISPEZIONI)
    • LA STORIA DEI MIGRANTI DI CEUTA E’ MOLTO DIVERSA DA COME VE LA STANNO RACCONTANDO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA