Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
EMANATI CINQUE PROVVEDIMENTI
Su Tg1, Tg2, TgLa7 e SkyTG24 la Lega occupa troppo spazio, più del Movimento 5 Stelle. E
anche il governo su questi quattro telegiornali gode di una presenza elevata. A due settimane dal voto per le Europee, sono questi i risultati del monitoraggio di Agcom dal 22 al 28 aprile e dal 29 aprile al 5 maggio.
Per quanto riguarda Tg1 e Tg2 — che ha dedicato anche un servizio assolutorio sulla foto postata sui social di Matteo Salvini mentre imbracciava un mitra — i rilievi dell’autorità garante riguardano le edizioni principali e non si riferiscono soltanto al tempo di parola, ma anche al tempo di notizia. Elementi che erano già emersi a marzo e che erano stati oggetto di scontro tra i due alleati di governo anche in Vigilanza Rai.
Nei notiziari del Tg5 si registra nella settimana 29 aprile-5 maggio una sovraesposizione di Fratelli d’Italia e più in generale, un’assenza delle nuove liste ammesse alla seconda fase.
Per quel che riguarda invece Tg La7, anche in questo caso è stata rilevata una sovraesposizione di Lega e governo sia nel tempo di parola che di notizia.
Infine, su SkyTG24, l’autorità ha constatato “la perdurante sovraesposizione del governo e della Lega sia nel tempo di parola che di notizia, una sovraesposizione nel tempo di parola del Pd e una sotto-rappresentazione del tempo di parola di Forza Italia“.
Tutti elementi, anche questi, che erano stati evidenziati dall’autorità garante lo scorso 24 aprile. e sui quali interviene Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e capogruppo del partito azzurro in Commissione di Vigilanza Rai: “L’Agcom certifica quanto denunciato ancora ieri da Forza Italia: sono state violate e continuano a essere violate le regole basilari del pluralismo. Dopo il richiamo del Presidente della vigilanza e la nuova bacchettata dell’Agcom si è superato ogni limite: presidente e Ad della Rai fermino immediatamente questa umiliazione delle opposizioni. Il rispetto del pluralismo è carattere fondante della democrazia, ancor di più in periodo elettorale: è ora di riscoprire il significato di questa parola sconosciuta al governo”.
L’Agcom, in base agli squilibri rilevati — che riguardano anche “la trattazione dei temi elettorali rispetto all’informazione politica più in generale” e l’informazione istituzionale “anche al fine di garantire il diritto del cittadino-elettore ad una corretta e completa informazione per la formazione dell’opinione ai fini delle scelte di voto” — ha dato il via libera a cinque provvedimenti
L’Autorità ha poi rivolto “una pressante raccomandazione a tutte le emittenti affinchè nei programmi di approfondimento (extra-tg) sia dato spazio ai temi afferenti elezioni europee e alle attività del parlamento europeo, garantendo la parità di accesso alle forze politiche e favorendo l’esercizio del contradditorio, anche tra leader politici”.
Infine, per quel che riguarda i sondaggi, nel richiamare l’attenzione sull’imminente inizio del periodo di divieto (stabilito dalla legge 28/2000 e che scatterà dalla mezzanotte di domani 10 maggio), l’Autorità ha chiesto a editori radiotelevisivi, editori di giornali, blog, piattaforme e social network di “adeguarsi a tale divieto, pena l’avvio di procedimenti sanzionatori”.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
LA NAVE SEQUESTRATA TEMPORANEAMENTE SU ORDINE DEL VIMINALE, MA SARA’ LA MAGISTRATURA DI AGRIGENTO A DECIDERE… NEL PRECEDENTE CASO AVEVA DISPOSTO IL DISSEQUESTRO
Sbarco dei migranti e sequestro della Mare Jonio d’iniziativa delle forze dell’ordine. Queste le mosse del Viminale che ha deciso, nonostante la faccia feroce di Salvini, di muoversi con estrema prudenza. Poi toccherà ancora una volta alla Procura di Agrigento valutare se confermare il sequestro della nave o restituirla a Mediterranea. Intanto dopo gli sbarchi ad Augusta e a Lampedusa i porti italiani evidentemente si sono riaperti ai migranti in fuga dalla Libia.
Stamattina la Mare Jonio aveva deciso di accelerare i tempi ed evitare inutili attese in mare aperto. Le motovedette della Finanza che l’hanno raggiunta si sono limitate ad un controllo di polizia e, in attesa di ulteriori disposizioni dal Viminale, non hanno intimato l’alt alla nave che ha reiterato la richiesta di sbarco nel porto più vicino, Lampedusa.
“Coordinatevi con le autorità libiche”.
Così ieri sera, trasmettendo le indicazioni del Viminale, la sala operativa della Guardia costiera di Roma ha risposto alla Mare Jonio, la nave umanitaria italiana della piattaforma Mediterranea che ha salvato 30 migranti tra cui una bimba di un anno. “Coordinarsi con le autorità di un paese in guerra?”, hanno risposto allibiti da bordo. Poi la decisione di invertire la rotta e puntare verso l’Italia.
All’alba, quando la nave è entrata in acque italiane, è stata raggiunta da due motovedette della Guardia di Finanza di Lampedusa per un “controllo di polizia”, la formula utilizzata secondo l’ultima direttiva emessa dal Viminale a tutte le forze dell’ordine, della Marina e della Guardia costiera per fermare le navi con a bordo migranti che, in quanto tali, sono considerate dal ministero dell’Interno una minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica. Dunque un motivo per proibire loro l’accesso alle acque territoriali italiane.
Ma questa volta le motovedette non hanno intimato l’alt alla nave, limitandosi a certificare la loro presenza in acque italiane e la Mare Jonio ha reiterato una nuova richiesta di porto sicuro fermandosi in attesa al largo di Lampedusa.
Si ripropone dunque la stessa situazione di un paio di mesi fa quando, a direttiva appena emessa, la Mare Jonio fu raggiunta dalla Guardia di finanza che intimò al comandante di fermare le macchine. Ordine giudicato pericoloso per la sicurezza delle persone a bordo dal capitano della nave che continuo’ verso Lampedusa dove poi la nave fu fatta sbarcare. Per quell’episodio il comandante Pietro Marrone e il capomissione della Mare Jonio Luca Casarini sono indagati dalla Procura di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la nave venne sequestrata ma poi restituita alla Ong ritenendo corretto il suo comportamento.
(da agenzie)
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Maggio 10th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE SI IMPONE: LA NAVE DELLA MARINA CON 36 PROFUGHI ARRIVATA AD AUGUSTA, LA MARE IONIO ATTRACCATA A LAMPEDUSA…LA CAPORETTO DELLA ZECCA PADANA… LA MINISTRA TRENTA: “SALVINI NON SI PERMETTA PIU’ DI OFFENDERE I NOSTRI MILITARI”
La Mare Jonio con 30 migranti a bordo salvati dalle coste della Libia, la “Stromboli” della
Marina che trasporta i 36 salvati ieri dalla “Cigala Fulgosi”. Entrambe attraccano in Italia. La prima a Lampedusa, la seconda sarà ad Augusta .
L’emergenza migranti non si ferma con la promessa dei porti chiusi. Matteo Salvini dalle Marche aveva detto: “Io porti non ne do”, ma sia la nave di Mediterranea Saving Human che quella della marina hanno avuto l’autorizzazione ad attraccare da Conte e Toninelli.
La Mare Jonio è arrivata a Lampedusa, scortata dalla Guardia di Finanza. Il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello ha confermato che dopo l’attracco della nave verranno sbarcati i 30 migranti a bordo. La nave di Mediterranea Saving Human ieri ha salvato 30 migranti da un gommone in avaria, a 40 miglia dalle coste della Libia.
Appena superato il limite delle 12 miglia a sud di Lampedusa, fa sapere Mediterranea, la nave è stata raggiunta da due motovedette della Gdf per un “controllo di polizia”. “Chiediamo l’ingresso in un porto sicuro – scrive la Ong su Twitter – dove sbarcare uomini, donne incinte e bambini”. Su Twitter avverte del secco no arrivato dal Viminale: “Ci è stata inoltrata una mail del Viminale che chiede di fare riferimento alle autorità libiche, quelle di un Paese in guerra dove i diritti umani non esistono”
Ieri la Cigala Fulgosi ha salvato 36 migranti da un ”barcone che stava per affondare” e adesso la Stromboli, sempre della Marina, che li trasporta è attesa al porto militare di Augusta. L’annuncio è stato dato ieri da Palazzo Chigi. Dalle Marche Salvini aveva detto: “C’è una nave della Marina militare che in acque libiche ha raccolto 40 immigrati, io porti non ne do”
Elisabetta Trenta, ministro della Difesa, commenta così le parole del vicepremier leghista: “Ormai è una battaglia quotidiana, ma tra due settimane ci sono le Europee e Salvini è in piena campagna elettorale. Per lui ogni pretesto è buono per attaccarmi. Sinceramente credo che non valga nemmeno la pena rispondere”. “Finchè lo fa contro di me è tutto secondo copione. Ma non pensi di poter attaccare i militari e, nel caso specifico, la Marina – sottolinea – Si tratta di servitori dello Stato che fanno ogni giorno il proprio dovere e io non consentirò a nessuno di offendere il loro lavoro”.
E aggiunge: “Salvini si è chiesto come mai il governo non marcia unito. Ebbene io girerei a lui la stessa domanda, proprio perchè sono convinta che spetti ai politici fare da scudo ai funzionari dello Stato, così come ai militari e alle forze dell’ordine”
“Senza urlare o sbraitare, senza minacce al mondo, in poche ore, grazie soprattutto al lavoro del presidente Conte, siamo riusciti a salvare la vita a quelle persone e a fare in modo però che ad occuparsene non fosse nuovamente l’Italia, ma l’Europa”. Scrive su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio e come sottolineato dal premier Conte in una nota “Francia, Malta, Lussemburgo e Germania, nel giro di poche ore, hanno dichiarato la disponibilità ad accoglierli, partecipando alle operazioni di redistribuzione”.
Il capo politico dei 5 Stelle continua: “La giornata di ieri mi auguro faccia riflettere qualcuno. Se quando nasce un problema il tuo primo pensiero non è risolverlo, ma finire sui giornali, allora c’è qualcosa che non va”. “In un governo ci si siede al tavolo tutti insieme e si lavora. Per il Paese. Questo ci chiedono gli italiani!”, conclude Di Maio.
(da “Huffingtonpost”)
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