Giugno 10th, 2019 Riccardo Fucile
PURO STILE MAFIOSO: LA BUSTA CONTENEVA LA CARTUCCIA E MINACCE A PATRONAGGIO E AI SUOI TRE FIGLI
Un proiettile, di piccolo calibro, con minacce di morte per il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e per i suoi tre figli sono arrivate in Procura ad Agrigento.
Sulla scrivania del procuratore capo è arrivata una busta regolarmente affrancata, all’interno della quale vi era il proiettile. Non vi sarebbero sigle e tutto sembrerebbe essere riconducibile – fatto in maniera “casareccia” – ad ambienti sovranisti eversivi.
Le indagini saranno coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta.
Non è la prima volta che accade. A metà dello scorso settembre, una lettera – con minacce di morte e un proiettile da guerra – era stata recapitata al quinto piano di via Mazzini, sede della Procura della Repubblica di Agrigento.
Il destinatario della lettera era il procuratore capo Patronaggio. In quella lettera si faceva riferimento al caso Diciotti e, dunque, all’inchiesta – partita da Agrigento – sul ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Anche allora la Procura di Caltanissetta, competente per territorio, aprì un fascicolo d’inchiesta e delle indagini si occuparono carabinieri e polizia. Quella precedente lettera di minacce e il proiettile da guerra – nonostante non siano mai arrivate conferme istituzionali al riguardo – parve, allora, che potesse essere arrivata, ad Agrigento, da ambienti paramilitari.
(da “Agrigentonews”)
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Giugno 10th, 2019 Riccardo Fucile
AVEVA UN PICCOLO STRISCIONE CON LA SCRITTA “AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO”… CALCI E PUGNI IN DIECI CONTRO UNO, SONO GLI EROI SOVRANISTI
Un ragazzo è stato picchiato durante un comizio di Matteo Salvini a Cremona per aver mostrato un piccolo striscione con la scritta “Ama il prossimo tuo come te stesso”. L’aggressione è stata immortalata in un video pubblicato sulla pagina Facebook di Giuseppe Civati:
Il racconto più completo della vicenda è quello contenuto in questo servizio di Paolo Zignani per TGNews: una decina di minuti dopo l’inizio del discorso di Salvini in piazza Roma a Cremona il ragazzo ha sollevato lo striscione.
A quel punto un individuo gli ha intimato di tirare giù “quella carta igienica” e un altro l’ha attaccato da dietro mentre diversi individui lo hanno aggredito con calci e pugni.Dopo l’intervento degli agenti in borghese lo stesso Salvini ha sfottuto il ragazzo colpito: “Lasciatelo da solo, poverino, dai, un applauso al comunista dei giardinetti perchè se non c’è noi non ci divertiamo”. Il ragazzo è stato anche colpito da uno schiaffo.
(da agenzie)
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Giugno 10th, 2019 Riccardo Fucile
IL CENTROSINISTRA VINCE A LIVORNO, PRATO, AVELLINO, ROVIGO, VERBANIA, REGGIO EMILIA, CREMONA, IL CENTRODESTRA A FERRARA, BIELLA, VERCELLI, FORLI’, ASCOLI, FOGGIA, POTENZA
Nei 15 capoluoghi la partita finisce fifty -fifty: il centrosinistra vince 7 città , Rovigo, Verbania,
Reggio Emilia, Prato, Livorno, Cremona, Avellino.
Il centrodestra si aggiudica Biella e Vercelli, Ferrara e Forlì, Ascoli Piceno, Potenza e Foggia.
A Campobasso vincono i grillini.
«Vinciamo anche a Cesena, Pontedera, Aversa e Casal di Principe», esulta il Pd. Che in Emilia è avanti a Carpi, perde Mirandola e si aggiudica Maranello, patria della Ferrari. Insomma, dai primi dati la nuova guardia Dem tira un sospiro di sollievo: pur avendo perso Ferrara e Forlì e anche altri comuni medi emiliani come Copparo e simbolici come Mirandola, «non è lo sfondamento che loro si immaginavano», commenta la responsabile enti locali del Pd Marina Sereni.
«La regione è contendibile ma noi teniamo». Gentiloni gongola: «Nella sfida delle città babbo Salvini non sfonda. Straordinario il nostro successo a Livorno».
Dunque al Nazareno in serata l’umore sale. Sarà per scaramanzia, ma Nicola Zingaretti segue i risultati da casa, lasciando al partito la responsabile enti locali Marina Sereni e pochi altri. La posta in gioco è altra.
La primazia tra i campanili d’Italia, non solo nelle grandi città , dove il Pd alle Europee è primo partito a Roma, Torino, Milano, Bologna, Firenze; ma anche nei capoluoghi del nord o del sud, o nelle regioni rosse, Emilia e Toscana, che la Lega cerca di espugnare. «Belle vittorie e belle conferme», gioisce pure Nicola Zingaretti.
(da “La Stampa”)
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