Destra di Popolo.net

IL CONSIGLIERE M5S A PROCESSO PER VIOLENZA PRIVATA E LESIONI AGGRAVATE

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

ANDREA BAMBACE E’ STATO DENUNCIATO DALLA SORELLA PER AVERLA AGGREDITA PER QUESTIONI DI DENARO

Sul suo profilo Facebook ha le foto assieme a due dei “big” del MoVimento 5 Stelle, una con Luigi Di Maio e l’altra con il Presidente della Camera Roberto Fico.
Ma Andrea Bambace, insegnante dell’Itis e già  candidato sindaco per il M5S a Castelfranco Veneto (Treviso) nel 2015   e attualmente consigliere comunale fa notizia per un altra ragione. Bambace infatti è stato rinviato a giudizio ed è a   processo con le accuse di violenza privata e lesioni aggravate.
I fatti risalgono al 2016 e a farne le spese è la sorella 61enne di Bambace con la quale a quanto pare da tempo i rapporti si sarebbero deteriorati.
Una vicenda privata dunque, che nulla avrebbe a che fare con l’attività  politica del consigliere pentastellato. È stata proprio la donna — che si è costituita parte civile — a denunciarlo dopo una lite che risale al marzo di tre anni fa. Stando a quanto riferisce la sorella da tempo Bambace la accusa di essersi appropriata di alcune somme di denaro che appartenevano alla madre.
Durante l’episodio contestato — che la donna descrive come un violento litigio — Bambace dopo aver incontrato la sorella a casa della madre non autosufficiente avrebbe colto l’occasione per accusarla di essersi rubata delle somme di denaro: «Come osi presentarti qui? Sono già  finiti i soldi che hai rubato nel 2008? Te la farò pagare. Io ti faccio finire in galera. Ladra e disonesta». Dopo di chè — denuncia la sorella — l’uomo avrebbe sottratto dalle mani della donna il telefonino e si sarebbe chiuso in bagno e dove avrebbe cancellato sia il filmato che una serie di messaggi di insulti che aveva inviato in precedenza. Una volta uscito (e qui al dire il vero la dinamica raccontata dal Corriere del Veneto è un po’ confusa) ci sarebbe stato un nuovo alterco perchè la sorella stava filmando tutto con lo smartphone.
Di nuovo Bambace avrebbe preso il telefono (che non si sa per quale motivo aveva riconsegnato) per cancellare il video e nel farlo avrebbe stretto con forza il braccio della donna. Il giorno successivo la sorella sarebbe andata a farsi medicare in Pronto Soccorso da dove venne dimessa con una prognosi di 20 giorni.

(da “NextQuotidiano”)

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MENO SOLDI PER LE VITTIME SUL LAVORO, ALTRO CHE GOVERNO DEL POPOLO

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

NON SOLO HANNO RIDOTTO DEL 30% I PREMI ASSICURATIVI, MA CON IL COMMA 1126 HANNO CANCELLATO IL DIRITTO AL RISARCIMENTO GIUDIZIARIO

Non solo subappalti liberi, anche meno soldi per le vittime sul lavoro.
Un binomio micidiale per un Paese che conta una media di tre morti bianche al giorno.*
Il “liberi tutti” arrivato qualche giorno fa con lo sblocca cantieri ha avuto un lungo e sostanzioso prologo nella legge di bilancio licenziata a dicembre.
In quella legge si è pensato di ridurre del 30% i premi assicurativi contro gli infortuni che le imprese hanno l’obbligo di pagare all’Inail, sempre in nome dei minori costi sul lavoro (a danno dei deboli).
E non contenti di questo, si è aggiunto anche un altro velenoso (e pericoloso) codicillo.
Si tratta del comma 1126, che con un tratto di penna cancella il diritto al risarcimento in caso di infortunio.
In che modo? Semplice: si stabilisce che se c’è un indennizzo Inail che equivale al risarcimento stabilito dal giudice, quest’ultimo si azzera. E non solo.
Se l’indennizzo Inail è superiore al risarcimento stabilito dal giudice, addirittura la vittima è chiamata al rimborso! Un vero mostro giuridico, e, diciamolo, anche civile.
La norma in buona sostanza confonde l’indennizzo con il risarcimento.
Il primo, quello liquidato dall’Inail, segue una logica assicurativa e si basa su specifiche griglie di applicazione.
Il secondo, invece, riguarda il danno ulteriore subito dalla vittima o dai suoi familiari come conseguenza del danno subito, e viene stabilito da un giudice in una causa civile.
Si tratta di due canali che la giurisprudenza tiene ben distinti. Lo ha confermato la stessa Corte di Cassazione in una sentenza dell’aprile scorso (n.9112).
“La differenza strutturale e funzionale tra l’erogazione Inail (…) e il risarcimento del danno secondo criteri civilistici — scrivono i giudici dell’Alta Corte — preclude di poter ritenere che le somme eventualmente a tale titolo versate dall’Istituto assicuratore possano considerarsi integralmente satisfattive del diritto al risarcimento del danno in capo al soggetto infortunato o ammalato”.
Insomma, in poche parole, un conto è la liquidazione Inail, altro conto è il danno civile: non si possono sommare capre e cavoli. Invece qui si detraggono soldi, e per di più alla parte più debole di tutti: i lavoratori infortunati e le loro famiglie.
Ma i giudici aggiungono anche che “l’assicurazione Inail non copre tutto il danno biologico conseguente all’infortunio o alla malattia professionale — si legge ancora nella sentenza — e ammettere il carattere assorbente della prestazione indennitaria implicherebbe una riduzione secca del livello protettivo”.
Più chiaro di così.
I sindacati sono sul piede di guerra. Pesa il taglio del 30% dei premi, pesa anche un’altra disposizione (sempre della finanziaria) che riconosce alle aziende la possibilità  di ridurre la liquidazione degli oneri per gli infortunati se solo dimostrano di aver introdotto qualche misura preventiva.
Ma la ciliegina è quella di far ripagare alle vittime i soldi versati dall’Inail se il giudice dovesse decidere che il danno è inferiore all’indennizzo.
“Così si abbassa la guardia sulla sicurezza sul lavoro — dicono al patronato Inca Cgil — e si cancella di fatto tutto il risarcimento per il danno non patrimoniale che si può subire a seguito di un incidente sul lavoro”.
Ma c’è un’arma che già  si sta profilando all’orizzonte: quella del ricorso alla Corte Costituzionale. È la stessa Cassazione a indicare la strada.
Nella sentenza citata i giudici sottolineano, infatti, che l’indennizzo trova il suo fondamento giuridico nei principi di solidarietà  sociale stabiliti nell’articolo 38 della Carta, mentre il risarcimento del danno lo trova nei valori della persona garantiti dall’articolo 32.
Tutta l’impalcatura disegnata nella Finanziaria potrebbe saltare. Ma prima che si arrivi a una sentenza, a pagare saranno i più deboli. Altro che governo del popolo.

(da agenzie)

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CINEMA AMERICA, I DUE AGGRESSORI DELL’EX FIDANZATA: “DI’ A CAROCCI DI STARE CALMO”

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

FERITA ALLA FRONTE DOPO L’INTIMIDAZIONE IN STILE MAFIOSO… GLI ISTIGATORI ALL’ODIO VOGLIONO RIPORTARE GLI ANNI DI PIOMBO IN ITALIA PER POI AUMENTARE LA REPRESSIONE: UN FILM GIA’ VISTO

Una nuova aggressione la scorsa notte ha preso di mira i ragazzi del Cinema America, l’associazione che negli ultimi anni a Roma ha riportato il cinema in piazza.
Vittima F.Z. l’ex ragazza del presidente dell’Associazione ‘Piccolo America’, Valerio Carocci.   La giovane, 29 anni, è stata spintonata, ferita e minacciata ieri sera nei pressi di piazza San Cosimato, nel quartiere romano di Trastevere.
Alcune persone, almeno due, le avrebbero detto “Di’ a Carocci di stare calmo” e le avrebbero spinto la testa contro il finestrino di una macchina. Poco dopo la ragazza si è recata al pronto soccorso del vicino ospedale Fatebenefratelli dove le è stata riscontrata “un’abrasione sulla regione temporale”, graffi sulla fronte con tre giorni di prognosi e tanto spavento. E il referto è stato subito inoltrato all’autorità  giudiziaria.
Sulla nuova vicenda indaga la Digos impegnata già , con i carabinieri, nelle indagini sulla precedente aggressione avvenuta sempre a Trastevere, nella notte fra sabato e domenica, contro quattro giovani che indossavano la maglietta del Cinema America per la quale sono stati identificati e denunciati quattro appartenenti a movimenti dell’estrema destra Blocco studentesco e Casapound.
Le vittime di quel raid, secondo gli aggressori, erano colpevoli di indossare magliette “antifasciste”. A una delle vittime è stato fratturato il setto nasale.
La questura di Roma “ha attivato adeguate misure di vigilanza in tutta l’area interessata dagli eventi dell’associazione ‘Piccolo America’, tese ad assicurare – si legge in una nota – che le attività  culturali e ricreative si svolgano in assoluta serenità “. E si stanno accertando collegamenti tra le due aggressioni.
“Prima quattro ragazzi ‘colpevoli’ solo di indossare una maglietta, ora anche una ragazza. Che vigliacchi. Gli episodi di violenza che, come ha accertato la Digos, sono collegati a militanti di #CasaPound sono vergognosi e non verranno mai tollerati in questa città . Vicini al #CinemaAmerica”. Così su Twitter la sindaca di Raggi.
“Oggi un’altra aggressione ai ragazzi del #CinemaAmerica. A una donna, “colpevole” solo di indossare una maglietta. È assurdo. Aspettiamo l’esito delle indagini ma, a prescindere dal caso in sè, ogni forma di violenza fisica o verbale va condannata senza esitazioni”, scrive sui social il vicepremier Luigi Di Maio.
E mentre una delegazione dell’Anpi ha già  montato il suo gazebo in piazza San Cosimato, si mettono concretamente a disposizione anche i ragazzi di Scomodo, un’altra associazione di studenti impegnata a rendere più viva e civile la città , redattori dell’omonima rivista. “Quello che sta succedendo nei confronti dei ragazzi del Cinema America è gravissimo, siamo spaventati e sconcertati da questo attacco nei confronti di tutti quelli che quotidianamente lavorano per rendere più vivi e luminosi i territori delle nostre città  costruendo percorsi partecipati e inclusivi”.
Per questo i ragazzi di Scomodo si impegnano a fare i turni tutte le notti intorno alle tre arene del cinema America, un cordone di sicurezza a Ostia, Tor Sapienza e San Cosimato perchè “la solidarietà  tra persone e realtà  culturali è fatta di rapporti, sostegno e anche presenza fisica”.
Stasera riprendono le proiezioni gratuite in piazza, nell’arena di Trastevere si prevede il pienone con Marco Bellocchio che parlerà  dal palco e non soltanto per presentare “Ultimo tango a Parigi” previsto nella programmazione.

(da agenzie)

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DI BATTISTA: “SE CADE IL GOVERNO CHIEDERO’ LA DEROGA ALLA REGOLA M5S DEI DUE MANDATI”

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

ASSICURA CHE SI CANDIDERA’: “SALVINI VUOL FARE CADERE IL GOVERNO”

Se mi lasci non vale. Alessandro Di Battista è convinto che Matteo Salvini vorrà  presto far cadere il Governo e prepara la strategia del giorno dopo.
Lo fa annunciando la volontà  di ricandidarsi, ma anche di portare con sè tutta la squadra M5S. “Se il governo dovesse cadere, da qui al 15 luglio, chiederei di non considerare questa legislatura” nel computo del limite dei due mandati previsto dalle regole M5S, ha detto nel corso della registrazione di Otto e Mezzo su La7.
“Io credo che Salvini voglia far cadere il Governo e provochi ogni giorno M5S per far cadere il Governo, anche perchè è spinto dal suo partito. Se lo farà , se farà  cadere il Governo per ragioni elettorali, affari suoi. Io lo racconterò a destra e a manca” prosegue Di Battista, che si sofferma poi sull’alleato nell’esecutivo.
“Salvini non è un fascista, è diventato conformista. Prima di ‘prima gli italiani’ ha scelto Radio Radicale..” sottolinea. “Nel mio libro pubblico un sms che ho inviato a Salvini. Gli ho scritto ‘molla Berlusconi, il partito e i suoi costumi’”. Ed ancora: “Salvini è efficace in questa fase ma attenzione perchè anche Renzi è stato efficace, in una certa fase. Ma tra essere furbi e essere bravi, c’è una bella differenza…”

(da “Huffingtonpost”)

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CASALEGGIO REGISTA, DI BATTISTA BOMBER: MOVIMENTI AI VERTICI DEL M5S

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

IN ATTESA DI UN RUOLO, DI BATTISTA SI PREPARA A UNA SETTIMANA SOTTO I RIFLETTORI

Qualcosa ai piani alti del Movimento 5 Stelle si muove. “Quando tra il Transatlantico e il cortile di Montecitorio si creano i capannelli vuol dire che i parlamentari sono in subbuglio”, osserva un deputato grillino.
E oggi a creare scompiglio è l’intervista di Massimo Bugani, apparsa sul Fatto Quotidiano lasciando tutti un po’ interdetti. Intanto bisogna contestualizzare chi è Bugani.
Da tutti chiamato “Max” è socio fondatore di Rousseau, tra gli uomini più vicini da sempre a Davide Casaleggio, attualmente consigliere comunale di Bologna e vicecapo della segretaria particolare di Luigi Di Maio a palazzo Chigi.
Sta di fatto che, quando si muove lui, il collegamento con il figlio del fondatore del Movimento diventa quasi inevitabile.
Quindi a tutta pagina Bugani afferma: “Di Battista è il nostro numero nove, l’attaccante. E ci serve per fare gol”.
Parole che non sono state accolte con piacere dai parlamentari nè tantomeno dai ministri a quali proprio Dibba ha riservato diverse bordate negli ultimi giorni. In più Bugani ha immaginato un ruolo per Di Battista, non per sostituire Di Maio ma “in base alla situazione”.
Non sfugge che questi sono giorni cruciali per il futuro del governo. Il mantra tra i grillini è “dobbiamo tirare fino al 20 luglio per evitare di andare al voto a settembre”. Intanto però non è escluso che ci si prepari a ogni tipo di eventualità .
I più maligni vedono anche un asse Casaleggio-Bugani-Di Battista che studierebbe che mosse far fare “all’attaccante” se tutto dovesse venir giù.
Desta poi molta curiosità  l’intervista, che sabato sera al villaggio Rousseau di Catania, Davide Casaleggio farà  a Di Battista in un momento in cui buona parte del Movimento, almeno chi ha un ruolo attivo in Parlamento, comincia a mal sopportare chi dall’esterno critica l’operato dopo essersi tirato indietro.
Di Battista quindi sarebbe dovuto partire per l’India e invece, almeno per ora, girerà  l’Italia per presentare il suo ultimo libro dal titolo “Politicamente scorretto”. I parlamentari 5Stelle temono che, da un palco all’altro, e tra una tv e l’altra (oggi a Otto e mezzo su La7, domenica a In mezz’ora in più su Rai3) possano arrivare nuove bordate: “Il sospetto che Alessandro Di Battista faccia sul serio c’è. È innegabile”.
Ovvero che voglia ritagliarsi un nuovo ruolo da leader dentro il Movimento, se a scapito o meno di Di Maio sarà  tutto da vedere. Per adesso, stando ai fatti, gli attacchi al governo (“burocrati chiusi nei ministeri”) non sono andati giù, per esempio Alfonso Bonafede non esita a farlo notare: “Trovo l’espressione infelice, non la condivido”.
Gran parte del Movimento prende le distanze dal “Dibba”, da sempre stato il più movimentista di tutti. “Qui dentro nessuno è dalla sua parte”, fa presente un deputato tra i più alti in grado. Ma l’intervista di Bugani lascia pensare che invece i vertici di Rousseau stiano progettando un’altra “partita”, per restare nel solco dell’attaccante.
È tutto molto liquido, per adesso. Così come le nuove regole e la nuova struttura di cui il Movimento dovrebbe dotarsi stentano a decollare. Di Maio ha incontrato tutti, consiglieri comunali, sindaci, consiglieri regionali.
Tra le ipotesi oltre a dare la possibilità  di un terzo mandato a chi è stato due volte consigliere comunale, vi è anche quella di poter interrompere il mandato da consigliere comunale in caso di candidatura alle elezioni regionali.
A breve si vota in Emilia Romagna e potrebbe essere questo il primo banco di prova. Ma è ancora tutto in divenire. Così come sono stati attenzionati sottosegretari e viceministri, ma i moduli delle cosiddette ‘graticole’ per ora sono rimasti nel cassetto. Tutto potrebbe slittare a dopo il 20 luglio, la data segnata in rosso sul calendario per capire che ne sarà  del governo perchè da ciò dipenderà  anche il futuro del Movimento e del suo capo politico.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: governo | Commenta »

CALENDA E LA POLO DELLE LIBERTA’

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

SULLA POLEMICA DELLA LACOSTE INDOSSATA DALL’EX MINISTRO

Carlo Calenda, al netto del suo eccellente lavoro da Ministro del Lavoro (certo, dopo è venuto Di Maio, rispetto al quale sembrerebbe Churchill anche un comodino) è divorato da una personalità  social alla Dorian Gray, quella di uno che sbrocca in pubblico mentre il gemello in soffitta elabora piani decisivi per salvare posti di lavoro. Inoltre è permaloso come un nido di tarme.
Ciononostante vorrei cogliere l’occasione per esprimergli la mia totale, assoluta, incondizionata solidarietà  per la campagnuccia di cui è stato oggetto su Twitter per aver registrato un video nel quale indossava una maglietta di marca Lacoste. L’indumento gli ha provocato le analisi indignate di alcuni commentatori, qualcuno persino noto, che l’hanno accusato di esibire un simbolo padronale e di rappresentare perciò lo scollamento tra la cosiddetta “sinistra” e il popolo.
Due rilievi.
Il primo: Calenda è di sinistra come io sono Mister Universo.
Il secondo: le Lacoste si comprano a prezzi di saldo negli outlet che normalmente frequenta pure il sottoscritto e accusare di offesa al proletariato chi le porti è il corrispettivo di quelli che “eh, ma i negri hanno persino il cellulare”.
Ripigliatevi.

(da “La Repubblica”)

argomento: Costume | Commenta »

CHIARA APPENDINO E LA CONSULENZA A SUA INSAPUTA

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

LA DIFESA DELLA SINDACA: “ASSEGNATA AL MIO PORTAVOCE CONTRO LA MIA VOLONTA’ E A MIA INSAPUTA”

La consulenza della Fondazione per il Libro a Luca Pasquaretta, all’epoca portavoce di Chiara Appendino, è stata assegnata “contro la mia volontà  e a mia insaputa”.
Lo ha affermato la sindaca di Torino ai magistrati che questa mattina l’hanno interrogata in procura. Appendino rende noto di avere anche “prodotto ai Pubblici Ministeri materiale attestante quanto da me riferito”.
“Ho dimostrato agli inquirenti, richiamando il mio intervento in Consiglio del febbraio 2017 dove avevo chiaramente espresso la mia contrarietà  a qualunque tipo di assegnazione di incarico consulenziale con retribuzione economica — ha aggiunto Appendino -, di non essere stata a conoscenza del successivo sviluppo”.
I torinesi sanno, ad esempio, che la Appendino aveva espresso ad esempio la sua contrarietà  alla costruzione di supermercati per avere gli oneri accessori, eppure poi la sua giunta li ha fatti fare. E quindi? “Ero convinta che tutti avessero preso atto di tale mia ferma posizione — ha insistito la prima cittadina — e quando invece il 4 maggio del 2018, cioè un anno dopo la fine dell’incarico, venni a sapere da una testata giornalistica che la consulenza era stata assegnata, immediatamente reagii — ha ribadito — lamentando l’assegnazione dell’incarico contro la mia volontà  e a mia insaputa”.
La storia riguarda Pasquaretta, detto Pitbull per il suo atteggiamento non propriamente socievole nei confronti dei giornalisti, il quale dopo essere stato cacciato ha detto che si è preso l’avviso di garanzia destinato alla sindaca: il fatto che si trattasse di una sciocchezza è testimoniato dall’avviso di garanzia di oggi.
Per il pm Gianfranco Colace, titolare del fascicolo, Appendino era informata dell’incarico da 5 mila euro chiesto (e ricevuto) dal suo principale collaboratore dell’epoca, e lo era anche della sua natura fittizia, dal momento che nei 17 giorni della consulenza — durante l’edizione 2017 del Salone — Pasquaretta trascorse almeno dieci ore al giorno in Comune (come dimostrano le bollature) e fu molto presente anche tra gli stand del Lingotto ma sempre seguendo come un’ombra la sindaca.
Pasquaretta faceva parte del trittico che avrebbe dovuto governare Torino insieme a quel talento indiscusso della comunicazione che risponde al nome di Paolo Giordana, che invece era il Rasputin della sindaca: lui è stato beccato a chiamare la municipalizzata dei trasporti torinese per far togliere la multa a un amico.
Pasquaretta è indagato nella vicenda di un evento collegato a Piazza San Carlo, che sta diventando ormai l’evento pubblico attorno al quale ruotano i destini dell’intera giunta grillina.
I pm hanno scoperto che quello di Parco Dora è stato un evento “fantasma”, messo in piedi senza chiedere nemmeno l’occupazione del suolo pubblico e a quanto risulta non ci fu neppure il sopralluogo della Commissione di vigilanza della prefettura, a differenza di quanto avvenne per piazza San Carlo, sebbene la proiezione sotto la tettoia dello strippaggio di Parco Dora fosse inserita nei comunicati ufficiali del Comune.

(da “NextQuotidiano”)

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SBARCO BEFFA A LAMPEDUSA: IN 45 APPRODANO SULL’ISOLA SENZA CHE SALVINI SE NE ACCORGA

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

PORTI CHIUSI PER BARCHINI E BARCONI? NE ARRIVANO A DECINE ALLA FACCIA DI SALVINI… E INIZIANO LE MANIFESTAZIONI DI PROTESTA A LAMPEDUSA PERCHE’ SI ACCOLGANO I MIGRANTI DELLA SEA WATCH E SI PONGA FINE A UN DIVIETO ILLEGALE

Poco fa 45 migranti sono arrivati autonomamente a bordo di una piccola barca in legno a Lampedusa.
Sono stati portati a terra da una motovedetta della Guardia di finanza che li ha avvistati quando erano già  in prossimità  dell’isola.
I migranti ( tra cui due bambini ed una donna incinta) provengono da Kenya, Somalia, Costa d’Avorio e Senegal. Molte delle persone sbarcate erano visibilmente disidratate per il viaggio. I migranti sono stati portati nell’hotspot dell’isola. A darne notizia i volontari di Mediterranean hope.
Da questa sera intanto a Lampedusa partirà  una manifestazione di protesta per chiedere lo sbarco dei 43 a bordo della Sea Watch.
“Dormiremo sul sagrato della Parrocchia San Gerlando a Lampedusa, fino a quando i naufraghi e l’equipaggio a bordo della Sea-Watch non verranno fatti scendere a terra, in un porto sicuro, come è giusto che sia – dicono gli attivisti del Forum Lampedusa solidale – A Lampedusa, decine e decine di volte in questi anni le persone migranti hanno scelto la parrocchia di San Gerlando come luogo in cui riunirsi e incontrare chiunque fosse disponibile a conoscerli, parlare con loro e ascoltarli. A 15 miglia da Lampedusa, i passeggeri della SeaWatch3 non hanno quella stessa opportunità  – sottolinea il Forum -, guardano le luci dell’isola e aspettano di conoscere il proprio destino. L’Europa e l’Italia continuano a negare loro il permesso di toccare terra”.
Anche l’Oim ( l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) lancia un appello “affinchè sia garantito quanto prima un luogo di sbarco sicuro per migranti soccorsi lo scorso 12 giugno nel Mediterraneo dalla nave SeaWatch3. La situazione nel paese resta ancora estremamente pericolosa a cause dei violenti scontri militari che anche in questi giorni stanno continuando intorno alla capitale e che dall’inizio di aprile hanno causato oltre 90.000 sfollati”, afferma Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento Oim del Mediterraneo.
“Si tratta di un contesto molto drammatico, confermato anche dai migranti sbarcati recentemente in Italia. Inoltre è necessario ancora sottolineare come, dopo lo sbarco sulle coste libiche, i migranti – compresi i bambini – sono inviati in centri di detenzione le cui condizioni sono ancora da considerarsi inaccettabili e inumane. Resta ancora impossibile garantire la protezione dei diritti dei migranti trasferiti in questi centri. Suscita inoltre grave preoccupazione che in assenza di interventi da parte dei governi per ridurre i morti in mare, le operazioni di soccorso delle organizzazioni non governative siano deliberatamente scoraggiate”.

(da agenzie)

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AUTOGOL DI SALVINI SU TWITTER, ATTACCA UNA ROM “MALEDETTA LADRA” E VIENE MASSACRATO DI CRITICHE: “TRA LADRI..”

Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile

“BENE TUTTI IN GALERA, ANCHE CHI HA RUBATO 49 MILIONI”…”GUARDA IN CASA TUA”… “FATELE 80 ANNI DI RATEIZZAZIONE”…”STERILIZZAZIONE OBBLIGATORIA? E QUESTO SAREBBE UN MINISTRO?

“Questa maledetta ladra in carcere per trent’anni, messa in condizione di non avere più figli, e i suoi poveri bimbi dati in adozione a famiglie perbene. Punto”.
Critiche sui social per un violentissimo tweet di Matteo Salvini a commento di un articolo del sito del Giornale dedicato alla storia di una donna rom dal titolo “Viene liberata perchè è incinta: madame furto’ deruba un’invalida”.
§Ma il feroce tweet che evoca anche la sterilizzazione in carcere ha un effetto boomerang per il leader leghista.
Numerosi sono infatti i commenti di chi rinfaccia a Salvini ministro dell’Interno di prendersela con una rom lui che non ha mai voluto dire che fine abbiano fatto i 49 milioni di soldi di contributi elettorali truffati dalla Lega.
“Hai ragione capitano, i LADRI dovrebbero stare TUTTI in galera, anche quelli che hanno rubato milioni di euro!” afferma Pietro Ingargiola.
I ministro dell’Interno leghista viene subito ‘impallinato’ dal primo commento sotto il suo cinguettio. “Tra ladri!”, ri-cinguetta Tigreca.
“Pensa a quanti politici rubano da anni, la gamma delle ruberie come ben sai è molto vasta, non sono incinti e sono ancora in giro….!”, incalza Algio.
“Il Ministro degli Interni della Repubblica Italiana, ancora una volta tratta la Costituzione Italiana come carta igienica. Art. 54: ‘I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore'”, dice J-wise.
“Propongo di concederle 80 anni di rate per permetterle di restituire il bottino”, interviene Chiara Giovanelli riferendosi alle rate concesse alla Lega per restituire il 49 milioni di contributi elettorali truffati agli italiani, soldi che Salvini non ha mai detto dove siano finiti.
“A buttare fango sei molto bravo, guarda in casa tua, c’è peggio”, risponde Francesco Biancheri. “Ho letto bene? Stiamo davvero parlando di sterilizzazione obbligatoria?? Che Paese siamo diventati”, chiede Marco Isceri.

(da agenzie)

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