Giugno 19th, 2019 Riccardo Fucile
IL BAVARESE SEEHOFER COMMENTA L’ASSASSINIO DEL POLITICO LUEBCKE AD OPERA DI UN ESTREMISTA RAZZISTA
Pericolo neonazista: l’uccisione di un deputato regionale pro-migranti, esponente del partito di Angela Merkel (Cdu), per il quale è sospettato un simpatizzante neonazista, costituisce un “segnale d’allarme” per tutta la Germania. Lo ha affermato il ministro dell’Interno tedesco, il bavarese Horst Seehofer.
“Un attacco di estrema destra contro un rappresentante di alto rango dello Stato costituisce un segnale d’allarme ed è rivolto contro noi tutti”, ha affermato Seehofer in conferenza stampa a Berlino
Il deputato locale e alto funzionario dell’Assia, Walter Luebcke, è stato ritrovato con una pallottola nella testa il 2 giugno nella sua abitazione a Kassel.
Era noto per le sue prese di posizione favorevoli a una politica di accoglienza dei richiedenti asilo promossa dalla cancelliera tedesca Angela Merkel nel 2015 e 2016.
Nel fine settimana la polizia ha arrestato un uomo di 45 anni, noto per avere fatto parte del movimento neonazista Combat 18 e già condannato in passato per avere accoltellato un uomo di origini straniere a Wiesbaden e avere fatto esplodere una bomba artigianale davanti a un centro profughi. “Non sappiamo se abbia agito da solo o se si tratti di una rete”, ha aggiunto Seehofer.
(da agenzie)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
DOVE CI STA PORTANDO IL POPULISMO… NEANCHE SI ACCORGONO CHE LA LACOSTE LA INDOSSANO PURE SALVINI, DI MAIO DI BATTISTA
Se non altro abbiamo trovato risposta all’atavica domanda: il coccodrillo come fa? Il suo verso
animalesco è quello degli slogan populisti, fatti di mozioni spesso prive si significato e di fondamento, oltre che di parole lanciate al vento senza prima verificare se ciò che si sta dicendo sia reale o falso. §
E la polemica social attorno alla polo Lacoste indossata da Carlo Calenda durante una diretta video sui social, si trasforma in un boomerang che, però, mostra quanto il web sia ormai dopato da sterili polemiche.
Nessuno, o quasi, ha infatti commentato quei quattro minuti e 32 secondi del discorso fatto dall’ex ministro dello Sviluppo Economico. Tutti ad affannarsi a partecipare alla battaglia sul coccodrilo.
Come se indossare una polo di marca fosse un motivo per cui una persona non possa parlare dei veri problemi del Paese.
Tutto è partito da un tweet di un utente che, rivolgendosi al video di Carlo Calenda — dal titolo “Il giorno della Marmotta” — ha spostato la sua attenzione sull’abbigliamento dell’ex ministro: «Salve Carlo Calenda, lei potrà dire cose intelligentissime,ma ad italiano medio resterà impresso il coccodrillo sulla sua maglietta. Non c’è un solo video nel quale Salvini ha un indumento che un giovane pagato mille euro non può comprare. Il nostro fallimento è di percezione».
Come mostrato nel collage di foto a corredo dell’articolo — e non è un atto d’accusa, anzi — il discorso fatto da questo utente (che ha scatenato un vero e proprio pandemonio sui social) è fallace, ricco di errori e condito da populismo.
Abbiamo scelto tre foto (oltre a quelle del già citato Calenda) comparse sui vari profili social dei tre personaggi che meglio hanno rappresentato il populismo negli ultimi tre anni: Di Maio, Salvini e Di Battista.
Tutti e tre hanno nel loro armadio almeno una polo Lacoste. E, tra le tante cose, non si tratta neanche del marchio più costoso al mondo dato che — tra negozi e portali — si possono trovare a prezzi che variano tra i 39 e i 90 euro.
Cosa vuole significare tutto questo? Nulla. Si tratta solamente di una sottolineatura di come sui social si sia data importanza a un giudizio di un utente sull’abbigliamento di Calenda piuttosto che ai suoi quattro minuti e 32 secondi di discorso sulle divisioni all’interno del Partito Democratico, sulle correnti e sui piani e patti futuri per far ripartire i dem dopo l’ennesima e atavica frattura dopo il caso Lotti.
Ma sui social abbiamo dato da mangiare al coccodrillo, l’unico a uscire con la pancia piena da questo populismo.
(da agenzie)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
“NON HA ASSIMILATO CHE IL PESCATORE ERA GESU’ CRISTO E AVEVA AMORE PER GLI ULTIMI”
In principio fu Francesco Guccini a criticare Matteo Salvini, dicendo che, se era vero che il ministro dell’Interno aveva ascoltato le sue canzoni, è pur vero che Dante Alighieri viene letto da cani e porci.
Poi, è stata la volta di Francesco De Gregori, che aveva bollato la proposta leghista di introdurre una quota sovranista alle canzoni italiane in radio come una vera e propria stronzata.
Non potendo Fabrizio De Andrè replicare a Salvini, ci ha pensato il figlio, Cristiano De Andrè, al termine della presentazione del concerto del prossimo 29 luglio all’Arena di Verona insieme alla Pfm.
È nota a tutti la passione di Salvini per la musica di De Andrè (così come per quella di tutti gli altri cantautori italiani). Addirittura, nel ricordare l’anniversario della scomparsa di Faber, qualche mese fa il ministro dell’Interno utilizzò una citazione de Il Pescatore, condividendo il proprio pensiero sui social network.
Ai giornalisti che gli hanno chiesto cosa pensasse di questa passione di Salvini per le canzoni del padre e, in modo particolare, de Il Pescatore, Cristiano De Andrè ha risposto in maniera molto critica. «Salvini dice di essere un grande fan di mio padre ma credo si sia fermato a ‘Il pescatore’, non capendo che il ‘pescatore’ era Gesù Cristo, viene da una novella ecclesiastica. Forse non lo ha assimilato ed è rimasto al la la la la la la la».
La canzone a cui si fa riferimento è una delle ballate più famose di Fabrizio De Andrè. Oltre al testo profondo e alla metafora evangelica (intrisa di rispetto e di pietà per gli ultimi), è diventata famosa anche per il suo ritornello orecchiabile e per quel jingle che unisce strofe di una intensità tipica dell’opera d’arte con il semplice e spiazzante «la la la la la la la».
L’ennesima stoccata a Matteo Salvini dal mondo della musica cantautoriale. L’unico — a quanto pare — che non riesce proprio a immedesimarsi nel pensiero e nell’azione del leader politico del momento.
(da agenzia)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
UN VIDEO DENUNCIA UNA INCOMPRENSILE AZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE
In un video pubblicato dalla pagina Facebook “Momenti” si vede lo scontro tra polizia e sindacalisti di
SiCobas durante un picchetto di fronte allo stabilimento Italpizza a San Donnino:
La persona aggredita, un coordinatore, ha spiegato di essersi avvicinato al gruppo di poliziotti e manifestanti per cercare di allentare il clima di tensione che si stava creando ma di essere stato aggredito: “Dietro la camionetta i carabinieri mi stringevano il collo soffocandomi, e mi hanno minacciato dicendo: ti conosciamo, occhio che finisci male…”.
I lavoratori Italpizza protestano da mesi. 600 dipendenti, di cui solo 80 assunti direttamente; il resto tutti precari in capo a un paio di cooperative riconducibili alla proprietà .
È proprio sull’aumento dei salari degli operai in capo alle due cooperative, Evologica e Cofamo, che ieri a a Palazzo Europa si è aperta la trattativa tra i sindacati confederali e i rappresentanti di Italpizza. Dall’incontro invece è stato escluso il Si Cobas.
(da agenzie)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
DOMENICA HA SALVATO DUE BIMBI DALL’AFFOGAMENTO TUFFANDOSI VESTITO IN MARE E RIPORTANDOLI A RIVA
“Domenica sono uscito in bicicletta per fare una passeggiata al mare. Ho visto un bambino che gridava ‘aiuto’. Sono riuscito a portare fuori dall’acqua lui e una bambina, poi sono venuti in tanti a ringraziarmi. La bambina aveva bevuto più acqua, ma stava bene”.
Omar, un ragazzo egiziano, è ospite da due anni di un centro d’accoglienza di Latina. Domenica ha salvato due bimbi che rischiavano di annegare in mare. Si è tuffato, senza neanche togliersi i vestiti e perdendo anche il suo telefono, e ha riportato a riva i due piccoli. “Sto da due anni in italia, sono egiziano. Ho vissuto cinque anni in libia, poi sono venuto qua. C’è sempre guerra là . Sono venuto con la barca, è stato brutto. A Latina mi sento come a casa. Da sette anni non vedo mia madre, vorrei rivederla, questa è la cosa più importante della mia vita”, ha raccontato il ragazzo alle telecamere di Fanpage.it
“Lavoro nel centro di accoglienza dove è ospite Omar. E’ una bella storia perchè ha compiuto un bel gesto nei confronti del paese che lo ospita. Lui è molto buono, altruista, partecipativo, partecipa a tutte le attività del centro”, spiega la psicologa di Astrolabio, Maria Domenica Felici. “Una cosa impostante è bene sottolineare: questo ragazzo, come tanti altri, viene dal mare. Nel mare hanno vissuto traumi importanti che si portano dietro per tanto tempo e dove hanno vissuto tante esperienze brutte. Non ha esitato un minuto a tuffarsi vestito. Una cosa istintiva, ma venuta dal cuore”.
(da Fanpage)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
SONO GIOVANI VICINI A ORGANIZZAZIONI DI ESTREMA DESTRA
Quattro persone ritenute responsabili dell’aggressione avvenuta nella notte tra sabato 15 e domenica 16
giugno ai danni dei ragazzi che indossavano le magliette del cinema America nel quartiere di Trastevere sono stati identificati dalla Polizia.
Secondo quanto riportato da Corriere i giovani sono stati portati in Questura per essere interrogati.
Le indagini sono state condotte dalla Digos della questura di Roma, mentre la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per lesioni aggravate. I ragazzi sarebbero vicini a organizzazioni di estrema destra.
Nella notte tra il 15 e il 16 giugno 2019 quattro ragazzi sono stati aggrediti nel quartiere romano di Trastevere perchè indossavano la maglia del Cinema America.
“Hai la maglietta del Cinema America, sei antifascista, levati subito sta maglietta, te ne devi andare via da qua”: è iniziato così il diverbio, terminato in una violenza fisica.
Bottigliate, pugni, insulti e testate con minacce per costringere i ragazzi a levarsi le magliette con il logo del Cinema America: questo il racconto dei ragazzi aggrediti.
Un attacco violento nel cuore di Roma avvenuto intorno alle 4 del mattino, compiuta da una decina di individui di circa trent’anni contro quattro ragazzi che, come detto, avevano passato la serata anche in Piazza San Cosimato per seguire le proiezioni all’aperto organizzate dal Cinema America.
(da agenzie)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
LE MISURE ANNUNCIATE DA DRAGHI AIUTERANNO L’ECONOMIA DELL’ITALIA CHE GRAZIE AI DAZI DI TRUMP IN ANNO HA PERSO QUASI 2 MILIARDI DI EURO..E CON CHI STANNO I SOVRANISTI VENDUTI? CON IL NOSTRO CARNEFICE
Mentre Salvini se ne parte per l’America come il ragazzo di campagna di Pozzetto se ne andava in città e scambia Washington per Philadelphia, Donald Trump scomunica Mario Draghi equiparando l’Europa alla Cina, contro cui attualmente è in guerra (commerciale). Ma cosa ha fatto il capo della Banca Centrale Europea per far arrabbiare il presidente degli Stati Uniti tanto da spingerlo a un attacco diretto su Twitter?
Al simposio delle banche centrali in quel di Sintra in Portogallo Draghi ha annunciato un nuovo stimolo all’economia europea: “Nelle prossime settimane il Consiglio direttivo delibererà in che modo i nostri strumenti possono essere adattati alla severità del rischio alla stabilità dei prezzi. Manteniamo la capacita’ di rafforzare la nostra forward guidance modificando il suo bias e la sua condizionalità per tener conto delle variazioni negli aggiustamenti del percorso di inflazione”.
Questo si applica, ha detto, a tutti gli strumenti di politica monetaria: “Ulteriori tagli dei tassi di interesse e misure per mitigare eventuali effetti negativi rimangono parte dei nostri strumenti e il programma di acquisto di bond ha ancora considerevole spazio a disposizione”.
Le parole di Draghi hanno provocato la ripresa delle Borse e, soprattutto, il calo degli spread tra cui quello tra Italia e Germania, arrivato ai minimi da aprile.
Ma è interessante anche segnalare cosa lo ha spinto a fare queste valutazioni: “Guardando in prospettiva, i rischi per l’outlook rimangono orientati al ribasso e gli indicatori per i prossimi trimestri puntano a una debolezza persistente”, ha detto, “i rischi che sono stati prominenti per tutto l’ultimo anno — ha aggiunto — in particolare i fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilità dei mercati emergenti non sono scomparsi e continuano a pesare in particolare sul settore manifatturiero”.
Con chi ce l’ha Draghi quando parla della minaccia del protezionismo? Ma con Trump, che domande.
E dietro tutte quelle parole difficili il governatore centrale sta dicendo una cosa molto semplice che riguarda il presidente degli Stati Uniti. Perchè è lui il protezionista che mette in difficoltà l’economia europea. E quella italiana: la guerra dei dazi è già costata lo scorso anno 1,7 miliardi all’Italia e il conto potrebbe salire (secondo stime del centro studi Confindustria) a 8,5 miliardi entro il 2021.
In caso di conflitto commerciale limitato al fronte Usa-Cina, vincerebbero le piastrelle, la moda di fascia media, il tessile e la meccanica italiana, che diventerebbero più competitivi negli States rispetto ai rivali di Pechino. A perdere sarebbe invece la componentistica auto.
Se scoppia il conflitto commerciale globale, invece, molti cavalli di battaglia del made in Italy sarebbero a rischio: il Prosecco e il Campari, per dire, minacciati dai balzelli di Trump, Leonardo che faticherebbe a vendere i suoi elicotteri, l’olio d’oliva, il pecorino (i 2/3 della produzione vanno negli Usa). Il 50% dei 4,3 miliardi di prodotti alimentari venduti agli Usa sarebbe colpito da dazi.
“Il Quantitative Easing ha ancora notevoli margini”, ha detto oggi Draghi rispolverando il suo bazooka. Quello del 2015 ha superato di gran lunga i 700 miliardi di euro nel primo anno di azione, ben più delle previsioni più allegre che arrivavano a seicento. A beneficiarne di più è stata la Germania, proprio il paese che l’aveva più osteggiato. Ma anche l’Italia deve ringraziare visto che il nostro Paese, da solo, ha potuto usufruire di 362 miliardi di acquisti di bond.
Ora quindi ce n’è abbastanza per capire che Draghi è un europeo che ha a cuore l’intero Vecchio Continente e sta agendo per il meglio della sua intera economia.
È un patriota. E infatti un nemico — come il presidente USA — lo osteggia e continua a twittare contro di lui. Dovrebbe invece sostenerlo con tutte le sue forze il governo italiano perchè non vi sarà sfuggito che l’azione annunciata dalla BCE va ad aiutare anche chi soffre di alti spread perchè gioca a rimpiattino con l’uscita dall’euro. Soprattutto loro.
E invece da una parte c’è uno che pensa a Rocky perchè non gli fanno fare un selfie con Trump ma annuncia che l’Italia sarà il miglior alleato degli Stati Uniti (Salvini), dimostrando di non aver ancora capito cosa gli stia succedendo intorno.
Dall’altra c’è Di Maio che se ne sta zitto perchè almeno lui ha imparato — troppo tardi — che è meglio fare scena muta e sembrare di essere stupidi che aprire bocca e togliere a tutti ogni dubbio.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
“IL CORAGGIO UNO, SE NON CE L’HA, MICA SE LO PUO’ DARE” (PROMESSI SPOSI)… PRASSI INUSUALE, TIPICA DEI REGIMI… TANTO NON FINISCE QUI
Nel giorno in cui il Consiglio d’Europa richiama l’Italia chiedendo di dare subito un porto ai migranti a
bordo della Sea Watch 3, il Tar del Lazio respinge il ricorso della ong per contestare il divieto di ingresso in acque territoriali dell’imbarcazione che si triva a sud di Lampedusa con a bordo 43 migranti soccorsi una settimana fa.
“Non abbiamo ancora ricevuto nulla e, anzi, ci sembra piuttosto inusuale che altri vengano a conoscenza di una decisione del tribunale prima ancora che ne siano informate le parti” dice il legale Lucia Gennari.
L’istanza cautelare contro il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali era stata presentata dagli avvocati ieri: si chiedeva, in particolare, la sospensione d’urgenza della direttiva del 13 giugno e del divieto d’ingresso firmato dai ministri Salvini, Toninelli e Trenta il 15 giugno.
“Attendiamo di vedere il provvedimento — dice ancora l’avvocato Gennari — e poi valuteremo cosa fare, anche perchè l’istanza di sospensione non è l’unico strumento a disposizione per ricorrere contro il provvedimento”.
(da agenzie)
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Giugno 18th, 2019 Riccardo Fucile
DA VERO STATISTA DISSE: “DIFENDERO’ QUALSIASI LEGHISTA CHE VENGA INDAGATO DA QUELLA SCHIFEZZA CHE E’ LA MAGISTRATURA ITALIANA CHE E’ UN CANCRO DA ESTIRPARE”
Domani inizia il processo nei confronti di Matteo Salvini per vilipendio dell’organo giudiziario.
Racconta oggi La Stampa in un articolo a firma di Giuseppe Legato che in aula sarà il Procuratore Aggiunto Emilio Gatti (capo del pool che indaga anche sui reati a sfondo politico) a rappresentare l’accusa dopo aver seguito come titolare l’intera inchiesta ereditata dall’ex capo dei pm Armando Spataro andato in pensione a dicembre 2018.
Nel marzo scorso i legali di Salvini avevano chiesto che l’inchiesta venisse avocata dalla procura generale. Con una motivazione chiara: e cioè che alcune delle frasi pronunciate dall’imputato e finite al centro delle contestazioni del pm fossero state decontestualizzate rispetto al senso generale del discorso tenuto dal vicepremier a Collegno.
Era il 14 febbraio 2016, congresso della Lega piemontese. Disse, secondo la ricostruzione dell’accusa: «Qualcuno usa gli stronzi che mal amministrano la giustizia. Difenderò qualunque leghista — disse Salvini — che venga indagato da quella schifezza che è la magistratura italiana che è un cancro da estirpare».
La frase fu pronunciata in riferimento al rinvio a giudizio di Edoardo Rixi, all’epoca vicesegretario nazionale della Lega, nell’inchiesta sulla presunta Rimborsopoli ligure.
Inutile star lì a ricordare che alla fine Edoardo Rixi è stato condannato mentre giova segnalare che il rischio prescrizione per l’accusa è stato per ora scongiurato, nonostante la curiosa richiesta da parte dei legali del ministro dell’interno di fare nuove indagini. Ora il giudizio. Nel contratto tra Lega e M5S c’è scritto che chi viene condannato dovrà dimettersi.
(da “NextQuotidiano”)
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