Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
SVELATE DAL SILP LE BUFALE DI SALVINI SUI NUOVI AGENTI ASSUNTI (ERANO STATI DECISI DA GENTILONI)… SALVINI HA STANZIATO MENO QUATTRINI DEI GOVERNI PRECEDENTI
In un colloquio con Fanpage.it, Daniele Tissone, segretario generale del Sindacato Italiano Lavoratori Polizia (Silp), ha spiegato l’iniziativa di pubblicare sul sito un contatore che ricorda al governo italiano i 156 giorni passati dalla scadenza del contratto delle forze dell’ordine: “Qui si fanno tanti discorsi, in particolare il vicepresidente del Consiglio, sui poliziotti, ma poi non sono stati rinnovati i contratti”.
Il segretario generale di Silp, Daniele Tissone, ha spiegato: “Noi vogliamo tenere alta l’attenzione, il 17 aprile siamo andati fuori dalle prefetture spiegando che qui si fanno tanti discorsi, in particolare il vicepresidente del Consiglio — Matteo Salvini — sui poliziotti, ma poi non sono stati rinnovati i contratti del pubblico impiego, tre milioni di persone, tra cui ci siamo anche noi, esattamente 315mila operatori tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia penitenziaria e tutto il mondo militare”.
Il contratto è scaduto da 5 mesi “quindi abbiamo messo un contatore sul sito che ricorda e ringrazia il governo del fatto che questa grande attenzione poi è sfociata nella vacanza contrattuale — ha continuato Tissone — che adesso ammonta a 5 euro a poliziotto, un aumento da aggiungere ad uno stipendio medio di circa 1200/1250 euro per un nuovo entrato in polizia”
Poi se andiamo a valutare gli stanziamenti messi in previsione — ha spiegato il segretario generale di Silp — va detto anche che sono inferiori a quelli del governo precedente, perchè il vecchio governo aveva messo in tutto 2 milioni e 800mila euro per il pubblico impiego nel triennio 2016-2018, mentre il nuovo esecutivo ha messo 1 milione e 775mila euro che non è nemmeno inclusivo dell’indennità di vacanza contrattuale che viene riconosciuta nel caso di mancato contratto”.
In sostanza si tratta di “20/25 euro netti in più, meno di un caffè al giorno — ha continuato Daniele Tissone — Neppure paragonabile al tanto citato bonus di 80 euro alle forze di polizia dei precedenti governi
Per quanto riguarda il contratto “abbiamo chiesto a febbraio che ci convocassero al tavolo negoziale, perchè volevamo anche definire parte del vecchio contratto, la coda contrattuale che non siamo riusciti a definire — ha spiegato il segretario generale — ci sono altri aspetti che riguardano istituti fondamentali per il sostegno alla genitorialità , riconosciuti già a tutto il pubblico impiego, avevamo chiesto di riformarli ed estenderli a noi, così come altri profili relativi alla tutela della salute e ai rischi professionali”, ma non è arrivata nessuna risposta.
Poi, ha continuato Tissone, “il viceministro ci ha detto che se ne parlerà l’anno prossimo, dato che le risorse sono state allocate su altri capitoli di spesa e non sul rinnovo dei contratti”.
“Certo rispetto a chi dice che dà tanto ai lavoratori della sicurezza…”, ha sottolineato il segretario di Silp riferendosi ancora al ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Il leader della Lega “ha fatto, come il vecchio governo, un piano di assunzione straordinaria — ha spiegato Tissone — però parliamo di 8mila forze dell’ordine in dieci anni, mentre ne vanno via moltissime e nei prossimi anni ci sarà un esodo come nella sanità e nella scuola”.
Ma soprattutto, come ha sottolineato ancora il segretario generale, parliamo di assunzioni straordinarie che aveva fatto anche il vecchio governo.
Tutto nasce da una decina di anni fa quando il governo di centrodestra aveva bloccato il turnover portandolo al 55%.
“Nel 2008 eravamo 108mila, oggi siamo 89mila — ha raccontato Tissone — faremo fatica a raggiungere le 106mila unità previste dal dl Madia”.
Ma “abbiamo ottenuto un record — ha ironizzato il segretario generale — siamo la polizia più vecchia dal punto di vista anagrafico in Europa, anche se nel 2018 sono andati in pensione 2800 poliziotti”.
Inoltre, ha concluso Tissone, “il 95% delle assunzioni di quest’anno fa parte delle vecchie assegnazioni del governo precedente, sono solo poche centinaia di uomini in più quelli messi a disposizione dal nuovo esecutivo”.
(da “FanPage“)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
PER LA LEGA DEVE RIMANERE AL SUO POSTO “PERCHE’ I CITTADINI L’HANNO VOTATO”… PECCATO CHE L’ABBIANO VOTATO NON IMMAGINANDO CHE FOSSE UN CORROTTO
Ha ritirato le dimissioni da sindaco di Legnano Giambattista Fratus che le aveva presentate
dopo l’arresto con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta lo scorso 16 maggio. Da allora Fratus si trova ai domiciliari. A lui arriva il sostegno del suo partito, la Lega.
“E’ la miglior decisione – sottolinea in una nota il segretario della Lega lombarda Paolo Grimoldi -. Abbiamo piena fiducia nella giustizia e siamo certi che verrà fatta totale chiarezza sulla posizione di Fratus, ma l’amministrazione di un Comune importante come Legnano non può attendere i tempi lunghi della nostra giustizia”.
Secondo Grimoldi, “non sarebbe giusto un passo indietro, neppure nei confronti dei cittadini di Legnano che con il loro voto hanno scelto Fratus come loro sindaco, non sarebbe giusto attendere i tempi troppo lunghi della giustizia, per cui come Lega diciamo e ripetiamo a gran voce che siamo tutti con Giambattista Fratus e sposiamo la sua scelta di ritirare le dimissioni”.
In altre casi, chissà come mai, i sindaci si dimettono o è il Viminale che li commissaria direttamente.
Potenza di essere compagni di merende.
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
QUANDO ANCORA UN ANNO FA I GRILLINI PROMETTEVANO DI SMANTELLARE IL MUOS: “SI SONO PRESI I NOSTRI VOTI E HANNO FATTO L’OPPOSTO”
«Il Ministero della Difesa, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Ambiente, tutti e tre del MoVimento 5 Stelle, non hanno accettato l’invito a sedersi ad un tavolo del comitato tecnico-istituzionale per parlare del MUOS».
A dirlo è Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi, che rivolge un appello ai pentastellati per affrontare la vicenda del MUOS: «i ministri e i deputati del M5S sono venuti qui a prendersi un impegno ben preciso, e si sono presi pure i voti» degli attivisti No MUOS.
Delle tante battaglie del “no” sostenute dal MoVimento 5 Stelle di lotta quella contro il TAP è stata la prima ad essere tradita.
Poi è venuta quella per la chiusura dell’ex Ilva di Taranto, la vicenda del Terzo Valico e da mesi il Governo balla e traballa sul TAV e su quel “buco inutile nella montagna” che piace tanto a Matteo Salvini.
Nemmeno i veneti del No Grandi Navi o del No Pedemontana se la passano poi tanto bene.
Quella contro il MUOS (acronimo che indica l’installazione militare statunitense Mobile User Objective System realizzata in Sicilia vicino a Niscemi) è una di queste battaglie “tipiche” del MoVimento 5 Stelle che sono state messe subito da parte una volta che il MoVimento è salito al potere.
Ma ad essere stata accantonata è stata solo la lotta No MUOS, perchè ad esempio qualche settimana fa il Ministero retto da Elisabetta Trenta ha dato il via libera alla costruzione di opere edili dentro la base militare americana (strade, recinzioni e barriere) anche senza il consenso preventivo del Comune di Niscemi.
Oggi Conti ha rivolto un ultimo appello al governo: il 13 giugno ci sarà un consiglio comunale e spera che i ministri interessati abbiano il coraggio di affrontare cittadini ed elettori.
I No Muos denunciano che gli americani starebbero pensando di costruire una seconda installazione a Sigonella, il tutto nel silenzio generale dei pentastellati che sull’argomento sembrano aver perso la voce.
Pesa soprattutto quello che viene percepito come un tradimento da parte del partito che ha in mano tutti i ministeri chiave per risolvere la vicenda MUOS. Sulle antenne di Niscemi i 5 Stelle non possono nemmeno dire che è colpa della Lega, perchè i tre ministeri coinvolti, quelli delle ministre Giulia Grillo ed Elisabetta Trenta e del ministro Costa sono tutti “a 5 Stelle”.
Le mamme del Comitato No Muos hanno scritto una lettera aperta dove criticano le ministre Grillo e Trenta: «la prima si è chiusa in un silenzio che ci offende, negandosi dopo aver preso parte ai nostri cortei; la seconda ha ultimamente autorizzato la realizzazione di diverse opere edili dentro alla base militare senza il parere preventivo del Comune di Niscemi» ricordano nel comunicato.
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
“E’ UN MERCATO DELLA VACCHE, ALTRO CHE FUORI I PARTITI DALLA RAI”: LA DENUNCIA DEL CONSIGLIERE LAGANA’, INDIPENDENTE ELETTO DAI 13.000 DIPENDENTI
“Io davvero non so più cosa rispondere ai colleghi che, preoccupati, mi chiedono che sta
succedendo in Rai. Non so spiegare come mai, in un’azienda che conta più di 1.700 giornalisti, per condurre i programmi di punta della prima rete sono stati preferiti due esterni, senza un curriculum specifico e la cui professionalità è quanto meno tutta da dimostrare”.
Riccardo Laganà , il primo consigliere di amministrazione eletto in rappresentanza degli oltre 13mila dipendenti del servizio pubblico, è a dir poco “sconcertato” dell’assalto sovranista alla diligenza di Viale Mazzini.
Consigliere, provi a fare uno sforzo.
“La Rai sta diventando una polveriera. L’ad Salini ha pure tentato di dare un segnale, chiedendo ai direttori di rete di valorizzare le risorse interne. La verità è che se ne sono infischiati. In barba al contratto di servizio e sfruttando l’autonomia editoriale hanno preferito appaltare l’ufficio del personale ai partiti. Che stanno usando la mano pesante. Autori e conduttori vengono scelti non in base al merito, bensì alla fedeltà politica”.
Ma non erano quelli che urlavano “fuori i partiti dalla Rai”?
“Se è per questo l’hanno pure scritto nel contratto di governo, c’è un paragrafo intero in cui si dice che in Rai bisogna dare spazio agli interni, seguendo criteri di trasparenza e abbandonando la lottizzazione. Invece avviene il contrario. Come e peggio di prima. Senza ritegno”.
Si riferisce a Roberto Poletti, ex direttore di Radio Padania e primo biografo di Salvini, a cui la direttrice De Santis ha pensato bene di affidare la conduzione di Unomattina Estate?
“È una scelta che mortifica le professionalità presenti in azienda, mina la credibilità del servizio pubblico agli occhi degli spettatori, vanifica la possibilità di sperimentare. Una volta i palinsesti estivi a questo servivano: a testare come conduttori i più bravi giornalisti Rai, a cui poi eventualmente affidare i programmi invernali. Era una grande scuola di formazione, ma è saltato tutto”.
E ora?
“Spero che i leghisti siano coerenti. Hanno presentato una interrogazione in Vigilanza per sapere in base a quali criteri Salini ha nominato i dirigenti della Corporate, mi aspetto che facciano lo stesso per la scelta dei conduttori. Se c’è una regola deve valere sempre, non solo quando fa comodo a loro”.
Morale della favola?
“Ormai in Rai sembra di stare al mercato delle vacche: questo autore a me, questo conduttore a te, un regista a te, un capo-progetto a me. La sola domanda che viene da porsi è: ma a Lega e M5S quanto interessa il buon andamento dell’azienda e del servizio pubblico?”.
(da “La Repubblica”)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
I SEDICENTI CULTORI DELLA LEGALITA’ PREFERISCONO NON PERDERE IL CULTO DELLA POLTRONA… AI TEMPI DI RENZI AVREBBERO INVOCATO LA FORCA, ORA INGOIANO TUTTO
Indagato dalla Corte dei conti per danno erariale nell’indifferenza dei vertici 5Stelle. Il viceministro all’Economia leghista Massimo Garavaglia avrebbe dato il via libera alla “vendita sottoprezzo” di palazzo Beretta, la sede della Ats, ex Asl, in corso Italia a Milano.
Una decisione che, per la procura della Corte dei Conti, ha causato un danno erariale tra i 2 e i 13 milioni di euro per quanto riguarda la sola cessione dell’immobile e di 6 milioni per la locazione.
Da assessore regionale all’Economia, Garavaglia secondo le toghe, sarebbe intervenuto nell’operazione “pur essendo privo della competenza per materia”, dato che la competenza apparteneva “all’Assessore alla Salute”.
Queste le accuse, attorno alle quali il Movimento 5 Stelle non si pronuncia.
Lo scontro sulla permanenza al governo di Armando Siri, indagato per corruzione, è avvenuto in piena campagna elettorale.
Adesso il clima è cambiato e tra i pentastellati e la Lega sono in corso prove di collaborazione. In questa nuova fase i vertici grillini tengono i toni bassi.
Appena le agenzie di stampa hanno battuto la notizia dell’indagine a carico del viceministro leghista è partito il più classico degli ordini di scuderia, ovvero quello di non infierire. Niente note e niente post al vetriolo su Facebook.
Anzi, i vertici pentastellati si arrampicano sugli specchi: “A differenza di Siri — spiegano — non si tratta di una cattiva condotta tenuta da viceministro, quindi non ha intaccato o provato a intaccare il lavoro del governo. Ci atteniamo al contratto, in cui non si parla di indagini per danno erariale. Quando e se ci sarà una condanna si vedrà ”.
Per adesso vige il silenzio.
Il sindaco di Napoli Luigi De Magistris tenta di provocare il Movimento: “Che la Lega sia travolta dalla questione morale non è una notizia invece sarebbe una notizia se il M5s, che ha improntato il proprio destino politico urlando ‘onestà onestà ‘, ponesse fine al contratto di governo. Così capiremmo se i 5Stelle siano più o meno allineati con la Lega anche sulla questione morale oppure se hanno posizioni differenti. Fino ad ora sono allineati”.
Interviene solo il Movimento 5 Stelle lombardo con il capogruppo in regione Marco Fumagalli, secondo il quale “l’indagine conferma ancora una volta che la Lega Nord e Forza Italia non sono assolutamente in grado di gestire i soldi pubblici e garantire efficienza economica ed efficacia nell’azione amministrativa in Lombardia. Altro che efficienza, la Lombardia butta i soldi pubblici”.
Nessuna condivisione dal Movimento nazionale.
(da “Huffigtonpost”)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
VENDITA SOTTOPREZZO DI PALAZZO BERETTA A MILANO, QUANDO ERA ASSESSORE… GARAVAGLIA E’ A PROCESSO ANCHE PER TURBATIVA D’ASTA IN UN ALTRO PROCEDIMENTO: CHIESTA LA SUA CONDANNA A DUE ANNI
Un altro esponente della Lega nel mirino della magistratura. Si tratta di Massimo Garavaglia
sul quale indaga la magistratura contabile. La Procura della Corte dei Conti della Lombardia ha contestato il danno erariale al viceministro leghista all’Economia.
L’accusa si riferisce a quando Garavaglia era assessore all’Economia in Lombardia. Le indagini si svolgono in relazione alla “vendita sottoprezzo” e alla locazione di Palazzo Beretta a Milano, ceduto da Ats Milano, ex Asl.
Il danno è quantificabile per un “valore compreso” tra 1 e 13 milioni per vendita e un danno da locazione che supera i 6 milioni.
Secondo i pm contabili Garavaglia “ha assunto un ruolo propulsivo del procedimento contrattuale pressando per la conclusione della vendita”.
Secondo la Procura aveva in mano “la regia dell’intera operazione, nonostante la posizione di conflitto d’interesse discendente dal cumulo dell’ufficio di consigliere nel cda di Cassa Depositi e Prestiti”, e nonostante fosse “privo della competenza per materia” che apparteneva “all’Assessore alla Salute”.
La “vendita mista a locazione” del palazzo, scrivono i magistrati, ”è stata guidata secondo irrazionali logiche economiche di accelerazione dei modi e dei tempi della cessione, con la contestuale integrale omissione di tutti i principi e di tutti gli istituti posti a garanzia della buona e sana gestione finanziaria degli interessi della Ats Milano”. Interessi che “sono stati irreversibilmente pregiudicati dall’omessa utilizzazione degli schemi dell’evidenza pubblica e dall’inadeguatezza del procedimento di stima del valore immobiliare”.
L’invito a dedurre è stato notificato anche al vicedirettore generale pro-tempore di Infrastrutture Lombarde spa Guido Bonomelli, al direttore generale pro-tempore dell’Asl Milano e al direttore generale pro-tempore al Welfare di Regione Lombardia.
Le indagini, delegate dalla Procura contabile al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, sono mirate a verificare il procedimento attuato dalla pubblica amministrazione nella vendita dell’immobile di Corso Italia 19.
Serviranno anche “alla individuazione di eventuali profili di diseconomicità e/o di irragionevolezza economica della cessione del bene, inerenti la stima del prezzo di alienazione ed i successivi contratti di locazione di immobili destinati all’allocazione degli uffici della Sanità metropolitana”.
Le indagini dei magistrati contabili sono iniziate in seguito all’archiviazione di un fascicolo penale aperto sulla vicenda in quanto erano state riscontrate “patologie contrattuali” attinenti alla “complessiva diseconomicità ” dell’operazione di vendita e locazione del palazzo.
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
“DIECI CINESI ARRESTATI”, MA IN REALTA’ SONO SOLO TRE… MA COME MAI SALVINI NON ANTICIPA LA NOTIZIA DEL LEGHISTA GARAVAGLIA INDAGATO DALLA CORTE DEI CONTI PER MILIONI DI EURO?
Il leader leghista anticipa (di nuovo) la procura annunciando gli arresti di alcuni cittadini cinesi mentre le operazioni erano ancora in corso, come aveva fatto già nel dicembre 2018, attirando le critiche di Armando Spataro.
“Si erano fronteggiati a Prato con coltelli e pistole per il controllo della prostituzione: dieci cinesi, tra cui sei clandestini, sono stati arrestati. Grazie ai Carabinieri! Nessuna tolleranza per i delinquenti: per loro la pacchia è finita!”, dice il vicepremier e la dichiarazione ha “irritato”, stando a quanto riporta l’Ansa, il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi, perchè le operazioni sono ancora in corso e anche perchè, al momento, le misure cautelari eseguite nei confronti dei cittadini cinesi, sono solo 3.
L’inchiesta risale all’estate 2018 quando alcuni orientali, probabilmente di due ‘bande’ rivali, si affrontarono a sud della città , in una sparatoria. Tra le tre persone arrestate nelle ore scorse, quando è scattato il blitz dei carabinieri, c’è Lin Xia, gestore dell’hotel Luxory al Macrolotto uno, il quartiere industriale a sud della città . Secondo l’accusa si tratta di uno dei principali organizzatori dei traffici illegali sul territorio pratese.
Non è la prima volta che Salvini “anticipa” la procura. Il precedente parte da un tweet del 2018, nel quale Salvini aveva annunciato un’operazione delle forze dell’ordine ai danni della criminalità organizzata nigeriana e Armando Spataro, ex procuratore di Torino, in tutta risposta aveva diffuso un comunicato in cui osservava che il post di Salvini contraddiceva: “Prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato”.
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
DOSSIERAGGIO INTIMIDATORIO DEL VIMINALE, UNA VERGOGNA UNICA IN EUROPA
“Il diritto di critica quale espressione della libertà del pensiero appartiene a ogni cittadino. I
magistrati non intendono sottrarsi a nessuna forma di confronto o critica purchè fondata su circostanze veritiere”.
Queste le parole con cui la presidente della corte d’appello di Firenze, Margherita Cassano, è intervenuta durante una conferenza stampa, convocata al tribunale di Firenze, all’indomani degli attacchi da parte del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, a due magistrati di Firenze e uno di Bologna che avevano espresso parere negativo su suoi provvedimenti: Luciana Breggia, presidente della sezione per l’immigrazione del tribunale di Firenze, Rosario Trizzino, del Tar sempre del capoluogo toscano, e Matilde Betti, presidente della prima sezione del tribunale civile di Bologna.
“Ritengo doverso intervenire in ordine al linciaggio morale cui è ingiustamente sottoposta Luciana Breggia, esposta per i gravi attacchi subiti a pericolo per la sua incolumità “, ha spiegato Cassano che ha annunciato di “aver chiesto l’intervento del Csm affinchè valuti la sussitenza dei presupposti per l’apertura di una pratica volta a riaffermare la piena legittimità dell’operato del Magistrato e a ristabilire il rispetto reciproco tra istituzioni dello Stato”.
Sulla questione interviene anche l’associazione dei giuristi democratici che. intervenendo sul caos che sta investendo le procure, afferma: “In questo clima non può considerarsi casuale l’ultimo intervento del Viminale di inedita e inaudita gravità , allo scopo di alimentare una ‘caccia alle streghe’ senza precedenti. Il Ministro dell’Interno si scaglia contro i Magistrati che hanno pronunciato sentenze favorevoli all’iscrizione all’anagrafe di cittadini extracomunitari richiedenti protezione internazionale. – prosegue ancora – Debordando da ogni diritto costituzionale, il tentativo esplicito è quello di colpire Magistrati sgraditi al Ministro, nell’esercizio della loro giurisdizione, aggredendo mediante un’opera di dossieraggio palesemente intimidatoria il loro impegno civile e sociale, nonchè la loro libertà di manifestazione del pensiero, quali cittadini”
La presidente ha ricordato che “attacchi generici e ingiustificati non giovano alla comprensione delle problematiche giuridiche, pregiudicano la serenità del giudice che nella sua quotidiana attività di interpretazione delle norme non deve essere soggetto a nessuna forma di pressione interna o esterna essendo la sua autonomia e indipendenza funzionali alla imparziale applicaizone della legge, a sua volta finalizzata a garantie l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.
(da agenzie)
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Giugno 6th, 2019 Riccardo Fucile
SUA DENUNCIA IGNORATA DAI TG DI REGIME, SUBAPPALTI IN MANO ALLE MAFIE, AUMENTA IL NUMERO DELLE SOCIETA’ INTERDETTE
Il decreto sbloccacantieri “è stato fatto segno di numerose e sostanziali modifiche e ad oggi si fa fatica ad orientarsi fra gli emendamenti e i subemendamenti approvati e modificati e a individuare, quindi, un testo su cui potersi confrontare”.
Lo ha detto il presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, nella sua relazione annuale in Parlamento.
Per Cantone “il settore degli appalti ha assoluto bisogno di stabilità e certezza delle regole, e non di continui cambiamenti”.
Così come rilevato da associazioni di impresa, organizzazioni sindacali e autorità il rischio è quello di una eccessiva discrezionalità , che potrebbe aprire la strada a fenomeni corruttivi, e di trovarsi di fronte ad una deregulation del settore degli appalti, con regole che cambiano facendo venire meno quella certezza indispensabile alle imprese per poter affrontare gli investimenti
Aumenta il commissariamento delle imprese raggiunte da interdittiva antimafia, “istituto – sottolinea Cantone – di competenza del solo prefetto e sul quale comunque l’autorità viene sempre sentita. Le imprese interdette, comunicate all’autorità ai fini dell’annotazione nel casellario, sono cresciute in modo significativo e progressivo dal 2015 al 2018, giungendo a circa 1900 in totale: un numero preoccupante, sintomatico di quanto le organizzazioni criminali stiano infiltrando l’economia legale”.
“Da magistrato che si è occupato di antimafia dico che questo numero non può essere assolutamente sottovalutato ma è molto preoccupante”.
Il presidente dell’Anac, Cantone, critica poi l’intesa tra M5S-Lega sulle modifiche inserite allo sblocca cantieri. “Seppure opportunamente ridimensionata rispetto ai 200 mila euro del testo originario, la previsione di una soglia abbastanza alta (150 mila euro) entro la quale adottare una procedura molto semplificata (richiesta di soli tre preventivi) aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi”.
“Alcune opzioni, poi (il ritorno dell’appalto integrato, l’aumento della soglia dei subappalti al 40%, la possibilità di valutare i requisiti per la qualificazione delle imprese degli ultimi 15 anni, le amplissime deroghe al codice concesse ai commissari straordinari) paiono troppo attente all’idea del ‘fare’ piuttosto che a quella del ‘far bene'”.
“La sospensione dell’albo dei commissari di gara per un biennio, infine, introdotta in uno degli ultimi emendamenti, proprio quando questa novità stava per partire, rischia di incidere su un momento topico della procedura, facendo venir meno un presidio di trasparenza, oltre che rendere inutile il cospicuo investimento economico (500 mila euro circa) che l’autorità ha sostenuto per applicare la disposizione”.
“L’auspicio – spiega Cantone – è quello di proseguire sulla strada intrapresa, evitando di rincorrere ricette banalizzanti, che sembrano perseguire l’obiettivo, non della condivisibile sburocratizzazione del sistema amministrativo, ma di una inaccettabile deregulation, già vista in opera nel paese negli anni scorsi con risultati deleteri anche sul fronte della lotta alla corruzione”.
“Tornare indietro, come nel gioco dell’oca, mentre il sistema italiano inizia a funzionare e viene preso a modello in altri paesi, mentre la maggioranza degli stati, compreso il vaticano, sta facendo propria la politica di prevenzione, sarebbe difficilmente comprensibile”.
“Il presidente Anac Cantone denuncia alla Camera i ‘rischi corruttivi’ delle norme del decreto sblocca cantieri di M5s-Lega, ma Tg1 e Tg3 censurano la dichiarazione, riportata nei titoli di tutti i siti”, denuncia su Facebook poi Michele Anzaldi, deputato Pd e componente della commissione Vigilanza.”
(da agenzie)
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