Luglio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
LA MACCHINA DEL FANGO SUL SINDACO PD A CUI E’ STATO CONTESTATO SOLO UN REATO AMMINISTRATIVO PORTA SOLO CONSENSI A SALVINI, MA PER CAPIRLO BISOGNEREBBE AVERE UN CERVELLO E NON ALTRI INTERESSI
Luca Bottura su Repubblica oggi parla della macchina del fango scatenata dal MoVimento 5 Stelle sul Partito Democratico e su Bibbiano, notando come dietro Di Maio che distribuisce un “ladri di bambini” dopo l’altro c’è una strategia di comunicazione impostata da Davide Casaleggio:
L’inchiesta Angeli e demoni è diventata il corrispettivo atomico dei sempiterni Marò, del “Pdinvece”, scritto tutto attaccato, col quale troll e persone dabbene, coinvolte nel circolo disinformativo, combattono la loro battaglia contro un potere forte che più debole non si può. Innocente, per di più.
Roba che poi fa breccia addirittura nell’italico star system, dall’incolpevole Pausini al motivato Nek, passando per la prudente Clerici – che ha capito dov’era finita, e ha cancellato – i quali diventano bandiera per i post di Fratelli d’Italia o dei Cinque Stelle.
Che sono il motore di tutto questo, i veri responsabili, utili idioti di Salvini (che presto planerà a Bibbiano a incassare, come se non avessero abbastanza disgrazie) nell’attutire la vicenda russa.
Dietro Di Maio che dà dei ladri di bambini al Pd e lo accusa di fare loro l’elettroshock (circostanza smentita dal pm), dietro ai meme ufficiali con cui i Cinque Stelle accusano Zingaretti di irridere i piccoli (forse) abusati c’è Casaleggio, che idiota non è.
Se ha deciso di schierare le truppe per stornare l’attenzione dal ministro dell’Esterno, facendo in modo che Bibbiano negli ultimi giorni abbia superato Salvini tra le chiavi più ricercate, è probabile che non lo stia facendo gratis. E che il più ingenuo tra i vicepremier stia lavorando per il re di Prussia.
La strategia porterà naturalmente i suoi frutti… a Matteo Salvini:
Se ne accorgerà troppo tardi, dopo aver fatto da marionetta per un altro passetto verso la distruzione della democrazia rappresentativa sotto una montagna di bugie. Proprio come voleva Casaleggio senior. Il quale probabilmente se la ride da lassù, per l’unica notizia che persino sui giornaloni appare col contagocce, ossia il nome del partito che finanziava la Onlus sotto inchiesta e che la difende in tribunale con un proprio pezzo grosso. Indovinate? Sbagliato: è il MoVimento Cinque Stelle. Aspettiamo di leggerlo nel libro di Di Battista.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: denuncia | Commenta »
Luglio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
SU LA “VERITA'” LA TESI CHE L’INCHIESTA ERA TUTTA UNA BOLLA DI SAPONE, ORA LA CONFESSIONE DEI NICASTRI… A QUANDO UNA PRIMA PAGINA DI SCUSE?
Era il 25 aprile del 2019 e La Verità di Maurizio Belpietro in un articolo di Giacomo Amadori
affermava perentoriamente che il caso Siri-Arata-Nicastri fosse una bolla di sapone perchè l’intercettazione sui 30mila euro, secondo loro, non esisteva.
“Dopo la lettura, i magistrati di Roma, che insieme a quelli di Palermo hanno ordinato la perquisizione del sottosegretario, restano basiti e iniziano a cercare la conversazione che non ricordavano di aver letto. Ma, dopo aver scartabellato dentro al fascicolo e aver chiesto aiuto agli investigatori e ai colleghi siciliani, rimangono sconcertati per il risultato: l’audio non esiste. Avete letto bene: sul Corriere sarebbe stata pubblicata tra virgolette una battuta mai captata dagli investigatori. «Le intercettazioni sui giornali? Sono false. Quelle frasi non ci sono nel fascicolo», ci assicura un inquirente.
Il giorno dopo Amadori rintuzzava e Belpietro faceva la ola mentre la Lega e Morisi si tuffavano sulla questione con il tipico piglio di chi ha naso per le figure di emmenthal:
Insomma, la falsa intercettazione contro Siri era già entrata nel circolo tossico delle fake news anche se nel frattempo chi aveva le carte smentiva Amadori e Belpietro. Oggi però c’è una novità :
Manlio e Vito Nicastri hanno ammesso l’esistenza dell’intercettazione che secondo Amadori era come l’attentato a Belpietro (cioè, inesistente).
E ora che si fa? La prima pagina della Verità sta ospitando le scuse con rettifica? Vediamo.
Ah, ovviamente tra gli espertoni non c’era soltanto La Verità , possiamo anche ammirare la famosa garantista Annalisa Chirico, che successivamente abbandonerà le indagini antimafia per concentrarsi sulla colpevolezza intrinseca delle ONG
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Luglio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
IL CERCHIO SI CHIUDE PER L’EX SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA
Mentre Armando Siri ricompariva al fianco di Matteo Salvini durante l’incontro con i sindacati di lunedì scorso, due testi lo accusavano di aver effettivamente preso la tangente da 30mila euro da Paolo Arata per l’eolico in Sicilia.
Si tratta di Vito Nicastri, il “re” dell’eolico ritenuto vicino ai clan, e suo figlio Manlio.
Fino a qualche mese fa, erano i soci occulti di un grande amico di Siri, Francesco Paolo Arata, il consulente della Lega per l’energia intercettato dalla Dia di Trapani mentre diceva a suo figlio e al figlio di Nicastri: «Gli do 30.000 euro perchè sia chiaro tra di noi. Io ad Armando Siri ve lo dico…».
Ora, spiega Repubblica, il cerchio si chiude:
Dalle carte emerge quest’altro spezzone del dialogo del 10 settembre 2018 anticipato da Repubblica un mese fa. «L’emendamento passa». E ancora: «Siri ci lavora un secondo per guadagnare trentamila euro». Poi, però, il provvedimento non passò per l’opposizione dei Cinque Stelle. Ma c’era la promessa di Arata. Tanto basta per contestare la corruzione. Nicastri e il figlio, finiti in carcere il 12 giugno, hanno deciso di svelare le grandi intese che correvano fra Trapani e Roma. «So che Siri e Arata avevano buoni rapporti», ha esordito Nicastri junior, che inizialmente aveva qualche titubanza a parlare.
Poi, quando gli hanno fatto sentire l’intercettazione di Arata, ha confermato: «C’ero pure io quella sera. Siri non è stato pagato, ma Arata mi disse di avergli promesso 30 mila euro se l’emendamento fosse passato».
L’8 luglio, il procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi sono a Palermo per sentire anche Vito Nicastri, che ha offerto un’altra conferma: «All’epoca stavo in carcere, era mio figlio che parlava con Arata. E mio figlio mi ha detto che Arata avrebbe fatto un regalo a Siri se l’emendamento fosse passato. Un regalo che ritengo fosse quantificabile in 30 mila euro. Arata non disdegnava di pagare. Come anche io».
Il “re” dell’eolico ha raccontato di tangenti pure ad alcuni funzionari della Regione siciliana per sbloccare le pratiche, come già svelato dalle intercettazioni della Dia di Trapani. Ora, il “re” dell’eolico aggiunge: «Arata mi chiese di creare provviste in contanti». Fondi neri per le mazzette.
C’è di più. Nicastri, racconta il Corriere della Sera nell’articolo di Fiorenza Sarzanini, ha spiegato i suoi rapporti con Paolo Arata, ex deputato forzista che, dichiara Nicastri sr ai pm di Roma e Palermo, «si presentava come responsabile del programma della Lega per le energie rinnovabili».
In questa veste, alla ricerca di quella modifica della legge sugli ecoincentivi che avrebbe fatto recuperarei soldi persi alle aziende di Nicastri, aveva provato ad allacciare contatti al ministero dello Sviluppo economico anche con il governo a guida Pd, quando il titolare era Carlo Calenda, tramite una funzionaria che conosceva. Poi, con il cambio politico e l’avvento della coalizione Lega-Cinquestelle, «il suo interlocutore per la questione incentivi diventò Siri».
Le loro dichiarazioni andranno incrociate con l’intercettazione che ha fatto cambiare versione a Manlio Nicastri e altre che per i pm romani contribuiscono a sostanziare l ‘accusa: «Siri… ci lavora un secondo per guadagnare 30.000 euro»; «un emendamento mi costa 30.000 euro»; «Siri è un amico come fossi tu, però gli amici mi fai una cosa e io ti pago, e quindi è più incenti…», e altre frasi ancora.
Nella testimonianza Il “re” dell’eolico racconta di quando perse un milione di euro «per una modifica della legge sugli incentivi». E di quando si aprirono nuove inaspettate prospettive grazie all’avvio della società (occulta) con Arata. Era il 2015.
«Provò a fare pressioni sul ministero dello Sviluppo Economico, quando c’era Calenda, conosceva una funzionaria — precisa Nicastri — ma senza risultati». Poi, Arata iniziò a «presentarsi come responsabile della Lega per le rinnovabili».
Le intercettazioni disposte dalla procura di Palermo attorno a Nicastri disegnano un percorso di favori: Siri piazzò nel programma del governo Lega-Cinque Stelle capitolo sul biometano che tanto stava a cuore alla coppia Arata-Nicastri. Poi, Arata sponsorizzò Siri per la nomina a sottosegretario.
C’è altro? Sì, c’è da recitare una prece per Giacomo Amadori, La Verità e Maurizio Belpietro che hanno sostenuto per settimane che questa intercettazione non esisteva.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Giustizia | Commenta »
Luglio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
“SONO DIVERSI DALLA LEGA, AVER CONSENTITO LA NASCITA DI UN GOVERNO GIALLO-VERDE E’ STATA LA MADRE DI TUTTI GLI ERRORI”
Dario Franceschini esce allo scoperto su quella che ritiene la strategia giusta e inevitabile per il
Partito Democratico, aprendo al Movimento 5 stelle. In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex segretario dem afferma che i 5 stelle “sono diversi dalla Lega. Insieme possiamo difendere certi valori”.
Franceschini si schiera con Nicola Zingaretti sulla scelta di temporeggiare sulla mozione di sfiducia a Matteo Salvini, chiesta a gran voce da Matteo Renzi e i suoi. Prima si ascolterà l’informativa di Giuseppe Conte in Aula sulla questione dei fondi russi alla Lega, poi si agirà di conseguenza, valutando anche la mozione di sfiducia al ministro dell’Interno.
“Farlo prima, come ha chiesto Renzi vorrebbe dire costringere il premier a difendere Salvini e quindi ricompattare la maggioranza. È l’abc della tattica parlamentare”
Finisce nel mirino Matteo Renzi anche quandi si parla della strategia del Pd. In particolare delle decisioni prese dopo le elezioni, quando fallirono le trattative fra i dem e i pentastellati, e poi prese forma il Governo gialloverde.
“Da parte di Renzi c’è stata più volte la rivendicazione orgogliosa di aver lasciato che Lega e M5S facessero il Governo. Io credo che quella sia la madre di tutti gli errori. Sì, un grande sbaglio non avere fatto tutto quello che avremmo potuto per evitare la saldatura fra Lega e 5 Stelle in una legislatura che peraltro elegge il Capo dello Stato” …
“Pensiamo ai danni che sono stati fatti in questo anno”… “La strategia del popcorn ha portato la Lega dopo un anno al 35%. Abbiamo buttato un terzo dell’elettorato italiano, quello dei 5 stelle, in mano a Salvini”.
Franceschini pensa quindi che Pd e M5S possano e debbano dialogare. Non arriva a immaginare un Governo insieme, ma la difesa comune di “valori umani e costituzionali” che oggi l’avanzata leghista mette in discussione.
L’ex segretario non lesina critiche ai 5 stelle per i “toni insopportabili” o per “l’incapacità nell’azione di Governo”, oppure ancora per “la disgustosa strumentalizzazione di Bibbiano”. Tuttavia osserva anche alcune scelte di Giuseppe Conte e Roberto Fico, il comportamento europeista a Bruxelles.
â€³È un errore mettere Lega e grillini sullo stesso piano. Io vedo come tutti i limiti enormi dei 5 Stelle, ma non posso non metterli su due piani diversi. Il reddito di cittadinanza e il no alla Tav sono errori politici, ma non sono la stessa cosa di far morire la gente in mare o dell’accendere odio, che è ciò che Salvini fa ogni giorno”…
“E Conte non è Salvini e quando nel campo avversario si vedono delle differenziazioni l’opposizione deve valorizzarle”… “Si puo aprire un tema politico senza che parta una campagna interna di aggressione? E si può dire che senza la ricostruzione del campo del centrosinistra e la ricerca di potenziali alleati che sta facendo Zingaretti difficilmente il Pd col proporzionale potrà arrivare al 51%?”… “Vorrei si lavorasse per cercare di costruire, e so quanto sarà difficile e faticoso, un arco di forze che, anche se non governano insieme, sono pronte a difendere i valori umani e costituzionali che Salvini calpesta e violenta ogni giorno”.
(da agenzie)
argomento: Partito Democratico | Commenta »
Luglio 22nd, 2019 Riccardo Fucile
“PAROLE DI VIOLENZA INAUDITA, SI DIMETTA”… QUA CI VUOLE UN TRATTATAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO
“Quante merde in giro”, “questi schifosi comunisti” condividendo articoli sul Pride. O anche “feccia d’Italia, lesbiche e gay”, “delinquenti comunisti” ed “esseri schifosi” citando il caso di presunti affidamenti illeciti di Bibbiano.
Ma sotto accusa è finito soprattutto un post che poi è stato cancellato, in cui, come riportano dall’Arcigay Rainbow Valsesia, che ne pubblica lo screenshot, ha scritto: “E questi schifosi continuano imperterriti. ammazzateli tutti ste lesbiche, gay e pedofili”, condividendo un intervento del senatore Pillon.
È la pagina Facebook di Giuseppe Cannata, vicepresidente del consiglio comunale di Vercelli, in forza a Fratelli d’Italia. È stato eletto poco più di un mese fa, quando è stata rinnovata l’amministrazione cittadina, e oggi in tanti ne chiedono le dimissioni.
In primis l’ex sindaca Maura Forte “Sono toni inaccettabili che incitano all’odio, non si può accettare da un’istituzione”.
La richiesta di dimissioni arriva anche dall’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia che pubblica lo screen del post. “Il contenuto della frase, che è stato cancellato dal suo profilo Facebook, risulta di un’inaudita violenza sia per la minaccia di morte (“ammazzateli tutti”) sia per l’accostamento fra l’omosessualità e la pedofilia – spiegano dall’Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia -. Mai, prima d’ora, siamo stati insultati e aggrediti in maniera così violenta da parte di un rappresentante delle Istituzioni della nostra Città . Le persone appartenenti a minoranze sessuali e di genere esigono rispetto. Ci chiediamo, con preoccupazione, se le parole del vicepresidente del Consiglio comunale, esponente di Fratelli d’Italia, rappresentino la visione della nuova maggioranza di centrodestra di Vercelli nei confronti delle persone appartenenti a minoranze sessuali e di genere. Tale condotta, oltre ad integrare ipotesi di illecito penale, mina la credibilità delle Istituzioni della nostra città e costituisce una rottura del rapporto di fiducia dei cittadini Lgbti+ del nostro territorio nei confronti dei propri rappresentanti. Per tale ragione chiediamo le immediate dimissioni di Cannata dalla carica di consigliere comunale e chiediamo la sua espulsione dall’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri di Vercelli. Chiediamo inoltre che il Sindaco Andrea Corsaro esprima una pubblica presa di distanza nei confronti delle parole assurde e violente – e concludono – Presenteremo un esposto all’Ordine provinciale dei medici e degli odontoiatri di Vercelli e decideremo se adire le autorità giudiziarie per costituirci parte civile”.
Solo due giorni, sempre a Vercelli, fa al centro delle polemiche c’era finito un altro esponente dell’amministrazione, Emanuele Pozzolo, che aveva dato del “parassita” a un invalido in difficoltà economiche. L’assessore alle Politiche Giovanili, segretario provinciale di Fratelli d’Italia aveva scritto sui social, dopo il colloquio con un cittadino che chiedeva aiuto in una situazione di fragilità , “occupante abusivo di casa. Reddito di cittadinanza in saccoccia (…). Ah, ecco l’Italia. Quella dove imprenditori, professionisti e famiglie vengono munti dallo Stato fino al sangue: ma dove migliaia di parassiti vivono alle spalle degli altri”, con tanto di hashtag #poverapatria. Tra chi ha commentato (molti dei quali plaudendo), però, è intervenuta la moglie dell’uomo: “Il mio compagno è un invalido civile al 100%, trapiantato di midollo osseo, che spera di sopravvivere ancora per qualche anno (siamo ancora nella fase di verifica del rigetto)”, assicurando che avrebbe proceduto nelle sedi opportune.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »