Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
SALVINI HA MENTITO PIU’ VOLTE. ALTRO CHE “ACCOMPAGNATORE”: SAVOINI ERA NELLA DELEGAZIONE UFFICIALE ITALIANA TRASMESSA DAL NOSTRO AMBASCIATORE IN RUSSIA ALLE AUTORITA’ LOCALI SU INDICAZIONE DEL VIMINALE
Ci sono i contatti tra Matteo Salvini e Gianluca Savoini nel telefonino che la procura di
Milano ha sequestrato al presidente dell’Associazione LombardiaRussia. E i contatti dimostrano che tra i due c’era un rapporto quasi quotidiano e gettano una luce molto diversa sull’inchiesta del Rubligate o dei rubli della Russia alla Lega.
Carlo Bonini e Fabio Tonacci spiegano quindi oggi su Repubblica che Salvini ha mentito. Lo ha fatto una prima volta l’11 luglio scorso, escludendo la partecipazione del suo ventriloquo a Mosca nella delegazione ufficiale italiana in occasione degli incontri bilaterali con il ministero dell’interno russo (16 luglio 2018).
Circostanza già smentita dall’evidenza di una foto scattata in quella occasione e ora annichilita dal premier Conte sulla scorta di documenti ufficiali prodotti dalla nostra ambasciata a Mosca:
Ed è tornato a farlo una seconda volta, il 12 luglio, e di lì in avanti, accreditando il suo rapporto con Savoini come quello che si può avere con «un vecchio amico della Statale di Milano conosciuto 25 anni fa».
Una favoletta che fa a pugni con ciò che ora documentano la memoria delle chat whatsapp e i tabulati del telefono sequestrato a Savoini dalla Procura di Milano che lo indaga per corruzione internazionale.
Non fosse altro perchè i contatti telefonici tra Salvini e Savoini — secondo quanto riferiscono fonti inquirenti — hanno avuto una frequenza giornaliera in questo primo anno al Governo. E non fa eccezione quel 18 ottobre del 2018, quando il Vicepremier rientrò dalle sue trentasei ore di trasferta a Mosca per il convegno di Confindustria Russia, lasciando che Savoini, in veste di messo della Lega (anche questa un’evidenza emersa dalle chat del telefono), si accomodasse ai tavoli del Metropol per discutere della fornitura di petrolio di Rosneft su cui si doveva ritagliare un finanziamento per il partito.
E c’è di più. Ieri il Viminale ha comunicato ufficialmente e per iscritto che «Gianluca Savoini partecipò al vertice bilaterale di Mosca del 16 luglio del 2018 come semplice accompagnatore, conosciuto dalla controparte in virtù degli incontri organizzati in passato».
«Savoini — prosegue la comunicazione inviata a Repubblica — non era nella delegazione ufficiale del Ministero dell’Interno partita da Roma, nè ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali a Mosca, nè il Viminale ha sostenuto in tutto o in parte le sue spesi di viaggio o di soggiorno in Russia».
Anche qui Salvini cammina sul filo sottile tra verità e bugia:
Come Conte ha riferito in Senato, è stata infatti la nostra ambasciata a Mosca a riferire che, in quel 16 luglio del 2018, fu lei a trasmettere al ministero dell’Interno russo la composizione della delegazione italiana «su indicazione del protocollo del Viminale» e che «la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini».
E tuttavia, come è evidente, la trovata lessicale è una toppa peggiore del buco.
L’11 e il 12 luglio (a Repubblica prima, attraverso la sua responsabile stampa, e in una conferenza a Milano dello stesso ministro dell’Interno poi), Salvini aveva infatti sostenuto di non avere la più pallida idea del perchè si fosse ritrovato Savoini seduto al vertice bilaterale con i Russi. «Chiedetelo a lui», aveva risposto.
Arrivando persino a ipotizzare che quel suo «vecchio amico della Statale» lo avessero invitato i russi a sua insaputa. Una panzana, insomma. Anche in quest’ultima versione dell’accompagnatore.
E poi c’è anche il singolare duetto canoro a favore di social network in cui si esibì, il 21 dicembre del 2018, quando trovò il tempo di ricevere al Viminale Al Bano Carrisi, l’artista da anni folgorato da Putin. Al Bano era stato ospite dell’ambasciata russa qualche tempo fa. A quella serata parteciparono anche Salvini e Savoini.
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
INFAMI TRADITORI DI ANNI GLORIOSI DELLA CISNAL E DI TANTI SINDACALISTI VERI CHE RISCHIAVANO LA PELLE NELLE FABBRICHE NEGLI ANNI DI PIOMBO
La Bestia di Salvini ha anche una sede fisica. La tana della creatura che Luca Morisi ha messo a punto per il Capitano si trova in via delle Botteghe Oscure, a Roma, dirimpetto a dov’era il Pci. Distanza: 12 metri (scarsi).
A scriverlo oggi è Sergio Rizzo, che ci informa anche che quella attualmente è la sede dell’UGL (Unione Generale del Lavoro), il sindacato di destra nato quasi settant’anni fa come Cisnal da una costola del Msi, che ha sede nel medesimo stabile.
Una scoperta, spiega Repubblica, che può sorprendere solo chi ignora come l’Ugl sia passata armi e bagagli sotto le insegne della Lega. E proprio per questo c’è una guerra in corso con qualcuno:
Quel qualcuno è Giancarlo Favoccia, vice segretario generale dell’Ugl da mesi in guerra con il segretario generale Francesco Paolo Capone, che l’ha privato dell’incarico e della funzione di responsabile organizzativo dopo una lettera in cui chiedeva notizie su una serie di spese, come abbiamo raccontato su questo giornale mercoledì 17 luglio. Adesso però spunta una nuova lettera nella quale Favoccia alza ancora il tiro con Capone.
«Relativamente alla Lega — c’è scritto — ti chiedo spiegazioni sul come Tu abbia gestito e autorizzato l’allocazione al primo piano di un loro staff e se esiste eventualmente un contratto di sublocazione».
Lo staff in questione è, appunto, la Bestia. E la questione non si può, secondo l’estensore della lettera, liquidare facendo spallucce.
Per ragioni intuibili, a cominciare dalle implicazioni economiche. A carico di chi è la spesa: della Lega o dell’Ugl?
I locali sono dell’Istituto Pasteur, che fa capo a una fondazione dell’Università di Roma La Sapienza, presieduta dall’ex potentissimo rettore Luigi Frati. Sono stati affittati per 102 mila euro l’anno all’Ugl, che li ha poi subaffittati all’Iper-Ugl, l’istituto di ricerca del sindacato.
Favoccia insiste: «Mi chiedo come Tu non abbia riflettuto sulla delicata posizione in cui hai messo la nostra Ugl visto i trascorsi passati con la Fondazione città nuove che allocava appunto negli stessi locali…».
Il riferimento è alla formazione politica di Renata Polverini, l’ex segretaria generale dell’Ugl diventata nel 2010 governatrice del Lazio, la cui sede era stata piazzata nell’immobile del sindacato in via delle Botteghe Oscure.
Favoccia racconta anche altro: «Sono venuto a conoscenza che l’on. Francesco Zicchieri è stato addirittura assunto dall’Ugl nell’anno 2017, pare con un costo di circa 5 mila euro…».
(da “NextQuotidiano”)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
DIA L’ESEMPIO E COLLEGHI IL TUBO DI SCAPPAMENTO DELLA SUA AUTO ALLA SUA BOCCA
Andate fuori da una fabbrica e respirate a pieni polmoni, sgasate con la vostra automobile
(rigorosamente diesel) aprendo i vostri finestrini: questo è l’elisir di lunga vita.
Almeno secondo Vittorio Feltri. Il direttore di Libero, nel suo editoriale di giovedì 25 luglio, offre una chiave di lettura molto sui generis dei dati diffusi ieri dall’Istat sull’aumento del numero di centenari in Italia.
Secondo l’ultimo rilevamento demoscopico, infatti, il trend degli over 100 nel nostro Paese è in aumento nell’ultimo decennio (2009-2019), con numeri addirittura raddoppiati per quel che riguarda i fortunati ad aver superato i 105 e i 110 anni.
Ed ecco che, secondo Vittorio Feltri, questi numeri vanno a corroborare la sua tesi (che porta avanti da tempo, scagliandosi contro chi parla degli effetti del cambiamento climatico con annessa emergenza) secondo cui non è vero che l’inquinamento incida negativamente sulla vita dell’essere umano.
Anzi, secondo il direttore di Libero lo smog non fa altro che far aumentare la speranza di vita degli italiani. Il tutto confermato dal rapporto dell’Istat. In special modo per i numeri che arrivano dal Nord.
«Se una massa di vecchi bacucchi abita nelle zone — Lombardia, Veneto, Piemonte, eccetera — più esposte ai cosiddetti rischi delle polveri sottili e roba del genere, significa che il supposto avvelenamento dell’atmosfera è una gigantesca balla, e si potrebbe addirittura sospettare che esso faccia bene alla salute. Se non è così, i presunti competenti in materia di degrado ambientale ci spieghino perchè a Milano si muore più tardi rispetto a Campobasso dove l’aria sarebbe più pulita. Questo è un mistero che nessuno è stato capace di svelare».
Forse basterebbe sapere che al nord si curano più che al Sud, ma questo per Feltri non sarebbe sicuramente rilevante.
Il ragionamento di Vittorio Feltri procede contro la demonizzazione degli scarichi industriali, delle automobile alimentate a Diesel e tutte le altre fonti di smog e inquinamento. Per lui sono state fatte, in sintesi, teorie create ad hoc contro l’industrializzazione.
Poi la chiusura sulle donne, che sono più longeve rispetto agli uomini: «Le signore sono più dure a crepare rispetto ai signori. Fate caso alle vedove: non appena hanno seppellito il marito, rifioriscono. Viaggiano, giocano a canasta, si distraggono, si abbandonano ai piaceri dell’esistenza da single».
Fermiamoci qui, per oggi la cronaca dal reparto psichiatrico sovranista è sufficiente
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
IL DOCUMENTO DEL COORDINATORE DELLA LEGA VIETA ANCHE I TRADIZIONALI SCIALLI SARDI
Zoffili che è il vero governatore della Sardegna (altro che Solinas) ha scritto una proposta scioccante.
Leggete cosa propone l’On. Zoffili coordinatore della Lega in Sardegna.
Propone di vietare, per ragioni di sicurezza, l’utilizzo nei luoghi pubblici dei tradizionali sciali e altri indumenti che le donne sarde indossano, alcune quotidianamente, la maggior parte nel corso delle sfilate di Sant’Efisio, del Redentore, della Cavalcata Sarda, della Sartiglia per citare le più conosciute e con cui spesso, secondo quelli che sono i canoni tradizionali, coprono parzialmente il volto.
Non solo secondo questa proposta di indirizzo le Maschere tradizionali sarde non potrebbero più essere utilizzate per sfilate (Carnevale) e spettacoli etnici
Il capo padagno dei leghisti sardi chiede che cali il sipario su una cultura milleniaria, in preda al delirio sicuritario.
(da agenzie)
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Luglio 25th, 2019 Riccardo Fucile
AGENTI DELLA DIGOS NOTIFICANO IL PROVVEDIMENTO DI RIMUOVERE LA SCRITTA ALL’ENTRATA DELLO STABILE OCCUPATO
Blitz della sindaca di Roma, Virginia Raggi, presso lo stabile occupato da Casapound in
via Napoleone III a Roma. Alcuni agenti della Digos stanno notificando il provvedimento che impone di rimuovere la scritta Casapound incisa all’entrata dello stabile.
Virginia Raggi, su Twitter, definisce il provvedimento come un ripristino della “legalità ” e sottolinea come l’edificio occupato da Casapound sia un “simbolo della prepotenza”.
La sindaca aveva fatto richiesta, circa un mese fa, ai vigili di accertare se la scritta fosse abusiva e, nel caso, rimuoverla. È poi impegnata ad arrivare allo sgombero dello stabile. “Finalmente l’Agenzia del Demanio ha avviato iter per lo sgombero di Casapound. Bene, questa situazione non è più tollerabile. Basta privilegi sulle spalle dei cittadini” aveva twittato la Raggi la scorsa settimana.
A Roma si starebbe per aprire l’annunciata “stagione degli sgomberi” invocata e promessa dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Una lunga serie di interventi che saranno eseguiti a partire dalla primavera del 2020. Nella lista degli edifici da liberare, con l’ok del prefetto della Capitale, compaiono 25 stabili, tra cui cinque storici centri sociali, ma non la tanto discussa sede del movimento di estrema destra di Casapound. Del quartier generale dei “fascisti del terzo millennio” se ne dovrà occupare la Procura di Roma dopo la denuncia del Demanio che ha anche avviato ufficialmente la procedura per lo sgombero dell’edificio di via Napoleone III.
(da agenzie)
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