Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
GLI USA SCARICANO SALVINI E LUI LA PRENDE MALE
Donald Trump loda su Twitter “l’altamente rispettato primo ministro della repubblica italiana, Giuseppi Conte“. “Ha rappresentato l’Italia in modo energico al G7. Ama il suo Paese grandemente e lavora bene con gli Usa. Un uomo molto talentuoso che spero resti primo ministro!”, scrive, lanciando di fatto un endorsement ad un bis di Conte, pur sbagliandone il nome.
Trump ha poi corretto su Twitter il nome del premier italiano, che in passato aveva già chiamato Giuseppi.
L’ultima gaffe del tycoon su Twitter risale a pochi giorni fa, quando nell’esprimere il suo entusiasmo dopo il pranzo con il presidente francese al G7, il presidente Usa ha citato un account parodistico del capo dell’Eliseo, sbagliandone il nome: Emanuel Macrone.
E a prenderla non benissimo non poteva non essere Matteo Salvini: “Sono in silenzio stampa perchè sono con la bimba”, dice all’AdnKronos il ministro dell’Interno lasciando la sua abitazione romana.
Il leader della Lega, in abbigliamento casual, con tanto di cappellino con visiera, entra in auto con la figlia Mirta e il personale di servizio, seguito a ruota dal ministro Lorenzo Fontana, anche lui con famiglia.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
COME HANNO INTRAVISTO LA POSSIBILITA’ DI LIBERARSI DI SALVINI, TORNA LA FIDUCIA
Lo spread cala a 182 punti. Il tasso sul decennale del Tesoro scende all′1,13% e non succedeva
dal settembre del 2016.
È passata poco più di un’ora dalla formalizzazione della nuova virata, questa volta in positivo, della trattativa tra il Pd e i 5 stelle.
I mercati annusano, recepiscono e lanciano indicazioni: bene così, avanti.
La stessa fragilità che accompagna la trattativa politica con spin, rotture e riappacificazioni connota gli umori degli investitori.
Solo qualche ora prima, intorno all’ora di pranzo, la trattativa si era interrotta e lo spread aveva iniziato a risalire, riavvicinandosi ai 200 punti.
Tra le dinamiche nervose della politica, impegnata nell’arduo compito della spartizione dei posti di comando, quello dei mercati è un semaforo che si accende di verde.
Nell’ancora indefinito, tortuoso e complesso percorso di un Governo in costruzione spuntano già gli ausiliari del traffico.
Da Confindustria alla Banca d’Italia, e quindi dalle imprese e alle banche, la sensazione è che si vada verso la stretta finale. E nelle stanze di viale dell’Astronomia e di Palazzo Koch iniziano a circolare già le prime raccomandazioni.
Quello che accomuna queste raccomandazioni, secondo quanto apprende Huffpost da fonti di primo livello, è la necessità di partire con il piede giusto.
I mercati – è il ragionamento – vivono una stagione felice, complice anche la protezione a distanza di Mario Draghi e della Bce, ma anche in considerazione del fatto che l’uscita della Lega dalla cabina di controllo del Governo può favorire un clima più disteso e ordinato nelle operazioni interne sui conti pubblici e nelle relazioni con Bruxelles.
Parola d’ordine: approfittarne per definire un programma “serio e credibile”.
L’attesa è forte, la preoccupazione altrettanto. Perchè le imprese e le banche registrano per prime lo stato di salute del Paese e dato che il Paese, dal punto di vista economico, vivacchia con un Pil intorno allo zero e con la spada di Damocle di una manovra che obbliga a impegni onerosi per evitare l’aumento dell’Iva, è del tutto evidente che l’attenzione è concentrata sui contenuti, su cosa riuscirà a fare un Governo che mette insieme due forze politiche con idee e programmi tutt’altro che coincidenti, quantomeno guardando a quanto dichiarato e fatto nell’ultimo anno.
La decisione di Matteo Salvini di staccare la spina al Governo gialloverde ha arrestato tutto di colpo. Non solo gli equilibri dentro e tra i partiti, ma anche le grandi questioni economico-finanziarie del Paese.
Ci sono le partite delicate di Ilva e Alitalia, con scadenze ravvicinate, ma anche l’imminente legge di bilancio. In ballo c’è qualcosa di più largo e importante e cioè la definizione di una nuova strategia economica che punti a far ripartire il Paese. L’esperienza del Governo Lega-5 stelle si è esaurita con i cavalli di battaglia elettorali del reddito di cittadinanza e della quota 100, conditi dal decreto dignità che ha registrato risultati finora discordanti e comunque poco incisivi nel cambiare volto a un mercato del lavoro frammentato e poco inclusivo.
Cosa verrà dopo? Confindustria e la Banca d’Italia hanno le idee già chiare.
Nel quartier generale della Confederazione guidata da Vincenzo Boccia, la convinzione è che si debba ripartire dal punto in cui tutto si è fermato.
Temporalmente le lancette vanno collocate a inizio agosto. Erano i giorni dei tavoli tra il Governo e le parti sociali. Quelli di palazzo Chigi e del Viminale, doppioni di un esecutivo bicefalo che registrava allora un tentativo di non far esplodere le contraddizioni poi deflagrate nello scontro tra Salvini e Giuseppe Conte.
A quei tavoli si sono seduti i rappresentanti di imprese e sindacati. Cinque riunioni in tutto – tre a palazzo Chigi, due al Viminale – per sancire le priorità e cioè taglio del cuneo fiscale e un grande piano di rilancio delle infrastrutture.
Confindustria vuole ripartire da qui. Ma il quesito è: il Governo ci sarà su questi punti? E come? Parlerà con un’unica voce oppure si riproporrà l’anima bicefala del Governo che ha appena archiviato la sua esperienza alla guida del Paese?
Il clima è quello della forte premura e di una forte condivisione dello spirito del capo dello Stato: fare, innanzitutto un Governo, per fare.
La convinzione degli industriali è che un momento “topico” richiede la massima responsabilità . Vietato sbagliare, a iniziare dal nome del commissario europeo che andrà indicato il prima possibile. È ancora l’Europa il faro da seguire secondo Confindustria.
A maggior ragione che ora diventa più facile farlo vista la tranquillità dei mercati. Ma è evidente che i problemi non si risolvono da soli e che se non si mettono in campo azioni e risorse la crescita non cala dal cielo. Per questo le priorità sono il taglio del cuneo e un rilancio delle infrastrutture.
In Bankitalia si fa riferimento agli ultimi interventi del governatore e del Direttorio. E quindi ricomposizione della spesa, spostata di più verso gli investimenti, riforma fiscale, impegno pluriennale per ridurre il debito, deficit sotto controllo.
E poi una priorità non di certo gradita ai 5 stelle, almeno fino ad ora perchè – e questo l’ha messo ben in luce l’anno trascorso al Governo – sedere nei posti di controllo implica anche ripensamenti e capriole. Visco l’ha sottolineato più volte nel corso degli ultimi interventi e questo punto resta imprescindibile per la Banca d’Italia: la riforma delle pensioni va riportata sotto la dimensione dell’equilibrio di lungo periodo. Con tre parole: ritorno alla Fornero.
Nel cantiere convulso della trattativa tra i 5 stelle e il Pd, gli ausiliari del traffico hanno già messo a punto le rispettive agende. Come e se saranno aperte e consultate è tema ancora prematuro. Ma con i mercati così tranquilli qualcuno ha già pensato a fare i compiti.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
UN INTERESSANTE SCAMBIO DI IDEE SU FB CHE RIVELA QUANDO PER IL GRILLINO “PER FARE LE COSE SERVONO I VOTI”
Tutto ha inizio quando il senatore Gabriele Lanzi, eletto senatore della Repubblica per il M5S, posta sulla sua pagina Fb la notizia di un furto di energia elettrica per 49.000 euro avvenuto a Nola
“Un 44enne di Camposano e’ stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Nola per furto. Grazie alla collaborazione di personale tecnico ENEL i militari hanno scoperto che il contatore che alimentava il bar gestito dal 44enne era stato manomesso con l’applicazione di un magnete. I tecnici hanno riscontrato un’alterazione nella rilevazione dei consumi e stimato un furto di energia per circa 49mila euro. Il 44enne e’ stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio con rito direttissimo”
Interviene a commentare la notizia l’amico Christian Abbondanza, responsabile della Casa della Legalità , associazione sempre in prima linea nella lotta alle mafie.
Il numero 49 (sono 49.000 euro quelli indicati come energia sottratta illecitamente, sono 49 i milioni pubblici sottratti dalla Lega) porta a uno scambio di opinioni tra il senatore grilllino e il leader antimafia :
Christian Abbondanza: ” eh, la Lega ha fottuto 49 milioni di euro ed il M5S l’ha portata al Governo
Gabriele Lanzi: “Diciamo che ha impiegato diversamente dal consentito”
Christian Abbondanza: “Diciamo che ha impropriamente preso soldi pubblici e non li ha restituiti come disposto dalla Magistratura, ma nonostante questo il M5S l’ha portata al Governo.
Gabriele Lanzi: “Non c’era di meglio e disponibile sulla piazza!”
Christian Abbondanza: “ah beh, l’etica e la questione morale, il puzzo delle contiguità con le mafie, sono un optional sacrificabile per il M5S”
Gabriele Lanzi: “Sono certo che non riuscirò a convincerti ma per fare le cose servono voti!”
Christian Abbondanza: “Basta ammettere che si è abbracciata la logica “voti non olet”.
Gabriele Lanzi Christian: “Certo i voti non puzzano ma se li utilizzi per fare l’interesse generale lo posso pure accettare”
Christian Abbondanza: “Quindi anche il consenso elettorale portato dalla ‘ndrangheta se aiuta il M5S diventa accettabile. Ho capito”
Gabriele Lanzi: ” Questa è una tua interpretazione. Non ci sono state alleanze pre elettorali ma se hai elementi da denunciare ti ringrazio per il tuo costante impegno civico.”
Christian Abbondanza: “Guarda che gli elementi li ha già evidenziati la Magistratura, ben prima che vi sedeste al tavolo con la Lega ed in Calabria, come in Liguria e Lombardia, i casi di contiguità e rapporti consolidati con il contesto ‘ndranghetista sono cristallini, ancora una volta, da tempo”
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
DEFINIRE UNA IMBARCAZIONE CHE SALVA VITE UMANE CON DONNE E BIMBI A BORDO “UN PERICOLO PER LA SICUREZZA” E’ CRIMINALE
Inizia l’ennesimo braccio di ferro con un’altra ong: la tedesca Lifeline non può entrare, sostare e
transitare nelle acque italiane
Da un lato c’è la nave Eleanore, della ong tedesca Lifeline, che ieri ha salvato 101 persone nel Mediterraneo centrale
Dall’altro un divieto di ingresso nelle acque italiane, firmato prima dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e controfirmato, in giornata — e a sorpresa, politicamente parlando — dai ministri 5 Stelle Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta.
La misura arriva a meno di 24 ore dall’annuncio del comandante della nave Eleonore dell’ong Lifeline: il suo equipaggio ha soccorso e recuperato 101 persone il cui gommone stava imbarcando acqua al largo della Libia. La Eleanore è una nave piccola, di 20 metri. A Open, dalla ong tedesca, spiegano la necessità di un porto sicuro immediato. «Non potremo resistere a lungo, meno di due giorni», dicevano ieri.
Nel primo pomeriggio arriva la comunicazione — sempre da parte del Viminale: il provvedimento è stato firmato anche da Trenta prima e da Toninelli poi.
«Del divieto verrà informato il Presidente del Consiglio e il contenuto notificato al capitano della nave», dice il Viminale.
Eleonore ha lasciato la zona sar libica ed è diretta verso nord. «Soddisfazione del Viminale, per la ritrovata compattezza del governo a fronte dell’ennesimo tentativo di avvicinamento alle acque italiane di una ong tedesca», dicono dal ministero degli Interni.
Salvini parla di «compattezza» per un governo che, di fatto, non c’è più. Ma perchè, in questi tempi di crisi di governo e con un esecutivo di fatto dimissionario, i 5 Stelle Danilo Toninelli ed Elisabetta Trenta hanno firmato il provvedimento rilanciato dall’ex alleato leghista?
Una possibile lettura la dà Emanuele Fiano del Pd in diretta su La7 nel corso della Maratona Mentana. «Stanno applicando una legge, presumo. Una legge sbagliata e da cambiare, ma approvata dal Parlamento».
D’altro canto «lo stesso presidente della Repubblica ha segnalato al Parlamento i punti critici del testo con una lettera, a partire dall’aumento esponenziale della multa per le navi ong che si occupano di ricerca e soccorso».
Sulla firma di Trenta, e a trattativa Pd-M5S faticosamente ancora aperta pet la formazione di una nuova maggioranza, e mentre arrivano le notizie di un nuovo naufragio nel Mediterraneo centrale, davanti alle coste libiche, con decine di morti, arriva l’affondo di Matteo Orfini del Pd.
«Mentre contiamo decine di morti nel Mediterraneo, Salvini chiude i porti a chi ha salvato 101 esseri umani e annuncia che anche Elisabetta Trenta ha sottoscritto la scelta, mentre Conte tace», twitta Orfini. «Per me #discontinuità significa prima di tutto smetterla con queste politiche disumane. Subito».
All’articolo 1, il decreto sicurezza bis stabilisce che il ministro dell’Interno «può limitare o vietare l’ingresso il transito o la sosta di navi nel mare territoriale» per ragioni di ordine e sicurezza, cioè quando si presuppone che sia stato violato il testo unico sull’immigrazione e in particolare si sia compiuto il reato di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina».
Il provvedimento deve essere controfirmato dai titolari dei due dicasteri che, in questo esecutivo, sono esponenti del Movimento 5 Stelle, rispettivamente Danilo Toninelli e Elisabetta Trenta.
Quindi i gabinetti dei ministeri si limitano a verificare che la richiesta presentata dal Viminale — responsabile, si presuppone, delle verifiche di cui sopra sui «motivi di sicurezza» — non presenti vizi di forma e di legge. Niente altro.
E proprio in questo può rinvenirsi anche la ragione dell’unico no detto in questi mesi da Trenta e Toninelli a un divieto di ingresso in acque territoriali a una nave ong.
Si trattava della Open Arms, poche settimane fa: Trenta e Toninelli non hanno controfirmato il secondo divieto di ingresso voluto dal Viminale, dopo che il primo era stato annullato da una decisione del Tar per la «situazione di manifesta urgenza» che si era venuta a creare a bordo, con centinaia di migranti salvati nel Mediterraneo centrale e bloccati in mare senza un porto sicuro per giorni.
«Quel decreto è stato bocciato dal Tar ed emetterne un altro identico, per farselo bocciare di nuovo dal Tar dopo 5 minuti, esporrebbe la parte seria del Governo, che non è quella che ha tradito il contratto, al ridicolo», aveva scritto Toninelli su Facebook.
(da Open)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
UNA DELIBERATA INTERFERENZA SUI SEGNALI GNSS E GPS PER IMPEDIRE CHE GLI APPARECCHI DI BORDO POSSANO RICEVERE MESSAGGI DI RICHIESTA DI AIUTO
La nave Mare Jonio della piattaforma umanitaria Mediterranea Saving Humans si torva in missione nel Mediterraneo centrale ormai da tre giorni.
L’imbarcazione, dopo essere rimasta sotto sequestro probatorio per più di due mesi, è partita il 22 agosto al tramonto dal porto di Licata per riprendere le attività di monitoraggio e denuncia delle violazioni dei diritti umani e per effettuare salvataggi in casi di necessità . Il team è composto questa volta da 22 volontari, guidati dal coordinatore di missione Luca Casarini, e distribuiti tra Mare Jonio e una barca d’appoggio.
Questa mattina l’organizzazione ha pubblicato un post di denuncia su Facebook: “La nave Mare Jonio sta pattugliando il Mediterraneo centrale ormai da tre giorni, mentre quella immensa distesa d’acqua è teatro, in particolare nella zona SAR a Est di Tripoli, di ripetute catture di profughi di guerra da parte della cosiddetta guardia costiera libica, coadiuvata negli interventi di intercettazione da quegli stessi assetti aerei militari di Paesi dell’Unione europea che continuano a sorvolarci”.
I volontari hanno spiegato che “ormai i comandi militari e i centri di coordinamento europei non rilanciano le segnalazioni di imbarcazioni in difficoltà , attraverso i canali di comunicazione radio e messaggistica previsti dal diritto marittimo e dai protocolli SAR internazionali, come sarebbe loro dovere fare, ma pare interloquiscano unicamente con le Autorità libiche”.
“Intanto — continua la Mare Jonio — a causa di una intensa (e non meglio identificata) attività militare di ‘jamming’ cioè di deliberata interferenza sui segnali gnss e gps, le nostre apparecchiature di bordo non ricevono alcun messaggio e gli stessi nostri strumenti di navigazione sono mandati in tilt. In un clima di silenzio e di connivenza da parte degli Stati dell’Ue sembra sia diventata prassi ordinaria un crimine gravissimo: respingere centinaia di persone verso un porto non sicuro in un Paese dove sono a rischio di vita e trattamenti inumani e degradanti”, denuncia Mare Jonio che continua “a navigare avendo solo i nostri occhi per osservare e denunciare quanto sta accadendo e cercare di difendere la vita e i diritti di chi è costretto a mettersi in mare”.
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
AL SINODO DELLA CHIESA VALDESE PAROLE DURISSIME CONTRO I SOVRANISTI
Il tema centrale del Sinodo della Chiesa Valdese, in corso a Torre Pellice (TO), è stato quello dei
migranti: la pastora Annette Kurschus, presidente della Chiesa della Vestfalia, ha rivolto un messaggio ai delegati delle chiese metodiste e valdesi, in cui ha riservato parole di fuoco ai sovranisti che, a suo dire, “giocano in modo infame con le paure delle persone riguardo al futuro”.
“Molte chiese, anche in Germania, in questo momento si concentrano principalmente su loro stesse e sulle loro preoccupazioni a proposito della loro stessa sopravvivenza. Le minoranze, i migranti e i rifugiati non ricevono protezione nè accoglienza. Il rispetto dell’innegabile dignità umana viene sacrificato di fronte a meschini interessi particolari nazionali” ha continuato Kurschus.
Nel richiamare l’importanza di una chiesa che sia a fianco dei poveri, dei malati, delle persone che soffrono, Kurschus ha ricordato: “Su molti punti avete anticipato coraggiosamente ciò che ora è improrogabile. Il vostro impegno a nome dell’Europa intera ci indica il cammino da seguire. Mediterranean Hope, una rete ecumenica della speranza nel Mar Mediterraneo che non lascia indietro nessuno. Le attività di ricerca e soccorso in mare, a favore delle persone nel Mediterraneo, una delle frontiere più pericolose al mondo. I corridoi umanitari: un’alternativa indispensabile, per la quale vi siete battuti a dispetto di ogni resistenza. Instancabili e tenaci, avete cercato nuove strade con amore fantasioso, le avete spianate e trasformate in passaggi sicuri per i rifugiati più vulnerabili”.
(da Globalist)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
CONTE GIOCA A DEFINIRSI “GARANTE”, NON GRILLINO… I PARLAMENTARI M5S FURIOSI: “IL M5S NON E’ L’UFFICIO DI COLLOCAMENTO DI DI MAIO”
È il giorno delle veline, dei messaggi incrociati. La mattina il gelo, da Pd e M5s, all’ora di pranzo gli abboccamenti, la richiesta di segnali incrociati. I 5 stelle domandano una fumata bianca su Giuseppe Conte, dal Nazareno ne trapela una grigia chiara: “Nessuna preclusione”.
I Dem chiedono che si spazzi dal campo l’indigeribile ipotesi di Luigi Di Maio al Ministero dell’Interno, non contenti delle ripetute smentite dell’entourage del capo politico 5 stelle.
Ecco che entra in campo Palazzo Chigi, che lascia trapelare che “in presenza del presidente del Consiglio non è mai stata avanzata la richiesta del Viminale per Di Maio, nè dal Movimento 5 stelle nè da Di Maio stesso”.
I rispettivi segnali sbloccano il dialogo, si riannodano i fili della trattativa.
Fonti 5 stelle fanno trapelare quel che filtra ormai da settantadue ore, che il leader stellato sarebbe intenzionato a traslocare alla Difesa. Ma…
Ecco il “ma” su cui si discute e ci si arrovella, in un orizzonte degli eventi che pur si è riaperto ma è tutt’altro che spianato. Di Maio punta a conservare il ruolo di vicepremier. I Dem fanno muro. “Conte è un premier pienamente in quota 5 stelle — il ragionamento fatto al Nazareno — il vicepremier deve essere unico, nostra espressione”.
Una posizione che trova un muro congiunto tra i 5 stelle e lo stesso premier uscente, che ha ribadito in tutti i colloqui che ha avuto di non voler essere considerato in quota parte, ma un garante superpartes.
Così, subito dopo essere ripartita, la trattativa si è immediatamente riannodata. Con una discussione interna al Pd, dove in ballo per la poltrona ci sono sia Andrea Orlando che Dario Franceschini. E dove anche si sta cercando di inserire Paolo Gentiloni nella partita. Come ministro degli Esteri, in subordine, ma principalmente come Commissario europeo.
Casella dove pure la disponibilità a trattare del Movimento è ampia, ma su un nome diverso, essendo di facile digeribilità quello di chi ha ricoperto per i Democratici proprio la casella di Palazzo Chigi.
Nel Movimento intanto continua il fuoco incrociato.
E’ soprattutto l’area che guarda come riferimento a Roberto Fico ad aver schiumato rabbia tutto il giorno, mentre si rincorrevano le voci di un irrigidimento di Di Maio e del suo entourage.
Nel mirino i fedelissimi come Riccardo Fraccaro e Alfonso Bonafede, che la leadership vorrebbe confermati nella squadra di governo. “Stiamo portando avanti i dieci punti per il paese o l’ufficio di collocamento di Luigi”, attacca un senatore di lungo corso, facendosi interprete di un ricambio generale della classe di governo pentastellata con la variazione di geometrie dell’esecutivo.
Una polveriera destinata ad esplodere se la situazione non si sbloccherà in serata, quando i parlamentari sono stati convocati per un’assemblea congiunta sullo sviluppo di questa grave ma non seria crisi di mezz’estate.
(da “Huffingtonpost”)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
LA NOTA DEL M5S FA RICOMINCIARE LA GIOSTRA
“Accogliamo positivamente le parole di apertura di alcuni autorevoli esponenti del Partito
Democratico sul ruolo del presidente Giuseppe Conte”.
Poco prima delle 16, orario di inizio della riunione della cabina di regia del Pd, arriva un segnale dai 5 Stelle che riapre la trattativa con i Dem per la formazione di un nuovo governo.
A un passo dalla rottura, la nota dei 5 Stelle è il primo segnale di ripartenza dopo l’annullamento, voluto da Luigi Di Maio, dell’incontro tra le delegazioni dei due partiti inizialmente fissato per le 11.
Giusto in tempo per l’inizio della discussione nella war room del Nazareno, convocata per “assumere decisioni” a seguito della cancellazione dell’incontro di stamattina.
La prima parte della giornata è segnata da un fittissimo scambio di accuse, con i 5 Stelle che accusano il Pd di mettere veti su Conte e i Dem che replicano che sono le ambizioni eccessive di Di Maio a impedire un dialogo.
“Il dialogo è stato bruscamente interrotto e non capiamo perchè, speriamo di riprendere”, sottolineava prima della nota M5S il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio, ribadendo che “non c’è nessun veto su Conte, visto che ieri c’è stato un incontro tra il segretario Zingaretti e Conte”. Per la vicesegretaria del Pd, Paola De Micheli “sono tre giorni che il Pd parla di proposte: salari, ambiente, sviluppo e imprese, infrastrutture, scuola e cultura. E il M5S risponde soltanto per ultimatum”.
La sabbia nella clessidra scorre veloce. Alle 16 sono iniziate le consultazioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: prima la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, poi il presidente della Camera Roberto Fico, infine Gruppo Misto. Pd e M5s saliranno al Colle domani pomeriggio.
(da agenzie)
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Agosto 27th, 2019 Riccardo Fucile
ALARM PHONE AVEVA RICEVUTO L’ALLARME: “UN CENTINAIO DI PERSONE PIANGEVANO E URLAVANO, ABBIAMO INFORMATO LIBIA E ITALIA”… MENTRE “IL BUON PADRE DI FAMIGLIA” PENSA A FIRMARE IL DIVIETO DI INGRESSO (CARTA IGIENICA SENZA LE FIRME DELLA TRENTA E TONINELLI) ALLA ELEONORE CHE HA SALVATO ALTRI 101 NAUFRAGHI
Almeno quaranta persone sono morte annegate stanotte tentando di lasciare la Libia via mare.
Verso le 3.30 Alarm Phone ha ricevuto la segnalazione di una barca al largo della Libia “con un massimo di 100 persone a bordo” che avevano lasciato Al Khums circa 3 ore prima: “Erano in grande angoscia, piangevano e urlavano, dicendoci che la gente era già morta. Abbiamo cercato di ottenere la loro posizione Gps ma le persone erano così in preda al panico che non sono riuscite a recuperarla. Dato che la barca era ancora molto vicina alla costa libica, non avevamo altra scelta che informare le autorità di Liba e Italia. Pensiamo che nessuno sia uscito a cercarli”.
“Non siamo più stati in grado di parlare con quella gente. Alle 6 del mattino – continua Alarm Phone – un parente ci ha chiamato, dicendo che temeva per le persone a bordo. Aveva paura che fossero morti. Non sappiamo cosa sia successo a questo gruppo di migranti: speriamo ancora che siano tutti vibi, ma temiamo il peggio”.
Purtroppo, il naufragio e le morti sono state poi confermate con un tweet dall’ufficio libico dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim): “65 sopravvissuti sono stati riportati sulla costa e cinque corpi sono stati recuperati, tra loro tanti bambini”. “Abbiamo parlato con le autorità libiche. Ci hanno detto di avere accertato il naufragio. Molti sono annegati”, dice anche Alarm Phone.
Intanto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha firmato il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque italiane per la nave Eleonore, battente bandiera tedesca.
Il provvedimento non ha però alcuna validità senza le firme deii ministri della Difesa e delle Infrastrutture e Trasporti.
Ieri la nave Eleonore, della Ong Lifeline, ha riferito di aver soccorso 101 persone a bordo di un gommone che stava affondando al largo della Libia.
Lifeline ha comunque già chiesto alla Germania di indicare un Porto sicuro.
(da agenzie)
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