Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
PIAZZA AFFARI VA GIU’
Nuovo record del debito pubblico italiano: a giugno il passivo delle amministrazioni
pubbliche ”è aumentato di 21,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.386,2 miliardi”, un livello mai toccato prima che supera il record di aprile (2.373,3 miliardi). Lo scrive la Banca d’Italia nel rapporto ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 22,6 miliardi, quello delle amministrazioni locali si è ridotto invece di 1,1 miliardi.
Corrente di vendite in Piazza Affari, che cede l′1,2% con l’indice Ftse Mib e amplia il suo divario con le altre Borse europee, anch’esse in negativo ma meno pessimiste (Londra -0,2%, Francoforte e Parigi -0,5%).
A Milano infatti si appesantiscono le banche, che pagano più di altri settori l’incertezza politica e l’accenno a qualche tensione sui titoli di Stato. In particolare Banco Bpm cede il 3%, Unicredit e Bper il 2,9%, Ubi il 2,4%. Tra gli industriali pesanti Pirelli e Fca, in ribasso
di oltre due punti.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
SCENE POCO EDIFICANTI IN PAESE TRA LE PROTESTE DEI CITTADINI E DANNI ACCERTATI ALL’INTERNO DEL MANIERO STORICO DI PROPRIETA’ PUBBLICA
“Una serata che ha provocato sdegno e sconcerto tra gli abitanti anche per alcune scene poco edificanti avvenute nelle strade del paese di cui si sono resi protagonisti alcuni partecipanti”.
A Varano Melegari, in provincia di Parma, da giorni non si parla d’altro.
Il riferimento è alla festa organizzata nel castello Pallavicino, un appuntamento che, guardando semplicemente il sito di chi lo promuove fa comprendere bene le particolari pratiche che caratterizzano questo tipo di serate. E questo avrebbe dovuto far riflettere la Giunta leghista prima di concedere l’uso del castello”.
Il sindaco Giuseppe Restiani ha letto in Consiglio comunale una lettera di scuse inviata dal gestore della dimora ma si parla anche di danni che sono stati falli all’interno del castello, di pratiche e situazioni incompatibili con la destinazione di un luogo istituzionale, pubblico, e storico quale è il castello”.
Nella lettera di scuse dell’associazione che gestisce il maniero pubblico d’intesa con il Comune in cui è andata in scena il party organizzato da una associazione di Bologna, si parla di “atti sconvenienti e ineducati, segnalati da alcuni cittadini varanesi, avvenuti in prossimità del paese e indirettamente collegati all’evento privato”; “ci dissociamo da qualsiasi comportamento che abbia portato disagio ai cittadini, ci scusiamo per quanto accaduto e garantiamo che tali disagi non si ripeteranno più”.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
GLI AMICI DI SALVINI DEL FPOE TRAVOLTI DA UN ALTRO SCANDALO
L’estrema destra austriaca puntava a mettere le mani sul gioco d’azzardo e sul suo enorme
giro d’affari.
Su questo indagano le autorità che lunedì hanno perquisito le case dell’ex vice-cancelliere austriaco Heinz-Christian Strache e del suo numero due Johann Gudenus, le stesse persone coinvolte nell’Ibiza-gate che ha provocato la caduta del governo Kurz. L’ex leader del partito di estrema destra Fpoe, il suo braccio destro e altre 4 persone sono accusate di corruzione dalla procura di Vienna.
Tra le case perquisite c’è infatti anche quella del politico Fpoe Peter Sidlo, nominato la scorsa primavera nel consiglio di amministrazione di Casinos Austria, la più importante società di gioco d’azzardo del Paese.
Secondo chi indaga, in cambio di quella nomina il partito di estrema destra aveva promesso all’azienda Novomatic delle modifiche alla legge che regolamenta le licenze per l’uso delle slot machine al di fuori dei casinò.
“Novomatic zahlt alle”. La Novomatic paga tutto. E poi ancora: “Facciamo una legge, dove permettiamo i casinò regolamentati”. Sono alcune delle frasi che Heinz-Christian Strache pronuncia davanti a un piatto di pesce e a un calice di champagne, mentre in una villa di Ibiza parla a quella che crede essere la nipote di un’oligarca russo.
Quella conversazione in una giornata d’estate del 2017, ripresa da una telecamera nascosta e diffusa solo nel maggio scorso, è costata all’ex leader della Fpoe le dimissioni da vice-cancelliere e poi la fine del governo di Sebastian Kurz in coalizione con l’estrema destra. Strache in quel video prometteva appalti in cambio dell’influenza russa sulla stampa austriaca in vista dell’imminente campagna elettorale. Per questo ai più erano sfuggite quelle frasi sui casinò e il gioco d’azzardo.
La procura di Vienna non fa sapere se è stato proprio il video a far aprire un’indagine parallela. Fatto sta che tre mesi dopo gli agenti si sono presentati a casa di Strache: secondo quanto rivela il tabloid à–sterreich, si sono concentrati soprattutto sul suo cellulare e su un calendario da tavolo.
Un portavoce del pubblico ministero è stato chiaro: “Abbiamo il sospetto che tra i rappresentanti di una società di gioco d’azzardo e alcuni funzionari della Repubblica sia stata concordata la nomina di un preciso candidato in una società per azioni, in cambio dell’assegnazione di alcune licenze di gioco e del sostegno benevolo a una regolamentazione del gioco d’azzardo”.
È il quotidiano austriaco Der Standard a fare nomi e cognomi: il candidato dell’estrema destra è Peter Sidlo. Secondo l’accusa, non avrebbe avuto le qualifiche necessarie per diventare consigliere d’amministrazione. Una voce che circolava anche all’interno del cda di Casinos Austria, racconta il giornale, quando si avvicinava il giorno della sua nomina. Il governo, che è socio di Casinos Austria, aveva però bisogno del voto di un altro azionista per far passare il nome di Sidlo. In suo soccorso arrivò proprio Novomatic, azienda di proprietà del miliardario Johann Graf e attiva sopratutto nel ramo delle slot machine. Così Sidlo il primo maggio entra nel cda.
Nonostante i sospetti, nessuno protesta. Ma poche settimane dopo scoppia l’Ibiza-gate e la procura comincia a indagare. Secondo quanto riporta sempre Der Standard, in cambio di quella nomina l’Fpoe ha promesso di spingere per delle modifiche della legge che regolamenta il piccolo gioco d’azzardo dopo le elezioni nel Land della capitale, Vienna.
Il “piccolo gioco d’azzardo” in Austria riguarda principalmente le slot machine: al momento possono essere installate fuori dai casinò solo tramite una licenza. Tuttavia, in diversi Là¤nder sono espressamente vietate. Tra questi, dal 2015 si è aggiunto appunto anche quello della capitale. Novomatic aveva apertamente protestato contro l’introduzione del divieto. Ora la società , tramite un portavoce, parla di accuse “prive di fondamento“. Mentre l’estrema destra sostiene che i due fatti, la nomina di Sidlo e il loro appoggio a una modifica normativa, siano “non correlati“.
Intanto però a fine settembre in Austria si torna alle urne per le elezioni politiche. E se l’estrema destra era pronta ad arginare l’Ibiza-gate, bollando i legami con la Russia come “fantasie“, un po’ come da settimane fa anche l’alleato Matteo Salvini, le accuse di corruzione potrebbero costare alla Fpoe un nuovo crollo nei sondaggi, che la stimavano ancora intorno al 20 per cento. Ma sopratutto potrebbero rendere impossibile per Kurz e il partito popolare accettare di formare nuovamente una coalizione
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
“VIOLATO IL DIRITTO INTERNAZIONALE IN MATERIA DI SOCCORSO DA PARTE DEL GOVERNO ITALIANO”
“Sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo”.
Con una decisione senza precedenti, il Tar del Lazio interviene per sbloccare la situazione della Open Arms ferma in mare da quattordici giorni e con il divieto di ingresso in acque italiane firmato dai ministri Salvini, Trenta e Toninelli sulla scorta del decreto sicurezza bis.
A darne notizia è la stessa Open Arms che ieri aveva presentato un esposto d’urgenza al Tar e che ora si sta dirigendo verso Lampedusa.
Secondo la Ong spagnola il Tar ha “riconosciuto la violazione delle norme di Diritto internazionale in materia di soccorso e la situazione di eccezionale gravità e urgenza dovuta alla permanenza protratta in mare dei naufraghi”.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
VAI A CATANIA SENZA 200 AGENTI SCORTA CHE TE LO SPIEGA IL POPOLO CATANESE PERCHE’ E PREGA CHE CI PENSI PRIMA LA MAGISTRATURA A LIBERARE GLI OSTAGGI CHE DALL’ACCUSA DI STRAGE NEANCHE LA MADONNA TI SALVERA’
Da Open Arms e Ocean Viking, in mezzo al Mediterraneo con onde alte due metri e mare in
peggioramento parte un nuovo appello per lo sbarco immediato dei 500 migranti a bordo.
Appello fatto proprio dal premier Conte che ha chiesto al ministro dell’Interno di autorizzare lo sbarco. Ma Salvini non intende cedere, meno che mai ora: “Conte mi ha scritto per lo sbarco di alcune centinaia di immigrati a bordo di una nave di una ong che però è straniera, è in acque straniere e gli risponderò garbatamente che non si capisce perchè debbano sbarcare in italia”.
Sulle due navi cominciano a registrarsi le prime tensioni, soprattutto sulla Open Arms al quattordicesimo giorno di attesa in mare. ” Qualcuno potrebbe restare ferito o morire” tra i 147 migranti a bordo.
“Potrebbe scatenarsi una rissa a bordo – dice il fondatore Oscar Camps – I 19 membri dell’equipaggio faticano a contenere i contrasti che nascono sul cibo, su posti all’ombra o al sole, per la fila verso i bagni”, due in un spazio complessivo di 180 metri quadri, e molti “non possono chiamare i propri cari a casa”. Altri hanno cominciato uno sciopero della fame. Il quadro è destinato a deflagrare in una esplosione di violenza” e ciò, ha aggiunto Camps, “trasformerebbe il tutto in una tragedia”.
Appello anche dalla Ocean Viking in avvicinamento verso Italia e Malta. “Le condizioni meteo sono deteriorate, con aumento delle onde previsto nelle prossime 24 ore. Le persone a bordo dsoffrono di mal di mare. Rimanere in mare mentre le persone soffrono non può essere la soluzione. Dovrebbero essere sbarcate al più presto in un luogo sicuro”.
(da agenzie)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
CENTINAIO CERCA DI RIAPRIRE LA PORTA AL DIALOGO CON I GRILLINI, MA LA RUOCCO DICE NO
“Il 20 agosto sfiduceremo Conte”: Matteo Salvini rilancia la sua proposta di votare subito la riforma costituzionale che “sforbicia” i parlamentari e di rinviarne l’attuazione alla prossima legislatura. un percorso complesso bocciato dai costituzionalisti e dal Quirinale.
Intanto il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio riapre la porta del dialogo con i grillini. “Io sono quello che non chiude mai le porte fino in fondo”, dice intervistato a Circo Massimo” su Radio Capital.
In ogni caso, ribadisce il ministro, “il nostro obiettivo resta quello di andare al voto, perchè i ‘no’ erano diventati troppi e la situazione insostenibile. Noi per il bene della Lega potremmo anche restare a guardare Renzi e la Boschi che tornano al governo, ma poi c’è il bene del Paese”.
Ma Carla Ruocco. grillina presidente della commissione Finanze della Camera, intervistata sempre a Circo Massimo, chiude la porta.
“Per quanto mi riguarda – dice – non ci sono margini per riformare una maggioranza con Salvini. Ciò che è più importante per l’Italia è che si stabilisca uno scenario in cui ci siano dei punti chiari, precisi e condivisi da portare all’attenzione delle altre forze politiche. Se ci sono margini per condividere dei punti importanti che facciano bene al Paese, va bene con chiunque”, sottolinea. “Se si riesce a stilare un programma importante, non si esclude nulla”, insiste.
Nella Lega però si sente anche qualche voce critica nei confronti della conduzione della crisi da parte di Salvini.
Ed è la voce importante di Giancarlo Giorgetti. “Quando è diventata conclamata la visione diversa su tante cose, Salvini ha deciso di farlo, di staccare la spina. Sono le decisioni di un capo, un capo sempre decide da solo. Sono responsabilità personali”, dice il sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Ma facendolo prima sarebbe stato più facile andare a votare? gli si chiede. E lui risponde: “Sì, probabilmente sì”.
Così il sottosgretario leghista Giancarlo Giorgetti intercettato da Fanpage.it, ilfattoquotidiano.it e RepTv.
Un bluff quello di Salvini? “Non sono costituzionalista, ci sono interpretazioni diverse. Comunque non c’è in questo momento calendarizzata la mozione di sfiducia perchè il Senato ha deciso di ascoltare le comunicazioni di Conte. Ascolteremo Conte e vedremo”. Io ho sempre detto e lo ribadisco che secondo me, con le condizioni date, un voto per la sfiducia a Conte non avrebbe senso: avevano senso le dimissioni di Conte ma sono decisioni sue, starà valutando”.
Parole un po’ diversa da quelle di Salvini.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
I RIFERIMENTI GIURIDICI SONO CHIARI
Sergio Mattarella ferma il piano di Matteo Salvini? 
Ieri il leader della Lega ha sparigliato in Senato proponendo un patto al MoVimento 5 Stelle che prevede il voto subito dopo il taglio dei parlamentari secondo un calendario che posticiperebbe l’entrata in vigore della riforma alla prossima legislatura, ovvero entro i prossimi cinque anni se la prossima legislatura andrà a scadenza.
Ma, scrivono oggi molti giornali tra cui Repubblica, il presidente della Repubblica non è per niente d’accordo
Per questo il colpo di teatro con cui Matteo Salvini ha annunciato la disponibilità a votare quella riforma, sostenendo che poi si potrebbe andare subito alle urne ha lasciato decisamente sorpreso Sergio Mattarella. E non certo in positivo. Non solo perchè il Quirinale non era stato avvertito, ma soprattutto perchè la strada indicata dalla Lega resta improponibile, una forzatura non accettabile.
Le ragioni della posizione del Colle sono molteplici.
Prima di tutto l’articolo 138 della Carta prevede che se una riforma costituzionale viene approvata senza una maggioranza dei due terzi in entrambe i rami del Parlamento, entro tre mesi un quinto dei deputati o dei senatori, o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali possono chiedere il referendum confermativo.
È evidente che se si sciogliessero le Camere i parlamentari decadrebbero e verrebbe leso il loro diritto di chiedere la consultazione.
E non vale neanche il precedente che il leghista Roberto Calderoli ha suggerito a Salvini per sostenere la sua tesi.
Si tratta della riforma costituzionale approvata il 16 novembre del 2005, la cosiddetta “devolution” voluta dal centrodestra e sul la quale si tenne un referendum confermativo alla fine del giugno del 2006 (che la bocciò).
In mezzo, nell’aprile del 2006, ci furono le elezioni politiche, dunque si era passati ad un’altra legislatura. Ma intanto i parlamentari avevano avuto a disposizione i tre mesi di tempo per chiedere la consultazione.
Un taglio comporta necessariamente anche una ridefinizione dei collegi elettorali, operazione per la quale servono almeno due mesi. Ecco che si arriva così a 5-6 mesi se tutto va bene.
Senza contare che la nuova configurazione del Parlamento potrebbe rendere incostituzionale l’attuale legge elettorale (come già molti esperti ritengono) e ciò vorrebbe dire dover mettere mano al cosiddetto Rosatellum.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
IL TENTATIVO FALLITO DI FAR APPROVARE UNA LEGGE COSTITUZIONALE PER POI LASCIARLA A META’
Mossa del cavallo intelligente? Pare proprio di no. Perchè l’accettazione a giochi fatti del taglio dei parlamentari è stata una mossa inutile, irrealizzabile e che – perfino – ha fatto indispettire il Quirinale, dove pure sono ormai abituati tutto visto il governo scombinato che ha l’Italia.
Così Capitan Nutella alla fine è restato disarcionato. E la votazione da lui stesso voluta si è rivelata un fallimento
Fonte vicine a Mattarella hanno fatto filtrare l’irritazione del presidente perchè l’uscita del leader leghista ha cambiato «le carte in tavola» nel percorso della crisi, ipotizzando uno scenario che «non sta nè in cielo nè in terra».
Perchè? Come ha osservato il quirinalista Marzio Breda si è trattato di una mossa istituzionalmente scorretta, oltre che sgrammaticata dal punto di vista degli equilibri fra poteri.
“Come altrimenti definire la proposta del ministro dell’Interno uscente all’ormai ex partner grillino di procedere con urgenza («tornando qui in Aula anche domani», ha tuonato) alla quarta e definitiva votazione della legge per tagliare 345 parlamentari, per poi congelarla cinque anni e intanto tornare subito alle urne e chiudere la legislatura, facendo finta che quella legge non sia stata approvata?
Ha aggiunto Marzio Breda parlando di Mattarella: “Per lui, che è stato docente di diritto parlamentare e membro della Consulta e dunque sensibilissimo su questi temi, la sola idea che si voglia portare la sfida politica su una legge costituzionale che modifica in profondità le regole del Parlamento, ritenendo di poter procrastinarne l’entrata in vigore secondo i propri calcoli di convenienza, è semplicemente inammissibile. E non solo perchè non fa i conti con l’articolo 138 della Carta, laddove si prevedono certi margini di attesa per eventuali richieste di referendum, dopo un simile voto. Quanto perchè la provocazione configura, di fatto, l’ennesima frattura di un sistema che ormai si pretenderebbe di mettere sbrigativamente in liquidazione”.
Il Senato non è il Papeete e il blitz salviniano si è arenato
(da Globalist)
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Agosto 14th, 2019 Riccardo Fucile
MA POTREBBE SEMPRE FARE IL PRESIDENTE ONORARIO DEL PAPEETE BEACH
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano di oggi scrive un editoriale in cui immagina che la
crisi di Ferragosto sia un incubo di Matteo Salvini
Lui, Salvini, continuava a fare dirette Facebook, ma le vedevano quattro gatti (dalla Bestia alla Bestiolina), con i like in picchiata. L’iPhone, prima rovente per le richieste di interviste, era mestamente muto. Le ultime due chiamate lo avvertivano che un emissario di Putin aveva chiesto di parlare urgentemente con i pm di Milano e che il Parlamento li aveva autorizzati a sequestrare e aprire il pc di Siri.
Poi ne arrivò una terza: Giorgetti, Zaia, Fontana e un redivivo Bossi lo convocavano per un processo pubblico sul prato di Pontida: “Cazzaro che non sei altro! Fino a luglio da vicepremier eri il padrone d’Italia col 36%, avevi ministeri importanti, i 5Stelle ti avevano approvato perfino quella boiata del Sicurezza-bis, stavi per strappare il commissario Ue, le autonomie regionali e la Flat Tax. I pieni poteri li avevi per davvero. Ora, da quando li hai chiesti, non conti più un cazzo: ci hai trascinati all’opposizione, hai perso tutto e l’hai fatto perdere pure a noi. A parte quei 50 disgraziati che abbiamo eletto all’Europarlamento per spaccare tutto e non servono a una mazza, visto che non se li fila manco Orbà n. Hai fallito: non sei più il segretario della Lega, però puoi fare il presidente onorario del Papeete Beach”.
Qui Salvini si svegliò tutto sudato. Afferrò il primo rosario che aveva a tiro e subito si rincuorò: “Fortuna che il Pd è il Pd e il M5S è il M55, sennò era tutto vero!”.
La chiusa va spiegata: se il PD e il M5S si accordassero per farlo fuori, per Salvini sarebbe finita la festa. Ma siccome non lo faranno, lì rimarrà .
(da “NextQuotidiano”)
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