Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
“TEATRINO POLITICO SULLA NOSTRA PELLE, LA NOSTRA STORIA LA SCRIVIAMO NOI”
“Continuiamo da noi. Da un cantiere di fatto fermo da oltre 400 giorni grazie alla nostra opera costante di presidio ed iniziativa, da dei lavori di allargamento che sfidiamo Salvini a far partire, così da poter toccare con mano cosa significa cantierizzare un territorio ostile”.
Il voto del Senato sulle diverse mozioni, definito come “una sceneggiata dall’esito scontato”, non ferma la lotta dei No Tav. “La nostra storia la scriviamo noi – si legge su notav.info -. Ci vediamo nella valle che Resiste!”.
“Di questa sceneggiata ne avremo fatto volentieri a meno – continuano i No Tav – lo abbiamo dichiarato giorni fa, poichè l’esito era scontato e non ci interessa francamente spenderci troppo parole”. “Giochi di palazzo e poltrone, equilibrismi e fanatismi li lasciamo volentieri ad altri. La storia, lo sappiamo, relegherà ognuno al posto che merita”.
“Questo teatrino costruito sulla nostra pelle – sottolineano i No Tav – si svolge mentre decine di fogli di via vengono notificati ancora in questi minuti da carabinieri e polizia a tanti della valle che quotidianamente si spendono nelle iniziative di contrasto all’opera devastatrice”.
Dunque i No Tav sfidano direttamente Salvini, un ulteriore passo del movimento della Valsusa verso la separazione dai Cinque Stelle.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
L’ATTRACCO IN ITALIA E’ L’UNICA SOLUZIONE, LA SPAGNA ACCOGLIE CINQUE VOLTE PIU’ DELL’ITALIA E NESSUN STATO EUROPEO LI RIDISTRIBUISCE: “L’ITALIA FACCIA LA SUA PARTE”
Al sesto giorno di vano vagabondaggio nel Mediterraneo con 121 persone a bordo di cui nessuno
si preoccupa, il fondatore della Ong spagnola Oscar Camps annuncia: ” Se la situazione a bordo si farà grave entreremo in acque italiane”. Scontata la risposta immediata del ministro dell’Interno Matteo Salvini che apostrofa come “provocatori politici” gli spagnoli
In realtà la situazione della Open Arms è particolarmente complicata.
La Spagna, che quest’anno ha già accolto 15.000 migranti (cinque volte più’ dell’Italia) e la cui guardia costiera continua quotidianamente a salvare e a portare a terra le persone che tentano la rotta del Mediterraneo occidentale, già sei mesi fa ha tolto alla Open Arms l’autorizzazione a svolgere attività di ricerca e soccorso, motivando il provvedimento e le relative altissime multe anche li’ fino a un milione di euro) proprio con la chiusura dei porti italiani.
In sostanza il ragionamento del governo spagnolo è: noi accogliamo cinque volte più dell’Italia, se l’Italia chiude i porti, noi dobbiamo farci carico anche di quelli soccorsi sulla rotta del Mediterraneo centrale dalle navi che battono bandiera spagnola.
E visto che, per altro, anche il meccanismo di suddivisione europea dei migranti non è mai stato applicato alla rotta spagnola, noi ci rifiutiamo di farci carico anche dei migranti che vanno verso l’Italia.
Ecco perchè la Open Arms, nonostante la disponibilità delle città di Valencia e Barcellona, non ha fatto rotta verso la Spagna ed ecco perchè il governo spagnolo non si è fino ad ora preoccupato neanche di chiedere il consueto intervento della commissione Ue per una soluzione condivisa.
Certo e’ che la Open Arms, a cui è stato subito notificato il divieto di ingresso in acque italiane, che da sei giorni incrocia a metà strada tra Malta e Lampedusa non puo’ resistere ancora a lungo con 120 persone, tra cui due neonati, sotto il sole di agosto. Malta, che domenica ha consentito l’approdo della Ong tedesca Alan Kurdi, questa volta ha detto no.
Da qui l’annuncio del fondatore di Open Arms di una possibile violazione del decreto sicurezza bis se le condizioni a bordo si aggraveranno. Da ieri sui social, la Ong ha lanciato l’hashtag #megliomultatichecomplici
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
“NON DIMENTICHIAMO: LA MANO SIA TESA SEMPRE”
Nella prima udienza generale dopo le ‘ferie’ del pontefice e a due giorni dall’approvazione del decreto sicurezza bis, il Papa fa un nuovo appello alla solidarietà e all’accoglienza. Bergoglio, come di consuetudine, non si è allontanato dal Vaticano e ha trascorso il periodo di riposo estivo, nel mese di luglio, a Casa Santa Marta
In Aula Nervi per l’udienza c’erano oggi 6mila fedeli provenienti non solo dall’Italia ma da diversi Paesi del mondo.
Tra questi, anche alcuni bambini profughi: “Con affetto saluto i bambini profughi ospiti della Cooperativa Auxilium” ha voluto sottolineare il Pontefice. Auxilium, cooperativa impegnata nell’accoglienza dei migranti, tra l’altro ospita, nel suo centro Mondo Migliore di Rocca di Papa, 50 dei migranti salvati in mare dalla Gregoretti.
Il discorso di Francesco è stato improntato al richiamo all’accoglienza: la “Chiesa, che vede chi è in difficoltà , non chiude gli occhi, sa guardare l’umanità in faccia per creare relazioni significative, ponti di amicizia e di solidarietà al posto di barriere”, ha detto il Papa sottolineando che questa è la Chiesa “senza frontiere”, che “si sente madre di tutti”, che “sa prendere per mano e accompagnare per sollevare”.
“Non dimentichiamo: la mano tesa sempre! È la mano di Gesù che aiuta gli altri ad alzarsi”, ha aggiunto il Papa nell’udienza generale dove proseguono le catechesi sugli Atti degli Apostoli, e che oggi aveva al centro l’episodio del paralitico dalla nascita che mendicava davanti al Tempo, “paradigma – ha sottolineato il Papa – dei tanti esclusi e scartati della società “.
Come spesso accade Francesco è tornato sulle critiche al consumismo e al denaro. Il Tempio ai tempi di Gesù “oltre ad essere il centro religioso, era anche un luogo di scambi economici e finanziari: contro questa riduzione si erano scagliati più volte i profeti e anche Gesù stesso. Ma quante volte penso a questo quando vedo qualche parrocchia dove si pensa che sono più importanti i soldi che i sacramenti. Per favore: Chiesa povera! Chiediamo questo al Signore”, ha detto Papa Francesco.
Infine ha augurato buone vacanze a suo modo: “Le vacanze sono una occasione di riposo ma anche una opportunità di ravvivare i legami – ha detto Francesco – Fratelli e sorelle, vi auguro buone vacanze. Siano per voi non solo la possibilità di riposarsi, ma anche l’opportunità per ravvivare i legami d’amore con Dio e con gli uomini. Non trascurate la preghiera quotidiana, la partecipazione all’Eucaristia domenicale e la condivisione del tempo con gli altri. Contemplate la bellezza del creato, glorificando l’onnipotenza, la saggezza e l’amore del Creatore”.
(da agenzie)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
ALLORA ANNULLA L’APPUNTAMENTO E FA ROTTA SUL SENATO
La partenza del Beach tour di Matteo Salvini è un flop. Spiaggia deserta a Sabaudia,
ombrelloni e lettini vuoti.
Il leader della Lega è incerto fino all’ultimo se fare un salto in una delle più belle località del litorale laziale, nel lido di uno degli alberghi di lusso, le Oasi di Kufra, come da programma sbandierato da giorni: sarebbe pure la prima tappa dell”Estate italiana tour” che porterà per giorni questa sorta di pop star della politica lungo le coste del Centrosud.
Prima di presenziare a Palazzo Madama al voto sula Tav (in tarda mattinata), il ministro dell’Interno che non vuole privarsi del gusto di bocciare la mozione contraria del M5S vuole il bagno di folla. Esibirsi, ostentare.
Ma il Papeete con la sua folla di ragazzini osannanti e danzanti è lontano. Una manciata di anziani in spiaggia a Sabaudia.
La segreteria del vicepremier viene informata dai dirigenti locali. Solo qualche telecamera ad attenderlo. Salvini che rientra di primo mattino a Roma da Arcore dove ha tenuto in serata il comizio per la festa locale della Lega decide che no, meglio evitare Sabaudia. L’unico militante con la maglietta “Prima gli italiani”, che lo attendeva all’ingresso del lido, va via deluso. E così fotografi e operatori tv.
Appuntamento annullato dallo staff solo una decina di minuti prima. Meglio restare al Senato. Salvini raggiungerà Anzio, seconda tappa della giornata, solo nel pomeriggio, dopo la votazione al Senato tesissima e dalle conseguenze ancora tutte da decifrare. Nella speranza dei suoi che almeno per le 17 qualche bagnante si presenti per un selfie col ministro in tour.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
ORA CI ASPETTIAMO CHE SALVINI CONDUCA ANCHE IL CONCERTO DEL PRIMO MAGGIO
Il prossimo passo è che Salvini conduca il concerto del Primo Maggio, magari cantando qualcosa insieme a Van Den Sfross, tipo “la bòca non è straca se non la sa di vaca”.
Almeno così parrebbe dopo il secondo incontro consecutivo di Cgil, Cisl e Uil col Ministro della Paura, avvenuto per una curiosa coincidenza non al banco dei superalcolici del Papeete ma al Viminale.
Ora: pare incredibile anche a me, ma il presidente del Consiglio è quel tipo dalla buffa pronuncia che si ispira a Padre Pio. E tra i due vice, quello che dovrebbe convocare i sindacalisti è quell’altro, quello ha portato i Cinque Stelle al 15 per cento.
Che i rappresentanti dei lavoratori si prestino a fare le comparse nel teatrino salviniano, il giorno dopo un decreto liberticida e prima di un altro tweet razzista, bene racconta la resistibile marcia del Capitone.
Se ai tempi di Di Vittorio fosse andata così, oggi l’unico iscritto ai sindacati sarebbe Kunta Kinte. Forse.
(da “La Repubblica”)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
E IERI L’HA TOLTA
Avevano detto che mai e poi mai avrebbero tolto la scritta Casapound dal palazzo occupato di
via Napoleone III. «Faremo ricorso», replicavano.
Il leader Gianluca Iannone aveva aggiunto: «L’insegna non si toglie, perdono tempo, non ci muoviamo da qui».
E infatti ieri Casapound ha tolto la scritta dal palazzo di via Napoleone III. Allo scadere dei 10 giorni concessi dal Campidoglio, i militanti di CasaPound si sono armati di scala e martello per rimuovere il loro logo in caratteri romani dal palazzo che occupano ormai dal 2003. Via la scritta, una lettera di marmo dopo l’altra, proprio come aveva richiesto la sindaca Virginia Raggi.
Una resa che arriva pochi giorni dopo l’addio a ogni velleità politica da parte dei “fascisti del terzo millennio”. «
Volevano venire con la polizia, scatenare la nostra reazione, farci diventare un problema di ordine pubblico per mandarci via visto che non siamo nella lista degli sgomberi», dicono oggi i Fascisti del Terzo Millennio.
Ma è il risultato finale quello che conta, l’importante non è partecipare. Vale per le elezioni in cui acchiappi lo 0,33% dei voti perchè Salvini, quello che elogi, ti ha prosciugato il partito.
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
SBAGLIA I NUMERI NONOSTANTE I SUGGERIMENTI DELLA COLLEGA PIRRO CHE ALLA FINE SI METTE LE MANI NEI CAPELLI
Il nientemenochè senatore Alberto Airola, già famoso in tutto il Parlamento per essere tanto involontariamente comico da aver sostenuto che le unioni civili fossero incostituzionali dopo aver approvato il testo della legge di Cirinnà prima e aver votato contro poi, è uno che sulla TAV ha costruito le sue fortune elettorali.
Nel senso che sono anni che alliscia il pelo agli attivisti No Tav dicendo che sta con loro, ma intanto aveva promesso le dimissioni in caso di ok del governo sulla TAV e poi ha cambiato idea (si fa per dire) all’ultimo momento, ovvero quando era il momento di rinunciare al sontuoso stipendio da parlamentare che percepisce.
Oggi però il senatore si è superato. In un video pubblicato da Nomfup su Twitter è possibile infatti ammirare come sbaglia completamente tutti i numeri dell’Alta Velocità in più occasioni parlando in Aula, dimostrando così il suo clamoroso interesse nei confronti dell’argomento.
La parte più bella però la recita la senatrice piemontese Elisa Pirro, che, dietro ad Airola, prima prova a suggerirgli i numeri giusti in un paio di occasioni:
E poi, disperata perchè evidentemente nel frattempo ha capito con chi ha a che fare, si mette le mani sulla testa in un atto di disperazione spiegabilissimo:
La parte più divertente, ovviamente, è che il senatore Airola è “un nostro dipendente”, come direbbe Beppe Grillo.
Ma d’altro canto i grillini hanno già mollato fragorosamente i No Tav che li hanno eletti — addirittura Alberto Perino ha combattuto per far votare M5S e non Potere al Popolo, e ancora non se ne vergogna — e sono passati all’incasso del governo.
Cosa volete che gliene freghi della TAV?
(da “NextQuotidiano”)
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Agosto 7th, 2019 Riccardo Fucile
LE SOLITE MINACCE DELLA LEGA: “CI SARANNO CONSEGUENZE”…. IL M5S REPLICA: “LEGA INCIUCIO CON IL PD”
In un clima incandescente tra Lega e 5Stelle, il Senato vota le mozioni sulla Tav. Quella del
Movimento, contraria all’opera, è stata bocciata con 181 no e 110 sì. Approvati invece tutti i documenti favorevoli alla Torino-Lione.
Ma il capogruppo del Carroccio Massimiliano Romeo avverte l’alleato: “Ci saranno conseguenze politiche”. “È crisi?”, è la domanda per Romeo alla fine della seduta: “Sono valutazioni che fa Salvini”, è la risposta.
Il ministro M5S Danilo Toninelli – sempre più nel mirino del ministro dell’Interno – replica: “Ho votato no, vado avanti sereno”.
I lavori sono cominciati alle 9, partendo dal documento del Movimento: quello politicamente più “pesante” perchè punta a bocciare l’opera, nonostante il via libera arrivato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
“È un’idea vecchia di 30 anni”, è stato l’esordio della senatrice M5S Elisa Pirro. Ma ci sono anche altre 5 mozioni: 4 favorevoli alla Torino-Lione (Pd, Fi, +Europa e Fdi), una contraria (Leu).
Tutti i riflettori sono però puntati sulla Lega che con il capogruppo Massimiliano Romeo lancia un avvertimento. “Diremo sì a tutte le mozioni pro Tav, anche quella del Pd”, premette. E poi affonda il colpo: “La mozione M5s impegna il parlamento e non il governo, ma la questione politica resta. Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav. Se votate no ci saranno conseguenze”.
Quella del Movimento, contraria all’opera, è stata bocciata con 181 no e 110 sì. Approvati invece tutti i documenti favorevoli alla Torino-Lione.
I lavori sono cominciati alle 9, partendo dal documento del Movimento: quello politicamente più “pesante” perchè punta a bocciare l’opera, nonostante il via libera arrivato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “È un’idea vecchia di 30 anni”, è stato l’esordio della senatrice M5S Elisa Pirro. Ma ci sono anche altre 5 mozioni: 4 favorevoli alla Torino-Lione (Pd, Fi, +Europa e Fdi), una contraria (Leu). Tutti i riflettori sono però puntati sulla Lega che con il capogruppo Massimiliano Romeo lancia un avvertimento. “Diremo sì a tutte le mozioni pro Tav, anche quella del Pd”, premette. E poi affonda il colpo: “La mozione M5s impegna il parlamento e non il governo, ma la questione politica resta. Se fate parte del governo dovete essere a favore della Tav. Se votate no ci saranno conseguenze”.
I 5 stelle fin dalla mattina gridano all’inciucio: “La cosa più ridicola è che la Lega li sostiene dopo che il Pd ha presentato una mozione di sfiducia su Salvini. L’inciucio è servito! Aprite gli occhi!”, scrive il Movimento su Facebook. Poi, in aula, interviene il capogruppo Stefano Patuanelli e prova a circoscrivere la spaccatura: “La cosa surreale è dimenticarsi che questa è una repubblica parlamentare, non un premierato”. Come dire, la mozione impegna solo le Camere, senza conseguenze per il governo.
Bocciata la mozione M5S, contraria alla Tav, il Senato ha approvato tutte quelle favorevoli: il documento del Pd con 180 sì, 109 contrari e un astenuto. La mozione Bonino con 181 sì, 107 no e un astenuto. Quella di FdI è passata con 181 sì, 109 no e un astenuto. Infine quella di FI ha preso un voto in più ottenendo 182 voti favorevoli, 109 no e 2 astenuti.
(da agenzie)
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Agosto 6th, 2019 Riccardo Fucile
PRESCRITTA LA TRUFFA DI BOSSI E BELSITO PER IL TEMPO TRASCORSO… NUOVA PENA A BELSITO PER APPROPRIAZIONE INDEBITA
Prescritto il reato di truffa per Umberto Bossi e Francesco Belsito. Quest’ultimo resta responsabile del reato di appropriazione indebita: per lui ci sarà in questo caso la rideterminazione della pena in Appello.
Lo ha deciso la Cassazione che si è pronunciata in merito al processo sulla truffa ai danni dello Stato per i rimborsi elettorali. I giudici hanno anche confermato la confisca dei 49 milioni alla Lega, mentre cadono le confische personali.
Una parte di quei rimborsi elettorali truffaldini sono stati incassati dalla Lega anche dopo il “movimento delle scope” del 5 aprile 2012 che aveva defenestrato Bossi (che lasciò ai suoi successori in bilancio un attivo da 41 milioni).
Nel periodo in cui la segreteria leghista è stata retta da Roberto Maroni, nelle casse dei lumbard sono stati versati dal Parlamento quasi 13 milioni oggetto della truffa, e 820mila euro durante la segreteria Salvini.
Ma al di là di quanto sia l’importo, che fine hanno fatto quei milioni di euro che, secondo l’accusa, Bossi e Belsito hanno ottenuto da Camera e Senato falsificando i rendiconti delle spese elettorali?
Perchè, se il governatore della Lombardia e l’attuale segretario sapevano della truffa (Salvini s’è addirittura costituito parte civile), hanno continuato a incassarli, e, soprattutto, a spenderli, visto che la Lega è stata costretta a licenziare il personale per essere rimasta senza un euro in bilancio?
Nel 2014 la Lega, da alcuni mesi guidata da Matteo Salvini come segretario, incassò parte dei 49 milioni di rimborsi elettorali ai quali ora la procura di Genova sta dando la caccia perchè oggetto di una truffa. Secondo la sentenza del tribunale che in primo grado aveva condannato Umberto Bossi e il tesoriere Francesco Belsito – oggi è arrivata la prescrizione – sono soldi che devono tornare nelle casse dello Stato.
Salvini, nel frattempo diventato ministro dell’Interno e vicepremier, ha sempre preso le distanze da quei denari sostenendo, senza fornire spiegazioni dettagliate, che lui non ne sa nulla se non che “sono stati spesi in dieci anni”.
Una presa di distanza condivisa, se non nei toni almeno nella sostanza, con il suo predecessore alla guida del Carroccio, Roberto Maroni.
La procura genovese, che dopo una serie di pronunce discordi è stata alla fine autorizzata dalla Cassazione a procedere al sequestro dei soldi della Lega (fino ad oggi la Finanza è riuscita a mettere le mani solo su un paio di milioni di euro), sospetta che una parte di quei 49 milioni abbia seguito percorsi “carsici” fra l’Italia, il Lussemburgo e ritorno. Un viaggio iniziato con la segreteria di Maroni e proseguito con quella di Salvini.
L’ipotesi investigativa è che una decina di milioni di euro dopo essere stati depositati presso la Sparkasse di Bolzano vennero dispersi fra alcune fiduciarie riconducibili a soggetti vicini alla Lega per poi rientrare, nel 2016, in un conto di “transito” della Cassa di Risparmio di Bolzano. In quello stesso anno Sparkasse investe dieci milioni di euro nel fondo di investimento lussemburghese Pharus Management.
Nel gennaio dell’anno scorso tre di quei milioni compirono il percorso inverso per rientrare nei depositi della banca. Secondo la procura, che si muove anche sulla base di una segnalazione delle autorità del Lussemburgo all’anti riciclaggio di Bankitalia, quelli sono i soldi dei rimborsi truffa.
Nel luglio 2017 si arriva alle condanne di primo grado del fondatore della Lega (2 anni e 5 mesi), di Belsito (4 anni e 10 mesi) e di altre 5 persone (tre dipendenti del partito e due imprenditori).
Con quella sentenza, i giudici di Genova disposero anche la confisca diretta di quasi 49 milioni a carico del Carroccio, perchè “somma corrispondente al profitto, da tale ente percepito, dai reati per i quali vi era stata condanna”.
Di conseguenza, la Procura di Genova aveva chiesto e ottenuto, nel settembre 2017, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma indicata. Ma le cifre effettivamente sequestrate ammontavano allora a poco più di 2 milioni.
Qui si era inserita la richiesta dei Pm genovesi di estendere l’esecuzione del sequestro, richiesta poi respinta dal Riesame di Genova.
La Cassazione, però, con la sua decisione del 12 aprile 2018, ha accolto il ricorso della Procura e ha stabilito “l’esistenza di disponibilità monetarie della percipiente Lega Nord che si sono accresciute del profitto di reato, legittimando così la confisca diretta del relativo importo”.
Un accordo tra Procura di Genova e gli avvocati della Lega Nord, raggiunto lo scorso settembre, aveva disposto la restituzione a scaglioni della somma in rate da 100 mila euro a bimestre. Con un piano di pagamenti da 600mila euro l’anno, la restituzione avverrà in 80 anni.
(da agenzie)
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