Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
“LAVORO QUI DA TRENT’ANNI, LA CITTA’ MI E’ STATA VICINA”: PARLA IL PADRE DEL PICCOLO IMMIGRATO PRESO A CALCI DA UN INFAME A COSENZA
“Per due giorni non è riuscito a dormire. Era terrorizzato, piangeva continuamente. Mi chiedeva “cosa ho fatto di sbagliato, papà ?” ed io non sapevo cosa rispondergli”.
Dal 1995 in Italia, Bouazza Toubi ancora non riesce a capacitarsi dell’assurda aggressione subita dal figlio, Rayem, a soli tre anni preso a calci in una delle vie centrali di Cosenza.
Adesso come sta il piccolo?
“Ha ancora dolore, ma quello passerà insieme a lividi e contusioni. Anche oggi i medici lo hanno visitato e hanno detto che non c’è nulla di preoccupante, per fortuna. Psicologicamente però, ci preoccupa. Non riesce a capire cosa sia successo e piange disperato. Anche il fratello e la sorella sono inquieti, arrabbiati”.
E lei?
“Non riesco a capacitarmi. Quando mio figlio Housama mi ha chiamato per raccontarmi cosa fosse successo non riuscivo a crederci. In oltre vent’anni in Italia, non mi è mai successa una cosa del genere. Lavoro qui a Cosenza da vent’anni, la mia famiglia è qui, i miei figli crescono qui non ho mai avuto problemi”.
Ha mai pensato di andare via in questi giorni?
“Per giorni mi sono disperato, ma la città mi è stata vicina. C’è stata anche tanta gente coraggiosa, come la ragazza che ha denunciato tutto su Facebook. In tanti mi hanno espresso solidarietà . La polizia è stata rapida e ha trovato subito l’aggressore. Adesso che è stato fermato sono più tranquillo”.
C’è qualcosa che gli vorrebbe dire?
No. Semplicemente vorrei capire come ha fatto, proprio lui che ha una figlia, che la stava portando in giro in passeggino, a prendersela con un piccolino di tre anni. È incomprensibile l’aggressione immotivata di un adulto. Ma quella di un bambino è intollerabile”.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
DUEMILA CONTATTI TRA ITALO POMPEI E UN CARABINIERE … IL DEPISTAGGIO SU DUE INESISTENTI MAGREBINI
Ci sono duemila contatti tra Italo Pompei e un carabiniere da spiegare nella morte di Mario
Cerciello Rega. Lo hanno scoperto gli uomini del Nucleo investigativo dell’Arma nell’ambito dell’indagine su quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 luglio scorsi, prima dell’aggressione al vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ucciso con undici coltellate dal diciannovenne Lee Finnegan Elder mentre era con l ‘amico Gabriel Natale Hjorth, anche lui accusato di omicidio.
Racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera:
Nel verbale del 28 luglio, di fronte al colonnello Lorenzo D’Aloia che conduce le indagini, Varriale ricostruisce quanto accaduto e dichiara: «Io avevo indosso la pistola di ordinanza e le manette di sicurezza». Nei giorni successivi vengono convocati i carabinieri intervenuti nel quartiere Prati, dove Cerciello è stato ferito a morte. E lo smentiscono. Il 4 agosto il maresciallo Daniele De Nigris afferma: «Ho chiesto testualmentea Varriale se in quel momento fosse armato o dove si trovasse la pistola. Varriale ha risposto “non sono armato, la pistola è in sicurezza in caserma”».
Del resto quella sulla pistola non è l’unica bugia raccontata da Varriale. Un’altra la svela l’appuntato Mauro Ecuba, interrogato il 6 agosto, arrivato dopo l’accoltellamento. «Ho chiesto spiegazioni sull’accaduto al carabiniere Varriale e questi mi ha riferito che i responsabili erano due maghrebini».
In effetti nelle prime ore la notizia diffusa parlava di una donna scippata da due nordafricani. Varriale aveva però ascoltato le telefonate dei due americani con il mediatore dei pusher, Sergio Brugiatelli, che poi accompagnarono all’appuntamento per recuperare lo zaino in cambio di 100 euro.
Si è sbagliato o c’erano altre ragioni per accusare due maghrebini?
(da agenzie)
argomento: Giustizia | Commenta »
Settembre 7th, 2019 Riccardo Fucile
“IL FISCO SIA PIU’ EQUO, TASSARE LE MULTINAZIONALI”
L’Europa come risposta ai problemi globali e l’Italia convinta al suo interno, anche con l’obiettivo di portare avanti risorse che ne modifichino i meccanismi di funzionamento. E’ il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, inviato al Forum Ambrosetti di Cernobbio e letto dall’ex premier Enrico Letta alla platea di imprenditori, economisti e uomini della finanza che si raduna annualmente sul lago di Como.
“L’Italia è chiamata a svolgere” un “ruolo di primo piano, partecipando con convinzione e responsabilità a un progetto europeo lungimirante, sostenibile ed equilibrato dal punto di vista ambientale, sociale e territoriale”, ha scritto il presidente della Repubblica, invitando il “sistema economico-finanziario” a “cogliere l’occasione di fornire il suo contributo a questa fase di rinnovamento del progetto europeo”. Un messaggio in linea con il sentimento che si è respirato fin dalla prima giornata del Forum, nella quale molti protagonisti hanno sottolineato come il cambio di governo possa esser positivo proprio per ritrovare un dialogo costruttivo con Bruxelles, dopo la stagione delle bordate anti-europeiste e della ricerca dello scontro verbale con le istituzioni comunitarie.
Dialogo che deve esser fatto, ha ripreso il filo Mattarella, anche di proposte di riforma. A cominciare dalle regole sul bilancio. E’ “necessario” un “riesame” del patto di stabilità , ha spiegato il Presidente: “Coesione e crescita – ha rimarcato – sono gli obiettivi ai quali guardare e il necessario riesame delle regole del patto di stabilità può contribuire a una nuova fase, rilanciando gli investimenti in infrastrutture, reti, innovazione, educazione e ricerca”.
Anche guardando ai problemi globali, in particolare alle guerre commerciali innescate dal protezionismo di Donald Trump, Mattarella ha indicato nell’azione europea la risposta. “In un contesto internazionale caratterizzato da crescenti rischi e incertezze e dal rallentamento dell’attività economica, anche a causa di inappropriate guerre commerciali, soltanto un’Europa solida e unita sarà capace di contribuire da protagonista al governo dei grandi temi globali”. Per il Capo dello Stato, “solo la riaffermazione di un multilateralismo fondato su regole condivise e l’apertura degli scambi potranno rilanciare la fiducia”.
In tema economico, non ha perso l’occasione per chiedere uno sforzo in direzione di una maggiore equità fiscale. “Vanno fatti passi avanti per una fiscalità europea che elimini forme di distorsione concorrenziale e affronti invece il tema della tassazione delle grandi imprese multinazionali, per un sistema più equo e corretto”. E questo, secondo il Capo dello Stato va fatto “unitamente al rafforzamento del coordinamento delle politiche economiche, utili ad accompagnare le trasformazioni produttive e del lavoro”.
Sul Conte bis si è espresso anche il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, presente al Forum Ambrosetti, che ha parlato di “un’opportunità unica per dare nuovo slancio alle relazioni italo francesi nell’ambito economico e finanziario”.
Dall’appuntamento lombardo ha parlato anche l’ex premier incaricato Carlo Cottarelli, secondo il quale la linea guida del Conte bis nell’immediato è aumentare la crescita ma senza fare nuovo debito. “Non so cosa aspettarmi – ha detto pensando alla prossima legge di Bilancio – Se leggo il programma di governo l’intenzione è quella di fare più deficit e lo si dice in maniera abbastanza esplicita sostenendo che si vogliono cambiare le regole europee”, ha premesso. “Bisogna bloccare l’aumento dell’Iva, evitare maggiori spese e mettere tutto assieme diventa difficile. La priorità resta la crescita ma la si può ottenere con riforme come quella della burocrazia o anche con meno tasse ma finanziate con la riduzione della spesa e la lotta all’evasione fiscale. Avere la crescita aumentando il debito non è una cosa decisiva”, ha spiegato Cottarelli
(da agenzie)
argomento: Mattarella | Commenta »