Dicembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
DATI CGIA DI MESTRE: BUROCRAZIA, TASSE ELEVATE, ELEVATI TEMPI DI PAGAMENTO DELLA PA TRA I MOTIVI
L’Italia è al penultimo posto nell’Ue per investimenti diretti esteri.
Un dato che, secondo la Cgia, dipende da diversi fattori: le troppe tasse, l’eccesso di burocrazia, la giustizia lenta, i tempi di pagamento della Pa tra i più elevati in Europa. Investimenti che nel 2018 sono stati pari a 361,1 miliardi di euro, il 20,5% del Pil.
Solo la Grecia, tra i paesi dell’Ue monitorati dall’Ocse, registra un risultato peggiore con investimenti per il 16% del Pil.
A guidare la classifica troviamo invece l’Irlanda, con un tasso del 261,5% del Pil. Anche grazie a un sistema di tassazione agevolato, sottolinea ancora la Cgia.
Il 27,8% degli investimenti diretti esteri in Italia nel 2017, pari a 103,4 miliardi di euro, ha interessato il settore manifatturiero, soprattutto alimentari, autoveicoli, metalli e prodotti di metallo.
A seguire troviamo le attività professionali, scientifiche e tecniche, riguardanti soprattutto consulenze aziendali di vario tipo: incidono per il 21,4%.
Ancora, andando avanti troviamo il commercio, al 10,8% del totale degli investimenti esteri. I settori in cui c’è più presenza pubblica sono quelli in cui gli investimenti stranieri sono più bassi, come avviene nel settore artistico o della sanità .
Stando ai dati Istat, le imprese a controllo estero residenti in Italia sono quasi 15mila e danno lavoro a poco più di 1.350.000 addetti, producendo un fatturato da 572 miliardi l’anno.
“Sebbene siano sempre più diffuse nel settore dei servizi e meno nel comparto industriale — spiega il segretario della Cgia, Renato Mason — le multinazionali estere sono comunque una componente importante della nostra economia, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. Ricordo, inoltre che in termini di lavoro queste realtà occupano direttamente il 6% circa di tutti gli addetti presenti in Italia e concorrono a produrre poco più del 17% del fatturato nazionale”.
(da agenzie)
argomento: economia | Commenta »
Dicembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
IL POPOLO ALBANESE COMMOSSO PER LA SOLIDARIETA’ DIMOSTRATA DAL NOSTRO PAESE, MOTIVO DI ORGOGLIO PER CHI ONORA LA NOSTRA PATRIA… TACCIONO GLI INFAMI SOVRANISTI CHE AVEVANO CRITICATO L’INVIO DI NOSTRE UNITA’ IN ALBANIA
La gratitudine: “Quando ci vedono, ci fermano per strada e ci ringraziano: ci offrono da
mangiare, ci danno i dolci, ci vogliono fare regali”.
Il trauma: “Hanno paura perchè le scosse continuano”.
La consapevolezza: “Ci ringraziano perchè si rendono conto che non sono organizzati”. Si rendono conto che la fatica lenta e dolorosa per tornare alla normalità del giorno prima — dopo che tutto è sconvolto — passa anche dalle mani di chi parla, grandi come il cuore di pompiere, di tutti i pompieri.
Si chiama Massimo Marconcini, è di Livorno e ha 51 anni e un passato da atleta di canottaggio, è stato anche olimpionico a Barcellona.
E’ uno dei 175 vigili del fuoco italiani che hanno messo al servizio testa lucida e anima generosa per risollevare l’Albania in ginocchio, colpita al cuore dal terremoto.
A Durazzo i pompieri italiani si sono ritrovati davanti le scene identiche a tante tragedie che hanno fatto piangere l’Italia: L’Aquila, Amatrice, l’Umbria e le Marche, Ischia e Rigopiano.
C’era anche Massimo, tante di quelle volte. Eppure ha avuto paura anche lui. “Era 5.2. Ero in mezzo a un palazzo. Poi vabbè, è durata poco” risponde sfuggendo al ricordo fresco di quei secondi di apprensione. Al terremoto non ci si abitua, non finisce con la fine della scossa, quell’ansia non si rimuove con le macerie, non si scuote via con la polvere.
L’Albania, così cresciuto, così pronto ad essere uno dei “nostri”, scopre di essere soprattutto fragile come noi. Un Paese giovane che l’ultimo terremoto nemmeno se lo ricorda più: “Prima le città non erano così estese. E c’era anche meno comunicazione”. Ora, certo, “è un Paese che è cresciuto tanto — dice Massimo, con rispetto — ma non sono ancora organizzati per queste cose”.
Per questo in Albania sono partiti nel giro di poche ore in particolare i team Usar: urban search and rescue, cioè ricerca e recupero urbano. Sono squadre specializzate formate da esperti in vari settori: gli esperti strutturisti, le unità cinofile, gli addetti alle attrezzature tecnologiche, quelli alla penetrazione tra le macerie, il supporto cosiddetto “Tas”, topografia applicata al soccorso.
Quest’ultima mansione è quella di Massimo: “E’ più organizzativa — si schermisce l’ex campione — Facciamo rilevazione dei danni, vediamo se ci sono zone compromesse, geolocalizziamo tutte le informazioni, così i dati rimangono al centro di coordinamento per organizzare i soccorsi e altro”.
Poi c’è tutto il resto del lavoro più operativo: “Vederli lavorare è davvero una grande cosa: sono organizzatissimi e addestratissimi e noi gli diamo una mano”.
Tra questi c’è anche Luca Bacci, anche lui è livornese, opera con i cani per la ricerca dei dispersi: il primo terremoto su cui è intervenuto è stato quello in Irpinia, nel 1980. “Spero sempre che sia l’ultimo terremoto” ha detto a Repubblica.it. Il prossimo anno andrà in pensione.
Sono stati loro, i vigili del fuoco italiani, a estrarre i corpi senza vita di una mamma e dei suoi tre figli: erano sepolti dai calcinacci della loro villetta a tre piani. I morti così salgono a 47. Tra loro c’è anche la fidanzata del figlio del capo del governo, Edi Rama. I vigili del fuoco non finiscono di scavare, studio e fatica
(da “il Fatto Quotidiano”)
argomento: radici e valori | Commenta »
Dicembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
I DATI IMPIETOSI RIVELANO IL FALLIMENTO DEL PROGETTO AI FINI LAVORATIVI
Tre miliardi di spesa per mille posti di lavoro creati.
Il Messaggero scrive oggi che secondo fonti sindacali è questo il bilancio del reddito di cittadinanza: i percettori del sussidio che hanno trovato un impiego dopo aver siglato i patti per il lavoro sono al momento meno di mille.
Il tutto su un totale di oltre 700mila beneficiari occupabili.
Risultato? La fase due del reddito di cittadinanza, quella degli inserimenti nel mondo lavorativo, non solo non decolla, ma rischia addirittura di far precipitare tutta l’impalcatura su cui si regge la misura cara ai Cinque stelle.
Sul piano occupazionale, l’impatto nullo trova conferma anche negli ultimi dati dell’Istat, che a ottobre ha registrato una crescita degli occupati, in aumento di 46mila unità , grazie però soprattutto al balzo degli autonomi (+38mila sul mese di settembre). Dunque se l’occupazione è tornata a salire, non è certo per effetto del reddito di cittadinanza.
Attualmente l’Anpal sta incrociando le banche dati per fornire al ministero del Lavoro una fotografia dettagliata delle situazione. Dagli ultimi dati disponibili, aggiornati al 30 settembre, emerge che erano 18mila i beneficiari del reddito, che avevano trovato un impiego con le vecchie procedure.
Parliamo di persone già in carico ai centri per l’impiego, che non sono passati attraverso i navigator e non hanno firmato i patti per il lavoro.
Alla luce di questo, nella migliore delle ipotesi, al momento sarebbero poco di più di ventimila i percettori che hanno rimediato un posto, dei quali solo una minima parte grazie al nuovo meccanismo.
A conti fatti, meno di un beneficiario occupabile su 30 ha ottenuto un contratto di lavoro grazie al reddito di cittadinanza. Il bonus però è già costato allo Stato circa 3 miliardi di euro.
Infine, la stragrande maggioranza dei percettori del sussidio che hanno trovato lavoro si è dovuta accontentare di un contratto a tempo determinato. Sulla base degli ultimi dati forniti dall’Anpal, soltanto il 18 per cento dei 17.637 beneficiari del sussidio assunti tra aprile e settembre ha ottenuto un contratto a tempo indeterminato.
(da “NextQuotidiano”)
argomento: Lavoro | Commenta »
Dicembre 1st, 2019 Riccardo Fucile
STASERA A CASTELNOVO MONTI SALVINI E I CONTESTATORI PACIFICI DIVISI DA 200 METRI
Le sardine possono trovarsi in montagna e addirittura sono in grado di scalare una parete.
Così dimostra lo striscione comparso nel pomeriggio di oggi sulla Pietra di Bismantova. L’immagine del pesce diventato simbolo della protesta anti-Salvini è stata appesa da due alpinisti.
Un preludio all’appuntamento in programma alle 18.30 a Castelnovo Monti in piazza Peretti, in concomitanza con l’arrivo dell’ex ministro dell’Interno, previsto alla stessa ora in piazza Martiri della Liberta.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »