Destra di Popolo.net

PESARO, LA GRILLINA ACCETTA L’OFFERTA DEL SINDACO, FARA’ L’ASSESSORE ALL’INNOVAZIONE

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

MOLTI ATTIVISTI SONO D’ACCORDO CON LEI

Matteo Ricci, sindaco dem di Pesaro, ha aperto la sua giunta alla grillina Francesca Frenquellucci e lei ha accettato   la nomina ad assessore comunale   all’Innovazione. È il primo caso del genere in Italia, una novità  che potrebbe portare a nuovi scenari in vista delle elezioni regionali delle Marche che si terranno in primavera.
Frenquellucci ha partecipato alle amministrative del 2019 come candidata sindaco, in diretta competizione con Ricci. Circa cinque mesi fa il primo cittadino le ha affidato la delega per seguire il progetto di riportare un corso di laurea a Pesaro, uno dei temi della campagna elettorale penstastellata. Pochi giorni fa è arrivata la proposta di entrare in giunta che Frenquellucci ha accettato.
Per il capo politico di M5s Vito Crimi però l’assessorato in una Giunta a guida Pd è incompatibile con la permanenza nel Movimento, prospettando l’autosospensione di Frenquellucci e annunciando che il caso sarà  sottoposto ai probiviri.
Divisi i commenti sulla pagina Facebook di Frenquellucci, che comunque ha avuto il supporto di tanti attivisti. C’è chi le augura buon lavoro e prevede una svolta a favore dell’ambiente e della saluta pubblica delle politiche del Comune, chi le dice “brava”: “Se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo stare dentro le istituzioni”.
Ma qualcun altro ironizza: “Ricordiamo che sono in vendita le tessere del Pd”. “Non provi almeno un pizzico di vergogna?” le chiede un altro, accusandola di avere “distrutto il Movimento in questa città , in questa provincia”, insieme al deputato Cecconi, candidato nel collego uninominale che non partecipò alla campagna elettorale per una storia di mancate ‘restituzionì e venne comunque eletto.

(da agenzie)

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IL MINISTRO DELL’INTERNO LIBICO A ROMA PARLA DI 300.000 SFOLLATI E BUSSA COME SEMPRE A QUATTRINI

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

L’ITALIA CHIEDE MODIFICHE AL MEMORANDUM PER GARANTIRE IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI, I LIBICI SONO IMPRESENTABILI

Il ministro dell’Interno libico Fathi Bashaga ha trascorso quasi l’intera giornata a Roma, nelle ore in cui il memorandum Italia-Libia si è rinnovato in automatico dopo tre anni dalla firma. Anche se dalla Farnesina garantiscono che saranno apportate modifiche. Il primo dato è politico.
Questa mattina Bashaga ha incontrato il suo omologo Luciana Lamorgese al Viminale. Il colloquio è stato lungo, approfondito e a tratti anche complicato, dal momento che la Libia, prima di tutto, ha chiesto all’Italia una presa di posizione politica che faccia chiarezza sull’appoggio, del nostro Paese, al governo di accordo nazionale di Fayez al Serraj. In pratica, è ciò che emerge, nell’ultimo anno la politica estera italiana non è stata chiara oscillando tra le posizioni di al Sarraj e quelle del generale Haftar. Inoltre, andando alle ricadute pratiche, il ministro libico ha chiesto all’Italia aiuti materiali per gestire una situazione molto difficile dopo mesi di guerra. In questo momento nel paese africano ci sono 300mila sfollati, che potrebbero essere pronti a partire, creando dunque davvero una bomba immigrazione.
A quest’emergenza si aggiunge la chiusura di cinque campi per migranti che si trovavano sulla linea del fuoco ed è emersa l’esigenza di attivarne di nuovi e proprio su questo fronte sono stati chiesti aiuti materiali all’Italia.
Lamorgese ha espresso completa disponibilità  a proseguire la collaborazione, fermo restando che gli aspetti politici del rapporto tra i due Paesi sono gestiti da Palazzo Chigi e dalla Farnesina, che stanno lavorando agli emendamenti da proporre al Memorandum, che si è appena rinnovato per un altro triennio.
Sul miglioramento delle condizioni dei campi per migranti, punto centrale per l’Italia, si punta a un piano che coinvolga Europa ed organismi internazionali, come l’Onu e l’Unhcr, per dare il segno tangibile che si stia lavorando per garantire i diritti umani, come chiedono in queste ore una parte del Pd e il Movimento 5 Stelle.
Inoltre la Libia ha chiesto un maggiore impegno all’Italia e all’Europa per quanto riguarda la frontiera sud, quella con il Ciad e il Niger, dove c’è un problema di controllo del territorio. Tuttavia, in questa fase, è molto difficile per il nostro Paese capire chi controlla quel territorio e quindi come muoversi.
Lasciato il Viminale, il ministro Fathi Bashaga si è diretto alla Farnesina per incontrare Luigi Di Maio.
Il titolare della Farnesina ha annunciato inoltre che l’Italia presenterà  presto “una serie di emendamenti al fine di migliorare i contenuti del memorandum bilaterale in materia migratoria del 2017, con particolare riguardo al rispetto dei diritti di migranti e richiedenti asilo”.
Sul Memorandum, in questi giorni, hanno attaccato sinistra e parte del Pd, invocando il rispetto dei diritti umani come precondizione per continuare la collaborazione con Tripoli. Il tema è stato affrontato anche nei colloqui di oggi, che hanno visto pero’ Bashaga far presente le condizioni della Libia.

(da “NextQuotidiano”)

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MORTA LEILA JANAH, L’IMPRENDITRICE CHE HA DATO LAVORO A 11.000 POVERI, AVEVA 37 ANNI: “ERA UNA FORZA PER IL BENE DEL MONDO”

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

CON LE SUE DUE AZIENDE AVEVA RIDATO DIGNITA’ A MIGLIAIA DI POVERI TRA AFRICA E INDIA

Il mondo dell’imprenditoria è in lutto per la morte prematura di Leila Janah.
Conosciuta in tutto il mondo come “l’imprenditrice dei poveri”, per aver dato lavoro con le sue aziende ad oltre undicimila persone tra India e Africa, è deceduta lo scorso 24 gennaio nella sua casa a New York a causa di una grave malattia che l’aveva colpita da tempo, un tumore ai tessuti molli, il cosiddetto sarcoma epitelioide, che aveva raccontato anche sui propri canali social, mostrandosi senza capelli e molto dimagrita.
La notizia, tuttavia, è stata resa nota solo nelle ultime ore. Classe 1982 e di origine indiana da parte di entrambi i genitori, era nata a Lewinston, vicino alle cascate del Niagara, prima di trasferirsi in un sobborgo di Los Angeles.
Sin dai tempi delle scuole medie aveva cominciato a pensare di poter dare una mano ai meno abbienti, anche perchè la sua stessa famiglia viveva in condizioni disagiate.
Ma la vera svolta nella sua vita è arrivata durante gli anni dell’Università , quando ha cominciato a trascorrere le sue estati in Ghana per partecipare ad un programma di insegnamento dell’inglese per i bimbi non vedenti.
Il contatto con le aree più povere del contente africano l’hanno spinta a cercare di fare qualcosa di concreto per quelle popolazioni. Così nel 2008 ha fondato in Kenya Samasource, dal sanscrito “Sama” che vuol dire “eguale”, con l’obiettivo di offrire una vita migliore a coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà .
L’azienda dà  attualmente lavoro a oltre 2.900 persone in Kenya, Uganda e India. La compagnia lavora nel campo digitale e fornisce consulenze, dati, progetti e strumenti poi utilizzati nei campi più vari, dai videogiochi alla meccanica per aut, anche a colossi del calibro di Google, Facebook, Microsoft, Getty Images e Walmart.
Poi, nel 2015 è arrivata anche LXMI, una linea di cosmetici di lusso, che impiega centinaia di donne povere lungo la valle del Nilo, in gran parte in Uganda, per raccogliere le noci Nilotica e trasformarle in un burro che viene esportato negli Stati Uniti per essere utilizzato nella produzione dei prodotti per la cura della pelle.
In totale, nelle sue aziende hanno trovato una stabile occupazione circa undicimila persone. Neppure la malattia, scoperta qualche anno fa, l’ha fermata.
Ha lasciato il marito Tassilo Festetics. “Ci mancherà  la sua risata contagiosa, il suo spirito tenace e la sua capacità  di ispirare tutti. Era una forza per il bene nel mondo”, si legge in una nota divulgata da Samasource.

(da agenzie)

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RUBY TER, IL TESTIMONE: SOLDI A IMANE FADIL PERCHE’ TACESSE SULLE SERATE AD ARCORE

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

RUBY AVREBBE INCASSATO 3 MILIONI DI EURO DA BERLUSCONI

Riprendono le audizioni in aula, nel tribunale di Milano, per il processo Ruby Ter a carico di Silvio Berlusconi e altri 28 imputati.
Nel corso della sua deposizione, un testimone ha spiegato di aver conosciuto Imane Fadil, la giovane testimone morta l’anno scorso in seguito a una malattia, «durante una festa, in un locale a Milano».
L’aveva poi incontrata più volte nello studio dell’allora legale della ragazza, Danila De Domenico, con la quale aveva «un rapporto di amicizia e poi professionale, nel senso che abbiamo tentato insieme di intraprendere un’attività  immobiliare».
A Fadil sarebbero stati offerti diversi migliaia di euro per tacere sulle serate ad Arcore. Il consulente immobiliare, amico dell’allora avvocato di Imane Fadil, ha raccontato che nel presunto tentativo di corruzione in un bar vicino al tribunale a Imane sarebbe stato chiesto di «nascondere qualcosa su quello che aveva visto alla feste, sulla circostanza che le ragazze restavano a dormire da Berlusconi, sui balletti osè. Ma Imane — ha sottolineato — voleva andare avanti per la sua strada, cioè dire la verità , quello che aveva visto».
La 34enne Fadil, ha precisato il teste rispondendo alle domande dei pm, «non aveva assolutamente soldi,   faceva alcune serate in discoteca per le quali prendeva un compenso suo 100-150 euro a sera, ne faceva due o tre a settimana. Aveva un ottimo rapporto con la sorella e la madre che stavano a Torino, ma da loro non riceveva aiuti economici».
«Sulle ragazze che le proposero i soldi — continua il teste — mi specificò che erano due testimoni del processo, che già  avevano ricevuto dei soldi. Imane mi disse che alcune ospiti avevano preso appartamenti, macchine per le frequentazioni con Berlusconi. Non ricordo i nomi, sull’entità  delle cifre, erano somme notevoli, ventimila, anche cinquantamila».
La modella marocchina avrebbe anche «rifiutato cinquemila euro per restare a dormire» ad Arcore.   Sulla provenienza dei denari che le sarebbero stati offerti, il testimone è rimasto vago all’inizio, poi incalzato dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, ha confermato che gli venne fatto il nome di Berlusconi, giustificando l’iniziale incertezza col fatto che «sono passati cinque — sei anni da quando venni ascoltato».
«Fadil mi parlava del processo (all’epoca si celebrava quello a carico di Berlusconi, poi assolto, ndr), consigli però non ne prendeva da nessuno — ha raccontato — a volte si presentava in studio inc..ta nera, dicendo parolacce, era sbalordita perchè, secondo lei, alcune ragazze sentite al processo non avevano detto la verità . Questo la faceva rabbrividire, ripeteva ‘non si fa così’. Credo che stesse così perchè aveva un senso etico. Diceva che quasi tutte le ragazze non dicevano la verità . Restava arrabbiata per qualche giorno».
Un altro teste, Antonio Matera, ha invece detto di come Luca Risso, ex compagno di Ruby, gli avesse raccontato che «l’operazione per incassare 3 o 4 milioni con lei era riuscita, la cifra finale ricevuta era sui 3 milioni e con quei soldi arrivati da Berlusconi andò a vivere in Messico con lei e là  fecero investimenti immobiliari».
«Risso — ha detto — era innamorato dei soldi, gli interessava Ruby perchè gli avrebbe portato soldi».

(da agenzie)

argomento: Giustizia | Commenta »

FROSINONE, SASSI CONTRO STUDENTI CINESI DELL’ACCADEMIA DI BELLE ARTI

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

A TORINO UNA RAGAZZA COSTRETTA A SCENDERE DAL BUS: “SEI CINESE”… UN PAESE IN PREDA AL DELIRIO RAZZISTA

Episodi di razzismo contro i cinesi, da Cuneo a Frosinone.
C’è stata infatti una sassaiola contro gli studenti di nazionalità  cinese dell’Accademia di Belle Arti di Frosinone.
L’episodio lo riferisce il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini ed è emerso da una conferenza stampa della direttrice dell’Istituto Loredana Rea e del presidente della Consulta degli studenti Luca Spatola. All’origine, secondo quanto riportato, il caso di una studentessa cinese malata risultata poi negativa al test eseguito allo Spallanzani.
Il caso della studentessa, poi risultata negativa, aveva portato alla chiusura cautelativa dell’Accademia. La giovane poi era stata trasferita allo Spallanzani dove è stato accertato che non aveva contratto il virus. ”
È un episodio gravissimo, senza precedenti, un’autentica vergogna – commenta Buschini – Mi auguro che gli autori di questa follia possano essere perseguiti dalla giustizia e si rendano conto dell’assurdità  che hanno commesso, nella speranza che vogliano pentirsi e chiedere scusa”.
Sulla sassaiola arriva il commento del presidente della Regione Lazio e segretario del Pd, Nicola Zingaretti: “Io sono senza parole – scrive su Facebook -, spero che i responsabili siano coscienti di dover rispondere di questa vergogna. Se la disinformazione porta addirittura a gesti pericolosi come questo, dobbiamo impegnarci tutti e di più per raccontare la verità  e le notizie corrette. Solidarietà  alle vittime di una vera e propria aggressione”.
C’è poi l’episodio di una giovane cinese che da Cuneo stava viaggiando a bordo di un autobus verso Torino ed è stata fatta sentire non gradita, e così spinta a scendere a terra. La ragazza, che non avrebbe una buona padronanza dell’italiano, non ha sporto denuncia ma lo ha riferito alla comunità  cinese di Torino.
Il fatto, avvenuto nei giorni scorsi, è emerso oggi durante il pranzo della sindaca Chiara Appendino in un ristorante cinese di Torino. “Mi è stato evidenziato il caso di una ragazza che è stata fatta sentire persona non gradita e spinta a scendere da un autobus – afferma la sindaca Appendino -. Ma a Torino non abbiamo avuto altri episodi di razzismo e di questo voglio ringraziare i torinesi. Questa attenzione che oggi noi stiamo richiamando in realtà  c’è già ”.
“A Torino – ha ribadito la prima cittadina – non ci sono stati episodi di razzismo, ma il periodo di convivenza con quello che sta accadendo a livello globale credo non sarà  breve. Invito quindi tutti ad adottare le cautele necessarie ma a non cadere nella psicosi”.

(da agenzie)

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ALLE 16.15 SALVINI NON SI PRESENTA AL QUARTIERE BALLARO’ DI PALERMO COME DA PROGRAMMA: DOVE LO CONTESTANO, CUOR DI LEONE SCAPPA

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

“CI ANDRO’ QUANDO AVRO’ QUALCHE PROPOSTA CONCRETA”: QUINDI NON NE HA, CI ANDAVA SOLO A PROVOCARE

Il segretario della Lega Matteo Salvini, da oggi pomeriggio a Palermo, dopo l’incontro di circa due ore con il presidente della Regione Nello Musumeci, a Palazzo d’Orleans, nonostante ci fosse in programma una passeggiata a Ballarò alle 16.15 ha rinunciato alla visita.
In realtà  nel quartiere modello di integrazione non lo volevano e diverse centinaia di palermitani sono scesi nelle strade per contestarlo.
Piuttosto che ammettere l’ingloriosa fuga, Salvini è uscito con un tappullo che è peggio del buco: “A Ballarò ci vado quando posso portare qualche proposta concreta. Se mi chiedono di passare in un Commissariato di polizia, dò la priorità  al Commissariato di polizia,” ha detto il leader della Lega.
Ovvero ammette che non ha proposte concrete e che nel quatiere sarebbe andato solo a fare il provocatore.
Da segnalare che nessuno gli ha chiesto di passare da un commissariato di polizia, se non un funzionario che è casualmente dirigente della Lega di Palermo
“Matteo Salvini ha perso una grande occasione per spiegare ai palermitani, ai residenti e ai commercianti di Ballarò le sue idee. Evidentemente dovendo scegliere fra twittare in modo compulsivo senza contraddittorio e confrontarsi coi cittadini, ha scelto una molto meno rischiosa fuga”, ha detto il sindaco Leoluca Orlando.

(da agenzie)

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BOSSI ATTACCA: “SALVINI SBAGLIA, IL NAZIONALISMO FA PERDERE LA LEGA”

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

E AUSPICA UN CAMBIO DI LEADER: “LA LEGA FA ANCORA GLI INTERESSI DEL NORD?”

Intervistato da Gad Lerner su Repubblica, Umberto Bossi oggi va all’attacco di Matteo Salvini e della sua scelta di allearsi con l’estrema destra che secondo il Senatùr snatura la Lega dei suoi tempi.
Per questo auspica che si cambi leadership:
«Al Senato mi hanno chiesto di quale partito ero membro e io gli ho risposto che sono della Lega Nord. Ma la sigla non era prevista, a insistere sarei finito nel gruppo misto. Allora ho aderito al gruppo Lega per Salvini premier, per forza di cose. Ma una tessera nazionalista mica fa per me. Ci sono tanti militanti che non approverebbero. Molti sono già  andati via, attirati dal movimento Grande Nord di Roberto Bernardelli. Sbagliano prospettiva. Soffrono perchè la Lega ha tolto la parola al Nord. Ma non è finito il mondo. Un recupero è possibile».
Cambiando leader?
«Evidentemente anche cambiando leadership. Ma io ho fiducia che, essendo mutata la situazione, anche le persone possano correggersi e cambiare».
Al Senatùr manca la Lega Nord e questo dà  la stura all’operazione nostalgia di Repubblica, che dipinge il Senatùr come un vecchio leone tradito dal Capitano:
Così si apre la strada alla Meloni?
«Certo, ci vuole buon senso. La gente si chiede: la Lega fa ancora gli interessi del Nord, sì o no? Basta fare due conti. Più della metà  degli elettori italiani vive sopra il Po. Se perdiamo questi, è finita. La priorità  è batterci per l’autonomia, e per raggiungerla l’esperienza insegna che serve mantenere anche buoni rapporti con la sinistra, più sensibile della destra a questo tema».
Dovreste cambiare alleati
«Non dico questo. Dico solo che per raggiungere l’autonomia bisogna avere rapporti anche con la sinistra. In Europa è la sinistra che ha concesso spazi all’autonomia. Se è avvenuto in Catalogna, perchè non in Lombardia? E poi nell’Italia meridionale l’elettorato si divide per clientele, come facciamo a credere che la Lega nazionalista diventi primo partito del Sud? E’ stato un errore provarci. Le ultime elezioni ci dicono che la strategia di andare al Sud è entrata in crisi. Torniamo indietro fin che siamo in tempo. Sono convinto che l’autonomia è una meta che raggiungeremo, per questo tengo duro».
Salvini però ha scelto l’estrema destra anche nelle alleanze in Europa. Marine Le Pen, i tedeschi di Alternative fur Deutschland, il sovranista ungherese Orbà n…
«Cercava una legittimazione internazionale. Quel genere di alleanze ti può aiutare momentaneamente a prendere qualche voto in più, ma poi nessuno li vuole, non sono spendibili per conquistare dei risultati. Gli alleati ti devono servire per governare, se scegli l’estrema destra dopo è difficile trovare qualcuno che fa gli accordi con te. E poi, me lo lasci dire: mio nonno era socialista, io sono e resto antifascista. Su questo non si transige».
Infine, la stoccata a Salvini tramite Giorgetti che lo indirizza:
A parte i suoi fedelissimi leghisti della prima ora, Bossi, lei ha modo di confrontarsi con lo stato maggiore del nuovo corso? Con Giancarlo Giorgetti, ad esempio?
«Giorgetti mi viene a trovare, ma il suo ruolo ora è di indirizzare Salvini. Poi, si sa, ci sono altri che attaccano il carro dove ordina il padrone. Ma io non sono mai definitivo. Sono convinto che la gente può sempre migliorare».

(da agenzie)

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GLI OPERAI WHIRLPOOL CONTRO IL M5S: “I NOSTRI VOTI? MAI PIU'”

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

“SE AVESSI SAPUTO COME SAREBBE ANDATA A FINIRE MI SAREI FRATTURATO LA MANO PUR DI NON VOTARE PER LORO”

«Di Maio ci ha delusi. All’inizio sembrava una persona capace di farsi rispettare, poi se ne è andato agli Esteri ed è sparito. Patuanelli sarà  pure una brava persona, ma non ha esperienza in questo settore. Ci vorrebbe qualcuno che abbia esperienza industriale. Avevo votato per il Movimento 5Stelle per protesta, sperando di risvegliare il Pd, e mi è andata male. Non li rivoterò. Gliel’ho già  detto»: un operaio di Whirlpool citato oggi dal Mattino racconta tutto il suo scoramento per la conclusione della vicenda dello stabilimento di Napoli, che chiuderà  il 31 ottobre nonostante i ripetuti annunci grillini, che in questo anno e mezzo avevano proclamato il salvataggio in più occasioni mentendo clamorosamente, visto che parlavano di passi indietro dell’azienda che non sono stati mai fatti e di accordi mai arrivati, compreso quello per riportare la produzione in Italia dalla Polonia.
«È solo un eufemismo. Sono passati 8 mesi. Ci sono stati due ministri per poi arrivare al tavolo del 29 gennaio e sentirci dire che non hanno gli strumenti coercitivi per far cambiare idea alla multinazionale. E in 8 mesi cosa hanno fatto? Ci hanno pensato che dopo Whirlpool tutte le multinazionali faranno lo stesso? Il tavolo con Invitalia è solo un atto di resa del ministro».
Dal catastrofico bilancio sulla lunga vertenza scaturisce poi per Antonio — operaio trentaseienne, a via Argine fin dall’adolescenza — un’altra certezza.
«I 5 Stelle ebbero il mio voto solo perchè la scena politica era vuota e loro sembravano l’unica alternativa alle destre, ma non mi sono mai piaciuti e sottolineo mai. Ma, se avessi saputo come sarebbe andata a finire, il 4 marzo del 2018 mi sarei fratturato una mano pur di non votare per loro».
E ancora: «Ho perso tutta la fiducia e con me i miei colleghi. Avevo votato per i 5 Stelle ma mi hanno deluso troppo. Non li voterò mai più. Il governo non ha fatto nulla per noi. Vedendo Patuanelli, ho capito che per fare il Ministro dello Sviluppo Economico ci vogliono gli attributi. E Di Maio si era dimostrato un pivello. Ho due figlie adolescenti. Purtroppo dovrò dire loro di andare via dall’Italia. Ho 44 anni e lavoro nello stabilimento da quando ne avevo 20. Non so dove andrò a finire. Mio marito ne ha 56 ed è disoccupato. Siamo in difficoltà . Speriamo che Invitalia possa fare qualcosa, ma ne dubito. È l’ultima promessa di Patuanelli».

(da “NextQuotidiano“)

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SALVINI A PALERMO, POMERIGGIO DI TENSIONE IN CITTA’ TRA LENZUOLI STESI, CITOFONI DI CARTA E FLASH MOOB

Febbraio 3rd, 2020 Riccardo Fucile

LA ANNUNCIATA “PASSEGGIATA” AL QUARTIERE POPOLARE DI BALLARO’ DOVE CONVIVONO PACIFICAMENTE LOCALI E IMMIGRATI E’ LA SOLITA PROVOCAZIONE DEL SEQUESTRATORE DI PERSONE: RICEVERA’ L’ACCOGLIENZA CHE MERITA

Migliaia di citofoni di carta. E per ogni campanello una targhetta che ricorda un valore civile: legalità , uguaglianza, solidarietà . Così, con un richiamo satirico all’iniziativa del Pilastro prima delle Regionali emiliane, le sardine si apprestano ad accogliere Matteo Salvini a Palermo.
Il capoluogo siciliano è in subbuglio già  da qualche giorno. Sono comparsi di nuovo sui balconi i lenzuoli che fecero la storia dell’antimafia dopo le stragi: sopra, stavolta, c’è la scritta “La Sicilia non si lega”, con alcune variazioni sul tema che rimandano all’articolo 3 della Costituzione. Salvini parlerà  in un teatro cittadino, al Teatro Al Massimo, e in contemporanea, all’esterno, andrà  in scena la manifestazione delle sardine.
Ma il momento clou della giornata, e anche quello che più preoccupa le forze di polizia, sarà  la passeggiata che il leader della Lega ha deciso di fare dentro il mercato di Ballarò, all’interno di un quartiere che ha una altissima percentuale di immigrati africani.
Nell’attesa di questa visita, il cartello Sos Ballarò, che racchiude cinquanta associazioni che operano nella circoscrizione, ha organizzato una seconda manifestazione di protesta: “Riteniamo l’iniziativa di Salvini una vera e propria provocazione – dice Claudio Arestivo, dell’associazione “Moltivolti” – Ballarò rappresenta il fallimento degli slogan dell’ex ministro: qui lavoriamo ogni giorno a un’integrazione autentica, qui convivono la vecchia e la nuova Palermo, gli immigrati e gli autoctoni. Delle semplificazioni di Salvini, solo legate a dinamiche elettorali, proprio non abbiamo bisogno”.
Numerose, dicono gli organizzatori, le adesioni: potrebbero essere migliaia le persone in piazza ad accogliere Salvini. La manifestazione viene presentata come “pacifica” ma la Questura ha previsto robuste misure di sicurezza per evitare incidenti, sia a Ballarò che a piazza Verdi, dove il leader parteciperà  al raduno leghista.
Fiutato il clima, Salvini ha lanciato la sua sfida su Facebook: “Qualche “democratico” pensa di poter decidere chi può parlare a Palermo e chi no”.
In programma, fra la puntata a Ballarò e la kermesse del tardo pomeriggio, pure una visita a un commissariato di polizia: tappa curiosa, considerato che Salvini non è più ministro degli Interni. Ma in quel commissariato, ritenuto di frontiera perchè ha competenza sui quartieri poveri e popolati da extracomunitari, ha lavorato per otto anni Igor Gelarda, il poliziotto che è uno dei dirigenti locali della Lega.
Domani mattina, prima di lasciare Palermo, Salvini sarà  nella sede dell’Ars, l’assemblea regionale, per battezzare il gruppo della Lega. Entrerà  per la prima volta nel Palazzo dell’antica istituzione oggi guidata da Gianfranco Miccichè, il forzista che l’estate scorso gli diede pubblicamente dello “stronzo”. I bookmakers già  accettano scommesse: i due si incontreranno?

(da agenzie)

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